Le opportunità e le sfide del digitale oggi. Sviluppatori e Creativi a confronto

Le opportunità e le sfide del digitale oggi. Sviluppatori e Creativi a confrontoSi terrà a Niscemi il prossimo 11 settembre alle ore 17 presso la caffetteria Mad in Italy il primo convegno organizzato dal Google Developer Group di Gela a Niscemi e sponsorizzato dalla Geofunction Srls. Il convegno è inoltre patrocinato da Opendatasicilia, Wikimedia Italia e la rete dei DigitalChampions.

Segui l’evento su Facebook e su Google+

Il tema scelto è di grande attualità, gli argomenti trattati rivolti ad un pubblico non specializzato.  Si parlerà di web 2.0, wikipedia, opendata e diritti d’autore nel web, ma si parlerà anche di creatività ed artigianato digitale.

Continue reading Le opportunità e le sfide del digitale oggi. Sviluppatori e Creativi a confronto

OpenData e Territorio – esperienze siciliane a confronto

Prologo: Mi “tocca” scrivere su questo blog per la prima volta anche per riparare ad un piccolo “misunderstanding” avuto con il mitico @aborruso, spero che il contributo sia il primo di una lunga serie.

Si terrà il prossimo 19 gennaio presso l’Istituto “Testasecca” di Caltanissetta un seminario formativo organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Caltanissetta e partrocinato dall’Associazione Ingegneri Ambiente e Territorio (AIAT) e Geofunction.

L’evento intitolato “Opendata e Territorio – esperienze siciliane a confronto” è stato organizzato per offrire degli spunti di riflessione su quanto gli opendata, il software opensource ed il territorio, se “opportunamente” connessi possano contribuire ad uno sviluppo culturale, economico e ambientale.

Gli interventi tecnici programmati sono quattro:

  1. ing. Gianfranco DI PIETRO (Esperto in Sistemi Informativi Territoriali) “Il software GIS open source per la libera professione, opportunità ed esempi
  2. ing. Agostino CIRASA (Servizio Cartografico Regione Sicilia) Open Geodata Regione Siciliana Geoportale e QGIS
  3. ing. Antonio CONDORELLI (Azienda Metropolitana Trasporti Catania SpA) Dati geografici gestiti da un’azienda di trasporto pubblico: da elementi di  processi aziendali ad informazioni di pubblico interesse e fruizione
  4. dott. Giuseppe BOLOGNA ing. Giuseppe Dell’Utri (Servizio Cartografico Comune di Caltanissetta) Impieghi e interventi GIS negli enti pubblici: l’esperienza del Comune di Caltanissetta

Filo conduttore degli interventi è il ruolo che i dati territoriali (open e non) hanno nelle realtà delle PP.AA., delle aziende e nelle libere professioni. Sin dai primi interventi si cercherà di dimostrare come oggigiorno utilizzando opendata, opensource e opengeodata, imprese e  liberi professionisti riescono ad abbattere notevolmente i “costi” di produzione, di gestione e progettazione. Tutto ciò sta offrendo negli ultimi anni un impulso notevole all’economia di settore in termini di competitività e innovazione.

A questo paradigma dell’open-economy si vuole affiancare anche un altro tema altrettanto importante; la condivisione dei dati e delle analisi territoriali di enti e società di servizi contribuisce anch’essa allo sviluppo sociale e culturale dei cittadini. Consultare una mappa urbanistica, una carta dei vincoli, gli orari degli autobus e tante altre cose favorisce il progesso della cultura territoriale, il rispetto e la coscienza ambientale.

Con queste premesse vi aspetto a Caltanissetta Lunedì alle 16:00 presso l’istituto Testasecca, Viale Della Regione 1 – Caltanissetta (lat. 37.49342 lon. 14.05156 WGS84)

Link social dell’evento: FacebookTwitter

stralcioWEB

Linee Guida Open Data da Palermo a Catania – episodio 2 – Approcci informali

Il 3 Dicembre 2014 alle 19:00 in Viale Africa, 31 a Catania si è tenuta la prima riunione dell’Osservatorio Catanese sugli Open Data (si noti che ancora si tratta di un gruppo informale ed il nome è provvisorio).

Alla riunione hanno partecipato rappresentanti di associazioni civiche, del mondo accademico e di quello industriale, oltre a due rappresentanti dell’amministrazione:

dal consorzio EtnaHiTech Emanuele Spampinato, Roberto Gueli, Giovanni Di Stefano e Gianni Cataldi; dallo STLab del CNR Sergio Consoli e Diego Reforgiato;  dal DSPS dell’Università di Catania Giuseppe Reale e Renato Trapani; da Paradigma Innovation Luciano De Franco e Carlo Leonardi;  Mirko Viola da CataniaSource; chi vi scrive (Cristiano Longo) dl DMI dell’Università di Catania e in rappresentanza di Open Data Sicilia.

Inoltre, erano presenti Pierangelo Spadaro, presidente della Consulta Giovanile di Catania, e Carmelo Indelicato, consulente del Sindaco per l’informatizzazione. L’auspicio è che questi due rappresentanti del comune siano dei nostri in questa lunga e faticosa avventura che ci porterà alla definitiva Liberazione dei dati del nostro comune.

Dopo un benvenuto da parte del padrone di casa Emanuele Spampinato, Segio Consoli ha presentato un breve report sulle attività svolte dal CNR nell’ambito del progetto PRISMA. Emerge che nel comune di Catania siamo in una situazione paradossale nella quale una notevole mole di Open Data potrebbero essere liberati con poco sforzo (a livello tecnologico), gran parte derivati dal Sistema Informativo Territoriale ma non solo.  A tal proposito è possibile fare riferimento a

S. Consoli, A. Gangemi, A. G. Nuzzolese, S. Peroni, V. Presutti, D. Reforgiato Recupero, D. Spampinato, Geolinked Open Data for the Municipality of Catania, 4th International Conference on Web Intelligence, Mining and Semantics (WIMS 14), Thessaloniki, Greece.

Di seguito, al fine di iniziare a delineare il lavoro di stesura delle linee guida, ho presentato alcuni lucidi riassuntivi su quali temi dovrebbero essere sviluppati in un generico documento di linee guida per gli open data di un comune.  Tali lucidi sono stati realizzati in maniera collaborativa dai membri della comunità Open Data Sicilia.

Infine si è avviata una accesa discussione, grazie al valido apporto dei rappresentanti dell’amministrazione che ne conoscono le dinamiche interne. Vi riassumo le conclusioni.

Innanzitutto, si è deciso di agire su un doppio binario: da un lato realizzare iniziative fattive e attività di disseminazione e formazione che portino risultati nel breve termine, dall’altro iniziare da subito la stesura di una bozza di linee guida, da sottomettere ai vari dirigenti dell’amministrazione quando queste iniziative avranno sortito gli effetti sperati.

Riguardo al primo punto si è ritenuto opportuno pianificare un evento per chiarire all’amministrazione quali saranno le ricadute dell’implementazione di una politica di apertura dei dati, ma dall’altro si è auspicato di iniziare fin da subito ad aprire alcuni dataset. A tal proposito, si suggerisce di iniziare valorizzando il lavoro che è già stato fatto nell’ambito del progetto PRISMA, ma di attaccare anche dataset di particolare interesse ancora non coperti quali ad esempio quelli relativi al patrimonio immobiliare del comune o alla mobilità integrata. Inoltre, è stata rilevata la necessità della definizione, ai fini della successiva pubblicazione, di formati standard e interoperabili per gli atti e le delibere di giunta.

Riguardo alla stesura delle linee guida, si è convenuto di dare all’osservatorio una sede permanente presso il comune, e di organizzare degli incontri periodici. Inoltre, saranno definiti dei tavoli di lavoro specifici a partire dai punti elencati nella presentazione.

A questo punto attendiamo l’esito dell’incontro di Pierangelo e Carmelo col Sindaco, ma sicuramente riprenderemo i lavori dopo una brevissima pausa per riprendere fiato.

L’onda degli Open Data, da Palermo a Catania e anche in altre città, ormai è inarrestabile.

 

 

 

 

 

 

Prima giornata della trasparenza e della partecipazione del Comune di Palermo

L’8 luglio 2014 si è svolta, presso i Cantieri Culturali della Zisa, la “Prima giornata della trasparenza e della partecipazione” organizzata dal Comune di Palermo. La “Giornata della trasparenza” è un evento previsto per legge, che tutte le Pubbliche amministrazioni devono prevedere.
L’evento è stato suddiviso – sia in termini di temi, che di gruppi di lavoro – in tre blocchi: anticorruzione e trasparenza, partecipazione e open data.
Io mi sono iscritto a quest’ultimo.

La presenza di pubblico è stata purtroppo abbastanza esigua; con una campagna di comunicazione ben fatta e adeguata all’evento, sarebbe stata molto superiore e sarebbe uscito un maggior numero di idee.
Comunicare è propedeutico alla partecipazione e le critiche alle modalità organizzative sono arrivate da tutti i “tavoli”.

Il workshop sui dati aperti

Dedicherò questo post essenzialmente a questo workshop, ma non sarà una cronaca completa di elementi in fila lungo la linea temporale dell’incontro. Metterò in evidenza quegli aspetti – tra quelli che sono rimasti memorizzati nel mio hard disk – che hanno più catturato la mia attenzione e di cui mi sembra utile dare conto.

Ogni workshop si è tenuto in una sala distinta e quella sui dati aperti è stata il cinema De Seta. I lavori sono iniziati con le parole di Sergio Forcieri, che da alcuni mesi è il Responsabile Open Data del Comune e che in questa veste si presentava per la prima volta alla città. Con lui Giuseppe Meli, webmaster del Comune e con il ruolo (a breve) di “Esperto GIS” del Team Open Data, e Ciro Spataro, che supporta il responsabile open data ed è l’addetto al monitoraggio delle attività sui dati aperti.
In questa prima e breve parte è stata quindi la PA a presentarsi e descrivere sia la strada fatta, che quella che si vuole seguire.

Le linee guida sui dati aperti, approvate a fine del 2013, sono state un tema che ha caratterizzato la prima parte della presentazione, nonché l’unico materiale cartaceo distribuito in sala. Sergio Forcieri all’inizio del suo discorso ha ringraziato gli autori del documento (tutti rappresentanti della società civile), tracciando un elemento di discontinuità che ho molto apprezzato.
Ha sottolineato inoltre come ritenga i dati aperti un elemento strategico per la città, che se ben realizzato farà inoltre da ponte tra pubblica amministrazione e cittadini.
Le linee guida prevedono la definizione di più di un centinaio di nomine – sui dati aperti – per tutte le aree e i settori del Comune; è stato annunciato che si è giunti al 95% e nelle prossime settimane la cosa si chiuderà.
A nomine fatte, quindi ormai al ritorno dalle ferie estive, si passerà alla formazione di questo gruppo di persone; questa fase si chiuderà tra ottobre e novembre e verrà estesa anche alle partecipate comunali.
A seguire una delle azioni più importanti per la realizzazione di una politica seria sui dati aperti, ovvero il “Censimento delle raccolte di dati (dataset) create dalle strutture comunali in funzione delle competenze specifiche e delle attività svolte”. Su questo punto non è stato dato definito un paletto temporale, ma l’auspicio e che entro fine anno si arrivi almeno al 50%. Il censimento è necessario per sapere quali sono i dati che la complessa e ricca macchina comunale produce, chi li gestisce e con quale qualità.

Il dott. Meli ha annunciato una prossima nuova release del Sito del Comune, con degli aspetti nuovi anche per la sezione Open Data. Tra questi (spero di ricordare bene):

  • i vari referenti delle varie aree/sezioni avranno un proprio account e gestiranno in autonomia la pubblicazione di dati aperti e la definizione delle relative metainformazioni;
  • verrà reso disponibile un motore di ricerca dedicato a questa sezione del sito;
  • verranno generati dei link attivi sulle parole chiave usate per classificare i dataset, che consentiranno di filtrare rapidamente i dati per parola chiave.

Non è stata annunciata alcuna data di rilascio.

L’11 luglio è iniziata la valutazione delle app del contest ApPalermo. Su questo tema mi sono espresso pubblicamente più volte in termini critici; l’ho fatto anche privatamente con chi lo stava progettando, quando era ancora un’idea in costruzione.
Che il contest si chiuda è un bene, soprattutto per chi ha deciso di parteciparvi. C’è stato però un bassissimo numero di iscritti: basti pensare che c’è una categoria di concorso con un sola app candidata e che quindi ha già vinto.
Per dare un’idea del clima su questo contest, faccio notare come in sala c’è chi è arrivato a chiedere di annullarlo e che al contempo non fosse (credo) presente alcuno dei partecipanti.

L’unico nuovo dataset annunciato in giornata, in rilascio entro una decina di giorni, è il richiestissimo set di dati sulle linee degli autobus dell’AMAT (la partecipata comunale sui trasporti pubblici). Verrà pubblicato sulla sezione open data del sito web del Comune, che diventerà la fonte ufficiale del dato; anche Google scaricherà da lì gli aggiornamenti sui dati.
E’ una gran bella notizia e la dedico ai ragazzi di catramiati.

Finita la parte di presentazione da parte della PA, si è passati ad uno schema di incontro informale, in cui tutti i presenti si sono riuniti intorno a un lungo tavolo, per fare proposte, critiche e domande, senza alcuna separazione legata al ruolo.
Sergio Forcieri ha chiesto a tutti di fornirgli delle idee per disinnescare l’ostruzionismo (interno) che potenzialmente potrebbe emergere nello sviluppo dell’azione sui dati aperti. Ha fatto cioè emergere il (citato poi più volte da quasi tutti i presenti) problema culturale, che tocca tutti noi e non soltanto i dipendenti del Comune. Per fare open data e farne comprendere e apprezzare la valenza, bisogna fare anche operazioni mirate di divulgazione, comunicazione, didattica e partecipazione. E in questo senso, la società civile palermitana ha fatto magari poco, ma sicuramente di più e meglio della PA.
Sono uscito da questo incontro con la sensazione che da questo punto di vista le cose sono cambiate.

Da questo tavolo sono emersi diversi spunti e proposte, che sono stati anche messi per iscritto e che sicuramente verranno pubblicati sul sito del Comune di Palermo.

Le mie sono state le seguenti:

  • pubblicare in Open Data i dati sui beni confiscati del Comune, perché farlo è un elemento essenziale per liberarne l’energia potenziale. Per legge il Comune deve redigere un apposito elenco dei beni confiscati ad esso trasferiti, che deve essere reso pubblico con adeguate forme e in modo permanente (questo aldilà del mio interesse personale per il progetto #CONFISCATIBENE 🙂 ).
  • attivarsi da subito per rispettare i tempi di pubblicazione in Open Data dei 4 dataset “chiave” che l’Agenda nazionale per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico prevede vengano pubblicati entro dicembre 2014 (Anagrafe edifici pubblici e ad uso pubblico, Vincoli territoriali, Piani Comunali e Grafo stradale);
  • pubblicare subito in Open Data le informazioni già pubblicate nell’Albo Pretorio. Si tratta di notizie ed avvisi di interesse pubblico per la collettività, che potrebbero essere la fonte di utilissime applicazioni per cittadini e imprese che volessero sempre rimanere aggiornati;
  • pubblicare subito in Open Data l’anagrafica delle scuole del Comune di Palermo, già pubblicata in altra forma ne “Il Portale della Scuola“;
  • pubblicare subito in Open Data l’anagrafica dei servizi socio-sanitari pubblicata già in altro modo nella sezione “Settore Servizi Socio Sanitari“;
  • coinvolgere SISPI, la partecipata tecnologica, nella progettazione e nell’attuazione dell’azione Open Data;
  • pubblicare subito l’elenco delle App iscritte al contest, perché farle conoscere e farle usare è un modo per fare divulgazione e disseminazione sul tema dei dati aperti.

Ho usato il “subito” nei casi in cui si tratta di dati già accessibili senza alcuna restrizione e in modalità che ne consentono una rapida conversione in formato aperto. Non me ne voglia il team Open Data.

Qualche domanda e conclusione

Ci sono delle domande che non ho fatto a caldo per varie ragioni e altre che sono nate da riflessioni successive. Mi sembrano tutte sensate e confido pertanto di avere una risposta. Eccole:

  • qual è il numero dei presenti di ogni workshop, quanti di questi erano cittadini e quanti dipendenti della PA?
  • Quando e dove verrà pubblicato il report di sintesi dei tre workshop tematici?
  • Quando andrà online il nuovo sito del Comune?
  • Da qui a sei mesi, data della prossima giornata della trasparenza e della partecipazione, in che modalità il Comune continuerà a dialogare con la città su tre temi di fondo? Come darà notizia delle evoluzioni stimolate da quanto prodotto giorno 8?

In chiusura ci tengo a sottolineare una bella evoluzione in positivo in termini di clima, che mi ha fatto uscire dalla sala De Seta con un sorriso. Questo si deve a tutti i convenuti, cittadini e rappresentanti della Pubblica Amministrazione.
Il cielo azzurro e la temperatura mite non bastano a rendere una città vivibile e quindi rimango in attesa, ottimista, di vederne gli effetti sul territorio.

foto di ru_boff