#Petrusino, servizi online utili a tutti

Oggi nasce Petrusino, un catalogo multitematico di siti web, applicazioni per dispositivi mobili, mappe online, servizi web e infografiche, con un’attenzione particolare alla Sicilia.  Petrusino è “prezzemolo” in siciliano. Abbiamo pensato a questo nome per giocare un po’ con il nostro amato dialetto, usando una parola che si associa a ciò che è un po’ in ogni minestra. E alle volte siti, app, mappe … sono proprio come “u’ petrusinu”.

Il focus territoriale dei servizi catalogati su Petrusino è la Sicilia. Abbiamo incluso delle mappe e servizi nazionali online in quanto contengono dati e informazioni utili e preziosi anche sulla questa regione. Il catalogo è basato su un database compilato online e aggiornato dai membri di Open Data Sicilia.

Queste applicazioni sono dislocate su piattaforme e indirizzi web diversi tra loro, sparsi nell’universo internet. Come si fa a trovarle, e non perdere la rotta?  Bisognerebbe cercarle sui motori di ricerca, nella speranza che non siano annidate tra decine di pagine e centinaia di risultati.  Con Petrusino vorremmo fare risparmiare tempo agli utenti della rete, che cercano questo tipo di risorse.

E’ un iniziativa crowdsourcing, alimentata da noi di Open Data Sicilia, ma da chiunque voglia farlo (vediamo di seguito come).

LA STRUTTURA DI PETRUSINO

  • Home = la pagina madre del catalogo, dove vengono elencati tutti i servizi, mappe, app. Attraverso degli strumenti interni alla pagina è possibile effettuare ricerche per criteri (territorio, descrizione, categoria) o semplicemente per parola chiave.
  • Cosa è? = la descrizione di Petrusino, della sua utilità e una breve nota su come nasce.
  • Proponi = per dare a chiunque la possibilità di segnalare servizi online, mappe georeferenziate o applicazioni utili per dispositivi mobili, compilando facilmente un campo nella stessa pagina. Provvederemo ogni settimana ad aggiornare il catalogo.
  • Open = una pagina che illustra come Petrusino sia aperto, in termini di dati, strumenti e codice.

ESEMPI

Ecco alcuni esempi di servizi web, mappe e applicazioni per dispositivi mobili inseriti nel catalogo, contestualizzati territorialmente e tematizzati:

  • mappa georeferenziata con l’individuazione delle scuole comunali di Palermo con il dato della via, numero civico e sezioni di voto elettorale;
  • mappa, con il perimetro delle circoscrizioni comunali di Palermo, e l’indicazione della quantità di rifiuti con amianto rimossi dal Comune negli anni;
  • mappa con le aree del centro storico con una categorizzazione degli edifici con particolari criticità per la staticità strutturale;
  • app che ricorda i turni quotidiani della raccolta differenziata;
  • servizio web che ci fa scaricare certificati anagrafici comodamente a casa, evitando di raggiungere fisicamente le circoscrizioni e gli uffici comunali;
  • servizio sanitario per il cambio medico online e per l’esenzione del ticket per basso reddito;
  • mappa dei pediatri;
  • mappa delle ludoteche in città;
  • app per pagare, con lo smartphone/tablet, il bus urbano ed  il parcheggio nelle zone a sosta tariffata del comune;
  • e… tantissime altre applicazioni per dispositivi mobili, mappe e servizi web utili ad ogni cittadino ogni giorno.

Nel catalogo di Petrusino abbiamo, anche, creato una categoria denominata “Data Visualization”, perchè molti open data oggi vengono riusati per creare infografiche efficaci, che, ad esempio, ci aiutano a conoscere l’ammontare delle spese di un comune per categorie precise (illuminazione pubblica, asili nido, manutenzione strade).

Oltre che condividere servizi online, intendiamo, contestualmente, contribuire all’accrescimento delle competenze digitali della collettività. Crediamo che la conoscenza delle risorse di questo catalogo possa rendere il cittadino più informato sull’ambiente in cui vive, quindi più consapevole e attento al proprio contesto.

Siamo partiti dal censimento avviato da Ciro Spataro (fatto essenzialmente su Palermo), un lavoro che Giulio Di Chiara ha voluto valorizzare, e sui cui Andrea Borruso e Andrea Nelson Mauro sono intervenuti in fase di progettazione e editing.

Con Petrusino quel censimento diventa uno strumento collettivo, comodo, aperto e allargato a tutto il territorio regionale: vi invitiamo quindi a inserire “petrusino” nei vostri preferiti e proporre nuove risorse da inserire nel catalogo e farlo diventare sempre più utile.


Foto di brunifia

Terza Tappa dell’Open Data Tour – Officina Rebelde

Il 4 Marzo del 2015 sono stato accolto presso Officina Rebelde in occasione di una loro riunione del direttivo. Officina Rebelde è una delle associazione storiche del tessuto catanese, che si occupa da molti anni dei diritti dei deboli promuovendo svariate pratiche che si ispirano al Neozapatismo. Forte è il loro impegno nel movimento NO MUOS, ma anche, ad esempio, nelle questioni riguardanti la tematica abitativa.

I ragazzi di Officina Rebelde erano già entrati in contatto con la tematica degli Open Data, per cui in questa occasione abbiamo approfondito alcuni temi pratici quali, ad esempio, quello dei beni confiscati alla mafia. Tra i suggerimenti che hanno dato riguardo i dati che andrebbero aperti riporto i dati riguardanti i prezzi degli affitti e delle case, ed eventuali discrepanze di questi con i valori catastali degli immobili.

Oltre questo, è stato rilevato che alcune opportunità molto rilevanti per le famiglie disagiate non vengono (o, se si, non appropriatamente) fornite sul sito del Comune di Catania. Tra queste è stato citato il contratto collettivo per l’acquisto della casa, ed i vari bandi emessi per ottenere agevolazioni sull’affitto.

Il Sud raccontato alla Radio

Accolgo con molto piacere l’invito di Andrea che mi ha permesso di scrivere un post anche su questo blog. L’occasione me l’ha data la puntata di Start Me Up che ho da poco messo on-line e che essendo incentrata sugli open data, vede Andrea Borruso tra i protagonisti. Ma andiamo con ordine.

Il mio nome è Fabio e da novembre scorso sono l’autore e la voce di Start Me Up, un programma radiofonico che vuole raccontare le storie di chi fa impresa e innovazione nel Sud Italia. In dieci minuti cerco di dare spazio a tutte quelle storie e opportunità per valorizzare chi ci ha creduto e sta portando avanti un proprio progetto. Mi piace pensare che allo stesso tempo quella storia possa rappresentare uno stimolo per chi magari sente la voglia di fare qualcosa di diverso e non ha (ancora) il coraggio di mettersi all’opera.

Ho scelto la radio perché è il mezzo di comunicazione che preferisco e a mio giudizio il più comodo. Inoltre è forse quello che prima dell’avvento di internet riusciva a connettere più persone contemporaneamente dando loro un’identità. Il podcast può essere ascoltato direttamente dal sito, ma nel tempo ho stretto accordi con emittenti locali come Radio Street Messina, Radio 100 passi che hanno deciso di inserire il mio programma nel loro palinsesto. Da qualche settimana ho uno spazio anche su restoalsud.it. Ci tengo a sottolineare che Start Me Up non sarebbe possibile senza il fondamentale contributo di Spreaker e Keedra.

Detto questo, vi accennavo prima allo spazio che ho dato a questa community nella puntata che è stata messa on-line oggi. Ho colto infatti l’occasione dell’Open Data Day per scambiare quattro chiacchiere con Andrea Borruso, che ha spiegato a me e a tutti gl ascoltatori cosa fa Open Data Sicilia, come opera e quanto si impegna nel promuovere gli open data sul territorio. Purtroppo (o per fortuna) la radio è un mezzo rapido e non è fatta per gli elenchi, così non abbiamo potuto passare in rassegna tutte le attività del gruppo, anche se sono certo che chi ascolta possa incuriosirsi e magari cercare qualche notizia in più su internet. Dopo Andrea ho anche sentito Giovanni Battista Gallus, presidente dei Circolo dei Giuristi Telematici. Questa associazione insieme a altre realtà ha organizzato il CAGLIARI OPEN DATA DAY 2015, in cui si è cercato di fare un po’ il punto della situazione sugli open data nella regione sarda. È stata inoltre l’occasione per parlare di Homer, progetto europeo dedicato alla gestione dei dati aperti nell’area del Mediterraneo.

Infine chiudo il podcast presentando puntata Boom – polmoni urbani, un concorso promosso dal Movimento 5 Stelle Sicilia e Farm Cultural Park di Favara, che intende finanziare 3 progetti di riqualificazione urbana e sociale. Io ne parlo con Andrea Bartoli che è il creatore di quel posto magnifico che è Favara Farm. Mentre ascoltate l’intervista potete trovare tutte le informazioni su polmoniurbani.it.

Ecco questo a grandi linee cosa sentirete nella puntata che trovate embeddata di seguito. Vi invito a seguire Start Me Up nei canali social e abbonarvi ai podcast tramite iTunes. Per segnalazioni e critiche trovate tutti i contatti su radiostartmeup.it

Cosa possono fare i dati aperti per te? – #oddit15

2015-02-22_13h23_57Ieri – 21 febbraio 2015 – a Palermo insieme a Davide Taibi, in occasione del “nostro” Open Data Day, abbiamo lavorato sulla trascrizione del testo di un breve ed efficace filmato creato dall’Open Data Institute: “What can open data do for you?“.

E’ un filmato che si presta bene a attività di disseminazione sul tema dei dati aperti, ma gli mancavano alcune cose per essere ancora più efficace:

  • il file con il testo letto nella lingua originale del filmato (è in inglese);
  • i sottotitoli in inglese (lo stesso testo di sopra, ma associato al tempo del filmato);
  • la traduzione in italiano del testo;
  • i sottotitoli in italiano;

Ieri abbiamo realizzato le seguenti cose:

  • trascritto il testo in inglese -> file What can open data do for you.en.txt;
  • tradotto in italiano -> file What can open data do for you.it.txt;
  • creato i sottotitoli in italiano -> file What can open data do for you.it.srt.

Qui sotto un’anteprima della sottotitolazione in italiano, mentre i file sono qui.

Per la creazione dei sottotitoli abbiamo usato l’ottimo Amara

Avere creato la trascrizione in inglese è la cosa che ci sembra più utile, perché consentirà di emulare quello che abbiamo fatto qui a Palermo un po’ da tutto il mondo in tutte le lingue.

Open Data Sicilia e lo schiticchio delle feste

Il 27 dicembre 2014 si è tenuto il primo “schiticchio” Open Data Sicilia. In siciliano significa abbuffata, e non poteva essere diversamente, perché noi non siamo da aperitivo: nelle occasioni conviviali mangiamo “come se non ci fosse un domani”, e mentre lo facciamo parliamo di cibo.

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E’ stata la prima occasione di incontro di questa comunità, pensata come un momento in cui incrociare un po’ delle nostre vite, e solo come conseguenza parlare di dati aperti. Molti di noi infatti erano con i propri compagni di vita e con i figli e questo ha reso unica questa giornata; i figli di Cristiano, Nelson, Francesco e Mario valevano da soli “il prezzo del biglietto”. L’idea di allargare ai propri cari è di Andrea Nelson.

In un’inaspettata e meravigliosa giornata di sole – da Caltanissetta, Capaci, Catania, Messina e Palermo – ci siamo incontrati in un agriturismo nel “mezzo” della Sicilia in una porzione di territorio caratterizzata da un’omogenea, rassicurante e piacevole morbidezza collinare.

Visto che ormai alcuni di noi sono invitati a parlare come “membri di Open Data Sicilia”, è sembrato opportuno fare anche la spilletta 🙂 . L’idea è di Giulio.

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Abbiamo dedicato un paio di momenti al “nostro” tema. Non è questa l’occasione per andare nei dettagli, anche perché si tratta di bozze di idee da sviluppare, ma sinteticamente sono usciti questi temi:

  • questa comunità è diventata qualcosa di utile e preziosa. Ce ne prenderemo cura e dobbiamo farla “lavorare” ancora meglio e di più nel 2015;
  • con le PA della regione, vorremmo essere utili in termini di supporto e di monitoraggio alle loro azioni sui dati aperti, a partire dalla costruzione di un “kit”;
  • c’è da continuare e migliorare il lavoro per una crescita della consapevolezza sul tema, in modo che il tema diventi “popolare”, e aumenti sia la richiesta (più contestualizzata e precisa) che il riuso.

L’occasione è buona per augurarvi (con un po’ di anticipo) buon anno!

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Grazie a Giulio per le tre foto di questo post.

PA/WORKING opendata di comunità per ottimizare il lavoro di rete

Il Comune di Palermo avvia PA/WORKING, un laboratorio di idee per mettere al centro la creazione di impresa, anche attraverso un dibattito dedicato al lavoro e alle nuove opportunità di crescita e sviluppo, promosso dall’Assessorato alle Attività Produttive .

Viene creato l’omonimo gruppo Facebook. Associazioni, professionisti di varia competenza si presentano nel social network. Meraviglioso. Ma guardando il gruppo FB vedo e mi accorgo che questo social non ti permette di avere database informativi su coloro che si stanno presentando ora dopo ora. Quindi ritengo utile (per tutti) creare un modulo Google per l’iscrizione delle persone con i loro dati. Il modulo genera in automatico un database in formato csv che rendo pubblico online.  Così gli iscritti si ritrovano tutti insieme gli uni accanto agli altri.  In pratica il database è un dataset pubblico in formato aperto, cioè la collettività sta facendo open data.

Ma ecco che arriva il mio amico Andrea Borruso (geomatico), al quale non sfugge nulla in rete che non possa essere trasformato in mappa georeferenziata, e che genera una mappa su UMAP (basata su openstreetmap) riportanti le informazioni del database sopra descritto.  E siccome ho imparato che se in un database ci mettiamo lat e long ci puoi ricavare una mappa, Andrea può far visualizzare agli iscritti al database la georeferenziazione delle attività professionali degli iscritti a Palermo. La piattaforma georeferenziata UMAP, che Andrea mi ha insegnato ad utilizzare, è gratuita e si presta perfettamente a rappresentare informazioni di vario tipo, oltre alla georeferenziazione: testo, link, immagini e video (vedi esempio). Andrea in sintesi crea un collegamento tra il link del database  in formato  aperto online e l’url di sorgente che la piattaforma di UMAP chiede nel caso di mappe generate non da un upload di file ma da un sorgente url.

Cosa abbiamo imparato con questa esperienza? Che la raccolta di dati tramite moduli online permette di generare database in formato aperto (open data) di comunità e di conseguenza mappe georeferenziate di comunità. Questo rafforza il senso di comunità e alimenta la costruzione di reti professionali di territorio..

A Berlino succede qualcosa di analogo.  Analogie di metodo e di piattaforma (basata su openstreetmap) con la mappa di comunità PA/WORKING: compila un modulo online e i dati in formato aperto vanno in un database strutturato che alimenta una mappa georeferenziata online.

Linee Guida Open Data da Palermo a Catania: il 3 dicembre incontriamo il Comune!

Lo scorso 11 novembre sono stato invitato da Antonio Perdichizzi a #Code4Catania come esperto di Open Data, con l’obiettivo di parlare di ConfiscatiBene e del lavoro fatto fin qui. È stata una gran bella esperienza perché da siciliano – anche se vivo a Bologna e viaggio molto per lavoro con Dataninja.it – sono orgoglioso di poter dire dopo averlo visto che la Trinacria ha molto da dire sugli OpenData, enormi competenze, grande voglia di fare. Molto più – se mi si consente – di tanti cose “spot” che ci sono in giro.

Nel pomeriggio insieme a Nino Galante e Cristiano Longo, abbiamo parlato del caso delle Linee Guida OpenData adottate su richiesta/proposta dei cittadini da parte del Comune di Palermo ed è emersa la possibilità che avvenisse lo stesso anche a Catania (con le dovute differenze). Insieme a noi c’erano molti OpenDatari (alcuni dei quali già iscritti sulla MailingList Opendata Sicilia – iscriviti se ti interessa partecipare, lurkare o dare un contributo!) e vigorosi etnei come alcuni attivissimi giovani della Consulta  Giovanile di Catania (Mirko Viola in testa) ed Emanuele Spampinato (presidente di EtnaHitech) che hanno raccolto l’idea e stanno cercando insieme a Cristiano Longo di portarla avanti. Ovvero: chiedere un incontro ufficiale al Comune di Catania e valutare l’adozione di linee guida dedicata.

Il Comune di Catania, come molti sanno, sta “ospitando” un progetto sperimentale denominato PRISMA, che è dedicato proprio a questo tema. In linea teorica dunque e senza un euro in più di budget, protrebbe anche nascere il sito http://dati.comune.catania.it (non cliccare, al momento non c’è!) proprio nell’ambito dello sviluppo di PRISMA (che durerà oltre un anno).

La palla ora passa al sindaco Bianco e al Comune ma sono certo che insieme a tutti gli opendatari dell’Etna lo presseranno per raggiungere il risultato.

Riceviamo da Mirko Viola una mail con ottime notizie.

Ho contattato l’ing. Carmelo Indelicato che, essendo l’esperto del Sindaco per l’informatizzazione del Comune di Catania, mi ha espresso la sua disponibilità a partecipare alla prima riunione del costituendo tavolo per la definizione delle “linee guida per gli Open Data”. L’appuntamento che abbiamo individuato è per mercoledì 3 dicembre alle ore 19.00 in Viale Africa, 31.

È un primo passo, ci sarà da lavorare, ma sono certo che gli opendatari catanesi si daranno da fare e porteranno a casa il risultato! Un grazie va dunque a tutti i partecipanti (non solo di Catania ma anche di Messina) che elenco qui di seguito: Cristiano Longo, Mirko Viola, Giuseppe Reale, Luciano De Franco, Renato Trapani, Sergio Consoli, Andrea Nucita, Emanuele Spampinato, Carlo Leonardi e Marcello Perone.
Grazie anche ovviamente a Working Capital Catania per avere ospitato l’evento, e in particolare al vulcanico Antonio Perdichizzi per averci creduto.

La Mappa delle vittime di mafia a Palermo

Il fenomeno mafioso ha marcato profondamente la storia della Sicilia. Palermo è una città segnata dalle “lapidi” di caduti per mano mafiosa e dalle tante commemorazioni nelle su vie.

Non ho mai visto nel web una mappa delle vittime di mafia, però. E allora nel tempo libero, nelle notti insonni (la chiamano insonnia creativa) mi sono messo a costruire una mappa. Un punto di riferimento geografico per capire gli scenari geografici delle stragi di mafia.  Ho anche letto, di recente, un iniziativa che può essere legata a questa mappa: il mosaico della memoria.

Le fonti delle informazioni (testuali, foto, video) riportate nella mappa georeferenziata sono 3:

  • Gli Invisibili, ammazzati dalla mafia e dall’indifferenza“, pubblicazione cartacea di Lavinia Caminiti realizzata in collaborazione con il Comune di Palermo. Panormus. Edizione aprile 2014.
  • il sito vittimemafia.it contenente molti dati e informazioni dettagliate (tratte per lo più da testate giornalistiche) sulle vittime di mafia.
  • video tratti dal canale youtube.

Ho strutturato le informazioni in maniera da renderle accessibili (leggibili) dal pop up che si apre cliccando su ogni spot tracciato sul territorio: una breve descrizione dell’accaduto, la motivazione per la quale la mafia ha colpito la vittima, una  o più foto tratte dal sito vittimemafia.it, e qualche video riportante interviste.

Un’amica, Tania Zingale, con esperienza di lavoro in diverse lingue straniere, si è resa disponibile alle traduzioni in inglese del breve racconto riportato nella finestra di pop up. Questa traduzione rende accessibile la mappa anche a turisti o studiosi stranieri che vogliono tracciare la geografia degli omicidi.

Credo che questa mappa con le sue informazioni georeferenziate possa rappresentare un ulteriore strumento di conoscenza, rispetto a quelli esistenti nel web, per non dimenticare gli individui che hanno contribuito nei decenni a fronteggiare la cultura criminale della mafia e a diffondere la cultura della legalità ed il senso più nobile dello Stato.

Un dato che è emerso a seguito del tracciamento geografico delle stragi e degli omicidi di mafia, che mi ha colpito, è che la maggior parte di essi sono concentrati nel cosiddetto “salotto” della città, nell’area della Palermo “benestante”, nel cuore geografico della città. Come se fosse stato un messaggio/disegno dell’organizzazione mafiosa: arriviamo e colpiamo al cuore di Palermo.

Lettera per chiedere l’apertura dei dati di una PA

Nella mia attività di mappatura per OpenStreetMap utilizzo come riferimenti delle orto-foto messe a disposizione da varie agenzie ed aziende. Questo metodo permette di aggiungere facilmente e velocemente molte informazioni semplicemente ricalcando un’immagine.

Per quanto efficace, questa metodologia presenta forti limitazioni quando si tratta di inserire altre informazioni come per esempio nomi di vie, numeri civici o anche solo l’altezza degli edifici.

Queste informazioni spesso sono presenti nelle mappe realizzate dai comuni, ma non sempre questi dati sono resi accessibili ai cittadini e quasi mai comunque distribuiti sotto una licenza che ne consenta il libero utilizzo da parte del cittadino.

Da anni alcuni volontari esperti di vari progetti, come WikiMedia o la stessa OpenStreetMap, inviano richieste alle singole PA perchè questi dati possano essere resi fruibili dai cittadini nel senso pieno del termine; Purtroppo però, la maggior parte dei normali utenti o comuni cittadini, non sapendo bene come fare questa richiesta formale ad una PA, o temendo di commettere errori, lasciano perdere o aspettano che qualcuno con più esperienza di loro nell’interagire con le PA faccia prima o poi questa richiesta.

Consapevole di quanto possa essere difficile per un comune cittadino scrivere una mail così tecnica e  in una forma consona alla comunicazione con un’istituzione e approfittando di una richiesta in corso al comune di Gela (CL), ho deciso di scrivere la seguente lettera, aiutato e guidato dalla comunità OSM, affinché possa essere usata da chiunque per inviare una richiesta di apertura dei dati ad una qualsiasi PA dovendo apportare solo poche e semplici modifiche per adattarsi al soggetto mittente e ricevente della stessa.


Egr. Sig. Sindaco,

mi chiamo Aurelio Cilia e collaboro al progetto della mappa libera OpenStreetMap (OSM), occupandomi della mappatura di varie aree, dell’Italia e del mondo, compreso il territorio del Comune di Gela.

Scrivo per chiedereLe di pubblicare in formato nativo i file usati per produrre le mappe presenti sul sito del Comune di Gela (come quelli del Piano Regolatore Generale), e di rilasciarli in Open Data con licenza “PD”, “CC0”, “IODL 2.0.” oppure “ODbL”, così che possano essere liberamente utilizzati dai cittadini e dal progetto OSM.

Per le Pubbliche Amministrazioni, pubblicare i dati in formato aperto, significa dare concreta attuazione al principio secondo il quale i dati prodotti dalle istituzioni pubbliche nell’espletamento delle loro funzioni appartengono alla collettività e, quindi, devono essere resi disponibili e riutilizzabili. In questo modo viene incrementata la trasparenza degli organismi pubblici, nonché la partecipazione e la collaborazione tra pubblico e privato traendone entrambi enormi vantaggi; così come le imprese che, riutilizzandoli, avrebbero un’occasione di sviluppo, favorendo quindi la crescita economica e la creazione di posti di lavoro nel territorio.

La presenza di una mappa libera in molte situazioni si è già dimostrata determinante e di grande aiuto per la PA; infatti la mappa OSM in passato ha permesso di lavorare alle previsioni di rischio ed aiutare ad esempio la protezione civile nell’ organizzazione e gestione degli interventi di soccorso prima durante e dopo alcune calamità naturali. Senza considerare i benefici per tutti derivanti dall’utilizzo di mappe libere per la gestione, la lettura e la comprensione del territorio.

I vantaggi nel rendere i propri dati di pubblica fruizione e rilasciati con licenze open sono talmente evidenti, numerosi ed importanti (vedi lista in fondo) che negli ultimi anni l’apertura e la condivisione di tali dati da parte delle PA è diventato un indice di buona amministrazione ed una pratica imposta come default per tutti i dati in possesso della PA non coperti esplicitamente da licenze o copyright (art. 9 del Decreto legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito con modificazioni dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221).

Visti gli innumerevoli vantaggi, i costi nulli per la PA e soprattutto l’inestimabile valore etico e culturale che una tale scelta di apertura e condivisione dimostra, chiedo di rendere pubblici i Vostri dati cartografici affinché possano essere liberamente utilizzati dentro il progetto OSM e dai cittadini.

Certo di un positivo riscontro e in attesa di una Sua risposta in merito, Le porgo i miei più cordiali saluti.  

Aurelio Cilia

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– OPEN DATA FOR ECONOMIC GROWTH. (2014). at <http://www.worldbank.org/content/dam/Worldbank/document/Open-Data-for-Economic-Growth.pdf>
– Open data: Unlocking innovation and performance with liquid information. (2013). at <http://www.mckinsey.com/insights/business_technology/open_data_unlocking_innovation_and_performance_with_liquid_information>


 

Nasce “mizziCAP”, la mappa degli opendatari siciliani: iscriviti!

Il tema degli opendata è sicuramente in continua ascesa nelle “hit parade” delle pubbliche amministrazioni, sebbene le comunità al seguito nei territori siano ancora relegate a pochi nuclei veramente operativi, i quali provano a produrre sforzi sempre maggiori per contaminare società civile e attori della PA.

Al netto di detti nuclei, questo mosaico di civic hackers distribuito in tutto il territorio nazionale consta di diverse figure professionali che, pur non conoscendosi reciprocamente, spesso operano in ambiti e aree geografiche analoghe.

Così accade che il nucleo siciliano,  muovendo da un dispersivo gruppo su facebook, decida di stilare una rubrica georefenziata di professionisti e appassionati al tema suddivisa per città, con l’obiettivo dichiarato di evidenziare “chi” e “dove“. Il tema opendata rimane ancora una nicchia; pertanto per favorire le sinergie locali è fondamentale fare rete e disporre di uno strumento di immediata consultazione per rintracciare l’opendataro della porta accanto.

Nella mappa, che abbiamo chiamato “mizziCAPgiusto per dare una connotazione fortemente regionale, sarà possibile conoscere e raggiungere facilmente i siciliani (in Sicilia e nel mondo) che vorranno mettersi realmente a disposizione della comunità sul tema, attraverso la compilazione di un semplice form.

Al momento della pubblicazione di questo post sono 21 i profili registrati, ma qualsiasi siciliano potrà aggiungersi in qualsiasi momento.

Le comunità in quanto tali hanno il dovere di esercitare pressioni sul settore pubblico, avanzare richieste e proposte alle amministrazioni locali; dunque l’occasione di questo censimento ci ha permesso di effettuare un piccolo sondaggio relativo ai dataset che vorremmo si pubblicassero da qui a breve. Data la territorialità dell’iniziativa, gran parte delle richieste ricalcano esigenze locali che ci sentiamo di poter estendere in maniera generica a tutte le realtà che si apprestano a governare il tema degli opendata.

Da una prima veloce analisi emerge chiara e manifesta la sete di dati sulle strutture di gestione comunale, quali immobili e locali dismessi o inutilizzati, nonchè dislocazione e caratteristiche di scuole e luoghi culturali. E’ evidente che questa prima indicazione pone subito al centro dell’attenzione la critica situazione di molti comuni italiani che non detengono ancora dati strutturati sul proprio patrimonio edilizio a disposizione, un enorme bacino di informazioni dal quale tanti cittadini, associazioni e imprenditori potrebbero attingere per finalizzare le proprie idee e attività. Non a caso, una delle prime richieste che questo gruppo ha avanzato ad esempio al Comune di Palermo durante l’interlocuzione per la produzione delle Linee Guida per gli open data comunali è un massiccio censimento delle categorie di dati “annidate” nell’alveare dei database comunali. La sensazione sempre più dominante è che le amministrazioni in primis non abbiano contezza del potenziale che conservano nei cassetti sotto coltre di polvere decennale.

Dalle prime indicazioni su “quali dataset vorresti veder pubblicati a breve?” emergono altre riflessioni alle quali andranno dedicati post più approfonditi in seguito. Non ci soffermeremo adesso, anche per non influenzare i nuovi utenti che popoleranno progressivamente la mappa nell’immediato futuro.