Open-carburanti: i prezzi dei carburanti alle stazioni di servizio

Un post a cura di Fabio Disconzi, un appassionato e riutilizzatore di dati in formato aperto, che pone l’attenzione sull’andamento dei costi italiani del carburante al distributore.

Cari amici Siciliani, da circa 15 mesi archivio ed elaboro gli open data relativi ai prezzi dei carburanti (benzina, gasolio, metano e gpl) e devo darvi alcune notizie che probabilmente non vi faranno piacere.

Open-carburanti: i prezzi dei carburanti alle stazioni di servizio

Il Ministero dello Sviluppo Economico ogni giorno mette a disposizione di tutti i prezzi che le pompe di distribuzione dei carburanti praticano. Un operatore di una stazione di servizio, quando cambia il prezzo lo comunica al MISE prima delle ore 8 di ogni giorno e il MISE a sua volta prende queste comunicazioni, le mette tutte assieme e le rilascia in formato aperto (open data).

Che cosa ho fatto? 

Dal 2 settembre 2015 ho archiviato presso il mio sito (link: http://www.fabiodisconzi.com/open-carburanti/ ) tutte queste comunicazioni e pochi giorni fa, a fine novembre, mi sono detto: “visto che ho tutti questi dati perchè non provo a calcolare i prezzi medi per regione, per provincia e per compagnia petrolifera?”

Per fare un indicatore che rappresentasse il prezzo dei carburanti ho creato il “prezzo medio rappresentativo” che tiene in considerazioni questi 6 tipi di prezzo: benzina servito, benzina self-service, gasolio servito, gasolio self-service, metano e gpl.

Quanto è emerso viene descritto dalla scheda seguente: nella tabella si vede la classifica da 1 a 20 delle Regioni Italiane (con scala dei prezzi da 1 a 100) mentre nella mappa si vede chiaramente dove il pieno costa meno (toni verdi) e dove costa di più (toni rossi).

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Il Veneto che è la mia regione di residenza si classifica al primo posto e secondo le mie analisi è la regione con il prezzo medio rappresentativo minore, all’opposto troviamo la Sicilia. La differenza di prezzo medio è di poco inferiore del 10% che tradotto significa questo: se un pieno costa 40€ in Veneto, costerà circa 44€ in Sicilia.

Ribadisco il periodo dell’analisi: questo è quanto accaduto per il periodo settembre 2015-novembre 2016.

Classifica delle province

Ho approfondito l’analisi per un livello geografico provinciale e la tabella seguente mostra chiaramente chi “vince e chi perde”. Ritroviamo 4 province del Veneto ai primi 4 posti e 3 province della Sicilia negli ultimi 4. In particolare Rovigo è la provincia con il prezzo medio rappresentativo minore e Agrigento, la bellissima Agrigento aggiungerei, all’ultimo posto.

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Le pompe di carburanti “bianche” sono convenienti?

Spesso tra amici si parla di prezzo dei carburanti ed è opinione diffusa che le pompe bianche, quelle che non fanno parte dei nomi più famosi siano piùà economiche. E’ verificato dai dati questa opinione oppure no?

Quello che ho fatto è stato confrontare i prezzi medi delle quasi 3000 pompe bianche archiviate nell’osservatorio (http://www.fabiodisconzi.com/open-carburanti/bandiere/pompe-bianche/index.html LINK) con i prezzi queste 8 bandiere (il termine bandiera indica l’azienda, la compagnia): “Agip-Eni, Q8, Api-Ip, Esso, Total-Erg, Tamoil, Repsol, Retitialia”.

Cosa ho osservato?

Ho visto che le pompe bianche tengono un prezzo medio sempre inferiore rispetto alle “grandi marche” ma ci sono differenze sostanziali non tanto per il tipo di carburante ma per lo più per il tipo di servizio. Infatti i carburanti forniti con servizio self-service presentano una differenza che sta tra l’1% e il 2% mentre quelli con self-service raggiungono una forchetta  del 6 e 7%.

In questo grafico vedete di quanto è “meno caro” il carburante delle pompe bianche settimana per settimana.

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Se ritenete utile approfondire, potete scaricare questo report: http://www.fabiodisconzi.com/open-carburanti/report01/downloadreport01.phpOppure navigare per le sezioni dell’osservatorio: http://www.fabiodisconzi.com/open-carburanti/.

Per non perdervi i prossimi aggiornamenti seguitemi su twitter @fabiodisconzi o contattatemi via email fabio@fabiodisconzi.com anche per collaborazioni, approfondimenti o altro.

Con l’Arcidiocesi di Catania dall’Osservatorio digitale, agli Open Data…a Telegram e oltre….

Maggio 2011, Macerata, convegno della CEI. Il titolo: Abitanti Digitali. E’ stato in quei giorni che ci siamo accorti che c’era un sentire ecclesiale diffuso e condiviso, sinergie crescenti e un patrimonio di risorse umane che si stava rafforzando.

La rete doveva aiutarci a fare un salto di qualità.
Era necessario abitare la rete da cattolici, cercando uno scambio tra le persone ponendo la giusta attenzione a tutte le dimensioni della persona e alla comunità territoriale in cui vive.

Questa era la sfida: essere creativi nello Spirito.

Abbiamo cominciato a leggere i documenti della Chiesa ( in particolare l’Istruzione “Aetatis
novae
“, che definisce i mezzi della comunicazione sociale come “doni di Dio”, chiede a ogni Chiesa locale un maggiore impegno in questo settore.)

Ci adoperammo quindi per dare piena attuazione a quanto indicato, con l’Ufficio diocesano per la Pastorale Digitale, che promuove il Messaggio del Papa in occasione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2010:

· “[…]All’interno dei grandi cambiamenti culturali le vie di comunicazione aperte dalle conquiste tecnologiche […] il Sacerdote viene a trovarsi come all’inizio di una “storia nuova”, perché, quanto più le moderne tecnologie creeranno relazioni sempre più intense e il mondo digitale amplierà i suoi confini, tanto più egli sarà chiamato a occuparsene pastoralmente, moltiplicando il proprio impegno, per porre i media al servizio della Parola. […] Una pastorale nel mondo digitale è chiamata a tener conto anche di quanti non credono, sono sfiduciati e hanno nel cuore desideri di assoluto e di verità non caduche, dal momento che i nuovi mezzi consentono di entrare in contatto con credenti di ogni religione, con non credenti e persone di ogni cultura […]”

Ci trovammo ad affrontare diverse problematiche legate alla comprensione di una innovazione, di una svolta “digitale” necessaria per arrivare alla comunità intera.

Cominciamo con il sito diocesano prima, seguono i canali social (Facebook, Twitter, Flickr) insomma si parte.

Nel frattempo diamo avvio all’Osservatorio Permanente di Pastorale Digitale, con questi obiettivi:

  1. Monitorare il rapporto tra le Diocesi italiane ed i social media alla luce del messaggio di Papa Benedetto XVI per la 47ª “Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali”.
    Pensiamo che “misurare” l’attività di pastorale digitale sia fondamentale per capire come si fa Pastorale Digitale. L”osservatorio svolge un’indagine quali-quantitativa sulle performance delle Diocesi Italiane con cadenza mensile: http://www.fanpagekarma.com/Facebook-Ranking/Diocesi-d’Italia
  2. Monitorare le linee di tendenza delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione al servizio della pastorale digitale;
  3. Realizzare un supporto di rete per le parrocchie;
  4. Fornire esempi di soluzioni adottate ed adottabili (riuso del software);
  5. Diffondere il software libero in ambito Diocesano e parrocchiale, open source inteso come dono;
  6. Promuovere l’utilizzo degli Open Data al servizio della Pastorale;

Dicembre 2015, Pedara, “Schiticchio Open Data: prendiamo coscienza della necessità di attuare a pieno la promozione degli open data dopo avere “cincischiato” pensando che forse…non si sa mai… ora vediamo…. Invece SI….E’ ORA il momento! Nasce la sezione Open Data dell’Arcidiocesi di Catania, rendendo subito “open” dati in nostro possesso, pubblicando i dati statistici ufficiali trasmessi ogni anno all’ufficio Centrale di Statistica della Chiesa presso la Segreteria di Stato Vaticana.

Ispirati dal progetto AlboPOP nasce il Bot Telegram dell’Arcidiocesi di Catania, e con esso il canale https://telegram.me/arcidiocesidicatania che mira ad informare in modo capillare circa le attività diocesane.

Una condivisione inaspettata ed imprevedibile:

Appunto…è qui che accade l’imprevedibile…dopo Pedara2015…la forza dirompente della condivisione ci porta in Open Data Sicilia. Ma anche ed in particolare a San Cipirello (PA) dove con Giuseppe Ragusa e un gruppo di “baldi giovani”(ci piace elencarli…Barbara, Gloria, Giulia, Vanessa, Epifanio, Marzia) ci siam trovati a vivere una missione comune con il loro canale https://telegram.me/comunitiamosancipirello che mira a “comunit(c)are”, cioè a creare condizioni di assoluta consapevolezza fuoriuscendo dalla famosa e quanto mai combattuta “autoreferenzialità”.

Insomma…c’è di sicuro ancora una storia tutta da scrivere!

“La rete ci aiuta a sentirci più vicini, ma bisogna recuperare lentezza e capacità di ascoltare. E scongiurare il rischio dell’isolamento e dell’esclusione” Papa Francesco

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Su Trasparenza, Partecipazione e Open Data a Palermo

Riporto le mie riflessioni relative alla partecipazione ai due eventi organizzati dal Comune di Palermo – la “riunione del team Open Data“, l’11 dicembre, e la “seconda giornata della trasparenza 2015“, il 15 dicembre – e già espresse durante tali incontri.

  • Giudico positivo che questi eventi ci siano e siano stati aperti alla partecipazione di tutti anche se, sicuramente, può essere migliorata la comunicazione in anticipo dell’evento (che per la riunione del team Open Data non ha funzionato molto) e, soprattutto, la modalità di partecipazione: nell’era di internet e dei social media, un incontro, come quello sulla trasparenza in aula consiliare, nella mattina di un martedì, necessariamente crea difficoltà a chi lavora o è altrimenti impegnato, mentre altre modalità di partecipazione, quali  trasmissione attraverso webinar (con possibilità di intervenire in chat) o uso dei social media, sicuramente, consentirebbe di avere una platea più vasta, soprattutto per quanto riguarda i cittadini o le associazioni di cittadinanza attiva.
  • E’ stato fatto notare che la partecipazione della cittadinanza è risultata limitata (in entrambi gli eventi) con un vistoso calo di presenze nella seconda giornata della trasparenza rispetto alla prima dell’anno 2015. Ritengo che, a parte le problematiche già evidenziate nel punto precedente, c’è sicuramente una disaffezione di quella parte della cittadinanza che vuole partecipare e che è rimasta profondamente delusa dalle numerose richieste presentate all’amministrazione e rimaste inascoltate (istituzione delle consulte tematiche, conferenze cittadine sui grandi temi, pubblicazione di tutti i programmi, piani, progetti e azioni dell’amministrazione, ecc.) nonché dai tentativi ‘mal gestiti’ dell’amministrazione di realizzare iniziative in modo partecipato, quali “candidatura di Palermo a capitale della cultura” o “piano sociale”, dove tantissimi cittadini hanno partecipato e fornito contributi durante il primo incontro, ai Cantieri Culturali della Zisa, ma che non ha visto realizzare gli ulteriori passaggi partecipati previsti e utilizzare i contributi forniti, e sappiamo tutti come è andata a finire… Anche gli Electronic Town Meeting, che l’amministrazione cita spesso come esempi virtuosi di partecipazione, sembrano più un ‘esercizio di stile’ i cui risultati non si sa che fine facciano e,  sicuramente, non se ne vede nè percepisce alcun beneficio in città. Manca un’attuazione operativa delle proposte dei partecipanti e manca una comunicazione online post evento partecipativo.
  • Deve essere chiaro all’amministrazione che, per i cittadini, partecipazione significa essere informati costantemente, completamente e a tempo debito su tutto quello che essa fa e intende fare, poter intervenire con eventuali osservazioni o proposte operative, essere consultati sulle tematiche di maggior rilievo, costruire insieme le iniziative e prendere insieme le decisioni sulle questioni più importanti (grandi opere, piano regolatore, gestione rifiuti, mobilità sostenibile, riqualificazione area costiera, gestione spazi culturali, ecc.). La partecipazione effettuata dall’amministrazione si è finora limitata a un’informazione assolutamente insufficiente e incostante e ad una discussione generalista su alcune tematiche i cui effetti, o meglio, ‘non effetti’ sono stati mostrati prima. Esiste una piattaforma di partecipazione sul sito comunale, ParteciPA, che consente vari livelli dei partecipazione descritti ma che vede attivati solo alcuni forum (strade trafficate, percorso arabo-normanno, ecc.) decisi unidirezionalmente dal Comune e con un numero irrisorio di interventi. Perché non vengono attivati anche altri strumenti e strategie per realizzare una partecipazione completa ed efficace per le scelte di governo che l’Amministrazione deve compiere?
  • Deve essere chiarito, una volta per tutte, se il concetto di trasparenza che l’Amministrazione comunale ha è lo stesso di quello che hanno i cittadini. Per questi ultimi tutti i dati della pubblica amministrazione devono essere costantemnete pubblicati come dati aperti (ad esclusione, ovviamente, dei dati ‘sensibili’, quali quelli legati alla privacy o alla sicurezza come già prevede la normativa). Come descritto in precedenza, il cittadino vuol capire bene quali iniziative e decisioni sta prendendo l’amministrazione, e vuole partecipare (ovviamente nel pieno rispetto dei ruoli) in tutte le fasi, da quella di analisi, alle scelte iniziali degli scenari, a quella progettuale, fino a quella realizzativa. Le informazioni devono essere complete, costanti e facilmente accessibili. Il cittadino non deve cominciare a ‘girovagare’ per le diverse sezioni del sito web alla ricerca delle informazioni che gli interessano (e che spesso non trova), non sa che esiste la sezione ‘amministrazione trasparente’ o quella ‘open data’, tutto deve essere organizzato in modo da porre l’utente finale al centro dei servizi online del sito web. Ormai le amministrazioni pubbliche più virtuose costruiscono i siti web in maniera partecipata con le tecniche del co-desing e dello Human Centered Design. Alcune amministrazioni che hanno riorganizzato i siti in questa prospettiva sono Bologna, Firenze e le regioni Toscana e Lazio, il sito web del comune di Palermo dovrebbe solo ‘copiare’ le buone prassi già esistenti ….
  • La sezione ‘amministrazione trasparente’ del sito comunale non contiene la maggior parte delle informazioni che realmente interessano i cittadini quali piani, programmi, progetti che fanno comprendere ai cittadini cosa sta succedendo nella loro città. In particolare manca il piano strategico che sembra (se ne sente solo parlare, ma nulla online)  sia in fase di predisposizione e che è quanto mai opportuno che sia condiviso con i cittadini già in fase di stesura perché è il documento base per lo sviluppo della città. Troviamo online nel portale  Amministrazione Trasparente solo un bando per la predisposizione del Piano di Azione del Piano Strategico. Manca online anche il nuovo piano regolatore generale in formato aperto che l’Amministrazione di Palermo chiama 2.0, per il quale una forte partecipazione della città è auspicabile. Mancano i progetti delle grandi opere, quali tram e passante ferroviario che così profondamente  stanno incidendo in questa città. Auspico che queste informazioni siano pubblicate al più presto,  e non come file pdf derivanti da scansioni con impossiblità di riuso, ma come dati aperti e facilmente accessibili (in stile ‘urban center’ sul web). Auspico che i cittadini possano realmente partecipare, per es., attraverso la piattaforma ParteciPA, che era stata pensata esattamente per questo scopo, ma il cui scarso utilizzo dovrebbe indurre l’Amministrazione a riflessioni sulle strategie efficaci di coinvolgimento.  Con una piattaforma di e-participation pienamente funzionante e i principali strumenti online di interazione (webinar, Facebook, Twitter, gamification), l’Amministrazione comunale potrebbe  raccogliere contributi fondamentali dai cittadini da utilizzare nella pianificazione e progettazione operativa come avviene già in molte altre città.
  • Il “programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2015-2017, sebbene contenga tra gli obiettivi specifici il miglioramento della qualità delle informazioni, la semplificazione dei procedimenti, l’attivazione di servizi on-line, l’Open Government come sollecitazione e agevolazione della partecipazione e coinvolgimento della collettività, il miglioramento nell’uso delle risorse e nell’erogazione dei servizi al pubblico, dal punto di vista delle azioni concrete si limita al mero adempimento del D. Lgs. 33/2013 che, ovviamente non consente , da solo, di raggiungere tali obiettivi. E’ necessario, dunque modificare il piano in modo da stabilire azioni precise e indicatori chiari per raggiungere gli obiettivi prefissati. Auspico che nel prossimo incontro sulla trasparenza non si parli più di trasparenza come solo adempimento del D.Lgs. 33/2013 (e ancora oggi per buona parte dei nostri amministratori è unicamente questo) ma nei termini più ampi e completi discussi precedentemente.
  • Le “linee guida comunali sugli Open Data avevano un cronoprogramma ben preciso che è stato per lo più disatteso. I motivi possono pur essere validi (cambio ciclico del responsabile dell’Open Data) ma non si può perdere ulteriore tempo e urge fare passi concreti in questo campo che è intimamente collegato a tutto il resto. Non si può pensare di pubblicare qualche dataset ogni tanto basandosi sulla buona volontà di pochi, bensì si deve creare un processo strutturato con adeguati applicativi gestionali in cui il dato viene creato, gestito e pubblicato tempestivamente in Open Data dai gruppi responsabili e competenti per tematiche che quindi se ne occupano per l’intero ciclo di vita, gruppi con i quali il cittadino può interagire direttamente per qualunque necessità di riuso. Occorre dunque che ogni area ed ufficio del comune di Palermo si organizzi internamente affinché standardizzi e automatizzi il processo di produzione, gestione e pubblicazione tempestiva dei dati, e stabilisca un calendario per la progressiva pubblicazione e aggiornamento di tutti i dati di propria competenza (che risultano essere ben oltre i 73 dataset attualmente censiti a seguito di un sondaggio interno). E’ necesaria un opportuna revisione del processo di produzione, agevolato anche dall’obbligatorietà della creazione dell’atto amministrativo direttamente in formato digitale a partire da agosto 2016,  ed eventuale bonifica dei dataset ‘statici’ già creati dagli uffici e che rivestono grande utilità per la collettività.

In conclusione, siamo già nel mezzo di una rivoluzione per la PA in termini di trasparenza e partecipazione, un processo fortunatamente ‘irreversibile’ che vede una spinta ‘sincronica’, sia dal basso che dall’alto, e che obbliga le amministrazioni a mettere il cittadino al centro di tutte le sue azioni e scelte e a creare una sempre maggiore collaborazione.

Dal mio punto di vista un’amministrazione ‘intelligente’ deve percorrere questa strada con decisione per evitare il rischio, come già avvenuto in passato, di dover rincorrere le norme e creare malumori al suo interno in termini di appesantimento del lavoro già svolto. Il Comune di Palermo sta facendo qualcosa in tale direzione, ma è ancora troppo frammentario e basato sulle iniziative individuali e non ha prodotto, finora, cambiamenti evidenti su questi temi fondamentali. Se l’intenzione è avviare un percorso, necessariamente a tappe ma completo, per realizzare una reale trasparenza e partecipazione allora troverà, lungo la strada, il supporto concreto e altamente qualificato dei cittadini che hanno già ampiamente dimostrato di voler collaborare attivamente attraverso, ad esempio, la forte partecipazione ai primi eventi creati dal comune, la realizzazione delle linee guida comunali sugli open data e la progettazione della piattaforma ParteciPA, tutto lavoro svolto gratuitamente e al solo scopo di rendere un servizio utile alla città. Se, invece, vorrà continuare,  come fatto finora, con il ‘minimo indispensabile’  e solo per obbligo normativo, i cittadini andranno avanti per conto loro e continueranno a fare gli innovatori apristrada e l’amministrazione perderà una grande occasione di lavoro sinergico che le sarebbe di grande aiuto per uscire una volta per tutte da quello stato di alta invivibilità cittadina che non piace nè giova ad alcuno, ma che i vari sondaggi sulla qualità della vita a Palermo mostrano, purtroppo, in modo impietoso.

L’utilità del riuso dei dati aperti per la formazione, lavoro in tandem

 

a cura di Ciro Spataro, OpendataSicilia, Palermo 

Il FormezPA ha costruito dei materiali didattici per un corso online sugli open data rivolto ai dipendenti della Pubblica Amministrazione italiana. Al corso si sono iscritti 1252 dipendenti pubblici italiani, un buon numero indubbiamente, ma la Pubblica Amministrazione italiana (comuni, province, regioni, scuole, università, ministeri,…) è fatta da milioni di dipendenti a vario titolo.

Oggi i dati aperti (open data) della PA rappresentano uno dei migliori carburanti dell’innovazione sociale e culturale. Le banche dati presenti dentro gli uffici pubblici hanno un enorme valore se riutilizzati nella società per mano di cittadini volenterosi, civic hackers, sviluppatori, start up, associazioni, software house. Riutilizzo che permetterebbe la costruzione di servizi web, infografiche, mappe georeferenziate, app per dispositivi mobili con info e dati utili per tutti nella vita di ogni giorno.

Ecco, allora, che il Formez con il suo corso online sui dati aperti rappresenta uno dei maggiori stimolatori sull’argomento. Saper generare dataset, saper accompagnarli con metadati utili e chiari, sapere aggiornarli quanto più frequentemente possibile, saperli pubblicare online, tutto questo diventa una delle missioni principali delle PA.

Con questa premessa mi sono cimentato nel riuso dei materiali didattici del FormezPA, realizzati con un linguaggio semplice e chiaro, accompagnati da video e immagini che consentono di facilitarne la comprensione a tutti, anche a coloro che non hanno avanzate competenze digitali.

 ccbysa40int [riuso]

I materiali didattici sono stati rilasciati dal FormezPA con una licenza Creative Commons, BY (citare l’autore), SA (share alike = condividi allo stesso modo), versione 4.0 Internazionale. In pratica una licenza che permette un ampio riuso del materiale, anche a fini commerciali, che ovviamente non è il caso del post che state leggendo.

Riutilizzando il materiale didattico del corso online, proprio nello stesso momento di fruizione del corso stesso (come una sorta di evidenziatore digitale), ho creato una nuova versione personalizzata del materiale del FormezPA: eccolo.

materiale formativo open data

Il materiale formativo è una presentazione su GoogleDrive ed è disponibile ad  un link, a tutte le ore di qualsiasi giorno dell’anno. E’ rilasciato con la stessa tipologia di licenza (CC BY SA 4.0 INT) del FormezPA. Non bisogna iscriversi e non bisogna fruire i contenuti in tempi stabiliti, come di solito avviene nei corsi online o in presenza. E lo può fruire un dipendente della PA, uno studente, e qualsiasi altro cittadino o associazione interessata. Lo reputo una sorta di comodo sussidiario digitale sugli open data. Può essere persino oggetto di studio nelle scuole medie o superiori e spero che un giorno l’open data diventi anche una vera e propria materia universitaria in ogni facoltà.

Nel mezzo del cammin di questo riuso dei materiali didattici formativi del Formez, ho incontrato Paola Chiesa online, attivista digitale, blogger, appassionata della materia degli open data e della trasparenza nella Pubblica Amministrazione. Leggete dalle sue parole come ha interagito con me sulla redazione finale di questo materiale didattico opendata.

 

paola chiesa a cura di Paola Chiesa,  Social evolution, Torino

Non sono poi tante le persone che in Italia si occupano di open data, e sicuramente Sicilia Open Data  spicca tra le community significativamente più attive sul tema, perché può contare su persone motivate, appassionate e concrete. Ragion per cui, nel mio peregrinare sulla Rete alla ricerca di best practice sulla divulgazione del tema degli open data, sono arrivata a Palermo, da Ciro Spataro. Parlare lo stesso linguaggio, cioè quello della condivisione, ci ha consentito di interagire facilmente, compensandoci per rendere il prezioso materiale didattico del Formez ancor più efficace ed accessibile a tante categorie di persone. Da attivista digitale esterna alla Pubblica Amministrazione e occupandomi di comunicazione, mi pongo spesso il problema di come trasmettere al meglio le opportunità costituite dal tema degli open data, e di come sensibilizzare il territorio, quindi i cittadini ma anche le associazioni, le imprese e le scuole a farsi soggetto attivo e consapevole, in grado di comprendere, controllare e stimolare l’attività  della Pubblica Amministrazione.

Questo materiale didattico è l’occasione giusta, ha un taglio intuitivo e fresco grazie alla presenza equilibrata di elementi di testo e video. O almeno speriamo che sia così!

In ogni caso, sempre in ottica di utilità e concretezza, ci piace misurare e valutare i risultati di ciò che facciamo, in modo da poter essere sempre più performanti. Perciò al termine del materiale didattico abbiamo creato anche un questionario, che vi invitiamo a compilare, affinché possa darci indicazioni utili sul grado di comprensione della materia. Ovviamente, i risultati saranno disponibili in open data per tutti!  

Altro che il ponte sullo stretto di Messina… già oggi  le autostrade digitali che collegano Palermo e Torino sono velocissime!

Un BOT ti facilita la vita :-)

Quando da piccolo sentivo in famiglia la parola BOT, si trattava dei miei genitori che avevano deciso di investire i loro risparmi in “buoni ordinari del tesoro“, erano gli anni 80. Oggi, 35 anni dopo, la parola BOT comincia ad avere un ulteriore significato e molto legato al mondo dei servizi #digitali.
BOT oggi significa fruire di servizi nei nostri smartphone.
Ecco, allora, una serie di servizi utili che sono stati creati da persone con rilevanti competenze digitali.
Sono servizi che aiutano i cittadini a trovare facilmente informazioni utili nella vita quotidiana.
Istruzioni per l’uso (come fruire dei Bot su Telegram).
Scaricate l’applicazione Telegram (IOS e ANDROID) sui vostri smartphone.
Quindi nell’app cercate, per esempio, le seguenti parole:
  • Musei Italiani” (di Pierfost Paolicelli), fornisce la localizzazione geografica dei musei italiani più vicini a voi e in più dati su siti web, telefoni dei musei,e altro ancora.
  • Musei” (di Matteo Tempestini), fornisce la localizzazione geografica dei musei italiani più vicini a voi.
  • Protezione Civile Palermo” (di Giovanni Pirrotta), fornisce la localizzazione esatta delle aree di accoglienza del Piano di Protezione Civile di Palermo.
  • Transport CH Bot” (di Pierfost Paolicelli), fornisce informazioni sulle fermate del sistema di trasporto ferroviario più vicino a voi.
  • AMAT PAlermo Bot” (di Giovanni Pirrotta) fornisce informazioni sulle fermate del sistema di trasporto pubblico di Palermo (AMAT) più vicino a voi.
Tutti questi servizi su Telegram hanno una cosa in comune: si alimentano degli OPEN DATA delle pubbliche amministrazioni. Questo aspetto dei servizi informativi su Telegram conferma l’importanza della disponibilità e del riuso degli OPEN DATA al fine di migliorare la qualità della vita quotidiana di tutti noi.
E tutti questi servizi sono utili per palermitani e siciliani, nonché per tutti gli italiani e turisti.
Queste persone, con competenze digitali necessarie a sviluppare software, hanno appena iniziato a creare questi Bot su Telegram, … siamo appena all’inizio di un era di nuovi servizi digitali, fortunatamente.
Di seguito alcuni tutorial utili sulla comprensione del funzionamento dei Bot di Telegram, e per capire soprattutto le belle ed interessanti storie di interazione sociale che ci stanno dietro:

Un grazie a tutti loro per contribuire costantemente alla digitalizzazione dei servizi e per renderli fruibili a tutti.  Allora,… buon BOT 🙂

Mappe spazio-temporali per eventi culturali in Sicilia

L’idea della mappa spazio-temporale degli eventi culturali in Sicilia nasce da qui: http://www.visitsicily.info/eventi/.

Visto così questo elenco di eventi, non sembra attirare molto l’attenzione o stimolare il desiderio di andare. Allora siccome noi di Open Data Sicilia non riusciamo mai a stare fermi (e meno male!), ci siamo messi in moto per creare una modalità di visualizzazione di eventi su una mappa dove trova posto sia la localizzazione geografica dell’evento, che il tempo nel quale esso avviene.

In aiuto ci viene http://timemapper.okfnlabs.org/, un tool online gratuito e open source che fa al caso nostro. In pochi passaggi è possibile costruire una mappa spazio-tempo. Vediamo come si fa. Innanzitutto è necessario creare un database tabellare in google spreadsheet, ecco quello realizzato al nostro scopo: https://docs.google.com/spreadsheets/d/1fjqia1X6yncXymMxwF_mTxIygPucR6ORTLVqkY6p0Ts.  Nei campi bisogna inserire i dati fondamentali che dovranno essere visualizzati nella mappa di timemapper, dal titolo evento, alla data, al link di approfondimento, all’immagine che si vuole visualizzare nell’evento, ad un campo in cui l’indispensabile Andrea Borruso ha inserito una funzione, un piccolo codice che consente di creare automaticamente coordinate di latitudine e longitudine non appena abbiamo scritto il nome del paese o città in cui è previsto l’evento culturale (basato sulle API di MapQuest e sui dati OpenStreetMap). Quindi compiliamo la tabella inserendo i dati che provengono dall’elenco del sito istituzionale regionale http://www.visitsicily.info/eventi/.

Una volta compilato il database, si passa a inserire il link del database di google spreadsheet sul sito di http://timemapper.okfnlabs.org/. L’importante è avere reso pubblico il dataset di google attraverso il pulsante azzurro di condivisione in alto a destra, ed avere provveduto a selezionare “file” e poi “pubblica sul web”. Nell’area “Type of Data View” di timemapper bisogna spuntare “Timemap”. E si passa quindi a “Publicare” il database. Automaticamente il portale di Timemapper provvederà a pubblicare la mappa spazio-temporale.

timemapper

Ed ecco pronta quella degli eventi culturali 2015 in Sicilia = http://timemapper.okfnlabs.org/cirospat/timemapper-template. Che ve ne pare? E’ più gradevole del semplice elenco di eventi nel sito istituzionale del turismo in Sicilia http://www.visitsicily.info/eventi/ ? 😉

Ovviamente, e sottolineo ovviamente, il database è in open data, e se l’Assessorato regionale al Turismo volesse adottare lo strumento di timemapper, perché ritenuto gradevole come visualizzazione di eventi di attrazione turistica,  saremo ben lieti di condividere il database in priorità di modifica per ulteriori implementazioni. Il database in google spreadsheet è scaricabile da chiunque come “modello dati” per tutti gli scopi che chiunque ritiene validi e interessanti per la creazione di future mappe spazio-temporali.

 

Il 1° #mappathon pubblico a #Palermo, 25.06.2015 @PMOcoworking

Il primo #mappathon di Palermo si tiene il 25 giugno 2015 nell’accogliente sede di PMO coworking. L’incontro viene promosso attraverso una pagina FB dedicata.

Il MAPPATHON è un incontro gratuito di formazione e di networking per tutti gli appassionati di cartografia partecipata!

I membri di OPEN DATA SICILIA e di MOBILITA PALERMO hanno fatto da tutor per spiegare l’importanza di avere a disposizione mappe georeferenziate dai temi di interesse pubblico riferiti al territorio della nostra città, e hanno aiutato i partecipanti a realizzarle in totale autonomia!

Ogni partecipante ha portato con se il proprio laptop in modo da lavorare autonomamente alla creazione delle mappe.

STEP 1 = TEMA DELLA MAPPA

Dopo una breve autopresentazione dei partecipanti si è passati subito a individuare un tema: la mappa degli spazi di Palermo che per le loro carattersitiche si prestano a realizzare eventi pubblici (concerti, workshop, hackathon, ecc).

mappathon 1

STEP 2 = CREIAMO IL DATABASE SU UN FOGLIO ELETTRONICO ONLINE

Apriamo il nostro Google Drive e creiamo un database http://bit.ly/1NlepOO nel quale inseriamo innazitutto i campi Latitude e Longitude, e poi nome del sito, via, cap, note, e tutte quelle informazioni che crediamo utili per la descrizione del sito, scegliendo per ogni tipo di informazione una relativa colonna. Quindi cominciamo a inserire i contenuti nelle celle del foglio elettronico. Non dimentichiamo di rendere questo foglio elettronico condiviso in maniera tale che chi ha il link può visualizzarlo, servirà per farlo leggere alla piattaforma di UMAP ed essenziale, quindi, per creare la mappa!

mappathon 2STEP 3 = COME TROVARE I DATI DI LATITUDINE E LONGITUDINE

Per trovare i dati di latitudine e longitudine (che scriveremo nel foglio in inglese “latitude e longitude” per meglio dialogare con le piattaforme di georefrenziazione) possiamo usare tanti strumenti semplici, tra i quali:

  • http://it.mygeoposition.com/  nel quale possiamo inserire via, num. civico, città ed eventualmente cap. Immediatamente verrà visualizzato il dato di latitude e longitude che possiamo copiare e incollare nelle rispettive colonne del foglio su GDrive.
  • https://www.google.it/maps e andando sul punto che conosciamo sulla mappa, cliccando sul tasto destro mouse, andiamo su “che cosa c’è qui”, subito apparirà in alto a sinistra una finestra pop up con i dati di latitude e longitude.

mappathon 3STEP 4 = SI COMINCIA A LAVORARE SULLA PIATTAFORMA ONLINE DI UMAP

http://umap.openstreetmap.fr/it/ è una piattaforma online gratuita per creare mappe georeferenziate e basata sulle mappe di openstreetmap, cioè quelle liberamente create ed aggiornate dalla comunità mondiale. Si va a “crea una mappa”  e si porta la mappa su Palermo e si clicca sul penultimo strumento a destra in alto, un puntino con 2 frecce, che bloccherà la mappa a quel livello territoriale di Palermo. Successivamente si seleziona il layer di default creato da UMAP, si va in alto a sinistra, cliccando sulla matita si accede al banner di sinistra dove troveremo “dati remoti”. E qui ci fermiamo per ora.

mappathon 4STEP 5 =  CONVERSIONE DELL’INDIRIZZO URL DEL FILE DI GOOGLEDRIVE PER RENDERLO LEGGIBILE DA UMAP

attraverso il procedimento spiegato passo passo in questo tutorial http://bit.ly/1djRgiv riusciamo a trovare la sintassi esatta dell’URL del database che abbiamo creato con GDrive. Questa sintassi servirà per inserire l’URL corretto nel campo “URL” della sezione “Dati remoti” su UMAP (trattata nello step 4).

A questo punto salvando le impostazioni nella sezione “Dati remoti” (operazioni da eseguire = inserire URL, selezionare formato CSV, spuntare “dinamico” e “richiesta proxy” e premere salva in altro a sinistra) vedremo per incanto spuntare i marcatori di colore blu (colore di default ma che possiamo cambiare) nella nuova mappa.

Abbiamo appena dato vita ad una nuova mappa http://umap.openstreetmap.fr/it/map/esercitazione-per-mappathon-palermo-25-giugno-2015_45262 (questa è la mappa creata nel profilo UMAP di Ciro).

Ogni qualvolta aggiorneremo il database nel foglio elettronico di GDrive http://bit.ly/1NlepOO automaticamente spunterà un nuovo marcatore nella mappa creata.

COSA ABBIAMO FATTO QUINDI ….

Abbiamo dimostrato come correlare un database creato su GoogleDrive del proprio account Google ad una piattaforma di mappe georeferenziate come UMAP fa generare mappe aggiornabili in tempo reale.

Questo è stato il primo incontro, basilare per dimostrare questa correlazione database-mappa, un prossimo incontro che si ha intenzione di effettuare a breve nella stessa sede di PMO coworking permetterà di esplorare tutti i livelli di personalizzazione di UMAP, in maniera tale da soddisfare le esigenze individuali di rappresentazione grafica dei dati su MAPPE GEO REFERENZIATE. E ulteriore attenzione sarà prestata al tema delle licenze per il rilascio dei dati (delle mappe) in formato aperto.

mappathon 5

IMPRESIONI POST MAPPATHON

Alla fine del mappathon abbiamo avuto tutti la sensazione che conoscere questi semplici strumenti (database e piattaforme di georeferenziazione) aiuta a condividere la conoscenza del territorio che ognuno di noi possiede. Una conoscenza di dati che altri possono utilizzare per implementare con ulteriori dati,  e che potenzialmente permette anche di creare opportunità per nuove occupazioni lavorative legate al mondo DATI (data scientist, data analist, data manager, …). L’entusiasmo dei presenti nello scoprire le potenzialità delle mappe georeferenziate è stato di livello elevato, come anche alto è stato il livello di coinvolgimento individuale nel seguire le procedure esposte.

Stay tuned su OpenDataSicilia e sul relativo gruppo FB  per il prossimo #mappathon 🙂

Questo mappathon si è potuto realizzare grazie al lavoro di rete dei team di OpenDataSicilia, del PMO coworking e di MobilitaPalermo.

e-leader wanted: 9 giugno 2015 Palermo, cultura e competenze #digitali nella PA

L’Agenzia per l’Italia Digitale (organo alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri) nel 2014 ha redatto il Programma nazionale per le competenze, cultura e formazione digitale per facilitare il processo di attuazione dell’Agenda Digitale italiana. Un capitolo è interamente dedicato alle “competenze digitali per la Pubblica Amministrazione” ed al ruolo dell’e-leader quale soggetto trainante nei servizi digitali e legati all’uso dell’ICT.

L’AGID in collaborazione con il FormezPA ha avviato una serie di eventi nelle regioni del sud Italia al fine di divulgare i contenuti del “Programma nazionale …”  e per la sensibilizzazione degli amministratori e dirigenti degli enti pubblici locali nell’ambito delle competenze digitali.

E’ stato programmato un incontro a Palermo il 9 giugno 2015 nei locali della Real Fonderia (di fronte il porticciolo della Cala) con inizio alle ore 9.30.

Il programma dell’evento:

09.30 Accoglienza e registrazione partecipanti

10.00 Saluti istituzionali, Assessore all’Innovazione Tecnologica, Comunicazione, Sport, Ambiente, Ing. Cesare Lapiana.

10.30 Apertura dei lavori, La cultura e le competenze digitali nella Pubblica Amministrazione

  • Le competenze digitali nella PA e l’e-leadership, Salvatore Marras, Formez PA
  • Modelli e linee di intervento della Coalizione Nazionale per le Competenze Digitali, Nello Iacono, Stati Generali dell’Innovazione
  • Fare cambiamento digitale nella PA locale, Flavia Marzano, Stati Generali dell’Innovazione
  • La Cultura delle comunità on line in WikiPA, Angela Creta, Formez PA

12.00 Trasparenza siti web PA: rivoluzione partecipata dal basso, Laura Strano, Funzionario amministrativo presso lo IACP Messina

12.30 La Road Map dell’Open Data del Comune di Palermo, Ciro Spataro, UO Innovazione, Pubblicazione e Open data Comune di Palermo

13:00 Dall’Open data alla Big data analysis. L’esperienza in Regione Piemonte, Roberto Moriondo, Rappresentante delle Regioni nel Comitato di Indirizzo dell’AgID

13.30 Discussione e conclusioni

14.00 Chiusura lavori

L’evento è dedicato a dirigenti, dipendenti e amministratori delle Pubbliche Amministrazioni. Un occasione per le PA siciliane che intendono avviare e migliorare servizi digitali online a vantaggio di cittadini e imprese, e per ottimizzare i processi operativi interni.

Sensibilizzazione sul software open source Libre Office per le Pubbliche Amministrazioni siciliane

libre office

Il 12 maggio 2015 alla Real Fonderia di Palermo si è tenuto un evento di sensibilizzazione su Libre Office rivolto ai dipendenti della Pubblica Amministrazione siciliana, un evento con il patrocinio gratuito del Comune di Palermo:
http://comunepalermo.28710.x6.nabble.com/Comune-di-Palermo-Formazione-dipendenti-su-software-open-source-Lapiana-quot-Importante-opportunita–td5147.html

I membri di Libre Italia hanno illustrato in 3 presentazioni le caratteristiche del software open source Libre Office, la suite di lavoro che contiene gli analoghi gratuiti di excel, word, powerpoint, access.
Relatori:   Flavia Marzano – Presidente Stati Generali dell’Innovazione (via skype)
Italo Vignoli – Consigliere e Presidente Onorario di LibreItalia – The Document Foundation
Marina Latini – Vice Presidente Associazione LibreItalia
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Flussi Turistici e fruizione dei beni culturali a Catania dal 2012 al 2013

Una visione di insieme, analizzando i dati riguardanti i flussi turistici e la fruizione dei beni culturali, nello specifico a Catania nel biennio 2012-2013, può permettere, in attesa dei dati del 2014 in merito al settore turistico, di analizzare quali eventuali aspetti porre in luce per migliorare la sinergia fra questi due rami e trovare soluzioni più appetibili ai fruitori per i prossimi anni.

Secondo i dati elaborati e forniti dall’Osservatorio Turistico della Regione Siciliana  riguardo i flussi turistici a Catania, nel biennio indicato, si riscontra un lievissimo aumento dal 2012 al 2013 riguardo gli arrivi  (+0,02%) e un trend negativo riguardo le presenze (-3,57), questo vuol dire che il numero di turisti che pernottano nelle strutture ricettive è sceso e la città è preferita come meta di passaggio. Quindi, potrebbe seguire la domanda: Come incentivarne la permanenza?

flussi turistici ct 12-13

Su arrivi, presenze, e permanenza media nelle strutture ricettive,  dai dati emerge che il trend dei turisti italiani sia sceso in un anno riguardo gli arrivi del 7,2% e le presenze del 12,4%. La permanenza media è di circa due giorni e mezzo. Nello specifico la permanenza presso strutture ricettive extra alberghiere è più diffusa rispetto agli esercizi alberghieri. Quest’ultimo trend di preferenza si conferma per i turisti stranieri, che invece sembrano gradire la città etnea. Infatti a livello di arrivi si riscontra un +13,4% e +10,3 % delle presenze nel 2013. Ma in totale fra italiani e stranieri nel 2013 le presenze sono diminuite, rispetto all’anno precedente,  -3,6%. Domanda: Cosa si aspettano i turisti italiani dalla città di Catania, cosa cercano?

arrivi e presenze a ct. im.

 

Riguardo la capacità ricettiva nel biennio in esame, + 2.9% numero di esercizi alberghieri, e +3,8 posti letto.  L’impennata maggiore si riscontra negli esercizi extralberghieri +9,4% numero di esercizi, e posti letto +6,1.

alberghi.ct.

I beni nell’area catanese presi in esame dall’Assessorato ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana sono: Casa Verga, Teatro romano ed Odeon, Museo di Adrano, a Mineo l’area archeologica di Palikè, a Caltagirone il museo della ceramica, e ad Aci Catena l’Area archeologica di Santa Venera al Pozzo.

I fruitori nel 2012 sono stati 78334 mentre nel 2013 sono scesi a 68524 (-12,52%.  Nel 2013 sono diminuiti i fruitori gratuiti -20,34%, i paganti dello 0,11 %.  L’area archeologica di Palikè, nel 2013, è stata resa ad ingresso gratuito. Gli incassi sono aumentati del 14,19%, da euro 121622 del 2012 a euro 138822 del 2013. Sono diminuiti i fruitori in tutte le aree sopracitate eccetto che nell’Area di Santa Venera al Pozzo dove sono passati da 789 a 1820 e Casa verga, in lieve aumento da 10269 a 11216. Qui, invece, non c’è una domanda. Ma una constatazione, Catania è seconda per beni di epoca romana solo a Roma!

Catania.Fruizione beni culturali.