Un invito per Open Knowledge Open Arts 2016

di Carlo Condarelli

Venerdì 26 Febbraio 2016 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Matematica e Informatica (DMI) dell’Università di Catania si terrà la seconda edizione di Open Knowledge Open Arts (OKOA16). La prima edizione nel 2015 si è svolta in occasione dell’Open Data Day.
La conferenza è principalmente dedicata all’analisi e a presentazioni di casi studio ed esperienze concrete che illustrino come il rapporto tra open data e beni culturali e artistici sia fondamentale non solo per la condivisione di dati e conoscenza, ma anche per la loro gestione e valorizzazione.
I principali argomenti trattati sono i seguenti:

  • open data riguardanti i beni culturali;
  • applicativi che usano gli open data sui beni culturali;
  • possibilità e prospettive che sarebbero aperte da open data in merito ai beni culturali.

La partecipazione è gratuita, comprende anche un tour archeologico, ma è necessario registrarsi.

Se fossi un alieno che orbita intorno alla terra cercherei informazioni preliminari su questo mondo, per poter costruire alcune relazioni con gli spazi, i tempi, e gli aborigeni del pianeta. Sul mio browser spaziale, in grado di intercettare qualsiasi modulazione di frequenza mi compare una strana parola: OKOA. Il mio traduttore interstellare mi da delle risposte immediate: okoa vuol dire “acqua” in un dialetto (Tanimuca-Retuarã) di una antica tribù della Colombia; e vuol dire anche “salva” in una declinazione dello Swahili Africano.
Questi due concetti rappresentano pienamente il senso dell’iniziativa Open Knowledge Open Arts. Okoa nasce dall’esigenza principale di mettere in relazione la tribù degli umanisti con quella dei tecnici informatici per trovare soluzioni efficaci per la divulgazione e la valorizzazione delle culture e dei loro prodotti materiali ed immateriali.
I concetti “salva” e “acqua” disegnano prospettive semantiche che si associano perfettamente alla vision dell’iniziativa.
L’esigenza di OKOA infatti è quella di aprire una riflessione sul contemporaneo “salvando” un patrimonio di memoria fondamentale per lo sviluppo della comunicazione e della rappresentazione dei saperi. Salvare la memoria generazionale che ha visto impegnati gli esseri umani nella conservazione e nella divulgazione attraverso l’evoluzione dei sistemi. Da quelli arcaici come il il museo, l’archivio , la biblioteca, lo scavo archeologico, a quelli più moderni, la carta stampata, la fotografia, il disegno , il ciclostile, la fotocopia, il telefono, la televisione, il computer, la rete.
Questi prodotti per la conservazione e la divulgazione hanno conosciuto negli ultimi anni processi di trasformazione radicali, e al momento presente ci troviamo di fronte ad una ondata di mutamento che investe l’intera società in una maniera mai vista in precedenza. Questo mutamento porta in sé complesse contraddizioni tra opposti dialettici, da un lato le trasformazioni profonde nel senso della coscienza e dell’identità, dall’altro grandi potenzialità di arricchimento e socializzazione. Questo mutamento avrà effetti rivoluzionari sul piano della percezione e della elaborazione del pensiero nelle generazioni future, e sul piano materiale ha già determinato fenomeni importanti in campo economico (NASDAC), con una certa inclinazione a vantaggio di chi ha più controllo nel dominio internet, software, devices e soprattutto banche dati. Inutile dilungarsi sulle cause di alcune derive provocate dall’avvento delle TIC come la ricerca del profitto a tutti i costi, o degli effetti come la declinazione di un eterno presente nella sfera cognitiva degli utenti a detrimento di una certa consapevolezza della storia e di un certo “Buonsenso” di matrice vernacolare.
L’interesse di OKOA sta nell’integrazione di percorsi tecnologici con strategie intelligenti di organizzazione sul piano sociale, pedagogico e culturale. Infatti, esaurita la sfida tecnologica, cioè quel complesso di iniziative dedicate al perfezionamento delle tecnologie, rimane aperta la sfida per fare in modo che sia il medium (il software e l’hardware) sia il contenuto del messaggio (formalmente i dati) siano raggiungibili , riusabili, leggibili, da tutti. Alla base vi è la convinzione che le TIC possano contribuire , attraverso la creatività e la responsabilità, ad uno sviluppo concreto della società.
OKOA vuol dire “salva” e anche “acqua”.
Tra gli obbiettivi di questa iniziativa c’è quello di creare un flusso , un flusso diretto nel sociale.La prima edizione di OKOA si è svolta con una appendice formativa nei licei dove partecipanti al workshop hanno impostato una giornata formativa teorico pratica sul tema della comunicazione sull’arte in ambiente “augmented reality”. I saperi condivisi in OKOA cercano uno sbocco applicativo immediato , un flusso a contatto con le agenzie di socializzazione presenti sul territorio. Non è un caso che tutto il lavoro avviene su base di volontariato e che il comitato organizzatore accetti contributi di sostegno in forma di piccoli gettoni e solo da piccole imprese di settore.
Gli obbiettivi dell’edizione 2016 sono quello di aprire una riflessione internazionale sui temi open source, open data per la valorizzazione dei beni culturali. Contestualmente di creare una comunità in grado di esprimere sul campo buone pratiche attraverso la sperimentazione. L’organizzazione è frutto di una sinergia tra piccole imprese, associazioni culturali, archivi, e il Dipartimento di Matematica Informatica dell’Università di Catania che ha indetto contestualmente una call for papers europea. Dunque le nuove tecnologie diventano uno strumento per l’esplosione di tutti i contenuti e le loro estensioni semantiche. L’opera d’arte, il bene culturale sono inquadrati come manufatti di sintesi in grado di documentare dati storici , sociali, nel complesso quella visione etnografica e binoculare, alla base della concreta comprensione di tutti gli aspetti che concorrono alla definizione di una società, del suo grado di civilizzazione, del suo sviluppo, e dei suoi problemi.
Questa metodologia è efficace sia per lo studio del passato che per una analisi del presente intelligente.

Open Knowledge Open Arts 2016 è organizzata dall’Università degli studi di Catania in collaborazione con le associazioni YouCultures, Hackspace Catania, Palestra per la mente e Wikimedia Italia.

Su Trasparenza, Partecipazione e Open Data a Palermo

Riporto le mie riflessioni relative alla partecipazione ai due eventi organizzati dal Comune di Palermo – la “riunione del team Open Data“, l’11 dicembre, e la “seconda giornata della trasparenza 2015“, il 15 dicembre – e già espresse durante tali incontri.

  • Giudico positivo che questi eventi ci siano e siano stati aperti alla partecipazione di tutti anche se, sicuramente, può essere migliorata la comunicazione in anticipo dell’evento (che per la riunione del team Open Data non ha funzionato molto) e, soprattutto, la modalità di partecipazione: nell’era di internet e dei social media, un incontro, come quello sulla trasparenza in aula consiliare, nella mattina di un martedì, necessariamente crea difficoltà a chi lavora o è altrimenti impegnato, mentre altre modalità di partecipazione, quali  trasmissione attraverso webinar (con possibilità di intervenire in chat) o uso dei social media, sicuramente, consentirebbe di avere una platea più vasta, soprattutto per quanto riguarda i cittadini o le associazioni di cittadinanza attiva.
  • E’ stato fatto notare che la partecipazione della cittadinanza è risultata limitata (in entrambi gli eventi) con un vistoso calo di presenze nella seconda giornata della trasparenza rispetto alla prima dell’anno 2015. Ritengo che, a parte le problematiche già evidenziate nel punto precedente, c’è sicuramente una disaffezione di quella parte della cittadinanza che vuole partecipare e che è rimasta profondamente delusa dalle numerose richieste presentate all’amministrazione e rimaste inascoltate (istituzione delle consulte tematiche, conferenze cittadine sui grandi temi, pubblicazione di tutti i programmi, piani, progetti e azioni dell’amministrazione, ecc.) nonché dai tentativi ‘mal gestiti’ dell’amministrazione di realizzare iniziative in modo partecipato, quali “candidatura di Palermo a capitale della cultura” o “piano sociale”, dove tantissimi cittadini hanno partecipato e fornito contributi durante il primo incontro, ai Cantieri Culturali della Zisa, ma che non ha visto realizzare gli ulteriori passaggi partecipati previsti e utilizzare i contributi forniti, e sappiamo tutti come è andata a finire… Anche gli Electronic Town Meeting, che l’amministrazione cita spesso come esempi virtuosi di partecipazione, sembrano più un ‘esercizio di stile’ i cui risultati non si sa che fine facciano e,  sicuramente, non se ne vede nè percepisce alcun beneficio in città. Manca un’attuazione operativa delle proposte dei partecipanti e manca una comunicazione online post evento partecipativo.
  • Deve essere chiaro all’amministrazione che, per i cittadini, partecipazione significa essere informati costantemente, completamente e a tempo debito su tutto quello che essa fa e intende fare, poter intervenire con eventuali osservazioni o proposte operative, essere consultati sulle tematiche di maggior rilievo, costruire insieme le iniziative e prendere insieme le decisioni sulle questioni più importanti (grandi opere, piano regolatore, gestione rifiuti, mobilità sostenibile, riqualificazione area costiera, gestione spazi culturali, ecc.). La partecipazione effettuata dall’amministrazione si è finora limitata a un’informazione assolutamente insufficiente e incostante e ad una discussione generalista su alcune tematiche i cui effetti, o meglio, ‘non effetti’ sono stati mostrati prima. Esiste una piattaforma di partecipazione sul sito comunale, ParteciPA, che consente vari livelli dei partecipazione descritti ma che vede attivati solo alcuni forum (strade trafficate, percorso arabo-normanno, ecc.) decisi unidirezionalmente dal Comune e con un numero irrisorio di interventi. Perché non vengono attivati anche altri strumenti e strategie per realizzare una partecipazione completa ed efficace per le scelte di governo che l’Amministrazione deve compiere?
  • Deve essere chiarito, una volta per tutte, se il concetto di trasparenza che l’Amministrazione comunale ha è lo stesso di quello che hanno i cittadini. Per questi ultimi tutti i dati della pubblica amministrazione devono essere costantemnete pubblicati come dati aperti (ad esclusione, ovviamente, dei dati ‘sensibili’, quali quelli legati alla privacy o alla sicurezza come già prevede la normativa). Come descritto in precedenza, il cittadino vuol capire bene quali iniziative e decisioni sta prendendo l’amministrazione, e vuole partecipare (ovviamente nel pieno rispetto dei ruoli) in tutte le fasi, da quella di analisi, alle scelte iniziali degli scenari, a quella progettuale, fino a quella realizzativa. Le informazioni devono essere complete, costanti e facilmente accessibili. Il cittadino non deve cominciare a ‘girovagare’ per le diverse sezioni del sito web alla ricerca delle informazioni che gli interessano (e che spesso non trova), non sa che esiste la sezione ‘amministrazione trasparente’ o quella ‘open data’, tutto deve essere organizzato in modo da porre l’utente finale al centro dei servizi online del sito web. Ormai le amministrazioni pubbliche più virtuose costruiscono i siti web in maniera partecipata con le tecniche del co-desing e dello Human Centered Design. Alcune amministrazioni che hanno riorganizzato i siti in questa prospettiva sono Bologna, Firenze e le regioni Toscana e Lazio, il sito web del comune di Palermo dovrebbe solo ‘copiare’ le buone prassi già esistenti ….
  • La sezione ‘amministrazione trasparente’ del sito comunale non contiene la maggior parte delle informazioni che realmente interessano i cittadini quali piani, programmi, progetti che fanno comprendere ai cittadini cosa sta succedendo nella loro città. In particolare manca il piano strategico che sembra (se ne sente solo parlare, ma nulla online)  sia in fase di predisposizione e che è quanto mai opportuno che sia condiviso con i cittadini già in fase di stesura perché è il documento base per lo sviluppo della città. Troviamo online nel portale  Amministrazione Trasparente solo un bando per la predisposizione del Piano di Azione del Piano Strategico. Manca online anche il nuovo piano regolatore generale in formato aperto che l’Amministrazione di Palermo chiama 2.0, per il quale una forte partecipazione della città è auspicabile. Mancano i progetti delle grandi opere, quali tram e passante ferroviario che così profondamente  stanno incidendo in questa città. Auspico che queste informazioni siano pubblicate al più presto,  e non come file pdf derivanti da scansioni con impossiblità di riuso, ma come dati aperti e facilmente accessibili (in stile ‘urban center’ sul web). Auspico che i cittadini possano realmente partecipare, per es., attraverso la piattaforma ParteciPA, che era stata pensata esattamente per questo scopo, ma il cui scarso utilizzo dovrebbe indurre l’Amministrazione a riflessioni sulle strategie efficaci di coinvolgimento.  Con una piattaforma di e-participation pienamente funzionante e i principali strumenti online di interazione (webinar, Facebook, Twitter, gamification), l’Amministrazione comunale potrebbe  raccogliere contributi fondamentali dai cittadini da utilizzare nella pianificazione e progettazione operativa come avviene già in molte altre città.
  • Il “programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2015-2017, sebbene contenga tra gli obiettivi specifici il miglioramento della qualità delle informazioni, la semplificazione dei procedimenti, l’attivazione di servizi on-line, l’Open Government come sollecitazione e agevolazione della partecipazione e coinvolgimento della collettività, il miglioramento nell’uso delle risorse e nell’erogazione dei servizi al pubblico, dal punto di vista delle azioni concrete si limita al mero adempimento del D. Lgs. 33/2013 che, ovviamente non consente , da solo, di raggiungere tali obiettivi. E’ necessario, dunque modificare il piano in modo da stabilire azioni precise e indicatori chiari per raggiungere gli obiettivi prefissati. Auspico che nel prossimo incontro sulla trasparenza non si parli più di trasparenza come solo adempimento del D.Lgs. 33/2013 (e ancora oggi per buona parte dei nostri amministratori è unicamente questo) ma nei termini più ampi e completi discussi precedentemente.
  • Le “linee guida comunali sugli Open Data avevano un cronoprogramma ben preciso che è stato per lo più disatteso. I motivi possono pur essere validi (cambio ciclico del responsabile dell’Open Data) ma non si può perdere ulteriore tempo e urge fare passi concreti in questo campo che è intimamente collegato a tutto il resto. Non si può pensare di pubblicare qualche dataset ogni tanto basandosi sulla buona volontà di pochi, bensì si deve creare un processo strutturato con adeguati applicativi gestionali in cui il dato viene creato, gestito e pubblicato tempestivamente in Open Data dai gruppi responsabili e competenti per tematiche che quindi se ne occupano per l’intero ciclo di vita, gruppi con i quali il cittadino può interagire direttamente per qualunque necessità di riuso. Occorre dunque che ogni area ed ufficio del comune di Palermo si organizzi internamente affinché standardizzi e automatizzi il processo di produzione, gestione e pubblicazione tempestiva dei dati, e stabilisca un calendario per la progressiva pubblicazione e aggiornamento di tutti i dati di propria competenza (che risultano essere ben oltre i 73 dataset attualmente censiti a seguito di un sondaggio interno). E’ necesaria un opportuna revisione del processo di produzione, agevolato anche dall’obbligatorietà della creazione dell’atto amministrativo direttamente in formato digitale a partire da agosto 2016,  ed eventuale bonifica dei dataset ‘statici’ già creati dagli uffici e che rivestono grande utilità per la collettività.

In conclusione, siamo già nel mezzo di una rivoluzione per la PA in termini di trasparenza e partecipazione, un processo fortunatamente ‘irreversibile’ che vede una spinta ‘sincronica’, sia dal basso che dall’alto, e che obbliga le amministrazioni a mettere il cittadino al centro di tutte le sue azioni e scelte e a creare una sempre maggiore collaborazione.

Dal mio punto di vista un’amministrazione ‘intelligente’ deve percorrere questa strada con decisione per evitare il rischio, come già avvenuto in passato, di dover rincorrere le norme e creare malumori al suo interno in termini di appesantimento del lavoro già svolto. Il Comune di Palermo sta facendo qualcosa in tale direzione, ma è ancora troppo frammentario e basato sulle iniziative individuali e non ha prodotto, finora, cambiamenti evidenti su questi temi fondamentali. Se l’intenzione è avviare un percorso, necessariamente a tappe ma completo, per realizzare una reale trasparenza e partecipazione allora troverà, lungo la strada, il supporto concreto e altamente qualificato dei cittadini che hanno già ampiamente dimostrato di voler collaborare attivamente attraverso, ad esempio, la forte partecipazione ai primi eventi creati dal comune, la realizzazione delle linee guida comunali sugli open data e la progettazione della piattaforma ParteciPA, tutto lavoro svolto gratuitamente e al solo scopo di rendere un servizio utile alla città. Se, invece, vorrà continuare,  come fatto finora, con il ‘minimo indispensabile’  e solo per obbligo normativo, i cittadini andranno avanti per conto loro e continueranno a fare gli innovatori apristrada e l’amministrazione perderà una grande occasione di lavoro sinergico che le sarebbe di grande aiuto per uscire una volta per tutte da quello stato di alta invivibilità cittadina che non piace nè giova ad alcuno, ma che i vari sondaggi sulla qualità della vita a Palermo mostrano, purtroppo, in modo impietoso.

Seconda Giornata della trasparenza del Comune di Palermo 2015: un report

NdR: Il 15 dicembre 2015 il Comune di Palermo ha organizzato la “Seconda giornata della trasperenza“. Daniele Caldara, che era tra i presenti, ci ha inviato un report che pubblichiamo a seguire.

La giornata (15/12/2015) inizia con la presentazione del nuovo Piano Anticorruzione del comune di Palermo (di seguito PNA), a presentarlo è il Segretario Generale, dott. Fabrizio Dall’Acqua.
Dopo una breve introduzione sulla legge 190 e sulle convenzioni che la reggono  (convenzione Onu e Strasburgo 1999) il discorso si è subito incentrato sull’evoluzione del piano all’interno del comune di Palermo.
Dal 2013 è stato chiesto ai dirigenti di fare un’attività di analisi dei processi, e dei corrispondenti procedimenti, a rischio corruzione e infiltrazione mafiosa, così come recita la legge 190.
In generale, tutti i processi caratterizzati da ampi margini di discrezionalità e che si rivolgono principalmente all’esterno dell’amministrazione (Autorizzazione, concessioni, gare, contratti, erogazioni sovvenzioni concorsi e scatti di anzianità).
Ogni processo è stato oggetto di valutazione attraverso due famiglie di indicatori, a cui si è attribuito un punteggio numerico (da 1 a 5 a seconda del minore o maggiore rischio corruzione):

  • Indicatori di Valutazione di Processo:
    • Discrezionalità
    • Rilevanza esterna
    • Complessità processo
    • Controlli
  • Indicatori di Valutazione Dell’impatto:
    • Impatto Organizzativo
    • Impatto economico
    • Impatto reputazionale

Il prodotto tra le 2 famiglie di indicatori indicherà il rischio totale di corruzione assegnato al processo.

Il passo avanti fatto per il PNA del 2016 è stato, in armonia con le nuove linee guida fornite dall’ANAC, la scomposizione dei processi a rischio corruzione in microfasi.

Per ogni microfase è stato individuato:

  • Una serie di indicatori di impatto e di processo;
  • Una serie di misure organiche di prevenzione
  • Un responsabile del procedimento e i tempi necessari per portarlo a termine;
  • Un indicatore di risultato, al fine della valutazione finale.

I processi scomposti in microfasi e valutati ad oggi sono 562 (sono quelli previsti dalla 190), di cui 83 appartenenti all’aerea rossa, 163 all’area gialla e gli altri 316 divisi tra area verde e azzurra.
L’ultima parte dell’intervento è stata dedicata alla formazione che il comune di Palermo ha fatto ai suoi dipendenti; formazione incentrata su valori etici e sulla formazione concreta dei PNA.

Il secondo intervento, a cura dal responsabile per la trasparenza dott. Di Peri, si è incentrato tutto sulla critica alla “anti-corruzione
provvedimentale”, affermando che troppo spesso la formazione del PNA carica i dirigenti di lavoro e, come dimostrano i fatti, molto spesso non serve a ridurre il rischio corruzione presente nelle PA.
Afferma che la Pubblicità è lo strumento principe dell’anti-corruzione, introduce il D. Lgs. 33/2013 che porta le nuove norme sulla trasparenza e
sull’istituto dell’accesso civico e presenta la sezione del sito dedicata ai verbali delle commissioni del consiglio comunale.

Il dott. Marchese (responsabile open data, Area innovazione tecnologica) presenta lo stato dell’arte sugli open data presenti nel portale del comune.
(Slide dell’intervento: www.goo.gl/CxPIJ6).
Afferma che la trasparenza, prima di essere un obbligo delle PA normato, è un fattore culturale, che il cittadino deve sensibilizzarsi sulle
potenzialità affidate alla pubblicità indipendentemente dall’appartenenza diretta alla PA.
Il dott. Marchese ribadisce che l’obiettivo è la totale informatizzazione del comune, ma afferma che ci sono gravi ritardi sulla digitalizzazione dei documenti.
Ritardi dovuti alla trasversalità dell’obiettivo a tutti gli uffici del comune, e alla notevole difficoltà a introdurre strumenti che permettano la creazione dei documenti in ambienti condivisi.
In generale, per il 2016 si cercherà di:

  • Individuare priorità di pubblicazione di data-set;
  • Creare spazi web con esempi di riutilizzo dei dati;
  • Dare la possibilità ai dirigenti di pubblicare/aggiornare direttamente i data-set.

Il dott. Li Castri, Ufficio Lavori Pubblici, ha introdotto due importanti attività che il suo ufficio sta realizzando:

  • Sincronizzazione del portale Simug col portale amministrazione trasparente del comune: in modo tale da riuscire ad aggiornare giornalmente la sezione amministrazione trasparente con dati che riguardano lo stato dei lavori, il Rup, i cantieri aperti e la spesa del comune in opere pubbliche.
  • Attivazione di processi di progettazione partecipata: trovare strumenti di partecipazione diffusa per la formazione dei progetti di nuove
    infrastrutture, pubblicando gli elaborati prima dell’approvazione definitiva e permettendo ai cittadini di poter fare le proprie osservazioni.

Il dott. Meli , Webmaster del sito di Palermo, ha presentato le sezioni del portale Amministrazione Trasparente e le varie attività che il Comune fa attraverso i social, ma queste sono cose che già sappiamo!

 

L’utilità del riuso dei dati aperti per la formazione, lavoro in tandem

 

a cura di Ciro Spataro, OpendataSicilia, Palermo 

Il FormezPA ha costruito dei materiali didattici per un corso online sugli open data rivolto ai dipendenti della Pubblica Amministrazione italiana. Al corso si sono iscritti 1252 dipendenti pubblici italiani, un buon numero indubbiamente, ma la Pubblica Amministrazione italiana (comuni, province, regioni, scuole, università, ministeri,…) è fatta da milioni di dipendenti a vario titolo.

Oggi i dati aperti (open data) della PA rappresentano uno dei migliori carburanti dell’innovazione sociale e culturale. Le banche dati presenti dentro gli uffici pubblici hanno un enorme valore se riutilizzati nella società per mano di cittadini volenterosi, civic hackers, sviluppatori, start up, associazioni, software house. Riutilizzo che permetterebbe la costruzione di servizi web, infografiche, mappe georeferenziate, app per dispositivi mobili con info e dati utili per tutti nella vita di ogni giorno.

Ecco, allora, che il Formez con il suo corso online sui dati aperti rappresenta uno dei maggiori stimolatori sull’argomento. Saper generare dataset, saper accompagnarli con metadati utili e chiari, sapere aggiornarli quanto più frequentemente possibile, saperli pubblicare online, tutto questo diventa una delle missioni principali delle PA.

Con questa premessa mi sono cimentato nel riuso dei materiali didattici del FormezPA, realizzati con un linguaggio semplice e chiaro, accompagnati da video e immagini che consentono di facilitarne la comprensione a tutti, anche a coloro che non hanno avanzate competenze digitali.

 ccbysa40int [riuso]

I materiali didattici sono stati rilasciati dal FormezPA con una licenza Creative Commons, BY (citare l’autore), SA (share alike = condividi allo stesso modo), versione 4.0 Internazionale. In pratica una licenza che permette un ampio riuso del materiale, anche a fini commerciali, che ovviamente non è il caso del post che state leggendo.

Riutilizzando il materiale didattico del corso online, proprio nello stesso momento di fruizione del corso stesso (come una sorta di evidenziatore digitale), ho creato una nuova versione personalizzata del materiale del FormezPA: eccolo.

materiale formativo open data

Il materiale formativo è una presentazione su GoogleDrive ed è disponibile ad  un link, a tutte le ore di qualsiasi giorno dell’anno. E’ rilasciato con la stessa tipologia di licenza (CC BY SA 4.0 INT) del FormezPA. Non bisogna iscriversi e non bisogna fruire i contenuti in tempi stabiliti, come di solito avviene nei corsi online o in presenza. E lo può fruire un dipendente della PA, uno studente, e qualsiasi altro cittadino o associazione interessata. Lo reputo una sorta di comodo sussidiario digitale sugli open data. Può essere persino oggetto di studio nelle scuole medie o superiori e spero che un giorno l’open data diventi anche una vera e propria materia universitaria in ogni facoltà.

Nel mezzo del cammin di questo riuso dei materiali didattici formativi del Formez, ho incontrato Paola Chiesa online, attivista digitale, blogger, appassionata della materia degli open data e della trasparenza nella Pubblica Amministrazione. Leggete dalle sue parole come ha interagito con me sulla redazione finale di questo materiale didattico opendata.

 

paola chiesa a cura di Paola Chiesa,  Social evolution, Torino

Non sono poi tante le persone che in Italia si occupano di open data, e sicuramente Sicilia Open Data  spicca tra le community significativamente più attive sul tema, perché può contare su persone motivate, appassionate e concrete. Ragion per cui, nel mio peregrinare sulla Rete alla ricerca di best practice sulla divulgazione del tema degli open data, sono arrivata a Palermo, da Ciro Spataro. Parlare lo stesso linguaggio, cioè quello della condivisione, ci ha consentito di interagire facilmente, compensandoci per rendere il prezioso materiale didattico del Formez ancor più efficace ed accessibile a tante categorie di persone. Da attivista digitale esterna alla Pubblica Amministrazione e occupandomi di comunicazione, mi pongo spesso il problema di come trasmettere al meglio le opportunità costituite dal tema degli open data, e di come sensibilizzare il territorio, quindi i cittadini ma anche le associazioni, le imprese e le scuole a farsi soggetto attivo e consapevole, in grado di comprendere, controllare e stimolare l’attività  della Pubblica Amministrazione.

Questo materiale didattico è l’occasione giusta, ha un taglio intuitivo e fresco grazie alla presenza equilibrata di elementi di testo e video. O almeno speriamo che sia così!

In ogni caso, sempre in ottica di utilità e concretezza, ci piace misurare e valutare i risultati di ciò che facciamo, in modo da poter essere sempre più performanti. Perciò al termine del materiale didattico abbiamo creato anche un questionario, che vi invitiamo a compilare, affinché possa darci indicazioni utili sul grado di comprensione della materia. Ovviamente, i risultati saranno disponibili in open data per tutti!  

Altro che il ponte sullo stretto di Messina… già oggi  le autostrade digitali che collegano Palermo e Torino sono velocissime!

#MapMyDay, mappiamo l’accessibilità del nostro territorio

Il prossimo 3 dicembre ci sarà #‎MapMyDay‬, un giornata dedicata alla mappatura delle accessibilità e delle barriere presenti intorno a noi. Ci sembra una gran bella idea e vogliamo contribuire a darne diffusione. Tutti i dati raccolti saranno archiviati su OpenStreetMap e quindi saranno aperti e disponibili per il riuso.

Sul sito dedicato trovate molte informazioni. Se però l’inglese fosse una barriera,  per fortuna Matteo Tempestini (grazie mille) ha fatto una traduzione di alcuni dei testi più importanti, che ha condiviso liberamente e che trovate a seguire.

Giorno 3, unitevi a #‎MapMyDay

_____________________________________________

Come contrassegnare i luoghi con Wheelmap

Indicazioni Utili per l’evento MapMyDay

Diventa parte di “MapMyDay” cosi che ognuno possa muoversi. Perchè muoversi vuol dire libertà. Per le persone in sedia a rotelle, comunque, è una libertà con ostacoli. Condividendo quello che sai a livello locale sull’accessibilità dei luoghi tu puoi cambiare le cose per gli altri. E’ molto semplice:

Cominciamo con le basi di WheelMap

Devi conoscere i criteri di wheelmap per accessibilità delle sedie a rotelle (verde, giallo o rosso): gli utenti di wheelmap usano un sistema a colori di semaforo. Puoi trovare altre informazioni

più sotto nella sezione “Come funziona WheelMap”.

Devi conoscere le funzioni di WheelMap: nelle FAQs http://wheelmap.org/en/faqs tu puoi trovare molte informazioni utili su come editare o aggiungere un luogo, aggiungere foto e molto altro.

Preparativi

Scarica la app WheelMap : ce ne sono versioni disponibili per iPhone, Android e Windows Phone (Windows 10).

Registrati ed effettua il login. Tu puoi iniziare ad aggiungere mark dei luoghi senza login ma se vuoi aggiungere o editare luoghi devi registrarti. Ecco come:

  • Registra un account su https://www.openstreetmap.org/user/new o segui il processo di registrazione della app. Attiva l’account facendo click sul link nella mail di conferma che riceverai da Openstreetmap (OSM).
  • Per fare login in Wheelmap: fai click su Login (nel browser) o sulla icona del profilo sulla app e fai login in WheelMap usando il tuo account OSM (username e password). Ecco fatto!

Batterie cariche? Con una carica completa del tuo smartphone tu puoi mappare tutto il giorno.

Tu e i tuoi amici…condividere è prendersi a cuore

Facebook, Twitter & Co. : Vuoi far sapere ai tuoi amici che tu stai partecipando a “MapMyDay”? Ti raccomandiamo durante “MapMyDay” di postare selfies o tu che mappi su Facebook, posta foto di scalini, o rampe e cosa ne pensi di tutto questo. Usa l’hashtag #mapmyday.

“MapMyDay” worldwide

Vai oltre e scopri cosa sta accadendo in altre parti del mondo durante “MapMyday”. Vai su www.mapmyday.org e lascia il tuo contatto per informazioni . Noi ti terremo informato su “MapMyday”.

Come Funziona WheelMap ?

Contrassegnare i luoghi

  1. Andare sulla mappa online o aprire la app sullo smartphone
  2. Cliccare su un luogo che ha il marker grigio
  3. Scegliere l’appropriato colore per il marker che corrisponde all’accessibilità con sedia a rotelle del luogo e salvare. Fatto!

Come funziona il sistema a marker a “colori del semaforo”?

VERDE: accessibile alla sedia a rotelle.

        Ingresso: senza scalini

        Stanze: tutte le stanze sono accessibili senza scalini

GIALLO: accessibile parzialmente alla sedia a rotelle

        Ingresso: non c’è più di uno scalino con altezza massima di 7 cm

        Stanze: le stanze più importanti sono accessibili senza scalini

ROSSO: non accessibile alla sedia a rotelle

        Ingresso: con scalino più alto di 7 cm

        Stanze: non accessibili se non con scalini

GRIGIO: sconosciuto

        L’accessibilità con sedia a rotelle di questo luogo è ancora sconosciuta e il luogo necessita di essere contrassegnato.

Stato della toilet (valutato indipendentemente dall’accessibilità del luogo)

VERDE: toilet accessibile con sedia a rotelle

Larghezza delle porte almeno di 90cm

Spazio libero interno 150cm x 150cm

Seduta della toilet ad altezza sedia a rotelle

Maniglia pieghevole

Lavandino accessibile

ROSSO: toilet non accessibile con sedia a rotelle

GRIGIO: stato toilet ancora sconosciuto

Spiegazione dei criteri

Porte

Informazioni sulla natura della porta, ad esempio se si tratta di una porta oscillante o se
è difficile da aprire , non è un criterio in Wheelmap. I requisiti di persone con difficoltà motorie variano troppo da essere in grado di stabilire un criterio di valutazione per questo. Dettagli sulla porte possono essere aggiunti come commenti. Una porta dovrebbe essere almeno 70cm di larghezza .

Ingressi Laterali

Anche se un posto ha gradini all’ingresso , ma ha un livello di accesso da un lato ( o posteriore ), il luogo può essere contrassegnato verde (se gli altri criteri sono soddisfatti ) .

ATM

Un bancomat deve essere raggiungibile senza passi e abbastanza basso per essere azionato da una sedia a rotelle.

Stazioni e fermate di trasporto pubblico

Alle fermate degli autobus e stazioni ferroviarie , solo l’accessibilità della sedia a rotelle nella fermata o stazione è rilevante per la valutazione non l’accessibilità del trasporto pubblico
in termini di veicoli. Il servizio locale deve essere consultato per quanto riguarda l’accessibilità dei suoi veicoli pubblici per il trasporto .

Rampe

  • Se un luogo ha una rampa mobile , e questo è facile da vedere , all’ingresso , il luogo può essere contrassegnato in giallo ( se gli altri criteri sono rispettati ) .
  • Se c’è una rampa fissa in un luogo , la posizione può essere marcato verde .

È possibile aggiungere un commento aggiuntivo che descrive la rampa per altri utenti ( ad esempio , se è relativamente ripida ) nella sezione commenti del luogo .

Aggiungere luoghi, editare informazioni, upload di foto

Al fine di aggiungere nuovi luoghi sul sito web o con la applicazione , per modificare le
informazioni sui luoghi , per caricare foto o scrivere commenti su un luogo , è necessario essere registrati come utente a Openstreetmap

Ecco come :
1. Registra un account su OSM
https://www.openstreetmap.org/user/new o
segui il processo di registrazione della vostra applicazione .
Attivare l’account cliccando sul link nella e-mail di conferma che riceverete dal
OpenStreetMap ( OSM ) .
2. Per accedere a Wheelmap : Clicca su ” Login”
( nel browser ) oppure sull’icona profilo (nella applicazione ) e fare log-in su Wheelmap , utilizzando il tuo nome utente e password di OSM .
Fatto!

Le nostre FAQs su http://wheelmap.org/en/faqs/ danno risposte dettagliate ad altre domande come

  • Posso cambiare o editare le informazioni su un luogo?
  • Come aggiungo un nuovo luogo su WheelMap?
  • Come posso fare l’upload di una foto di un luogo?

[traduzione dai documenti

http://mapmyday.org/downloads/mapmyday_checklist_mapper_en.pdf

http://mapmyday.org/downloads/mapmyday_handout_en.pdf

 

Beni Confiscati a Catania

Il 30 Ottobre del 2015 a Catania si è svolto un evento, organizzato dall’opendatahacklab, sul tema dei beni confiscati a Catania. L’incontro ha avuto luogo nella pinacoteca sita nella ex Chiesa di S. Michele Minore, attualmente gestita dalla città metropolitana di Catania, in piazza Manganelli a Catania.

La scelta della pinacoteca non è stata casuale. Si tratta infatti di un bene gestito dalla città metropolitana, ma a disposizione di tutte le associazioni e individui che vogliano svolgervi attività consone. Questo luogo mi fu indicato da un referente del Centro Contemporaneo, che è un gruppo di gallerie d’arte, bottege artigiane e ristoranti che si è occupata della (parziale) pedonalizzazione, valorizzazione e riappropriazione della Piazza Manganelli e delle aree limitrofe.

L’idea di realizzare questo incontro nasce dalla mia esigenza di capire come attvità di liberazione di dati possano portare ricadute concrete. A questo fine, come ho spiegato nell’intervento introduttivo, ho convocato un insieme di soggetti che possono, e attualmente hanno, un ruolo nella riappropriazione dei beni confiscati alla criminalità, tentando di delineare un ciclo di attività che, se completato, speriamo portino ad un utitilizzo ed una riappropriazione piena di questi beni da parte della cittadinanza.

Siamo partiti dagli Open Data dandone la definizione e ricordando che a Giugno di quest’anno il comune di Catania ha pubblicato, a seguito di una richiesta di accesso civico, l’elenco aggiornato dei beni confiscati che gestisce, grazie al quale è stato possibile realizzare una mappa. Registriamo a tal proposito che poco tempo dopo il comune ha pubblicato lo stesso elenco in open data.

Considerando i beni confiscati come appartenti alla categoria dei beni comuni, mi è sembrato doveroso dare la parola ai rappresentanti della Laboratorio Urbano POpolare che hanno presentato la costituente dei beni comuni, invitando tutti i presenti a parteciparvi.

Andrea Borruso ha quindi sviluppato il tema degli open data per il civic hacking e generati della comunità, presentando poi in dettaglio l’attività di confiscatibene e dandoci qualche anticipazione sulla versione prossima ventura del portatile.

Dai dati sui beni confiscati al loro utilizzo trasparente e partecipato: lo strumento di cui si è dotato il comune di Catania è il Regolamento per l’affidamento dei beni confiscati alla criminalità organizzata. L’elaborazione di tale regolamento e la sua approvazione fu promossa da svariate associazioni, una per tutte Libera: associazioni, nomi e numeri contro le mafie. A parlare del regolamento e di vari aspetti amministrativi e giuridici del sequestro e della confisca dei beni è stata Maria Luisa Barrera durante la sua presentazione.

Giovanni Caruso, in rappresentanza del GAPA, di una delle associazioni più antiche di promozione sociale operanti in città, ha parlato del ruolo dell’associazionismo nella gestione dei beni confiscati, citando una esperienza passata a Catania che purtroppo non aveva avuto i risultati sperati e mettendoci in guardia dalle divisioni e dalle rivalità.

Dall’assegnazione al controllo e alla verifica. Il collettivo Scatto Sociale ha presentato i risultati di una inchiesta sui beni confiscati a Catania realizzata in collaborazione con la testata I Siciliani giovani.

Al termine degli interventi programmati, la presidentessa dell’associazione CTFiadda, citata nell’inchiesta di Scatto Sociale, ha voluto fare alcune precisazioni rilevando quelle che secondo lei erano delle imprecisioni riportate nell’articolo.

Infine ha preso la parola Pierpaolo Lucifora, presidente del Consorzio Etneo per la legalità e lo sviluppo, anche questo citato nell’inchiesta, per presentare il consorzio e offrire la propria disponibiltà e quella del consorzio ad eventuali attività future e collaborazioni.

MATERIALI

  1. Intervento introduttivo di Cristiano Longo
  2. Elenco dei beni confiscati del comune di Catania
  3. Mappa dei beni confiscati a Catania
  4. Open Data dei beni confiscati a Catania
  5. confiscatibene
  6. Regolamento del comune di Catania per l’affidamento dei beni confiscati alla criminalità organizzata
  7. Lucidi dell’intervento di Maria Luisa Barrera
  8. Pagina Facebook dell’evento
  9. Inchiesta sui beni confiscati a Catania

#ODS15: il primo grande raduno sugli opendata in Sicilia raccontato dai protagonisti

Cos’è stato #ODS15 ?

Non volevamo essere banali scrivendo i soliti giri di parole sulla partecipazione, sugli argomenti trattati e sui buoni propositi per il futuro, anche perché chi scrive rischiava di essere di parte. E’ stato sicuramente il primo vero raduno di questa comunità che è nata senza alcun momento solenne, ma che si è consolidata nel tempo sul web.

Per quest’ultimo motivo “aver dato un volto a tanti nomi è stata la mia prima e grande conquista” [Giulio Di Chiara]. Ma c’era chi non aveva mai partecipato ad OpenDataSicilia, nemmeno con una mail e questo evento è stata “la scoperta di un gruppo con grandi potenzialità progettuali, dove ognuno mette a sua disposizione le competenze, le conoscenze e informazione con il giusto mix di professionalità, innovazione, sensibilità e anche leggerezza quando serve!” [Joska Arena].

I “potenti mezzi” hanno consentito di raggiungere anche chi non poteva essere presente fisicamente al Consorzio Arca, sede dell’evento (streaming dell’evento). Ma se gli appassionati opendatari (si, ci piace chiamarli volgarmente così) arrivavano più o meno preparati, siamo contenti che anche per giornalisti e neofiti “è stato piacevole. Sono riuscito comunque a sentirmi parte del gruppo come se fossi li presente. Gli “Open Data” alla fine sono una scusa come un’altra per conoscere persone che muovono le cose in questo mondo seguendo le proprie passioni.” [Daniele Mondello].

CODZTZzWwAAE0QE

“Open source, open data, open open, ormai questo termine è talmente usato che a volte perde il suo senso; iniziamo ad avere un certo numero di dataset, belli, interessanti, ma cosa alla fine che ce ne facciamo? Come possono essere utili ai cittadini? In questi giorni abbiamo avuto dimostrazioni concrete di cosa si può fare con gli OD e il loro valore civico.” [Anna Marras].

Le due giornate di lavori si sono snocciolate attraverso una serie di racconti sulle esperienze personali, raccontate con quell’enfasi tipica di chi le ha vissute. Non erano lezioni, erano esperienze di vita (e di lavoro). “Si può dire che nei miei tre giorni siculi io ho parlato poco (da buona isolana), ho ascoltato tanto, ma soprattutto ho visto gente, ho visto gente che ha tanta voglia di fare (perché condividere non basta)” [Anna Marras].

Il clima era torrido fuori… oltre 35°C, ma d’altronde è stata una summer edition a pochi passi dal mare di Palermo. Dentro invece “ho da subito respirato aria di semplicità, cortesia, partecipazione, inclusione; ma più in generale ho notato che questo gruppo è OPEN in ogni senso” [pigreco]. Il “”giudizio” è stato lasciato fuori dalla porta per dare spazio al rispetto dei pregi e, meno scontato, dei difetti di ognuno di noi” [Giuseppe Ragusa].

Nei due giorni abbiamo anche lavorato con i PC e i dataset sparsi per i siti web delle pubbliche amministrazioni. “I tavoli del sabato, poi, sono stati utili per fare gruppo e porre le basi per lo sviluppo di nuove idee. “ [DavideTaibi].

Fare gruppo è importante, perchè la comunità è prima di tutto fatta di persone. “Io personalmente dopo #ODS15 mi sento più ricco perché ho più amici di prima.” [Maurizio Foderà].

Sul web ODS ha iniziato con il piede giusto in quanto è “diventata un’interlocutrice credibile per la PA, per le aziende, per i cittadini e per la mia mamma. Sicuramente abbiamo tanta strada da fare, nuovi obiettivi da raggiungere. Mi è dispiaciuto non avere con noi molti rappresentanti della PA locale, e questo è sicuramente un punto su cui dobbiamo lavorare e crescere.” [Andrea Borruso].

#ODS15 è stata soprattutto l’occasione per far assaggiare panelle, arancine/i (è solo diplomacy) e caponata a chi veniva da fuori, dal “continente”. Questa volta l’Italia si è mossa in direzione sud: “Ho capito varie cose in queste giornate. Innanzitutto che ci sono tante persone nei vari territori, comuni piccoli e grandi, che hanno intenzione di spendersi per i dati aperti [Cristiano Longo]. Dal Triveneto alla Sardegna, passando dalla Puglia e dalla Calabria e dalle altre province siciliane. C’eravamo un po’ tutti e ne siamo orgogliosi, nessun invito, soltanto volontaria partecipazione.

CODJTLQWUAE5HSD

 

Si vanno a cercare le cose per ragionare, imparare, migliorare, fare, dove c’è qualcuno che ha qualcosa da dire e da dare. Bon, la comunità OD della Sicilia funziona proprio bene in questo senso” [Francesca Gleria].

A prescindere dalla provenienza territoriale, la sensazione diffusa era quella di un grande gruppo che ha gettato le basi per qualcosa di bello, forse ancora ignoto, che verrà. “La migliore testimonianza di cosa possa fare una collettività (di qualunque dimensione) quando ‘realizza’ di essere un unicum e si muove tutta nella stessa direzione!” [Marco Alfano].

In questo “unicum” non vanno dimenticati i prodi che per la prima volta sentivano parlare di dati aperti e che si sono affacciati all’argomento con l’intento di arricchire il proprio bagaglio culturale. Non tutti siamo tecnici, non tutti sappiamo mappare o “maneggiare” i dati come Ciro “Io mi diverto a condividere la conoscenza proprio sulle mappe online. E se mi diverto, … funziona” [Ciro Spataro].

Ma non è indispensabile.

“Se c’era una neofita e una presenza un pò fuori dal coro in quei giorni ero io. Il nostro incontro mi ha attivato una serie di riflessioni da cui sono nati e nasceranno ancora nuovi ragionamenti e nuove azioni. Penso sia bello per Opendata Sicilia sapere di aver raggiunto questo obiettivo con tanti dei presenti.” [Irene Oliveri].

Un cannolo e una cassata ad honorem sono stati consegnati all’eroe di giornata, che Andrea Nelson Mauro è solito individuare in eventi del genere. Il suo nome è Maurizio Foderà, “uomo buono di Mazara del Vallo, cittadina trapanese altrimenti nota per il gamberone rosso nonché per le insegne delle strade bilingue italiano-arabo.” [Andrea Nelson Mauro]

Non ci siamo fatti mancare niente, nemmeno le serate in riva al mare con la birra in mano e i piedi sulla sabbia. Qualcuno sarà anche rientrato a casa con qualche chilo in più, ma non diciamo chi (è femmina!).

DSC_7161

Ci sia consentito dedicare qualche riga ad hoc ai bambini che sono intervenuti ad #ODS15 (grazie all’associazione PalermoScienza che ha coordinato la sessione) armati di curiosità e rilevatori di luce, decibel e temperatura. Loro sono i nostri campioni, il nostro futuro. Dopo una passeggiata nei dintorni della sede sotto il sole africano, sono rientrati alla base per georeferenziare i dati raccolti e per capire il perché sia importante disporre di dati nella nostra quotidianietà. Il loro interesse e le loro domande sono state grande motivo di orgoglio e di felicità. Da loro ripartiremo.

Come avete capito, questo post non ha un autore unico, l’abbiamo scritto insieme perché era la cosa più open da fare. E sicuramente la più divertente.

Non ci sono approfondimenti, è un post che racchiude sensazioni.

Chi vuole ripercorrere le tematiche affrontate lo potrà fare cliccando qui e visionando le presentazioni o ascoltando l’audio di alcuni interventi. E poi si può sempre contattare direttamente i relatori, conoscerli, chiacchierare con loro.

Cosa ci rimane da questo evento? “Ricchezza umana e professionale, disponibilità e accoglienza, spirito di gruppo e ritrovarsi insieme per imparare l’un l’altro reciprocamente con umiltà e senza protagonismi.” [giovanni pirrotta].

E la voglia di farlo di nuovo con un grande obiettivo, riassunto in questa metafora:

“La stanza dell’eco al Teatro Massimo di Palermo è circolare, realizzata in modo che più stai al margine più c’è eco e rimbomba, mentre se ti metti al centro ascolti solo la tua voce, molto amplificata. Ora, il centinaio di persone che hanno partecipato a #ods15, e che stanno disposti sulla circonferenza sanno che devono andare a prendere per mano quelli che stanno al centro, soprattutto gli amministratori ma anche molte altre persone, e portarli ai margini, per lavorare tutti insieme. Così l’eco dei dati e del loro riuso uscirà da Massimo e si espanderà al Sud” [Ilaria Vitellio]

 

Le opportunità e le sfide del digitale oggi. Sviluppatori e Creativi a confronto

Le opportunità e le sfide del digitale oggi. Sviluppatori e Creativi a confrontoSi terrà a Niscemi il prossimo 11 settembre alle ore 17 presso la caffetteria Mad in Italy il primo convegno organizzato dal Google Developer Group di Gela a Niscemi e sponsorizzato dalla Geofunction Srls. Il convegno è inoltre patrocinato da Opendatasicilia, Wikimedia Italia e la rete dei DigitalChampions.

Segui l’evento su Facebook e su Google+

Il tema scelto è di grande attualità, gli argomenti trattati rivolti ad un pubblico non specializzato.  Si parlerà di web 2.0, wikipedia, opendata e diritti d’autore nel web, ma si parlerà anche di creatività ed artigianato digitale.

Continue reading Le opportunità e le sfide del digitale oggi. Sviluppatori e Creativi a confronto

Sensibilizzazione sul software open source Libre Office per le Pubbliche Amministrazioni siciliane

libre office

Il 12 maggio 2015 alla Real Fonderia di Palermo si è tenuto un evento di sensibilizzazione su Libre Office rivolto ai dipendenti della Pubblica Amministrazione siciliana, un evento con il patrocinio gratuito del Comune di Palermo:
http://comunepalermo.28710.x6.nabble.com/Comune-di-Palermo-Formazione-dipendenti-su-software-open-source-Lapiana-quot-Importante-opportunita–td5147.html

I membri di Libre Italia hanno illustrato in 3 presentazioni le caratteristiche del software open source Libre Office, la suite di lavoro che contiene gli analoghi gratuiti di excel, word, powerpoint, access.
Relatori:   Flavia Marzano – Presidente Stati Generali dell’Innovazione (via skype)
Italo Vignoli – Consigliere e Presidente Onorario di LibreItalia – The Document Foundation
Marina Latini – Vice Presidente Associazione LibreItalia
Continue reading Sensibilizzazione sul software open source Libre Office per le Pubbliche Amministrazioni siciliane

Sesta Tappa dell’Open Data Tour – FABLAB Catania

Ed è arrivato il turno del FABLAB di ospitare una tappa dell’Open Data Tour, la sesta, il 21 Aprile 2015.

Un Fablab è uno spazio di coworking nel quale è possibile progettare e realizzare oggetti di vario tipo con gli strumenti messi a disposizione dalla struttura (stampanti 3D, frese, …). FABLAB Catania, gestito dalla Digital Champion di San Giovanni La Punta Carmen Russo, si distingue da altre esperienze analoghe per la sua impostazione professionale, che gli consente di rivolgersi ad aziende e professionisti.

La sesta tappa è stata molto partecipata e caratterizzata da una forte presenza di dipendenti della Pubblica Amministrazione e di membri dell’associazione dei Digital Champions Italiani (ben quattro, me compreso). E’ intervenuto inoltre Segio Consoli del Semantic Technologies Lab per illustrare un esempio concreto di applicativo basato sugli Open Data (in particolare, su quelli del nodo del Sistema Informativo Territoriale di Catania). Tutto questo ha contribuito ad avviare un acceso dibattito a volte molto tecnico, sia dal punto di vista delle procedure amministrative, che rispetto alle tematiche puramente informatiche ed infrastrutturali.

In questo scambio libero di idee e opinioni sono emerse le necessità più svariate. Particolare attenzione è stata manifestata sulle tematiche riguardanti la salute: statistiche sugli interventi e sulle patologie, anche in relazione alle caratteristiche della popolazione residente, mappatura degli ospedali e dei posti letto totali e isponibili, questi ultimi anche in tempo reale, dati in tempo reale sull’inquinamento.

Oltre questo, è stata rilevata l’esigenza di dati sull’urbanistica e la mobilità quali, ad esempio, i parcheggi, le piste ciclabili e gli stalli blu a pagamento.

Per quanto riguarda il patrimonio strico e culturale, ovviamente l’elenco e la posizione dei beni culturali, ma anche informazioni sugli interventi di restauro effettuati, programmati e sullo stato di avanzamento di quelli in essere.

Infin, altre tematiche sollevate sono state il piano regolatore, posizione ed accesso ai servizi pubblici, informazioni sulle centraline metereologiche e accesso ai dati da queste rilevati.