I Dati del Trasporto Pubblico di Agrigento in Open Data?

Nelle Mappe di Google esiste una funzione poco nota qui in Sicilia, che io personalmente non conoscevo e che non immaginavo potesse esistere. Si tratta della possibilità di visualizzare percorsi ed orari dei mezzi pubblici di una città in maniera dinamica. Questa funzione, una volta attiva, consente a chiunque si colleghi da computer, tablet o smartphone di poter sapere quale percorso fare per andare da un punto ad un altro della città con i mezzi pubblici, e di sapere a che ora passerà il prossimo mezzo.

Per la città di Agrigento questa funzione non è attiva, e non lo sarà finché i soggetti che detengono i dati non li forniranno in formato open data (scelta consigliata) oppure privatamente a Google. In Sicilia, nella stessa situazione della città di Agrigento, si trovano molte altre città ad eccezione di Catania e Palermo che hanno già compiuto un primo passo verso il rilascio dei dati del trasporto pubblico in open data.

Adesso vi racconto i passi che sto facendo perchè Agrigento abbia i suoi dati di trasporto locale in open data.

Da principio pensavo che le mappe dinamiche con i dati del trasporto pubblico venissero offerte solo da applicazioni tipo Moovit. Quando ho cominciato a muovere i primi passi in questo campo infatti, mi sono rivolto proprio a loro.

Questa piattaforma offre risultati simili a Google Map e Open Street Map e consente il caricamento dei dati da parte da chiunque voglia farlo in forma volontaria nella veste di cittadino di quel comune. L’unica cosa che non mi convinceva era di dover fare un lavoro che poi rimaneva di proprietà nè mia, né pubblica ma privata.

Un paio di mesi fa ero appena stato nominato Digital Champion di Agrigento, e riuscire a raggiungere un obiettivo così importante per la mia città in cosi breve tempo mi sembrava una buona idea. Avevo iniziato ad inserire i dati del trasporto locale di Agrigento su Moovit se non ché, un amico che sapeva delle mia idea, mi mette in contatto con il gruppo Facebook della comunità Open Data Sicilia. Non perdo tempo e pubblico subito nel gruppo un post in cui spiegavo tutto quello che stavo facendo. Dopo poche ore ricevo tante generose risposte che mi hanno aperto la strada verso una disciplina per me totalmente nuova: gli Open Data per i trasporti pubblici.

Dalle informazioni che ho ricevuto, ho scoperto che:

  • Molti enti pubblici e agenzie di trasporto stanno cominciando a pubblicare i dati del trasporto locale in speciali formati che consentono il riutilizzo intelligente dei dati da parte di chiunque per creare mappe tematiche, applicazioni web, applicazioni per smartphone e tablet e molto altro ancora.
  • Gli enti pubblici e le agenzie di trasporto pubblico hanno bisogno di esperti che convertano i dati nei formati speciali (ad esempio: ESRI Shapefile, GML, JSON, GeoJson, CSV, KML, GTFS) –  diversi membri della comunità di Open Data Sicilia sono in grado di offrire questo tipo di supporto.
  • I dati si intendono rilasciati in Open Data quando questi vengono pubblicati in un formato tale che possono essere riutilizzati da chiunque.
  • Le Agenzie di Trasporto cittadino non hanno obblighi di pubblicare i dati in formato open data.

Ecco come vengono visualizzati i dati dei trasporti per la città di Palermo su Google Map.

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palermo-trasporti-google map

Ecco invece quello che succede quando si fa una ricerca su Google Maps su Agrigento, dove la TUA Srl non ha mai fornito i dati del trasporto pubblico, ne a Google Map, ne sul proprio sito in formato open data.

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Quando ho capito un po meglio come funzionavano gli open data, ho accettato il consiglio della comunità degli Open data Sicilia di scrivere una lettera all’agenzia di Trasporto pubblico della città di Agrigento per chiedere il rilascio dei dati. Siamo in attesa di una riposta.

A tutti quelli che si trovano in città sfornite degli open data per i trasporti invito a fare come ho fatto io. Verificate quali sono le agenzie di trasporto pubblico e poi cominciate a fare pressione con email, lettere e telefonate per chiedere i dati del trasporto locale in formato open data. Tutto questo richiede un impegno di tempo su base volontaria da parti di noi tutti, ma nessun costo economico. I benefici sono innumerevoli e saranno a valere su tutta la comunità.

Open Data Sicilia e lo schiticchio delle feste

Il 27 dicembre 2014 si è tenuto il primo “schiticchio” Open Data Sicilia. In siciliano significa abbuffata, e non poteva essere diversamente, perché noi non siamo da aperitivo: nelle occasioni conviviali mangiamo “come se non ci fosse un domani”, e mentre lo facciamo parliamo di cibo.

tavola

E’ stata la prima occasione di incontro di questa comunità, pensata come un momento in cui incrociare un po’ delle nostre vite, e solo come conseguenza parlare di dati aperti. Molti di noi infatti erano con i propri compagni di vita e con i figli e questo ha reso unica questa giornata; i figli di Cristiano, Nelson, Francesco e Mario valevano da soli “il prezzo del biglietto”. L’idea di allargare ai propri cari è di Andrea Nelson.

In un’inaspettata e meravigliosa giornata di sole – da Caltanissetta, Capaci, Catania, Messina e Palermo – ci siamo incontrati in un agriturismo nel “mezzo” della Sicilia in una porzione di territorio caratterizzata da un’omogenea, rassicurante e piacevole morbidezza collinare.

Visto che ormai alcuni di noi sono invitati a parlare come “membri di Open Data Sicilia”, è sembrato opportuno fare anche la spilletta 🙂 . L’idea è di Giulio.

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Abbiamo dedicato un paio di momenti al “nostro” tema. Non è questa l’occasione per andare nei dettagli, anche perché si tratta di bozze di idee da sviluppare, ma sinteticamente sono usciti questi temi:

  • questa comunità è diventata qualcosa di utile e preziosa. Ce ne prenderemo cura e dobbiamo farla “lavorare” ancora meglio e di più nel 2015;
  • con le PA della regione, vorremmo essere utili in termini di supporto e di monitoraggio alle loro azioni sui dati aperti, a partire dalla costruzione di un “kit”;
  • c’è da continuare e migliorare il lavoro per una crescita della consapevolezza sul tema, in modo che il tema diventi “popolare”, e aumenti sia la richiesta (più contestualizzata e precisa) che il riuso.

L’occasione è buona per augurarvi (con un po’ di anticipo) buon anno!

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Grazie a Giulio per le tre foto di questo post.

L’ortofoto di Natale, a 14 centimetri

I portali e i geoportali di dati spesso nascondono sorprese. I dataset sono (spesso) numerosissimi e più di qualcuno rimane a noi ignoto.
Il “mosaico delle Ortofoto della Regione Siciliana realizzate a partire dalle foto della ripresa aerea digitale, sull’area urbanizzata di Messina, con pixel 14 cm. effettuata tra gli anni 2012 e 2013” è probabilmente uno di questi.

Quando diverse settimane fa ne sono venuto a conoscenza mi è subito venuta voglia di confrontarlo con quello di RealVista a 50 cm., rilasciato con licenza aperta e di cui ho scritto qui. Non immaginavo che gli ombrelloni in una spiaggia sarebbero stati così leggibili.

ombrelloni.jpg

E la risoluzione, il dettaglio leggibile, è sicuramente un elemento che salta subito all’occhio:

  • le strisce che delimitano un campo di calcio;
  • la griglia del tetto di una serra;
  • sempre le strisce di un campo di basket;

E si potrebbe continuare a lungo.

L’altro elemento interessante è leggere il tempo che passa; si vede bene proprio in questo confronto in cui le foto a destra (quella di RealVista) sono meno recenti di quelle a sinistra:

Vedere i segni che lascia il tempo è qualcosa che rischia di tenere incollati allo schermo (è addicted 🙂 ), e mi sembra in termini informativi la cosa più corposa.

Per il momento sono online soltanto i dati di questa piccola porzione di territorio regionale, ma nel 2015 saranno rese accessibili tutte le altre fotoriprese effettuate.
La qualità di compressione delle foto non è sempre buona, e i pixel alle volte sono molto “mescolati” tra loro: sul web è stato pubblicato il mosaico delle foto compresse “con perdita di qualità” in formato ECW. Il dato originale è in formato TIFF ed è di qualità molto superiore.
L’URL per l’accesso in WMS è quello leggibile nella pagina dei metadati.

In chiusura due aspetti formali e sostanziali importanti:

  • i termini di licenza sono quelli generali di tutto il portale e quindi in CC-BY SA 3.0;
  • l’autorizzazione al ricalco data a OpenStreetMap dalla Regione Siciliana vale anche per questi dati.

Con l’occasione, buone feste!

#OpenData al Comune Palermo: il punto a un anno dalle linee guida

NdR: questo post è a cura di Marco Alfano, Andrea Borruso, Giulio Di Chiara, Gerlando Gibilaro, Francesco Passantino e Davide Taibi, tutti autori delle linee guida Open Data del Comune di Palermo.

 

Le linee guida Open Data del Comune di Palermo sono state approvate circa un anno fa (il 13 dicembre del 2013), ed hanno avuto il privilegio di essere state il riferimento per il documento analogo dei Comuni di Matera e Lecce, e della Provincia di Enna. La ricorrenza è l’occasione per fare brevemente un parziale punto della situazione, asciutto e senza commenti.

Obiettivi, azioni e tempi

Il documento di Palermo contiene un cronoprogramma degli obiettivi da portare a termine. Questi i dati di sintesi:

  • obiettivi da realizzare: 15;
  • obiettivi realizzati: 4;
  • obiettivi realizzati per tempo: 0.

Obiettivi azioni e tempi

Gli obiettivi realizzati

I 4 obiettivi realizzati sono tutti nomine. Sulla pagina ufficiale sui dati aperti del sito del Comune non si fa cenno al Team Open Data. Soltanto da qualche settimana, dopo una richiesta via PEC, è oggi possibile sapere chi è il Responsabile Open Data del Comune di Palermo: si tratta della dott.ssa Daniela Rimedio. A lei è stato chiesto per email di fornire i dettagli sulle altre nomine, e grazie alla sua gradita risposta è possibile ricostruire questo quadro:

Numeri sui dataset

image02L’apertura della sezione open data del sito del Comune di Palermo è di febbraio del 2013. Più del 90% dei dati sono stati pubblicati nel periodo di lancio del del sito.

Un po’ di numeri:

  • nel 2013 sono stati infatti pubblicati 286 dataset, di cui 285 nel primo quarto di anno;
  • nel 2014 ne sono stati pubblicati 17 e 1 soltanto negli ultimi due quarti di anno.

image00

I temi più diffusi sono stati il “Territorio“, la “Mobilità e la Sicurezza”, l’”Amministrazione” e l’”Istruzione”, con una copertura del 70% del campione totale.

Piattaforma web

La piattaforma online di pubblicazione dei dati è sicuramente evoluta rispetto al giorno della sua pubblicazione, sia e sopratutto per iniziativa della PA, sia come risposta ad alcune richieste dall’esterno. Non si è in possesso di note di rilascio e quindi non si riesce a fornire un elenco dettagliato delle novità.

Due evidenti e da sottolineare sono:

  • i metadati sono conformi adesso a quanto descritto a suo tempo nelle linee guida;
  • l’esistenza del feed RSS dei dataset, che viene aggiornato automaticamente a ogni nuovo rilascio.

Nelle linee guida si prevede che vengano realizzati/implementati:

web

Promozione dell’ecosistema Open Data

Nelle linee guida si legge che “il Comune patrocinerà iniziative private e pubbliche (Incontri, Barcamp, Hackatons, Concorsi, …) volte alla comunicazione ed promozione dell’ecosistema Open Data“.

Due incontri nel 2014:

  • un workshop open data ai cantieri Culturali della Zisa, nell’ambito della prima giornata pubblica della Partecipazione e della Trasparenza e Anticorruzione dell’Amministrazione;
  • un altro workshop pubblico – “APP4DUMMIES” – nel quale i dipendenti pubblici hanno lavorato insieme a degli sviluppatori per generare mappe a partire da dati tabellari dei loro uffici di competenza.

In occasione del primo incontro è stato chiesto ai presenti di fare proposte. Queste sono state raccolte, ma non sono poi state pubblicate.

Andrea Borruso ha elencato le proprie in questo post ed erano:

  1. pubblicare in Open Data i dati sui beni confiscati del Comune
  2. pubblicare i 4 dataset “chiave” che l’Agenda nazionale per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico prevede vengano pubblicati entro dicembre 2014 (Anagrafe edifici pubblici e ad uso pubblico, Vincoli territoriali, Piani Comunali e Grafo stradale);
  3. pubblicare in Open Data le informazioni già pubblicate nell’Albo Pretorio;
  4. pubblicare in Open Data l’anagrafica delle scuole del Comune di Palermo, già pubblicata in altra forma ne “Il Portale della Scuola“;
  5. pubblicare in Open Data l’anagrafica dei servizi socio-sanitari pubblicata già in altro modo nella sezione “Settore Servizi Socio Sanitari“;
  6. coinvolgere SISPI, la partecipata tecnologica, nella progettazione e nell’attuazionedell’azione Open Data;
  7. pubblicare subito l’elenco delle App iscritte al contest ApPalermo.

Con l’eccezione del punto VI, su cui non abbiamo dati, i restanti non sembra che siano stati sviluppati dalla PA.

Su APP4DUMMIES non sono presenti report o risultati sul sito del Comune, ma c’è questo post di Ciro Spataro. Due mappe prodotte in questa occasione:

Dataset pubblicati

Nel 2014 è stato pubblicato un numero molto inferiore di dati rispetto al 2013, ma con delle novità in termini di:

  • formato;
  • tempestività del dato;
  • utilità.

Sono stati pubblicati file in XML, un formato con diverse qualità e facilmente leggibile da un personal computer tramite un grande numero di software. Una lacuna che può essere bloccante è il fatto che siano pubblicati senza alcuno schema.

Esempi di dati tempestivi sono quelli della Polizia Municipale con gli aggiornamenti sulle informazioni sul traffico . Sono tempestivi in quanto pubblicati il più rapidamente possibile.

Dati di sicura utilità sono di nuovo quelli soprastanti sul traffico, insieme ai dati con l’elenco dei comunicati, avvisi, scadenze e “accade a palermo” pubblicati sul sito istituzionale del Comune, o quelli sul trasporto pubblico locale su gomma.

Il catalogo non è conforme alla “Guida sintetica per lo scambio di dati con il catalogo nazionale Open Data DATI.GOV.IT“, e non è interoperabile con altri nazionali ed europei.

Concorso Open Data

Il 14/02/2014 si è aperto il concorso ApPalermo, per incentivare lo sviluppo di applicazioni basate sui dati pubblici in formato aperto diffusi dal Comune di Palermo. Si è chiuso il 15/04/2014 e si è data notizia dei risultati il 28/10/2014 con la pubblicazione della graduatoria ufficiale.

Il montepremi era di 37.000 €, con tre premi principali e 7 per categoria. Non sono stati assegnati quelli per “Attività Amministrativa”, “Urbanistica/Opere”, “Mobilità/Sicurezza”, “Istruzione”, e “Partecipazione”, con un ammontare quindi non impegnato di 15.000 €.

Sul sito del Comune di Palermo non è pubblicata la lista ipertestuale delle Applicazioni (né quelle premiate, né quelle che hanno fatto domanda di partecipazione). E’ possibile però farsi un’idea dalla scansione della graduatoria ufficiale.

Formazione

Il Formez ha recentemente realizzato un corso dal titolo “Cosa sono i dati aperti e perché aprirli“, rivolto a tutti i dirigenti e funzionari pubblici delle Regioni e degli enti locali in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Il percorso si è svolto dal 10 novembre al 12 dicembre, alternando momenti in presenza a materiali online, esercitazioni a distanza, webinar e quiz online, per un totale di 18 ore, più un incontro di circa 6 ore che si è tenuto presso la Reale Fonderia Oretea di Palermo.
A questo hanno partecipato 72 dipendenti del Comune di Palermo.


foto di dafnecholet

PA/WORKING opendata di comunità per ottimizare il lavoro di rete

Il Comune di Palermo avvia PA/WORKING, un laboratorio di idee per mettere al centro la creazione di impresa, anche attraverso un dibattito dedicato al lavoro e alle nuove opportunità di crescita e sviluppo, promosso dall’Assessorato alle Attività Produttive .

Viene creato l’omonimo gruppo Facebook. Associazioni, professionisti di varia competenza si presentano nel social network. Meraviglioso. Ma guardando il gruppo FB vedo e mi accorgo che questo social non ti permette di avere database informativi su coloro che si stanno presentando ora dopo ora. Quindi ritengo utile (per tutti) creare un modulo Google per l’iscrizione delle persone con i loro dati. Il modulo genera in automatico un database in formato csv che rendo pubblico online.  Così gli iscritti si ritrovano tutti insieme gli uni accanto agli altri.  In pratica il database è un dataset pubblico in formato aperto, cioè la collettività sta facendo open data.

Ma ecco che arriva il mio amico Andrea Borruso (geomatico), al quale non sfugge nulla in rete che non possa essere trasformato in mappa georeferenziata, e che genera una mappa su UMAP (basata su openstreetmap) riportanti le informazioni del database sopra descritto.  E siccome ho imparato che se in un database ci mettiamo lat e long ci puoi ricavare una mappa, Andrea può far visualizzare agli iscritti al database la georeferenziazione delle attività professionali degli iscritti a Palermo. La piattaforma georeferenziata UMAP, che Andrea mi ha insegnato ad utilizzare, è gratuita e si presta perfettamente a rappresentare informazioni di vario tipo, oltre alla georeferenziazione: testo, link, immagini e video (vedi esempio). Andrea in sintesi crea un collegamento tra il link del database  in formato  aperto online e l’url di sorgente che la piattaforma di UMAP chiede nel caso di mappe generate non da un upload di file ma da un sorgente url.

Cosa abbiamo imparato con questa esperienza? Che la raccolta di dati tramite moduli online permette di generare database in formato aperto (open data) di comunità e di conseguenza mappe georeferenziate di comunità. Questo rafforza il senso di comunità e alimenta la costruzione di reti professionali di territorio..

A Berlino succede qualcosa di analogo.  Analogie di metodo e di piattaforma (basata su openstreetmap) con la mappa di comunità PA/WORKING: compila un modulo online e i dati in formato aperto vanno in un database strutturato che alimenta una mappa georeferenziata online.

Mappa prodotti DOP/IGP: ecco a che serve aprire i dati

Sono 892 i prodotti DOP e IGP censiti del Ministero delle Politiche Agricole al 5 Novembre 2014. Un elenco che si aggiorna periodicamente e che traccia i cibi di qualità lungo tutta la penisola.

  • Di seguito un grafico con la classifica delle prime dieci province per numero di prodotti registrati.
Prime-dieci-province-per-Numero-di-Prodotti-DOP-IGP-Numero_chartbuilder
  • >A seguire invece la classifica delle prime dieci regioni per numero di prodotti registrati.
Prime-dieci-regioni-per-Numero-di-Prodotti-DOP-IGP-Prodotti_chartbuilder

Da questa mappa è possibile cliccare sui marker delle singole province e visualizzare l’elenco dei prodotti DOP/IGP registrati


Da questa tabella è possibile cercare i prodotti DOP/IGP per nome o per provincia.

Per rendere facili analisi di questo tipo sarebbe sufficiente che:

  • Il Ministero pubblicasse i dati in forma tabellare (un csv o persino un xls) invece di pubblicarli in PDF
  • Ad ogni prodotto venisse assegnato un ID unico. Adesso invece – potrei sbagliarmi – ma mi pare di capire che la colonna “N” non rappresenta la chiave identificativa del prodotto, ma un numero progressivo dell’elenco. Confrontando ad esempio l’elenco del 05/11/2014 (pdf qui) e l’elenco del 05/12/2014 (pdf qui), lo Zampone Modena risulta al “N 268” in uno dei due e al “N 269” nell’altro. Una cosa che farebbe saltare sulla sedia anche il meno esperto di dati/opendata 🙂
  • Invece di ripubblicare ogni mese (sic!) lo stesso file PDF con lo stesso elenco o tutt’al più aggiornato di una o due voci che si aggiungono, il Ministero potrebbe esporre i dati in una tabella HTML e scaricabili e semplicemente garantirne il mantenimento, aggiungendo di volta in volta i nuovi prodotti.

A cosa servono gli #OpenData? A spingere autobus

Il 6 novembre del 2014 il Comune di Palermo ha pubblicato, per conto della sua municipalizzata AMAT Spa, i dati del trasporto pubblico locale su gomma.
Ne abbiamo dato subito notizia su OpenDataSicilia, perché si tratta di dati aperti “importanti”, forse quelli di maggior valore pubblicati ad oggi da questa PA.

Avrei voluto subito farci qualcosa di speciale, ma sono settimane dense per me e allora ho pensato di sfruttare Travic, un bellissimo visualizzatore online di dati sui trasporti pubblici, in cui gli autobus si muovono.

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Tutto si basa (almeno per Palermo) sull’orario programmato di passaggio di ogni mezzo, da ogni fermata. Non sono dati in realtime, si tratta di una posizione calcolata, che da conto di dove dovrebbe essere un determinato autobus a una certa ora.

E’ stato possibile perché la pubblica amministrazione ha pubblicato i dati, per il fatto che esiste un motore come Travic, ma sopratutto per la disponibilità di un “carburante” in un formato standard (e quindi documentato) e disponibile con una licenza che ne consente la modifica e il riuso. Insomma sono i dati aperti a fare muovere gli autobus a Palermo.

A partire da questo elenco, sono pubblicati dati da più di duecento città del mondo
Io ho contribuito con una cosa piccola, che richiede soltanto di “stare sul pezzo“: sapevo dell’esistenza di Travic e, qualche giorno dopo la pubblicazione dei dati da parte del Comune, ho fatto questa richiesta.

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La mappa “viva” del trasporto pubblico a Palermo è un bell’esempio di due cose classiche che è possibile fare con i dati aperti: monitorare i servizi della PA (e verificarne l’efficienza) , e rendere visibile l’invisibile. Che è molto più bello.

Linee Guida Open Data da Palermo a Catania – episodio 2 – Approcci informali

Il 3 Dicembre 2014 alle 19:00 in Viale Africa, 31 a Catania si è tenuta la prima riunione dell’Osservatorio Catanese sugli Open Data (si noti che ancora si tratta di un gruppo informale ed il nome è provvisorio).

Alla riunione hanno partecipato rappresentanti di associazioni civiche, del mondo accademico e di quello industriale, oltre a due rappresentanti dell’amministrazione:

dal consorzio EtnaHiTech Emanuele Spampinato, Roberto Gueli, Giovanni Di Stefano e Gianni Cataldi; dallo STLab del CNR Sergio Consoli e Diego Reforgiato;  dal DSPS dell’Università di Catania Giuseppe Reale e Renato Trapani; da Paradigma Innovation Luciano De Franco e Carlo Leonardi;  Mirko Viola da CataniaSource; chi vi scrive (Cristiano Longo) dl DMI dell’Università di Catania e in rappresentanza di Open Data Sicilia.

Inoltre, erano presenti Pierangelo Spadaro, presidente della Consulta Giovanile di Catania, e Carmelo Indelicato, consulente del Sindaco per l’informatizzazione. L’auspicio è che questi due rappresentanti del comune siano dei nostri in questa lunga e faticosa avventura che ci porterà alla definitiva Liberazione dei dati del nostro comune.

Dopo un benvenuto da parte del padrone di casa Emanuele Spampinato, Segio Consoli ha presentato un breve report sulle attività svolte dal CNR nell’ambito del progetto PRISMA. Emerge che nel comune di Catania siamo in una situazione paradossale nella quale una notevole mole di Open Data potrebbero essere liberati con poco sforzo (a livello tecnologico), gran parte derivati dal Sistema Informativo Territoriale ma non solo.  A tal proposito è possibile fare riferimento a

S. Consoli, A. Gangemi, A. G. Nuzzolese, S. Peroni, V. Presutti, D. Reforgiato Recupero, D. Spampinato, Geolinked Open Data for the Municipality of Catania, 4th International Conference on Web Intelligence, Mining and Semantics (WIMS 14), Thessaloniki, Greece.

Di seguito, al fine di iniziare a delineare il lavoro di stesura delle linee guida, ho presentato alcuni lucidi riassuntivi su quali temi dovrebbero essere sviluppati in un generico documento di linee guida per gli open data di un comune.  Tali lucidi sono stati realizzati in maniera collaborativa dai membri della comunità Open Data Sicilia.

Infine si è avviata una accesa discussione, grazie al valido apporto dei rappresentanti dell’amministrazione che ne conoscono le dinamiche interne. Vi riassumo le conclusioni.

Innanzitutto, si è deciso di agire su un doppio binario: da un lato realizzare iniziative fattive e attività di disseminazione e formazione che portino risultati nel breve termine, dall’altro iniziare da subito la stesura di una bozza di linee guida, da sottomettere ai vari dirigenti dell’amministrazione quando queste iniziative avranno sortito gli effetti sperati.

Riguardo al primo punto si è ritenuto opportuno pianificare un evento per chiarire all’amministrazione quali saranno le ricadute dell’implementazione di una politica di apertura dei dati, ma dall’altro si è auspicato di iniziare fin da subito ad aprire alcuni dataset. A tal proposito, si suggerisce di iniziare valorizzando il lavoro che è già stato fatto nell’ambito del progetto PRISMA, ma di attaccare anche dataset di particolare interesse ancora non coperti quali ad esempio quelli relativi al patrimonio immobiliare del comune o alla mobilità integrata. Inoltre, è stata rilevata la necessità della definizione, ai fini della successiva pubblicazione, di formati standard e interoperabili per gli atti e le delibere di giunta.

Riguardo alla stesura delle linee guida, si è convenuto di dare all’osservatorio una sede permanente presso il comune, e di organizzare degli incontri periodici. Inoltre, saranno definiti dei tavoli di lavoro specifici a partire dai punti elencati nella presentazione.

A questo punto attendiamo l’esito dell’incontro di Pierangelo e Carmelo col Sindaco, ma sicuramente riprenderemo i lavori dopo una brevissima pausa per riprendere fiato.

L’onda degli Open Data, da Palermo a Catania e anche in altre città, ormai è inarrestabile.

 

 

 

 

 

 

Open data Sicilia: una legislazione da costruire o da approvare?

Il 27 gennaio 2012 la Regione Siciliana ha approvato la deliberazione n. 30: “Norme in materia di pubblicazione tramite la rete internet e di riutilizzo dei documenti e dei dati della pubblica amministrazione regionale e locale”, composta da quattro articoli ed accompagnata da una interessante relazione illustrativa che ne esplicita finalità e funzioni.

Quindi, nel disegno di legge n. 851, mai divenuto legge e composto da sei articoli, all’art. 1 vengono individuati i soggetti titolari dei dati obbligati alla pubblicazione, e precisamente:

  • La Regione Siciliana;
  • gli enti, gli istituti e le aziende dipendenti dalla Regione e/o comunque sottoposti al controllo, tutela o vigilanza della medesima;
  • gli enti locali, territoriali e/o istituzionali nonché gli altri enti, istituti e aziende da questi dipendenti o comunque sottoposti a controllo, tutela o vigilanza.

Diciamo subito che è pregevole l’ampio coinvolgimento dei soggetti obbligati all’apertura dei dati.

All’art. 2 vengono esplicate le definizioni dei termini utilizzati di cui ai successivi articoli 3 e 4 i quali indicano i requisiti che i dati aperti devono possedere, fra cui: formato aperto, completezza, primarietà, tempestività. accessibilità, leggibilità da computer, non proprietari, liberi da licenze che ne limitino l’uso, riutilizzabilità, ricercabili e permanenti.

Unica notazione che stona con l’impianto è la previsione di cui all’art. 4 comma II, là dove viene previsto: “La presente legge non comporta oneri finanziari per le amministrazioni di cui al comma 1 dell’articolo l”.

Non credo, infatti, che la liberalizzazione dei dati possa essere effettiva se considerata a costo zero, pena la non corretta attuazione della stessa.

Fondamentale la disposizione di cui all’art. 5 comma III: “L’omessa tempestiva pubblicazione costituisce grave violazione di legge ai sensi del vigente ordinamento”.

A tal riguardo si sarebbe potuto e dovuto indicare i meccanismi atti ad assicurare e garantire il corretto adempimento delle disposizioni di cui alla predetta legge.

Infine al comma IV dell’art. 5 viene stabilito: “Con decreto interassessoriale dell’ Assessore regionale per le autonomie locali e per la funzione pubblica e dell’ Assessore regionale per l’economia sono emanate le disposizioni applicative del presente articolo”.

In questa mappa (Leggi regionali in materia di Open Data) sono evidenziate le leggi (in verde) distinte dai disegni di legge (in rosso) adottate dalle varie regioni.

Il disegno di legge di cui in parola, a mio avviso, risulta nel complesso condivisibile e meritorio.

Tuttavia, considerata l’assenza di oneri finanziari a carico delle amministrazioni coinvolte (anche se, come sopra ho evidenziato, ho qualche dubbio che si possa liberalizzare i dati senza prevedere alcun costo), mi chiedo quali siano i motivi ostativi a che tale disegno di legge diventi una vera e propria legge della Regione Siciliana.

Non c’è bisogno, quindi, di creare una normativa di settore a livello Regionale.

Deve, a mio avviso, essere semplicemente approvato il predetto disegno di legge.

Attenzione: non credo che una Legge Regionale possa magicamente da sola modificare lo stato attuale di apertura dei dati (sebbene la normativa nazionale possa considerarsi ormai abbastanza orientata in tal senso).

Deve, infatti, essere accompagnata necessariamente da una classe politica che creda fermamente nella realizzazione di un modello sociale, politico ed economico da perseguire e che si considera come l’orizzonte futuro cui aspirare.

Una Legge Regionale può considerarsi viva solo se accompagnata da un documento di indirizzo politico utile al fine di realizzare uno standard operativo duraturo, attuabile e misurabile.

In ultimo vi deve essere una ampia compagine sociale che avverta l’importanza e la convenienza (passatemi il termine) dell’apertura dei dati, unitamente ad una classe professionale che si impegni in prima persona: non solo monitorando lo stato di attuazione della normativa e che sia attiva nel proporre istanze, ma che sia pronta a massimizzare i risultati delle aperture dei vari set di dati.

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photo by Thilo Hilberer

Linee Guida Open Data da Palermo a Catania: il 3 dicembre incontriamo il Comune!

Lo scorso 11 novembre sono stato invitato da Antonio Perdichizzi a #Code4Catania come esperto di Open Data, con l’obiettivo di parlare di ConfiscatiBene e del lavoro fatto fin qui. È stata una gran bella esperienza perché da siciliano – anche se vivo a Bologna e viaggio molto per lavoro con Dataninja.it – sono orgoglioso di poter dire dopo averlo visto che la Trinacria ha molto da dire sugli OpenData, enormi competenze, grande voglia di fare. Molto più – se mi si consente – di tanti cose “spot” che ci sono in giro.

Nel pomeriggio insieme a Nino Galante e Cristiano Longo, abbiamo parlato del caso delle Linee Guida OpenData adottate su richiesta/proposta dei cittadini da parte del Comune di Palermo ed è emersa la possibilità che avvenisse lo stesso anche a Catania (con le dovute differenze). Insieme a noi c’erano molti OpenDatari (alcuni dei quali già iscritti sulla MailingList Opendata Sicilia – iscriviti se ti interessa partecipare, lurkare o dare un contributo!) e vigorosi etnei come alcuni attivissimi giovani della Consulta  Giovanile di Catania (Mirko Viola in testa) ed Emanuele Spampinato (presidente di EtnaHitech) che hanno raccolto l’idea e stanno cercando insieme a Cristiano Longo di portarla avanti. Ovvero: chiedere un incontro ufficiale al Comune di Catania e valutare l’adozione di linee guida dedicata.

Il Comune di Catania, come molti sanno, sta “ospitando” un progetto sperimentale denominato PRISMA, che è dedicato proprio a questo tema. In linea teorica dunque e senza un euro in più di budget, protrebbe anche nascere il sito http://dati.comune.catania.it (non cliccare, al momento non c’è!) proprio nell’ambito dello sviluppo di PRISMA (che durerà oltre un anno).

La palla ora passa al sindaco Bianco e al Comune ma sono certo che insieme a tutti gli opendatari dell’Etna lo presseranno per raggiungere il risultato.

Riceviamo da Mirko Viola una mail con ottime notizie.

Ho contattato l’ing. Carmelo Indelicato che, essendo l’esperto del Sindaco per l’informatizzazione del Comune di Catania, mi ha espresso la sua disponibilità a partecipare alla prima riunione del costituendo tavolo per la definizione delle “linee guida per gli Open Data”. L’appuntamento che abbiamo individuato è per mercoledì 3 dicembre alle ore 19.00 in Viale Africa, 31.

È un primo passo, ci sarà da lavorare, ma sono certo che gli opendatari catanesi si daranno da fare e porteranno a casa il risultato! Un grazie va dunque a tutti i partecipanti (non solo di Catania ma anche di Messina) che elenco qui di seguito: Cristiano Longo, Mirko Viola, Giuseppe Reale, Luciano De Franco, Renato Trapani, Sergio Consoli, Andrea Nucita, Emanuele Spampinato, Carlo Leonardi e Marcello Perone.
Grazie anche ovviamente a Working Capital Catania per avere ospitato l’evento, e in particolare al vulcanico Antonio Perdichizzi per averci creduto.