#ODS15: il primo grande raduno sugli opendata in Sicilia raccontato dai protagonisti

Cos’è stato #ODS15 ?

Non volevamo essere banali scrivendo i soliti giri di parole sulla partecipazione, sugli argomenti trattati e sui buoni propositi per il futuro, anche perché chi scrive rischiava di essere di parte. E’ stato sicuramente il primo vero raduno di questa comunità che è nata senza alcun momento solenne, ma che si è consolidata nel tempo sul web.

Per quest’ultimo motivo “aver dato un volto a tanti nomi è stata la mia prima e grande conquista” [Giulio Di Chiara]. Ma c’era chi non aveva mai partecipato ad OpenDataSicilia, nemmeno con una mail e questo evento è stata “la scoperta di un gruppo con grandi potenzialità progettuali, dove ognuno mette a sua disposizione le competenze, le conoscenze e informazione con il giusto mix di professionalità, innovazione, sensibilità e anche leggerezza quando serve!” [Joska Arena].

I “potenti mezzi” hanno consentito di raggiungere anche chi non poteva essere presente fisicamente al Consorzio Arca, sede dell’evento (streaming dell’evento). Ma se gli appassionati opendatari (si, ci piace chiamarli volgarmente così) arrivavano più o meno preparati, siamo contenti che anche per giornalisti e neofiti “è stato piacevole. Sono riuscito comunque a sentirmi parte del gruppo come se fossi li presente. Gli “Open Data” alla fine sono una scusa come un’altra per conoscere persone che muovono le cose in questo mondo seguendo le proprie passioni.” [Daniele Mondello].

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“Open source, open data, open open, ormai questo termine è talmente usato che a volte perde il suo senso; iniziamo ad avere un certo numero di dataset, belli, interessanti, ma cosa alla fine che ce ne facciamo? Come possono essere utili ai cittadini? In questi giorni abbiamo avuto dimostrazioni concrete di cosa si può fare con gli OD e il loro valore civico.” [Anna Marras].

Le due giornate di lavori si sono snocciolate attraverso una serie di racconti sulle esperienze personali, raccontate con quell’enfasi tipica di chi le ha vissute. Non erano lezioni, erano esperienze di vita (e di lavoro). “Si può dire che nei miei tre giorni siculi io ho parlato poco (da buona isolana), ho ascoltato tanto, ma soprattutto ho visto gente, ho visto gente che ha tanta voglia di fare (perché condividere non basta)” [Anna Marras].

Il clima era torrido fuori… oltre 35°C, ma d’altronde è stata una summer edition a pochi passi dal mare di Palermo. Dentro invece “ho da subito respirato aria di semplicità, cortesia, partecipazione, inclusione; ma più in generale ho notato che questo gruppo è OPEN in ogni senso” [pigreco]. Il “”giudizio” è stato lasciato fuori dalla porta per dare spazio al rispetto dei pregi e, meno scontato, dei difetti di ognuno di noi” [Giuseppe Ragusa].

Nei due giorni abbiamo anche lavorato con i PC e i dataset sparsi per i siti web delle pubbliche amministrazioni. “I tavoli del sabato, poi, sono stati utili per fare gruppo e porre le basi per lo sviluppo di nuove idee. “ [DavideTaibi].

Fare gruppo è importante, perchè la comunità è prima di tutto fatta di persone. “Io personalmente dopo #ODS15 mi sento più ricco perché ho più amici di prima.” [Maurizio Foderà].

Sul web ODS ha iniziato con il piede giusto in quanto è “diventata un’interlocutrice credibile per la PA, per le aziende, per i cittadini e per la mia mamma. Sicuramente abbiamo tanta strada da fare, nuovi obiettivi da raggiungere. Mi è dispiaciuto non avere con noi molti rappresentanti della PA locale, e questo è sicuramente un punto su cui dobbiamo lavorare e crescere.” [Andrea Borruso].

#ODS15 è stata soprattutto l’occasione per far assaggiare panelle, arancine/i (è solo diplomacy) e caponata a chi veniva da fuori, dal “continente”. Questa volta l’Italia si è mossa in direzione sud: “Ho capito varie cose in queste giornate. Innanzitutto che ci sono tante persone nei vari territori, comuni piccoli e grandi, che hanno intenzione di spendersi per i dati aperti [Cristiano Longo]. Dal Triveneto alla Sardegna, passando dalla Puglia e dalla Calabria e dalle altre province siciliane. C’eravamo un po’ tutti e ne siamo orgogliosi, nessun invito, soltanto volontaria partecipazione.

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Si vanno a cercare le cose per ragionare, imparare, migliorare, fare, dove c’è qualcuno che ha qualcosa da dire e da dare. Bon, la comunità OD della Sicilia funziona proprio bene in questo senso” [Francesca Gleria].

A prescindere dalla provenienza territoriale, la sensazione diffusa era quella di un grande gruppo che ha gettato le basi per qualcosa di bello, forse ancora ignoto, che verrà. “La migliore testimonianza di cosa possa fare una collettività (di qualunque dimensione) quando ‘realizza’ di essere un unicum e si muove tutta nella stessa direzione!” [Marco Alfano].

In questo “unicum” non vanno dimenticati i prodi che per la prima volta sentivano parlare di dati aperti e che si sono affacciati all’argomento con l’intento di arricchire il proprio bagaglio culturale. Non tutti siamo tecnici, non tutti sappiamo mappare o “maneggiare” i dati come Ciro “Io mi diverto a condividere la conoscenza proprio sulle mappe online. E se mi diverto, … funziona” [Ciro Spataro].

Ma non è indispensabile.

“Se c’era una neofita e una presenza un pò fuori dal coro in quei giorni ero io. Il nostro incontro mi ha attivato una serie di riflessioni da cui sono nati e nasceranno ancora nuovi ragionamenti e nuove azioni. Penso sia bello per Opendata Sicilia sapere di aver raggiunto questo obiettivo con tanti dei presenti.” [Irene Oliveri].

Un cannolo e una cassata ad honorem sono stati consegnati all’eroe di giornata, che Andrea Nelson Mauro è solito individuare in eventi del genere. Il suo nome è Maurizio Foderà, “uomo buono di Mazara del Vallo, cittadina trapanese altrimenti nota per il gamberone rosso nonché per le insegne delle strade bilingue italiano-arabo.” [Andrea Nelson Mauro]

Non ci siamo fatti mancare niente, nemmeno le serate in riva al mare con la birra in mano e i piedi sulla sabbia. Qualcuno sarà anche rientrato a casa con qualche chilo in più, ma non diciamo chi (è femmina!).

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Ci sia consentito dedicare qualche riga ad hoc ai bambini che sono intervenuti ad #ODS15 (grazie all’associazione PalermoScienza che ha coordinato la sessione) armati di curiosità e rilevatori di luce, decibel e temperatura. Loro sono i nostri campioni, il nostro futuro. Dopo una passeggiata nei dintorni della sede sotto il sole africano, sono rientrati alla base per georeferenziare i dati raccolti e per capire il perché sia importante disporre di dati nella nostra quotidianietà. Il loro interesse e le loro domande sono state grande motivo di orgoglio e di felicità. Da loro ripartiremo.

Come avete capito, questo post non ha un autore unico, l’abbiamo scritto insieme perché era la cosa più open da fare. E sicuramente la più divertente.

Non ci sono approfondimenti, è un post che racchiude sensazioni.

Chi vuole ripercorrere le tematiche affrontate lo potrà fare cliccando qui e visionando le presentazioni o ascoltando l’audio di alcuni interventi. E poi si può sempre contattare direttamente i relatori, conoscerli, chiacchierare con loro.

Cosa ci rimane da questo evento? “Ricchezza umana e professionale, disponibilità e accoglienza, spirito di gruppo e ritrovarsi insieme per imparare l’un l’altro reciprocamente con umiltà e senza protagonismi.” [giovanni pirrotta].

E la voglia di farlo di nuovo con un grande obiettivo, riassunto in questa metafora:

“La stanza dell’eco al Teatro Massimo di Palermo è circolare, realizzata in modo che più stai al margine più c’è eco e rimbomba, mentre se ti metti al centro ascolti solo la tua voce, molto amplificata. Ora, il centinaio di persone che hanno partecipato a #ods15, e che stanno disposti sulla circonferenza sanno che devono andare a prendere per mano quelli che stanno al centro, soprattutto gli amministratori ma anche molte altre persone, e portarli ai margini, per lavorare tutti insieme. Così l’eco dei dati e del loro riuso uscirà da Massimo e si espanderà al Sud” [Ilaria Vitellio]

 

Le opportunità e le sfide del digitale oggi. Sviluppatori e Creativi a confronto

Le opportunità e le sfide del digitale oggi. Sviluppatori e Creativi a confrontoSi terrà a Niscemi il prossimo 11 settembre alle ore 17 presso la caffetteria Mad in Italy il primo convegno organizzato dal Google Developer Group di Gela a Niscemi e sponsorizzato dalla Geofunction Srls. Il convegno è inoltre patrocinato da Opendatasicilia, Wikimedia Italia e la rete dei DigitalChampions.

Segui l’evento su Facebook e su Google+

Il tema scelto è di grande attualità, gli argomenti trattati rivolti ad un pubblico non specializzato.  Si parlerà di web 2.0, wikipedia, opendata e diritti d’autore nel web, ma si parlerà anche di creatività ed artigianato digitale.

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Sensibilizzazione sul software open source Libre Office per le Pubbliche Amministrazioni siciliane

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Il 12 maggio 2015 alla Real Fonderia di Palermo si è tenuto un evento di sensibilizzazione su Libre Office rivolto ai dipendenti della Pubblica Amministrazione siciliana, un evento con il patrocinio gratuito del Comune di Palermo:
http://comunepalermo.28710.x6.nabble.com/Comune-di-Palermo-Formazione-dipendenti-su-software-open-source-Lapiana-quot-Importante-opportunita–td5147.html

I membri di Libre Italia hanno illustrato in 3 presentazioni le caratteristiche del software open source Libre Office, la suite di lavoro che contiene gli analoghi gratuiti di excel, word, powerpoint, access.
Relatori:   Flavia Marzano – Presidente Stati Generali dell’Innovazione (via skype)
Italo Vignoli – Consigliere e Presidente Onorario di LibreItalia – The Document Foundation
Marina Latini – Vice Presidente Associazione LibreItalia
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Sesta Tappa dell’Open Data Tour – FABLAB Catania

Ed è arrivato il turno del FABLAB di ospitare una tappa dell’Open Data Tour, la sesta, il 21 Aprile 2015.

Un Fablab è uno spazio di coworking nel quale è possibile progettare e realizzare oggetti di vario tipo con gli strumenti messi a disposizione dalla struttura (stampanti 3D, frese, …). FABLAB Catania, gestito dalla Digital Champion di San Giovanni La Punta Carmen Russo, si distingue da altre esperienze analoghe per la sua impostazione professionale, che gli consente di rivolgersi ad aziende e professionisti.

La sesta tappa è stata molto partecipata e caratterizzata da una forte presenza di dipendenti della Pubblica Amministrazione e di membri dell’associazione dei Digital Champions Italiani (ben quattro, me compreso). E’ intervenuto inoltre Segio Consoli del Semantic Technologies Lab per illustrare un esempio concreto di applicativo basato sugli Open Data (in particolare, su quelli del nodo del Sistema Informativo Territoriale di Catania). Tutto questo ha contribuito ad avviare un acceso dibattito a volte molto tecnico, sia dal punto di vista delle procedure amministrative, che rispetto alle tematiche puramente informatiche ed infrastrutturali.

In questo scambio libero di idee e opinioni sono emerse le necessità più svariate. Particolare attenzione è stata manifestata sulle tematiche riguardanti la salute: statistiche sugli interventi e sulle patologie, anche in relazione alle caratteristiche della popolazione residente, mappatura degli ospedali e dei posti letto totali e isponibili, questi ultimi anche in tempo reale, dati in tempo reale sull’inquinamento.

Oltre questo, è stata rilevata l’esigenza di dati sull’urbanistica e la mobilità quali, ad esempio, i parcheggi, le piste ciclabili e gli stalli blu a pagamento.

Per quanto riguarda il patrimonio strico e culturale, ovviamente l’elenco e la posizione dei beni culturali, ma anche informazioni sugli interventi di restauro effettuati, programmati e sullo stato di avanzamento di quelli in essere.

Infin, altre tematiche sollevate sono state il piano regolatore, posizione ed accesso ai servizi pubblici, informazioni sulle centraline metereologiche e accesso ai dati da queste rilevati.

Quarta Tappa dell’Open Data Tour – YoutHub

La quarta tappa del tour si è svolta il 16 Marzo 2015 presso la sede Catanese dell’acceleratore di startup Working Capital di Telecom Italia. Sono stato ospitato dall’associazione YoutHub all’interno di un Appuntamento delle idee.

YoutHub, inizialmente associazione studentesca, oggi aperta anche ad altre categorie, si occupa principalmente di supportare chiunque abbia una idea innovativa a trasformarla in una impresa. In questo contesto, è coinvolta nel programma di accelerazione di Telecom. L’appuntamento delle idee è un evento periodico che non è ristretto ai soci, durante il quale chiunque ha la possibilità di presentare le proprie idee e proposte.

Nel mio intervento ho introdotto la tematica degli open data, cosa sono, perchè sono utili e ho presentato a grandi linee le attività di Open Data Sicilia.

Al termine, come di consueto, ho raccolto dai presenti alcuni suggerimenti sui dati di interesse.

In primis, dati sui punti di interesse turistico, ma in particolare sui musei di proprietà di privati.

E’ emerso un interesse sui costi della politica e sui gettoni percepiti dai consiglieri comunali per partecipare alle commissioni, sulla scia di un recente scandalo.

Molto interessante ed in linea con le tematiche della trasparenza, ma anche di forte interesse pratico, i dati in tempo reale sugli appalti per i lavori pubblici, sui costi e le tempistiche e sullo stato corrente di completamento.

Ancora, da una giovane startup mi è venuta la richiesta dell’albo dei medici specialistici. Attualmente sembra che non esista.

Infine, è stata manifestata l’esigenza di canali diretti, in particolare posta certificata, per contattare i dirigenti dei vari servizi pubblici.

Terza Tappa dell’Open Data Tour – Officina Rebelde

Il 4 Marzo del 2015 sono stato accolto presso Officina Rebelde in occasione di una loro riunione del direttivo. Officina Rebelde è una delle associazione storiche del tessuto catanese, che si occupa da molti anni dei diritti dei deboli promuovendo svariate pratiche che si ispirano al Neozapatismo. Forte è il loro impegno nel movimento NO MUOS, ma anche, ad esempio, nelle questioni riguardanti la tematica abitativa.

I ragazzi di Officina Rebelde erano già entrati in contatto con la tematica degli Open Data, per cui in questa occasione abbiamo approfondito alcuni temi pratici quali, ad esempio, quello dei beni confiscati alla mafia. Tra i suggerimenti che hanno dato riguardo i dati che andrebbero aperti riporto i dati riguardanti i prezzi degli affitti e delle case, ed eventuali discrepanze di questi con i valori catastali degli immobili.

Oltre questo, è stato rilevato che alcune opportunità molto rilevanti per le famiglie disagiate non vengono (o, se si, non appropriatamente) fornite sul sito del Comune di Catania. Tra queste è stato citato il contratto collettivo per l’acquisto della casa, ed i vari bandi emessi per ottenere agevolazioni sull’affitto.

Il primo step dell’iniziativa di monitoraggio su Open Data e Pubbliche amministrazioni in Sicilia.. in attesa del report a cura di ODS.

L’Open Data Day 2015 ha visto la community di Open Data Sicilia impegnata su vari fronti con nuclei di “opendatari” attivi in diverse città dell’isola (in particolare a Palermo, Catania e Messina). Alcune delle iniziative in campo sono il frutto del confronto, iniziato in occasione del primo raduno della community di Open Data Sicilia (Monaco di Mezzo, 27 dicembre 2014), e continuato a distanza in questi due mesi.

L’idea di sviluppare una scheda di monitoraggio sull’attività di data disclosure dei comuni siciliani nasce come strumento per la raccolta di informazioni utili per mappare, comprendere e comparare pratiche ed esperienze che (purtroppo ancora pochi) enti e pubbliche amministrazioni siciliane stanno sperimentando e portando avanti. Un esperimento che prende spunto e si avvale di riferimenti e modelli sviluppati sia in ambito internazionale (Open data Barometer, five star scheme di Tim Berners-Lee) che nazionale (Open Data Census, linee guida AgID) cercando di integrarli, e adattarli al contesto locale e ove possibile arricchirle con nuovi campi di osservazione e analisi.

Sabato 21 febbraio abbiamo sperimentato un metodo di lavoro centrato sulla collaborazione, il confronto e la condivisione. Siamo riusciti ad organizzarci in due luoghi fisici di coworking, a Palermo (Consorzio Arca) e Catania (Bench – Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali) gestendo le attività a distanza grazie ad una piattaforma che offre strumenti utili per il lavoro di gruppo (hipchat).

L’output prodotto è una scheda di monitoraggio, insieme ad un primo test fatto sul comune di Palermo. La scheda è adesso disponibile online per ricevere osservazioni da parte della community di Open Data Sicilia. Testato e validato lo strumento di monitoraggio ci dedicheremo, probabilmente attraverso una nuova sessione di lavoro a distanza, alla rilevazione vera e propria con l’idea di creare un primo report di analisi (esperienza che potrebbe poi essere ripetuta con cadenza periodica).

Oltre alla breve cronaca appena fatta e alle possibili prospettive future delineate sopra, mi preme mettere in evidenza alcuni punti salienti di questa “esperienza – azione”:

  1. Metodo di lavoro: basato sul confronto e partendo in alcuni casi da prospettive e idee diverse. Un confronto nato sulla rete, ripreso off-line e concretizzato tra on-line e off-line. La nascita spontanea di gruppi di lavoro con competenze assolutamente variegate e multidisciplinari ma con la voglia di trovare e provare occasioni di scambio.
  2. Cooperazione VS competizione: non è stato facile, come accade spesso nelle situazioni di lavoro di gruppo (senza una regia forte), trovare una sintesi tra le diverse proposte e idee tanto sul modo di procedere che sui contenuti. Alla fine però il risultato è arrivato ed è stato il frutto di logiche e pratiche improntate alla cooperazione e all’ascolto reciproco convinti che se ci si muove in gruppo si ottengono risultati che vanno ben oltre la sommatoria di tante piccole iniziative individuali.
  3. Sulle spalle dei giganti.. : lo sforzo fatto parte dalla curiosità, dalla voglia di partecipazione e di cambiamento che ci accomuna tutti (insieme all’interesse per i dati aperti e la trasparenza) ma ben consapevoli che questo non basta per costruire proposte e azioni utili e di qualità ci siamo tutti dedicati all’analisi delle esperienze già consolidate e da quelle siamo partiti per costruire qualcosa di nuovo. L’Open Data Institute e l’OKFN (con cui vorremmo tanto collaborare in futuro) ci hanno offerto utilissimi spunti che sono alla base del nostro lavoro, abbiamo però pensato di raccogliere anche informazioni sui referenti per le politiche di open data all’interno dei vari enti, la presenza di eventuali documenti formali (come le linee guida), la valutazione dell’engagement, informazioni relative a progetti e finanziamenti esterni o la partecipazione di enti e società che hanno contribuito al processo di data disclosure.

 

Seconda Tappa dell’Open Data Tour – CittàInsieme

Oggi, 2 Marzo 2015, ho avuto l’occasione di far visita a Città Insieme, associazione storica di cittadinanza attiva che da quasi 30 anni svolge attività di controllo dell’operato della pubblica amministrazione e sperimenta forme di amministrazione partecipata. Lo stumento principale usato da questo gruppo di cittadini sono le assemblee pubbliche, alle quali vengono invitati e interrogati gli amministratori pubblici.

A dirla tutta, ero andato li solo per definire una data per una eventuale tappa del tour, ma i presenti, incuriositi e in precedenza già contaminati dal buon Mirko Viola, hanno voluto approfondire la tematica. Ho avuto quindi l’opportunità di chiarire cosa sono gli open data, la differenza tra questa pratica e quelle imposte dalla trasparenza, come è possibile utilizzarli e quali sono gli spazi di manovra a nostra disposizione per ottenerli.

Tra le innumerevoli attività svolte dall’associazione, organizzata in agguerriti ed efficenti gruppi di lavoro, abbiamo approfondito quella legata alla variante del piano urbanistico riguardante alcuni edifici del centro storico. E’ quindi emersa la necessità da un lato di avere in formato interoperabile informazioni riguardanti il piano regolatore, e dall’altro di essere informati sulle attività riguardanti lo stesso (appunto, proposte di variazioni).

Inizia l’Open Data Tour – prima tappa Hackspace

Il 24 Febbraio del 2015 ha avuto ufficialmente inizio l’Open Data Tour. Questa iniziativa ha lo scopo di portare a conoscenza le realtà cittadine della tematica degli Open Data. Ogni tappa svolge presso le sedi delle associazioni ospitanti, e prevede una breve introduzione sugli Open Data e sulle attività di Open Data Sicilia. Al termine di questa, e dopo aver risposto alle domande degli intervenuti, viene chiesto di quali dati questi pensano di aver bisogno e che uso ne farebbero. Questo al fine di pianificare attività appropriate di liberazione e riutilizzo dei dati che abbiano effettive ed immediate ricadute sulla realtà cittadina.

La prima tappa si è svolta presso Hackspace Catania, una associazione che fa riferimento alla filosofia dei cosiddetti makers e agli ideali della conoscenza aperta. In questa associazione vengono realizzate svariate attività legate all’informatica, all’elettronica e all’arte contemporanea.

La partecipazione del pubblico al dibatto è stata ampia, grazie anche al supporto del moderatore Emilio Messina, già istruito sulla tematica. Le esigenze emerse riguardano principalmente il patrimonio immobiliare in carico al comune, quindi quali sono gli spazi e gli immobili, quali di questi sono utilizzati e quali invece sono liberi, e gli avvisi pubblici riguardanti l’assegnazione degli stessi.

A margine, è stato manifestato anche un interesse sui flussi turistici e l’utilizzo dei mezzi pubblici, in particolare quelli interurbani.

La pragmaticità in scena a #oddit15

All’ultimo pranzo di Open Data Sicilia e durante i giorni che hanno preceduto questa edizione 2015 dell’ Open Data Day avevamo ribadito un concetto: a partire dalla idee in seno a questa comunità, produciamo qualcosa di utile e concreto per tutti.

Così è nato l’ OddIt15 in Sicilia.

Con due postazioni fisiche a Palermo e Catania accessibili a chiunque e in connessione remota, si è creato un unico gruppo operativo che tra una chat aperta, un vassoio di dolci e una videochiamata ha lavorato rispettivamente su questi output:

  • Scheda di Monitoraggio per le attività opendata dei comuni siciliani
    Partendo dal concetto di “monitoraggio” delle attività opendata contenuto nell’Open Data Census di OKFN, abbiamo redatto una scheda la cui compilazione favorisce una più ampia comprensione e analisi del fenomeno opendata nel comune che si è scelto di analizzare. L’obiettivo è consentire a chiunque di poter monitorare la propria amministrazione uniformando le valutazioni.
    Una prima versione della scheda si trova qui. E’ sicuramente perfettibile e continueremo a lavorarci, ma ci sembra un buon inizio e speriamo che anche altre comunità possano utilizzarla e migliorarla.
  • Trascrizione e sottotitolazione del videoWhat can open data do for you?”
    Questo video, molto breve e incisivo, contiene concetti importanti che possono facilmente trasferire i valori principali dei dati aperti a coloro che approcciano per la prima volta questo tema. Il video originale dell’Open data Institute è in inglese. Andrea Borruso e Davide Taibi lo hanno trascritto e tradotto in italiano. Trovate tutti i dettagli in questo post di approndimento
  • Mappa sul Piano Regolatore Generale del Comune di Palermo
    Di recente il Comune di Palermo ha pubblicato in opendata il PRG.
    Il dataset non propone un file di codifica delle Zone Territoriali Omogenee (che vengono banalmente elencate con una sigla ma senza alcuna didascalia esplicativa). Vogliamo arricchire il dato con questa ulteriore informazione per renderlo più accessibile e ci lavoreremo su. Nel frattempo, il buon Andrea Borruso ha abbozzato una mappa  che ci permette di leggere subito la zonizzazione. Work in progress, ma dice già tanto così.
  • Valutazione conformità alle norme di trasparenza sul Comune di Messina
    Il gruppo “Trasparenza siti web Pubblica Amministrazione” ha iniziato il 21, in collaborazione con noi, una analisi del sito web del Comune di Messina, per valutarne il grado di conformità alle norme sulla Trasparenza.
    E’ stato creato un documento condiviso per attivare un processo partecipato. Contiene le indicazioni su come partecipare ai lavori, e farà da archivio delle evidenze raccolte.
    I lavori sono attualmente in corso e i risultati verranno inviati al Comune di Messina, al fine di stimolare un adeguamento del loro sito a quanto previsto dalle normative.
    Sarà anche l’occasione per testare un metodo di lavoro; se verrà valutato di una certa utilità, potrà infatti essere replicato da qualsiasi altro Comune.

Ci riteniamo soddisfatti, il format “operativo” ha dato i suoi frutti e contiamo di riproporlo in futuro. Sarebbe bello che una giornata così possa ripetersi una volta al mese, chissà quante cose interessanti salterebbero fuori.

La rete è stata fondamentale per arrivare preparati all’evento sia in termini di programmazione delle attività che di logistica. Ma il bello è stato lavorare insieme allo stesso tavolo.

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