Due percorsi di formazione per la PA su #Opendata e Partecipazione

NdR: abbiamo ricevuto dal Formez notizia di due percorsi di formazione su Opendata e Partecipazione, di cui diamo volentieri diffusione.

Dal 15 febbraio 2016 saranno avviati due corsi online, uno sul tema dei Dati Aperti, l’altro sulla Partecipazione civica, dedicati ai dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Quest’ultimo, a integrazione delle attività online, prevede due giornate in presenza (1 e 22 marzo 2016) di inquadramento del tema della Partecipazione nel contesto dell’Open Government e in particolare rispetto ad accountability e trasparenza dell’azione pubblica.
I seminari si terranno a Palermo, presso la sede del Dipartimento della Funzione pubblica regionale.

Il corso Open data non avrà attività in presenza ma 4 webinar nei quali Gianfranco Andriola approfondirà gli argomenti trattati nei 4 moduli del corso.

Le iscrizioni ai corsi sono online da questi link:

Per chi non fosse ancora registrato nella piattaforma del FormezPA, per fruire dei corsi online è prima necessario iscriversi a questo link: https://auth.formez.eu/user/login.

Moduli del corso sui dati aperti

  • Modulo 1 – Cosa sono gli open data: volto ad acquisire i concetti base dell’open data e avere una chiara idea degli elementi che definiscono la pratica dei dati aperti.
  • Modulo 2 – Perché aprire i dati: incentrato sulla comprensione di cosa avviene ai dati della pubblica amministrazione una volta esposti in formato aperto, sui possibili riusi delle informazioni, sul contributo che gli open data possono dare all’economia della conoscenza.
  • Modulo 3 – Come pubblicare dati aperti: l’obiettivo di questo terzo modulo è di descrivere la filiera di attività utili alla pubblicazione dei dati governativi in formato aperto, dalla loro produzione all’interno della PA, fino alla loro esposizione online.
  • Modulo 4 – Come organizzare l’apertura dei dati: l’ultimo modulo di questo corso si concentra sugli elementi organizzativi (processi, figure professionali, standard) di cui una PA deve tener conto per avviare un percorso di apertura del proprio patrimonio informativo.

Moduli del corso sulla partecipazione civica

  • Modulo 1 – La partecipazione civica: illustra le caratteristiche, le forme e i livelli della partecipazione civica e le nuove forme di cittadinanza.
  • Modulo 2 – Progettare una consultazione online: descrive le competenze necessarie per attivare un processo di consultazione online.
  • Modulo 3 – Metodi e strumenti per una consultazione online: presenta i metodi e gli strumenti, comprese le tecnologie abilitanti, per realizzare una consultazione online.
  • Modulo 4 – Valutare e condividere i risultati di una consultazione online: descrive le metodologie e gli strumenti per l’analisi, la valutazione degli esiti e del feedback di una consultazione online.

Ci sembra un’occasione da non perdere per i dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Cosa possono fare i dati aperti per te? – #oddit15

2015-02-22_13h23_57Ieri – 21 febbraio 2015 – a Palermo insieme a Davide Taibi, in occasione del “nostro” Open Data Day, abbiamo lavorato sulla trascrizione del testo di un breve ed efficace filmato creato dall’Open Data Institute: “What can open data do for you?“.

E’ un filmato che si presta bene a attività di disseminazione sul tema dei dati aperti, ma gli mancavano alcune cose per essere ancora più efficace:

  • il file con il testo letto nella lingua originale del filmato (è in inglese);
  • i sottotitoli in inglese (lo stesso testo di sopra, ma associato al tempo del filmato);
  • la traduzione in italiano del testo;
  • i sottotitoli in italiano;

Ieri abbiamo realizzato le seguenti cose:

  • trascritto il testo in inglese -> file What can open data do for you.en.txt;
  • tradotto in italiano -> file What can open data do for you.it.txt;
  • creato i sottotitoli in italiano -> file What can open data do for you.it.srt.

Qui sotto un’anteprima della sottotitolazione in italiano, mentre i file sono qui.

Per la creazione dei sottotitoli abbiamo usato l’ottimo Amara

Avere creato la trascrizione in inglese è la cosa che ci sembra più utile, perché consentirà di emulare quello che abbiamo fatto qui a Palermo un po’ da tutto il mondo in tutte le lingue.