#ODS16, 3 giorni di eventi a Messina per contaminarsi la cultura operativa degli open data

 

#ODS16 l’evento di 3 giorni

La comunità di opendatasicilia si è incontrata dal 2 al 4 Settembre 2016 a Messina, ospitata nella sede della facoltà di Scienze Cognitive della locale Università, con un programma di tre giornate di confronto, workshop formativi ad accesso gratuito e gruppi di sviluppo progettuale per lavorare sugli Open Data. Il sindaco del Comune di Messina ci ha accolti con piacere.

Un programma molto ricco di eventi sul mondo dei dati aperti a 360 gradi, con partecipanti provenienti da diverse parti d’Italia (guarda la mappa) e con una rappresentanza del portale europeo dei dati aperti www.europeandataportal.eu.

Cosa abbiamo fatto in 3 giorni

speaker

In questi 3 giorni di inizio settembre si è condivisa conoscenza, e contaminata cultura, su una ampia varietà di temi legati direttamente o anche indirettamente ai dati.

Sono stati illustrati i contenuti del portale europeo dei dati aperti con la presentazione di Wendy Carrara, che ha sensibilizzato i presenti sia in veste pubblica che di privati cittadini/associazioni a pubblicare dati con una chiara strategia, per gli uni, e ad utilizzare gli open data, per gli altri, al fine di creare servizi a valore aggiunto per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini nella società.

E’ stata illustrata l’iniziativa A Scuola di OpenCoesione che ha coinvolto decine di scuole in tutta Italia per la sensibilizzazione degli ambienti scolastici verso il mondo dei dati aperti e sono stati presentati i progetti di scuole che vogliono andare oltre costruendo laboratori open data in collaborazione con enti pubblici e community attive sui dati aperti.

Non poteva, ovviamente, mancare il FOIA (Freedom Of Information Act), l’Open Government, e la Trasparenza della Pubblica Amministrazione, tutti temi nazionali caldi sui quali si sono confrontati presenti e personaggi di rilievo nazionale. Con l’iniziativa  Siamo tutti “più” cittadini – ad esempio – si propongono implementazioni del nuovo statuto del comune di Palermo. Soprattutto si cerca di comprendere insieme l’apparato della Trasparenza vera e il rapporto con il  cittadino.

Si presenta il progetto SmartME, nato al fine di incoraggiare un dialogo con il comune per stimolare la creazione di nuovi ecosistemi virtuali basati sull’utilizzo del paradigma dell’Internet delle Cose (IoT).

Palermo illustra la realizzazione del piano d’incidentalità mediante sistema informativo territoriale della Polizia municipale di Palermo ed effettua analisi dettagliate e visualizzazione dei dati con il linguaggio “R”.

Sempre a Palermo la community di #OPENAMAT, iniziativa civica, apre un approccio nuovo alla risoluzione di vecchi problemi legati alla mobilità urbana dei trasporti pubblici di Palermo.

Con i dati si possono valorizzare i monumenti, quindi viene presentata l’iniziativa nazionale Wiki Loves Monuments che registra diverse pubbliche amministrazioni aderenti anche in Sicilia.

Nel campo della salute i dati sono anche molto utili, l’iniziativa civica del portale consalute.it: consapevolezza e salute con i dati socio-sanitari, illustra, tra l’altro, gli importanti dati di attesa ai Pronto Soccorso di alcuni importanti ospedali pubblici di Palermo, utile per chi deve scegliere l’Ospedale dove recarsi in emergenza.

Nell’ambito energia l’iniziativa OpenData ed Energia: opportunità per imprese e criticità dei dati presenta i dati sull’atlante solare ed eolico per la progettazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Nel campo della lotta alla criminalità organizzata, “come valutare l’antimafia? Ovviamente i  dati sono a supporto del progetto ConfiscatiBene” (slideslide).

Con un app già nota per le chat di gruppo, si costruiscono gli Albi Pop, è il caso di Telegram e di “AlboPOP: guarda un po’, l’albo pretorio va di moda“, e di Citybot un cruscotto digitale portatile per la città smart con tante info utili  in pochi click dallo smartphone.

Il giornalismo si nutre dei dati, oggi si chiama “Datajournalism”, dai dati ad un giornalismo analitico, i dati sono nei 18 giornali locali del gruppo editoriale l’Espresso / Finegil.

Dal Trentino arrivano gli input sul cambiamento delle pubbliche amministrazioni nelle economie e società guidate dai dati, una tendenza che si comincia a diffondere nei territori più virtuosi del mondo.

I bilanci comunali sono argomento sempre più caldo per la società e OpenBilanci realizza uno spaccato su Messina e la Sicilia a cura di OpenPolis.

Quando le regioni non hanno i portali open data, a farli ci pensano le community civiche: Non-Portale Open Data e dalla Sicilia si replica in Campania con laboratori per la costruzione di siti con dati pubblici unofficial.

Per chi ama il mondo delle mappe, dei dati georeferenziati e degli applicativi, l’evento messinese di 3 giorni ha portato una ventata di freschezza.

Le mappe interattive sono possibili in poche mosse e senza usare codice, è il caso di Carto.

Con Staview si ha la possibilità di visualizzare una piattaforma webGIS con i dati statistici (di ISTAT/INAIL/INPS/Ministero Interno/Veneto Lavoro/Arsel) su popolazione, lavoro, istruzione, sanità, assistenza, ambiente, energia, giustizia, sicurezza, servizi.

Con Leaflet – from Zero to Hero -si realizzano superlibrerie javascript per realizzare mappe interattive (esempi e repository).

In un evento sui dati aperti non poteva mancare il software open source per i dati geografici, con QGis si personalizzano senza limiti le mappe (Slide e materiali).

Fortunatamente oggi non c’è solo Google Maps, con Openstreetmap sono i cittadini ad arricchire i dati della mappa più bella del mondo. Ci provano i boyscout e i civic hacker con la Villa Romana di Patti, della serie le mappe le facciamo e le aggiorniamo noi cittadini.

Imparare dalle e con le macchine, machine learning: tecnologie e metodi per costruire un progetto, che casualmente ha a che fare con… 🙂  (demo e repository).

Immancabile una sessione su Statistica e i Geodati per comprendere fenomeni  nella geografia.

I dati servono per fare monitoraggio, allora Monitoraggio asincrono come se fosse Antani.

Un linguaggio software “R” per fare un focus sui dati delle API di ARPA Sicilia.

Anche la curia si avvicina agli open data per comunicare ai suoi fedeli, il caso dell’Arcidiocesi di Catania.

Quando diversi dataset si mettono in collegamento, è il caso dei Linked Open Data, e semantica del web (materiali e slide – Slide Intro LOD – materiali e slide)

Dal satellite si possono scaricare dati geografici per il riuso: i dati Copernicus.

A fine della seconda giornata davanti ad un aperitivo sulla costa di Messina è stato presentato il libro Architettura della Comunicazione.

Il terzo giorno è stato lanciato il contest Opendatagiustizia.it (Conoscere la giustizia attraverso i dati, per migliorare il Paese) promosso da COGruppo in collaborazione con Associazione Ondata (slide).

In conclusione è successo che

In 3 giorni persone con competenze tecnologiche e digitali diverse, di diversa età, sesso e orientamento politico, appartenenti ad associazioni private e ad enti pubblici, provenienti da diverse parti d’Italia si sono incontrate con questi obiettivi:

  • condividere conoscenza sull’uso dei dati, contaminandosi a vicenda
  • imparare gli uni dagli altri, facendo domande e mostrando curiosità su cosa fa l’altro
  • cercare di creare reti territoriali tra associazioni ed enti pubblici per la realizzazione di progetti specifici attraverso l’uso dei dati
  • creare servizi digitali ad alto valore culturale e sociale per la collettività
  • assaggiare le prelibatezze Messinesi: street food e granite 🙂
  • contribuire a migliorare la politica di trasparenza delle locali pubbliche amministrazioni, stimolando, ad esempio, il ricorso all’accesso civico
  • far conoscere servizi utili già realizzati attraverso il riutilizzo dei dati, ma che a volte restano confinati ad un livello molto locale perchè non adeguatamente pubblicizzati
  • dimostrare come il mondo dei dati geografici adeguatamente pubblicato online possa migliorare le scelte di vita quotidiana delle persone
  • stimolare i cittadini a valorizzare il proprio patrimonio culturale e monumentale attraverso la sensibilizzazione degli enti pubblici che autorizzano i cittadini a fotografare per contest nazionali e rilasciare le foto con licenze aperte
  • coinvolgere la scuola superiore italiana per sensibilizzare i ragazzi alla cultura del dato come leva per una nuova consapevolezza ed una nuova economia.
  • ….

Tutto questo è successo grazie ad ognuno dei partecipanti che si è immerso in una dimensione di campus culturale, dove il #dato è stato corteggiato senza limiti e per le più svariate finalità.

Opendatasicilia non è una community di soli siciliani, è una community che parte da quei siciliani che vogliono realizzare sogni, progetti e azioni sui dati insieme a individui di ogni parte d’Italia, ed è per questo motivo che riesce bene, già  al secondo anno di eventi, ad essere modello e punto di riferimento per l’aggregazione sociale e culturale senza confini.

Un sentito grazie a tutti i presenti per l’atmosfera creata e per le contaminazioni culturali generate.

Lo storytelling su Twitter

Gli eventi della 3 giorni di opendatasicilia sono stati memorizzati su un flusso di tweet e foto disponibili al link.

E una mini rassegna stampa sull’evento.

Palermo aderisce a Wiki Loves Monuments Italia

 

WLM-Logo

L’Associazione Wikimedia Italia promuove da 5 anni l’iniziativa Wiki Loves Monuments (WLM), invitando  tutti i cittadini a immortalare con le foto il patrimonio culturale e monumentale presente nelle piccole e grandi città italiane (monumenti, palazzi, ville, fontane, ecc.).
Tutte le fotografie dei siti storici e artistici realizzate da cittadini e turisti vengono rilasciate con licenza libera Creative Commons CC BY SA e  pubblicate su Wikimedia Commons che è il grande database multimediale di Wikipedia.

Nell’edizione 2016 il Comune di Palermo aderisce all’iniziativa WLM dando così la possibilità ai cittadini e turisti di partecipare attivamente al concorso fotografico che si terrà nel mese di settembre 2016. L’edizione 2015 ha visto partecipare all’iniziativa in Italia quasi 1.000 fotografi impegnati a fotografare oltre 5.000 monumenti, rivelandosi il paese con il maggior numero di partecipanti a livello globale.

DETTAGLI DEL CONCORSO: il concorso si svolge dal giorno 1 al 30 settembre, tutti gli anni, e possono partecipare gratuitamente persone di ogni età, con un numero illimitato di fotografie. I soggetti con maggiore interesse a partecipare possono essere:  cittadini, fotoamatori, associazioni culturali, corsi di fotografia locali, archivio storico.

COME SI PARTECIPA:

  1. Scattare almeno una foto ad uno o più monumenti italiani presenti nella lista sul sito wikilovesmonuments.wikimedia.it. La fotografia può essere stata fatta in passato;
  2. Registrarsi al sito https://commons.wikimedia.org, fornendo il proprio indirizzo e-mail (l’utente deve essere l’autore degli scatti);
  3. Aspettare il mese di settembre 2016, quando si svolge il concorso, per caricare le immagini;
  4. A settembre 2016, cercare sul sito wikilovesmonuments.wikimedia.it, nella sezione “Liste monumenti ed enti”, il monumento di cui si è scattata la foto e cliccare sul tasto carica! Caricare le fotografie di quel monumento seguendo le istruzioni sul sito. Seguire la stessa procedura per ognuna delle fotografie con cui si intende partecipare. Ogni immagine entrerà a far parte del database multimediale di Wikipedia e dovrà essere rilasciata con licenza libera CC-BY-SA 4.0.

Cosa mancava prima per aderire a questa iniziativa di valorizzazione del patrimonio artistico di una città?

In Italia l’uso delle fotografie dei monumenti è regolato dal “Codice Urbani” (D.Lgs. 42/2004) e dal successivo “Art Bonus” (DL 31 maggio 2014, n.83): queste norme non permettono di fotografare i monumenti e ri-licenziarle con licenza d’uso Creative Commons CC-BY-SA senza una precisa autorizzazione da parte degli enti pubblici territoriali che abbiano in consegna tali beni o dei privati che ne siano proprietari. Per partecipare a Wiki Loves Monuments Italia è, quindi, necessario l’appoggio e il coinvolgimento diretto degli enti pubblici e privati, che devono rilasciare l’autorizzazione all’uso delle immagini.

Il Comune di Palermo, come altri enti pubblici italiani, ha deciso di collaborare a questa iniziativa che permette di valorizzare il patrimonio culturale locale in ambito nazionale, autorizzando i cittadini e i turisti a fotografare e condividere le immagini dei siti di seguito elencati:

DENOMINAZIONE SITO
TIPOLOGIA SITO
INDIRIZZO SITO
LATITUDINE SITO
LONGITUDINE SITO
Biblioteca Comunale
Biblioteche
Piazza Casa Professa, 1
38.1127839
13.360766
Biblioteca Comunale Villa Trabia
Biblioteche
Via Salinas, 3
38.128591
13.3463213
Chiesa di San Mattia dei Crociferi
Chiese e Oratori
Via Torremuzza
38.1165646
13.3725477
Palazzo delle Aquile (o Pretorio)
Palazzi
Piazza Pretoria, 1
38.1157129
13.3621249
Palazzo Galletti di S. Cataldo
Palazzi
Piazza Marina, 46
38.1169529
13.3687926
Palazzo Tarallo
Palazzi
Via delle Pergole, 74
38.1104004
13.3622947
Villa Terrasi
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Viale Lazio
38.1413765
13.3360137
Giardino Inglese
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Viale della Libertà, 63
38.1326894
13.3504677
Cantieri Culturali alla Zisa, Zona Arti Contemporanee, ZAC
Gallerie d’Arte e Musei
Via Paolo Gili, 4
38.1182029
13.3405826
Galleria d’Arte Moderna, G.A.M
Gallerie d’Arte e Musei
Via Sant’Anna, 21
38.1152018
13.3647759
Villa Garibaldi
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Piazza Marina
38.117887
13.368154
Teatro Massimo Vittorio Emanuele
Teatri
Piazza Giuseppe Verdi
38.1207376
13.3570938
Museo Etnografico “G. Pitrè”
Gallerie d’Arte e Musei
Via Duca degli Abruzzi,1
38.1667101
13.3287389
Villa Trabia
Dimore e Ville Storiche
Via Antonio Salinas, 3
38.130416
13.346716
Teatro Politeama Garibaldi
Teatri
Piazza Ruggero Settimo, 15
38.1252
13.35591
Biblioteca della Galleria d’Arte Moderna
Biblioteche
Via Sant’Anna, 21
38.1152018
13.3647759
Parco di Villa Trabia
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Via Antonio Salinas, 3
38.1282475
13.3463207
Città dei Ragazzi
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Viale degli Abruzzi, 1
38.142124
13.3359195
Parco di Villa Niscemi
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Via dei Quartieri, 2
38.1613916
13.3253326
Villa Giulia
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Via Lincoln
38.114529
13.374817
Spasimo (Chiesa di S. Maria dello Spasimo)
Monumenti
via dello Spasimo, 35
38.11456
13.37123
Villa Niscemi
Dimore e Ville Storiche
Piazza Niscemi
38.164296
13.332514
Eco Museo Urbano, Ex Deposito Locomotive S. Erasmo
Gallerie d’Arte e Musei
Via Messina Marine, 32
38.1086579
13.3807273
Biblioteca Comunale Verde Terrasi
Biblioteche
Viale Lazio 5
38.1435222
13.3399722
Archivio Storico Comunale
Biblioteche
Via Maqueda, 157
38.1137008
13.3628078
Fontana di Piazza Pretoria
Fontana monumentale
Piazza Pretoria 1
38.115492
13.362088
Ponte dell’Ammiraglio
Ponte monumentale
Piazza Ponte dell’Ammiraglio
38.104986
13.375057

L’elenco dei monumenti per la partecipazione al concorso “Wiki Loves Monuments Italia” è stata stilata, estraendola dal dataset degli immobili di interesse turistico disponibile nel portale open data, e verificando i dati sulla titolarità nell’elenco dei beni comunali pubblicato sulla sezione Amministrazione Trasparente del sito istituzionale.

Per prendere comodamente visione della localizzazione geografica dei siti oggetto dell’autorizzazione a scattare foto per le finalità del concorso fotografico dell’iniziativa WLM è stata realizzata una mappa nella quale i punti di interesse (POI = Point Of Interest) contengono le informazioni sul livello di accessibilità ai siti.

Che altro dire …. buona partecipazione al concorso fotografico 🙂

WLM 2016

(immagini del kit di comunicazione dell’iniziativa “Wiki loves monuments Italia 2016” di Wikimedia)

Nuove funzioni per il Non-Portale siciliano

Il Non-Portale Open Data della Regione Siciliana si arricchisce di due nuove funzionalità che abbiamo realizzato con Andrea Borruso e Davide Taibi e che vanno nella direzione di aiutare la collettività a fruire al meglio delle informazioni prodotte e gestite dalla Regione Siciliana.

La prima è un motore di ricerca personalizzato (realizzato con google cse) che cerca le informazioni all’interno di un catalogo di quasi 200 siti della Regione Siciliana (faticosamente censiti e classificati grazie anche all’aiuto di Joska Arena) e che risulta molto utile per riuscire a districarsi e trovare facilmente le informazioni nello ‘sterminato’ mondo dei siti e portali regionali. Per ogni ricerca, il motore restituisce sia i risultati complessivi, che quelli suddivisi per le singole categorie (es. Ambiente e meteo, Sanità, Cultura, ecc.). Ad esempio, se si cerca la parola “bandi” si avranno sia le informazioni sui bandi contenute all’interno di tutti i siti regionali sia quelle dei siti che appartegono ad una specifica categoria (selezionabile attraverso i tab che appariranno sotto la finestra di ricerca).

La seconda è l’aggiunta di due nuove colonne nella home page del Non-Portale. La colonna “dato aperto” riporta il link alla versione Open Data del dataset, creata al di fuori della Regione Siciliana, e permette di poter elaborare il dataset più facilmente. La colonna “rielaborazione” riporta una elaborazione del dataset (mappa, infografica, ecc.), anch’essa creata al di fuori della Regione Siciliana, e consente una più facile fruizione del dato da parte dell’utente non esperto. Queste colonne sono importanti perché, tra l’altro, consentono di poter dare visibilità ai ‘prodotti’ di singoli o di gruppi come nel caso della mappa delle aziende siciliane realizzata dagli alunni della scuola IPS “Einaudi” di Palermo durante le giornate di formazione realizzate da OpenDataSicilia.

Ovviamente, continuiamo a lavorare per ampliare e migliorare l’offerta del Non-Portale nella convizione, suffragata dai tantissimi riconoscimenti ricevuti, di fare qualcosa di veramente utile per tutti/e e nella speranza che la PA (ad iniziare da quella regionale siciliana) prenda esempio e si decida a realizzare qualcosa di similare se non, e ne saremmo ben contenti, di migliore.

Animiamo gli OpenData

Seguo sempre la ML ODS, ma sono tra quelli che non partecipano attivamente, mi limito a leggere le molteplici email.

Qualche giorno fa, precisamente il 17 giu 2016, leggo una email di Ciro Spataro su un dataset pubblicato sul sito del Comune di Palermo, dataset in formato CSV presente nella pagina Open Data del Comune. Il file ha un titolo molto interessante “INCIDENTI STRADALI RILEVATI DAL NUCLEO INFORTUNISTICA DELLA POLIZIA MUNICIPALE NEL TERRITORIO COMUNALE”.

Aprendo il file mi accorgo che tra i vari attributi (longitudine, latitudine e  luogo) è presente la data e l’ora degli eventi censiti. La prima cosa che mi viene in mente è di realizzare una mappa (in QGIS) e successivamente di animarla in funzione dei dati temporali.

Il file si presenta cosi:

In QGIS è possibile animare dei punti (ma in generale qualsiasi tipologia di geometria) solo se hanno un attributo temporale, oltre alla posizione nello spazio, in una particolare formattazione( %Y-%m-%d %H:%M:%S) altrimenti il Plugin TimeManager non funzionerà bene.

Ecco le fasi principali che descrivo nel video dimostrativo:

  1. download del file csv dal sito del Comune di Palermo;
  2. importo il file in un foglio di Google Drive;
  3. creazione di un campo Datetime popolato manipolando il campo Data e Ora per ottenere il formato compatibile con il plugin;
  4. esporto il foglio in formato tabella csv;
  5. avvio QGIS e importo, tramite ‘aggiungi testo delimitato’, il file csv; questa procedura riconosce come primo campo (longitude) la X e (latitude) come secondo campo Y, coordinate con EPSG 4326;
  6. tematizzo il layer puntuale con ‘Mappa di concentrazione’ che ci permette di visualizzare l’intero strato come se fosse un raster la cui scala dei colori è funzione della quantità di punti presenti in una certa porzione di area (più punti ravvicinati maggiore sarà l’intensità del colore, più radi sono i punti meno intenso sarà il tema) questo stile si presto molto bene alla successiva fase che è l’animazione dei punti;
  7. dopo aver installato il plugin TimeManager, dal gestore dei Plugin di QGIS, dopo avvio e si apre una finestra di dialogo molto intuitiva dove seleziono il layer da animare e definisco il campo che contiene lo start time;
  8. successivamente configuro il ‘time frame size’ in ‘weeks’ e avvio l’animazione (cioè configuro il plugin in modo che l’animazione dei punti sia per settimana);
  9. il plugin da la possibilità di salvare le frame in una cartella per poi realizzare un video o una immagine gif.

Note finali: Il Plugin, realizzato da Anita Graser, può essere configurato con vari parametri per ottenere effetti diversi. https://goo.gl/DCptC5

Un ringraziamento particolare a Ciro Spataro per la sua grande voglia di condivisione e un grazie ad Andrea Borruso per l’idea di questo articolo.

PS: da una analisi puntuale, su tre arterie principali di Palermo, ho riscontrato degli errori sulla posizione dei punti o sull’attributo del luogo in quanto non ricadono sull’arteria descritta sull’attributo; errori che verranno segnalati.

 

risultato dell’animazione (settimanale):

animazione settimanale

Video:

 

Dati e progetto QGIS 2.14.3 (per l’animazione occorre installare il Plugin)

W ODS!!!

Albo POP a Messina: la storia, in breve

“Ma il comune di Messina che ne pensa dell’albo Pop?”.

La butta lì, Andrea Borruso, finiti i lavori del tavolo dedicato a trasparenza e monitoraggio civico del 21 marzo, giornata nazionale di Libera, a Messina. Davanti a lui, molto sulle sue, il direttore generale di palazzo Zanca, Antonio Le Donne: il suo racconto su come l’ente locale avesse accettato con entusiasmo di farsi affiancare dall’associazione Parliament Watch Italia nella creazione di percorsi di Open Government e digitalizzazione, una decina di minuti prima, aveva suscitato la curiosità di tutti i seduti al tavolo, che all’indirizzo delle amministrazioni pubbliche avevano appena finito di sparare a palle incatenate.

Proprio Messina, la città che approva il previsionale 2015 a maggio del 2016, la città in cui per ritirare un certificato di matrimonio sono necessari quattro mesi, la città che non è riuscita, in sei anni, a trasmettere in streaming le sedute di consiglio comunale, stava cercando di muoversi nella direzione dell’azzeramento di vent’anni di ritardo digitale, facendosi (con un notevole atto d’umiltà) affiancare da un’associazione della società civile. Tutto troppo facile? Certo.

E infatti, tra quella chiacchierata e l’effettiva adozione in giunta dell’albo Pop (qui la delibera) sono trascorsi tre mesi. Tre mesi di pressing da parte di Parliament Watch, mentre città ed amministrazione comunale si barcamenavano tra uffici impegnati in estenuanti corse contro il tempo per approvare bilanci, crisi politiche scoppiate e poi rientrate nel giro di mezz’ora: quando la priorità è evitare crisi idriche di venti giorni (da cui il tristemente celebre hashtag #messinasenzacqua), non è che ci si possa più di tanto focalizzare su e-government, open data e digitalizzazione.

E invece.

E’ bastata un’idea innovativa, un dirigente con una visione di sviluppo un bel po’ al di sopra della media locale, un’associazione che volontariamente imbastisce delibere e favorisce contatti, per dotare la città di uno strumento che smonta, piano piano, un pezzo di quella burocrazia folle che ammazza iniziative e divora entusiasmi e competenze. E’ un mestiere difficile, ma qualcuno deve pur farlo.

Aperitivo POP a Belpasso

Belpasso è un importante paese sull’Etna che unisce alla vocazione agricola tipica di quelle zone una più recente sfociata nella realizzazione di una importante e funzionale zona industriale. Il tema degli Open Data e della trasparenza in questo paese viene portato avanti da un coraggioso e agguerrito manipolo che ha elaborato e sottoposto, con la collaborazione di Open Data Sicilia ma senza successo, al consiglio comunale un insieme di linee guida Open Data per il comune sulla scia di quelle di Palermo. Succede di recente che un cittadino di Belpasso, membro storico di Hackspace Catania ed esponente del movimento dei makers, decide di donare un albo POP ai cittadini di Belpasso, incaricando noi dell’opendatahacklab di realizzarlo (vedi http://albopop.it/comune/belpasso/).

Avevo già nella mia lista di luoghi da visitare il comune di Belpasso da un po. Ho deciso quindi, con la collaborazione degli attivisti sul territorio, di cogliere questa occasione per incontrare le associazioni di cittadinanza attiva e la popolazione di questo paese in un incontro informale come un Aperitivo POP, che si terrà il 2 Luglio alle ore 19:00 presso il Wine Bar Efesto in via XIX traversa numero 66.

Siete tutti invitati!

Vedi anche l’evento facebook Aperitivo POP Belpasso.

Gli open-data e le Rebeldesse del giorno dopo

Era il 4 Marzo 2015 quando l’open data tour faceva tappa a Officina Rebelde, come documentato nel post Terza Tappa dell’Open Data Tour – Officina Rebelde. In realtà, io e i ragazzi del CSA Rebelde ci frequentavamo già da un po e abbiamo continuato a frequentarci anche dopo, vivendo insieme varie vicende della nostra città ed in particolare del quartiere San Berillo.

Da un po di mesi in quella associazione si era creato il gruppo delle Rebeldesse che, come potete immaginare, è composto da sole donne, e con molte delle quali sono in rapporti di amicizia ormai da molti anni. Un paio di mesi fa, durante uno dei nostri casuali incontri, mi parlano di un progetto che hanno intenzione di portare avanti, mi chiedono di collaborare ed io ovviamente accetto. Lo scopo dell’attività che stavano progettando era di censire le farmacie che vendono la pillola del giorno dopo e di scovare eventuali obiettori di coscienza che si rifiutano di venderla.

Dopo un paio di mesi e qualche riunione mi arriva la lista delle farmacie, con l’esito del “test”.

A quel punto mi metto subito all’opera: scarico il dataset delle farmacie a Catania, gentilmente fornito dal comune e corredato da molte informazioni tra cui le coordinate. Scrivo un wrapper in php per convertire questo dataset in formati Linked Open Data, generando quindi una ontologia delle farmacie a Catania. Codifico i test effettuati dalle Rebeldesse come report EARL in una ontologia separata, ma collegata con quella delle farmacie.

Durante questo lavoro, scopro e verifico sul campo che alcune farmacie nel dataset del comune hanno il civico sbagliato, mentre altre non sono addirittura neanche riportate.

Infine, creo una mappa a partire dalle ontologie che ho prodotto.

Le ontologie e la mappa potete trovarle sulla pagina del progetto Morning-after pill nel sito dell’opendatahacklan. Nella stessa pagina trovate un link al repository dei sorgenti, che comprendono anche il wrapper per generare una ontologia OWL a partire dal dataset delle farmacie.

Infine, le imprecisioni che sono emerse nel dataset delle farmacie le ho riportate nel progetto Dataset Issues, che ha l’ambizione di diventare un contenitore dove segnalare e tracciare la risoluzione di tutti ibug presenti nei dataset rilasciati dalla pubblica amministrazione.

Ho avuto il piacere di presentare questi risultati durante l’incontro Obiezione senza Coscenza, che si è tenuto il 26 Novembre presso il CSA Rebelde. Durante questo incontro insieme alle Rebeldesse e alla Dottoressa Gioia Cacciatore abbiamo parlato parlato dell’attività svolta, degli open data, della pillola del giorno dopo e dell’obiezione di coscienza.

Lucidi del mio intervento.

Beni confiscati a Catania: una chiamata alle armi

Da qualche tempo, come ben saprete, un gruppo di realtà seguono e perseguono un percorso di riappropriazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata nel comune di Catania. Ripercorriamo brevemente alcune tappe di questo percorso. A Giugno del 2015 il comune pubblica l’elenco dei beni confiscati su mio accesso civico. L’elenco dell’anno precedente era stato pubblicato a seguito di un accesso civico dell’associazione Libera associazioni nomi e numeri contro le mafie, che aveva spinto anche per l’approvazione di un regolamento comunale per l’assegnazione e dei beni confiscati. Tale regolamento verrà pubblicato solo ad inizio 2015 sul sito del comune, non è dato sapere se sollecitato da un mio accesso civico. Nel frattempo, ad ottobre del 2015 con Libera, Open Data Sicilia, confiscatibene, Hackspace Catania, il collettivo Scatto Sociale e il giornale I Siciliani Giovani (edito dal GAPA) ci incontriamo ed incontriamo la cittadinanza per discutere della situazione in occasione dell’evento Beni Confiscati a Catania.

E arriviamo all’oggi. E’ di qualche settimana fa (21 Gennaio 2016) la dichiarazione dell’assessore Rosario D’Agata, forse in qualche modo stimolata dell’incombere della manifestazione Catania Libera dalle Mafie, che assicura “la prossima pubblicazione del primo Bando per l’affidamento di un Bene attualmente libero” e prospetta il monitoraggio dell’effettiva utilizzazione dei Beni ad oggi assegnati.

Risulta evidente quanto il momento attuale sia topico sul tema a Catania, per cui credo sia necessario agire subito affinché i processi di assegnazione, gestione e verifica siano trasparenti e quanto più partecipati possibile.

Una richiesta che potrebbe essere portata avanti dal movimento Open Data potrebbe essere ad esempio che tutti gli atti amministrativi e di altro genere riguardanti i beni confiscati siano resi riconoscibili sull’albo pretorio del comune attraverso la presenza di un marcatore, in maniera tale da poter realizzare un Albo POP dei beni confiscati a Catania. Questo permetterà da un lato di ricevere in maniera tempestiva tutte le comunicazioni inerenti i beni confiscati (bandi, commissioni, assegnazioni, revoche, etc.) e dall’altro ci darà degli strumenti utili iniziare a raccontare la gestione degli stessi.

In itinere, e sentiti anche altri attori e amici, le richieste saranno ovviamente molteplici e di varia natura. Per far prendere forza a questa richiesta di partecipazione è necessario che l’elaborazione della stessa sia partecipata e condivisa. E` quindi opportuno coinvolgere quanti più cittadini e associazioni possibili in questa avventura.

Per poter interagire con le altre realtà del territorio ho però bisogno però di sapere quanti esponenti dei movimenti legati alla conoscenza aperta e alla trasparenza sono disponibili a perorare questa causa. Vi chiedo quindi di aderire a questa richiesta preliminare lasciando un commento a questo post e indicando la vostra comunità e/o associazione di riferimento e il vostro comune di residenza.

Vi invito inoltre nel commento ad inserire eventuali proposte e suggerimenti.

Vi ringrazio fin d’ora e spero di vedervi presto.

Da un’allergia all’altra

Certe situazioni della vita ti fanno rendere conto di alcune assurdità che hai spesso sotto gli occhi e che non curi fin quando non ti riguardano.

E’ il mio caso: sino a ieri non avevo mai avuto l’esigenza di reperire informazioni sul sito di un’azienda ospedaliera, per fortuna. Da qualche tempo ho scoperto di essere allergico a qualcosa (che tenterò di scoprire nei prossimi giorni) e così ho dovuto prenotare una visita.

In famiglia mi suggeriscono che anche qui in Sicilia sono stati fatti passi avanti nella tecnologia e tramite il sito del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo posso fare tutto online attraverso una piattaforma che senza muoverti da casa ti propone la data utile più vicina e il primo ambulatorio disponibile.

Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Paolo Giaccone di Palermo Centro Unificato di Prenotazione

Non mi resta quindi che pagare il ticket per avere tutto pronto. Non è possibile farlo online ma so che c’è un ufficio preposto, me lo dice mia sorella. Nel sito stesso mi metto alla ricerca degli orari di apertura dello sportello, il dominio recita policlinicogiaccone.it/index. Sono strasicuro quindi di essere nel posto giusto e in effetti trovo un avviso datato 3/11/2014 intitolato “orari ufficio ticket”.

Quella data messa lì mi fa venire un dubbio, ovvero che nel frattempo qualche nuova disposizione più recente abbia aggiornato gli orari per il 2015. Cerco e ricerco ma questo sito è veramente troppo povero di informazioni.

Mi viene un altro dubbio e quindi faccio una ricerca su Google. Improvvisamente salta fuori un altro sito, un tale policlinico.pa.it che sta sotto il dominio ufficiale del comune di Palermo tra l’altro.

Policlinico Paolo Giaccone Azienda Ospedaliera dell Universita degli Studi di Palermo

Qui le informazioni ci sono, anzi sono fin troppe e in una restituzione confusionaria che quasi mi viene voglia di chiudere la pagina.

Nel menu cerco la sezione che mi interessa, ma non la trovo. Memore di altre esperienze mi metto a sfogliare anche sezioni che apparentemente non mi riguardano. Ritrovo il link al portale delle prenotazioni, che qui viene abbreviato solamente con la sigla CUP e mi chiedo come faccia un cittadino qualunque a intuire che quella sigla sta per Centro Unificato di Prenotazione. O lo sai o devi passare ore per arrivarci.

Perdo 10 minuti tra menu, sottomenu, layout che si allargano e si riducono, decine di banner che mi proiettano acronimi di enti, eventi e cose sconosciute. Soltanto l’homepage è un lenzuolo infinito di comunicazioni e aggiornamenti, quasi tutte che linkano a pdf scansionati.

Decido di provare: dopo ben 29 scroll arrivo al piè di pagina. Non ho la minima intenzione di leggermi tutto, così avvio la funzione “TROVA NELLA PAGINA” e finalmente in mezzo all’oceano di testo trovo un’altra comunicazione, che aggiorna quella del 2014. Anche gli orari di apertura dell’ufficio ticket sono inseriti all’interno di un pdf scansionato, che in realtà è l’ordine di servizio in cui vengono decretate le nuove fasce orarie.

Questa tragica esperienza, cominciata bene e finita malissimo, mi ha subito fatto riflettere: “e se fosse stata mia madre a cercare questa semplice informazione? Ci sarebbe riuscita in quella giungla?

Due siti con domini quasi uguali, informazioni ripetute e complementari pubblicate a cavallo di pagine totalmente non comunicanti, pagine infinite di informazioni destrutturate e infine la mia allergia peggiore: i pdf scansionati, che oltre a essere spesso illegibili, non consentono la selezione del testo.

Un servizio sconnesso e fuorviante, che andrebbe migliorato e rivoltato come un calzino, reso semplice e immediato in primis per l’importanza delle informazioni che propone. Nel caso specifico, una semplice pagina html “orari” sarebbe stata una manna dal cielo, e possibilmente Google l’avrebbe indicizzata nei suoi risultati di ricerca. Se si cominciasse a fornire le informazioni in maniera “aperta” si potrebbero superare automaticamente enormi ostacoli , come il reperimento di dati importanti all’interno di file scansionati che equivalgono a cercare del testo all’interno di una fotografia.

A piè di pagina, cliccando sull’azienda che ha creato il sito web, si viene indirizzati ad un sito che non esiste più. Mi piacerebbe contattare e aiutare chi si occupa di queste sezioni. L’azienda ospedaliera mi ascolterebbe?

Beni Confiscati a Catania

Il 30 Ottobre del 2015 a Catania si è svolto un evento, organizzato dall’opendatahacklab, sul tema dei beni confiscati a Catania. L’incontro ha avuto luogo nella pinacoteca sita nella ex Chiesa di S. Michele Minore, attualmente gestita dalla città metropolitana di Catania, in piazza Manganelli a Catania.

La scelta della pinacoteca non è stata casuale. Si tratta infatti di un bene gestito dalla città metropolitana, ma a disposizione di tutte le associazioni e individui che vogliano svolgervi attività consone. Questo luogo mi fu indicato da un referente del Centro Contemporaneo, che è un gruppo di gallerie d’arte, bottege artigiane e ristoranti che si è occupata della (parziale) pedonalizzazione, valorizzazione e riappropriazione della Piazza Manganelli e delle aree limitrofe.

L’idea di realizzare questo incontro nasce dalla mia esigenza di capire come attvità di liberazione di dati possano portare ricadute concrete. A questo fine, come ho spiegato nell’intervento introduttivo, ho convocato un insieme di soggetti che possono, e attualmente hanno, un ruolo nella riappropriazione dei beni confiscati alla criminalità, tentando di delineare un ciclo di attività che, se completato, speriamo portino ad un utitilizzo ed una riappropriazione piena di questi beni da parte della cittadinanza.

Siamo partiti dagli Open Data dandone la definizione e ricordando che a Giugno di quest’anno il comune di Catania ha pubblicato, a seguito di una richiesta di accesso civico, l’elenco aggiornato dei beni confiscati che gestisce, grazie al quale è stato possibile realizzare una mappa. Registriamo a tal proposito che poco tempo dopo il comune ha pubblicato lo stesso elenco in open data.

Considerando i beni confiscati come appartenti alla categoria dei beni comuni, mi è sembrato doveroso dare la parola ai rappresentanti della Laboratorio Urbano POpolare che hanno presentato la costituente dei beni comuni, invitando tutti i presenti a parteciparvi.

Andrea Borruso ha quindi sviluppato il tema degli open data per il civic hacking e generati della comunità, presentando poi in dettaglio l’attività di confiscatibene e dandoci qualche anticipazione sulla versione prossima ventura del portatile.

Dai dati sui beni confiscati al loro utilizzo trasparente e partecipato: lo strumento di cui si è dotato il comune di Catania è il Regolamento per l’affidamento dei beni confiscati alla criminalità organizzata. L’elaborazione di tale regolamento e la sua approvazione fu promossa da svariate associazioni, una per tutte Libera: associazioni, nomi e numeri contro le mafie. A parlare del regolamento e di vari aspetti amministrativi e giuridici del sequestro e della confisca dei beni è stata Maria Luisa Barrera durante la sua presentazione.

Giovanni Caruso, in rappresentanza del GAPA, di una delle associazioni più antiche di promozione sociale operanti in città, ha parlato del ruolo dell’associazionismo nella gestione dei beni confiscati, citando una esperienza passata a Catania che purtroppo non aveva avuto i risultati sperati e mettendoci in guardia dalle divisioni e dalle rivalità.

Dall’assegnazione al controllo e alla verifica. Il collettivo Scatto Sociale ha presentato i risultati di una inchiesta sui beni confiscati a Catania realizzata in collaborazione con la testata I Siciliani giovani.

Al termine degli interventi programmati, la presidentessa dell’associazione CTFiadda, citata nell’inchiesta di Scatto Sociale, ha voluto fare alcune precisazioni rilevando quelle che secondo lei erano delle imprecisioni riportate nell’articolo.

Infine ha preso la parola Pierpaolo Lucifora, presidente del Consorzio Etneo per la legalità e lo sviluppo, anche questo citato nell’inchiesta, per presentare il consorzio e offrire la propria disponibiltà e quella del consorzio ad eventuali attività future e collaborazioni.

MATERIALI

  1. Intervento introduttivo di Cristiano Longo
  2. Elenco dei beni confiscati del comune di Catania
  3. Mappa dei beni confiscati a Catania
  4. Open Data dei beni confiscati a Catania
  5. confiscatibene
  6. Regolamento del comune di Catania per l’affidamento dei beni confiscati alla criminalità organizzata
  7. Lucidi dell’intervento di Maria Luisa Barrera
  8. Pagina Facebook dell’evento
  9. Inchiesta sui beni confiscati a Catania