FoiaPop.it…e adesso…chiediamo(li) tutti

Succede tutto in 6 mesi, da inizio Gennaio 2017.
Ci eravamo appena lasciati, rinforzati nell’entusiasmo dal raduno estivo di Castelbuono.

Decidiamo (Giuseppe Ragusa e Giovanni Pirrotta) di darci presto un appuntamento “virtuale” perché avevamo l’impressione che su alcuni dati si potesse lavorare insieme per produrre qualcosa di utile, ma entrambi non avevamo in alcun modo un’idea precisa.

Avevamo solo, con modalità e con obiettivi diversi, approfondito gli stessi temi e cioè: l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), i dati sui contratti pubblici dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), il Sistema Informativo delle operazioni degli enti pubblici (SIOPE).

Partiamo:

  • Uno scambio di idee (confuse);
  • Non demordiamo perché qualcosa ci dice che siamo sulla strada giusta;
  • Dobbiamo dimenticarci di “noi” piccoli e diventare per un po’ un grande “NOI”. Dobbiamo cioè ripartire dai bisogni del cittadino. Sta lì la risposta che cerchiamo.

Abbiamo deciso di “ascoltare” il più possibile. Giorni di “ascolto” ci fanno comprendere che:

  • Il diritto di accesso civico, sia semplice che generalizzato (FOIA), è per molti cittadini uno sconosciuto;
  • Chi ne conosce l’esistenza ha difficoltà a porre domande fondate e non opponibili dalla PA. Ci sarebbe bisogno di “dati da cui partire”;
  • Gli “eventi/manifestazioni/azioni amministrative” più importanti e che destano maggiore interesse all’interno di una PA sono quelle su cui ruotano i flussi monetari e cioè i pagamenti, gli incassi, gli appalti, etc. E, guarda caso, ci sono già disponibili dei dati aperti.

Ora le idee sono molto più chiare. Ma non è che siamo davvero sulla strada giusta?

Si inizia a mettere nero su bianco e mettiamo gli “open data” a sistema. Gli open data, uno strumento chiave di volta per aprire uno scrigno impolverato e incompreso sotto gli occhi di tutti. Un approccio nuovo, diverso, creativo, in grado di far emergere un potenziale finora inesplorato, di conciliare semplicità e facilità di utilizzo, per essere alla portata di tutti e fruibile senza libretto di istruzioni.

Nasce FoiaPop.it, il portale degli accessi civici data-driven (cioè guidato dall’uso dei dati). Una guida passo-passo alla compilazione online degli accessi civici semplici e generalizzati a partire dai flussi monetari delle Pubbliche Amministrazioni, dai contratti pubblici e dagli obblighi di pubblicazione imposti dal D. Lgs 33/2013.

Gli open data che ci “guidano” sono attualmente:

Con FoiaPop non dovrai fare altro che selezionare una pubblica amministrazione, visualizzarne i pagamenti, gli incassi e/o gli appalti, esplorare il patrimonio informativo fornito dagli open data, generare il documento/richiesta di accesso civico per chiedere un dettaglio, un approfondimento, una spiegazione, o dei dati, quindi firmare e inviare la richiesta alla pubblica amministrazione, anche via email o via Posta Elettronica Certificata.

Il nostro augurio è che FoiaPop.it possa realmente contribuire a diffondere in modo capillare la conoscenza e l’esercizio del diritto di accesso civico ai dati, ai documenti e alle informazioni delle Pubbliche Amministrazioni.

Su coraggio. Si può fare! 
Chiediamo(li) tutti!

Opendatafest 2017 a Caltanissetta, il report di 3 giorni di lavori

 

 

 

 

 

 

Le comunità di Opendatasicilia e Spaghetti Open Data hanno dato vita a questo report sui lavori della 3 giorni di incontri dell’opendatafest a Caltanissetta (2-4 giugno 2017).

I materiali mostrati nelle giornate sono disponibili su http://opendatafest.it 

Abbiamo pubblicato le slide  delle presentazioni mostrate al raduno direttamente nel sito opendatafest.it, all’interno del programma: dopo i titoli degli interventi e delle sessioni c’è una voce “| SLIDE” che permette di visualizzare i materiali. 

In questo post elenchiamo alcuni dei momenti del raduno e delle presentazioni (fai riferimento al programma per un quadro completo).

Venerdì mattina

Dibattito di inizio dei lavori

Chi: Alberto Cottica, Matteo Brunati, Andrea Borruso, Cristiano Longo

Di cosa si è discusso, in ordine sparso:

  • Curarsi delle comunità costa, è necessario rendersene conto
  • Scelta di strumenti che permettano di dare un lascito, serve dare continuità alle comunità
  • Fase storica sugli Open Data: forse stiamo vivendo la fase adolescenziale, siamo stanchi
  • Serve collegarsi alle altre comunità del mondo Openness
  • Trovare modi per far convogliare i vari temi crosscomunità, pur mantenendo le varie identità, forse è utile una Woodstock dell’Openness, sta nascendo un evento a cui ci hanno chiesto un parere e un contributo, che intende provarci nel 2018
  • Comunità locali: necessitano di credibilità per incidere nel territorio, serve dare il buon esempio
  • Serve documentare tutto, necessari incontri fisici e online
  • Non siamo da soli, non dobbiamo chiuderci in noi stessi, serve aiutare il ricambio e allargare includendo
  • Per coinvolgere altri è necessario uscire dal linguaggio da iniziati
  • La tecnologia è funzionale, un mezzo, da soli si fa poco: necessario coltivare i rapporti umani per creare cose nuove
  • Quando un cittadino inizia a produrre valore, mette in discussione lo status quo
  • Bisogna decidere come partecipare alle azioni di governo, capire come relazionarsi all’EU, bisogna rompere le scatole in modo costruttivo, come comunità
  • Il civic hacker è troppo solo, devi avere persone intorno per restare motivato
  • Serve decidere come comportarsi con le altre comunità
  • Lancio del progetto civichacking.it

Dettagli sull’evento delle comunità dell’Openness in costruzione 2018

A quanto pare l’esigenza di connettere comunità che lavorano e sono appassionate di temi affini, non è solo una sensazione di pochi: parliamo di tutte quelle comunità che in qualche forma supportano e discutono di libertà digitali (Openness in senso lato, Open Source, Free Software, Open Content e beni comuni digitali).

Assieme a Roberto Guido (presidente di Italian Linux Society – ILS), che ci ha cercato qualche settimana prima del raduno, abbiamo iniziato a ragionare su un evento unico, che riunisca molte comunità nello stesso luogo e negli stessi giorni, mantenendo ognuna separata nella gestione dei propri eventi. Per iniziare può bastare essere tutti nello stesso luogo, simultaneamente: è un inizio.

Alcuni appunti condivisi: https://etherpad.net/p/proposta-os-conf-ita

Civic hacking: comunità informali, prototipi e Open Data: il libro

Il libro nasce dall’esigenza di capire cos’è il civic hacking concretamente nel contesto italiano, uscendo dal gergo per iniziati. A partire dalle esperienze reali dei civic hacker, che collaborano per trovare soluzioni creative a sfide sociali concrete, allarghiamo lo sguardo per analizzare il rapporto tra Open Data, prototipi, comunità informali e modi di sfruttare le zone grigie (quelle opportunità inaspettate che si creano a volte).

Interessa ovviamente i civic hacker. Interessa anche i maker, gli appassionati di openness e chiunque senta l’esigenza di mettere le mani “in pasta”.  

Raccontiamo anche le nostre esperienze dirette all’interno della comunità di Spaghetti Open Data per mostrare il potenziale e la fatica di quello che si può fare.

Persone, storie, Open Data, prototipi: tutto questo per noi è civic hacking. Non solo tecnologia, ma un modo per scardinare vecchie abitudini, un modo per riprendersi il proprio ruolo di cittadini, un modo per risolvere problemi.

Fino al 31/7 h.22 CEST, puoi inviare un tuo contributo. Per dettagli fai riferimento al sito http://civichacking.it/#contributi.

Dal primo agosto partirà una campagna di crowdfunding: se ti interessa, lascia pure la tua email qui http://eepurl.com/cQ15nX.

L’annuncio del portale regionale siciliano sui dati aperti

A sorpresa è venuto a seguire i lavori della mattina Enzo Lo Piccolo, webmaster della Regione Siciliana. Ha chiesto la parola per pochi minuti e ha fatto un annuncio: nelle prossime settimane (tra fine giugno e inizio luglio) verrà lanciato il portale regionale siciliano sui dati aperti. Sarà basato su CKAN e DCAT-AP_IT compliant.

Ha chiesto alla comunità – a lancio effettuato – di “dargli una mano”, sia nelle critica che nella proposta e ha dato comunicazione di un indirizzo email dedicato opendata@regione.sicilia.it. E noi gli abbiamo chiesto di iscriversi alle nostre mailing list.

È stato un momento molto informale e concreto, che ci fa essere ottimisti. Per la Sicilia è sicuramente una bella notizia ed è stato un piacere che #ODFest17 sia stato “stimolante”.

Le presentazioni del venerdì pomeriggio

Proposte di elaborazione di Dati Aperti dagli studenti di Informatica dell’Università di Palermo

Tre studenti del corso di laurea in Informatica dell’Università degli studi di Palermo, hanno presentato i progetti realizzati per l’esame della materia “Tecniche per la gestione degli Open Data”, curato da Davide Taibi del CNR di Palermo (http://offweb.unipa.it/offweb/public/corso/dettaglioInsegnamento.seam;jsessionid=FB17C3274CB9C25A07D58E8A68988D26?oidCurriculum=17137&oidInsegnamento=111202&cid=123461). I progetti che gli studenti devono realizzare per superare l’esame della materia hanno tre caratteristiche fondamentali: a) i dati da elaborare devono provenire da diverse fonti (anche generati da sensori) ed essere in diversi formati; b) i dati acquisiti devono essere elaborati mediante processi di pulizia e armonizzazione delle strutture dati; c) i dati elaborati devono essere resi disponibili all’esterno mediante API e in un formato aperto con un livello pari a 5, possono essere riusate ontologie esistenti o è possibile creare nuove ontologie per modellare il dominio di conoscenza specifico. Infine, i dati prodotti devono essere alla base della realizzazione di applicazioni come: bot telegram, web application, o applicazioni per dispositivi mobili.

Nello specifico gli studenti che hanno partecipato all’OpenDataFest17 hanno presentato:    

  • Un portale che aggrega gli eventi culturali che si svolgono nella città di Palermo di Vincenzo Cimino, https://raw.githubusercontent.com/VickPix/aggregatore-eventi/master/slides/Aggregatore_eventi_Vincenzo_Cimino.pdf. I dati vengono acquisiti mediante scraping di alcuni blog palermitani, e dal portale dell’Università di Palermo; e vengono armonizzati in una struttura dati comune che viene utilizzata per alimentare un portale in cui vengono visualizzati gli eventi mediante una interfaccia semplice, facile e comoda. Per modellare gli eventi e le loro caratteristiche è stato utilizzato schema.org. L’estrazione dei dati relativi agli eventi in formato JSON-LD è stata implementata attraverso API. L’applicazione è disponibile qui (http://portale-eventi.firebaseapp.com).
  • Una stazione meteo autocostruita e la relativa piattaforma di gestione dei dati in rete di Riccardo La Grassa https://github.com/pulsar2468/Owd/blob/master/OpenDay2017.pdf. Sono state fornite indicazioni per la costruzione della stazione meteo. Molto interessante è stata la descrizione relativa alla costruzione dell’anemometro, realizzato a basso costo con materiali riciclati. I dati raccolti dalla stazione vengono elaborati da un server centrale alle quali le stazioni meteo possono registrarsi attraverso un TOKEN. Il server centrale fornisce le visualizzazioni dei dati acquisiti e consente l’esportazione dei dati in formato aperto a cinque stelle. In questo caso è stata riutilizzata una ontologia specifica per la modellazione dei dati provenienti dai sensori.  
  • Una piattaforma di visualizzazione per infografiche relative a dati georeferenziati di Tommaso NIcosia (http://opendatafest.it/presentazioni/TommasoNicosia-OpenData-framework-sviluppo.pdf). In questa piattaforma i dati provenienti dalle segnalazioni della polizia municipale del comune di Palermo, e i dati provenienti da Waze relativi al traffico cittadino vengono aggregati e visualizzati su mappa. Un prototipo è disponibile qui (http://neuron4web.palermo.enea.it/opendata/_trafficendpoint). Uno SPARQL endpoint si occupa di gestire le query che vengono effettuate sui dati rappresentati in RDF. I dati forniti possono avere diversi settori di applicazione. Ad esempio tali dati possono guidare le scelte dei percorsi per raggiungere punti critici della città come ad esempio i presidi ospedalieri. L’unione di queste informazioni con, ad esempio, i dati relativi alle file dei pronto soccorso della città potrebbero supportare (nell’eventualità in cui non ci siano casi che necessitano cure immediate) la scelta del pronto soccorso in maniera più efficiente in termini di pazienti in attesa, traffico nelle strade ed eventi particolari come manifestazioni e lavori in corso.    

Non fidarsi più dell’ennesima agenda: servono uno o più progetti di civic hacking [Forum OGP]

Durante il dibattito mattutino sono emersi alcuni elementi sparsi legati soprattutto al ruolo di realtà come SOD o gruppi locali come Opendata Sicilia rispetto a forum di questo tipo, ancor di più in merito al tipo di intervento e interessi da mettere sul piatto.

Durante la sessione pomeridiana siamo andati maggiormente nel dettaglio di un processo complesso, costoso e con un ritorno difficile da valutare per la società civile. Lo scopo è stato quello di condividere un vissuto di un anno, focalizzato a spiegare dove siamo ora, specie in merito alle proposte/domande presentate al ministro Madia durante l’ultimo evento in plenaria dell’8 maggio scorso.

Una delle azioni nate nei giorni del raduno e condivise con i presenti ha poi generato questa richiesta formale alla squadra OGP Italy, che abbiamo condiviso in questo thread:

https://groups.google.com/d/msg/spaghettiopendata/uslQ2CTqqiM/M1rM7uaIAQAJ

Abbiamo scelto di dare maggior visibilità a questa proposta pubblicandola anche nei rispettivi luoghi digitali:

  1. http://www.spaghettiopendata.org/blog/matteo-brunati/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda
  2. http://blog.openpolis.it/2017/06/13/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda/15616
  3. http://blog.ondata.it/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda/
  4. https://it.okfn.org/2017/06/13/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda/

Incoraggiare la partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica con YouthMetre

Caterina Impastato ha presentato YouthMetre, iniziativa che nasce per incoraggiare la partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica.  Ecco le slide (Prezi) dell’intervento: uno degli elementi più interessanti è la piattaforma e i dati che aggrega, uno degli argomenti che è stato oggetto di alcune domande da parte dei presenti.

Il progetto Ricostruzione Trasparente

Alessio Cimarelli, rappresentante dell’associazione onData, ha presentato e discusso il progetto Ricostruzione Trasparente. Ecco le slide dell’intervento.

Civic Hackathon[s]

Creazione del GTFS di Caltanissetta

GTFS

Nelle prime ore di lavoro il gruppo di lavoro ha “sbattuto” con un ostacolo inatteso: i dati sulle rotte e sulle fermate erano incompleti o errati. Per fortuna, durante la giornata, è venuta a trovarci la Titolare dell’Azienda che gestisce i trasporti locali su gomma (SCAT) e siamo riusciti a produrre dei dati corretti sulla linea 3 (uno speciale grazie a Cesare Gerbino che è stato come sempre molto disponibile e puntuale).

Compresa l’impossibilità di avere delle info in giornata sui dati di base, ci siamo messi come obiettivo quello di costruire una procedura che consentisse di produrre un GTFS a partire dai dati forniti della SCAT e di verficarne la validità.

Davide Galletti ha creato uno script python, che a partire dalle info sulle fermate, e dalla timetable fornita da SCAT (che è abbastanza generica), produce i file secondo standard GTFS su rotte, corse e orari (routes.txt, trips.txt e stop_times.txt).

Abbiamo testato lo script con un set completo di dati (i file .txt presenti qui) usando il FeedValidator “ufficiale” e il file GTFS è risultato validato (con diversi warning che indicano la necessità di fare un altro check sui dati di base).

In conclusione:

  • Sarà necessario avere i dati geografici di base corretti e completi per tutte le linee. Giuseppe La Mensa, insieme al personale di SCAT, sarà in prima linea a occuparsene;
  • Con il set di dati completo, faremo delle modifiche e ovviamente dei test sullo script di creazione del file GTFS;
  • Documenteremo il tutto in modo da rendere autonoma la SCAT nella produzione del file GTFS e per potere replicare il processo anche in altri piccoli comuni.

GTFS + LOD

A valle del lavoro sul GTFS, è stato fatto un esperimento (Francesco Marchitelli, featuring Marco Brandizi) aggregando i dati del file GTFS di Lecce con dati provenienti dalla Linked Open Data cloud, per mostrare alcuni dei vantaggi nell’usare i Linked Data. Dopo aver convertito il file GTFS in RDF, sono stati inseriti gli eventi presenti a Lecce e caricato tutto quanto in un triple store. A questo punto è stata fatta una query di esempio che mostra i dettagli di un concerto organizzato al castello, con le informazioni correlate delle fermate dei bus che si trovano nelle vicinanze.

Il materiale si trova in questa cartella.

Un’analisi di rete dei finanziamenti europei alla ricerca

La sessione di Alberto era tosta, specie per quelli che non hanno partecipato al lavoro degli anni precedenti: Alberto ha raccontato i dettagli e la storia di questa proposta nella descrizione di questa sessione.

Purtroppo non è riuscita ad essere presente Baya Remaoun (andata via durante il pomeriggio del venerdì): alcune delle domande emerse sui dati CORDIS avrebbero avuto una risposta veloce, probabilmente.

Infatti una delle sfide per chi curiosa in dati che non conosce è riuscire a comprenderli con facilità.

Sono domande che porremo a Baya e alla squadra che gestisce la pubblicazione dei dati CORDIS nelle prossime settimane.

Altre domande hanno trovato risposta però: i risultati e la documentazione relativa al lavoro fatto si trovano in questa cartella del repo. C’è anche la presentazione (in formato Keynote) mostrata da Alberto e le immagini correlate (cartella).

Realizzare un elenco machine-readable di Albi POP

Nei giorni precedenti avevamo deciso di unificare i nostri hackathon entrambi relativi ad Albo POP, riconoscendo come la creazione di un elenco processabile dalle macchine di albi POP fosse un passo importante per molteplici attività, non ultima quella di creare aggregatori di albi. Per questo motivo, con l’aiuto e l’esperienza di Francesca Gleria abbiamo deciso di iniziare definendo un formato per la rappresentazione di albi POP.

Siamo partiti dal vocabolario del web semantico DCAT, raccomandazione W3C per la rappresentazione di dataset. L’albo POP è infatti null’altro che una rappresentazione, in formato RSS, del dataset degli avvisi di una pubblica amministrazione.

Abbiamo esaminato quindi la specializzazione di DCAT realizzata per le pubbliche amministrazioni italiane dcat_ap_it e la abbiamo applicata al nostro caso particolare. La peculiarità di albo POP è che il feed RSS viene generato a partire da una pagina web e il detentore dei dati (la pubblica amministrazione titolare dell’albo) non ha alcuna relazione con chi realizza e tiene su il servizio di albo pop. Inoltre, abbiamo tenuto in considerazione le specifiche RSS per albo pop.

Il lavoro ha generato un tutorial per pubblicare in DCAT_ap_it un elenco di albi pop, (che ci ripromettiamo di completare nei prossimi giorni.

Le informazioni originali sui dataset presenti nel catalogo in formato DCAT sono comunque rappresentabili in prima battuta con una semplice tabella. Abbiamo quindi strutturato opportunamente un Google Spreadsheet condiviso affinché fosse la base di partenza per la generazione automatica del file di catalogo, ma anche la sorgente dati di una visualizzazione web nello stile di Petrusino. L’idea è di alimentare il foglio mediante un form on-line e collegare ad esso uno script che lo traduca nel formato DCAT e una visualizzazione web che permetta di navigarlo.

FormAzione

Vocabolari, metadati: uno sguardo nel dettaglio

Al posto di una presentazione vera e propria c’è stata una discussione, guidata da queste slide.

Un’introduzione a Elasticsearch

Alessio Cimarelli ha tenuto una lezione introduttiva al database e motore di ricerca Elasticsearch, discutendone caratteristiche e potenzialità a partire dai dati live del progetto Ricostruzione Trasparente. Ecco le slide.

Varie

La proposta di Massimo Zotti: tradurre i videotutorial del progetto Copernicus

https://www.youtube.com/watch?v=KWeS1-TDy-0

Ringraziamenti e scuse

La vita dell’OpenDataFest17 è stata semplice e comoda. Un sentito grazie a:

  • Giuseppe La Mensa che ha coordinato tutto il prima, durante e dopo della logistica e i contatti con il sistema di accoglienza locali;
  • Erika Marconato che ha creato l’apprezzato communication kit (usato poi per magliette, banner, sito, social, ecc.. ), gestito la comunicazione su #ODFest17, raccolto le donazioni per le magliette, partecipato al gruppo di lavoro per la definizione di queste tre giornate;
  • Matteo Brunati che ha dato forma a questo raduno con diverse idee e spunti stimolanti, creato il wiki per il raduno, editato il sito e per essere stato Matteo Brunati;
  • Andrea Borruso che mostra a tutti noi come essere delle persone migliori;
  • Il Comune di Caltanissetta che, grazie alla sensibilità verso i temi del digitale innovativo dell’amministrazione Ruvolo, ha contribuito alle spese organizzative dell’evento.

Chiediamo scusa ad Alessandro Capezzuoli, per non essere riusciti a tenere al meglio i tempi del venerdì pomeriggio e non avere avuto l’opportunità di ascoltare la sua relazione dal titolo Professioni e orientamento: dagli open data al mercato del lavoro.

STORIFY

Disponibile uno storify ( a cura di Erika Marconato) che può dare un’idea di quello che abbiamo combinato: https://storify.com/ErikaMarconato/opendatafest2017

OPENDATAFEST 2017, Caltanissetta 2-4 giugno 2017, #ODFest17

#ODFest17

Dal 2 al 4 giugno 2017 a Caltanissetta si terranno iniziative per conoscere il mondo dei dati e per stimolare la conoscenza aperta, incontrare persone che se ne interessano, condividere esperienze e costruire prototipi insieme. Quest’anno si tratta di un evento organizzato dalle comunità Open Data Sicilia e Spaghetti Open Data.

Un portale informativo è già stato redatto http://opendatafest.it/ e contiene le informazioni utili per coloro che intendono partecipare, non solo come uditori, ma anche come relatori.

Questa mappa illustra i siti dove si terranno gli eventi, i punti di riferimento del trasporto pubblico locale e i siti per il pernottamento.

Ecco alcuni alcuni temi che saranno approfonditi al raduno (ma non sono necessariamente solo questi):

  • pratiche e metodi di trasparenza;
  • i dati della amministrazione aperta;
  • la condivisione dei dati aperti e il loro riuso;
  • i dati aperti per comprendere meglio la realtà e come supporto alle decisioni;
  • fare impresa con i dati aperti (casi di business basati sugli Open Data);
  • l’impatto sulla società dei dati aperti;
  • il trattamento dei dati, l’analisi e la loro visualizzazione;
  • metadati, ontologie e approcci semantici;
  • raccontare il territorio a partire dai dati;
  • strumenti hardware e software per la raccolta e la condivisione di dati aperti.

I tre giorni avranno questa struttura:

  1. venerdì 2 giugno: la giornata è divisa in due parti:
    • mattina: terremo una conferenza in cui aggiornarci a vicenda sulle cose più importanti che sono successe nell’ultimo anno nel mondo degli Open Data;
    • pomeriggio: ci saranno delle sessioni parallele sui temi che arriveranno dalle proposte che faranno i partecipanti stessi, come per i BarCamp (per chi li conoscesse).
  2. sabato 3 giugno faremo un Civic Hackathon: produrremo insieme qualcosa di concreto. A differenza degli hackathon “normali”, il civic hackathon non si concentra solo sulla produzione di software, ma anche su analisi di leggi e normative o azioni di monitoraggio civico. Qualunque persona interessata al tema può esserne protagonista, anche se non sa programmare. Anche in questo caso, l’ambito e le possibili sfide da affrontare saranno frutto di quelle proposte che arriveranno dai partecipanti stessi;
  3. domenica 4 giugno faremo una giornata di formazione per la comunità. Sarà accessibile anche a principianti assoluti: il suo obiettivo è rendere tutti in grado di “fare delle cose con i dati” – una cosa molto pratica, insomma. Come per il sabato, anche in questo caso le proposte emergono direttamente dal basso.

E’ forse l’iniziativa civica sui dati aperti più interessante d’Italia del 2017, perché realizzata da persone che dentro o fuori le pubbliche amministrazioni sono accomunate dalla passione e consapevolezza dell’importanza della conoscenza condivisa.

Partecipa all’OPENDATAFEST 2017

Se partecipi puoi anche farlo sapere aggiornando la cover del tuo profilo Twitter o di Facebook:


(foto in alto di Lillo Miccichè)

Nuove funzioni per il Non-Portale siciliano

Il Non-Portale Open Data della Regione Siciliana si arricchisce di due nuove funzionalità che abbiamo realizzato con Andrea Borruso e Davide Taibi e che vanno nella direzione di aiutare la collettività a fruire al meglio delle informazioni prodotte e gestite dalla Regione Siciliana.

La prima è un motore di ricerca personalizzato (realizzato con google cse) che cerca le informazioni all’interno di un catalogo di quasi 200 siti della Regione Siciliana (faticosamente censiti e classificati grazie anche all’aiuto di Joska Arena) e che risulta molto utile per riuscire a districarsi e trovare facilmente le informazioni nello ‘sterminato’ mondo dei siti e portali regionali. Per ogni ricerca, il motore restituisce sia i risultati complessivi, che quelli suddivisi per le singole categorie (es. Ambiente e meteo, Sanità, Cultura, ecc.). Ad esempio, se si cerca la parola “bandi” si avranno sia le informazioni sui bandi contenute all’interno di tutti i siti regionali sia quelle dei siti che appartegono ad una specifica categoria (selezionabile attraverso i tab che appariranno sotto la finestra di ricerca).

La seconda è l’aggiunta di due nuove colonne nella home page del Non-Portale. La colonna “dato aperto” riporta il link alla versione Open Data del dataset, creata al di fuori della Regione Siciliana, e permette di poter elaborare il dataset più facilmente. La colonna “rielaborazione” riporta una elaborazione del dataset (mappa, infografica, ecc.), anch’essa creata al di fuori della Regione Siciliana, e consente una più facile fruizione del dato da parte dell’utente non esperto. Queste colonne sono importanti perché, tra l’altro, consentono di poter dare visibilità ai ‘prodotti’ di singoli o di gruppi come nel caso della mappa delle aziende siciliane realizzata dagli alunni della scuola IPS “Einaudi” di Palermo durante le giornate di formazione realizzate da OpenDataSicilia.

Ovviamente, continuiamo a lavorare per ampliare e migliorare l’offerta del Non-Portale nella convizione, suffragata dai tantissimi riconoscimenti ricevuti, di fare qualcosa di veramente utile per tutti/e e nella speranza che la PA (ad iniziare da quella regionale siciliana) prenda esempio e si decida a realizzare qualcosa di similare se non, e ne saremmo ben contenti, di migliore.

Trasporti AMAT di Palermo? C’è un Telegram per Te!

Post pubblicato originariamente su giovanni.pirrotta.it.

In questi ultimi tempi in rete si fa un gran parlare di BOT (abbreviazione di robot), ovvero quei programmi che fanno credere all’utente di parlare con una persona reale ma che di fatto sono risponditori automatici utili per fornire servizi vari come ad esempio il meteo, news, quiz, sondaggi, giochi, etc.

Il motivo di tutto questo proliferare di BOT è dovuto principalmente all’apertura di Telegram, nella sua versione 3, al mondo degli sviluppatori. Attraverso l’utilizzo di API ufficiali, infatti, è ora possibile creare, gestire e interagire con programmi BOT, personalizzandoli secondo le proprie esigenze.

Ho sempre visto un alto potenziale nell’uso di questo tipo di applicazioni e la scelta di Telegram potrebbe rivelarsi particolarmente azzeccata in questo senso.

Esattamente due anni fa anch’io ho iniziato a interessarmi di BOT, ad immaginarmi il mio smartphone come un telecomando da pigiare per ottenere specifici servizi: informazioni sui programmi televisivi, previsioni meteo, eventi serali della mia città, orari di apertura degli uffici pubblici, etc. Ho sviluppato quindi un BOT su Twitter grazie al quale, con un semplice tweet e una microgrammatica, riuscivo ad inviare richieste ad un’applicazione per ottenere informazioni sui programmi televisivi della serata. Descrivo nel dettaglio l’implementazione del progetto, che si chiama per l’appunto cosaceintv, in questo post; il sito del progetto è cosaceintv.it.

Tuttavia Twitter non consente di creare BOT in modo nativo per cui, per raggiungere lo scopo, sono dovuto scendere a compromessi, chiamateli workaround.

Vero è che l’app non è diffusa come WhatsApp, l’attuale killer application nel settore dell’instant messaging, (molti si aspettavano dei segnali di apertura API da WhatsApp in occasione dell’ultima conferenza F8 di Facebook, ma invece nisba) ma è anche vero che Telegram sta guadagnando sempre più terreno grazie soprattutto a scelte aziendali che si stanno rivelando strategicamente vincenti, come ad esempio

  • il rilascio del sorgente in opensource,
  • l’alta attenzione nei confronti della sicurezza e della privacy degli utenti,
  • la possibilità di creare chat segrete e autodistruggenti dopo un tempo prestabilito,
  • un design pulito e gradevole,
  • la totale gratuita,
  • l’assenza di pubblicità
  • ed infine, non meno importante, l’ultima feature aggiunta cioè la possibilità di creare BOT per la gestione di servizi personalizzati e l’interazione in modo programmatico attraverso API.

Più che una semplice app di messaggistica Telegram è di fatto una vera e propria piattaforma e in rete si trovano già applicazioni BOT di qualsiasi tipo; le più popolari si possono trovare al seguente link.

Ma anche in Italia cominciano a vedersi progetti interessanti.

A Prato Matteo Tempestini ha sviluppato il BOT Emergenze Prato per essere aggiornati in tempo reale su condizioni meteo, possibili allerte e segnalazioni. A Lecce, utilizzando gli opendata del comune e non solo, Pier Paolo Paolicelli (piersoft) ha sviluppato OpenDataLecceBot con il quale è possibile ottenere informazioni su meteo, temperatura, qualità dell’aria, orari delle scuole, tariffe aree ZTL, eventi culturali, etc. Il servizio trasporti bus TPER fornisce informazioni aggiornate sui bus di Bologna usando i servizi informativi e gli opendata. (tperbot.)

Incuriosito quindi da tutto questo fermento mi è venuta voglia di rimettermi in gioco anch’io con i BOT e smanettare un pò con questa piattaforma. Ho accolto, quindi, il suggerimento di piersoft  che consigliava di replicare il servizio offerto dalla TPER di Bologna sui trasporti anche per la città di Palermo, dato che i dati sui trasporti palermitani sono rilasciati dall’ azienda AMAT in formato GTFS con licenza OpenData.

La specifica GTFS (General Transit Feed Specification) è stata sviluppata da Google e definisce un formato comune per rappresentare informazioni orarie di un sistema di trasporti (bus, metro, treno, etc) associandole ad informazioni geografiche.

La specifica struttura i dati organizzandoli in un insieme di file CSV.

I più importanti sono i seguenti:

  • agency – informazioni inerenti l’azienda che gestisce i trasporti;
  • routes – informazioni sulle linee dei trasporti;
  • trips – informazioni inerenti le corse per ciascuna linea;
  • stops – le fermate geolocalizzate;
  • stop_times – l’orario di arrivo e partenza e la sequenza per ogni corsa in ciascuna fermata;
  • calendar – periodo del servizio trasporti su base settimanale;
  • calendar_dates – date in cui vi sono delle eccezioni rispetto a quanto descritto incalendar (ad. es. feste)

Per la specifica completa si rimanda alla pagina ufficiale GTFS

Quindi mettiamoci al lavoro e scarichiamo i dati dal sito AMAT di Palermo.

Per prima cosa scarico il file zippato GTFS dalla pagina OpenData del Comune di Palermo.

Decido di caricare tutti i file CSV all’interno di un dabatase Mysql, per cui inizio a cercare in rete degli statement DDL in modo da risparmiarmi il creare tutto a manina. Uno potrebbe pensare che, essendo GTFS un formato ben definito, uno schema DDL vale l’altro.

Errore!!!

Quelli che seguono sono alcuni consigli che vi potrebbero farvi risparmiare tempo e mal di testa quando decidete di creare uno schema GTFS trovato in rete.

REGOLE D’ORO

  1. Analizzare sempre e bene la qualità dei dati da importare prima di importarli
  2. GOTO 1 ;–)

La maggior parte dei campi id degli schemi che ho trovano in rete è in formato intero mentre nella maggior parte dei record dei dati GTFS AMAT il campo idcontiene anche valori alfanumerici, ergo trasformate tutti gli id da int a varchar.

Per importare i dati automaticamente ho usato uno script in python scaricato da github. Trovate un fork sul mio repository github in quanto lo script conteneva un bug relativo al caricamento di codici alfanumerici contenenti il carattere E. Lo script erroneamente parsava i codici contenenti il carattere E come formato esadecimale considerandoli interi invece di stringa. Trovate la versione fixata nel mio repo.

A questo punto iniziamo a scrivere un pò di codice. La documentazione di riferimento per creare BOT con Telegram è fatta benissimo e la trovate al seguente link. Per lo sviluppo del codice ho usato questa libreria PHP a sua volta descritta in modo molto chiaro qui. La libreria è stata sviluppata per il framework PHP Laravel ma può essere utilizzata anche in modalità standalone.

La prima cosa da fare è creare il bot. Per fare questo bisogna aggiungere sul proprio client Telegram l’utente @BotFather e inviargli il seguente comando /newbot. Dopo aver risposto ad alcune domande, ad esempio nome ed username del BOT, viene generato un TOKEN che rappresenta il ponte di collegamento tra il nostro software e Telegram. Per maggiori dettagli sulla creazione dei bot fate riferimento alla documentazione ufficiale.

Per poter interagire con Telegram scriviamo quindi:

Nella response troveremo informazioni sul bot creato. Per poter inviare messaggi all’utente bisognerà indicare, oltre al messaggio, anche l’ID della chat in modo che solo l’utente che ha fatto la richiesta possa ricevere il messaggio di ritorno.

Oltre a messaggi di testo il nostro BOT può rispondere anche con immagini, audio, video, allegati, etc.:

Ma come fa l’utente a chiedere le informazioni al BOT? Inviando dei comandi.

Per creare un comando, usando la libreria PHP, è necessario estendere la classe Command e implementare il metodo handle. Creare un comando è un’operazione veramente banale, è infatti necessario inizializzare semplicemente la variabile namecon il nome del comando che si vuole creare. Nell’esempio si sta creando il comando /start.

Nell’esempio che segue, digitando da Telegram il comando /start il BOT risponderà con Hello World!

 

Non mi soffermerò oltre su questa libreria perchè, come già detto, è presente una documentazione completa ed esaustiva.

Vediamo adesso le feature più importanti che dovrà avere il nostro BOT. Verranno descritte le più importanti scelte adottate per la logica applicativa. Si tratta essenzialmente di recuperare informazioni dal database e di formattare l’output, ci soffermeremo quindi solo sulle query SQL più importanti.

La prima versione di amatPABot, questo il nome del BOT, implementa due funzionalità:

  • Orario Linee
  • Fermata più vicina

Orario Linee

Le informazioni sono tutte presenti nel db per cui all’interno del metodo handleviene gestita la logica per estrarre le informazioni relative alle linee AMAT di Palermo.

La query SQL utilizzata per mostrare le linee:

 

 

A questo punto viene mostrato l’elenco delle linee AMAT. L’utente può scegliere la linea di cui vuole sapere gli orari. Una volta scelta la linea un nuovo comando recupererà il nome delle fermate della linea (Andata e ritorno) e gli orari relativi.

Per recuperare gli orari delle corse uso la seguente query SQL, passandogli l’id della linea e l’id del servizio, cioè del periodo di riferimento nel calendario.

A questo punto l’output ottenuto è il seguente:

Passiamo adesso all’altra funzionalità.

Fermata più vicina

Per ottenere informazioni sulla fermata più vicina dobbiamo per prima cosa cliccare sulla graffetta e inviare la nostra posizione geografica

Fatto ciò un comando calcolerà le 5 fermate più vicine recuperandole dalla tabellastops eseguendo la seguente query:

Il valore 6371 è la lunghezza del raggio della terra. La formula utilizzata calcola la distanza in KM tra due punti espressi in latitudine e longitudine. Per maggiori informazioni fate riferimento qui e qui.

Per ogni fermata recupero anche il nome delle linee passanti.

 

Vengono mostrate a video le 5 fermate più vicine con le relative linee passanti. La prima fermata viene visualizzata su una mappa (si lo so, è Google Maps e non OpenStreetMap; nativamente Telegram usa le mappe di Google per inviare al client le posizioni geografiche; per usare OSM si potrebbero, ad esempio, creare al volo immagini statiche e inviarle all’utente per la posizione delle fermate).

Per il deploy del BOT ho usato Cloudflare per avere una connessione SSL, condizione necessaria per poter utilizzare il WebHook in Telegram, invece del metodo manuale getUpdates.

Ricapitolando

  • Il BOT è funzionante con i dati aggiornati al 2015;
  • Sulla correttezza e consistenza dei dati non garantisco. Non prendetevela con me per eventuali inesattezze e/o sbagli :–)
  • Il BOT sviluppato è ancora una demo. E’ possibile aggiungere altre funzionalità, il limite è la fantasia.

Per interagire con il bot dovete aggiungere al vostro client Telegram il contatto: @amatPABot.

Il codice sorgente lo trovate qui.

Attenzione, è’ una versione ancora poco stabile, non pronta per andare in produzione.

Se questo lavoro vi è piaciuto un pò, potreste contribuire a farlo conoscere in giro sui social, grazie.

Twittami

 

 

Idee, critiche e suggerimenti sono benvenuti.

That’s all folks! Stay tuned!

#ODS15: il primo grande raduno sugli opendata in Sicilia raccontato dai protagonisti

Cos’è stato #ODS15 ?

Non volevamo essere banali scrivendo i soliti giri di parole sulla partecipazione, sugli argomenti trattati e sui buoni propositi per il futuro, anche perché chi scrive rischiava di essere di parte. E’ stato sicuramente il primo vero raduno di questa comunità che è nata senza alcun momento solenne, ma che si è consolidata nel tempo sul web.

Per quest’ultimo motivo “aver dato un volto a tanti nomi è stata la mia prima e grande conquista” [Giulio Di Chiara]. Ma c’era chi non aveva mai partecipato ad OpenDataSicilia, nemmeno con una mail e questo evento è stata “la scoperta di un gruppo con grandi potenzialità progettuali, dove ognuno mette a sua disposizione le competenze, le conoscenze e informazione con il giusto mix di professionalità, innovazione, sensibilità e anche leggerezza quando serve!” [Joska Arena].

I “potenti mezzi” hanno consentito di raggiungere anche chi non poteva essere presente fisicamente al Consorzio Arca, sede dell’evento (streaming dell’evento). Ma se gli appassionati opendatari (si, ci piace chiamarli volgarmente così) arrivavano più o meno preparati, siamo contenti che anche per giornalisti e neofiti “è stato piacevole. Sono riuscito comunque a sentirmi parte del gruppo come se fossi li presente. Gli “Open Data” alla fine sono una scusa come un’altra per conoscere persone che muovono le cose in questo mondo seguendo le proprie passioni.” [Daniele Mondello].

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“Open source, open data, open open, ormai questo termine è talmente usato che a volte perde il suo senso; iniziamo ad avere un certo numero di dataset, belli, interessanti, ma cosa alla fine che ce ne facciamo? Come possono essere utili ai cittadini? In questi giorni abbiamo avuto dimostrazioni concrete di cosa si può fare con gli OD e il loro valore civico.” [Anna Marras].

Le due giornate di lavori si sono snocciolate attraverso una serie di racconti sulle esperienze personali, raccontate con quell’enfasi tipica di chi le ha vissute. Non erano lezioni, erano esperienze di vita (e di lavoro). “Si può dire che nei miei tre giorni siculi io ho parlato poco (da buona isolana), ho ascoltato tanto, ma soprattutto ho visto gente, ho visto gente che ha tanta voglia di fare (perché condividere non basta)” [Anna Marras].

Il clima era torrido fuori… oltre 35°C, ma d’altronde è stata una summer edition a pochi passi dal mare di Palermo. Dentro invece “ho da subito respirato aria di semplicità, cortesia, partecipazione, inclusione; ma più in generale ho notato che questo gruppo è OPEN in ogni senso” [pigreco]. Il “”giudizio” è stato lasciato fuori dalla porta per dare spazio al rispetto dei pregi e, meno scontato, dei difetti di ognuno di noi” [Giuseppe Ragusa].

Nei due giorni abbiamo anche lavorato con i PC e i dataset sparsi per i siti web delle pubbliche amministrazioni. “I tavoli del sabato, poi, sono stati utili per fare gruppo e porre le basi per lo sviluppo di nuove idee. “ [DavideTaibi].

Fare gruppo è importante, perchè la comunità è prima di tutto fatta di persone. “Io personalmente dopo #ODS15 mi sento più ricco perché ho più amici di prima.” [Maurizio Foderà].

Sul web ODS ha iniziato con il piede giusto in quanto è “diventata un’interlocutrice credibile per la PA, per le aziende, per i cittadini e per la mia mamma. Sicuramente abbiamo tanta strada da fare, nuovi obiettivi da raggiungere. Mi è dispiaciuto non avere con noi molti rappresentanti della PA locale, e questo è sicuramente un punto su cui dobbiamo lavorare e crescere.” [Andrea Borruso].

#ODS15 è stata soprattutto l’occasione per far assaggiare panelle, arancine/i (è solo diplomacy) e caponata a chi veniva da fuori, dal “continente”. Questa volta l’Italia si è mossa in direzione sud: “Ho capito varie cose in queste giornate. Innanzitutto che ci sono tante persone nei vari territori, comuni piccoli e grandi, che hanno intenzione di spendersi per i dati aperti [Cristiano Longo]. Dal Triveneto alla Sardegna, passando dalla Puglia e dalla Calabria e dalle altre province siciliane. C’eravamo un po’ tutti e ne siamo orgogliosi, nessun invito, soltanto volontaria partecipazione.

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Si vanno a cercare le cose per ragionare, imparare, migliorare, fare, dove c’è qualcuno che ha qualcosa da dire e da dare. Bon, la comunità OD della Sicilia funziona proprio bene in questo senso” [Francesca Gleria].

A prescindere dalla provenienza territoriale, la sensazione diffusa era quella di un grande gruppo che ha gettato le basi per qualcosa di bello, forse ancora ignoto, che verrà. “La migliore testimonianza di cosa possa fare una collettività (di qualunque dimensione) quando ‘realizza’ di essere un unicum e si muove tutta nella stessa direzione!” [Marco Alfano].

In questo “unicum” non vanno dimenticati i prodi che per la prima volta sentivano parlare di dati aperti e che si sono affacciati all’argomento con l’intento di arricchire il proprio bagaglio culturale. Non tutti siamo tecnici, non tutti sappiamo mappare o “maneggiare” i dati come Ciro “Io mi diverto a condividere la conoscenza proprio sulle mappe online. E se mi diverto, … funziona” [Ciro Spataro].

Ma non è indispensabile.

“Se c’era una neofita e una presenza un pò fuori dal coro in quei giorni ero io. Il nostro incontro mi ha attivato una serie di riflessioni da cui sono nati e nasceranno ancora nuovi ragionamenti e nuove azioni. Penso sia bello per Opendata Sicilia sapere di aver raggiunto questo obiettivo con tanti dei presenti.” [Irene Oliveri].

Un cannolo e una cassata ad honorem sono stati consegnati all’eroe di giornata, che Andrea Nelson Mauro è solito individuare in eventi del genere. Il suo nome è Maurizio Foderà, “uomo buono di Mazara del Vallo, cittadina trapanese altrimenti nota per il gamberone rosso nonché per le insegne delle strade bilingue italiano-arabo.” [Andrea Nelson Mauro]

Non ci siamo fatti mancare niente, nemmeno le serate in riva al mare con la birra in mano e i piedi sulla sabbia. Qualcuno sarà anche rientrato a casa con qualche chilo in più, ma non diciamo chi (è femmina!).

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Ci sia consentito dedicare qualche riga ad hoc ai bambini che sono intervenuti ad #ODS15 (grazie all’associazione PalermoScienza che ha coordinato la sessione) armati di curiosità e rilevatori di luce, decibel e temperatura. Loro sono i nostri campioni, il nostro futuro. Dopo una passeggiata nei dintorni della sede sotto il sole africano, sono rientrati alla base per georeferenziare i dati raccolti e per capire il perché sia importante disporre di dati nella nostra quotidianietà. Il loro interesse e le loro domande sono state grande motivo di orgoglio e di felicità. Da loro ripartiremo.

Come avete capito, questo post non ha un autore unico, l’abbiamo scritto insieme perché era la cosa più open da fare. E sicuramente la più divertente.

Non ci sono approfondimenti, è un post che racchiude sensazioni.

Chi vuole ripercorrere le tematiche affrontate lo potrà fare cliccando qui e visionando le presentazioni o ascoltando l’audio di alcuni interventi. E poi si può sempre contattare direttamente i relatori, conoscerli, chiacchierare con loro.

Cosa ci rimane da questo evento? “Ricchezza umana e professionale, disponibilità e accoglienza, spirito di gruppo e ritrovarsi insieme per imparare l’un l’altro reciprocamente con umiltà e senza protagonismi.” [giovanni pirrotta].

E la voglia di farlo di nuovo con un grande obiettivo, riassunto in questa metafora:

“La stanza dell’eco al Teatro Massimo di Palermo è circolare, realizzata in modo che più stai al margine più c’è eco e rimbomba, mentre se ti metti al centro ascolti solo la tua voce, molto amplificata. Ora, il centinaio di persone che hanno partecipato a #ods15, e che stanno disposti sulla circonferenza sanno che devono andare a prendere per mano quelli che stanno al centro, soprattutto gli amministratori ma anche molte altre persone, e portarli ai margini, per lavorare tutti insieme. Così l’eco dei dati e del loro riuso uscirà da Massimo e si espanderà al Sud” [Ilaria Vitellio]

 

Le opportunità e le sfide del digitale oggi. Sviluppatori e Creativi a confronto

Le opportunità e le sfide del digitale oggi. Sviluppatori e Creativi a confrontoSi terrà a Niscemi il prossimo 11 settembre alle ore 17 presso la caffetteria Mad in Italy il primo convegno organizzato dal Google Developer Group di Gela a Niscemi e sponsorizzato dalla Geofunction Srls. Il convegno è inoltre patrocinato da Opendatasicilia, Wikimedia Italia e la rete dei DigitalChampions.

Segui l’evento su Facebook e su Google+

Il tema scelto è di grande attualità, gli argomenti trattati rivolti ad un pubblico non specializzato.  Si parlerà di web 2.0, wikipedia, opendata e diritti d’autore nel web, ma si parlerà anche di creatività ed artigianato digitale.

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OpenData e Territorio – esperienze siciliane a confronto

Prologo: Mi “tocca” scrivere su questo blog per la prima volta anche per riparare ad un piccolo “misunderstanding” avuto con il mitico @aborruso, spero che il contributo sia il primo di una lunga serie.

Si terrà il prossimo 19 gennaio presso l’Istituto “Testasecca” di Caltanissetta un seminario formativo organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Caltanissetta e partrocinato dall’Associazione Ingegneri Ambiente e Territorio (AIAT) e Geofunction.

L’evento intitolato “Opendata e Territorio – esperienze siciliane a confronto” è stato organizzato per offrire degli spunti di riflessione su quanto gli opendata, il software opensource ed il territorio, se “opportunamente” connessi possano contribuire ad uno sviluppo culturale, economico e ambientale.

Gli interventi tecnici programmati sono quattro:

  1. ing. Gianfranco DI PIETRO (Esperto in Sistemi Informativi Territoriali) “Il software GIS open source per la libera professione, opportunità ed esempi
  2. ing. Agostino CIRASA (Servizio Cartografico Regione Sicilia) Open Geodata Regione Siciliana Geoportale e QGIS
  3. ing. Antonio CONDORELLI (Azienda Metropolitana Trasporti Catania SpA) Dati geografici gestiti da un’azienda di trasporto pubblico: da elementi di  processi aziendali ad informazioni di pubblico interesse e fruizione
  4. dott. Giuseppe BOLOGNA ing. Giuseppe Dell’Utri (Servizio Cartografico Comune di Caltanissetta) Impieghi e interventi GIS negli enti pubblici: l’esperienza del Comune di Caltanissetta

Filo conduttore degli interventi è il ruolo che i dati territoriali (open e non) hanno nelle realtà delle PP.AA., delle aziende e nelle libere professioni. Sin dai primi interventi si cercherà di dimostrare come oggigiorno utilizzando opendata, opensource e opengeodata, imprese e  liberi professionisti riescono ad abbattere notevolmente i “costi” di produzione, di gestione e progettazione. Tutto ciò sta offrendo negli ultimi anni un impulso notevole all’economia di settore in termini di competitività e innovazione.

A questo paradigma dell’open-economy si vuole affiancare anche un altro tema altrettanto importante; la condivisione dei dati e delle analisi territoriali di enti e società di servizi contribuisce anch’essa allo sviluppo sociale e culturale dei cittadini. Consultare una mappa urbanistica, una carta dei vincoli, gli orari degli autobus e tante altre cose favorisce il progesso della cultura territoriale, il rispetto e la coscienza ambientale.

Con queste premesse vi aspetto a Caltanissetta Lunedì alle 16:00 presso l’istituto Testasecca, Viale Della Regione 1 – Caltanissetta (lat. 37.49342 lon. 14.05156 WGS84)

Link social dell’evento: FacebookTwitter

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Linee Guida Open Data da Palermo a Catania – episodio 2 – Approcci informali

Il 3 Dicembre 2014 alle 19:00 in Viale Africa, 31 a Catania si è tenuta la prima riunione dell’Osservatorio Catanese sugli Open Data (si noti che ancora si tratta di un gruppo informale ed il nome è provvisorio).

Alla riunione hanno partecipato rappresentanti di associazioni civiche, del mondo accademico e di quello industriale, oltre a due rappresentanti dell’amministrazione:

dal consorzio EtnaHiTech Emanuele Spampinato, Roberto Gueli, Giovanni Di Stefano e Gianni Cataldi; dallo STLab del CNR Sergio Consoli e Diego Reforgiato;  dal DSPS dell’Università di Catania Giuseppe Reale e Renato Trapani; da Paradigma Innovation Luciano De Franco e Carlo Leonardi;  Mirko Viola da CataniaSource; chi vi scrive (Cristiano Longo) dl DMI dell’Università di Catania e in rappresentanza di Open Data Sicilia.

Inoltre, erano presenti Pierangelo Spadaro, presidente della Consulta Giovanile di Catania, e Carmelo Indelicato, consulente del Sindaco per l’informatizzazione. L’auspicio è che questi due rappresentanti del comune siano dei nostri in questa lunga e faticosa avventura che ci porterà alla definitiva Liberazione dei dati del nostro comune.

Dopo un benvenuto da parte del padrone di casa Emanuele Spampinato, Segio Consoli ha presentato un breve report sulle attività svolte dal CNR nell’ambito del progetto PRISMA. Emerge che nel comune di Catania siamo in una situazione paradossale nella quale una notevole mole di Open Data potrebbero essere liberati con poco sforzo (a livello tecnologico), gran parte derivati dal Sistema Informativo Territoriale ma non solo.  A tal proposito è possibile fare riferimento a

S. Consoli, A. Gangemi, A. G. Nuzzolese, S. Peroni, V. Presutti, D. Reforgiato Recupero, D. Spampinato, Geolinked Open Data for the Municipality of Catania, 4th International Conference on Web Intelligence, Mining and Semantics (WIMS 14), Thessaloniki, Greece.

Di seguito, al fine di iniziare a delineare il lavoro di stesura delle linee guida, ho presentato alcuni lucidi riassuntivi su quali temi dovrebbero essere sviluppati in un generico documento di linee guida per gli open data di un comune.  Tali lucidi sono stati realizzati in maniera collaborativa dai membri della comunità Open Data Sicilia.

Infine si è avviata una accesa discussione, grazie al valido apporto dei rappresentanti dell’amministrazione che ne conoscono le dinamiche interne. Vi riassumo le conclusioni.

Innanzitutto, si è deciso di agire su un doppio binario: da un lato realizzare iniziative fattive e attività di disseminazione e formazione che portino risultati nel breve termine, dall’altro iniziare da subito la stesura di una bozza di linee guida, da sottomettere ai vari dirigenti dell’amministrazione quando queste iniziative avranno sortito gli effetti sperati.

Riguardo al primo punto si è ritenuto opportuno pianificare un evento per chiarire all’amministrazione quali saranno le ricadute dell’implementazione di una politica di apertura dei dati, ma dall’altro si è auspicato di iniziare fin da subito ad aprire alcuni dataset. A tal proposito, si suggerisce di iniziare valorizzando il lavoro che è già stato fatto nell’ambito del progetto PRISMA, ma di attaccare anche dataset di particolare interesse ancora non coperti quali ad esempio quelli relativi al patrimonio immobiliare del comune o alla mobilità integrata. Inoltre, è stata rilevata la necessità della definizione, ai fini della successiva pubblicazione, di formati standard e interoperabili per gli atti e le delibere di giunta.

Riguardo alla stesura delle linee guida, si è convenuto di dare all’osservatorio una sede permanente presso il comune, e di organizzare degli incontri periodici. Inoltre, saranno definiti dei tavoli di lavoro specifici a partire dai punti elencati nella presentazione.

A questo punto attendiamo l’esito dell’incontro di Pierangelo e Carmelo col Sindaco, ma sicuramente riprenderemo i lavori dopo una brevissima pausa per riprendere fiato.

L’onda degli Open Data, da Palermo a Catania e anche in altre città, ormai è inarrestabile.

 

 

 

 

 

 

Prima giornata della trasparenza e della partecipazione del Comune di Palermo

L’8 luglio 2014 si è svolta, presso i Cantieri Culturali della Zisa, la “Prima giornata della trasparenza e della partecipazione” organizzata dal Comune di Palermo. La “Giornata della trasparenza” è un evento previsto per legge, che tutte le Pubbliche amministrazioni devono prevedere.
L’evento è stato suddiviso – sia in termini di temi, che di gruppi di lavoro – in tre blocchi: anticorruzione e trasparenza, partecipazione e open data.
Io mi sono iscritto a quest’ultimo.

La presenza di pubblico è stata purtroppo abbastanza esigua; con una campagna di comunicazione ben fatta e adeguata all’evento, sarebbe stata molto superiore e sarebbe uscito un maggior numero di idee.
Comunicare è propedeutico alla partecipazione e le critiche alle modalità organizzative sono arrivate da tutti i “tavoli”.

Il workshop sui dati aperti

Dedicherò questo post essenzialmente a questo workshop, ma non sarà una cronaca completa di elementi in fila lungo la linea temporale dell’incontro. Metterò in evidenza quegli aspetti – tra quelli che sono rimasti memorizzati nel mio hard disk – che hanno più catturato la mia attenzione e di cui mi sembra utile dare conto.

Ogni workshop si è tenuto in una sala distinta e quella sui dati aperti è stata il cinema De Seta. I lavori sono iniziati con le parole di Sergio Forcieri, che da alcuni mesi è il Responsabile Open Data del Comune e che in questa veste si presentava per la prima volta alla città. Con lui Giuseppe Meli, webmaster del Comune e con il ruolo (a breve) di “Esperto GIS” del Team Open Data, e Ciro Spataro, che supporta il responsabile open data ed è l’addetto al monitoraggio delle attività sui dati aperti.
In questa prima e breve parte è stata quindi la PA a presentarsi e descrivere sia la strada fatta, che quella che si vuole seguire.

Le linee guida sui dati aperti, approvate a fine del 2013, sono state un tema che ha caratterizzato la prima parte della presentazione, nonché l’unico materiale cartaceo distribuito in sala. Sergio Forcieri all’inizio del suo discorso ha ringraziato gli autori del documento (tutti rappresentanti della società civile), tracciando un elemento di discontinuità che ho molto apprezzato.
Ha sottolineato inoltre come ritenga i dati aperti un elemento strategico per la città, che se ben realizzato farà inoltre da ponte tra pubblica amministrazione e cittadini.
Le linee guida prevedono la definizione di più di un centinaio di nomine – sui dati aperti – per tutte le aree e i settori del Comune; è stato annunciato che si è giunti al 95% e nelle prossime settimane la cosa si chiuderà.
A nomine fatte, quindi ormai al ritorno dalle ferie estive, si passerà alla formazione di questo gruppo di persone; questa fase si chiuderà tra ottobre e novembre e verrà estesa anche alle partecipate comunali.
A seguire una delle azioni più importanti per la realizzazione di una politica seria sui dati aperti, ovvero il “Censimento delle raccolte di dati (dataset) create dalle strutture comunali in funzione delle competenze specifiche e delle attività svolte”. Su questo punto non è stato dato definito un paletto temporale, ma l’auspicio e che entro fine anno si arrivi almeno al 50%. Il censimento è necessario per sapere quali sono i dati che la complessa e ricca macchina comunale produce, chi li gestisce e con quale qualità.

Il dott. Meli ha annunciato una prossima nuova release del Sito del Comune, con degli aspetti nuovi anche per la sezione Open Data. Tra questi (spero di ricordare bene):

  • i vari referenti delle varie aree/sezioni avranno un proprio account e gestiranno in autonomia la pubblicazione di dati aperti e la definizione delle relative metainformazioni;
  • verrà reso disponibile un motore di ricerca dedicato a questa sezione del sito;
  • verranno generati dei link attivi sulle parole chiave usate per classificare i dataset, che consentiranno di filtrare rapidamente i dati per parola chiave.

Non è stata annunciata alcuna data di rilascio.

L’11 luglio è iniziata la valutazione delle app del contest ApPalermo. Su questo tema mi sono espresso pubblicamente più volte in termini critici; l’ho fatto anche privatamente con chi lo stava progettando, quando era ancora un’idea in costruzione.
Che il contest si chiuda è un bene, soprattutto per chi ha deciso di parteciparvi. C’è stato però un bassissimo numero di iscritti: basti pensare che c’è una categoria di concorso con un sola app candidata e che quindi ha già vinto.
Per dare un’idea del clima su questo contest, faccio notare come in sala c’è chi è arrivato a chiedere di annullarlo e che al contempo non fosse (credo) presente alcuno dei partecipanti.

L’unico nuovo dataset annunciato in giornata, in rilascio entro una decina di giorni, è il richiestissimo set di dati sulle linee degli autobus dell’AMAT (la partecipata comunale sui trasporti pubblici). Verrà pubblicato sulla sezione open data del sito web del Comune, che diventerà la fonte ufficiale del dato; anche Google scaricherà da lì gli aggiornamenti sui dati.
E’ una gran bella notizia e la dedico ai ragazzi di catramiati.

Finita la parte di presentazione da parte della PA, si è passati ad uno schema di incontro informale, in cui tutti i presenti si sono riuniti intorno a un lungo tavolo, per fare proposte, critiche e domande, senza alcuna separazione legata al ruolo.
Sergio Forcieri ha chiesto a tutti di fornirgli delle idee per disinnescare l’ostruzionismo (interno) che potenzialmente potrebbe emergere nello sviluppo dell’azione sui dati aperti. Ha fatto cioè emergere il (citato poi più volte da quasi tutti i presenti) problema culturale, che tocca tutti noi e non soltanto i dipendenti del Comune. Per fare open data e farne comprendere e apprezzare la valenza, bisogna fare anche operazioni mirate di divulgazione, comunicazione, didattica e partecipazione. E in questo senso, la società civile palermitana ha fatto magari poco, ma sicuramente di più e meglio della PA.
Sono uscito da questo incontro con la sensazione che da questo punto di vista le cose sono cambiate.

Da questo tavolo sono emersi diversi spunti e proposte, che sono stati anche messi per iscritto e che sicuramente verranno pubblicati sul sito del Comune di Palermo.

Le mie sono state le seguenti:

  • pubblicare in Open Data i dati sui beni confiscati del Comune, perché farlo è un elemento essenziale per liberarne l’energia potenziale. Per legge il Comune deve redigere un apposito elenco dei beni confiscati ad esso trasferiti, che deve essere reso pubblico con adeguate forme e in modo permanente (questo aldilà del mio interesse personale per il progetto #CONFISCATIBENE 🙂 ).
  • attivarsi da subito per rispettare i tempi di pubblicazione in Open Data dei 4 dataset “chiave” che l’Agenda nazionale per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico prevede vengano pubblicati entro dicembre 2014 (Anagrafe edifici pubblici e ad uso pubblico, Vincoli territoriali, Piani Comunali e Grafo stradale);
  • pubblicare subito in Open Data le informazioni già pubblicate nell’Albo Pretorio. Si tratta di notizie ed avvisi di interesse pubblico per la collettività, che potrebbero essere la fonte di utilissime applicazioni per cittadini e imprese che volessero sempre rimanere aggiornati;
  • pubblicare subito in Open Data l’anagrafica delle scuole del Comune di Palermo, già pubblicata in altra forma ne “Il Portale della Scuola“;
  • pubblicare subito in Open Data l’anagrafica dei servizi socio-sanitari pubblicata già in altro modo nella sezione “Settore Servizi Socio Sanitari“;
  • coinvolgere SISPI, la partecipata tecnologica, nella progettazione e nell’attuazione dell’azione Open Data;
  • pubblicare subito l’elenco delle App iscritte al contest, perché farle conoscere e farle usare è un modo per fare divulgazione e disseminazione sul tema dei dati aperti.

Ho usato il “subito” nei casi in cui si tratta di dati già accessibili senza alcuna restrizione e in modalità che ne consentono una rapida conversione in formato aperto. Non me ne voglia il team Open Data.

Qualche domanda e conclusione

Ci sono delle domande che non ho fatto a caldo per varie ragioni e altre che sono nate da riflessioni successive. Mi sembrano tutte sensate e confido pertanto di avere una risposta. Eccole:

  • qual è il numero dei presenti di ogni workshop, quanti di questi erano cittadini e quanti dipendenti della PA?
  • Quando e dove verrà pubblicato il report di sintesi dei tre workshop tematici?
  • Quando andrà online il nuovo sito del Comune?
  • Da qui a sei mesi, data della prossima giornata della trasparenza e della partecipazione, in che modalità il Comune continuerà a dialogare con la città su tre temi di fondo? Come darà notizia delle evoluzioni stimolate da quanto prodotto giorno 8?

In chiusura ci tengo a sottolineare una bella evoluzione in positivo in termini di clima, che mi ha fatto uscire dalla sala De Seta con un sorriso. Questo si deve a tutti i convenuti, cittadini e rappresentanti della Pubblica Amministrazione.
Il cielo azzurro e la temperatura mite non bastano a rendere una città vivibile e quindi rimango in attesa, ottimista, di vederne gli effetti sul territorio.

foto di ru_boff