Aprire un’impresa in Sicilia, fermandosi al login

La Regione Siciliana gestisce il portale online del Sistema regionale degli Sportelli Unici, la porta di accesso agli Sportelli Unici per le Attività Produttive (SUAP) di molti comuni dell’isola, elencati nel dettaglio qui

Si tratta di un servizio fondamentale per tutti gli imprenditori che devono sottoporre una pratica per l’apertura di un’impresa nei comuni in cui il servizio dovrebbe essere attivo.

Peccato che il portale non dispone di accesso tramite SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, nonostante le pubbliche amministrazioni erano obbligate ad implementare un accesso SPID entro Marzo 2018.

Ma non è tutto, se si prova a registrarsi al portale oppure a fare il login con i link presenti in home page, si finisce su delle pagine di errore per connessione sicura non riuscita.

http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/SSU_PORTALE

https://pti.regione.sicilia.it/portalutil/registration.do?redirectUrl=aHR0cDovL3B0aS5yZWdpb25lLnNpY2lsaWEuaXQvcG9ydGFsL3BhZ2UvcG9ydGFsL1NTT19QUk9GSUxF

In breve, chi vuole fare impresa in Sicilia deve fermarsi già al login.

Ho segnalato la mancanza di accesso tramite SPID al Difensore civico per il digitale e sono in attesa di una risposta.


AGGIORNAMENTO DEL 20 LUGLIO 2018

Il Difensore Civico per il digitale ha ritenuto non ricevibile la mia segnalazione, con conseguente archiviazione.

Il Sistema Informativo Territoriale Regionale siciliano fuori uso per i condizionatori rotti

Il 21 luglio del 2015 la redazione del “Sito ufficiale” della Regione Siciliana ha pubblicato questa notizia:

Interruzione dei servizi web erogati dal S.I.T.R. [Dipartimento dell’urbanistica]
Si comunica che a seguito di improvvisi problemi tecnici, si è proceduto allo spegnimento di tutti i server con la conseguente interruzione dei servizi resi dal S.I T.R.
Si provvederà al ripristino dei servizi nel piu breve tempo possibile.
Ci scusiamo per il disagio

Il S.I.T.R. è il Sistema Informativo Territoriale Regionale, un’infrastruttura per la gestione, l’aggiornamento e la pubblicazione di dati (e servizi) territoriali. E’ composto da hardware, software, persone e dati e costituisce nel suo insieme un importante patrimonio informativo.

Al suo interno (fonte RNDT) più di 300 risorse (qui l’elenco completo), e tra queste ad esempio:

  • fotografie aree ad alta risoluzione (14 cm.), che ci entusiasmarano e venne pubblicato un post;

  • il modello digitale del terreno con risoluzione a 2 metri;

  • i dati sul rischio geomorfologico;

  • le Carte Tecniche Regionali;

  • i limiti di Parchi, Riserve, SIC, ZPS;

  • i limiti amminstrativi;

  • carte sull’uso del suolo;

  • il catasto delle cave;

  • i piani paesaggistici;

Questo breve elenco consente di comprendere che si tratta di dati e informazioni che consentono a tecnici, naturalisti, giornalisti, ricercatori e cittadini di conoscere meglio questo territorio.
E hanno anche un valore strategico importante, perché sono a disposizione dei dirigenti di tutte le pubbliche amministrazioni locali (e non), fornendo un propedeutico supporto alle decisioni.
I nodi comunali e provinciali del SITR sfruttano alcuni dei servizi erogati dal nodo regionale (centrale), e quindi in questo momento funzionano in modo incompleto.
In termini di dati aperti, sono quasi un uniqum per la Regione Siciliana. Questa è infatti una regione che non ha ancora un portale Open Data, e che pubblica questa pagina ufficiale a tema. Il geoportale del SITR, per fortuna espone da tempo i propri dati (quasi tutti) con una licenza aperta.

La realizzazione del SITR regionale (o sicuramente parte di essa) è stata possibile grazie al “PO FESR 2007-2013”. Grazie ai dati aperti disponibili sul Sistema Caronte – il sistema informativo integrato per la raccolta di informazioni relative ai progetti nell’ambito dei Fondi Strutturali e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione della Regione Siciliana – è possibile risalire a tutti i progetti che hanno finanziato i SITR regionale e comunali. Basta aprire la pagina di ricerca dei progetti, usare SITR come parola chiave e fare click su “Cerca”, e poi all’occorrenza esportare i dati in formato CSV.
Se ne ricava che sono stati finanziati € 9.769.367,42 per progetti correlati al SITR, e la Regione Siciliana ne è la beneficiaria per circa il 75%, ovvero € 7.372.754,00.

2015-08-08_12h37_23

Purtroppo non ci sono oggi alternative al Sistema Informativo Territoriale Regionale, né informative, né tecnologiche: non è possibile accedere in altro modo a questi dati e/o a questi servizi.
Per questo Open Data Sicilia chiede che il servizio venga riattivato con urgenza.

Vi proponiamo di scrivere, all’URP del Dipartimento dell’urbanistica e al dott. Messina, dirigente del SITR, questa email :

Egregi signori,
il Sistema Informativo Territoriale Regionale è fuori uso dal 21 luglio del 2015. Si tratta di dati e servizi dal grande valore strategico e informativo, che non possono stare ulteriormente in questo stato di inaccessibilità.
Vi chiedo di ripristinare con urgenza il servizio e di conoscere qual è la data prevista.

Cordiali saluti

Oppure un messaggio su Twitter al Presidente della regione:
Il nodo SITR regionale siciliano va riattivato con urgenza http://ctt.ec/db7a9+ @rosariocrocetta #SITRONLINE

Quindici giorni di stop sono troppi e non è pensabile che debba passare tutta l’estate. La necessità professionale, civica e informativa di accesso a questi dati non va in vacanza!

Linked open data for environment protection in smartregions: invito a collaborare

L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) Sicilia è uno dei partner del progetto SmartOpenData.

L’obiettivo del progetto è quello di creare un’infrastruttura (che includerà strumenti software e dati) alimentata da risorse pubbliche e aperte, fonti dati esistenti sulla biodiversità e la tutela dell’ambiente e la ricerca nelle aree protette e rurali d’Europa e nei suoi parchi nazionali.

La visione è quella per cui i dati ambientali e geospaziali riguardanti le zone rurali e protette possano essere più facilmente leggibili e riutilizzabili, maggiormente associati ai dati senza un riferimento spaziale diretto, in modo che diverse fonti dati distribuite possano essere facilmente combinate. In SmartOpenData lo strumento per realizzare tutto questo sono i Linked Open Data.

Il progetto si chiuderà a novembre e il territorio che verrà usato come “test” in Sicilia (le altre aree pilota si trovano in Spagna, il Portogallo, l’Irlanda, la Slovakia e la Republica Ceca) dovrebbe essere quello che va da Capo Zafferano/Monte Catalfano al fiume Eleuterio.

L’ARPA Sicilia ha espresso – tramite il dott. Giovanni Vacante (Project Manager del progetto) – interesse a coinvolgere tutti i soggetti pubblici e privati operanti sul territorio siciliano, compreso enti ed agenzie locali nonché gli attori della cosiddetta comunità di innovazione digitale, “ad esempio i partecipanti la rete Open Data Sicilia“, nella co-progettazione del progetto. In basso copia della sua lettera.

E’ un invito della Pubblica Amministrazione che dichiara alla cittadinanza di volersi aprire a un processo partecipato, ed in sé è già una buona notizia. La cosa che mi sembra più significativa è che sia un ramo della PA più “importante” in Sicilia, la Regione Siciliana, che ad oggi (con qualche eccezione di qualità) è stata troppo silente sui dati aperti.

Di visibile ancora non c’è qualcosa di autoconsistente e perfettamente intellegibile, perché ancora in costruzione. A questo link però potrete vedere un’interfaccia tramite la quale alcuni dataset sono messi in correlazione.

Che contributo possiamo dare noi? Quelli che mi vengono in mente sono questi:

  • leggere la descrizione pubblica del progetto e fare domande per saperne di più. Il Project Manager, che ho conosciuto da poco, mi sembra persona attenta e disponibile;
  • immaginare quali dati ci debbano per forza essere in un sistema tagliato sulla biodiversità e la tutela dell’ambiente e la ricerca nelle aree protette e rurali d’Europa e nei suoi parchi nazionali;
  • a cosa potrebbe servire un sistema che mette in correlazione questo tipo di dati? A quali domande informative dovrebbe rispondere? Che esigenze dovrebbe risolvere? Quali legami sarebbe utile che contribuisse a evidenziare?

Tra chi segue e alimenta OpenDataSicilia ci sono esperti di Linked Open Data, così come (credo) esperti di dominio “ambientale”. Questa è un’occasione per lasciare un piccolo segno, in termini di proposta e/o di critica costruttiva, a un progetto regionale. Il prossimo 9 luglio ci sarà il meeting partenariale del Progetto, e quella potrà essere l’occasione per iniziare a farlo.

Flussi Turistici e fruizione dei beni culturali a Catania dal 2012 al 2013

Una visione di insieme, analizzando i dati riguardanti i flussi turistici e la fruizione dei beni culturali, nello specifico a Catania nel biennio 2012-2013, può permettere, in attesa dei dati del 2014 in merito al settore turistico, di analizzare quali eventuali aspetti porre in luce per migliorare la sinergia fra questi due rami e trovare soluzioni più appetibili ai fruitori per i prossimi anni.

Secondo i dati elaborati e forniti dall’Osservatorio Turistico della Regione Siciliana  riguardo i flussi turistici a Catania, nel biennio indicato, si riscontra un lievissimo aumento dal 2012 al 2013 riguardo gli arrivi  (+0,02%) e un trend negativo riguardo le presenze (-3,57), questo vuol dire che il numero di turisti che pernottano nelle strutture ricettive è sceso e la città è preferita come meta di passaggio. Quindi, potrebbe seguire la domanda: Come incentivarne la permanenza?

flussi turistici ct 12-13

Su arrivi, presenze, e permanenza media nelle strutture ricettive,  dai dati emerge che il trend dei turisti italiani sia sceso in un anno riguardo gli arrivi del 7,2% e le presenze del 12,4%. La permanenza media è di circa due giorni e mezzo. Nello specifico la permanenza presso strutture ricettive extra alberghiere è più diffusa rispetto agli esercizi alberghieri. Quest’ultimo trend di preferenza si conferma per i turisti stranieri, che invece sembrano gradire la città etnea. Infatti a livello di arrivi si riscontra un +13,4% e +10,3 % delle presenze nel 2013. Ma in totale fra italiani e stranieri nel 2013 le presenze sono diminuite, rispetto all’anno precedente,  -3,6%. Domanda: Cosa si aspettano i turisti italiani dalla città di Catania, cosa cercano?

arrivi e presenze a ct. im.

 

Riguardo la capacità ricettiva nel biennio in esame, + 2.9% numero di esercizi alberghieri, e +3,8 posti letto.  L’impennata maggiore si riscontra negli esercizi extralberghieri +9,4% numero di esercizi, e posti letto +6,1.

alberghi.ct.

I beni nell’area catanese presi in esame dall’Assessorato ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana sono: Casa Verga, Teatro romano ed Odeon, Museo di Adrano, a Mineo l’area archeologica di Palikè, a Caltagirone il museo della ceramica, e ad Aci Catena l’Area archeologica di Santa Venera al Pozzo.

I fruitori nel 2012 sono stati 78334 mentre nel 2013 sono scesi a 68524 (-12,52%.  Nel 2013 sono diminuiti i fruitori gratuiti -20,34%, i paganti dello 0,11 %.  L’area archeologica di Palikè, nel 2013, è stata resa ad ingresso gratuito. Gli incassi sono aumentati del 14,19%, da euro 121622 del 2012 a euro 138822 del 2013. Sono diminuiti i fruitori in tutte le aree sopracitate eccetto che nell’Area di Santa Venera al Pozzo dove sono passati da 789 a 1820 e Casa verga, in lieve aumento da 10269 a 11216. Qui, invece, non c’è una domanda. Ma una constatazione, Catania è seconda per beni di epoca romana solo a Roma!

Catania.Fruizione beni culturali.

 

 

Gli #OpenData del “Portale Siciliano dell’energia”

Ho scoperto grazie ad Andrea Antibo che esiste il “Portale Siciliano dell’energia” e che pubblica dati apertihttp://www.energia.sicilia.it/index.php/open-data

Mi sembra una cosa ottima!

Scrivo il post essenzialmente come segnalazione, e metto in elenco alcuni punti frutto di una rapida e superficiale consultazione di pochi minuti:

  • sembra che ci siano pochi dati sulle “Prestazioni Energetiche Fabbricati” (circa 80 edifici ad esempio per Palermo), ma magari si tratta di sottoinsiemi legati a qualche scelta progettuale, o sono i dati raccolti ad oggi. Devo leggere un po di info sul sito;
  • le informazioni spaziali/cartografiche di questo dataset (un file in formato CSV) sono espressi come dati catastali, e questa è una barriera al riutilizzo, perché i dati catastali non sono liberi;
  • i dati catastali sono da “pulire“. Nella colonna “particella” ad esempio troviamo espresso il numero di particella sia come numero (“540”), che come testo (“cinquecentoquaranta”);
  • a questo CSV  non  è associato alcun alcun metadato, non è indicato il separatore dei campi, né la codifica dei caratteri (grazie a Nazzareno Prinzivalli per la segnalazione);
  • sembra che ci siano delle API alle spalle, perché un URL di questo tipo http://www.dati.energia.sicilia.it/graphs/getconsumestypes/1/0/0/1 restituisce dei dati. Sembrano le API di HighCharts.
  • nel footer leggo “Copyright © 2014 Diritti Riservati. Privacy.”, e non vedo la licenza per gli open data. Senza dichiarare quella per i dati aperti, la nota del footer credo “vinca”. E’ necessario esplicitare la licenza sugli open data;
  • sul sito ci sono altri dati, che non sono sicuro siano tutti esposti anche nella sezione open data.

Mi fermo e ribadisco la rapidità e la superficialità. L’obiettivo principale è oggi quello di segnalare la cosa, che mi sembra di grande interesse.

Su Open Data e Energia segnalo questo vecchio documento redatto credo da Patrizia Saggini et alii.