#ODS16, 3 giorni di eventi a Messina per contaminarsi la cultura operativa degli open data

 

#ODS16 l’evento di 3 giorni

La comunità di opendatasicilia si è incontrata dal 2 al 4 Settembre 2016 a Messina, ospitata nella sede della facoltà di Scienze Cognitive della locale Università, con un programma di tre giornate di confronto, workshop formativi ad accesso gratuito e gruppi di sviluppo progettuale per lavorare sugli Open Data. Il sindaco del Comune di Messina ci ha accolti con piacere.

Un programma molto ricco di eventi sul mondo dei dati aperti a 360 gradi, con partecipanti provenienti da diverse parti d’Italia (guarda la mappa) e con una rappresentanza del portale europeo dei dati aperti www.europeandataportal.eu.

Cosa abbiamo fatto in 3 giorni

speaker

In questi 3 giorni di inizio settembre si è condivisa conoscenza, e contaminata cultura, su una ampia varietà di temi legati direttamente o anche indirettamente ai dati.

Sono stati illustrati i contenuti del portale europeo dei dati aperti con la presentazione di Wendy Carrara, che ha sensibilizzato i presenti sia in veste pubblica che di privati cittadini/associazioni a pubblicare dati con una chiara strategia, per gli uni, e ad utilizzare gli open data, per gli altri, al fine di creare servizi a valore aggiunto per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini nella società.

E’ stata illustrata l’iniziativa A Scuola di OpenCoesione che ha coinvolto decine di scuole in tutta Italia per la sensibilizzazione degli ambienti scolastici verso il mondo dei dati aperti e sono stati presentati i progetti di scuole che vogliono andare oltre costruendo laboratori open data in collaborazione con enti pubblici e community attive sui dati aperti.

Non poteva, ovviamente, mancare il FOIA (Freedom Of Information Act), l’Open Government, e la Trasparenza della Pubblica Amministrazione, tutti temi nazionali caldi sui quali si sono confrontati presenti e personaggi di rilievo nazionale. Con l’iniziativa  Siamo tutti “più” cittadini – ad esempio – si propongono implementazioni del nuovo statuto del comune di Palermo. Soprattutto si cerca di comprendere insieme l’apparato della Trasparenza vera e il rapporto con il  cittadino.

Si presenta il progetto SmartME, nato al fine di incoraggiare un dialogo con il comune per stimolare la creazione di nuovi ecosistemi virtuali basati sull’utilizzo del paradigma dell’Internet delle Cose (IoT).

Palermo illustra la realizzazione del piano d’incidentalità mediante sistema informativo territoriale della Polizia municipale di Palermo ed effettua analisi dettagliate e visualizzazione dei dati con il linguaggio “R”.

Sempre a Palermo la community di #OPENAMAT, iniziativa civica, apre un approccio nuovo alla risoluzione di vecchi problemi legati alla mobilità urbana dei trasporti pubblici di Palermo.

Con i dati si possono valorizzare i monumenti, quindi viene presentata l’iniziativa nazionale Wiki Loves Monuments che registra diverse pubbliche amministrazioni aderenti anche in Sicilia.

Nel campo della salute i dati sono anche molto utili, l’iniziativa civica del portale consalute.it: consapevolezza e salute con i dati socio-sanitari, illustra, tra l’altro, gli importanti dati di attesa ai Pronto Soccorso di alcuni importanti ospedali pubblici di Palermo, utile per chi deve scegliere l’Ospedale dove recarsi in emergenza.

Nell’ambito energia l’iniziativa OpenData ed Energia: opportunità per imprese e criticità dei dati presenta i dati sull’atlante solare ed eolico per la progettazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Nel campo della lotta alla criminalità organizzata, “come valutare l’antimafia? Ovviamente i  dati sono a supporto del progetto ConfiscatiBene” (slideslide).

Con un app già nota per le chat di gruppo, si costruiscono gli Albi Pop, è il caso di Telegram e di “AlboPOP: guarda un po’, l’albo pretorio va di moda“, e di Citybot un cruscotto digitale portatile per la città smart con tante info utili  in pochi click dallo smartphone.

Il giornalismo si nutre dei dati, oggi si chiama “Datajournalism”, dai dati ad un giornalismo analitico, i dati sono nei 18 giornali locali del gruppo editoriale l’Espresso / Finegil.

Dal Trentino arrivano gli input sul cambiamento delle pubbliche amministrazioni nelle economie e società guidate dai dati, una tendenza che si comincia a diffondere nei territori più virtuosi del mondo.

I bilanci comunali sono argomento sempre più caldo per la società e OpenBilanci realizza uno spaccato su Messina e la Sicilia a cura di OpenPolis.

Quando le regioni non hanno i portali open data, a farli ci pensano le community civiche: Non-Portale Open Data e dalla Sicilia si replica in Campania con laboratori per la costruzione di siti con dati pubblici unofficial.

Per chi ama il mondo delle mappe, dei dati georeferenziati e degli applicativi, l’evento messinese di 3 giorni ha portato una ventata di freschezza.

Le mappe interattive sono possibili in poche mosse e senza usare codice, è il caso di Carto.

Con Staview si ha la possibilità di visualizzare una piattaforma webGIS con i dati statistici (di ISTAT/INAIL/INPS/Ministero Interno/Veneto Lavoro/Arsel) su popolazione, lavoro, istruzione, sanità, assistenza, ambiente, energia, giustizia, sicurezza, servizi.

Con Leaflet – from Zero to Hero -si realizzano superlibrerie javascript per realizzare mappe interattive (esempi e repository).

In un evento sui dati aperti non poteva mancare il software open source per i dati geografici, con QGis si personalizzano senza limiti le mappe (Slide e materiali).

Fortunatamente oggi non c’è solo Google Maps, con Openstreetmap sono i cittadini ad arricchire i dati della mappa più bella del mondo. Ci provano i boyscout e i civic hacker con la Villa Romana di Patti, della serie le mappe le facciamo e le aggiorniamo noi cittadini.

Imparare dalle e con le macchine, machine learning: tecnologie e metodi per costruire un progetto, che casualmente ha a che fare con… 🙂  (demo e repository).

Immancabile una sessione su Statistica e i Geodati per comprendere fenomeni  nella geografia.

I dati servono per fare monitoraggio, allora Monitoraggio asincrono come se fosse Antani.

Un linguaggio software “R” per fare un focus sui dati delle API di ARPA Sicilia.

Anche la curia si avvicina agli open data per comunicare ai suoi fedeli, il caso dell’Arcidiocesi di Catania.

Quando diversi dataset si mettono in collegamento, è il caso dei Linked Open Data, e semantica del web (materiali e slide – Slide Intro LOD – materiali e slide)

Dal satellite si possono scaricare dati geografici per il riuso: i dati Copernicus.

A fine della seconda giornata davanti ad un aperitivo sulla costa di Messina è stato presentato il libro Architettura della Comunicazione.

Il terzo giorno è stato lanciato il contest Opendatagiustizia.it (Conoscere la giustizia attraverso i dati, per migliorare il Paese) promosso da COGruppo in collaborazione con Associazione Ondata (slide).

In conclusione è successo che

In 3 giorni persone con competenze tecnologiche e digitali diverse, di diversa età, sesso e orientamento politico, appartenenti ad associazioni private e ad enti pubblici, provenienti da diverse parti d’Italia si sono incontrate con questi obiettivi:

  • condividere conoscenza sull’uso dei dati, contaminandosi a vicenda
  • imparare gli uni dagli altri, facendo domande e mostrando curiosità su cosa fa l’altro
  • cercare di creare reti territoriali tra associazioni ed enti pubblici per la realizzazione di progetti specifici attraverso l’uso dei dati
  • creare servizi digitali ad alto valore culturale e sociale per la collettività
  • assaggiare le prelibatezze Messinesi: street food e granite 🙂
  • contribuire a migliorare la politica di trasparenza delle locali pubbliche amministrazioni, stimolando, ad esempio, il ricorso all’accesso civico
  • far conoscere servizi utili già realizzati attraverso il riutilizzo dei dati, ma che a volte restano confinati ad un livello molto locale perchè non adeguatamente pubblicizzati
  • dimostrare come il mondo dei dati geografici adeguatamente pubblicato online possa migliorare le scelte di vita quotidiana delle persone
  • stimolare i cittadini a valorizzare il proprio patrimonio culturale e monumentale attraverso la sensibilizzazione degli enti pubblici che autorizzano i cittadini a fotografare per contest nazionali e rilasciare le foto con licenze aperte
  • coinvolgere la scuola superiore italiana per sensibilizzare i ragazzi alla cultura del dato come leva per una nuova consapevolezza ed una nuova economia.
  • ….

Tutto questo è successo grazie ad ognuno dei partecipanti che si è immerso in una dimensione di campus culturale, dove il #dato è stato corteggiato senza limiti e per le più svariate finalità.

Opendatasicilia non è una community di soli siciliani, è una community che parte da quei siciliani che vogliono realizzare sogni, progetti e azioni sui dati insieme a individui di ogni parte d’Italia, ed è per questo motivo che riesce bene, già  al secondo anno di eventi, ad essere modello e punto di riferimento per l’aggregazione sociale e culturale senza confini.

Un sentito grazie a tutti i presenti per l’atmosfera creata e per le contaminazioni culturali generate.

Lo storytelling su Twitter

Gli eventi della 3 giorni di opendatasicilia sono stati memorizzati su un flusso di tweet e foto disponibili al link.

E una mini rassegna stampa sull’evento.

Storie umane di #opendata a Palermo

Le storie delle relazioni umane sono la cosa più bella da raccontare, e capita che nascono (a volte continuano) anche sugli open data a Palermo, dove diverse “persone” danno vita ad un interessante alchimia.

5 marzo 2016 – Palermo partecipa alla giornata mondiale “open data day”, con 9 scuole superiori della Sicilia che mostrano i loro progetti di monitoraggio su opere pubbliche, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “A scuola di Opencoesione“.

L’Istituto Professionale di Stato “L. Einaudi” di Palermo con studentesse e studenti di quattro quarte classi dimostra un ottimo livello di conoscenza dei dati (cercarli, trovarli, pulirli, riusarli) nell’analizzare lo stato di avanzamento dei lavori e della spesa pubblica relativa ai “Lavori di costruzione della rete fognaria a sistema separato in via Messina Marine (dal fiume Oreto a Piazza Sperone) e del relativo impianto di sollevamento Romagnolo”.

I Docenti, nelle persone dei prof.  Ida Mariolo, Leonardo Alagna, Vita Lo Pinto, Giovanni Ustica, dimostrano di strutturare ottimamente il lavoro sui dati insieme agli studenti. Una storia che merita di essere raccontata dagli studenti stessi.

22 marzo – il Collegio dei Docenti e il Consiglio di Istituto superiore con apposita Deliberazione istituiscono il “Laboratorio permanente Open Data“, uno spazio in cui incubare annualmente progetti partendo dal riuso dei dati in formato aperto delle pubbliche amministrazioni. Un iniziativa pregevolissima e innovativa considerato che l’IPS “L. Einaudi” è a indirizzo commerciale, una concreta conferma della vision d’Istituto proiettata a creare formazione e servizi con refluenze positive per il commercio nell’ambito territoriale siciliano. Mi congratulo con la Preside, prof.ssa Maria Rita Di Maggio, per l’impegno assunto, e a nome del Comune di Palermo offro la disponibilità a collaborare operativamente per le finalità didattiche e formative del Laboratorio.

3 maggio – insieme ad Andrea Borruso e Marco Alfano della community di Opendatasicilia realizziamo una mattina di formazione all’Istituto “L. Einaudi” sulle metodologie per realizzare mappe georeferenziate partendo da un dataset in formato “CSV” (Comma Separated Value). Le studentesse dimostrano un notevole interesse e velocità di apprendimento realizzando subito una mappa per dare il benvenuto ai compagni stranieri del progetto Erasmus+. I docenti gradiscono e cominciano a “prenotare” altre giornate formative sul tema dei dati aperti. Marco Alfano e Davide Taibi di Opendatasicilia stanno già preparando un altra giornata formativa per gli studenti da effettuare prima della fine dell’anno scolastico.

5 maggio – la Preside dell’Istituto propone al Comune di Palermo un Protocollo di Intesa per la collaborazione alla diffusione della cultura degli open data sul territorio locale, una collaborazione per rafforzare la progettualità del Laboratorio open data della scuola. La proposta vede subito favorevoli il Responsabile Open Data comunale, dott. Gabriele Marchese, il Dirigente Ufficio Innovazione, ing. Antonino Cipriani, e l’Assessore all’Innovazione, ing. Gianfranco Rizzo, che si attivano per l’approvazione in Giunta Municipale del suddetto protocollo.

9 maggio – la premiazione dell’iniziativa “A scuola di Opencoesione” vede l’IPS L. Einaudi di Palermo arrivare al 9° posto nazionale. Un successo per quelle classi che hanno creduto nel lavoro svolto, come anche per le altre scuole italiane. La premiazione nazionale svolta a Palermo ovviamente contribuisce a produrre euforia negli studenti e professori dell’IPS L. Einaudi e li stimola a ideare cosa si può fare, da subito, con gli open data, nel Laboratorio che la scuola ha istituito. Il referente del MIUR presente a Palermo per la premiazione (dott. Guazzo) si complimenta con l’Istituto Einaudi per l’idea del Laboratorio open data e per il Protocollo di Intesa con il Comune di Palermo.

Un effetto euforico generato dalla coesione, relazioni propositive e lavoro incrociato di dipendenti e amministratori comunali, membri delle community attive sugli open data, studenti e docenti. Si è fatta rete tra individui diversi per creare nuove iniziative utili: un fattore culturale abilitante per fomentare l’innovazione nella società.

In due mesi e mezzo una piccola parte di Palermo ha visto nascere una grande consapevolezza sugli open data che nessuna norma/legge avrebbe mai potuto fare meglio in così breve tempo e con il sorriso stampato sui volti dei protagonisti di questa storia appena all’inizio.

La consapevolezza è nata da un meraviglioso cocktail di apertura mentale (“openess”) di diversi soggetti appartenenti a vari ambiti e istituzioni della società.

Da questa esperienza ho capito che la cultura sulla diffusione degli open data (pubblicazione, riutilizzo, sperimentazione) nasce bene dalle persone “open”, cioè da coloro che si mostrano:

  1. curiosi verso il mondo dei dati e il relativo riutilizzo,
  2. ricettivi di proposte operative da parte dei soggetti più consapevoli sull’importanza dei dati (quelli che nell’ambiente dei dati aperti vengono definiti opendatari o evangelisti open data o smanettoni digitali o semplicemente cittadini attivi),
  3. concreti nel generare/proporre progetti (insieme agli attivisti degli open data), e percorsi in cui si trattano i dati in formato aperto al fine di realizzare nuovi servizi utili per migliorare la qualità della vita della collettività.

Ho vissuto intensamente questa storia e ho incontrato diverse persone “open”. Voglio ringraziarli tutti per avere contribuito, a vario titolo, competenza e impegno, a diffondere la cultura sui dati aperti.

Le storie umane di percorsi open data come questi nei territori valgono più di qualsiasi norma impositiva, perché nascono dalla volontà e dalla consapevolezza individuale, che sono indubbiamente genuine generatrici di nuovi modelli culturali.

Possiamo creare le condizioni affinché queste storie umane e dinamiche si ripetano costantemente. Dipende solo da “ognuno” di noi.

Ciro Spataro, UO Innovazione, Pubblicazione e Open Data dell’Area Innovazione Tecnologica (Comune di Palermo),  membro attivo della community Opendatasicilia

(photo “Gioia” by Insilenzio, www.flickr.com/photos/insilenzio/6191101541 licenza CC BY NC SA 2.0)

Scuola 2.0

Il 25 febbraio al Liceo Meli di Palermo, durante il seminario promosso dall’ ANQUAP, dal titolo “PNSD – lo sviluppo della cultura digitale nelle II.SS.“abbiamo affrontato la seguente tematica: la gestione dei flussi informativi all’interno della Scuola digitale.

Siamo partiti dal concetto di Open Government che significa scuola aperta, trasparente, condivisa e collaborativa, un nuovo paradigma che modifica la relazione tra scuola e “popolazione scolastica”: da un approccio basato sull’erogazione dei servizi da parte della Scuola dove le famiglie e il personale hanno il ruolo di fruitori passivi, si passa ad un approccio basato sulla reale collaborazione e partecipazione diretta di famiglie e personale, alle scelte strategiche della scuola.

Per raggiungere gli obiettivi di trasparenza, partecipazione e collaborazione dell’open goverment, occorre mettere a disposizione della “popolazione scolastica” degli appositi strumenti conoscitivi che permettono di prendere decisioni o meglio di valutare, condividere le scelte fatte dall’istituzione scolastica. Questi strumenti conoscitivi sono rappresentati dai dati e dalle informazioni che passano necessariamente dal sito web istituzionale, strumento principe della comunicazione pubblica nella PA.

Sulla falsa riga del progetto “Albo Pop” di Open Data Sicilia, ideato da Andrea Borruso e sostenuto da un gruppo di amici di ODS, è stato realizzato il progetto Scuola Pop, che si occupa della gestione dell’informazione all’interno dell’istituzionale scolastica, utilizzando i nuovi canali di comunicazione: un flusso informativo, costituito da news, circolari, albo on line, amministrazione trasparente, raggiunge in tempo reale le famiglie, i dipendenti, e le aziende transitando attraverso i social network Telegram, twitter e facebook.

Sconosciuto alla maggior parte della platea, Telegram, è un servizio di messaggistica istantanea, erogato senza fini di lucro, che può essere utilizzato per inviare automaticamente una notifica, ad un numero illimitato di utenti iscritti al canale Telegram della Scuola, sui diversi dispositivi mobili o desktop PC, non appena l’operatore scolastico pubblica un documento.

Molto interesse ha suscitato ai neo docenti animatori digitali, l’ utilizzo dei social network nella gestione dell’informazione, sia nella veste di attori della PA, data la semplicità nella gestione e diffusione dell’informazione, che nella veste di utilizzatori, fruitori di un servizio in rete, affidabile, semplice,ed immediato.

Qui le slide: http://www.slideshare.net/mariogrimaldi743/pnsd-lo-sviluppo-della-cultura-digitale-nelle-iiss

OpenDataSicilia ha una nuova “impastatrice”

Nelle lezioni sui dai dati aperti, spesso si fa la metafora dei dati come materia prima, come farina e acqua per fare pasta, torte, pizze, ecc.. Celebre questa immagine che trovate in molte presentazioni introduttive sugli open data.

recipe

E’ molto efficace, perché è proprio così, ma per fare una buona torta bisogna anche avere l’adeguata cultura culinaria, avere avuto una nonna speciale (non è obbligatorio, ma aiuta), un buon tavolo di lavoro, essere in compagnia e avere gli utensìli da cucina adeguati.

Questo post per ringraziare pubblicamente Davide Gelardi e wt-tech – l’azienda per cui lavora – che hanno da poco messo a disposizione per questa comunità un server (la nostra nuova impastatrice), in cui installare framework, ospitare codice, lanciare scraper, ecc.

Che ci faremo? Da subito migreremo codice e procedure come alcune di quelle messe in piedi per Albo POP, il resto starà un po’ ai cuochi. Del resto quando dataninja ci ha messo a disposizione lo spazio per questo blog e per la nostra mailing-list, non immaginavamo che saremmo arrivati così lontano.

In ultimo mi piace sottolineare la fortuna che abbiamo nel tenere viva e attiva questa comunità. L’incontro con Davide è infatti recente e si deve al raduno invernale di Pedara.

Opendata day 2016 a Palermo, partecipazione intensa.

A_scuola_opencoesione

L’opendataday 2016 a Palermo è molto intenso:

7 team di studenti di 6 scuole superiori siciliane che partecipano all’iniziativa “A scuola di Opencoesione” + Euromed Carrefour Sicilia Europedirect + Comune di Palermo + Regione Siciliana + Università di Palermo + ENAV + OpenDataSicilia.

Un grazie speciale all’organizzazione di Euromed Carrefour Sicilia Europedirect.

odday 2016

Ci vediamo sabato 5 marzo al Noviziato dei Crociferi in via Torremuzza 20, alle 9.30  (coordinate geografiche = https://map.what3words.com/scenata.firmano.abito)

Partecipano:
Marco Tornambè, Dipartimento della Programmazione, Regione Siciliana
Maria Concetta Antinoro, Dip. Regionale Turismo, Sport e Spettacolo, Regione SIciliana
Ciro Spataro, Area dell’Area dell’Innovazione Tecnologica, Comune di Palermo
Sergio Romano, Ufficio Servizi Pubblici a Rete e di Pubblica Utilità, Comune di Palermo
Roberta Romeo, Responsabile Ufficio Edilizia Scolastica, Comune di Palermo
Massimiliano Dimonte, Responsabile ENAV Palermo
Giulio Ghersi, Direttore CHAB Mediterranean Center for Human Health Advanced Biotechnologies, UNIPA
Davide Taibi, Esperto Opendata Sicilia
Scuole Partecipanti:
Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Ernesto Ascione” Palermo
Istituto Professionale per i Servizi Commerciali “Luigi Einaudi” Palermo
Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo” Palermo
Liceo Scientifico “Albert Einstein” Palermo
Istituto Superiore “Duca Abruzzi – Libero Grassi” Palermo
Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Ferdinando Borghese” Patti (ME)

Nuovo sito open geo data del Libero Consorzio Comunale di Enna

NdR: riceviamo da Giuseppe Claudio Vitale del Libero Consorzio Comunale di Enna e volentieri pubblichiamo.

Il nuovo sito web dell’open geodata e dell’informazione geografica del Libero Consorzio Comunale di Enna è online.

L’informazione geografica del Libero Consorzio Comunale di Enna (già Provincia Regionale di Enna) ha una nuova presenza online  attraverso il sito internet completamente nuovo nell’aspetto grafico e ricco di contenuti, completo e realizzato per offrire a tutti gli utenti un servizio più funzionale e immediato. Infatti, come sintetizza il motto, attraverso un solo clik si ha a portata di mano e con un accesso semplificato, la completa informazione geografica dell’Ente pubblico all’indirizzo http://www.geomagazine.enna.sitr.it/

Dalla pagina iniziale del sito, che ha un aspetto grafico interessante e dinamico, con un solo “click” e’ possibile accedere ai servizi offerti indirizzando, secondo le esigenze degli utenti il portale specialistico dedicato esclusivamente all’open geodata, unico in Sicilia e tra i pochi nella realtà meridionale, il WebSIT dove è possibile visualizzare in maniera personalizzata una moltitudine di servizi geografici e tematismi di grande interesse per cittadini, professionisti ed istituzioni pubbliche e private. Completano l’offerta dell’informazione geografica l’accesso alle pagine dello strumento territoriale e urbanistico rappresentato dal Piano Territoriale Provinciale (P.T.P.) e la piattaforma partecipativa in materia di governo del territorio attualmente unica in Sicilia basata sulla piattaforma completamente open source quale è ushahidi che nel linguaggio swahili sta per “testimonianza” o “testimone”, “traccia” come quelle che possono lasciare liberamente tutti gli utenti proponendo soluzioni e segnalando criticità mappandole direttamente ed in maniera precisa sul territorio.

Il sito è fruibile da qualsiasi piattaforma di navigazione ed adatta in maniera automatica la visualizzazione alle dimensioni dello schermo del dispositivo utilizzato.

Dalla pagina iniziale oltre alla possibilità di raggiungere le altre aree del sito visibili nella barra di navigazione in alto, inoltre, è presente, nella parte centrale, lo spazio dedicato alle notizie che hanno particolare rilevanza nel campo dell’open geodata.

Il gruppo di lavoro è sempre disponibile dietro lo schermo, pronto ad analizzare le risposte date al questionario di gradimento, assistere gli utenti nelle loro richieste e ad approfondire problematiche da loro stessi poste e, magari, ritrovarsi nei social collegati.

Vai al sito http://bit.ly/1UPQKcJ

Con l’Arcidiocesi di Catania dall’Osservatorio digitale, agli Open Data…a Telegram e oltre….

Maggio 2011, Macerata, convegno della CEI. Il titolo: Abitanti Digitali. E’ stato in quei giorni che ci siamo accorti che c’era un sentire ecclesiale diffuso e condiviso, sinergie crescenti e un patrimonio di risorse umane che si stava rafforzando.

La rete doveva aiutarci a fare un salto di qualità.
Era necessario abitare la rete da cattolici, cercando uno scambio tra le persone ponendo la giusta attenzione a tutte le dimensioni della persona e alla comunità territoriale in cui vive.

Questa era la sfida: essere creativi nello Spirito.

Abbiamo cominciato a leggere i documenti della Chiesa ( in particolare l’Istruzione “Aetatis
novae
“, che definisce i mezzi della comunicazione sociale come “doni di Dio”, chiede a ogni Chiesa locale un maggiore impegno in questo settore.)

Ci adoperammo quindi per dare piena attuazione a quanto indicato, con l’Ufficio diocesano per la Pastorale Digitale, che promuove il Messaggio del Papa in occasione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2010:

· “[…]All’interno dei grandi cambiamenti culturali le vie di comunicazione aperte dalle conquiste tecnologiche […] il Sacerdote viene a trovarsi come all’inizio di una “storia nuova”, perché, quanto più le moderne tecnologie creeranno relazioni sempre più intense e il mondo digitale amplierà i suoi confini, tanto più egli sarà chiamato a occuparsene pastoralmente, moltiplicando il proprio impegno, per porre i media al servizio della Parola. […] Una pastorale nel mondo digitale è chiamata a tener conto anche di quanti non credono, sono sfiduciati e hanno nel cuore desideri di assoluto e di verità non caduche, dal momento che i nuovi mezzi consentono di entrare in contatto con credenti di ogni religione, con non credenti e persone di ogni cultura […]”

Ci trovammo ad affrontare diverse problematiche legate alla comprensione di una innovazione, di una svolta “digitale” necessaria per arrivare alla comunità intera.

Cominciamo con il sito diocesano prima, seguono i canali social (Facebook, Twitter, Flickr) insomma si parte.

Nel frattempo diamo avvio all’Osservatorio Permanente di Pastorale Digitale, con questi obiettivi:

  1. Monitorare il rapporto tra le Diocesi italiane ed i social media alla luce del messaggio di Papa Benedetto XVI per la 47ª “Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali”.
    Pensiamo che “misurare” l’attività di pastorale digitale sia fondamentale per capire come si fa Pastorale Digitale. L”osservatorio svolge un’indagine quali-quantitativa sulle performance delle Diocesi Italiane con cadenza mensile: http://www.fanpagekarma.com/Facebook-Ranking/Diocesi-d’Italia
  2. Monitorare le linee di tendenza delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione al servizio della pastorale digitale;
  3. Realizzare un supporto di rete per le parrocchie;
  4. Fornire esempi di soluzioni adottate ed adottabili (riuso del software);
  5. Diffondere il software libero in ambito Diocesano e parrocchiale, open source inteso come dono;
  6. Promuovere l’utilizzo degli Open Data al servizio della Pastorale;

Dicembre 2015, Pedara, “Schiticchio Open Data: prendiamo coscienza della necessità di attuare a pieno la promozione degli open data dopo avere “cincischiato” pensando che forse…non si sa mai… ora vediamo…. Invece SI….E’ ORA il momento! Nasce la sezione Open Data dell’Arcidiocesi di Catania, rendendo subito “open” dati in nostro possesso, pubblicando i dati statistici ufficiali trasmessi ogni anno all’ufficio Centrale di Statistica della Chiesa presso la Segreteria di Stato Vaticana.

Ispirati dal progetto AlboPOP nasce il Bot Telegram dell’Arcidiocesi di Catania, e con esso il canale https://telegram.me/arcidiocesidicatania che mira ad informare in modo capillare circa le attività diocesane.

Una condivisione inaspettata ed imprevedibile:

Appunto…è qui che accade l’imprevedibile…dopo Pedara2015…la forza dirompente della condivisione ci porta in Open Data Sicilia. Ma anche ed in particolare a San Cipirello (PA) dove con Giuseppe Ragusa e un gruppo di “baldi giovani”(ci piace elencarli…Barbara, Gloria, Giulia, Vanessa, Epifanio, Marzia) ci siam trovati a vivere una missione comune con il loro canale https://telegram.me/comunitiamosancipirello che mira a “comunit(c)are”, cioè a creare condizioni di assoluta consapevolezza fuoriuscendo dalla famosa e quanto mai combattuta “autoreferenzialità”.

Insomma…c’è di sicuro ancora una storia tutta da scrivere!

“La rete ci aiuta a sentirci più vicini, ma bisogna recuperare lentezza e capacità di ascoltare. E scongiurare il rischio dell’isolamento e dell’esclusione” Papa Francesco

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Un BOT ti facilita la vita :-)

Quando da piccolo sentivo in famiglia la parola BOT, si trattava dei miei genitori che avevano deciso di investire i loro risparmi in “buoni ordinari del tesoro“, erano gli anni 80. Oggi, 35 anni dopo, la parola BOT comincia ad avere un ulteriore significato e molto legato al mondo dei servizi #digitali.
BOT oggi significa fruire di servizi nei nostri smartphone.
Ecco, allora, una serie di servizi utili che sono stati creati da persone con rilevanti competenze digitali.
Sono servizi che aiutano i cittadini a trovare facilmente informazioni utili nella vita quotidiana.
Istruzioni per l’uso (come fruire dei Bot su Telegram).
Scaricate l’applicazione Telegram (IOS e ANDROID) sui vostri smartphone.
Quindi nell’app cercate, per esempio, le seguenti parole:
  • Musei Italiani” (di Pierfost Paolicelli), fornisce la localizzazione geografica dei musei italiani più vicini a voi e in più dati su siti web, telefoni dei musei,e altro ancora.
  • Musei” (di Matteo Tempestini), fornisce la localizzazione geografica dei musei italiani più vicini a voi.
  • Protezione Civile Palermo” (di Giovanni Pirrotta), fornisce la localizzazione esatta delle aree di accoglienza del Piano di Protezione Civile di Palermo.
  • Transport CH Bot” (di Pierfost Paolicelli), fornisce informazioni sulle fermate del sistema di trasporto ferroviario più vicino a voi.
  • AMAT PAlermo Bot” (di Giovanni Pirrotta) fornisce informazioni sulle fermate del sistema di trasporto pubblico di Palermo (AMAT) più vicino a voi.
Tutti questi servizi su Telegram hanno una cosa in comune: si alimentano degli OPEN DATA delle pubbliche amministrazioni. Questo aspetto dei servizi informativi su Telegram conferma l’importanza della disponibilità e del riuso degli OPEN DATA al fine di migliorare la qualità della vita quotidiana di tutti noi.
E tutti questi servizi sono utili per palermitani e siciliani, nonché per tutti gli italiani e turisti.
Queste persone, con competenze digitali necessarie a sviluppare software, hanno appena iniziato a creare questi Bot su Telegram, … siamo appena all’inizio di un era di nuovi servizi digitali, fortunatamente.
Di seguito alcuni tutorial utili sulla comprensione del funzionamento dei Bot di Telegram, e per capire soprattutto le belle ed interessanti storie di interazione sociale che ci stanno dietro:

Un grazie a tutti loro per contribuire costantemente alla digitalizzazione dei servizi e per renderli fruibili a tutti.  Allora,… buon BOT 🙂

Mappe spazio-temporali per eventi culturali in Sicilia

L’idea della mappa spazio-temporale degli eventi culturali in Sicilia nasce da qui: http://www.visitsicily.info/eventi/.

Visto così questo elenco di eventi, non sembra attirare molto l’attenzione o stimolare il desiderio di andare. Allora siccome noi di Open Data Sicilia non riusciamo mai a stare fermi (e meno male!), ci siamo messi in moto per creare una modalità di visualizzazione di eventi su una mappa dove trova posto sia la localizzazione geografica dell’evento, che il tempo nel quale esso avviene.

In aiuto ci viene http://timemapper.okfnlabs.org/, un tool online gratuito e open source che fa al caso nostro. In pochi passaggi è possibile costruire una mappa spazio-tempo. Vediamo come si fa. Innanzitutto è necessario creare un database tabellare in google spreadsheet, ecco quello realizzato al nostro scopo: https://docs.google.com/spreadsheets/d/1fjqia1X6yncXymMxwF_mTxIygPucR6ORTLVqkY6p0Ts.  Nei campi bisogna inserire i dati fondamentali che dovranno essere visualizzati nella mappa di timemapper, dal titolo evento, alla data, al link di approfondimento, all’immagine che si vuole visualizzare nell’evento, ad un campo in cui l’indispensabile Andrea Borruso ha inserito una funzione, un piccolo codice che consente di creare automaticamente coordinate di latitudine e longitudine non appena abbiamo scritto il nome del paese o città in cui è previsto l’evento culturale (basato sulle API di MapQuest e sui dati OpenStreetMap). Quindi compiliamo la tabella inserendo i dati che provengono dall’elenco del sito istituzionale regionale http://www.visitsicily.info/eventi/.

Una volta compilato il database, si passa a inserire il link del database di google spreadsheet sul sito di http://timemapper.okfnlabs.org/. L’importante è avere reso pubblico il dataset di google attraverso il pulsante azzurro di condivisione in alto a destra, ed avere provveduto a selezionare “file” e poi “pubblica sul web”. Nell’area “Type of Data View” di timemapper bisogna spuntare “Timemap”. E si passa quindi a “Publicare” il database. Automaticamente il portale di Timemapper provvederà a pubblicare la mappa spazio-temporale.

timemapper

Ed ecco pronta quella degli eventi culturali 2015 in Sicilia = http://timemapper.okfnlabs.org/cirospat/timemapper-template. Che ve ne pare? E’ più gradevole del semplice elenco di eventi nel sito istituzionale del turismo in Sicilia http://www.visitsicily.info/eventi/ ? 😉

Ovviamente, e sottolineo ovviamente, il database è in open data, e se l’Assessorato regionale al Turismo volesse adottare lo strumento di timemapper, perché ritenuto gradevole come visualizzazione di eventi di attrazione turistica,  saremo ben lieti di condividere il database in priorità di modifica per ulteriori implementazioni. Il database in google spreadsheet è scaricabile da chiunque come “modello dati” per tutti gli scopi che chiunque ritiene validi e interessanti per la creazione di future mappe spazio-temporali.

 

#OpenData contest di Palermo, 8 mesi dopo: senza consegna dei premi, senza festa e senza disseminazione?

Il 28 ottobre del 2014, sul sito internet del comune di Palermo, è stata data notizia della determinazione dirigenziale n. 23 del 16 ottobre 2014, in cui si annunciava l’aggiudicazione dei premi del concorso “ApPalermo – Palermo Open Data Contest“. Si tratta di un contest che doveva premiare le migliori App, basate sui dati aperti pubblicati dal Comune di Palermo.

Da quanto mi risulta:

  1. non è stato ancora consegnato alcun premio (17.000 € per i soli primi tre premi, su un montepremi totale di 37.000 €);
  2. non è stata fatta alcuna cerimonia di premiazione;
  3. non è stata fatta ancora (quasi) alcuna disseminazione.

Sul primo punto non ci sono molti commenti da fare. Ci sono delle aziende, delle persone, dei cittadini, che aspettano da 8 mesi di ricevere quanto loro dovuto. Aggiungo che uno degli obiettivi di questo concorso era “incentivare la creazione di nuove opportunità economiche nel campo dell’innovazione tecnologica”.

Il secondo punto è probabilmente in correlazione al primo: non si organizzerà alcuna “festa, finché non verranno consegnati i premi. Lo sottolineo perché è un momento che può essere importante per la città (e non solo per i premiati), un’occasione per rendere più semplice e diretta la risposta a una domanda classica: “cosa ci faccio con i dati aperti?”.
Ma potrebbe essere anche una fantastica giornata di dibattito tra la PA e chi ha sviluppato le App sui pregi e i difetti dei dati a disposizione, sulle modalità in cui sono pubblicati, sui dataset ancora non esistenti e che avrebbero consentito di fare meglio; ma anche sui pregi e difetti delle App, sulla cura nell’inserimento dei credits in queste, sugli eventuali dati aperti prodotti a cascata da chi ha realizzato le varie applicazioni, ecc..

Anche il terzo ha sicuramente dei legami con i precedenti, ma ha pure una sua autonomia. Mi spiego con un esempio: sulla pagina ufficiale del contest, presente all’interno della sezione Open Data del sito del Comune di Palermo, non è presente nemmeno l’elenco dei vincitori con i link alle pagine di download delle App che si sono aggiudicate i vari premi. E quindi è più difficile che qualcuno possa dire “accidenti, comoda questa App, ma come hanno fatto a realizzarla?”, perché non viene creato alcun ponte tra il contest e i risultati che ha prodotto.
Tutto ciò contribuisce a rallentare la comprensione dei dati aperti da parte della cittadinanza, che non si baserebbe su tecnicismi o formalismi, ma su una soddisfazione indotta.

Queste le domande che faccio alla mia PA:

  • quando consegnerete i premi?
  • quando organizzerete la giornata pubblica di premiazione?
  • quando aggiornerete la sezione Open Data del sito comune, con i riferimenti alle App premiate?

Invierò le stesse domande via PEC al comune di Palermo.

foto di oberazzi