Con l’Arcidiocesi di Catania dall’Osservatorio digitale, agli Open Data…a Telegram e oltre….

Maggio 2011, Macerata, convegno della CEI. Il titolo: Abitanti Digitali. E’ stato in quei giorni che ci siamo accorti che c’era un sentire ecclesiale diffuso e condiviso, sinergie crescenti e un patrimonio di risorse umane che si stava rafforzando.

La rete doveva aiutarci a fare un salto di qualità.
Era necessario abitare la rete da cattolici, cercando uno scambio tra le persone ponendo la giusta attenzione a tutte le dimensioni della persona e alla comunità territoriale in cui vive.

Questa era la sfida: essere creativi nello Spirito.

Abbiamo cominciato a leggere i documenti della Chiesa ( in particolare l’Istruzione “Aetatis
novae
“, che definisce i mezzi della comunicazione sociale come “doni di Dio”, chiede a ogni Chiesa locale un maggiore impegno in questo settore.)

Ci adoperammo quindi per dare piena attuazione a quanto indicato, con l’Ufficio diocesano per la Pastorale Digitale, che promuove il Messaggio del Papa in occasione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2010:

· “[…]All’interno dei grandi cambiamenti culturali le vie di comunicazione aperte dalle conquiste tecnologiche […] il Sacerdote viene a trovarsi come all’inizio di una “storia nuova”, perché, quanto più le moderne tecnologie creeranno relazioni sempre più intense e il mondo digitale amplierà i suoi confini, tanto più egli sarà chiamato a occuparsene pastoralmente, moltiplicando il proprio impegno, per porre i media al servizio della Parola. […] Una pastorale nel mondo digitale è chiamata a tener conto anche di quanti non credono, sono sfiduciati e hanno nel cuore desideri di assoluto e di verità non caduche, dal momento che i nuovi mezzi consentono di entrare in contatto con credenti di ogni religione, con non credenti e persone di ogni cultura […]”

Ci trovammo ad affrontare diverse problematiche legate alla comprensione di una innovazione, di una svolta “digitale” necessaria per arrivare alla comunità intera.

Cominciamo con il sito diocesano prima, seguono i canali social (Facebook, Twitter, Flickr) insomma si parte.

Nel frattempo diamo avvio all’Osservatorio Permanente di Pastorale Digitale, con questi obiettivi:

  1. Monitorare il rapporto tra le Diocesi italiane ed i social media alla luce del messaggio di Papa Benedetto XVI per la 47ª “Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali”.
    Pensiamo che “misurare” l’attività di pastorale digitale sia fondamentale per capire come si fa Pastorale Digitale. L”osservatorio svolge un’indagine quali-quantitativa sulle performance delle Diocesi Italiane con cadenza mensile: http://www.fanpagekarma.com/Facebook-Ranking/Diocesi-d’Italia
  2. Monitorare le linee di tendenza delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione al servizio della pastorale digitale;
  3. Realizzare un supporto di rete per le parrocchie;
  4. Fornire esempi di soluzioni adottate ed adottabili (riuso del software);
  5. Diffondere il software libero in ambito Diocesano e parrocchiale, open source inteso come dono;
  6. Promuovere l’utilizzo degli Open Data al servizio della Pastorale;

Dicembre 2015, Pedara, “Schiticchio Open Data: prendiamo coscienza della necessità di attuare a pieno la promozione degli open data dopo avere “cincischiato” pensando che forse…non si sa mai… ora vediamo…. Invece SI….E’ ORA il momento! Nasce la sezione Open Data dell’Arcidiocesi di Catania, rendendo subito “open” dati in nostro possesso, pubblicando i dati statistici ufficiali trasmessi ogni anno all’ufficio Centrale di Statistica della Chiesa presso la Segreteria di Stato Vaticana.

Ispirati dal progetto AlboPOP nasce il Bot Telegram dell’Arcidiocesi di Catania, e con esso il canale https://telegram.me/arcidiocesidicatania che mira ad informare in modo capillare circa le attività diocesane.

Una condivisione inaspettata ed imprevedibile:

Appunto…è qui che accade l’imprevedibile…dopo Pedara2015…la forza dirompente della condivisione ci porta in Open Data Sicilia. Ma anche ed in particolare a San Cipirello (PA) dove con Giuseppe Ragusa e un gruppo di “baldi giovani”(ci piace elencarli…Barbara, Gloria, Giulia, Vanessa, Epifanio, Marzia) ci siam trovati a vivere una missione comune con il loro canale https://telegram.me/comunitiamosancipirello che mira a “comunit(c)are”, cioè a creare condizioni di assoluta consapevolezza fuoriuscendo dalla famosa e quanto mai combattuta “autoreferenzialità”.

Insomma…c’è di sicuro ancora una storia tutta da scrivere!

“La rete ci aiuta a sentirci più vicini, ma bisogna recuperare lentezza e capacità di ascoltare. E scongiurare il rischio dell’isolamento e dell’esclusione” Papa Francesco

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Albo POP a San Giuseppe Jato? Non ci posso credere!

Ho voluto esprimere con il titolo a questo breve post tutta la mia incredulità, mista ad un forte sentimento di speranza, che mi ha totalmente pervaso quando qualche giorno fa Andrea Borruso mi comunicava di aver realizzato un “Albo POP” anche per San Giuseppe Jato, comune in cui risiedo.

Doveroso un breve tuffo nel passato: a Febbraio 2015, in occasione di un evento formativo di Libera Sicilia proprio a San Giuseppe Jato ebbi modo di conoscere Open Data Sicilia “dal vivo” e fu subito colpo di fulmine. In quel momento compresi come nel mio comune fosse “passato un treno” che dovevo assolutamente prendere per “fare rete”, “per condividere”, “perché 1+1 non sempre fa 2 ma molto di più”, e chissà… “che quel treno non faccia di nuovo tappa a San Giuseppe Jato”. E fu così che…

Open Data Sicilia e il suo Albo POP si “fermano” a San Giuseppe Jato regalando all’intera comunità jatina (e non solo) un Albo Pretorio più “popolare”, tramite un servizio non ufficiale ma che “ufficialmente” rende un servizio davvero importante.

Il cittadino avrà infatti la possibilità di essere raggiunto da una notifica immediata all’atto della pubblicazione in Albo. In che modo? E’ straordinariamente semplice!

Tramite un account Twitter, un feed RSS ed un canale di Telegram disponibili da subito ai seguenti link:

  1. Canale telegram: https://telegram.me/albopretoriosangiuseppejato
  2. Feed RSS: http://feeds.feedburner.com/SanGiuseppeJatoAlboPretorio
  3. Account twitter: https://twitter.com/AlboSgjato;

Mi sento di affermare come l’iniziativa si inserisca decisamente sulla scia di un preciso obiettivo, diffondere cultura digitale ed amministrativa in modo capillare sul territorio.

Mi fermo…sia perché voglio lasciare, un po’, anche il gusto della scoperta, sia perché sono sicuro che ancora “non abbiamo visto niente” (#unnamuvistunenti)

Il sito del progetto Albo POP è qui: http://aborruso.github.io/albo-pop/

Il sito ufficiale dell’Albo Pretorio di San Giuseppe Jato è qui.

Per informazioni di dettaglio sulle tre modalità di notifica vai ai seguenti link:

http://aborruso.github.io/albo-pop/twitter/

http://aborruso.github.io/albo-pop/telegram/

http://aborruso.github.io/albo-pop/feedrss/

Per maggiori informazioni sull’Albo Pretorio clicca qui

Il post di lancio iniziale a firma Andrea Borruso è qui:

http://opendatasicilia.it/2015/11/10/un-albo-pretorio-un-po-pop/

L’elenco dei comuni in cui è attivo Albo POP è qui:

http://aborruso.github.io/albo-pop/comune/

Un Albo Pretorio un po’ POP

Da tempo guardo con attenzione e anche con un po’ di rassegnazione (ma niente di eccessivo) gli Albi Pretori.

L’Albo Pretorio indica in Italia un apposito spazio presso il quale le pubbliche amministrazioni italiane affiggono per legge notizie ed avvisi di interesse pubblico per la collettività. (Wikipedia)

Sono una fonte preziosa di informazioni: avvisi pubblici,bandi di concorso, determine dirigenziali, avvisi ed esiti di gare, notifiche, ordinanze del sindaco, ecc.. Elementi molto utili a chi vuole vivere il proprio territorio in modo consapevole e attivo, ma che non godono di tutta la luce che meriterebbero.

Non forniscono ad esempio quasi mai delle modalità di consultazione che consentano ai cittadini di essere avvisati per ogni nuova pubblicazione. Un po’ come quando ci si iscrive agli avvisi automatici per tutte le notizie sulla propria squadra del cuore, o alla newsletter del nostro comune, alla pagina facebook del nostro software preferito.

Poche settimane fa abbiamo ricevuto un messaggio sul nostro gruppo Facebook, che mi ha stimolato a curiosare sul sito web del comune di Bagheria e l’”occhio mi è caduto” proprio sul suo Albo Pretorio: ho notato che aveva le caratteristiche che mi avrebbero consentito di concretizzare l’idea di rendere più popolare e più visibile quanto pubblicato. Così ho preso in mano gli attrezzi tecnologici che mi sembravano adeguati all’obiettivo e ho creato per questo comune:

  • un account Twitter, su cui verrà pubblicato un tweet per ogni nuova pubblicazione in Albo;
  • un feed RSS, su cui verrà pubblicato un nuovo elemento per ogni nuova pubblicazione in Albo;
  • un canale di Telegram, su cui verrà pubblicato un nuovo messaggio per ogni nuova pubblicazione in Albo.

Mentre lo facevo ho pensato che fosse replicabile con semplicità per altri comuni e potesse diventare un esperimento più largo, ed è nato Albo POP!

L’abbiamo lanciato ieri, subito dopo l’annuncio da parte del comune di Bagheria sul suo sito ufficiale. Questa PA ritiene infatti questo strumento utile per la cittadinanza, lo ha voluto sostenere da subito e ho apprezzato molto il dialogo tra loro e Open Data Sicilia.

Fino a ieri era soltanto uno il comune con l’Albo POP. Ma il bello della rete sono gli effetti domino imprevisti e in serata arriva il ping di Matteo, e da ieri Cento (Emilia Romagna) è tra gli Albi POP.

@opendatasicilia @ComuneBagheria a Cento non ufficiale @AlboPret100FE e https://t.co/QVNHPs59Rl

— Matteo Fortini (@matt_fortini) 9 Novembre 2015

Nelle prossime settimane altri comuni verranno inseriti, ma sopratutto verrà descritta una modalità per fare in modo che chiunque possa creare il proprio Albo PoP e non resterà che metterlo in elenco.

Un BOT ti facilita la vita :-)

Quando da piccolo sentivo in famiglia la parola BOT, si trattava dei miei genitori che avevano deciso di investire i loro risparmi in “buoni ordinari del tesoro“, erano gli anni 80. Oggi, 35 anni dopo, la parola BOT comincia ad avere un ulteriore significato e molto legato al mondo dei servizi #digitali.
BOT oggi significa fruire di servizi nei nostri smartphone.
Ecco, allora, una serie di servizi utili che sono stati creati da persone con rilevanti competenze digitali.
Sono servizi che aiutano i cittadini a trovare facilmente informazioni utili nella vita quotidiana.
Istruzioni per l’uso (come fruire dei Bot su Telegram).
Scaricate l’applicazione Telegram (IOS e ANDROID) sui vostri smartphone.
Quindi nell’app cercate, per esempio, le seguenti parole:
  • Musei Italiani” (di Pierfost Paolicelli), fornisce la localizzazione geografica dei musei italiani più vicini a voi e in più dati su siti web, telefoni dei musei,e altro ancora.
  • Musei” (di Matteo Tempestini), fornisce la localizzazione geografica dei musei italiani più vicini a voi.
  • Protezione Civile Palermo” (di Giovanni Pirrotta), fornisce la localizzazione esatta delle aree di accoglienza del Piano di Protezione Civile di Palermo.
  • Transport CH Bot” (di Pierfost Paolicelli), fornisce informazioni sulle fermate del sistema di trasporto ferroviario più vicino a voi.
  • AMAT PAlermo Bot” (di Giovanni Pirrotta) fornisce informazioni sulle fermate del sistema di trasporto pubblico di Palermo (AMAT) più vicino a voi.
Tutti questi servizi su Telegram hanno una cosa in comune: si alimentano degli OPEN DATA delle pubbliche amministrazioni. Questo aspetto dei servizi informativi su Telegram conferma l’importanza della disponibilità e del riuso degli OPEN DATA al fine di migliorare la qualità della vita quotidiana di tutti noi.
E tutti questi servizi sono utili per palermitani e siciliani, nonché per tutti gli italiani e turisti.
Queste persone, con competenze digitali necessarie a sviluppare software, hanno appena iniziato a creare questi Bot su Telegram, … siamo appena all’inizio di un era di nuovi servizi digitali, fortunatamente.
Di seguito alcuni tutorial utili sulla comprensione del funzionamento dei Bot di Telegram, e per capire soprattutto le belle ed interessanti storie di interazione sociale che ci stanno dietro:

Un grazie a tutti loro per contribuire costantemente alla digitalizzazione dei servizi e per renderli fruibili a tutti.  Allora,… buon BOT 🙂