Scuola 2.0

Il 25 febbraio al Liceo Meli di Palermo, durante il seminario promosso dall’ ANQUAP, dal titolo “PNSD – lo sviluppo della cultura digitale nelle II.SS.“abbiamo affrontato la seguente tematica: la gestione dei flussi informativi all’interno della Scuola digitale.

Siamo partiti dal concetto di Open Government che significa scuola aperta, trasparente, condivisa e collaborativa, un nuovo paradigma che modifica la relazione tra scuola e “popolazione scolastica”: da un approccio basato sull’erogazione dei servizi da parte della Scuola dove le famiglie e il personale hanno il ruolo di fruitori passivi, si passa ad un approccio basato sulla reale collaborazione e partecipazione diretta di famiglie e personale, alle scelte strategiche della scuola.

Per raggiungere gli obiettivi di trasparenza, partecipazione e collaborazione dell’open goverment, occorre mettere a disposizione della “popolazione scolastica” degli appositi strumenti conoscitivi che permettono di prendere decisioni o meglio di valutare, condividere le scelte fatte dall’istituzione scolastica. Questi strumenti conoscitivi sono rappresentati dai dati e dalle informazioni che passano necessariamente dal sito web istituzionale, strumento principe della comunicazione pubblica nella PA.

Sulla falsa riga del progetto “Albo Pop” di Open Data Sicilia, ideato da Andrea Borruso e sostenuto da un gruppo di amici di ODS, è stato realizzato il progetto Scuola Pop, che si occupa della gestione dell’informazione all’interno dell’istituzionale scolastica, utilizzando i nuovi canali di comunicazione: un flusso informativo, costituito da news, circolari, albo on line, amministrazione trasparente, raggiunge in tempo reale le famiglie, i dipendenti, e le aziende transitando attraverso i social network Telegram, twitter e facebook.

Sconosciuto alla maggior parte della platea, Telegram, è un servizio di messaggistica istantanea, erogato senza fini di lucro, che può essere utilizzato per inviare automaticamente una notifica, ad un numero illimitato di utenti iscritti al canale Telegram della Scuola, sui diversi dispositivi mobili o desktop PC, non appena l’operatore scolastico pubblica un documento.

Molto interesse ha suscitato ai neo docenti animatori digitali, l’ utilizzo dei social network nella gestione dell’informazione, sia nella veste di attori della PA, data la semplicità nella gestione e diffusione dell’informazione, che nella veste di utilizzatori, fruitori di un servizio in rete, affidabile, semplice,ed immediato.

Qui le slide: http://www.slideshare.net/mariogrimaldi743/pnsd-lo-sviluppo-della-cultura-digitale-nelle-iiss

Le scuole comunali di Palermo in #opendata

Da oggi è online sul portale open data del comune di Palermo un dataset che avevo chiesto (non da solo) di pubblicare un po’ di tempo fa: le scuole comunali del Comune di Palermo.

Viene pubblicato in formato KML (il formato nativo di Google Earth), in un file che contiene tre layer:

  • quello dei quartieri storici;
  • quello degli asili nido comunali;
  • quello delle scuole comunali.

E’ uno di quei dati che consente di “pesare” la città, di capire la distribuzione di qualcosa che cambia la vita delle persone, di un quartiere e di un intero territorio.

Non è il momento dell’analisi dei dati, ma adesso sarà più facile farle, e sarà sicuramente più immediato avere una visione di insieme. Sia su una mappa come questa creata dall’ufficio del webmaster del comune, che con un  grafico che mostra immediatamente dei numeri (che andranno pesati per popolazione residente, per areale, ecc.).

 

Una cosa che mi piace sottolineare è come stavolta il dato sia stato usato anche per fare comunicazione civica: difatti è utilizzato anche in una pagina del Portale della Scuola del comune.

Ci sono alcuni elementi migliorabili e ne scriverò al Team Open Data del Comune e all’ufficio del webmaster.

Questa però è l’occasione per apprezzare l’aggiunta di un ulteriore tassello. Chi mi conosce sa che sono spesso critico nei confronti della PA della mia città, ma è innegabile che ci sono in atto diversi fermenti, di cui nel tempo (spero sempre più a intervalli più serrati) si avrà evidenza. E’ quello che mi auguro, ed è quello che mi aspetto alla luce di quanto osservato.

L’occasione è buona per sollecitare il Team Open Data a creare un momento di incontro con la cittadinanza, così come previsto dalle Linee Guida per le attività sugli Open Data.

 

Foto di Dystopos