Alla scoperta di OpenARS – i Linked Data dell’Assemblea Regionale Siciliana

Come già anticipato nel precedente post, al raduno Open Data Sicilia 2018 verrà presentato il progetto OpenARS – i linked datadell’Assemblea Regionale Siciliana. Il progetto OpenARS ha l’obiettivo di pubblicare il patrimonio informativo dell’ARS in un modo completamente nuovo, abbracciando il mondo dei Linked Data, sfruttando le potenzialità del Web Semantico, consentendo la fruizione dei dati dell’ARS in modo flessibile e dinamico.

Vediamo adesso qualche dettaglio in più sul progetto.

Come primo passo sono stati estratti i dati dell’ARS dal sito istituzionale www.ars.sicilia.it attraverso appositi programmi, chiamati scraper, in grado di “grattare il testo dalle pagine Web e di salvare il contenuto in maniera strutturata, cioè individuando per ogni dato estratto la tipologia di appartenenza. Attraverso questi tool sono state estratte informazioni relative a tutte le legislature su deputati, assessori, incarichi e gruppi parlamentari mentre è stata estratta, invece, tutta l’attività parlamentare della 16° legislatura relativa ai disegni di legge, alle risoluzioni, alle interpellanze, alle interrogazioni, agli ordini del giorno, agli iter legislativi e alle sedute.

Applicare i principi Linked Data vuol dire passare da un Web di documenti a un Web di dati. Nel Web semantico non ci sono più documenti ma dati o risorse. Ogni dato è indipendente, collegato agli altri dati e definito formalmente da un’ontologia.
Per i dati ARS è stata sviluppata infatti un’apposita ontologia, chiamata OpenARS, in grado di descrivere in modo formale, sfruttando le potenzialità del Web semantico, le diverse tipologie di dati dell’Assemblea Regionale Siciliana e le interconnessioni che intercorrono tra gli stessi.

L’ontologia ha consentito di dare ad ogni risorsa un significato e di trasformare i dati dell’ARS in un enorme grafo direttamente interrogabile, esplorabile, riutilizzabile in altri contesti, in modo da arricchire il valore dei dati presenti sul sito ARS, abilitare e facilitare l’analisi dati, creare nuova conoscenza dai dati.

Questo è stato reso possibile applicando i principi dei Linked Data che prevedono la definizione univoca di ogni risorsa sul Web, la descrizione di ciascuna risorsa e l’interconnessione delle risorse con altri dataset, apportando così un importante contributo al progetto  LOD – Linked Open Data.

Con OpenARS sono state raggiunte le “5 stelle” di Tim Berners-Lee, cioè il livello più alto nella classificazione degli Open Data in termini di apertura e fruibilità.

 

Nei prossimi post vedremo più nel concreto cosa sono i LOD e come interrogare direttamente  i dati di OpenARS, esploreremo il grafo dei dati per capire come sia possibile iniziare a sviluppare applicazioni, report, ricerche, monitoraggi e statistiche.

Non dimenticatevi di iscrivervi al raduno Open Data Sicilia 2018. L’ingresso è gratuito ma i posti sono limitati.

OpenARS – i Linked Data dell’Assemblea Regionale Siciliana

All’interno del raduno di Open Data Sicilia 2018, che si terrà a Palermo giorno 9-10 novembre, verrà presentato ufficialmente il progetto OpenARS – i Linked Data dell’ARS – ed è per noi motivo di orgoglio presentare il progetto proprio nella sede istituzionale in cui l’attività legislativa del Parlamento siciliano produce questi dati.

Il progetto OpenARS ha l’obiettivo di pubblicare il patrimonio informativo dell’Assemblea Regionale Siciliana in un modo completamente nuovo. Il progetto abbraccia il mondo dei Linked Data e, sfruttando le potenzialità del Web Semantico, consente la fruizione dei dati dell’ARS in modo flessibile e dinamico.

I dati aperti sono lo strumento abilitante per eccellenza per tutte quelle iniziative relative al monitoraggio, alla trasparenza, alla partecipazione civica e all’ open-government in generale.

Con OpenARS raggiungiamo il livello più alto nella classificazione degli Open Data in termini di apertura e fruibilità e mostreremo perché gli open data sono così importanti, soprattutto in un settore chiave come quello legislativo.

Volete sapere il trend delle quote rosa nell’ARS in tutte le legislature? Confrontarlo con quello nazionale? Volete sapere il numero dei disegni di legge di una particolare legislatura relativi ad una particole materia? Volete sapere solo i ddl presentati dai deputati eletti in un particolare collegio? Volete conoscere l’iter parlamentare di un particolare disegno di legge?

Grazie ad OpenARS tutto ciò è possibile.

E allora che aspetti? Prenota subito un posto (numero limitati) al raduno Open Data Sicilia 2018. Il primo giorno verrà presentato il progetto, come è stato ideato e come è stato sviluppato. Verranno mostrati diversi casi d’uso e applicazioni funzionanti che fanno uso dei dati linked dell’ARS e ne mostrano tutto il potenziale grazie alla loro fruibilità aperta e standard.

Il secondo giorno ci sporcheremo le mani insieme, infatti saranno allestiti dei tavoli di lavoro in cui verranno organizzati dei workshop per le seguenti attività:

  • migliorare la qualità dei dati esistenti in OpenARS;
  • sviluppare applicazioni con i dati linked;
  • scrivere articoli giornalistici a partire dai dati dell’Assemblea;
  • creare visualizzazioni, mashup, dashboard dei dati di OpenARS

Se sei studente, ricercatore, giornalista, azienda o semplice appassionato di opendata, di trasparenza, di monitoraggio e di open-government in generale, che aspetti?
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a prenotare un posto al raduno Open Data Sicilia 2018.

Albo POP a Messina: la storia, in breve

“Ma il comune di Messina che ne pensa dell’albo Pop?”.

La butta lì, Andrea Borruso, finiti i lavori del tavolo dedicato a trasparenza e monitoraggio civico del 21 marzo, giornata nazionale di Libera, a Messina. Davanti a lui, molto sulle sue, il direttore generale di palazzo Zanca, Antonio Le Donne: il suo racconto su come l’ente locale avesse accettato con entusiasmo di farsi affiancare dall’associazione Parliament Watch Italia nella creazione di percorsi di Open Government e digitalizzazione, una decina di minuti prima, aveva suscitato la curiosità di tutti i seduti al tavolo, che all’indirizzo delle amministrazioni pubbliche avevano appena finito di sparare a palle incatenate.

Proprio Messina, la città che approva il previsionale 2015 a maggio del 2016, la città in cui per ritirare un certificato di matrimonio sono necessari quattro mesi, la città che non è riuscita, in sei anni, a trasmettere in streaming le sedute di consiglio comunale, stava cercando di muoversi nella direzione dell’azzeramento di vent’anni di ritardo digitale, facendosi (con un notevole atto d’umiltà) affiancare da un’associazione della società civile. Tutto troppo facile? Certo.

E infatti, tra quella chiacchierata e l’effettiva adozione in giunta dell’albo Pop (qui la delibera) sono trascorsi tre mesi. Tre mesi di pressing da parte di Parliament Watch, mentre città ed amministrazione comunale si barcamenavano tra uffici impegnati in estenuanti corse contro il tempo per approvare bilanci, crisi politiche scoppiate e poi rientrate nel giro di mezz’ora: quando la priorità è evitare crisi idriche di venti giorni (da cui il tristemente celebre hashtag #messinasenzacqua), non è che ci si possa più di tanto focalizzare su e-government, open data e digitalizzazione.

E invece.

E’ bastata un’idea innovativa, un dirigente con una visione di sviluppo un bel po’ al di sopra della media locale, un’associazione che volontariamente imbastisce delibere e favorisce contatti, per dotare la città di uno strumento che smonta, piano piano, un pezzo di quella burocrazia folle che ammazza iniziative e divora entusiasmi e competenze. E’ un mestiere difficile, ma qualcuno deve pur farlo.