Storie umane di #opendata a Palermo

Le storie delle relazioni umane sono la cosa più bella da raccontare, e capita che nascono (a volte continuano) anche sugli open data a Palermo, dove diverse “persone” danno vita ad un interessante alchimia.

5 marzo 2016 – Palermo partecipa alla giornata mondiale “open data day”, con 9 scuole superiori della Sicilia che mostrano i loro progetti di monitoraggio su opere pubbliche, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “A scuola di Opencoesione“.

L’Istituto Professionale di Stato “L. Einaudi” di Palermo con studentesse e studenti di quattro quarte classi dimostra un ottimo livello di conoscenza dei dati (cercarli, trovarli, pulirli, riusarli) nell’analizzare lo stato di avanzamento dei lavori e della spesa pubblica relativa ai “Lavori di costruzione della rete fognaria a sistema separato in via Messina Marine (dal fiume Oreto a Piazza Sperone) e del relativo impianto di sollevamento Romagnolo”.

I Docenti, nelle persone dei prof.  Ida Mariolo, Leonardo Alagna, Vita Lo Pinto, Giovanni Ustica, dimostrano di strutturare ottimamente il lavoro sui dati insieme agli studenti. Una storia che merita di essere raccontata dagli studenti stessi.

22 marzo – il Collegio dei Docenti e il Consiglio di Istituto superiore con apposita Deliberazione istituiscono il “Laboratorio permanente Open Data“, uno spazio in cui incubare annualmente progetti partendo dal riuso dei dati in formato aperto delle pubbliche amministrazioni. Un iniziativa pregevolissima e innovativa considerato che l’IPS “L. Einaudi” è a indirizzo commerciale, una concreta conferma della vision d’Istituto proiettata a creare formazione e servizi con refluenze positive per il commercio nell’ambito territoriale siciliano. Mi congratulo con la Preside, prof.ssa Maria Rita Di Maggio, per l’impegno assunto, e a nome del Comune di Palermo offro la disponibilità a collaborare operativamente per le finalità didattiche e formative del Laboratorio.

3 maggio – insieme ad Andrea Borruso e Marco Alfano della community di Opendatasicilia realizziamo una mattina di formazione all’Istituto “L. Einaudi” sulle metodologie per realizzare mappe georeferenziate partendo da un dataset in formato “CSV” (Comma Separated Value). Le studentesse dimostrano un notevole interesse e velocità di apprendimento realizzando subito una mappa per dare il benvenuto ai compagni stranieri del progetto Erasmus+. I docenti gradiscono e cominciano a “prenotare” altre giornate formative sul tema dei dati aperti. Marco Alfano e Davide Taibi di Opendatasicilia stanno già preparando un altra giornata formativa per gli studenti da effettuare prima della fine dell’anno scolastico.

5 maggio – la Preside dell’Istituto propone al Comune di Palermo un Protocollo di Intesa per la collaborazione alla diffusione della cultura degli open data sul territorio locale, una collaborazione per rafforzare la progettualità del Laboratorio open data della scuola. La proposta vede subito favorevoli il Responsabile Open Data comunale, dott. Gabriele Marchese, il Dirigente Ufficio Innovazione, ing. Antonino Cipriani, e l’Assessore all’Innovazione, ing. Gianfranco Rizzo, che si attivano per l’approvazione in Giunta Municipale del suddetto protocollo.

9 maggio – la premiazione dell’iniziativa “A scuola di Opencoesione” vede l’IPS L. Einaudi di Palermo arrivare al 9° posto nazionale. Un successo per quelle classi che hanno creduto nel lavoro svolto, come anche per le altre scuole italiane. La premiazione nazionale svolta a Palermo ovviamente contribuisce a produrre euforia negli studenti e professori dell’IPS L. Einaudi e li stimola a ideare cosa si può fare, da subito, con gli open data, nel Laboratorio che la scuola ha istituito. Il referente del MIUR presente a Palermo per la premiazione (dott. Guazzo) si complimenta con l’Istituto Einaudi per l’idea del Laboratorio open data e per il Protocollo di Intesa con il Comune di Palermo.

Un effetto euforico generato dalla coesione, relazioni propositive e lavoro incrociato di dipendenti e amministratori comunali, membri delle community attive sugli open data, studenti e docenti. Si è fatta rete tra individui diversi per creare nuove iniziative utili: un fattore culturale abilitante per fomentare l’innovazione nella società.

In due mesi e mezzo una piccola parte di Palermo ha visto nascere una grande consapevolezza sugli open data che nessuna norma/legge avrebbe mai potuto fare meglio in così breve tempo e con il sorriso stampato sui volti dei protagonisti di questa storia appena all’inizio.

La consapevolezza è nata da un meraviglioso cocktail di apertura mentale (“openess”) di diversi soggetti appartenenti a vari ambiti e istituzioni della società.

Da questa esperienza ho capito che la cultura sulla diffusione degli open data (pubblicazione, riutilizzo, sperimentazione) nasce bene dalle persone “open”, cioè da coloro che si mostrano:

  1. curiosi verso il mondo dei dati e il relativo riutilizzo,
  2. ricettivi di proposte operative da parte dei soggetti più consapevoli sull’importanza dei dati (quelli che nell’ambiente dei dati aperti vengono definiti opendatari o evangelisti open data o smanettoni digitali o semplicemente cittadini attivi),
  3. concreti nel generare/proporre progetti (insieme agli attivisti degli open data), e percorsi in cui si trattano i dati in formato aperto al fine di realizzare nuovi servizi utili per migliorare la qualità della vita della collettività.

Ho vissuto intensamente questa storia e ho incontrato diverse persone “open”. Voglio ringraziarli tutti per avere contribuito, a vario titolo, competenza e impegno, a diffondere la cultura sui dati aperti.

Le storie umane di percorsi open data come questi nei territori valgono più di qualsiasi norma impositiva, perché nascono dalla volontà e dalla consapevolezza individuale, che sono indubbiamente genuine generatrici di nuovi modelli culturali.

Possiamo creare le condizioni affinché queste storie umane e dinamiche si ripetano costantemente. Dipende solo da “ognuno” di noi.

Ciro Spataro, UO Innovazione, Pubblicazione e Open Data dell’Area Innovazione Tecnologica (Comune di Palermo),  membro attivo della community Opendatasicilia

(photo “Gioia” by Insilenzio, www.flickr.com/photos/insilenzio/6191101541 licenza CC BY NC SA 2.0)

Opendata day 2016 a Palermo, partecipazione intensa.

A_scuola_opencoesione

L’opendataday 2016 a Palermo è molto intenso:

7 team di studenti di 6 scuole superiori siciliane che partecipano all’iniziativa “A scuola di Opencoesione” + Euromed Carrefour Sicilia Europedirect + Comune di Palermo + Regione Siciliana + Università di Palermo + ENAV + OpenDataSicilia.

Un grazie speciale all’organizzazione di Euromed Carrefour Sicilia Europedirect.

odday 2016

Ci vediamo sabato 5 marzo al Noviziato dei Crociferi in via Torremuzza 20, alle 9.30  (coordinate geografiche = https://map.what3words.com/scenata.firmano.abito)

Partecipano:
Marco Tornambè, Dipartimento della Programmazione, Regione Siciliana
Maria Concetta Antinoro, Dip. Regionale Turismo, Sport e Spettacolo, Regione SIciliana
Ciro Spataro, Area dell’Area dell’Innovazione Tecnologica, Comune di Palermo
Sergio Romano, Ufficio Servizi Pubblici a Rete e di Pubblica Utilità, Comune di Palermo
Roberta Romeo, Responsabile Ufficio Edilizia Scolastica, Comune di Palermo
Massimiliano Dimonte, Responsabile ENAV Palermo
Giulio Ghersi, Direttore CHAB Mediterranean Center for Human Health Advanced Biotechnologies, UNIPA
Davide Taibi, Esperto Opendata Sicilia
Scuole Partecipanti:
Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Ernesto Ascione” Palermo
Istituto Professionale per i Servizi Commerciali “Luigi Einaudi” Palermo
Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo” Palermo
Liceo Scientifico “Albert Einstein” Palermo
Istituto Superiore “Duca Abruzzi – Libero Grassi” Palermo
Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Ferdinando Borghese” Patti (ME)

#dati da urlo su #Palermo… il datajournalism cresce

Un articolo http://www.lavocedinewyork.com/Il-Patto-scellerato-Renzi-taglia-i-soldi-al-Comune-di-Palermo-e-Orlando-aumenta-le-tasse-ai-palermitani/d/13129/ espone dati sulla situazione finanziaria del comune di Palermo. Non è un articolo che si trova in siti di #datajournalism, ma dai numeri che vengono elencati, si candida egregiamente ad articolo di datajournalism anche se manca “pubblicamente” qualcosa, ma lo vediamo alla fine.

Nell’articolo, il cui titolo ovviamente vuole attirare attenzione, si fa riferimento al vice Presidente del Consiglio Comunale di Palermo, Nadia Spallitta, che è la persona che espone e commenta la maggior parte dei dati.

Argomento: relazione dei revisori dei conti del comune di Palermo di accompagnamento al Bilancio consuntivo 2014.

Vediamo un po di dati elencati dell’articolo.

  • 20 milioni di euro = aumento del costo delle società partecipate del comune di Palermo
  • 150 milioni di euro = aumento della pressione fiscale a carico dei cittadini palermitan nel triennio 2012-2014
  • circa 100 milioni di euro = riduzione degli investimenti
  • da 15 a 32 milioni di euro = aumento dei debiti fuori bilancio. Di questi 32 milioni di euro=
    • 29 milioni derivano da sentenze esecutive di condanna dell’amministrazione,
    • 1,5 milioni per procedure espropriative erronee
    • circa 1 milione per acquisizione di beni e servizi senza impegno di spesa
  • 88,38% = l’incidenza delle entrate tributarie sulle entrate comunali
  • 813 euro nel 2014 = pressione delle entrate pro capite  (599 euro nel 2012)
  • da 514 euro del 2012, passa ai 718 euro del 2014 (337 milioni nel 2012 e 487 milioni nel 2014) l’aumento della pressione tributaria pro capite
  • da 421 a 452 euro l’aumento dell’indebitamento pro capite
  • dal 18,33% del 2012 all’8,6% del 2014 la propensione all’investimento
  • da 250 a 95 euro (dai 163 milioni del 2012, ai 64 milioni di euro del 2014) gli investimenti pro capite
  • dai  200 euro  del 2012 ai 7,7 euro i trasferimenti in conto capitale pro capite
  • circa 500 milioni di euro (260 milioni attivo e 247 passivo) il valore del contenzioso
  • 80 milioni di euro , il diritto del Comune alla restituzione di immobili già trasferiti all’Amia a seguito della sentenza di fallimento
  • 4 milioni  di riscossione dell’evasione dei tributi Tarsu, Tia e Tasi a fronte di un’accertamento nel 2014 di 22 milioni di euro
  • da 77 milioni del 2012 a 17 milioni del 2014 la riduzione dell’avanzo di competenza
  • 16 milioni di euro (entrate 4 milioni, costi 20 milioni) il saldo negativo del costo dei servizi a domanda individuale
  • 100 mila euro i proventi dagli spazi espositivi e i musei, a fronte di costi per 3,6 milioni di euro
  • 500 mila euro  le entrate per le infrazioni al Codice della strada nel 2012  mentre oggi  (2014) si è passati a quasi 5 milioni di euro
  • 1 milione di euro, di fronte a una stima approssimativa di 60 milioni di euro recuperabili, i contributi derivanti da circa 60 mila istanze di sanatoria edilizia
  • da 14 a 9 milioni il costo dell’utilizzo di beni di terzi
  • da 410 a 357 euro il costo del personale pro capite

Questi i dati. Che non sono pochi!

Cosa manca pubblicamente, dicevamo all’inizio di questo post?  Manca un link pubblico nel quale tutti possiamo leggere la Relazione dei revisori dei conti del comune di Palermo di accompagnamento al Bilancio consuntivo 2014, la relazione che è servita al vice presidente del consiglio comunale, e di conseguenza all’autore, per redigere l’articolo citato all’inizio e commentare i dati. Sarebbe auspicabile poter leggere questa relazione dei revisori dei conti, trovandola nell’area Bilanci di Amministrazione Trasparente. Così da potere scrivere altri articoli di datajournalism e renderci conto di cosa accade dentro una grande Pubblica Amministrazione che amministra una grande città.

(L’autore  della foto  –  Edvard Munch – è morto nel 1944, quindi questa foto è di  pubblico dominio nel suo paese di origine e in altri paesi dove i diritti di autore si estinguono dopo 70 anni dalla scomparsa –  copyright term)