FoiaPop.it…e adesso…chiediamo(li) tutti

Succede tutto in 6 mesi, da inizio Gennaio 2017.
Ci eravamo appena lasciati, rinforzati nell’entusiasmo dal raduno estivo di Castelbuono.

Decidiamo (Giuseppe Ragusa e Giovanni Pirrotta) di darci presto un appuntamento “virtuale” perché avevamo l’impressione che su alcuni dati si potesse lavorare insieme per produrre qualcosa di utile, ma entrambi non avevamo in alcun modo un’idea precisa.

Avevamo solo, con modalità e con obiettivi diversi, approfondito gli stessi temi e cioè: l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), i dati sui contratti pubblici dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), il Sistema Informativo delle operazioni degli enti pubblici (SIOPE).

Partiamo:

  • Uno scambio di idee (confuse);
  • Non demordiamo perché qualcosa ci dice che siamo sulla strada giusta;
  • Dobbiamo dimenticarci di “noi” piccoli e diventare per un po’ un grande “NOI”. Dobbiamo cioè ripartire dai bisogni del cittadino. Sta lì la risposta che cerchiamo.

Abbiamo deciso di “ascoltare” il più possibile. Giorni di “ascolto” ci fanno comprendere che:

  • Il diritto di accesso civico, sia semplice che generalizzato (FOIA), è per molti cittadini uno sconosciuto;
  • Chi ne conosce l’esistenza ha difficoltà a porre domande fondate e non opponibili dalla PA. Ci sarebbe bisogno di “dati da cui partire”;
  • Gli “eventi/manifestazioni/azioni amministrative” più importanti e che destano maggiore interesse all’interno di una PA sono quelle su cui ruotano i flussi monetari e cioè i pagamenti, gli incassi, gli appalti, etc. E, guarda caso, ci sono già disponibili dei dati aperti.

Ora le idee sono molto più chiare. Ma non è che siamo davvero sulla strada giusta?

Si inizia a mettere nero su bianco e mettiamo gli “open data” a sistema. Gli open data, uno strumento chiave di volta per aprire uno scrigno impolverato e incompreso sotto gli occhi di tutti. Un approccio nuovo, diverso, creativo, in grado di far emergere un potenziale finora inesplorato, di conciliare semplicità e facilità di utilizzo, per essere alla portata di tutti e fruibile senza libretto di istruzioni.

Nasce FoiaPop.it, il portale degli accessi civici data-driven (cioè guidato dall’uso dei dati). Una guida passo-passo alla compilazione online degli accessi civici semplici e generalizzati a partire dai flussi monetari delle Pubbliche Amministrazioni, dai contratti pubblici e dagli obblighi di pubblicazione imposti dal D. Lgs 33/2013.

Gli open data che ci “guidano” sono attualmente:

Con FoiaPop non dovrai fare altro che selezionare una pubblica amministrazione, visualizzarne i pagamenti, gli incassi e/o gli appalti, esplorare il patrimonio informativo fornito dagli open data, generare il documento/richiesta di accesso civico per chiedere un dettaglio, un approfondimento, una spiegazione, o dei dati, quindi firmare e inviare la richiesta alla pubblica amministrazione, anche via email o via Posta Elettronica Certificata.

Il nostro augurio è che FoiaPop.it possa realmente contribuire a diffondere in modo capillare la conoscenza e l’esercizio del diritto di accesso civico ai dati, ai documenti e alle informazioni delle Pubbliche Amministrazioni.

Su coraggio. Si può fare! 
Chiediamo(li) tutti!

Prima Giornata della trasparenza 14 luglio 2016

Nella giornata del 14 luglio si è svolta presso l’Aula Consiliare di Palazzo delle Aquile ( Sala delle Lapidi) la “1^ Giornata della trasparenza 2016 del Comune di Palermo”. L’incontro ha avuto come obiettivo quello di affrontare i temi riguardanti le tematiche “[…]dell’Anticorruzione, della Trasparenza e dell’accessibilità alle informazioni sull’organizzazione e all’attività del Comune di Palermo”. Il programma ha visto succedersi diversi interventi da parte di esponenti delle istituzioni palermitane inerenti al tema in oggetto.

Dopo un inizio incentrato sugli obblighi di legge in ambito prevenzione alla corruzione, e trasparenza/diffusione delle informazioni pubbliche da parte della pubblica amministrazione (D.lgs. 33/2013 aggiornato con il D.lgs. 97/2016 ) discussi tra gli altri dal Dottor F. Dall’Acqua (segretario generale anticorruzione del comune di Palermo), si è proseguito con interventi mirati ad evidenziare quali strategie il comune di Palermo sta cercando d’attuare in maniera efficace rispetto a ciò che chiede il sopra citato decreto legge (si veda tra gli altri alcuni documenti che mirano a ciò, citati da alcuni relatori quale il bilancio sociale e il programma della trasparenza). Di particolare interesse sono stati quindi gli interventi, capitanati dal capo area dell’area dell’innovazione tecnologica dottor Marchese, inerenti agli strumenti utilizzati dal Comune di Palermo che caratterizzano tale strategia.
Da colpo di scena è stato in tal senso l’intervento di Ciro Spataro che, brevemente ma in maniera efficace, ha illustrato telefonicamente (supportato da presentazione visibile ai presenti) il sito degli open data del Comune di Palermo, spiegandone funzionalità e tipologia di dati presenti, nonché il processo trasversale tra i dipendenti comunali che portano alla generazione e pubblicazione dei dati. Interessante la sezione delle mappe tematiche che mostra quanto di buono e bello possono fari i dati aperti, e la presa di posizione pronta a mirare ad un formato di dato sempre più dinamico che si aggiorni in concomitanza con chi lo genera.
Di uguale interesse la presentazione, da parte di dipendenti degli uffici tributi del comune e del SUAP, del Cassetto tributi di Palermo e del portale digitalizzato del SUAP, portali informatici che permettono, il primo al cittadino di svolgere tutta una serie di attività inerenti alla propria situazione tributaria (fare istanze on-line, verificare pagamenti e scadenza, effettuare anche il calcolo di IMU, TASI, TARI etc.), mentre il secondo permette a tutti i cittadini di avere assistenza, consulenza e rilascia di documenti a chiunque sia interessato ad entrare nel settore delle Attività Produttive, con obiettivo comune di ridurre al minimo i tempi di attesa di rilascio di documenti e snellire le file agli uffici di competenza.
Tra le esposizioni dei due servizi messi a disposizione dei cittadini, c’è stato anche l’intervento a cura dell’ufficio del web master incentrato su una breve panoramica del sito internet istituzionale e sui relativi profili social, al fine di valutare l’impatto che questi strumenti hanno con il cittadino in termini di comunicazione diretta. Interessante sapere come il sito del comune di Palermo ha avuto un incremento notevole delle pagine visualizzate: si pensi già che solo nel primo trimestre del 2016, numeri si assestano già alla metà delle pagine visualizzate di tutto il 2015. Curioso anche l’impatto che i profili social del Comune di Palermo hanno nei confronti dei cittadini, dimostrando come una buona parte dei cittadini utilizzino tali canali per tenersi aggiornato su notizie relative alla propria amministrazione. A conferma di ciò i numeri dicono che i fan di Facebook sono passati dall’essere 8.806 nel 2014 a 18.708 nel 2015, e per quanto riguarda Twitter si è passato da 14.700 follower a 16.300 già solo nel primo trimestre del 2016. Numeri che magari a possono non entusiasmare ma che comunque in una terra dove ancora si hanno livelli di conoscenza informatica scarsi possiamo dire che sono confortanti, dimostrando che c’è comunque si cerca l’innovazione e la comunicazione diretta tra pubblica amministrazione (PA) e cittadino.

Cittadino??? Beh si. Qua arriva la nota dolente dell’incontro. Tale incontro era aperto a tutti i cittadini per l’ascolto di eventuali osservazioni e suggerimenti, anche perché essi sono attori principali del processo operativo riguardante il tema dell’incontro ( trasparenza e diffusione di informazioni verso chi se non verso il cittadino). E mi dispiace dover scrivere che a questo incontro eravamo non più di 2-3 semplici cittadini (compreso il sottoscritto). Le altre persone presenti erano impiegati comunali, che fra l’altro non sembravano proprio felici di essere lì (forse obbligati? O potevano scegliere se lavorare o assistere all’incontro?)
Se questo incontro era (come credo) anche un tentativo per far avvicinare il cittadino alla PA, è fallito. Un’occasione persa sia dalla PA che dal palermitano. La PA ha perso l’occasione di far conoscere ai palermitani quali strumenti sta cercando di attuare per venire incontro ai bisogni dei cittadini, e per cercare di avvicinarsi anche dal punto di vista comunicativo al cittadino. L’incontro è stato diffuso sul sito web del comune (molto in linea con il tema centrale della giornata, utilizzo del sito del comune e i profili social) e ne è stata data comunicazione alle associazioni di categoria ( si pensi al settore del commercio visto che si è parlato del SUAP); ma nessuno si è fatto vedere.
Per il futuro suggerisco di scegliere un giorno e un orario non lavorativi, una sede più friendly come una piazza o un parco/giardino e utilizzare anche mezzi di comunicazione “classici” (testate giornalistiche o manifesti pubblicitari?).
L’altra campana – i cittadini – ovviamente dal canto suo è impossibilitata a rispondere perché assente. Ed ecco che provo io a rispondere. Da cittadino (unico a prendere la parola per un intervento a fine dibattito) sono realmente inalberato nel constatare questa scarsa partecipazione. Al di là di ogni orientamento politico – e questa è politica, perché in termini di trasparenza della PA o si fanno certe cose o non si fanno – chiunque infatti può presenziare e a fine dibattito può intervenire con un propria considerazione o domanda a favore o contro di ciò che è stato esposto. Magari qualcuno dei nostri amministratori, segretari, politici ( chiamiamoli come vogliamo) prenderà in considerazione qualche proposta, o non saranno d’accordo su qualche idea, o addirittura potranno pure fare finta di ascoltare ma almeno si alza un dibattito e si cerca di far scruscio, e aprire un confronto magari con altri cittadini presenti in platea pronti ad ascoltare e condividere iniziative. Lungi da me sperare di incontrare chi si interessa solo di calcio (è solo una metafora), ma di certo mi sarei aspettato di trovare quei palermitani (semplici cittadini o associazioni) che sulla rete internet si fanno spesso sentire e reclamano risposte dalla PA su questi argomenti. Questa occasione dispiace dirlo è stata persa, anche per tutte quelle persone che si battono per la trasparenza e il rilascio dei dati da mettere a disposizione, perché sono poche le occasioni che mettono nella stessa stanza politici e cittadini.


foto di OKFN

Scuola 2.0

Il 25 febbraio al Liceo Meli di Palermo, durante il seminario promosso dall’ ANQUAP, dal titolo “PNSD – lo sviluppo della cultura digitale nelle II.SS.“abbiamo affrontato la seguente tematica: la gestione dei flussi informativi all’interno della Scuola digitale.

Siamo partiti dal concetto di Open Government che significa scuola aperta, trasparente, condivisa e collaborativa, un nuovo paradigma che modifica la relazione tra scuola e “popolazione scolastica”: da un approccio basato sull’erogazione dei servizi da parte della Scuola dove le famiglie e il personale hanno il ruolo di fruitori passivi, si passa ad un approccio basato sulla reale collaborazione e partecipazione diretta di famiglie e personale, alle scelte strategiche della scuola.

Per raggiungere gli obiettivi di trasparenza, partecipazione e collaborazione dell’open goverment, occorre mettere a disposizione della “popolazione scolastica” degli appositi strumenti conoscitivi che permettono di prendere decisioni o meglio di valutare, condividere le scelte fatte dall’istituzione scolastica. Questi strumenti conoscitivi sono rappresentati dai dati e dalle informazioni che passano necessariamente dal sito web istituzionale, strumento principe della comunicazione pubblica nella PA.

Sulla falsa riga del progetto “Albo Pop” di Open Data Sicilia, ideato da Andrea Borruso e sostenuto da un gruppo di amici di ODS, è stato realizzato il progetto Scuola Pop, che si occupa della gestione dell’informazione all’interno dell’istituzionale scolastica, utilizzando i nuovi canali di comunicazione: un flusso informativo, costituito da news, circolari, albo on line, amministrazione trasparente, raggiunge in tempo reale le famiglie, i dipendenti, e le aziende transitando attraverso i social network Telegram, twitter e facebook.

Sconosciuto alla maggior parte della platea, Telegram, è un servizio di messaggistica istantanea, erogato senza fini di lucro, che può essere utilizzato per inviare automaticamente una notifica, ad un numero illimitato di utenti iscritti al canale Telegram della Scuola, sui diversi dispositivi mobili o desktop PC, non appena l’operatore scolastico pubblica un documento.

Molto interesse ha suscitato ai neo docenti animatori digitali, l’ utilizzo dei social network nella gestione dell’informazione, sia nella veste di attori della PA, data la semplicità nella gestione e diffusione dell’informazione, che nella veste di utilizzatori, fruitori di un servizio in rete, affidabile, semplice,ed immediato.

Qui le slide: http://www.slideshare.net/mariogrimaldi743/pnsd-lo-sviluppo-della-cultura-digitale-nelle-iiss

A Messina è tempo di trasparenza: il Comune segnalato all’Anticorruzione (ANAC)

La segnalazione n. 2345 del 17 gennaio 2016 è stata inviata all’Autorità Anticorruzione per denunciare la mancata pubblicazione da parte del Comune di Messina dei rilievi degli organi di controllo interno. È l’ultimo passaggio in ordine di tempo, avviato dopo la richiesta di accesso civico.

Ma facciamo un passo indietro: in data 20 novembre 2015, come comunicavamo insieme con Andrea Nelson Mauro , e alcuni di voi hanno già letto, nel blog di Open Data Sicilia, ho inoltrato istanza di accesso civico al Comune di Messina chiedendo al Responsabile della Trasparenza la doverosa pubblicazione sul sito istituzionale del Comune di Messina, di alcuni atti che l’Amministrazione, in base alla normativa vigente, ha l’obbligo di pubblicare e che alla data della richiesta non erano pubblicati.
Vediamo di cosa si tratta:  l’art. 31 del d.lgs 33/2013 impone l’obbligo alle Amministrazioni di pubblicare nel sito web nella apposita sottosezione di Amministrazione trasparente

  • I rilievi non recepiti degli organi di controllo interno, degli organi di revisione amministrativa e contabile ;
  • Tutti i rilievi ancorché recepiti della Corte dei Conti.

L’obbligo vige dalla data di entrata in vigore del decreto 33 , aprile 2013

Perché questa richiesta?

Il Comune ha l’obbligo di pubblicare on-line i dati , i documenti e le informazioni previste dal dlgs 33/2013 , non solo per adempiere ad obblighi formali di trasparenza ma per consentire la  partecipazione informata dal basso dei cittadini al governo dell’Ente anche mediante proposte, o manifestazioni di dissenso che per essere credibili devono fondarsi su dati e informazioni certe.
Il Comune di Messina si trova,  in una situazione di pre-dissesto di fatto: non è stato approvato il bilancio preventivo 2015 , il piano di riequilibrio finanziario decennale è stato più volte rimodulato e a tutt’oggi ancora non è stato definitivamente approvato.

Tutti i cittadini hanno il diritto di poter visionare on-line gli atti di controllo, di leggerli, commentarli, e farsi una propria opinione in merito alla effettiva gestione finanziaria dell’Ente, attingendo direttamente alle fonti informative primarie.

Spesso leggiamo che anche di politici locali, consiglieri comunali ad esempio, che richiedono atti che dovrebbero già essere disponibili on-line e lamentano di non potere svolgere adeguatamente il proprio ruolo per carenza di informazioni.

Né è pensabile che un cittadino possa assumersi l’onere di controllare giornalmente l’albo pretorio on-line per verificare se qualcuno di questi atti sia ad esempio come nel caso dei rilievi l’allegato di qualche deliberazione o determinazione dell’Ente pubblicata all’albo.

Gli atti, le informazioni e i documenti previsti dal decreto 33/2013  devono essere pubblicati in Amministrazione Trasparente e devono rimanere disponibili per 5 anni. Inoltre devono essere pubblicati in formato accessibile perché chiunque, anche un non vedente da casa ha il diritto di accedere ai servizi informativi. In parole molto povere pubblicare scannerizzando un atto  non è corretto né trasparente, perché non consente nemmeno la possibilità di selezionare parti di testo.

Ma di chi è la competenza e la responsabilità della pubblicazione degli atti?

La competenza è del Responsabile della Trasparenza . Al  Comune di Messina è il Segretario Generale, nonché Direttore Generale e Responsabile dell’Anticorruzione. Il Direttore Generale in data 14 dicembre ha risposto all’ istanza.

“In riscontro alla Sua PEC datata 20 novembre 2015 si comunica di seguito il link relativo alla richiesta di cui in oggetto. http://www.comune.messina.it/amministrazione-trasparente/controlli-e-rilievi-sull-amministrazione/rilievi-corte-dei-conti/
Cordiali Saluti”

Come è possibile visionare a seguito della richiesta sono state pubblicate ancora le sole ordinanze della Corte dei Conti; Il dott. Le Donne ha pertanto adempiuto  parzialmente a quanto richiesto, in quanto non ha ancora pubblicato i verbali degli organi di controllo interno, e cioè innanzitutto i verbali dei Revisori dei Conti.

L’ISTANZA AL TITOLARE DEL POTERE SOSTITUTIVO

In data 21 dicembre ho quindi reiterato l’istanza al titolare del potere sostitutivo che di norma è un organo gerarchicamente superiore, ma al Comune di Messina,   è sempre il dott. Le Donne, chiedendo la pubblicazione dei rilievi non recepiti degli organi di controllo interno, degli organi di revisione amministrativa e contabile dal 2013 alla data odierna. La normativa prevede che, decorsi 30 giorni dall’istanza di accesso civico, si possa reiterare l’istanza al titolare del potere sostitutivo che dovrebbe rispondere nei successivi quindici giorni.

Il Comune non ha risposto: ecco perché è stata inviata la segnalazione all’Autorità Anticorruzione (ANAC).

I quindici giorni sono trascorsi , il Responsabile della Trasparenza non ha risposto né ha pubblicato quanto richiesto. Cosa può fare il cittadino ? Ci sono due strade: una è il ricorso al TAR, l’altra è fare una segnalazione all’ANAC.  In realtà è possibile segnalare anche a Procura per omissione d’atti d’ufficio e Corte dei Conti. IL DLGS 33 è entrato in vigore ad aprile 2013, un tempo sufficientemente congruo per adeguarsi.

Per dovere civico, per informarsi ed informare e non rischiare di rimanere condannati alla perenne opacità, e perché non mi stancherò mai di dirlo: la trasparenza è una questione di sopravvivenza.

AGGIORNAMENTO :

ALLE 15.08 di oggi 19 gennaio MI E’ PERVENUTA RISPOSTA PEC DEL RAGIONIERE GENERALE DEL COMUNE DI MESSINA CHE COMUNICA DI AVERE PUBBLICATO NELLA APPOSITA SEZIONE QUANTO RICHIESTO:

I RILIEVI DEI REVISORI DEI CONTI CHE TUTTI I CITTADINI POTRANNO  FINALMENTE LEGGERE

SEGNALARE SERVE! MA ….

 

purtroppo però i file non sono  pubblicati in formato accessibile, così come richiesto dalla normativa .  La pubblicazione on-line deve infatti avvenire nel rispetto dei requisiti di accessibilità poiché gli atti devono essere fruibili anche da persone con disabilità.

 

Su Trasparenza, Partecipazione e Open Data a Palermo

Riporto le mie riflessioni relative alla partecipazione ai due eventi organizzati dal Comune di Palermo – la “riunione del team Open Data“, l’11 dicembre, e la “seconda giornata della trasparenza 2015“, il 15 dicembre – e già espresse durante tali incontri.

  • Giudico positivo che questi eventi ci siano e siano stati aperti alla partecipazione di tutti anche se, sicuramente, può essere migliorata la comunicazione in anticipo dell’evento (che per la riunione del team Open Data non ha funzionato molto) e, soprattutto, la modalità di partecipazione: nell’era di internet e dei social media, un incontro, come quello sulla trasparenza in aula consiliare, nella mattina di un martedì, necessariamente crea difficoltà a chi lavora o è altrimenti impegnato, mentre altre modalità di partecipazione, quali  trasmissione attraverso webinar (con possibilità di intervenire in chat) o uso dei social media, sicuramente, consentirebbe di avere una platea più vasta, soprattutto per quanto riguarda i cittadini o le associazioni di cittadinanza attiva.
  • E’ stato fatto notare che la partecipazione della cittadinanza è risultata limitata (in entrambi gli eventi) con un vistoso calo di presenze nella seconda giornata della trasparenza rispetto alla prima dell’anno 2015. Ritengo che, a parte le problematiche già evidenziate nel punto precedente, c’è sicuramente una disaffezione di quella parte della cittadinanza che vuole partecipare e che è rimasta profondamente delusa dalle numerose richieste presentate all’amministrazione e rimaste inascoltate (istituzione delle consulte tematiche, conferenze cittadine sui grandi temi, pubblicazione di tutti i programmi, piani, progetti e azioni dell’amministrazione, ecc.) nonché dai tentativi ‘mal gestiti’ dell’amministrazione di realizzare iniziative in modo partecipato, quali “candidatura di Palermo a capitale della cultura” o “piano sociale”, dove tantissimi cittadini hanno partecipato e fornito contributi durante il primo incontro, ai Cantieri Culturali della Zisa, ma che non ha visto realizzare gli ulteriori passaggi partecipati previsti e utilizzare i contributi forniti, e sappiamo tutti come è andata a finire… Anche gli Electronic Town Meeting, che l’amministrazione cita spesso come esempi virtuosi di partecipazione, sembrano più un ‘esercizio di stile’ i cui risultati non si sa che fine facciano e,  sicuramente, non se ne vede nè percepisce alcun beneficio in città. Manca un’attuazione operativa delle proposte dei partecipanti e manca una comunicazione online post evento partecipativo.
  • Deve essere chiaro all’amministrazione che, per i cittadini, partecipazione significa essere informati costantemente, completamente e a tempo debito su tutto quello che essa fa e intende fare, poter intervenire con eventuali osservazioni o proposte operative, essere consultati sulle tematiche di maggior rilievo, costruire insieme le iniziative e prendere insieme le decisioni sulle questioni più importanti (grandi opere, piano regolatore, gestione rifiuti, mobilità sostenibile, riqualificazione area costiera, gestione spazi culturali, ecc.). La partecipazione effettuata dall’amministrazione si è finora limitata a un’informazione assolutamente insufficiente e incostante e ad una discussione generalista su alcune tematiche i cui effetti, o meglio, ‘non effetti’ sono stati mostrati prima. Esiste una piattaforma di partecipazione sul sito comunale, ParteciPA, che consente vari livelli dei partecipazione descritti ma che vede attivati solo alcuni forum (strade trafficate, percorso arabo-normanno, ecc.) decisi unidirezionalmente dal Comune e con un numero irrisorio di interventi. Perché non vengono attivati anche altri strumenti e strategie per realizzare una partecipazione completa ed efficace per le scelte di governo che l’Amministrazione deve compiere?
  • Deve essere chiarito, una volta per tutte, se il concetto di trasparenza che l’Amministrazione comunale ha è lo stesso di quello che hanno i cittadini. Per questi ultimi tutti i dati della pubblica amministrazione devono essere costantemnete pubblicati come dati aperti (ad esclusione, ovviamente, dei dati ‘sensibili’, quali quelli legati alla privacy o alla sicurezza come già prevede la normativa). Come descritto in precedenza, il cittadino vuol capire bene quali iniziative e decisioni sta prendendo l’amministrazione, e vuole partecipare (ovviamente nel pieno rispetto dei ruoli) in tutte le fasi, da quella di analisi, alle scelte iniziali degli scenari, a quella progettuale, fino a quella realizzativa. Le informazioni devono essere complete, costanti e facilmente accessibili. Il cittadino non deve cominciare a ‘girovagare’ per le diverse sezioni del sito web alla ricerca delle informazioni che gli interessano (e che spesso non trova), non sa che esiste la sezione ‘amministrazione trasparente’ o quella ‘open data’, tutto deve essere organizzato in modo da porre l’utente finale al centro dei servizi online del sito web. Ormai le amministrazioni pubbliche più virtuose costruiscono i siti web in maniera partecipata con le tecniche del co-desing e dello Human Centered Design. Alcune amministrazioni che hanno riorganizzato i siti in questa prospettiva sono Bologna, Firenze e le regioni Toscana e Lazio, il sito web del comune di Palermo dovrebbe solo ‘copiare’ le buone prassi già esistenti ….
  • La sezione ‘amministrazione trasparente’ del sito comunale non contiene la maggior parte delle informazioni che realmente interessano i cittadini quali piani, programmi, progetti che fanno comprendere ai cittadini cosa sta succedendo nella loro città. In particolare manca il piano strategico che sembra (se ne sente solo parlare, ma nulla online)  sia in fase di predisposizione e che è quanto mai opportuno che sia condiviso con i cittadini già in fase di stesura perché è il documento base per lo sviluppo della città. Troviamo online nel portale  Amministrazione Trasparente solo un bando per la predisposizione del Piano di Azione del Piano Strategico. Manca online anche il nuovo piano regolatore generale in formato aperto che l’Amministrazione di Palermo chiama 2.0, per il quale una forte partecipazione della città è auspicabile. Mancano i progetti delle grandi opere, quali tram e passante ferroviario che così profondamente  stanno incidendo in questa città. Auspico che queste informazioni siano pubblicate al più presto,  e non come file pdf derivanti da scansioni con impossiblità di riuso, ma come dati aperti e facilmente accessibili (in stile ‘urban center’ sul web). Auspico che i cittadini possano realmente partecipare, per es., attraverso la piattaforma ParteciPA, che era stata pensata esattamente per questo scopo, ma il cui scarso utilizzo dovrebbe indurre l’Amministrazione a riflessioni sulle strategie efficaci di coinvolgimento.  Con una piattaforma di e-participation pienamente funzionante e i principali strumenti online di interazione (webinar, Facebook, Twitter, gamification), l’Amministrazione comunale potrebbe  raccogliere contributi fondamentali dai cittadini da utilizzare nella pianificazione e progettazione operativa come avviene già in molte altre città.
  • Il “programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2015-2017, sebbene contenga tra gli obiettivi specifici il miglioramento della qualità delle informazioni, la semplificazione dei procedimenti, l’attivazione di servizi on-line, l’Open Government come sollecitazione e agevolazione della partecipazione e coinvolgimento della collettività, il miglioramento nell’uso delle risorse e nell’erogazione dei servizi al pubblico, dal punto di vista delle azioni concrete si limita al mero adempimento del D. Lgs. 33/2013 che, ovviamente non consente , da solo, di raggiungere tali obiettivi. E’ necessario, dunque modificare il piano in modo da stabilire azioni precise e indicatori chiari per raggiungere gli obiettivi prefissati. Auspico che nel prossimo incontro sulla trasparenza non si parli più di trasparenza come solo adempimento del D.Lgs. 33/2013 (e ancora oggi per buona parte dei nostri amministratori è unicamente questo) ma nei termini più ampi e completi discussi precedentemente.
  • Le “linee guida comunali sugli Open Data avevano un cronoprogramma ben preciso che è stato per lo più disatteso. I motivi possono pur essere validi (cambio ciclico del responsabile dell’Open Data) ma non si può perdere ulteriore tempo e urge fare passi concreti in questo campo che è intimamente collegato a tutto il resto. Non si può pensare di pubblicare qualche dataset ogni tanto basandosi sulla buona volontà di pochi, bensì si deve creare un processo strutturato con adeguati applicativi gestionali in cui il dato viene creato, gestito e pubblicato tempestivamente in Open Data dai gruppi responsabili e competenti per tematiche che quindi se ne occupano per l’intero ciclo di vita, gruppi con i quali il cittadino può interagire direttamente per qualunque necessità di riuso. Occorre dunque che ogni area ed ufficio del comune di Palermo si organizzi internamente affinché standardizzi e automatizzi il processo di produzione, gestione e pubblicazione tempestiva dei dati, e stabilisca un calendario per la progressiva pubblicazione e aggiornamento di tutti i dati di propria competenza (che risultano essere ben oltre i 73 dataset attualmente censiti a seguito di un sondaggio interno). E’ necesaria un opportuna revisione del processo di produzione, agevolato anche dall’obbligatorietà della creazione dell’atto amministrativo direttamente in formato digitale a partire da agosto 2016,  ed eventuale bonifica dei dataset ‘statici’ già creati dagli uffici e che rivestono grande utilità per la collettività.

In conclusione, siamo già nel mezzo di una rivoluzione per la PA in termini di trasparenza e partecipazione, un processo fortunatamente ‘irreversibile’ che vede una spinta ‘sincronica’, sia dal basso che dall’alto, e che obbliga le amministrazioni a mettere il cittadino al centro di tutte le sue azioni e scelte e a creare una sempre maggiore collaborazione.

Dal mio punto di vista un’amministrazione ‘intelligente’ deve percorrere questa strada con decisione per evitare il rischio, come già avvenuto in passato, di dover rincorrere le norme e creare malumori al suo interno in termini di appesantimento del lavoro già svolto. Il Comune di Palermo sta facendo qualcosa in tale direzione, ma è ancora troppo frammentario e basato sulle iniziative individuali e non ha prodotto, finora, cambiamenti evidenti su questi temi fondamentali. Se l’intenzione è avviare un percorso, necessariamente a tappe ma completo, per realizzare una reale trasparenza e partecipazione allora troverà, lungo la strada, il supporto concreto e altamente qualificato dei cittadini che hanno già ampiamente dimostrato di voler collaborare attivamente attraverso, ad esempio, la forte partecipazione ai primi eventi creati dal comune, la realizzazione delle linee guida comunali sugli open data e la progettazione della piattaforma ParteciPA, tutto lavoro svolto gratuitamente e al solo scopo di rendere un servizio utile alla città. Se, invece, vorrà continuare,  come fatto finora, con il ‘minimo indispensabile’  e solo per obbligo normativo, i cittadini andranno avanti per conto loro e continueranno a fare gli innovatori apristrada e l’amministrazione perderà una grande occasione di lavoro sinergico che le sarebbe di grande aiuto per uscire una volta per tutte da quello stato di alta invivibilità cittadina che non piace nè giova ad alcuno, ma che i vari sondaggi sulla qualità della vita a Palermo mostrano, purtroppo, in modo impietoso.

Seconda Giornata della trasparenza del Comune di Palermo 2015: un report

NdR: Il 15 dicembre 2015 il Comune di Palermo ha organizzato la “Seconda giornata della trasperenza“. Daniele Caldara, che era tra i presenti, ci ha inviato un report che pubblichiamo a seguire.

La giornata (15/12/2015) inizia con la presentazione del nuovo Piano Anticorruzione del comune di Palermo (di seguito PNA), a presentarlo è il Segretario Generale, dott. Fabrizio Dall’Acqua.
Dopo una breve introduzione sulla legge 190 e sulle convenzioni che la reggono  (convenzione Onu e Strasburgo 1999) il discorso si è subito incentrato sull’evoluzione del piano all’interno del comune di Palermo.
Dal 2013 è stato chiesto ai dirigenti di fare un’attività di analisi dei processi, e dei corrispondenti procedimenti, a rischio corruzione e infiltrazione mafiosa, così come recita la legge 190.
In generale, tutti i processi caratterizzati da ampi margini di discrezionalità e che si rivolgono principalmente all’esterno dell’amministrazione (Autorizzazione, concessioni, gare, contratti, erogazioni sovvenzioni concorsi e scatti di anzianità).
Ogni processo è stato oggetto di valutazione attraverso due famiglie di indicatori, a cui si è attribuito un punteggio numerico (da 1 a 5 a seconda del minore o maggiore rischio corruzione):

  • Indicatori di Valutazione di Processo:
    • Discrezionalità
    • Rilevanza esterna
    • Complessità processo
    • Controlli
  • Indicatori di Valutazione Dell’impatto:
    • Impatto Organizzativo
    • Impatto economico
    • Impatto reputazionale

Il prodotto tra le 2 famiglie di indicatori indicherà il rischio totale di corruzione assegnato al processo.

Il passo avanti fatto per il PNA del 2016 è stato, in armonia con le nuove linee guida fornite dall’ANAC, la scomposizione dei processi a rischio corruzione in microfasi.

Per ogni microfase è stato individuato:

  • Una serie di indicatori di impatto e di processo;
  • Una serie di misure organiche di prevenzione
  • Un responsabile del procedimento e i tempi necessari per portarlo a termine;
  • Un indicatore di risultato, al fine della valutazione finale.

I processi scomposti in microfasi e valutati ad oggi sono 562 (sono quelli previsti dalla 190), di cui 83 appartenenti all’aerea rossa, 163 all’area gialla e gli altri 316 divisi tra area verde e azzurra.
L’ultima parte dell’intervento è stata dedicata alla formazione che il comune di Palermo ha fatto ai suoi dipendenti; formazione incentrata su valori etici e sulla formazione concreta dei PNA.

Il secondo intervento, a cura dal responsabile per la trasparenza dott. Di Peri, si è incentrato tutto sulla critica alla “anti-corruzione
provvedimentale”, affermando che troppo spesso la formazione del PNA carica i dirigenti di lavoro e, come dimostrano i fatti, molto spesso non serve a ridurre il rischio corruzione presente nelle PA.
Afferma che la Pubblicità è lo strumento principe dell’anti-corruzione, introduce il D. Lgs. 33/2013 che porta le nuove norme sulla trasparenza e
sull’istituto dell’accesso civico e presenta la sezione del sito dedicata ai verbali delle commissioni del consiglio comunale.

Il dott. Marchese (responsabile open data, Area innovazione tecnologica) presenta lo stato dell’arte sugli open data presenti nel portale del comune.
(Slide dell’intervento: www.goo.gl/CxPIJ6).
Afferma che la trasparenza, prima di essere un obbligo delle PA normato, è un fattore culturale, che il cittadino deve sensibilizzarsi sulle
potenzialità affidate alla pubblicità indipendentemente dall’appartenenza diretta alla PA.
Il dott. Marchese ribadisce che l’obiettivo è la totale informatizzazione del comune, ma afferma che ci sono gravi ritardi sulla digitalizzazione dei documenti.
Ritardi dovuti alla trasversalità dell’obiettivo a tutti gli uffici del comune, e alla notevole difficoltà a introdurre strumenti che permettano la creazione dei documenti in ambienti condivisi.
In generale, per il 2016 si cercherà di:

  • Individuare priorità di pubblicazione di data-set;
  • Creare spazi web con esempi di riutilizzo dei dati;
  • Dare la possibilità ai dirigenti di pubblicare/aggiornare direttamente i data-set.

Il dott. Li Castri, Ufficio Lavori Pubblici, ha introdotto due importanti attività che il suo ufficio sta realizzando:

  • Sincronizzazione del portale Simug col portale amministrazione trasparente del comune: in modo tale da riuscire ad aggiornare giornalmente la sezione amministrazione trasparente con dati che riguardano lo stato dei lavori, il Rup, i cantieri aperti e la spesa del comune in opere pubbliche.
  • Attivazione di processi di progettazione partecipata: trovare strumenti di partecipazione diffusa per la formazione dei progetti di nuove
    infrastrutture, pubblicando gli elaborati prima dell’approvazione definitiva e permettendo ai cittadini di poter fare le proprie osservazioni.

Il dott. Meli , Webmaster del sito di Palermo, ha presentato le sezioni del portale Amministrazione Trasparente e le varie attività che il Comune fa attraverso i social, ma queste sono cose che già sappiamo!

 

ANAC e Indice PA: i dati sugli enti non tornano?

Mi trovavo a valutare l’utilità della piattaforma Public Contracts messa in piedi dal “Nexa Center for Internet & Society”. Si tratta di un servizio che traduce in Linked Open Data i dati esposti dalle pubbliche amministrazioni italiane secondo quanto prescritto dalla Legge 190/2012, che disciplina, tra l’altro, gli obblighi di trasparenza, pubblicità e diffusione delle informazioni riguardanti i bandi di gara ed i contratti pubblici. In particolare rende possibile la ricerca per stazione appaltante e per aggiudicatario.

I “dati esposti” a cui si fa riferimento, nonché fonte dei dati, sono quelli contenuti nei file xml pubblicati dalle amministrazioni e il cui URL è stato comunicato all’ANAC (Autorità Nazionale anticorruzione), come previsto dalla Legge 190/2012 all’art. 1 comma 32, e da quest’ultima reso pubblico in una tabella disponibile sul sito del Registro ANAC

Una constatazione e una domanda

Interrogando la piattaforma “Nexa Center”, digitando il nome di alcuni enti locali di mio specifico interesse, ne riscontro l’assenza. Di conseguenza ne deduco risultino assenti anche le informazioni sugli aggiudicatari dei relativi bandi e contratti. Verifico quindi che tale assenza sia riscontrabile anche alla fonte nel Registro ANAC. Da ciò mi sorge spontanea una domanda. Quanti e quali amministrazioni risultano inadempienti circa gli obblighi di comunicazione imposti in particolare dall’art. 1 comma 32 della Legge 190/2012?

Analisi

Nelle FAQ della piattaforma “Nexa Center” si legge che “al 21/05/2015, circa il 30% dei link di file xml presenti sul portale Open Data dell’ANAC sono errati o non restituiscono file validi, e circa 5000 PA sono completamente assenti sul portale Open Data ANAC”.

Chiedendomi quindi quale sia il termine di paragone che permetta di definire il numero di PA completamente assenti dal portale ANAC ipotizzo possa essere l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA) i cui dati aperti vengono rilasciati online (in applicazione dell’art. 50 comma 1 del D.Lgs. 82/2005). Tale ipotesi mi viene confermata dal “Nexa Center” a mia specifica richiesta via e-mail. Mi prefiggo quindi di estrarre l’elenco esatto delle amministrazioni inadempienti circa la comunicazione ad ANAC. Esporto quindi il “Registro comunicazioni anno 2015 Art.1 comma 32 L.190/2012” e le “Amministrazioni” dal sito IPA. Per comparare le due banche dati considero le colonne dati presenti in entrambe: Codice Fiscale e Ragione Sociale.

Un grafico e una tabella di sintesi

Stato degli Enti Numero*
Presenti su ANAC 17961
Presenti su ANAC e in regola 8800
Presenti su ANAC ma non in regola 9159
Presenti su ANAC con stato da definire 2
Presenti su ANAC ma assenti su IPA circa 2250
Presenti su IPA 22624
Presenti su IPA ma assenti su ANAC circa 6890

* Data rilevazione 20/07/2015

Alcuni chiarimenti sulla tabella:

  • Enti presenti sul registro ANAC ed in regola: Sono gli enti che hanno comunicato l’URL della risorsa in formato xml, acquisita da ANAC, ed il cui contenuto rispetta sintatticamente le specifiche tecniche per la pubblicazione dei dati;
  • Enti presenti sul registro ANAC ma non in regola: Sono gli enti che hanno comunicato l’URL della risorsa in formato xml ma una o più risorse non sono risultate disponibili o verificabili per non conformità sintattica alle specifiche tecniche per la pubblicazione dei dati;
  • Enti presenti sul registro ANAC con stato da definire: l’accesso automatizzato alla risorsa da parte di ANAC non è stato ancora eseguito;

I dati relativi agli “Enti presenti su IPA ma assenti su ANAC” ed agli “Enti presenti su ANAC ma assenti in IPA” non sono puntuali in quanto le due banche dati non sono attualmente del tutto comparabili in virtù di errori nei codici fiscali, nelle denominazioni e comunque a causa di una differente formattazione nei contenuti dei rispettivi campi. Sarebbe quindi ulteriormente necessaria un’armonizzazione dei dati tra le due banche dati.

I risultati della ricerca

  • Il 51% degli enti presenti nel Registro ANAC nonostante abbiano comunicato l’URL del file xml non risultano aver rispettato le specifiche tecniche di pubblicazione definite dall’ANAC stessa.
  • Il numero e l’elenco esatto relativo agli enti inadempienti con riferimento alla comunicazione ad ANAC dell’URL di pubblicazione del file xml non è ottenibile semplicemente dalla differenza matematica tra i totali degli enti presenti nelle banche dati IPA  ed ANAC in virtù della presenza di enti in ANAC non elencati in IPA (circa il 12,5%) e di enti in IPA non elencati in ANAC (circa il 30%).
  • I dati incerti della presente analisi derivano dalla mancanza di univoca determinazione delle amministrazioni in entrambe le banche dati tramite un comune indicatore.
  • Le banche dati risultano incomplete tra loro non facilmente comparabili
  • Un servizio di Linked Open Data molto interessante in ottica di maggiore consapevolezza su gare e contratti ma limitato dalla precedente conclusione.

Ho riassunto la ricerca in queste slide

 

Legenda e acronimi

Acronimi
ANAC: Autorità Nazionale anticorruzione
IPA: Indice delle Pubbliche Amministrazioni

Fonti
http://dati.anticorruzione.it/L190.html
http://public-contracts.nexacenter.org
https://github.com/nexacenter/public-contracts/blob/master/FAQ.md
http://www.indicepa.gov.it/documentale/n-opendata.php