#ODS16: il messaggio del sindaco di Messina alla nostra comunità

Il sindaco di Messina, Renato Accorinti, ci ha inviato questo messaggio. E’ stato un piacere riceverlo e ne abbiamo fatto pure l’OCR.

Grazie Renato!

Carissimi partecipanti al raduno di Open Data Sicilia, nel mio ruolo di Sindaco della città di Messina con questa lettera, e nella speranza di poter essere presente durante i vostri lavori, voglio esprimere il mio apprezzamento per la vostra iniziativa.

Per me è una grande gioia che sia Messina ad ospitare questo evento, che apre a processi di democrazia, trasparenza e partecipazione. È anche molto importante che questo raduno sia stato organizzato dai cittadini, dal basso, e che questi stessi cittadini cerchino quotidianamente un dialogo con le loro istituzioni di riferimento per coinvolgerle in questi processi con l’obiettivo di migliorare il funzionamento delle stesse istitUZioni e della pubblica amministrazione.

Il Comune di Messina è certamente indietro su questi temi ma abbiamo cominciato ad impegnarci per recuperare terreno, con la consapevolezza che per riuscire c’è bisogno di collaborazione tra l’ente locale e i cittadini. Questo impegno è anche per noi la speranza di poter, per una volta, trovarci in testa al gruppo delle istituzioni che vogliono innovare i processi di partecipazione e trasparenza. Da parte nostra garantiamo un impegno concreto sul tema dell’apertura dei dati. Proseguiremo le attività, già avviate in maniera condivisa con un gruppo di cittadini e sempre aperte a chi vorrà partecipare. Entro la fine del 2016 definiremo il calendario di riforme che questa amministrazione vuole mettere in pratica per standardizzare le procedure di apertura dei dati politici e amministrativi. Queste riforme saranno portate avanti da un team, che sarà costituito a breve, composto da operatori del Comune e da cittadini. Esperienze simili sono già presenti in altri Comuni italiani e della nostra Regione. Queste esperienze sono preziose per velocizzare i tempi di attuazione delle nostre riforme. Per questo chiederemo supporto e consigli ad altre amministrazioni, a partire da quella di Palermo che ha già fatto notevoli passi in avanti con la scrittura delle linee guida sugli Open Data del Comune che permettono un processo costante di pubblicazione di dati aperti.

Intanto un impegno a cui assolviamo con gioia è partecipare al raduno di Open Data Sicilia. L’intervento del Segretario Generale del Comune e la presenza nel pubblico di rappresentanti del Comune è una prova concreta del nostro interesse verso i temi che la comunità di Open Data Sicilia promuove.

Vi mando un carissimo abbraccio.

 

Prima Giornata della trasparenza 14 luglio 2016

Nella giornata del 14 luglio si è svolta presso l’Aula Consiliare di Palazzo delle Aquile ( Sala delle Lapidi) la “1^ Giornata della trasparenza 2016 del Comune di Palermo”. L’incontro ha avuto come obiettivo quello di affrontare i temi riguardanti le tematiche “[…]dell’Anticorruzione, della Trasparenza e dell’accessibilità alle informazioni sull’organizzazione e all’attività del Comune di Palermo”. Il programma ha visto succedersi diversi interventi da parte di esponenti delle istituzioni palermitane inerenti al tema in oggetto.

Dopo un inizio incentrato sugli obblighi di legge in ambito prevenzione alla corruzione, e trasparenza/diffusione delle informazioni pubbliche da parte della pubblica amministrazione (D.lgs. 33/2013 aggiornato con il D.lgs. 97/2016 ) discussi tra gli altri dal Dottor F. Dall’Acqua (segretario generale anticorruzione del comune di Palermo), si è proseguito con interventi mirati ad evidenziare quali strategie il comune di Palermo sta cercando d’attuare in maniera efficace rispetto a ciò che chiede il sopra citato decreto legge (si veda tra gli altri alcuni documenti che mirano a ciò, citati da alcuni relatori quale il bilancio sociale e il programma della trasparenza). Di particolare interesse sono stati quindi gli interventi, capitanati dal capo area dell’area dell’innovazione tecnologica dottor Marchese, inerenti agli strumenti utilizzati dal Comune di Palermo che caratterizzano tale strategia.
Da colpo di scena è stato in tal senso l’intervento di Ciro Spataro che, brevemente ma in maniera efficace, ha illustrato telefonicamente (supportato da presentazione visibile ai presenti) il sito degli open data del Comune di Palermo, spiegandone funzionalità e tipologia di dati presenti, nonché il processo trasversale tra i dipendenti comunali che portano alla generazione e pubblicazione dei dati. Interessante la sezione delle mappe tematiche che mostra quanto di buono e bello possono fari i dati aperti, e la presa di posizione pronta a mirare ad un formato di dato sempre più dinamico che si aggiorni in concomitanza con chi lo genera.
Di uguale interesse la presentazione, da parte di dipendenti degli uffici tributi del comune e del SUAP, del Cassetto tributi di Palermo e del portale digitalizzato del SUAP, portali informatici che permettono, il primo al cittadino di svolgere tutta una serie di attività inerenti alla propria situazione tributaria (fare istanze on-line, verificare pagamenti e scadenza, effettuare anche il calcolo di IMU, TASI, TARI etc.), mentre il secondo permette a tutti i cittadini di avere assistenza, consulenza e rilascia di documenti a chiunque sia interessato ad entrare nel settore delle Attività Produttive, con obiettivo comune di ridurre al minimo i tempi di attesa di rilascio di documenti e snellire le file agli uffici di competenza.
Tra le esposizioni dei due servizi messi a disposizione dei cittadini, c’è stato anche l’intervento a cura dell’ufficio del web master incentrato su una breve panoramica del sito internet istituzionale e sui relativi profili social, al fine di valutare l’impatto che questi strumenti hanno con il cittadino in termini di comunicazione diretta. Interessante sapere come il sito del comune di Palermo ha avuto un incremento notevole delle pagine visualizzate: si pensi già che solo nel primo trimestre del 2016, numeri si assestano già alla metà delle pagine visualizzate di tutto il 2015. Curioso anche l’impatto che i profili social del Comune di Palermo hanno nei confronti dei cittadini, dimostrando come una buona parte dei cittadini utilizzino tali canali per tenersi aggiornato su notizie relative alla propria amministrazione. A conferma di ciò i numeri dicono che i fan di Facebook sono passati dall’essere 8.806 nel 2014 a 18.708 nel 2015, e per quanto riguarda Twitter si è passato da 14.700 follower a 16.300 già solo nel primo trimestre del 2016. Numeri che magari a possono non entusiasmare ma che comunque in una terra dove ancora si hanno livelli di conoscenza informatica scarsi possiamo dire che sono confortanti, dimostrando che c’è comunque si cerca l’innovazione e la comunicazione diretta tra pubblica amministrazione (PA) e cittadino.

Cittadino??? Beh si. Qua arriva la nota dolente dell’incontro. Tale incontro era aperto a tutti i cittadini per l’ascolto di eventuali osservazioni e suggerimenti, anche perché essi sono attori principali del processo operativo riguardante il tema dell’incontro ( trasparenza e diffusione di informazioni verso chi se non verso il cittadino). E mi dispiace dover scrivere che a questo incontro eravamo non più di 2-3 semplici cittadini (compreso il sottoscritto). Le altre persone presenti erano impiegati comunali, che fra l’altro non sembravano proprio felici di essere lì (forse obbligati? O potevano scegliere se lavorare o assistere all’incontro?)
Se questo incontro era (come credo) anche un tentativo per far avvicinare il cittadino alla PA, è fallito. Un’occasione persa sia dalla PA che dal palermitano. La PA ha perso l’occasione di far conoscere ai palermitani quali strumenti sta cercando di attuare per venire incontro ai bisogni dei cittadini, e per cercare di avvicinarsi anche dal punto di vista comunicativo al cittadino. L’incontro è stato diffuso sul sito web del comune (molto in linea con il tema centrale della giornata, utilizzo del sito del comune e i profili social) e ne è stata data comunicazione alle associazioni di categoria ( si pensi al settore del commercio visto che si è parlato del SUAP); ma nessuno si è fatto vedere.
Per il futuro suggerisco di scegliere un giorno e un orario non lavorativi, una sede più friendly come una piazza o un parco/giardino e utilizzare anche mezzi di comunicazione “classici” (testate giornalistiche o manifesti pubblicitari?).
L’altra campana – i cittadini – ovviamente dal canto suo è impossibilitata a rispondere perché assente. Ed ecco che provo io a rispondere. Da cittadino (unico a prendere la parola per un intervento a fine dibattito) sono realmente inalberato nel constatare questa scarsa partecipazione. Al di là di ogni orientamento politico – e questa è politica, perché in termini di trasparenza della PA o si fanno certe cose o non si fanno – chiunque infatti può presenziare e a fine dibattito può intervenire con un propria considerazione o domanda a favore o contro di ciò che è stato esposto. Magari qualcuno dei nostri amministratori, segretari, politici ( chiamiamoli come vogliamo) prenderà in considerazione qualche proposta, o non saranno d’accordo su qualche idea, o addirittura potranno pure fare finta di ascoltare ma almeno si alza un dibattito e si cerca di far scruscio, e aprire un confronto magari con altri cittadini presenti in platea pronti ad ascoltare e condividere iniziative. Lungi da me sperare di incontrare chi si interessa solo di calcio (è solo una metafora), ma di certo mi sarei aspettato di trovare quei palermitani (semplici cittadini o associazioni) che sulla rete internet si fanno spesso sentire e reclamano risposte dalla PA su questi argomenti. Questa occasione dispiace dirlo è stata persa, anche per tutte quelle persone che si battono per la trasparenza e il rilascio dei dati da mettere a disposizione, perché sono poche le occasioni che mettono nella stessa stanza politici e cittadini.


foto di OKFN

ODS16 OpenDataSicilia Summer Edition / Messina, 2-3-4 Settembre 2016

La comunità di #OpenDataSicilia si troverà a Messina dal 2 al 4 Settembre 2016. Saranno tre giornate di confronto, workshop formativi ad accesso gratuito e con l’opportunità di creare gruppi di sviluppo progettuale per lavorare sugli OpenData.

#OpenDataSicilia è una iniziativa civica che si propone di far conoscere e diffondere la cultura dell’open government e le prassi dell’open data nel nostro territorio e aprire una discussione pubblica partecipata. Siamo un gruppo di cittadini con diverse storie, competenze, professioni. Siamo accomunati dalla genuina volontà di contribuire a migliorare la qualità della vita della nostra comunità. Lo vogliamo fare con spirito di collaborazione e concretezza.

Il programma è già in buona fase di sviluppo ed è suddiviso in tre momenti principali: venerdì 2 sarà dedicato a relazioni a “tema”, sabato 3 allaformazione e infine domenica 4 alla cura di questa comunità e a sviluppare e costruire “cose” a partire da stimoli e idee scaturiti nei giorni precedenti.

Si può contribuire sia per la giornata del 2, proponendo una relazione, che per la giornata del 3 con una proposta di workshop. Qui la call for proposal, con le modalità previste.

L’interesse per il raduno del 2016 è ulteriormente aumentato, con interventi di amici e professionisti che verranno anche da lontano e ci sarà inoltre un probabile alto numero di iscritti. Sarà un evento gratuito, ma avrà dei costi di manutenzione: per questo ti chiediamo di sostenerlo con una donazione libera (i fondi verranno raccolti dall’associazione onData, che pubblicherà tutti i dati su quanto raccolto e sulle modalità di utilizzo)

Ti aspettiamo a Messina per #ODS16!

Open Data Sicilia riceve il riconoscimento OpenGeoData 2016

Open Data Sicilia riceve il riconoscimento “Utenti attivi OpenGeoData 2016” per

“essere la comunità italiana di utenti di dati aperti più numerosa ed attiva, che pubblica e condivide un flusso continuo di news, informazioni, eventi, test sui dati, applicazioni.”

Lo ha da poco comunicato Giovanni Biallo (sotto la lettera di comunicazione),  presidente dell’Associazione OpenGeoData Italia. A lui e ai membri dell’associazione il nostro grazie.

Gli altri premi sono:

  • “Regione OpenGeoData 2016”, che va alla regione Basilicata;
  • “Applicazioni OpenGeoData 2016”, che va all’azienda Planetek Italia.

I premi verranno consegnati nella sessione plenaria della “Conferenza OpenGeoData“.

Il ringraziamento più grande va a tutti quelli che hanno reso questa comunità qualcosa che oggi è speciale: a tutte le persone che la animano e spendono il loro tempo per condividere un po’ della loro conoscenza e della loro esperienza perché si possa crescere insieme, per farsi due risate, per riconoscersi.

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OpenDataSicilia un anno A scuola di OpenCoesione: webinar 18/5 alle 19

Giulio Di Chiara, Nino Galante, Ciro Spataro di Open Data Sicilia e Mimmo Caeti di Europe Direct Palermo raccontano la propria esperienza a fianco delle scuole siciliane che hanno partecipato all’edizione 2015/2016 di A Scuola di OpenCoesione come ‘tutor’. È una bella iniziativa che può interessare per sapere cosa si è fatto nelle scuole e soprattutto per chi vuol dare una mano nelle prossime edizioni. Diretta qui in basso, con una chat per fare domande!

Storie umane di #opendata a Palermo

Le storie delle relazioni umane sono la cosa più bella da raccontare, e capita che nascono (a volte continuano) anche sugli open data a Palermo, dove diverse “persone” danno vita ad un interessante alchimia.

5 marzo 2016 – Palermo partecipa alla giornata mondiale “open data day”, con 9 scuole superiori della Sicilia che mostrano i loro progetti di monitoraggio su opere pubbliche, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “A scuola di Opencoesione“.

L’Istituto Professionale di Stato “L. Einaudi” di Palermo con studentesse e studenti di quattro quarte classi dimostra un ottimo livello di conoscenza dei dati (cercarli, trovarli, pulirli, riusarli) nell’analizzare lo stato di avanzamento dei lavori e della spesa pubblica relativa ai “Lavori di costruzione della rete fognaria a sistema separato in via Messina Marine (dal fiume Oreto a Piazza Sperone) e del relativo impianto di sollevamento Romagnolo”.

I Docenti, nelle persone dei prof.  Ida Mariolo, Leonardo Alagna, Vita Lo Pinto, Giovanni Ustica, dimostrano di strutturare ottimamente il lavoro sui dati insieme agli studenti. Una storia che merita di essere raccontata dagli studenti stessi.

22 marzo – il Collegio dei Docenti e il Consiglio di Istituto superiore con apposita Deliberazione istituiscono il “Laboratorio permanente Open Data“, uno spazio in cui incubare annualmente progetti partendo dal riuso dei dati in formato aperto delle pubbliche amministrazioni. Un iniziativa pregevolissima e innovativa considerato che l’IPS “L. Einaudi” è a indirizzo commerciale, una concreta conferma della vision d’Istituto proiettata a creare formazione e servizi con refluenze positive per il commercio nell’ambito territoriale siciliano. Mi congratulo con la Preside, prof.ssa Maria Rita Di Maggio, per l’impegno assunto, e a nome del Comune di Palermo offro la disponibilità a collaborare operativamente per le finalità didattiche e formative del Laboratorio.

3 maggio – insieme ad Andrea Borruso e Marco Alfano della community di Opendatasicilia realizziamo una mattina di formazione all’Istituto “L. Einaudi” sulle metodologie per realizzare mappe georeferenziate partendo da un dataset in formato “CSV” (Comma Separated Value). Le studentesse dimostrano un notevole interesse e velocità di apprendimento realizzando subito una mappa per dare il benvenuto ai compagni stranieri del progetto Erasmus+. I docenti gradiscono e cominciano a “prenotare” altre giornate formative sul tema dei dati aperti. Marco Alfano e Davide Taibi di Opendatasicilia stanno già preparando un altra giornata formativa per gli studenti da effettuare prima della fine dell’anno scolastico.

5 maggio – la Preside dell’Istituto propone al Comune di Palermo un Protocollo di Intesa per la collaborazione alla diffusione della cultura degli open data sul territorio locale, una collaborazione per rafforzare la progettualità del Laboratorio open data della scuola. La proposta vede subito favorevoli il Responsabile Open Data comunale, dott. Gabriele Marchese, il Dirigente Ufficio Innovazione, ing. Antonino Cipriani, e l’Assessore all’Innovazione, ing. Gianfranco Rizzo, che si attivano per l’approvazione in Giunta Municipale del suddetto protocollo.

9 maggio – la premiazione dell’iniziativa “A scuola di Opencoesione” vede l’IPS L. Einaudi di Palermo arrivare al 9° posto nazionale. Un successo per quelle classi che hanno creduto nel lavoro svolto, come anche per le altre scuole italiane. La premiazione nazionale svolta a Palermo ovviamente contribuisce a produrre euforia negli studenti e professori dell’IPS L. Einaudi e li stimola a ideare cosa si può fare, da subito, con gli open data, nel Laboratorio che la scuola ha istituito. Il referente del MIUR presente a Palermo per la premiazione (dott. Guazzo) si complimenta con l’Istituto Einaudi per l’idea del Laboratorio open data e per il Protocollo di Intesa con il Comune di Palermo.

Un effetto euforico generato dalla coesione, relazioni propositive e lavoro incrociato di dipendenti e amministratori comunali, membri delle community attive sugli open data, studenti e docenti. Si è fatta rete tra individui diversi per creare nuove iniziative utili: un fattore culturale abilitante per fomentare l’innovazione nella società.

In due mesi e mezzo una piccola parte di Palermo ha visto nascere una grande consapevolezza sugli open data che nessuna norma/legge avrebbe mai potuto fare meglio in così breve tempo e con il sorriso stampato sui volti dei protagonisti di questa storia appena all’inizio.

La consapevolezza è nata da un meraviglioso cocktail di apertura mentale (“openess”) di diversi soggetti appartenenti a vari ambiti e istituzioni della società.

Da questa esperienza ho capito che la cultura sulla diffusione degli open data (pubblicazione, riutilizzo, sperimentazione) nasce bene dalle persone “open”, cioè da coloro che si mostrano:

  1. curiosi verso il mondo dei dati e il relativo riutilizzo,
  2. ricettivi di proposte operative da parte dei soggetti più consapevoli sull’importanza dei dati (quelli che nell’ambiente dei dati aperti vengono definiti opendatari o evangelisti open data o smanettoni digitali o semplicemente cittadini attivi),
  3. concreti nel generare/proporre progetti (insieme agli attivisti degli open data), e percorsi in cui si trattano i dati in formato aperto al fine di realizzare nuovi servizi utili per migliorare la qualità della vita della collettività.

Ho vissuto intensamente questa storia e ho incontrato diverse persone “open”. Voglio ringraziarli tutti per avere contribuito, a vario titolo, competenza e impegno, a diffondere la cultura sui dati aperti.

Le storie umane di percorsi open data come questi nei territori valgono più di qualsiasi norma impositiva, perché nascono dalla volontà e dalla consapevolezza individuale, che sono indubbiamente genuine generatrici di nuovi modelli culturali.

Possiamo creare le condizioni affinché queste storie umane e dinamiche si ripetano costantemente. Dipende solo da “ognuno” di noi.

Ciro Spataro, UO Innovazione, Pubblicazione e Open Data dell’Area Innovazione Tecnologica (Comune di Palermo),  membro attivo della community Opendatasicilia

(photo “Gioia” by Insilenzio, www.flickr.com/photos/insilenzio/6191101541 licenza CC BY NC SA 2.0)

Aperitivo POP a Catania: il Racconto

Il 5 Aprile 2016, di fronte all’associazione Chilometro Zero a Catania, attorno alle 19 inizia a raggrupparsi un piccolo nugolo di persone che discutono animatamente di svariati temi. Io in particolare ero coinvolto in una discussione sulla rinegoziazione del debito del comune di Catania. Discussioni amene, insomma. Questo assembramento era stato richiamato li dall’occorrere del primo Aperitivo POP della città . 

Per chi non lo sapesse l’Aperitivo POP è una occasione informale per presentare e discutere del progetto Albo POP. E questo è stato anche stavolta. Erano presenti per l’evento circa 13 persone, oltre ai ragazzi di Chilometro Zero e ad altri avventori. Molte facce nuove e molti amici che già da un po avevano iniziato ad avvicinarsi e ad apprezzare il lavoro del movimento Open Data.

Come di consueto, ho iniziato la mia presentazione richiamando il motto della Open Knowledge Foundation, parlando poi di Hacking e di Open Data. Questo evento ricade infatti tra quelli organizzati dall’opendatahacklab, un progetto nato da una collaborazione tra Open Data Sicilia e Hackspace Catania, al quale si unisce poco dopo l’Università di Catania.  Già in questa fase iniziale l’interazione è stata intensa, ad esempio abbiamo parlato dei limiti nella liberazione dei dati (in particolare quelli imposti dal segreto di stato) o delle licenze Creative Commons. E si è fatta ancora più intensa e più fitta introducendo e mostrando le funzionalità abilitate dagli Albi POP. Nella discussione, in particolare riguardo alle normative e agli aspetti legali, sono stato coadiuvato dal prezioso Nazzareno Prinzivalli, col quale abbiamo discusso tra le altre cose degli obblighi di trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni e dell’ormai famigerato diritto all’oblio.

Il progetto albo pop mi ha dato l’occasione di spiegare con un esempio concreto il concetto di machine-readability, mostrando come l’operazione di tradurre le pagine web degli albi pretori in un formato aperto e machine-readable (RSS in questo caso) abiliti in maniera semplice molte funzionalità estremamente comode quali ad esempio la ricerca, le notifiche e la creazione di filtri. Ho quindi mostrato gli albi della cui realizzazione mi sono occupato personalmente, ossia quelli dell’Università e del Comune di Catania. Usando il mio feed-reader (thunderbird), ho mostrato i filtri che ho abilitato e alcuni casi reali di informazioni preziose che questi mi hanno permesso di intercettare.

Infine, ho lanciato la campagna di tesseramento di Hackspace Catania denominata #velofacciopagare, che prevede per tutti coloro i quali si iscrivano entro un mese ad Hackspace Catania abbiano la possibilità di indicare una Pubblica Amministrazione della quale realizzare l’albo POP. Risultato insperato, già due nuovi tesserati hackspace quella sera stessa!

Gli open-data e le Rebeldesse del giorno dopo

Era il 4 Marzo 2015 quando l’open data tour faceva tappa a Officina Rebelde, come documentato nel post Terza Tappa dell’Open Data Tour – Officina Rebelde. In realtà, io e i ragazzi del CSA Rebelde ci frequentavamo già da un po e abbiamo continuato a frequentarci anche dopo, vivendo insieme varie vicende della nostra città ed in particolare del quartiere San Berillo.

Da un po di mesi in quella associazione si era creato il gruppo delle Rebeldesse che, come potete immaginare, è composto da sole donne, e con molte delle quali sono in rapporti di amicizia ormai da molti anni. Un paio di mesi fa, durante uno dei nostri casuali incontri, mi parlano di un progetto che hanno intenzione di portare avanti, mi chiedono di collaborare ed io ovviamente accetto. Lo scopo dell’attività che stavano progettando era di censire le farmacie che vendono la pillola del giorno dopo e di scovare eventuali obiettori di coscienza che si rifiutano di venderla.

Dopo un paio di mesi e qualche riunione mi arriva la lista delle farmacie, con l’esito del “test”.

A quel punto mi metto subito all’opera: scarico il dataset delle farmacie a Catania, gentilmente fornito dal comune e corredato da molte informazioni tra cui le coordinate. Scrivo un wrapper in php per convertire questo dataset in formati Linked Open Data, generando quindi una ontologia delle farmacie a Catania. Codifico i test effettuati dalle Rebeldesse come report EARL in una ontologia separata, ma collegata con quella delle farmacie.

Durante questo lavoro, scopro e verifico sul campo che alcune farmacie nel dataset del comune hanno il civico sbagliato, mentre altre non sono addirittura neanche riportate.

Infine, creo una mappa a partire dalle ontologie che ho prodotto.

Le ontologie e la mappa potete trovarle sulla pagina del progetto Morning-after pill nel sito dell’opendatahacklan. Nella stessa pagina trovate un link al repository dei sorgenti, che comprendono anche il wrapper per generare una ontologia OWL a partire dal dataset delle farmacie.

Infine, le imprecisioni che sono emerse nel dataset delle farmacie le ho riportate nel progetto Dataset Issues, che ha l’ambizione di diventare un contenitore dove segnalare e tracciare la risoluzione di tutti ibug presenti nei dataset rilasciati dalla pubblica amministrazione.

Ho avuto il piacere di presentare questi risultati durante l’incontro Obiezione senza Coscenza, che si è tenuto il 26 Novembre presso il CSA Rebelde. Durante questo incontro insieme alle Rebeldesse e alla Dottoressa Gioia Cacciatore abbiamo parlato parlato dell’attività svolta, degli open data, della pillola del giorno dopo e dell’obiezione di coscienza.

Lucidi del mio intervento.

Opendata day 2016 a Palermo, partecipazione intensa.

A_scuola_opencoesione

L’opendataday 2016 a Palermo è molto intenso:

7 team di studenti di 6 scuole superiori siciliane che partecipano all’iniziativa “A scuola di Opencoesione” + Euromed Carrefour Sicilia Europedirect + Comune di Palermo + Regione Siciliana + Università di Palermo + ENAV + OpenDataSicilia.

Un grazie speciale all’organizzazione di Euromed Carrefour Sicilia Europedirect.

odday 2016

Ci vediamo sabato 5 marzo al Noviziato dei Crociferi in via Torremuzza 20, alle 9.30  (coordinate geografiche = https://map.what3words.com/scenata.firmano.abito)

Partecipano:
Marco Tornambè, Dipartimento della Programmazione, Regione Siciliana
Maria Concetta Antinoro, Dip. Regionale Turismo, Sport e Spettacolo, Regione SIciliana
Ciro Spataro, Area dell’Area dell’Innovazione Tecnologica, Comune di Palermo
Sergio Romano, Ufficio Servizi Pubblici a Rete e di Pubblica Utilità, Comune di Palermo
Roberta Romeo, Responsabile Ufficio Edilizia Scolastica, Comune di Palermo
Massimiliano Dimonte, Responsabile ENAV Palermo
Giulio Ghersi, Direttore CHAB Mediterranean Center for Human Health Advanced Biotechnologies, UNIPA
Davide Taibi, Esperto Opendata Sicilia
Scuole Partecipanti:
Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Ernesto Ascione” Palermo
Istituto Professionale per i Servizi Commerciali “Luigi Einaudi” Palermo
Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo” Palermo
Liceo Scientifico “Albert Einstein” Palermo
Istituto Superiore “Duca Abruzzi – Libero Grassi” Palermo
Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Ferdinando Borghese” Patti (ME)

Un invito per Open Knowledge Open Arts 2016

di Carlo Condarelli

Venerdì 26 Febbraio 2016 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Matematica e Informatica (DMI) dell’Università di Catania si terrà la seconda edizione di Open Knowledge Open Arts (OKOA16). La prima edizione nel 2015 si è svolta in occasione dell’Open Data Day.
La conferenza è principalmente dedicata all’analisi e a presentazioni di casi studio ed esperienze concrete che illustrino come il rapporto tra open data e beni culturali e artistici sia fondamentale non solo per la condivisione di dati e conoscenza, ma anche per la loro gestione e valorizzazione.
I principali argomenti trattati sono i seguenti:

  • open data riguardanti i beni culturali;
  • applicativi che usano gli open data sui beni culturali;
  • possibilità e prospettive che sarebbero aperte da open data in merito ai beni culturali.

La partecipazione è gratuita, comprende anche un tour archeologico, ma è necessario registrarsi.

Se fossi un alieno che orbita intorno alla terra cercherei informazioni preliminari su questo mondo, per poter costruire alcune relazioni con gli spazi, i tempi, e gli aborigeni del pianeta. Sul mio browser spaziale, in grado di intercettare qualsiasi modulazione di frequenza mi compare una strana parola: OKOA. Il mio traduttore interstellare mi da delle risposte immediate: okoa vuol dire “acqua” in un dialetto (Tanimuca-Retuarã) di una antica tribù della Colombia; e vuol dire anche “salva” in una declinazione dello Swahili Africano.
Questi due concetti rappresentano pienamente il senso dell’iniziativa Open Knowledge Open Arts. Okoa nasce dall’esigenza principale di mettere in relazione la tribù degli umanisti con quella dei tecnici informatici per trovare soluzioni efficaci per la divulgazione e la valorizzazione delle culture e dei loro prodotti materiali ed immateriali.
I concetti “salva” e “acqua” disegnano prospettive semantiche che si associano perfettamente alla vision dell’iniziativa.
L’esigenza di OKOA infatti è quella di aprire una riflessione sul contemporaneo “salvando” un patrimonio di memoria fondamentale per lo sviluppo della comunicazione e della rappresentazione dei saperi. Salvare la memoria generazionale che ha visto impegnati gli esseri umani nella conservazione e nella divulgazione attraverso l’evoluzione dei sistemi. Da quelli arcaici come il il museo, l’archivio , la biblioteca, lo scavo archeologico, a quelli più moderni, la carta stampata, la fotografia, il disegno , il ciclostile, la fotocopia, il telefono, la televisione, il computer, la rete.
Questi prodotti per la conservazione e la divulgazione hanno conosciuto negli ultimi anni processi di trasformazione radicali, e al momento presente ci troviamo di fronte ad una ondata di mutamento che investe l’intera società in una maniera mai vista in precedenza. Questo mutamento porta in sé complesse contraddizioni tra opposti dialettici, da un lato le trasformazioni profonde nel senso della coscienza e dell’identità, dall’altro grandi potenzialità di arricchimento e socializzazione. Questo mutamento avrà effetti rivoluzionari sul piano della percezione e della elaborazione del pensiero nelle generazioni future, e sul piano materiale ha già determinato fenomeni importanti in campo economico (NASDAC), con una certa inclinazione a vantaggio di chi ha più controllo nel dominio internet, software, devices e soprattutto banche dati. Inutile dilungarsi sulle cause di alcune derive provocate dall’avvento delle TIC come la ricerca del profitto a tutti i costi, o degli effetti come la declinazione di un eterno presente nella sfera cognitiva degli utenti a detrimento di una certa consapevolezza della storia e di un certo “Buonsenso” di matrice vernacolare.
L’interesse di OKOA sta nell’integrazione di percorsi tecnologici con strategie intelligenti di organizzazione sul piano sociale, pedagogico e culturale. Infatti, esaurita la sfida tecnologica, cioè quel complesso di iniziative dedicate al perfezionamento delle tecnologie, rimane aperta la sfida per fare in modo che sia il medium (il software e l’hardware) sia il contenuto del messaggio (formalmente i dati) siano raggiungibili , riusabili, leggibili, da tutti. Alla base vi è la convinzione che le TIC possano contribuire , attraverso la creatività e la responsabilità, ad uno sviluppo concreto della società.
OKOA vuol dire “salva” e anche “acqua”.
Tra gli obbiettivi di questa iniziativa c’è quello di creare un flusso , un flusso diretto nel sociale.La prima edizione di OKOA si è svolta con una appendice formativa nei licei dove partecipanti al workshop hanno impostato una giornata formativa teorico pratica sul tema della comunicazione sull’arte in ambiente “augmented reality”. I saperi condivisi in OKOA cercano uno sbocco applicativo immediato , un flusso a contatto con le agenzie di socializzazione presenti sul territorio. Non è un caso che tutto il lavoro avviene su base di volontariato e che il comitato organizzatore accetti contributi di sostegno in forma di piccoli gettoni e solo da piccole imprese di settore.
Gli obbiettivi dell’edizione 2016 sono quello di aprire una riflessione internazionale sui temi open source, open data per la valorizzazione dei beni culturali. Contestualmente di creare una comunità in grado di esprimere sul campo buone pratiche attraverso la sperimentazione. L’organizzazione è frutto di una sinergia tra piccole imprese, associazioni culturali, archivi, e il Dipartimento di Matematica Informatica dell’Università di Catania che ha indetto contestualmente una call for papers europea. Dunque le nuove tecnologie diventano uno strumento per l’esplosione di tutti i contenuti e le loro estensioni semantiche. L’opera d’arte, il bene culturale sono inquadrati come manufatti di sintesi in grado di documentare dati storici , sociali, nel complesso quella visione etnografica e binoculare, alla base della concreta comprensione di tutti gli aspetti che concorrono alla definizione di una società, del suo grado di civilizzazione, del suo sviluppo, e dei suoi problemi.
Questa metodologia è efficace sia per lo studio del passato che per una analisi del presente intelligente.

Open Knowledge Open Arts 2016 è organizzata dall’Università degli studi di Catania in collaborazione con le associazioni YouCultures, Hackspace Catania, Palestra per la mente e Wikimedia Italia.