PA/WORKING opendata di comunità per ottimizare il lavoro di rete

Il Comune di Palermo avvia PA/WORKING, un laboratorio di idee per mettere al centro la creazione di impresa, anche attraverso un dibattito dedicato al lavoro e alle nuove opportunità di crescita e sviluppo, promosso dall’Assessorato alle Attività Produttive .

Viene creato l’omonimo gruppo Facebook. Associazioni, professionisti di varia competenza si presentano nel social network. Meraviglioso. Ma guardando il gruppo FB vedo e mi accorgo che questo social non ti permette di avere database informativi su coloro che si stanno presentando ora dopo ora. Quindi ritengo utile (per tutti) creare un modulo Google per l’iscrizione delle persone con i loro dati. Il modulo genera in automatico un database in formato csv che rendo pubblico online.  Così gli iscritti si ritrovano tutti insieme gli uni accanto agli altri.  In pratica il database è un dataset pubblico in formato aperto, cioè la collettività sta facendo open data.

Ma ecco che arriva il mio amico Andrea Borruso (geomatico), al quale non sfugge nulla in rete che non possa essere trasformato in mappa georeferenziata, e che genera una mappa su UMAP (basata su openstreetmap) riportanti le informazioni del database sopra descritto.  E siccome ho imparato che se in un database ci mettiamo lat e long ci puoi ricavare una mappa, Andrea può far visualizzare agli iscritti al database la georeferenziazione delle attività professionali degli iscritti a Palermo. La piattaforma georeferenziata UMAP, che Andrea mi ha insegnato ad utilizzare, è gratuita e si presta perfettamente a rappresentare informazioni di vario tipo, oltre alla georeferenziazione: testo, link, immagini e video (vedi esempio). Andrea in sintesi crea un collegamento tra il link del database  in formato  aperto online e l’url di sorgente che la piattaforma di UMAP chiede nel caso di mappe generate non da un upload di file ma da un sorgente url.

Cosa abbiamo imparato con questa esperienza? Che la raccolta di dati tramite moduli online permette di generare database in formato aperto (open data) di comunità e di conseguenza mappe georeferenziate di comunità. Questo rafforza il senso di comunità e alimenta la costruzione di reti professionali di territorio..

A Berlino succede qualcosa di analogo.  Analogie di metodo e di piattaforma (basata su openstreetmap) con la mappa di comunità PA/WORKING: compila un modulo online e i dati in formato aperto vanno in un database strutturato che alimenta una mappa georeferenziata online.

Linee Guida Open Data da Palermo a Catania: il 3 dicembre incontriamo il Comune!

Lo scorso 11 novembre sono stato invitato da Antonio Perdichizzi a #Code4Catania come esperto di Open Data, con l’obiettivo di parlare di ConfiscatiBene e del lavoro fatto fin qui. È stata una gran bella esperienza perché da siciliano – anche se vivo a Bologna e viaggio molto per lavoro con Dataninja.it – sono orgoglioso di poter dire dopo averlo visto che la Trinacria ha molto da dire sugli OpenData, enormi competenze, grande voglia di fare. Molto più – se mi si consente – di tanti cose “spot” che ci sono in giro.

Nel pomeriggio insieme a Nino Galante e Cristiano Longo, abbiamo parlato del caso delle Linee Guida OpenData adottate su richiesta/proposta dei cittadini da parte del Comune di Palermo ed è emersa la possibilità che avvenisse lo stesso anche a Catania (con le dovute differenze). Insieme a noi c’erano molti OpenDatari (alcuni dei quali già iscritti sulla MailingList Opendata Sicilia – iscriviti se ti interessa partecipare, lurkare o dare un contributo!) e vigorosi etnei come alcuni attivissimi giovani della Consulta  Giovanile di Catania (Mirko Viola in testa) ed Emanuele Spampinato (presidente di EtnaHitech) che hanno raccolto l’idea e stanno cercando insieme a Cristiano Longo di portarla avanti. Ovvero: chiedere un incontro ufficiale al Comune di Catania e valutare l’adozione di linee guida dedicata.

Il Comune di Catania, come molti sanno, sta “ospitando” un progetto sperimentale denominato PRISMA, che è dedicato proprio a questo tema. In linea teorica dunque e senza un euro in più di budget, protrebbe anche nascere il sito http://dati.comune.catania.it (non cliccare, al momento non c’è!) proprio nell’ambito dello sviluppo di PRISMA (che durerà oltre un anno).

La palla ora passa al sindaco Bianco e al Comune ma sono certo che insieme a tutti gli opendatari dell’Etna lo presseranno per raggiungere il risultato.

Riceviamo da Mirko Viola una mail con ottime notizie.

Ho contattato l’ing. Carmelo Indelicato che, essendo l’esperto del Sindaco per l’informatizzazione del Comune di Catania, mi ha espresso la sua disponibilità a partecipare alla prima riunione del costituendo tavolo per la definizione delle “linee guida per gli Open Data”. L’appuntamento che abbiamo individuato è per mercoledì 3 dicembre alle ore 19.00 in Viale Africa, 31.

È un primo passo, ci sarà da lavorare, ma sono certo che gli opendatari catanesi si daranno da fare e porteranno a casa il risultato! Un grazie va dunque a tutti i partecipanti (non solo di Catania ma anche di Messina) che elenco qui di seguito: Cristiano Longo, Mirko Viola, Giuseppe Reale, Luciano De Franco, Renato Trapani, Sergio Consoli, Andrea Nucita, Emanuele Spampinato, Carlo Leonardi e Marcello Perone.
Grazie anche ovviamente a Working Capital Catania per avere ospitato l’evento, e in particolare al vulcanico Antonio Perdichizzi per averci creduto.

La Mappa delle vittime di mafia a Palermo

Il fenomeno mafioso ha marcato profondamente la storia della Sicilia. Palermo è una città segnata dalle “lapidi” di caduti per mano mafiosa e dalle tante commemorazioni nelle su vie.

Non ho mai visto nel web una mappa delle vittime di mafia, però. E allora nel tempo libero, nelle notti insonni (la chiamano insonnia creativa) mi sono messo a costruire una mappa. Un punto di riferimento geografico per capire gli scenari geografici delle stragi di mafia.  Ho anche letto, di recente, un iniziativa che può essere legata a questa mappa: il mosaico della memoria.

Le fonti delle informazioni (testuali, foto, video) riportate nella mappa georeferenziata sono 3:

  • Gli Invisibili, ammazzati dalla mafia e dall’indifferenza“, pubblicazione cartacea di Lavinia Caminiti realizzata in collaborazione con il Comune di Palermo. Panormus. Edizione aprile 2014.
  • il sito vittimemafia.it contenente molti dati e informazioni dettagliate (tratte per lo più da testate giornalistiche) sulle vittime di mafia.
  • video tratti dal canale youtube.

Ho strutturato le informazioni in maniera da renderle accessibili (leggibili) dal pop up che si apre cliccando su ogni spot tracciato sul territorio: una breve descrizione dell’accaduto, la motivazione per la quale la mafia ha colpito la vittima, una  o più foto tratte dal sito vittimemafia.it, e qualche video riportante interviste.

Un’amica, Tania Zingale, con esperienza di lavoro in diverse lingue straniere, si è resa disponibile alle traduzioni in inglese del breve racconto riportato nella finestra di pop up. Questa traduzione rende accessibile la mappa anche a turisti o studiosi stranieri che vogliono tracciare la geografia degli omicidi.

Credo che questa mappa con le sue informazioni georeferenziate possa rappresentare un ulteriore strumento di conoscenza, rispetto a quelli esistenti nel web, per non dimenticare gli individui che hanno contribuito nei decenni a fronteggiare la cultura criminale della mafia e a diffondere la cultura della legalità ed il senso più nobile dello Stato.

Un dato che è emerso a seguito del tracciamento geografico delle stragi e degli omicidi di mafia, che mi ha colpito, è che la maggior parte di essi sono concentrati nel cosiddetto “salotto” della città, nell’area della Palermo “benestante”, nel cuore geografico della città. Come se fosse stato un messaggio/disegno dell’organizzazione mafiosa: arriviamo e colpiamo al cuore di Palermo.

Lettera per chiedere l’apertura dei dati di una PA

Nella mia attività di mappatura per OpenStreetMap utilizzo come riferimenti delle orto-foto messe a disposizione da varie agenzie ed aziende. Questo metodo permette di aggiungere facilmente e velocemente molte informazioni semplicemente ricalcando un’immagine.

Per quanto efficace, questa metodologia presenta forti limitazioni quando si tratta di inserire altre informazioni come per esempio nomi di vie, numeri civici o anche solo l’altezza degli edifici.

Queste informazioni spesso sono presenti nelle mappe realizzate dai comuni, ma non sempre questi dati sono resi accessibili ai cittadini e quasi mai comunque distribuiti sotto una licenza che ne consenta il libero utilizzo da parte del cittadino.

Da anni alcuni volontari esperti di vari progetti, come WikiMedia o la stessa OpenStreetMap, inviano richieste alle singole PA perchè questi dati possano essere resi fruibili dai cittadini nel senso pieno del termine; Purtroppo però, la maggior parte dei normali utenti o comuni cittadini, non sapendo bene come fare questa richiesta formale ad una PA, o temendo di commettere errori, lasciano perdere o aspettano che qualcuno con più esperienza di loro nell’interagire con le PA faccia prima o poi questa richiesta.

Consapevole di quanto possa essere difficile per un comune cittadino scrivere una mail così tecnica e  in una forma consona alla comunicazione con un’istituzione e approfittando di una richiesta in corso al comune di Gela (CL), ho deciso di scrivere la seguente lettera, aiutato e guidato dalla comunità OSM, affinché possa essere usata da chiunque per inviare una richiesta di apertura dei dati ad una qualsiasi PA dovendo apportare solo poche e semplici modifiche per adattarsi al soggetto mittente e ricevente della stessa.


Egr. Sig. Sindaco,

mi chiamo Aurelio Cilia e collaboro al progetto della mappa libera OpenStreetMap (OSM), occupandomi della mappatura di varie aree, dell’Italia e del mondo, compreso il territorio del Comune di Gela.

Scrivo per chiedereLe di pubblicare in formato nativo i file usati per produrre le mappe presenti sul sito del Comune di Gela (come quelli del Piano Regolatore Generale), e di rilasciarli in Open Data con licenza “PD”, “CC0”, “IODL 2.0.” oppure “ODbL”, così che possano essere liberamente utilizzati dai cittadini e dal progetto OSM.

Per le Pubbliche Amministrazioni, pubblicare i dati in formato aperto, significa dare concreta attuazione al principio secondo il quale i dati prodotti dalle istituzioni pubbliche nell’espletamento delle loro funzioni appartengono alla collettività e, quindi, devono essere resi disponibili e riutilizzabili. In questo modo viene incrementata la trasparenza degli organismi pubblici, nonché la partecipazione e la collaborazione tra pubblico e privato traendone entrambi enormi vantaggi; così come le imprese che, riutilizzandoli, avrebbero un’occasione di sviluppo, favorendo quindi la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nel territorio.

La presenza di una mappa libera in molte situazioni si è già dimostrata determinante e di grande aiuto per la PA; infatti la mappa OSM in passato ha permesso di lavorare alle previsioni di rischio ed aiutare ad esempio la protezione civile nell’ organizzazione e gestione degli interventi di soccorso prima durante e dopo alcune calamità naturali. Senza considerare i benefici per tutti derivanti dall’utilizzo di mappe libere per la gestione, la lettura e la comprensione del territorio.

I vantaggi nel rendere i propri dati di pubblica fruizione e rilasciati con licenze open sono talmente evidenti, numerosi ed importanti (vedi lista in fondo) che negli ultimi anni l’apertura e la condivisione di tali dati da parte delle PA è diventato un indice di buona amministrazione ed una pratica imposta come default per tutti i dati in possesso della PA non coperti esplicitamente da licenze o copyright (art. 9 del Decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221).

Visti gli innumerevoli vantaggi, i costi nulli per la PA e soprattutto l’inestimabile valore etico e culturale che una tale scelta di apertura e condivisione dimostra, chiedo di rendere pubblici i Vostri dati cartografici affinché possano essere liberamente utilizzati dentro il progetto OSM e dai cittadini.

Certo di un positivo riscontro e in attesa di una Sua risposta in merito, Le porgo i miei più cordiali saluti.  

Aurelio Cilia

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– OPEN DATA FOR ECONOMIC GROWTH. (2014). at <http://www.worldbank.org/content/dam/Worldbank/document/Open-Data-for-Economic-Growth.pdf>
– Open data: Unlocking innovation and performance with liquid information. (2013). at <http://www.mckinsey.com/insights/business_technology/open_data_unlocking_innovation_and_performance_with_liquid_information>


 

Nasce “mizziCAP”, la mappa degli opendatari siciliani: iscriviti!

Il tema degli opendata è sicuramente in continua ascesa nelle “hit parade” delle pubbliche amministrazioni, sebbene le comunità al seguito nei territori siano ancora relegate a pochi nuclei veramente operativi, i quali provano a produrre sforzi sempre maggiori per contaminare società civile e attori della PA.

Al netto di detti nuclei, questo mosaico di civic hackers distribuito in tutto il territorio nazionale consta di diverse figure professionali che, pur non conoscendosi reciprocamente, spesso operano in ambiti e aree geografiche analoghe.

Così accade che il nucleo siciliano,  muovendo da un dispersivo gruppo su facebook, decida di stilare una rubrica georefenziata di professionisti e appassionati al tema suddivisa per città, con l’obiettivo dichiarato di evidenziare “chi” e “dove“. Il tema opendata rimane ancora una nicchia; pertanto per favorire le sinergie locali è fondamentale fare rete e disporre di uno strumento di immediata consultazione per rintracciare l’opendataro della porta accanto.

Nella mappa, che abbiamo chiamato “mizziCAPgiusto per dare una connotazione fortemente regionale, sarà possibile conoscere e raggiungere facilmente i siciliani (in Sicilia e nel mondo) che vorranno mettersi realmente a disposizione della comunità sul tema, attraverso la compilazione di un semplice form.

Al momento della pubblicazione di questo post sono 21 i profili registrati, ma qualsiasi siciliano potrà aggiungersi in qualsiasi momento.

Le comunità in quanto tali hanno il dovere di esercitare pressioni sul settore pubblico, avanzare richieste e proposte alle amministrazioni locali; dunque l’occasione di questo censimento ci ha permesso di effettuare un piccolo sondaggio relativo ai dataset che vorremmo si pubblicassero da qui a breve. Data la territorialità dell’iniziativa, gran parte delle richieste ricalcano esigenze locali che ci sentiamo di poter estendere in maniera generica a tutte le realtà che si apprestano a governare il tema degli opendata.

Da una prima veloce analisi emerge chiara e manifesta la sete di dati sulle strutture di gestione comunale, quali immobili e locali dismessi o inutilizzati, nonchè dislocazione e caratteristiche di scuole e luoghi culturali. E’ evidente che questa prima indicazione pone subito al centro dell’attenzione la critica situazione di molti comuni italiani che non detengono ancora dati strutturati sul proprio patrimonio edilizio a disposizione, un enorme bacino di informazioni dal quale tanti cittadini, associazioni e imprenditori potrebbero attingere per finalizzare le proprie idee e attività. Non a caso, una delle prime richieste che questo gruppo ha avanzato ad esempio al Comune di Palermo durante l’interlocuzione per la produzione delle Linee Guida per gli open data comunali è un massiccio censimento delle categorie di dati “annidate” nell’alveare dei database comunali. La sensazione sempre più dominante è che le amministrazioni in primis non abbiano contezza del potenziale che conservano nei cassetti sotto coltre di polvere decennale.

Dalle prime indicazioni su “quali dataset vorresti veder pubblicati a breve?” emergono altre riflessioni alle quali andranno dedicati post più approfonditi in seguito. Non ci soffermeremo adesso, anche per non influenzare i nuovi utenti che popoleranno progressivamente la mappa nell’immediato futuro.