What do we know about the air quality in Palermo?

Some weeks ago we came across an EU publication about the urban life in 79 European cities . Among the surveyed cities was Palermo. The following graphic on page 50 attracted our interest. The graphic shows the proportion of people satisfied with public transport services and the quality of air in their city. For both indicators Palermo shows very low levels.

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We became interested in what kind of air quality data are currently available in Palermo. The central agency which collects and publish information about air quality is RAP Palermo. According to their website the monitoring network in Palermo is build on ten stations. RAP Palermo collects data in five key pollutants (sulfur oxides (SO2), carbone dioxyde (CO2), nitrogen oxides (NO2), ozone (O3) and particulate matter (PM10)) 24 hours per day.

The results are publish on their website as daily and monthly reports and are available from the year 2013. This is the daily report for the September, 16.

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The page shows that not all stations collect data for every pollutant. Grey fields indicate combinations which are not measured. We call them “missing type 1” data. White fields on the other hand are under observation but for this particular day are not available (“nd”). These are “missing type 2” data. Valid measurements are the fields containing a value and are in green, yellow or red. Only the stations Boccadifalco and Castelnuovo collect data for all five pollutants.

The most interesting data to make some analysis are the daily one, but in RAP website there are two information barriers:

  • there is one file for every day, than it’s necessary to download one by one. In one year it’s necessary to do 365 downloads;
  • all files are in PDF format, than it’s impossible to use them in apps to make some analysis like a spreadsheet, or in some statistical framework.

So we had to deal with this. We downloaded in example all available daily reports for the year 2016 and extracted the data: here the 2016 RAP daily data in a single CSV file.

We have build 2 different procedures to do it: one in R (the one of Patrick) and one in Python (the one of Andy), and we will publish them in the next weeks.

Why it’s better in this way

To have a single file, in a format that you can use to make calculation, visualization and analysis it’s a little treasure.

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Some examples:

  • it’s possible to compare different time periods (think to “ZTL”, the restricted traffic area which began in Palermo on 2016 October 10);
  • it’s simple to build automation tools (alert me every time in this station PM10 overcomes legal limit); it will be always the data of the day before, but we think that it’s much better than nothing, much better than to look every day to a PDF file via a browser;
  • it’s possible to use this data coupled to other kind of data (rain and wind data in example) to do some more advanced environmental analysis;
  • it’s possible to discover that:
    • there are no records about Bellolampo station in the PDF. Why?
    • there are to much days in which there are no data, also for fundamental measures like PM10 one. Why?
      • along one year it is forbidden to have more than 35 days with PM10 > µg/m3. In Di Blasi station (outside the ZTL) we already have it 33 times; moreover for this station there had 21 days without any measures.
    • some files like bollettino_20161126.pdf, bollettino_20160508.pdf and bollettino_20160408.pdf, are not published.

This post is a first step, a kind of introduction. In the next weeks we will open a website dedicated to these data, in which we will publish: more data, the code we will use to download them, some maps, some charts, some interactive visualizations and some posts about these data.

Stay tuned!

Per non perdersi lungo le Vie dei Tesori

Con la notte bianca del percorso arabo-normanno, che si è svolta il 28 29 e 30 Ottobre 2016, si è conclusa la decima edizione della manifestazione “Le vie dei Tesori” tenutasi nella città di Palermo. Anche quest’anno, come nelle precedenti edizioni, si è registrato un incremento dei partecipanti a questa manifestazione, che ormai da 10 anni mette in fila migliaia di palermitani, e non solo, alla scoperta dei tesori che appartengono a questa meravigliosa città.

Ciò che segue non vuole essere un articolo che tratta argomenti inerenti all’organizzazione (orari, guide, servizi etc.) e ai risultati ottenuti dalla manifestazione (ottimi tra l’altro), ma si vuole prestare come “assist” alla suddetta manifestazione per evidenziare l’ennesima occasione persa per svolgere un lavoro sinergico tra cittadini e pubblica amministrazione (in questo caso tra il Comune e l’Associazione “Le vie dei tesori”).

Come tutti i partecipanti di lunga data a questa manifestazione sanno, l’Associazione delle Vie dei Tesori ha messo nei vari anni a disposizione delle mappe cartacee (di cui un esempio è visibile nell’immagine di sotto) non adeguate all’uso tipico di cittadini e turisti che vogliano muoversi bene lungo siti visitabili della città di Palermo, perché povere di informazioni toponomastiche.

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Alcuni dei luoghi di questa manifestazione sono situati in zone particolarmente difficili da raggiungere, siti che nemmeno i cittadini palermitani conoscono bene, anche per via anche della chiusura permanente che taluni hanno durante l’anno.

Per venire incontro ai visitatori, gli organizzatori hanno proposto una soluzione a questo problema, inserendo nella pagina del singolo luogo una mappa interattiva che suggerisse le indicazioni stradali per raggiungere il sito turistico di interesse. Una soluzione sicuramente migliore della mappa cartacea, ma di certo poco funzionale per chi, come chi scrive, volesse istantaneamente conoscere la geolocolazzazione dei luoghi da visualizzare per muoversi meglio in città, apprendendo magari quali di essi fossero presenti nel proprio intorno senza perdere tempo navigando tra le pagine del sito web. Deludente è stata in tal senso anche l’applicazione mobile lanciata per questa decima edizione della manifestazione che, sviluppata solo per i dispositivi Android e lanciata nello store digitale solo dal secondo weekend della manifestazione, è risultata essere soltanto una copia “mobile”della versione del sito web.

Lungimiranti, e forse un pò premonitori di ciò che viene fatto nel nostro territorio, alcuni cittadini (tra cui me), decidono quindi autonomamente di fornire un servizio più consono ai dispositivi mobili dei cittadini, che possa supportare in maniera facile e immediata i cittadini al fine di muoversi lungo le vie di questi bellissimi tesori che Palermo possiede sin dall’avvio della manifestazione.

Ed è per questo che vengono sviluppate non una, non due, e nemmeno tre ma quattro mappe digitali, d’impatto e di facile utilità (sviluppate con diverse tecnologie e servizi, e quasi tutte realizzate in data anteriore all’inizio della manifestazione):

Queste mappe sono state realizzate partendo dai documenti messi a disposizione dal sito della manifestazione e dal Comune, pubblicati in un formato non proprio idoneo al facile riuso dei dati. E già qui ci si interroga sul perché tutte le informazioni e i dati utili di questa manifestazione – utili alla realizzazione di potenziali servizi – non siano state pubblicate anche sul sito istituzionale del Comune di Palermo in formato open data, più consono al riuso (anche dati “utili” per un periodo temporale limitato possono essere pubblicati come dati in formato aperto). Si pensi ad esempio se il Comune avesse indetto un contest pubblico per la realizzazione dell’app ufficiale della manifestazione a partire da dati aperti resi disponibili alla collettività, si sarebbe ottenuto, come risultato, il coinvolgimento dei cittadini ed eventualmente la realizzazione di un’applicazione più rispondente ai bisogni dei visitatori dei siti della manifestazione

I link delle mappe georeferenziate citate sopra sono state segnalate attraverso i canali social all’Associazione delle Vie dei Tesori, al Comune e al Sindaco di Palermo, ma esse sono state ignorate, e mai un feedback è stato ricevuto.

Tuttavia si è potuto notare l’utilizzo di questi servizi da parte di una modesta quantità di cittadini. Confermato sia dal numero di visualizzazioni registrate da alcune mappe, sia da parecchi cittadini (in fila con chi scrive) che utilizzavano il proprio smartphone per visualizzare le stesse. Si è persa la possibilità di dimostrare come PA e cittadini possano lavorare in sinergia per il bene comune. Tutti gli autori delle mappe infatti, hanno svolto questo lavoro solo per passione, spirito di condivisione, per confermare l’importanza del riuso dei possibili dati aperti, e soprattutto per l’amore nei confronti di questa città.

Queste considerazioni non sono esternate limitando esclusivamente l’attenzione alla manifestazione, presa come riferimento, che avviene solo un mese all’anno. Visto che la cultura genera economia quello che ci si auspica è che occasioni del genere spingano le amministrazioni pubbliche a impegnarsi di più nel fronte dei dati in formato aperto.

Al momento infatti la sezione “Cultura e Turismo” del sito ufficiale degli Open Data del Comune di Palermo, presenta pochi dataset aggiornati. Sono due i dataset presenti nel sito che contengono informazioni sui siti turistici e luoghi visitabili di interesse. Nel primo però, denominato “Turismo – Elenco dei siti turistici”, mancano alcuni valori di attributi per molti record e in alcuni casi sono presenti informazioni non aggiornate (e il caso ad esempio del Parco Ninni Cassarà chiuso al pubblico già da tempo ma indicato nel file come visitabile). Il secondo invece, denominato “Turismo- Luoghi di interesse”, risulta essere più completo e nella sua descrizione viene espressamente detto che “il dataset contiene le informazioni relative ai luoghi di interesse censiti dall’ufficio del turismo del comune di palermo”. Dando un’occhiata però al sito relativo all’ufficio del turismo del Comune di Palermo ( contattando l’autore del file si ha avuto conferma della corrispondenza file con il portale ufficio turismo) si nota come in esso sono presenti dei luoghi (due su tutti il Parco Uditore e il Museo delle maioliche Stanze al Genio) che nel file mancano (indice forse di mancanza di una redazione che cura i dati). Possiamo quindi dire che questi sono tutti elementi che tolgono sicuramente valore all’efficacia di una politica di apertura dei dati (l’autore dei file è stato contattato, al fine di informarlo delle incongruenze sopra citate, ma al momento della pubblicazione di questo articolo non si sono ricevuti feedback) .

Sono dell’idea che questo tema deve essere un punto di forza per una città come Palermo: la possibilità di puntare su informazioni e dati di qualità accessibili a tutti inerenti al mondo della cultura e del turismo è propedeutico alla promozione di idee per la realizzazione di servizi per i cittadini. Cose che già fanno amministrazioni più virtuose in questo senso ma con meno patrimonio artistico (se mi posso permettere egoisticamente parlando). Ed è appunto prendendo esempio da alcuni comuni più virtuosi in tal senso, ed imparando dalle migliaia di palermitani (tra cui molti giovani) in fila per visitare i tesori di una città ricca culturalmente, che si deve cercare di puntare in tal senso su servizi aggiuntivi stringendo una forte interdipendenza tra PA e cittadino.

Servizi aggiuntivi come mappe, applicazioni, totem informativi, consulenze turistiche (elaborando statistiche del comune sui flussi di turisti) possono essere strumenti su cui far girare anche l’economia di una città, lavorando in sinergia con il Comune e valorizzando/promuovendo il lavoro svolto da soggetti esterni alla PA come già avviene e con ottimi risultati in altre amministrazioni pubbliche nel territorio italiano. Due esempi, tra i tanti, sono quelli del Comune di Firenze e della Provincia autonoma di Trento, in cui è presente l’archivio delle applicazioni sviluppate a partire da dati aperti da società private o singoli cittadini (sia Firenze che Trento) oppure è stata offerta a chiunque la possibilità di proporre una nuova app basata su dati aperti (a Firenze). Questi sono due casi di sinergia di base e di semplice realizzazione.

Wiki Loves Monuments Italia 2016 premia Palermo

Wiki Loves Monuments è un’iniziativa dell’Associazione Wikimedia che, da alcuni anni,  intende valorizzare il patrimonio culturale, monumentale e artistico italiano attraverso la creazione di un archivio di fotografie scattate da chiunque. Le istituzioni, pubbliche e private, aderiscono volontariamente, autorizzando la pubblicazione delle immagini dei monumenti di loro proprietà su Wikipedia con licenza CC BY SA 4.0, CC = Creative Commons,  BY = attribuzione,  SA = condividi allo stesso modo, cioè un tipo di licenza che permette il riutilizzo, anche a fini commerciali, delle stesse foto a condizione di 1) citare l’autore della foto e 2) condividere il frutto del riutilizzo della foto almeno con una licenza analoga alla CC BY SA.

Le foto sono considerate dati e come tali camminano assieme alle licenze che ne disciplinano l’uso da parte di terzi, e ai metadati che descrivono le caratteristiche delle stesse foto.

Wikimedia è il soggetto che ha sensibilizzato quotidianamente (email, telefonate) tantissime istituzioni pubbliche (Comuni, Regioni, Curia, e soggetti privati) al fine di stimolare l’adesione all’iniziativa WLM di chi detiene la proprietà di migliaia di immobili italiani di valore storico e artistico.  Senza l’adesione del proprietario dell’immobile artistico, per via di una normativa, un po balorda nel caso degli immobili pubblici, non è possibile per un comune cittadino fotografare e pubblicare la foto sul web. Infatti dalla sezione domande frequenti del sito di Wikimedia si apprende che: “In Italia l’uso delle fotografie dei monumenti è regolato dal cosiddetto Codice Urbani (D.Lgs 42/2004) e dal successivo Art Bonus (DL 31 maggio 2014, n.83): queste norme non prevedono la possibilità di fare fotografie di monumenti (comunque tutti fuori copyright) e ri-licenziarle con licenza d’uso Creative Commons CC-BY-SA, senza una precisa autorizzazione da parte degli enti pubblici territoriali che abbiano in consegna tali beni o dei privati che ne siano proprietari.

Al Comune di Palermo, Area Innovazione Tecnologica, ad inizio estate, abbiamo ricevuto la richiesta email di Cristian Cenci di Wikimedia per fare aderire i pregevoli immobili del comune a WLM.  Cristian Cenci è il project manager dell’iniziativa WLM, Wiki Loves Monuments Italia 2016 per l’Italia. Non conoscevo Cristian e dal primo contatto si è sviluppata una collaborazione operativa. Ho predisposto immediatamente la lettera del Sindaco il quale in piena estate ha firmato con piacere l’adesione all’iniziativa nazionale.  Ho prodotto anche una mappa con i siti artistici-monumentali di Palermo aderenti all’iniziativa per facilitare l’individuazione dei luoghi.

A settembre c’è stato l’evento estivo di OpendataSicilia a Messina dove Cristian Cenci ha illustrato l’iniziativa WLM ai partecipanti. Un occasione per farla conoscere ad una platea molto ampia.

Il 10 novembre 2016 arriva la notizia di Wikimedia sul responso della giuria del contest fotografico nazionale: la foto “Sala Almeyda” dell’Archivio Storico Comunale di Palermo, scattata  da Enrico Rubicondo, conquista il primo posto nazionale! Una gioia per me, che ho lavorato all’adesione di Palermo a WLM, per i/le palermitani/e perchè valorizza un importante sito culturale della città, il verdetto della Giuria infatti è molto bello: “fotografia che rispetta il rigore formale, nonostante sia scattata da un punto di ripresa interessante e insolito. Le colonne del sapere sorreggono in maniera maestosa e importante un luogo poco visibile, da un punto di ripresa che rende giustizia sia alla struttura architettonica del palazzo sia alla funzione di luogo del sapere”.

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(“Sala Almeyda” dell’Archivio Storico Comunale di Palermo, foto di Enrico Rubicondo rilasciata con licenza CC BY SA 4.0)

Come se non bastasse il primo premio anche Cristiano Drago contribuisce a piazzare Palermo anche al 9° posto con la foto “Sunbean in Fountain scattata al Giardino Inglese.

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(“Sunbean in Fountain al Giardino Inglese di Palermo, foto di Cristiano_Drago rilasciata con licenza CC BY SA 4.0)

E’ stato un piacere essermi trovato in questa esperienza.  Le foto del contest faranno parte dell’archivio di Wikipedia, la libera enciclopedia alimentata dalla conoscenza collettiva nel pianeta, e contribuiranno,  grazie alle foto (rilasciate con licenze aperte) di comuni cittadini e alle istituzioni che hanno aderito a WLM, a far conoscere al mondo intero la ricchezza del patrimonio culturale italiano. Oltre a ringraziare  Cristian Cenci per l’energia e passione che mette nel suo lavoro, al Sindaco di Palermo per la sensibilità verso l’iniziativa, un grazie anche a Andrea Nelson Mauro, Giuseppe Ragusa, Andrea Borruso, Simone Cortesi, che in qualche modo e con  vari contributi sono tutti dentro la realizzazione di questa bella esperienza per Palermo.

 

Prima Giornata della trasparenza 14 luglio 2016

Nella giornata del 14 luglio si è svolta presso l’Aula Consiliare di Palazzo delle Aquile ( Sala delle Lapidi) la “1^ Giornata della trasparenza 2016 del Comune di Palermo”. L’incontro ha avuto come obiettivo quello di affrontare i temi riguardanti le tematiche “[…]dell’Anticorruzione, della Trasparenza e dell’accessibilità alle informazioni sull’organizzazione e all’attività del Comune di Palermo”. Il programma ha visto succedersi diversi interventi da parte di esponenti delle istituzioni palermitane inerenti al tema in oggetto.

Dopo un inizio incentrato sugli obblighi di legge in ambito prevenzione alla corruzione, e trasparenza/diffusione delle informazioni pubbliche da parte della pubblica amministrazione (D.lgs. 33/2013 aggiornato con il D.lgs. 97/2016 ) discussi tra gli altri dal Dottor F. Dall’Acqua (segretario generale anticorruzione del comune di Palermo), si è proseguito con interventi mirati ad evidenziare quali strategie il comune di Palermo sta cercando d’attuare in maniera efficace rispetto a ciò che chiede il sopra citato decreto legge (si veda tra gli altri alcuni documenti che mirano a ciò, citati da alcuni relatori quale il bilancio sociale e il programma della trasparenza). Di particolare interesse sono stati quindi gli interventi, capitanati dal capo area dell’area dell’innovazione tecnologica dottor Marchese, inerenti agli strumenti utilizzati dal Comune di Palermo che caratterizzano tale strategia.
Da colpo di scena è stato in tal senso l’intervento di Ciro Spataro che, brevemente ma in maniera efficace, ha illustrato telefonicamente (supportato da presentazione visibile ai presenti) il sito degli open data del Comune di Palermo, spiegandone funzionalità e tipologia di dati presenti, nonché il processo trasversale tra i dipendenti comunali che portano alla generazione e pubblicazione dei dati. Interessante la sezione delle mappe tematiche che mostra quanto di buono e bello possono fari i dati aperti, e la presa di posizione pronta a mirare ad un formato di dato sempre più dinamico che si aggiorni in concomitanza con chi lo genera.
Di uguale interesse la presentazione, da parte di dipendenti degli uffici tributi del comune e del SUAP, del Cassetto tributi di Palermo e del portale digitalizzato del SUAP, portali informatici che permettono, il primo al cittadino di svolgere tutta una serie di attività inerenti alla propria situazione tributaria (fare istanze on-line, verificare pagamenti e scadenza, effettuare anche il calcolo di IMU, TASI, TARI etc.), mentre il secondo permette a tutti i cittadini di avere assistenza, consulenza e rilascia di documenti a chiunque sia interessato ad entrare nel settore delle Attività Produttive, con obiettivo comune di ridurre al minimo i tempi di attesa di rilascio di documenti e snellire le file agli uffici di competenza.
Tra le esposizioni dei due servizi messi a disposizione dei cittadini, c’è stato anche l’intervento a cura dell’ufficio del web master incentrato su una breve panoramica del sito internet istituzionale e sui relativi profili social, al fine di valutare l’impatto che questi strumenti hanno con il cittadino in termini di comunicazione diretta. Interessante sapere come il sito del comune di Palermo ha avuto un incremento notevole delle pagine visualizzate: si pensi già che solo nel primo trimestre del 2016, numeri si assestano già alla metà delle pagine visualizzate di tutto il 2015. Curioso anche l’impatto che i profili social del Comune di Palermo hanno nei confronti dei cittadini, dimostrando come una buona parte dei cittadini utilizzino tali canali per tenersi aggiornato su notizie relative alla propria amministrazione. A conferma di ciò i numeri dicono che i fan di Facebook sono passati dall’essere 8.806 nel 2014 a 18.708 nel 2015, e per quanto riguarda Twitter si è passato da 14.700 follower a 16.300 già solo nel primo trimestre del 2016. Numeri che magari a possono non entusiasmare ma che comunque in una terra dove ancora si hanno livelli di conoscenza informatica scarsi possiamo dire che sono confortanti, dimostrando che c’è comunque si cerca l’innovazione e la comunicazione diretta tra pubblica amministrazione (PA) e cittadino.

Cittadino??? Beh si. Qua arriva la nota dolente dell’incontro. Tale incontro era aperto a tutti i cittadini per l’ascolto di eventuali osservazioni e suggerimenti, anche perché essi sono attori principali del processo operativo riguardante il tema dell’incontro ( trasparenza e diffusione di informazioni verso chi se non verso il cittadino). E mi dispiace dover scrivere che a questo incontro eravamo non più di 2-3 semplici cittadini (compreso il sottoscritto). Le altre persone presenti erano impiegati comunali, che fra l’altro non sembravano proprio felici di essere lì (forse obbligati? O potevano scegliere se lavorare o assistere all’incontro?)
Se questo incontro era (come credo) anche un tentativo per far avvicinare il cittadino alla PA, è fallito. Un’occasione persa sia dalla PA che dal palermitano. La PA ha perso l’occasione di far conoscere ai palermitani quali strumenti sta cercando di attuare per venire incontro ai bisogni dei cittadini, e per cercare di avvicinarsi anche dal punto di vista comunicativo al cittadino. L’incontro è stato diffuso sul sito web del comune (molto in linea con il tema centrale della giornata, utilizzo del sito del comune e i profili social) e ne è stata data comunicazione alle associazioni di categoria ( si pensi al settore del commercio visto che si è parlato del SUAP); ma nessuno si è fatto vedere.
Per il futuro suggerisco di scegliere un giorno e un orario non lavorativi, una sede più friendly come una piazza o un parco/giardino e utilizzare anche mezzi di comunicazione “classici” (testate giornalistiche o manifesti pubblicitari?).
L’altra campana – i cittadini – ovviamente dal canto suo è impossibilitata a rispondere perché assente. Ed ecco che provo io a rispondere. Da cittadino (unico a prendere la parola per un intervento a fine dibattito) sono realmente inalberato nel constatare questa scarsa partecipazione. Al di là di ogni orientamento politico – e questa è politica, perché in termini di trasparenza della PA o si fanno certe cose o non si fanno – chiunque infatti può presenziare e a fine dibattito può intervenire con un propria considerazione o domanda a favore o contro di ciò che è stato esposto. Magari qualcuno dei nostri amministratori, segretari, politici ( chiamiamoli come vogliamo) prenderà in considerazione qualche proposta, o non saranno d’accordo su qualche idea, o addirittura potranno pure fare finta di ascoltare ma almeno si alza un dibattito e si cerca di far scruscio, e aprire un confronto magari con altri cittadini presenti in platea pronti ad ascoltare e condividere iniziative. Lungi da me sperare di incontrare chi si interessa solo di calcio (è solo una metafora), ma di certo mi sarei aspettato di trovare quei palermitani (semplici cittadini o associazioni) che sulla rete internet si fanno spesso sentire e reclamano risposte dalla PA su questi argomenti. Questa occasione dispiace dirlo è stata persa, anche per tutte quelle persone che si battono per la trasparenza e il rilascio dei dati da mettere a disposizione, perché sono poche le occasioni che mettono nella stessa stanza politici e cittadini.


foto di OKFN

Palermo aderisce a Wiki Loves Monuments Italia

 

WLM-Logo

L’Associazione Wikimedia Italia promuove da 5 anni l’iniziativa Wiki Loves Monuments (WLM), invitando  tutti i cittadini a immortalare con le foto il patrimonio culturale e monumentale presente nelle piccole e grandi città italiane (monumenti, palazzi, ville, fontane, ecc.).
Tutte le fotografie dei siti storici e artistici realizzate da cittadini e turisti vengono rilasciate con licenza libera Creative Commons CC BY SA e  pubblicate su Wikimedia Commons che è il grande database multimediale di Wikipedia.

Nell’edizione 2016 il Comune di Palermo aderisce all’iniziativa WLM dando così la possibilità ai cittadini e turisti di partecipare attivamente al concorso fotografico che si terrà nel mese di settembre 2016. L’edizione 2015 ha visto partecipare all’iniziativa in Italia quasi 1.000 fotografi impegnati a fotografare oltre 5.000 monumenti, rivelandosi il paese con il maggior numero di partecipanti a livello globale.

DETTAGLI DEL CONCORSO: il concorso si svolge dal giorno 1 al 30 settembre, tutti gli anni, e possono partecipare gratuitamente persone di ogni età, con un numero illimitato di fotografie. I soggetti con maggiore interesse a partecipare possono essere:  cittadini, fotoamatori, associazioni culturali, corsi di fotografia locali, archivio storico.

COME SI PARTECIPA:

  1. Scattare almeno una foto ad uno o più monumenti italiani presenti nella lista sul sito wikilovesmonuments.wikimedia.it. La fotografia può essere stata fatta in passato;
  2. Registrarsi al sito https://commons.wikimedia.org, fornendo il proprio indirizzo e-mail (l’utente deve essere l’autore degli scatti);
  3. Aspettare il mese di settembre 2016, quando si svolge il concorso, per caricare le immagini;
  4. A settembre 2016, cercare sul sito wikilovesmonuments.wikimedia.it, nella sezione “Liste monumenti ed enti”, il monumento di cui si è scattata la foto e cliccare sul tasto carica! Caricare le fotografie di quel monumento seguendo le istruzioni sul sito. Seguire la stessa procedura per ognuna delle fotografie con cui si intende partecipare. Ogni immagine entrerà a far parte del database multimediale di Wikipedia e dovrà essere rilasciata con licenza libera CC-BY-SA 4.0.

Cosa mancava prima per aderire a questa iniziativa di valorizzazione del patrimonio artistico di una città?

In Italia l’uso delle fotografie dei monumenti è regolato dal “Codice Urbani” (D.Lgs. 42/2004) e dal successivo “Art Bonus” (DL 31 maggio 2014, n.83): queste norme non permettono di fotografare i monumenti e ri-licenziarle con licenza d’uso Creative Commons CC-BY-SA senza una precisa autorizzazione da parte degli enti pubblici territoriali che abbiano in consegna tali beni o dei privati che ne siano proprietari. Per partecipare a Wiki Loves Monuments Italia è, quindi, necessario l’appoggio e il coinvolgimento diretto degli enti pubblici e privati, che devono rilasciare l’autorizzazione all’uso delle immagini.

Il Comune di Palermo, come altri enti pubblici italiani, ha deciso di collaborare a questa iniziativa che permette di valorizzare il patrimonio culturale locale in ambito nazionale, autorizzando i cittadini e i turisti a fotografare e condividere le immagini dei siti di seguito elencati:

DENOMINAZIONE SITO
TIPOLOGIA SITO
INDIRIZZO SITO
LATITUDINE SITO
LONGITUDINE SITO
Biblioteca Comunale
Biblioteche
Piazza Casa Professa, 1
38.1127839
13.360766
Biblioteca Comunale Villa Trabia
Biblioteche
Via Salinas, 3
38.128591
13.3463213
Chiesa di San Mattia dei Crociferi
Chiese e Oratori
Via Torremuzza
38.1165646
13.3725477
Palazzo delle Aquile (o Pretorio)
Palazzi
Piazza Pretoria, 1
38.1157129
13.3621249
Palazzo Galletti di S. Cataldo
Palazzi
Piazza Marina, 46
38.1169529
13.3687926
Palazzo Tarallo
Palazzi
Via delle Pergole, 74
38.1104004
13.3622947
Villa Terrasi
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Viale Lazio
38.1413765
13.3360137
Giardino Inglese
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Viale della Libertà, 63
38.1326894
13.3504677
Cantieri Culturali alla Zisa, Zona Arti Contemporanee, ZAC
Gallerie d’Arte e Musei
Via Paolo Gili, 4
38.1182029
13.3405826
Galleria d’Arte Moderna, G.A.M
Gallerie d’Arte e Musei
Via Sant’Anna, 21
38.1152018
13.3647759
Villa Garibaldi
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Piazza Marina
38.117887
13.368154
Teatro Massimo Vittorio Emanuele
Teatri
Piazza Giuseppe Verdi
38.1207376
13.3570938
Museo Etnografico “G. Pitrè”
Gallerie d’Arte e Musei
Via Duca degli Abruzzi,1
38.1667101
13.3287389
Villa Trabia
Dimore e Ville Storiche
Via Antonio Salinas, 3
38.130416
13.346716
Teatro Politeama Garibaldi
Teatri
Piazza Ruggero Settimo, 15
38.1252
13.35591
Biblioteca della Galleria d’Arte Moderna
Biblioteche
Via Sant’Anna, 21
38.1152018
13.3647759
Parco di Villa Trabia
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Via Antonio Salinas, 3
38.1282475
13.3463207
Città dei Ragazzi
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Viale degli Abruzzi, 1
38.142124
13.3359195
Parco di Villa Niscemi
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Via dei Quartieri, 2
38.1613916
13.3253326
Villa Giulia
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Via Lincoln
38.114529
13.374817
Spasimo (Chiesa di S. Maria dello Spasimo)
Monumenti
via dello Spasimo, 35
38.11456
13.37123
Villa Niscemi
Dimore e Ville Storiche
Piazza Niscemi
38.164296
13.332514
Eco Museo Urbano, Ex Deposito Locomotive S. Erasmo
Gallerie d’Arte e Musei
Via Messina Marine, 32
38.1086579
13.3807273
Biblioteca Comunale Verde Terrasi
Biblioteche
Viale Lazio 5
38.1435222
13.3399722
Archivio Storico Comunale
Biblioteche
Via Maqueda, 157
38.1137008
13.3628078
Fontana di Piazza Pretoria
Fontana monumentale
Piazza Pretoria 1
38.115492
13.362088
Ponte dell’Ammiraglio
Ponte monumentale
Piazza Ponte dell’Ammiraglio
38.104986
13.375057

L’elenco dei monumenti per la partecipazione al concorso “Wiki Loves Monuments Italia” è stata stilata, estraendola dal dataset degli immobili di interesse turistico disponibile nel portale open data, e verificando i dati sulla titolarità nell’elenco dei beni comunali pubblicato sulla sezione Amministrazione Trasparente del sito istituzionale.

Per prendere comodamente visione della localizzazione geografica dei siti oggetto dell’autorizzazione a scattare foto per le finalità del concorso fotografico dell’iniziativa WLM è stata realizzata una mappa nella quale i punti di interesse (POI = Point Of Interest) contengono le informazioni sul livello di accessibilità ai siti.

Che altro dire …. buona partecipazione al concorso fotografico 🙂

WLM 2016

(immagini del kit di comunicazione dell’iniziativa “Wiki loves monuments Italia 2016” di Wikimedia)

Su Trasparenza, Partecipazione e Open Data a Palermo

Riporto le mie riflessioni relative alla partecipazione ai due eventi organizzati dal Comune di Palermo – la “riunione del team Open Data“, l’11 dicembre, e la “seconda giornata della trasparenza 2015“, il 15 dicembre – e già espresse durante tali incontri.

  • Giudico positivo che questi eventi ci siano e siano stati aperti alla partecipazione di tutti anche se, sicuramente, può essere migliorata la comunicazione in anticipo dell’evento (che per la riunione del team Open Data non ha funzionato molto) e, soprattutto, la modalità di partecipazione: nell’era di internet e dei social media, un incontro, come quello sulla trasparenza in aula consiliare, nella mattina di un martedì, necessariamente crea difficoltà a chi lavora o è altrimenti impegnato, mentre altre modalità di partecipazione, quali  trasmissione attraverso webinar (con possibilità di intervenire in chat) o uso dei social media, sicuramente, consentirebbe di avere una platea più vasta, soprattutto per quanto riguarda i cittadini o le associazioni di cittadinanza attiva.
  • E’ stato fatto notare che la partecipazione della cittadinanza è risultata limitata (in entrambi gli eventi) con un vistoso calo di presenze nella seconda giornata della trasparenza rispetto alla prima dell’anno 2015. Ritengo che, a parte le problematiche già evidenziate nel punto precedente, c’è sicuramente una disaffezione di quella parte della cittadinanza che vuole partecipare e che è rimasta profondamente delusa dalle numerose richieste presentate all’amministrazione e rimaste inascoltate (istituzione delle consulte tematiche, conferenze cittadine sui grandi temi, pubblicazione di tutti i programmi, piani, progetti e azioni dell’amministrazione, ecc.) nonché dai tentativi ‘mal gestiti’ dell’amministrazione di realizzare iniziative in modo partecipato, quali “candidatura di Palermo a capitale della cultura” o “piano sociale”, dove tantissimi cittadini hanno partecipato e fornito contributi durante il primo incontro, ai Cantieri Culturali della Zisa, ma che non ha visto realizzare gli ulteriori passaggi partecipati previsti e utilizzare i contributi forniti, e sappiamo tutti come è andata a finire… Anche gli Electronic Town Meeting, che l’amministrazione cita spesso come esempi virtuosi di partecipazione, sembrano più un ‘esercizio di stile’ i cui risultati non si sa che fine facciano e,  sicuramente, non se ne vede nè percepisce alcun beneficio in città. Manca un’attuazione operativa delle proposte dei partecipanti e manca una comunicazione online post evento partecipativo.
  • Deve essere chiaro all’amministrazione che, per i cittadini, partecipazione significa essere informati costantemente, completamente e a tempo debito su tutto quello che essa fa e intende fare, poter intervenire con eventuali osservazioni o proposte operative, essere consultati sulle tematiche di maggior rilievo, costruire insieme le iniziative e prendere insieme le decisioni sulle questioni più importanti (grandi opere, piano regolatore, gestione rifiuti, mobilità sostenibile, riqualificazione area costiera, gestione spazi culturali, ecc.). La partecipazione effettuata dall’amministrazione si è finora limitata a un’informazione assolutamente insufficiente e incostante e ad una discussione generalista su alcune tematiche i cui effetti, o meglio, ‘non effetti’ sono stati mostrati prima. Esiste una piattaforma di partecipazione sul sito comunale, ParteciPA, che consente vari livelli dei partecipazione descritti ma che vede attivati solo alcuni forum (strade trafficate, percorso arabo-normanno, ecc.) decisi unidirezionalmente dal Comune e con un numero irrisorio di interventi. Perché non vengono attivati anche altri strumenti e strategie per realizzare una partecipazione completa ed efficace per le scelte di governo che l’Amministrazione deve compiere?
  • Deve essere chiarito, una volta per tutte, se il concetto di trasparenza che l’Amministrazione comunale ha è lo stesso di quello che hanno i cittadini. Per questi ultimi tutti i dati della pubblica amministrazione devono essere costantemnete pubblicati come dati aperti (ad esclusione, ovviamente, dei dati ‘sensibili’, quali quelli legati alla privacy o alla sicurezza come già prevede la normativa). Come descritto in precedenza, il cittadino vuol capire bene quali iniziative e decisioni sta prendendo l’amministrazione, e vuole partecipare (ovviamente nel pieno rispetto dei ruoli) in tutte le fasi, da quella di analisi, alle scelte iniziali degli scenari, a quella progettuale, fino a quella realizzativa. Le informazioni devono essere complete, costanti e facilmente accessibili. Il cittadino non deve cominciare a ‘girovagare’ per le diverse sezioni del sito web alla ricerca delle informazioni che gli interessano (e che spesso non trova), non sa che esiste la sezione ‘amministrazione trasparente’ o quella ‘open data’, tutto deve essere organizzato in modo da porre l’utente finale al centro dei servizi online del sito web. Ormai le amministrazioni pubbliche più virtuose costruiscono i siti web in maniera partecipata con le tecniche del co-desing e dello Human Centered Design. Alcune amministrazioni che hanno riorganizzato i siti in questa prospettiva sono Bologna, Firenze e le regioni Toscana e Lazio, il sito web del comune di Palermo dovrebbe solo ‘copiare’ le buone prassi già esistenti ….
  • La sezione ‘amministrazione trasparente’ del sito comunale non contiene la maggior parte delle informazioni che realmente interessano i cittadini quali piani, programmi, progetti che fanno comprendere ai cittadini cosa sta succedendo nella loro città. In particolare manca il piano strategico che sembra (se ne sente solo parlare, ma nulla online)  sia in fase di predisposizione e che è quanto mai opportuno che sia condiviso con i cittadini già in fase di stesura perché è il documento base per lo sviluppo della città. Troviamo online nel portale  Amministrazione Trasparente solo un bando per la predisposizione del Piano di Azione del Piano Strategico. Manca online anche il nuovo piano regolatore generale in formato aperto che l’Amministrazione di Palermo chiama 2.0, per il quale una forte partecipazione della città è auspicabile. Mancano i progetti delle grandi opere, quali tram e passante ferroviario che così profondamente  stanno incidendo in questa città. Auspico che queste informazioni siano pubblicate al più presto,  e non come file pdf derivanti da scansioni con impossiblità di riuso, ma come dati aperti e facilmente accessibili (in stile ‘urban center’ sul web). Auspico che i cittadini possano realmente partecipare, per es., attraverso la piattaforma ParteciPA, che era stata pensata esattamente per questo scopo, ma il cui scarso utilizzo dovrebbe indurre l’Amministrazione a riflessioni sulle strategie efficaci di coinvolgimento.  Con una piattaforma di e-participation pienamente funzionante e i principali strumenti online di interazione (webinar, Facebook, Twitter, gamification), l’Amministrazione comunale potrebbe  raccogliere contributi fondamentali dai cittadini da utilizzare nella pianificazione e progettazione operativa come avviene già in molte altre città.
  • Il “programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2015-2017, sebbene contenga tra gli obiettivi specifici il miglioramento della qualità delle informazioni, la semplificazione dei procedimenti, l’attivazione di servizi on-line, l’Open Government come sollecitazione e agevolazione della partecipazione e coinvolgimento della collettività, il miglioramento nell’uso delle risorse e nell’erogazione dei servizi al pubblico, dal punto di vista delle azioni concrete si limita al mero adempimento del D. Lgs. 33/2013 che, ovviamente non consente , da solo, di raggiungere tali obiettivi. E’ necessario, dunque modificare il piano in modo da stabilire azioni precise e indicatori chiari per raggiungere gli obiettivi prefissati. Auspico che nel prossimo incontro sulla trasparenza non si parli più di trasparenza come solo adempimento del D.Lgs. 33/2013 (e ancora oggi per buona parte dei nostri amministratori è unicamente questo) ma nei termini più ampi e completi discussi precedentemente.
  • Le “linee guida comunali sugli Open Data avevano un cronoprogramma ben preciso che è stato per lo più disatteso. I motivi possono pur essere validi (cambio ciclico del responsabile dell’Open Data) ma non si può perdere ulteriore tempo e urge fare passi concreti in questo campo che è intimamente collegato a tutto il resto. Non si può pensare di pubblicare qualche dataset ogni tanto basandosi sulla buona volontà di pochi, bensì si deve creare un processo strutturato con adeguati applicativi gestionali in cui il dato viene creato, gestito e pubblicato tempestivamente in Open Data dai gruppi responsabili e competenti per tematiche che quindi se ne occupano per l’intero ciclo di vita, gruppi con i quali il cittadino può interagire direttamente per qualunque necessità di riuso. Occorre dunque che ogni area ed ufficio del comune di Palermo si organizzi internamente affinché standardizzi e automatizzi il processo di produzione, gestione e pubblicazione tempestiva dei dati, e stabilisca un calendario per la progressiva pubblicazione e aggiornamento di tutti i dati di propria competenza (che risultano essere ben oltre i 73 dataset attualmente censiti a seguito di un sondaggio interno). E’ necesaria un opportuna revisione del processo di produzione, agevolato anche dall’obbligatorietà della creazione dell’atto amministrativo direttamente in formato digitale a partire da agosto 2016,  ed eventuale bonifica dei dataset ‘statici’ già creati dagli uffici e che rivestono grande utilità per la collettività.

In conclusione, siamo già nel mezzo di una rivoluzione per la PA in termini di trasparenza e partecipazione, un processo fortunatamente ‘irreversibile’ che vede una spinta ‘sincronica’, sia dal basso che dall’alto, e che obbliga le amministrazioni a mettere il cittadino al centro di tutte le sue azioni e scelte e a creare una sempre maggiore collaborazione.

Dal mio punto di vista un’amministrazione ‘intelligente’ deve percorrere questa strada con decisione per evitare il rischio, come già avvenuto in passato, di dover rincorrere le norme e creare malumori al suo interno in termini di appesantimento del lavoro già svolto. Il Comune di Palermo sta facendo qualcosa in tale direzione, ma è ancora troppo frammentario e basato sulle iniziative individuali e non ha prodotto, finora, cambiamenti evidenti su questi temi fondamentali. Se l’intenzione è avviare un percorso, necessariamente a tappe ma completo, per realizzare una reale trasparenza e partecipazione allora troverà, lungo la strada, il supporto concreto e altamente qualificato dei cittadini che hanno già ampiamente dimostrato di voler collaborare attivamente attraverso, ad esempio, la forte partecipazione ai primi eventi creati dal comune, la realizzazione delle linee guida comunali sugli open data e la progettazione della piattaforma ParteciPA, tutto lavoro svolto gratuitamente e al solo scopo di rendere un servizio utile alla città. Se, invece, vorrà continuare,  come fatto finora, con il ‘minimo indispensabile’  e solo per obbligo normativo, i cittadini andranno avanti per conto loro e continueranno a fare gli innovatori apristrada e l’amministrazione perderà una grande occasione di lavoro sinergico che le sarebbe di grande aiuto per uscire una volta per tutte da quello stato di alta invivibilità cittadina che non piace nè giova ad alcuno, ma che i vari sondaggi sulla qualità della vita a Palermo mostrano, purtroppo, in modo impietoso.

Seconda Giornata della trasparenza del Comune di Palermo 2015: un report

NdR: Il 15 dicembre 2015 il Comune di Palermo ha organizzato la “Seconda giornata della trasperenza“. Daniele Caldara, che era tra i presenti, ci ha inviato un report che pubblichiamo a seguire.

La giornata (15/12/2015) inizia con la presentazione del nuovo Piano Anticorruzione del comune di Palermo (di seguito PNA), a presentarlo è il Segretario Generale, dott. Fabrizio Dall’Acqua.
Dopo una breve introduzione sulla legge 190 e sulle convenzioni che la reggono  (convenzione Onu e Strasburgo 1999) il discorso si è subito incentrato sull’evoluzione del piano all’interno del comune di Palermo.
Dal 2013 è stato chiesto ai dirigenti di fare un’attività di analisi dei processi, e dei corrispondenti procedimenti, a rischio corruzione e infiltrazione mafiosa, così come recita la legge 190.
In generale, tutti i processi caratterizzati da ampi margini di discrezionalità e che si rivolgono principalmente all’esterno dell’amministrazione (Autorizzazione, concessioni, gare, contratti, erogazioni sovvenzioni concorsi e scatti di anzianità).
Ogni processo è stato oggetto di valutazione attraverso due famiglie di indicatori, a cui si è attribuito un punteggio numerico (da 1 a 5 a seconda del minore o maggiore rischio corruzione):

  • Indicatori di Valutazione di Processo:
    • Discrezionalità
    • Rilevanza esterna
    • Complessità processo
    • Controlli
  • Indicatori di Valutazione Dell’impatto:
    • Impatto Organizzativo
    • Impatto economico
    • Impatto reputazionale

Il prodotto tra le 2 famiglie di indicatori indicherà il rischio totale di corruzione assegnato al processo.

Il passo avanti fatto per il PNA del 2016 è stato, in armonia con le nuove linee guida fornite dall’ANAC, la scomposizione dei processi a rischio corruzione in microfasi.

Per ogni microfase è stato individuato:

  • Una serie di indicatori di impatto e di processo;
  • Una serie di misure organiche di prevenzione
  • Un responsabile del procedimento e i tempi necessari per portarlo a termine;
  • Un indicatore di risultato, al fine della valutazione finale.

I processi scomposti in microfasi e valutati ad oggi sono 562 (sono quelli previsti dalla 190), di cui 83 appartenenti all’aerea rossa, 163 all’area gialla e gli altri 316 divisi tra area verde e azzurra.
L’ultima parte dell’intervento è stata dedicata alla formazione che il comune di Palermo ha fatto ai suoi dipendenti; formazione incentrata su valori etici e sulla formazione concreta dei PNA.

Il secondo intervento, a cura dal responsabile per la trasparenza dott. Di Peri, si è incentrato tutto sulla critica alla “anti-corruzione
provvedimentale”, affermando che troppo spesso la formazione del PNA carica i dirigenti di lavoro e, come dimostrano i fatti, molto spesso non serve a ridurre il rischio corruzione presente nelle PA.
Afferma che la Pubblicità è lo strumento principe dell’anti-corruzione, introduce il D. Lgs. 33/2013 che porta le nuove norme sulla trasparenza e
sull’istituto dell’accesso civico e presenta la sezione del sito dedicata ai verbali delle commissioni del consiglio comunale.

Il dott. Marchese (responsabile open data, Area innovazione tecnologica) presenta lo stato dell’arte sugli open data presenti nel portale del comune.
(Slide dell’intervento: www.goo.gl/CxPIJ6).
Afferma che la trasparenza, prima di essere un obbligo delle PA normato, è un fattore culturale, che il cittadino deve sensibilizzarsi sulle
potenzialità affidate alla pubblicità indipendentemente dall’appartenenza diretta alla PA.
Il dott. Marchese ribadisce che l’obiettivo è la totale informatizzazione del comune, ma afferma che ci sono gravi ritardi sulla digitalizzazione dei documenti.
Ritardi dovuti alla trasversalità dell’obiettivo a tutti gli uffici del comune, e alla notevole difficoltà a introdurre strumenti che permettano la creazione dei documenti in ambienti condivisi.
In generale, per il 2016 si cercherà di:

  • Individuare priorità di pubblicazione di data-set;
  • Creare spazi web con esempi di riutilizzo dei dati;
  • Dare la possibilità ai dirigenti di pubblicare/aggiornare direttamente i data-set.

Il dott. Li Castri, Ufficio Lavori Pubblici, ha introdotto due importanti attività che il suo ufficio sta realizzando:

  • Sincronizzazione del portale Simug col portale amministrazione trasparente del comune: in modo tale da riuscire ad aggiornare giornalmente la sezione amministrazione trasparente con dati che riguardano lo stato dei lavori, il Rup, i cantieri aperti e la spesa del comune in opere pubbliche.
  • Attivazione di processi di progettazione partecipata: trovare strumenti di partecipazione diffusa per la formazione dei progetti di nuove
    infrastrutture, pubblicando gli elaborati prima dell’approvazione definitiva e permettendo ai cittadini di poter fare le proprie osservazioni.

Il dott. Meli , Webmaster del sito di Palermo, ha presentato le sezioni del portale Amministrazione Trasparente e le varie attività che il Comune fa attraverso i social, ma queste sono cose che già sappiamo!

 

L’utilità del riuso dei dati aperti per la formazione, lavoro in tandem

 

a cura di Ciro Spataro, OpendataSicilia, Palermo 

Il FormezPA ha costruito dei materiali didattici per un corso online sugli open data rivolto ai dipendenti della Pubblica Amministrazione italiana. Al corso si sono iscritti 1252 dipendenti pubblici italiani, un buon numero indubbiamente, ma la Pubblica Amministrazione italiana (comuni, province, regioni, scuole, università, ministeri,…) è fatta da milioni di dipendenti a vario titolo.

Oggi i dati aperti (open data) della PA rappresentano uno dei migliori carburanti dell’innovazione sociale e culturale. Le banche dati presenti dentro gli uffici pubblici hanno un enorme valore se riutilizzati nella società per mano di cittadini volenterosi, civic hackers, sviluppatori, start up, associazioni, software house. Riutilizzo che permetterebbe la costruzione di servizi web, infografiche, mappe georeferenziate, app per dispositivi mobili con info e dati utili per tutti nella vita di ogni giorno.

Ecco, allora, che il Formez con il suo corso online sui dati aperti rappresenta uno dei maggiori stimolatori sull’argomento. Saper generare dataset, saper accompagnarli con metadati utili e chiari, sapere aggiornarli quanto più frequentemente possibile, saperli pubblicare online, tutto questo diventa una delle missioni principali delle PA.

Con questa premessa mi sono cimentato nel riuso dei materiali didattici del FormezPA, realizzati con un linguaggio semplice e chiaro, accompagnati da video e immagini che consentono di facilitarne la comprensione a tutti, anche a coloro che non hanno avanzate competenze digitali.

 ccbysa40int [riuso]

I materiali didattici sono stati rilasciati dal FormezPA con una licenza Creative Commons, BY (citare l’autore), SA (share alike = condividi allo stesso modo), versione 4.0 Internazionale. In pratica una licenza che permette un ampio riuso del materiale, anche a fini commerciali, che ovviamente non è il caso del post che state leggendo.

Riutilizzando il materiale didattico del corso online, proprio nello stesso momento di fruizione del corso stesso (come una sorta di evidenziatore digitale), ho creato una nuova versione personalizzata del materiale del FormezPA: eccolo.

materiale formativo open data

Il materiale formativo è una presentazione su GoogleDrive ed è disponibile ad  un link, a tutte le ore di qualsiasi giorno dell’anno. E’ rilasciato con la stessa tipologia di licenza (CC BY SA 4.0 INT) del FormezPA. Non bisogna iscriversi e non bisogna fruire i contenuti in tempi stabiliti, come di solito avviene nei corsi online o in presenza. E lo può fruire un dipendente della PA, uno studente, e qualsiasi altro cittadino o associazione interessata. Lo reputo una sorta di comodo sussidiario digitale sugli open data. Può essere persino oggetto di studio nelle scuole medie o superiori e spero che un giorno l’open data diventi anche una vera e propria materia universitaria in ogni facoltà.

Nel mezzo del cammin di questo riuso dei materiali didattici formativi del Formez, ho incontrato Paola Chiesa online, attivista digitale, blogger, appassionata della materia degli open data e della trasparenza nella Pubblica Amministrazione. Leggete dalle sue parole come ha interagito con me sulla redazione finale di questo materiale didattico opendata.

 

paola chiesa a cura di Paola Chiesa,  Social evolution, Torino

Non sono poi tante le persone che in Italia si occupano di open data, e sicuramente Sicilia Open Data  spicca tra le community significativamente più attive sul tema, perché può contare su persone motivate, appassionate e concrete. Ragion per cui, nel mio peregrinare sulla Rete alla ricerca di best practice sulla divulgazione del tema degli open data, sono arrivata a Palermo, da Ciro Spataro. Parlare lo stesso linguaggio, cioè quello della condivisione, ci ha consentito di interagire facilmente, compensandoci per rendere il prezioso materiale didattico del Formez ancor più efficace ed accessibile a tante categorie di persone. Da attivista digitale esterna alla Pubblica Amministrazione e occupandomi di comunicazione, mi pongo spesso il problema di come trasmettere al meglio le opportunità costituite dal tema degli open data, e di come sensibilizzare il territorio, quindi i cittadini ma anche le associazioni, le imprese e le scuole a farsi soggetto attivo e consapevole, in grado di comprendere, controllare e stimolare l’attività  della Pubblica Amministrazione.

Questo materiale didattico è l’occasione giusta, ha un taglio intuitivo e fresco grazie alla presenza equilibrata di elementi di testo e video. O almeno speriamo che sia così!

In ogni caso, sempre in ottica di utilità e concretezza, ci piace misurare e valutare i risultati di ciò che facciamo, in modo da poter essere sempre più performanti. Perciò al termine del materiale didattico abbiamo creato anche un questionario, che vi invitiamo a compilare, affinché possa darci indicazioni utili sul grado di comprensione della materia. Ovviamente, i risultati saranno disponibili in open data per tutti!  

Altro che il ponte sullo stretto di Messina… già oggi  le autostrade digitali che collegano Palermo e Torino sono velocissime!

Trasporti AMAT di Palermo? C’è un Telegram per Te!

Post pubblicato originariamente su giovanni.pirrotta.it.

In questi ultimi tempi in rete si fa un gran parlare di BOT (abbreviazione di robot), ovvero quei programmi che fanno credere all’utente di parlare con una persona reale ma che di fatto sono risponditori automatici utili per fornire servizi vari come ad esempio il meteo, news, quiz, sondaggi, giochi, etc.

Il motivo di tutto questo proliferare di BOT è dovuto principalmente all’apertura di Telegram, nella sua versione 3, al mondo degli sviluppatori. Attraverso l’utilizzo di API ufficiali, infatti, è ora possibile creare, gestire e interagire con programmi BOT, personalizzandoli secondo le proprie esigenze.

Ho sempre visto un alto potenziale nell’uso di questo tipo di applicazioni e la scelta di Telegram potrebbe rivelarsi particolarmente azzeccata in questo senso.

Esattamente due anni fa anch’io ho iniziato a interessarmi di BOT, ad immaginarmi il mio smartphone come un telecomando da pigiare per ottenere specifici servizi: informazioni sui programmi televisivi, previsioni meteo, eventi serali della mia città, orari di apertura degli uffici pubblici, etc. Ho sviluppato quindi un BOT su Twitter grazie al quale, con un semplice tweet e una microgrammatica, riuscivo ad inviare richieste ad un’applicazione per ottenere informazioni sui programmi televisivi della serata. Descrivo nel dettaglio l’implementazione del progetto, che si chiama per l’appunto cosaceintv, in questo post; il sito del progetto è cosaceintv.it.

Tuttavia Twitter non consente di creare BOT in modo nativo per cui, per raggiungere lo scopo, sono dovuto scendere a compromessi, chiamateli workaround.

Vero è che l’app non è diffusa come WhatsApp, l’attuale killer application nel settore dell’instant messaging, (molti si aspettavano dei segnali di apertura API da WhatsApp in occasione dell’ultima conferenza F8 di Facebook, ma invece nisba) ma è anche vero che Telegram sta guadagnando sempre più terreno grazie soprattutto a scelte aziendali che si stanno rivelando strategicamente vincenti, come ad esempio

  • il rilascio del sorgente in opensource,
  • l’alta attenzione nei confronti della sicurezza e della privacy degli utenti,
  • la possibilità di creare chat segrete e autodistruggenti dopo un tempo prestabilito,
  • un design pulito e gradevole,
  • la totale gratuita,
  • l’assenza di pubblicità
  • ed infine, non meno importante, l’ultima feature aggiunta cioè la possibilità di creare BOT per la gestione di servizi personalizzati e l’interazione in modo programmatico attraverso API.

Più che una semplice app di messaggistica Telegram è di fatto una vera e propria piattaforma e in rete si trovano già applicazioni BOT di qualsiasi tipo; le più popolari si possono trovare al seguente link.

Ma anche in Italia cominciano a vedersi progetti interessanti.

A Prato Matteo Tempestini ha sviluppato il BOT Emergenze Prato per essere aggiornati in tempo reale su condizioni meteo, possibili allerte e segnalazioni. A Lecce, utilizzando gli opendata del comune e non solo, Pier Paolo Paolicelli (piersoft) ha sviluppato OpenDataLecceBot con il quale è possibile ottenere informazioni su meteo, temperatura, qualità dell’aria, orari delle scuole, tariffe aree ZTL, eventi culturali, etc. Il servizio trasporti bus TPER fornisce informazioni aggiornate sui bus di Bologna usando i servizi informativi e gli opendata. (tperbot.)

Incuriosito quindi da tutto questo fermento mi è venuta voglia di rimettermi in gioco anch’io con i BOT e smanettare un pò con questa piattaforma. Ho accolto, quindi, il suggerimento di piersoft  che consigliava di replicare il servizio offerto dalla TPER di Bologna sui trasporti anche per la città di Palermo, dato che i dati sui trasporti palermitani sono rilasciati dall’ azienda AMAT in formato GTFS con licenza OpenData.

La specifica GTFS (General Transit Feed Specification) è stata sviluppata da Google e definisce un formato comune per rappresentare informazioni orarie di un sistema di trasporti (bus, metro, treno, etc) associandole ad informazioni geografiche.

La specifica struttura i dati organizzandoli in un insieme di file CSV.

I più importanti sono i seguenti:

  • agency – informazioni inerenti l’azienda che gestisce i trasporti;
  • routes – informazioni sulle linee dei trasporti;
  • trips – informazioni inerenti le corse per ciascuna linea;
  • stops – le fermate geolocalizzate;
  • stop_times – l’orario di arrivo e partenza e la sequenza per ogni corsa in ciascuna fermata;
  • calendar – periodo del servizio trasporti su base settimanale;
  • calendar_dates – date in cui vi sono delle eccezioni rispetto a quanto descritto incalendar (ad. es. feste)

Per la specifica completa si rimanda alla pagina ufficiale GTFS

Quindi mettiamoci al lavoro e scarichiamo i dati dal sito AMAT di Palermo.

Per prima cosa scarico il file zippato GTFS dalla pagina OpenData del Comune di Palermo.

Decido di caricare tutti i file CSV all’interno di un dabatase Mysql, per cui inizio a cercare in rete degli statement DDL in modo da risparmiarmi il creare tutto a manina. Uno potrebbe pensare che, essendo GTFS un formato ben definito, uno schema DDL vale l’altro.

Errore!!!

Quelli che seguono sono alcuni consigli che vi potrebbero farvi risparmiare tempo e mal di testa quando decidete di creare uno schema GTFS trovato in rete.

REGOLE D’ORO

  1. Analizzare sempre e bene la qualità dei dati da importare prima di importarli
  2. GOTO 1 ;–)

La maggior parte dei campi id degli schemi che ho trovano in rete è in formato intero mentre nella maggior parte dei record dei dati GTFS AMAT il campo idcontiene anche valori alfanumerici, ergo trasformate tutti gli id da int a varchar.

Per importare i dati automaticamente ho usato uno script in python scaricato da github. Trovate un fork sul mio repository github in quanto lo script conteneva un bug relativo al caricamento di codici alfanumerici contenenti il carattere E. Lo script erroneamente parsava i codici contenenti il carattere E come formato esadecimale considerandoli interi invece di stringa. Trovate la versione fixata nel mio repo.

A questo punto iniziamo a scrivere un pò di codice. La documentazione di riferimento per creare BOT con Telegram è fatta benissimo e la trovate al seguente link. Per lo sviluppo del codice ho usato questa libreria PHP a sua volta descritta in modo molto chiaro qui. La libreria è stata sviluppata per il framework PHP Laravel ma può essere utilizzata anche in modalità standalone.

La prima cosa da fare è creare il bot. Per fare questo bisogna aggiungere sul proprio client Telegram l’utente @BotFather e inviargli il seguente comando /newbot. Dopo aver risposto ad alcune domande, ad esempio nome ed username del BOT, viene generato un TOKEN che rappresenta il ponte di collegamento tra il nostro software e Telegram. Per maggiori dettagli sulla creazione dei bot fate riferimento alla documentazione ufficiale.

Per poter interagire con Telegram scriviamo quindi:

Nella response troveremo informazioni sul bot creato. Per poter inviare messaggi all’utente bisognerà indicare, oltre al messaggio, anche l’ID della chat in modo che solo l’utente che ha fatto la richiesta possa ricevere il messaggio di ritorno.

Oltre a messaggi di testo il nostro BOT può rispondere anche con immagini, audio, video, allegati, etc.:

Ma come fa l’utente a chiedere le informazioni al BOT? Inviando dei comandi.

Per creare un comando, usando la libreria PHP, è necessario estendere la classe Command e implementare il metodo handle. Creare un comando è un’operazione veramente banale, è infatti necessario inizializzare semplicemente la variabile namecon il nome del comando che si vuole creare. Nell’esempio si sta creando il comando /start.

Nell’esempio che segue, digitando da Telegram il comando /start il BOT risponderà con Hello World!

 

Non mi soffermerò oltre su questa libreria perchè, come già detto, è presente una documentazione completa ed esaustiva.

Vediamo adesso le feature più importanti che dovrà avere il nostro BOT. Verranno descritte le più importanti scelte adottate per la logica applicativa. Si tratta essenzialmente di recuperare informazioni dal database e di formattare l’output, ci soffermeremo quindi solo sulle query SQL più importanti.

La prima versione di amatPABot, questo il nome del BOT, implementa due funzionalità:

  • Orario Linee
  • Fermata più vicina

Orario Linee

Le informazioni sono tutte presenti nel db per cui all’interno del metodo handleviene gestita la logica per estrarre le informazioni relative alle linee AMAT di Palermo.

La query SQL utilizzata per mostrare le linee:

 

 

A questo punto viene mostrato l’elenco delle linee AMAT. L’utente può scegliere la linea di cui vuole sapere gli orari. Una volta scelta la linea un nuovo comando recupererà il nome delle fermate della linea (Andata e ritorno) e gli orari relativi.

Per recuperare gli orari delle corse uso la seguente query SQL, passandogli l’id della linea e l’id del servizio, cioè del periodo di riferimento nel calendario.

A questo punto l’output ottenuto è il seguente:

Passiamo adesso all’altra funzionalità.

Fermata più vicina

Per ottenere informazioni sulla fermata più vicina dobbiamo per prima cosa cliccare sulla graffetta e inviare la nostra posizione geografica

Fatto ciò un comando calcolerà le 5 fermate più vicine recuperandole dalla tabellastops eseguendo la seguente query:

Il valore 6371 è la lunghezza del raggio della terra. La formula utilizzata calcola la distanza in KM tra due punti espressi in latitudine e longitudine. Per maggiori informazioni fate riferimento qui e qui.

Per ogni fermata recupero anche il nome delle linee passanti.

 

Vengono mostrate a video le 5 fermate più vicine con le relative linee passanti. La prima fermata viene visualizzata su una mappa (si lo so, è Google Maps e non OpenStreetMap; nativamente Telegram usa le mappe di Google per inviare al client le posizioni geografiche; per usare OSM si potrebbero, ad esempio, creare al volo immagini statiche e inviarle all’utente per la posizione delle fermate).

Per il deploy del BOT ho usato Cloudflare per avere una connessione SSL, condizione necessaria per poter utilizzare il WebHook in Telegram, invece del metodo manuale getUpdates.

Ricapitolando

  • Il BOT è funzionante con i dati aggiornati al 2015;
  • Sulla correttezza e consistenza dei dati non garantisco. Non prendetevela con me per eventuali inesattezze e/o sbagli :–)
  • Il BOT sviluppato è ancora una demo. E’ possibile aggiungere altre funzionalità, il limite è la fantasia.

Per interagire con il bot dovete aggiungere al vostro client Telegram il contatto: @amatPABot.

Il codice sorgente lo trovate qui.

Attenzione, è’ una versione ancora poco stabile, non pronta per andare in produzione.

Se questo lavoro vi è piaciuto un pò, potreste contribuire a farlo conoscere in giro sui social, grazie.

Twittami

 

 

Idee, critiche e suggerimenti sono benvenuti.

That’s all folks! Stay tuned!

#OpenData contest di Palermo, 8 mesi dopo: senza consegna dei premi, senza festa e senza disseminazione?

Il 28 ottobre del 2014, sul sito internet del comune di Palermo, è stata data notizia della determinazione dirigenziale n. 23 del 16 ottobre 2014, in cui si annunciava l’aggiudicazione dei premi del concorso “ApPalermo – Palermo Open Data Contest“. Si tratta di un contest che doveva premiare le migliori App, basate sui dati aperti pubblicati dal Comune di Palermo.

Da quanto mi risulta:

  1. non è stato ancora consegnato alcun premio (17.000 € per i soli primi tre premi, su un montepremi totale di 37.000 €);
  2. non è stata fatta alcuna cerimonia di premiazione;
  3. non è stata fatta ancora (quasi) alcuna disseminazione.

Sul primo punto non ci sono molti commenti da fare. Ci sono delle aziende, delle persone, dei cittadini, che aspettano da 8 mesi di ricevere quanto loro dovuto. Aggiungo che uno degli obiettivi di questo concorso era “incentivare la creazione di nuove opportunità economiche nel campo dell’innovazione tecnologica”.

Il secondo punto è probabilmente in correlazione al primo: non si organizzerà alcuna “festa, finché non verranno consegnati i premi. Lo sottolineo perché è un momento che può essere importante per la città (e non solo per i premiati), un’occasione per rendere più semplice e diretta la risposta a una domanda classica: “cosa ci faccio con i dati aperti?”.
Ma potrebbe essere anche una fantastica giornata di dibattito tra la PA e chi ha sviluppato le App sui pregi e i difetti dei dati a disposizione, sulle modalità in cui sono pubblicati, sui dataset ancora non esistenti e che avrebbero consentito di fare meglio; ma anche sui pregi e difetti delle App, sulla cura nell’inserimento dei credits in queste, sugli eventuali dati aperti prodotti a cascata da chi ha realizzato le varie applicazioni, ecc..

Anche il terzo ha sicuramente dei legami con i precedenti, ma ha pure una sua autonomia. Mi spiego con un esempio: sulla pagina ufficiale del contest, presente all’interno della sezione Open Data del sito del Comune di Palermo, non è presente nemmeno l’elenco dei vincitori con i link alle pagine di download delle App che si sono aggiudicate i vari premi. E quindi è più difficile che qualcuno possa dire “accidenti, comoda questa App, ma come hanno fatto a realizzarla?”, perché non viene creato alcun ponte tra il contest e i risultati che ha prodotto.
Tutto ciò contribuisce a rallentare la comprensione dei dati aperti da parte della cittadinanza, che non si baserebbe su tecnicismi o formalismi, ma su una soddisfazione indotta.

Queste le domande che faccio alla mia PA:

  • quando consegnerete i premi?
  • quando organizzerete la giornata pubblica di premiazione?
  • quando aggiornerete la sezione Open Data del sito comune, con i riferimenti alle App premiate?

Invierò le stesse domande via PEC al comune di Palermo.

foto di oberazzi