Collezioniamo tutorial per la condivisione della conoscenza

La serie televisiva di “Sanford & son” del secolo scorso è stata un ispirazione per l’attività di collezionamento di risorse, che sto per esporre.

Cercare risorse o informazioni sul web per imparare a fare qualcosa di nuovo, e trovarle, non basta, se poi rimangono nel caos del “Google search”. Come faccio a ritrovarle di nuovo se le ricerco? Devo ritornare nel Google search e non ricordo a quale pagina mi vengono presentate. Nel frattempo perdo tempo (sfogliare le pagine di risposte che mi fornisce Google).

Petrusino, da un paio di anni, è un catalogo online che elenca mappe e infografiche sulla Sicilia, … ora è il tempo di catalogare i link dei tutorial creati da qualcuno che ha investito ore per scrivere (e condividere) come si costruisce qualcosa che ha attinenza con i dati ed la cultura digitale.

Tutorialteca

I tutorial oggi rappresentano una preziosissima fonte di conoscenza condivisa, formazione informale. Mi è capitato personalmente di acquisire competenze digitali leggendo tutorial di altre persone e quindi ho capito che è importante valorizzarli al meglio. Da questa consapevolezza nasce un idea semplice: collezionare i tutorial che veicolano la cultura digitale e sui dati. Creare una sorta di “tutorialteca”.

Petrusino ha fatto da apripista, con la sua interfaccia pulita, semplice e con un efficiente motore di ricerca interno delle risorse catalogate. Ormai è un hub di conoscenza tematica utilizzato sia da pubbliche amministrazioni che da cittadini e professionisti, e le risorse censite (praticamente dei link) non sono così facilmente individuabili dall’ormai epico Google search. Fate prove cercando su Petrusino e su Google!

ACCUSSI’

Con Andrea Borruso ne parlammo tempo fa di creare un catalogo dei tutorial. Da qualche giorno — insieme a Giuseppe Ragusa — ci siamo messi all’opera per riusare l’interfaccia grafica di Petrusino. Abbiamo clonato il codice su Github per un nuovo progetto al quale abbiamo dato il nome di Accussì. In siciliano “Accussì” significa: “così, in questo modo” e gli autori dei tutorial in fondo fanno questo: ci indicano un po’ come fare le cose.

Oggi c’è la disponibilità pubblica di questo catalogo interrogabile su parole chiave, su autore e su tag. Abbiamo previsto una pagina “proponi” al fine di raccogliere facilmente quanto più tutorial possibili. Chiunque abbia costruito un tutorial sull’uso dei dati, su come si fa una mappa, un infografica, una trasformazione di file in formati diversi (da pdf a csv per es.), e su cultura digitale in generale, può censirlo in questa pagina, arricchendo il catalogo, che diventa, così, un patrimonio di conoscenza comune.

database su GoogleDrive che alimenta Accussì

Come è fatto?

Gli strumenti principali usati per realizzare il catalogo Accussì sono 4:

  • Simile Exhibit, per realizzare il cuore di Accussì, ovvero l’interfaccia di navigazione del catalogo;
  • Twitter Boostrap, per dare un po’ di stile alle pagine pubblicate;
  • GoogleDrive Sheet, per raccogliere e distribuire i dati che fanno da database sorgente;
  • GitHub Pages, per l’hosting dei file che costituiscono Accussì.

Il Codice

Il codice di Accussì, che si può clonare e adattare ai vari scopi, è disponibile in questo repository GitHub: https://github.com/SiciliaHub/accussi/.

Un nuovo servizio  di opendatasicilia

accussi.opendatasicilia.it lo trovate come nuovo servizio all’interno di “Cose nostre” di opendatasicilia.it, assieme alle altre cose già realizzate.

A noi piace fare queste cose, e speriamo che la nuova “tutorialteca” sia di ampia utilità.

Lunga vita a Sanford & son, ai costruttori di tutorial e a opendatasicilia.


immagini

  • la foto di Sanford & son è rilasciata con lic CCO
  • l’immagine Tutorial di Nick Youngson è rilasciata con lic. CC BY SA 3.0
  • le altre immagini sono screenshoot degli strumenti usati per costruire Accussì

 

 

OPENDATAFEST 2017, Caltanissetta 2-4 giugno 2017, #ODFest17

#ODFest17

Dal 2 al 4 giugno 2017 a Caltanissetta si terranno iniziative per conoscere il mondo dei dati e per stimolare la conoscenza aperta, incontrare persone che se ne interessano, condividere esperienze e costruire prototipi insieme. Quest’anno si tratta di un evento organizzato dalle comunità Open Data Sicilia e Spaghetti Open Data.

Un portale informativo è già stato redatto http://opendatafest.it/ e contiene le informazioni utili per coloro che intendono partecipare, non solo come uditori, ma anche come relatori.

Questa mappa illustra i siti dove si terranno gli eventi, i punti di riferimento del trasporto pubblico locale e i siti per il pernottamento.

Ecco alcuni alcuni temi che saranno approfonditi al raduno (ma non sono necessariamente solo questi):

  • pratiche e metodi di trasparenza;
  • i dati della amministrazione aperta;
  • la condivisione dei dati aperti e il loro riuso;
  • i dati aperti per comprendere meglio la realtà e come supporto alle decisioni;
  • fare impresa con i dati aperti (casi di business basati sugli Open Data);
  • l’impatto sulla società dei dati aperti;
  • il trattamento dei dati, l’analisi e la loro visualizzazione;
  • metadati, ontologie e approcci semantici;
  • raccontare il territorio a partire dai dati;
  • strumenti hardware e software per la raccolta e la condivisione di dati aperti.

I tre giorni avranno questa struttura:

  1. venerdì 2 giugno: la giornata è divisa in due parti:
    • mattina: terremo una conferenza in cui aggiornarci a vicenda sulle cose più importanti che sono successe nell’ultimo anno nel mondo degli Open Data;
    • pomeriggio: ci saranno delle sessioni parallele sui temi che arriveranno dalle proposte che faranno i partecipanti stessi, come per i BarCamp (per chi li conoscesse).
  2. sabato 3 giugno faremo un Civic Hackathon: produrremo insieme qualcosa di concreto. A differenza degli hackathon “normali”, il civic hackathon non si concentra solo sulla produzione di software, ma anche su analisi di leggi e normative o azioni di monitoraggio civico. Qualunque persona interessata al tema può esserne protagonista, anche se non sa programmare. Anche in questo caso, l’ambito e le possibili sfide da affrontare saranno frutto di quelle proposte che arriveranno dai partecipanti stessi;
  3. domenica 4 giugno faremo una giornata di formazione per la comunità. Sarà accessibile anche a principianti assoluti: il suo obiettivo è rendere tutti in grado di “fare delle cose con i dati” – una cosa molto pratica, insomma. Come per il sabato, anche in questo caso le proposte emergono direttamente dal basso.

E’ forse l’iniziativa civica sui dati aperti più interessante d’Italia del 2017, perché realizzata da persone che dentro o fuori le pubbliche amministrazioni sono accomunate dalla passione e consapevolezza dell’importanza della conoscenza condivisa.

Partecipa all’OPENDATAFEST 2017

Se partecipi puoi anche farlo sapere aggiornando la cover del tuo profilo Twitter o di Facebook:


(foto in alto di Lillo Miccichè)

Open data day 4 marzo 2017 a Palermo (u pitittu ci fazzu veniri)

(“u pitittu ci fazzu veniri” = “l’appetito gli faccio venire”, frase usata da una rete di venditori ambulanti di sfincione a Palermo per attirare l’attenzione dei passanti)

Il primo sabato di marzo è ormai come una ricorrenza sacra, si festeggia l’open data day in molte città del mondo http://opendataday.org/ e siamo contenti perchè ci incontriamo in tante persone appartenenti a mondi lavorativi e didattici diversi ma accomunati dai dati. E ovviamente Palermo non manca all’appello.

Andrea Borruso mi ha detto che potrei scrivere questo post perché è un evento che ho aspettato sin dallo scorso dicembre, da quando, prima di Natale, abbiamo fatto un incontro pubblico del Team Open Data comunale in compagnia di cittadini e appassionati di dati pubblici. E così in effetti è, mi piace l’open data day e mi ci sono appassionato da quando 4 anni fa per caso conobbi un po di persone con le quali ormai collaboro in maniera costante e felice, aumentando le mie competenze nell’ambito dei dati e del loro riuso.

Quest’anno per l’opendataday abbiamo il comune di Palermo, impegnato in un processo “culturale” di partecipazione e apertura dei dati, il Consorzio ARCA, un incubatore di imprese ormai diventato un’istituzione dell’innovazione a Palermo e OpendataSicilia, questa community di cittadini – e amici – che si divertono a creare esperimenti riusando dati, ma che hanno anche una grande abilità: essere propositivi nei confronti di pubbliche amministrazioni, scuole, e altre comunità che operano con i dati sul territorio nazionale.

Il menù del 4 marzo palermitano prevede:

  • antipasto di linee guida comunali Open Data 2017 in salsa partecipata
  • open data variegati della Polizia Municipale
  • vulnerabilità sismica degli edifici residenziali di Palermo in una mappa da open data
  • una spruzzatina di “A scuola di Opencoesione”
  • start up che usano i dati, per intenderci Smarteating
  • Università e Ricerca insieme per  iniziative e progetti in ambito open data
  • mappatura dei servizi accessibili nelle strutture ricettive
  • open data e Sanità
  • e per finire il dolce:  Web scraping per tutti, introduzione al tema e guida all’uso di alcune tecniche e strumenti

… un ni putemu lamintari st’annu, ….. u pitittu ci fazzu veniri !

Ah dimenticavo, ci vediamo il 4 marzo 2016 alle 9.30 al Consorzio ARCA in viale delle Scienze, edificio 16, Palermo.

Registratevi qui

#ODS16, 3 giorni di eventi a Messina per contaminarsi la cultura operativa degli open data

 

#ODS16 l’evento di 3 giorni

La comunità di opendatasicilia si è incontrata dal 2 al 4 Settembre 2016 a Messina, ospitata nella sede della facoltà di Scienze Cognitive della locale Università, con un programma di tre giornate di confronto, workshop formativi ad accesso gratuito e gruppi di sviluppo progettuale per lavorare sugli Open Data. Il sindaco del Comune di Messina ci ha accolti con piacere.

Un programma molto ricco di eventi sul mondo dei dati aperti a 360 gradi, con partecipanti provenienti da diverse parti d’Italia (guarda la mappa) e con una rappresentanza del portale europeo dei dati aperti www.europeandataportal.eu.

Cosa abbiamo fatto in 3 giorni

speaker

In questi 3 giorni di inizio settembre si è condivisa conoscenza, e contaminata cultura, su una ampia varietà di temi legati direttamente o anche indirettamente ai dati.

Sono stati illustrati i contenuti del portale europeo dei dati aperti con la presentazione di Wendy Carrara, che ha sensibilizzato i presenti sia in veste pubblica che di privati cittadini/associazioni a pubblicare dati con una chiara strategia, per gli uni, e ad utilizzare gli open data, per gli altri, al fine di creare servizi a valore aggiunto per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini nella società.

E’ stata illustrata l’iniziativa A Scuola di OpenCoesione che ha coinvolto decine di scuole in tutta Italia per la sensibilizzazione degli ambienti scolastici verso il mondo dei dati aperti e sono stati presentati i progetti di scuole che vogliono andare oltre costruendo laboratori open data in collaborazione con enti pubblici e community attive sui dati aperti.

Non poteva, ovviamente, mancare il FOIA (Freedom Of Information Act), l’Open Government, e la Trasparenza della Pubblica Amministrazione, tutti temi nazionali caldi sui quali si sono confrontati presenti e personaggi di rilievo nazionale. Con l’iniziativa  Siamo tutti “più” cittadini – ad esempio – si propongono implementazioni del nuovo statuto del comune di Palermo. Soprattutto si cerca di comprendere insieme l’apparato della Trasparenza vera e il rapporto con il  cittadino.

Si presenta il progetto SmartME, nato al fine di incoraggiare un dialogo con il comune per stimolare la creazione di nuovi ecosistemi virtuali basati sull’utilizzo del paradigma dell’Internet delle Cose (IoT).

Palermo illustra la realizzazione del piano d’incidentalità mediante sistema informativo territoriale della Polizia municipale di Palermo ed effettua analisi dettagliate e visualizzazione dei dati con il linguaggio “R”.

Sempre a Palermo la community di #OPENAMAT, iniziativa civica, apre un approccio nuovo alla risoluzione di vecchi problemi legati alla mobilità urbana dei trasporti pubblici di Palermo.

Con i dati si possono valorizzare i monumenti, quindi viene presentata l’iniziativa nazionale Wiki Loves Monuments che registra diverse pubbliche amministrazioni aderenti anche in Sicilia.

Nel campo della salute i dati sono anche molto utili, l’iniziativa civica del portale consalute.it: consapevolezza e salute con i dati socio-sanitari, illustra, tra l’altro, gli importanti dati di attesa ai Pronto Soccorso di alcuni importanti ospedali pubblici di Palermo, utile per chi deve scegliere l’Ospedale dove recarsi in emergenza.

Nell’ambito energia l’iniziativa OpenData ed Energia: opportunità per imprese e criticità dei dati presenta i dati sull’atlante solare ed eolico per la progettazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Nel campo della lotta alla criminalità organizzata, “come valutare l’antimafia? Ovviamente i  dati sono a supporto del progetto ConfiscatiBene” (slideslide).

Con un app già nota per le chat di gruppo, si costruiscono gli Albi Pop, è il caso di Telegram e di “AlboPOP: guarda un po’, l’albo pretorio va di moda“, e di Citybot un cruscotto digitale portatile per la città smart con tante info utili  in pochi click dallo smartphone.

Il giornalismo si nutre dei dati, oggi si chiama “Datajournalism”, dai dati ad un giornalismo analitico, i dati sono nei 18 giornali locali del gruppo editoriale l’Espresso / Finegil.

Dal Trentino arrivano gli input sul cambiamento delle pubbliche amministrazioni nelle economie e società guidate dai dati, una tendenza che si comincia a diffondere nei territori più virtuosi del mondo.

I bilanci comunali sono argomento sempre più caldo per la società e OpenBilanci realizza uno spaccato su Messina e la Sicilia a cura di OpenPolis.

Quando le regioni non hanno i portali open data, a farli ci pensano le community civiche: Non-Portale Open Data e dalla Sicilia si replica in Campania con laboratori per la costruzione di siti con dati pubblici unofficial.

Per chi ama il mondo delle mappe, dei dati georeferenziati e degli applicativi, l’evento messinese di 3 giorni ha portato una ventata di freschezza.

Le mappe interattive sono possibili in poche mosse e senza usare codice, è il caso di Carto.

Con Staview si ha la possibilità di visualizzare una piattaforma webGIS con i dati statistici (di ISTAT/INAIL/INPS/Ministero Interno/Veneto Lavoro/Arsel) su popolazione, lavoro, istruzione, sanità, assistenza, ambiente, energia, giustizia, sicurezza, servizi.

Con Leaflet – from Zero to Hero -si realizzano superlibrerie javascript per realizzare mappe interattive (esempi e repository).

In un evento sui dati aperti non poteva mancare il software open source per i dati geografici, con QGis si personalizzano senza limiti le mappe (Slide e materiali).

Fortunatamente oggi non c’è solo Google Maps, con Openstreetmap sono i cittadini ad arricchire i dati della mappa più bella del mondo. Ci provano i boyscout e i civic hacker con la Villa Romana di Patti, della serie le mappe le facciamo e le aggiorniamo noi cittadini.

Imparare dalle e con le macchine, machine learning: tecnologie e metodi per costruire un progetto, che casualmente ha a che fare con… 🙂  (demo e repository).

Immancabile una sessione su Statistica e i Geodati per comprendere fenomeni  nella geografia.

I dati servono per fare monitoraggio, allora Monitoraggio asincrono come se fosse Antani.

Un linguaggio software “R” per fare un focus sui dati delle API di ARPA Sicilia.

Anche la curia si avvicina agli open data per comunicare ai suoi fedeli, il caso dell’Arcidiocesi di Catania.

Quando diversi dataset si mettono in collegamento, è il caso dei Linked Open Data, e semantica del web (materiali e slide – Slide Intro LOD – materiali e slide)

Dal satellite si possono scaricare dati geografici per il riuso: i dati Copernicus.

A fine della seconda giornata davanti ad un aperitivo sulla costa di Messina è stato presentato il libro Architettura della Comunicazione.

Il terzo giorno è stato lanciato il contest Opendatagiustizia.it (Conoscere la giustizia attraverso i dati, per migliorare il Paese) promosso da COGruppo in collaborazione con Associazione Ondata (slide).

In conclusione è successo che

In 3 giorni persone con competenze tecnologiche e digitali diverse, di diversa età, sesso e orientamento politico, appartenenti ad associazioni private e ad enti pubblici, provenienti da diverse parti d’Italia si sono incontrate con questi obiettivi:

  • condividere conoscenza sull’uso dei dati, contaminandosi a vicenda
  • imparare gli uni dagli altri, facendo domande e mostrando curiosità su cosa fa l’altro
  • cercare di creare reti territoriali tra associazioni ed enti pubblici per la realizzazione di progetti specifici attraverso l’uso dei dati
  • creare servizi digitali ad alto valore culturale e sociale per la collettività
  • assaggiare le prelibatezze Messinesi: street food e granite 🙂
  • contribuire a migliorare la politica di trasparenza delle locali pubbliche amministrazioni, stimolando, ad esempio, il ricorso all’accesso civico
  • far conoscere servizi utili già realizzati attraverso il riutilizzo dei dati, ma che a volte restano confinati ad un livello molto locale perchè non adeguatamente pubblicizzati
  • dimostrare come il mondo dei dati geografici adeguatamente pubblicato online possa migliorare le scelte di vita quotidiana delle persone
  • stimolare i cittadini a valorizzare il proprio patrimonio culturale e monumentale attraverso la sensibilizzazione degli enti pubblici che autorizzano i cittadini a fotografare per contest nazionali e rilasciare le foto con licenze aperte
  • coinvolgere la scuola superiore italiana per sensibilizzare i ragazzi alla cultura del dato come leva per una nuova consapevolezza ed una nuova economia.
  • ….

Tutto questo è successo grazie ad ognuno dei partecipanti che si è immerso in una dimensione di campus culturale, dove il #dato è stato corteggiato senza limiti e per le più svariate finalità.

Opendatasicilia non è una community di soli siciliani, è una community che parte da quei siciliani che vogliono realizzare sogni, progetti e azioni sui dati insieme a individui di ogni parte d’Italia, ed è per questo motivo che riesce bene, già  al secondo anno di eventi, ad essere modello e punto di riferimento per l’aggregazione sociale e culturale senza confini.

Un sentito grazie a tutti i presenti per l’atmosfera creata e per le contaminazioni culturali generate.

Lo storytelling su Twitter

Gli eventi della 3 giorni di opendatasicilia sono stati memorizzati su un flusso di tweet e foto disponibili al link.

E una mini rassegna stampa sull’evento.

L’Agenda Unica dei Movimenti Catanesi in Open Data

L’Agenda Unica è un coordinamento delle associazioni e dei gruppi operanti a Catania nell’area della cosiddetta sinistra antagonista. Nasce sotto l’impulso di Officina Rebelde e vi partecipano svariati gruppi tra i quali i Briganti Rugby Librino, Red Militant, la Rete Antirazzista Catanese , il Collettivo Politico Experia, il Collettivo Universitario Catanese e l’Unione degli Studenti.

Tra gli strumenti di cui si è dotato questo coordinamento troviamo un calendario condiviso nel quale ogni gruppo inserisce i propri eventi e iniziative di carattere politico. Lo spirito di questo foglio è di evitare, ove possibile e ove si voglia, la sovrapposizione di iniziative. Ovviamente, una delle sue ricadute è quella di mettere a conoscenza dei propri eventi tutti gli altri partecipanti all’agenda.

Inizialmente l’agenda unica usava un gruppo facebook per questi fini, che poi si è evoluto in un google sheet. Dopo circa un mese da questo passaggio al google sheet. Michele Maresca, Alberto Berrittella ed io abbiamo quindi iniziato a realizzare, nell’ambito dell’opendatahacklab di Hackspace Catania e sulla falsa riga di quanto fatto a Matera, una ontologia RDF/XML dell’agenda unica, basata sul google sheet, ed un corrispondente sito web. Appena pronto, abbiamo proposto di liberare i dati degli eventi in agenda agli altri partecipanti, che hanno accolto la proposta con entusiasmo.

Sono molto lieto che la condivisione della conoscenza, tramite gli open data, inizi ad essere percepito come un valore e non come un tabù (cfr. son tutti buoni con gli open data degli altri). Mi auguro inoltre che questa operazione favorisca la diffusione delle iniziative e, di conseguenza, delle idee e proposte portate avanti dai vari gruppi  che partecipano ad Agenda Unica.

Invito quindi tutti coloro i quali vogliano contribuire a diffondere notizie su questo genere di eventi ad usare i dati aperti che mettiamo a disposizione. Invito inoltre tutte le altre associazioni e i singoli che vogliano liberare i dati sui propri eventi a replicare l’iniziativa creando una propria agenda (la conversione in RDF/XML renderà infatti semplice l’integrazione tra Agende anche eterogenee). 

 

Il sito di Agenda Unica, con i collegamenti ai sorgenti e all’ontologia, è disponibile alla seguente URL:

http://www.opendatahacklab.org/agenda-unica/

Storie umane di #opendata a Palermo

Le storie delle relazioni umane sono la cosa più bella da raccontare, e capita che nascono (a volte continuano) anche sugli open data a Palermo, dove diverse “persone” danno vita ad un interessante alchimia.

5 marzo 2016 – Palermo partecipa alla giornata mondiale “open data day”, con 9 scuole superiori della Sicilia che mostrano i loro progetti di monitoraggio su opere pubbliche, nell’ambito dell’iniziativa nazionale “A scuola di Opencoesione“.

L’Istituto Professionale di Stato “L. Einaudi” di Palermo con studentesse e studenti di quattro quarte classi dimostra un ottimo livello di conoscenza dei dati (cercarli, trovarli, pulirli, riusarli) nell’analizzare lo stato di avanzamento dei lavori e della spesa pubblica relativa ai “Lavori di costruzione della rete fognaria a sistema separato in via Messina Marine (dal fiume Oreto a Piazza Sperone) e del relativo impianto di sollevamento Romagnolo”.

I Docenti, nelle persone dei prof.  Ida Mariolo, Leonardo Alagna, Vita Lo Pinto, Giovanni Ustica, dimostrano di strutturare ottimamente il lavoro sui dati insieme agli studenti. Una storia che merita di essere raccontata dagli studenti stessi.

22 marzo – il Collegio dei Docenti e il Consiglio di Istituto superiore con apposita Deliberazione istituiscono il “Laboratorio permanente Open Data“, uno spazio in cui incubare annualmente progetti partendo dal riuso dei dati in formato aperto delle pubbliche amministrazioni. Un iniziativa pregevolissima e innovativa considerato che l’IPS “L. Einaudi” è a indirizzo commerciale, una concreta conferma della vision d’Istituto proiettata a creare formazione e servizi con refluenze positive per il commercio nell’ambito territoriale siciliano. Mi congratulo con la Preside, prof.ssa Maria Rita Di Maggio, per l’impegno assunto, e a nome del Comune di Palermo offro la disponibilità a collaborare operativamente per le finalità didattiche e formative del Laboratorio.

3 maggio – insieme ad Andrea Borruso e Marco Alfano della community di Opendatasicilia realizziamo una mattina di formazione all’Istituto “L. Einaudi” sulle metodologie per realizzare mappe georeferenziate partendo da un dataset in formato “CSV” (Comma Separated Value). Le studentesse dimostrano un notevole interesse e velocità di apprendimento realizzando subito una mappa per dare il benvenuto ai compagni stranieri del progetto Erasmus+. I docenti gradiscono e cominciano a “prenotare” altre giornate formative sul tema dei dati aperti. Marco Alfano e Davide Taibi di Opendatasicilia stanno già preparando un altra giornata formativa per gli studenti da effettuare prima della fine dell’anno scolastico.

5 maggio – la Preside dell’Istituto propone al Comune di Palermo un Protocollo di Intesa per la collaborazione alla diffusione della cultura degli open data sul territorio locale, una collaborazione per rafforzare la progettualità del Laboratorio open data della scuola. La proposta vede subito favorevoli il Responsabile Open Data comunale, dott. Gabriele Marchese, il Dirigente Ufficio Innovazione, ing. Antonino Cipriani, e l’Assessore all’Innovazione, ing. Gianfranco Rizzo, che si attivano per l’approvazione in Giunta Municipale del suddetto protocollo.

9 maggio – la premiazione dell’iniziativa “A scuola di Opencoesione” vede l’IPS L. Einaudi di Palermo arrivare al 9° posto nazionale. Un successo per quelle classi che hanno creduto nel lavoro svolto, come anche per le altre scuole italiane. La premiazione nazionale svolta a Palermo ovviamente contribuisce a produrre euforia negli studenti e professori dell’IPS L. Einaudi e li stimola a ideare cosa si può fare, da subito, con gli open data, nel Laboratorio che la scuola ha istituito. Il referente del MIUR presente a Palermo per la premiazione (dott. Guazzo) si complimenta con l’Istituto Einaudi per l’idea del Laboratorio open data e per il Protocollo di Intesa con il Comune di Palermo.

Un effetto euforico generato dalla coesione, relazioni propositive e lavoro incrociato di dipendenti e amministratori comunali, membri delle community attive sugli open data, studenti e docenti. Si è fatta rete tra individui diversi per creare nuove iniziative utili: un fattore culturale abilitante per fomentare l’innovazione nella società.

In due mesi e mezzo una piccola parte di Palermo ha visto nascere una grande consapevolezza sugli open data che nessuna norma/legge avrebbe mai potuto fare meglio in così breve tempo e con il sorriso stampato sui volti dei protagonisti di questa storia appena all’inizio.

La consapevolezza è nata da un meraviglioso cocktail di apertura mentale (“openess”) di diversi soggetti appartenenti a vari ambiti e istituzioni della società.

Da questa esperienza ho capito che la cultura sulla diffusione degli open data (pubblicazione, riutilizzo, sperimentazione) nasce bene dalle persone “open”, cioè da coloro che si mostrano:

  1. curiosi verso il mondo dei dati e il relativo riutilizzo,
  2. ricettivi di proposte operative da parte dei soggetti più consapevoli sull’importanza dei dati (quelli che nell’ambiente dei dati aperti vengono definiti opendatari o evangelisti open data o smanettoni digitali o semplicemente cittadini attivi),
  3. concreti nel generare/proporre progetti (insieme agli attivisti degli open data), e percorsi in cui si trattano i dati in formato aperto al fine di realizzare nuovi servizi utili per migliorare la qualità della vita della collettività.

Ho vissuto intensamente questa storia e ho incontrato diverse persone “open”. Voglio ringraziarli tutti per avere contribuito, a vario titolo, competenza e impegno, a diffondere la cultura sui dati aperti.

Le storie umane di percorsi open data come questi nei territori valgono più di qualsiasi norma impositiva, perché nascono dalla volontà e dalla consapevolezza individuale, che sono indubbiamente genuine generatrici di nuovi modelli culturali.

Possiamo creare le condizioni affinché queste storie umane e dinamiche si ripetano costantemente. Dipende solo da “ognuno” di noi.

Ciro Spataro, UO Innovazione, Pubblicazione e Open Data dell’Area Innovazione Tecnologica (Comune di Palermo),  membro attivo della community Opendatasicilia

(photo “Gioia” by Insilenzio, www.flickr.com/photos/insilenzio/6191101541 licenza CC BY NC SA 2.0)

L’utilità del riuso dei dati aperti per la formazione, lavoro in tandem

 

a cura di Ciro Spataro, OpendataSicilia, Palermo 

Il FormezPA ha costruito dei materiali didattici per un corso online sugli open data rivolto ai dipendenti della Pubblica Amministrazione italiana. Al corso si sono iscritti 1252 dipendenti pubblici italiani, un buon numero indubbiamente, ma la Pubblica Amministrazione italiana (comuni, province, regioni, scuole, università, ministeri,…) è fatta da milioni di dipendenti a vario titolo.

Oggi i dati aperti (open data) della PA rappresentano uno dei migliori carburanti dell’innovazione sociale e culturale. Le banche dati presenti dentro gli uffici pubblici hanno un enorme valore se riutilizzati nella società per mano di cittadini volenterosi, civic hackers, sviluppatori, start up, associazioni, software house. Riutilizzo che permetterebbe la costruzione di servizi web, infografiche, mappe georeferenziate, app per dispositivi mobili con info e dati utili per tutti nella vita di ogni giorno.

Ecco, allora, che il Formez con il suo corso online sui dati aperti rappresenta uno dei maggiori stimolatori sull’argomento. Saper generare dataset, saper accompagnarli con metadati utili e chiari, sapere aggiornarli quanto più frequentemente possibile, saperli pubblicare online, tutto questo diventa una delle missioni principali delle PA.

Con questa premessa mi sono cimentato nel riuso dei materiali didattici del FormezPA, realizzati con un linguaggio semplice e chiaro, accompagnati da video e immagini che consentono di facilitarne la comprensione a tutti, anche a coloro che non hanno avanzate competenze digitali.

 ccbysa40int [riuso]

I materiali didattici sono stati rilasciati dal FormezPA con una licenza Creative Commons, BY (citare l’autore), SA (share alike = condividi allo stesso modo), versione 4.0 Internazionale. In pratica una licenza che permette un ampio riuso del materiale, anche a fini commerciali, che ovviamente non è il caso del post che state leggendo.

Riutilizzando il materiale didattico del corso online, proprio nello stesso momento di fruizione del corso stesso (come una sorta di evidenziatore digitale), ho creato una nuova versione personalizzata del materiale del FormezPA: eccolo.

materiale formativo open data

Il materiale formativo è una presentazione su GoogleDrive ed è disponibile ad  un link, a tutte le ore di qualsiasi giorno dell’anno. E’ rilasciato con la stessa tipologia di licenza (CC BY SA 4.0 INT) del FormezPA. Non bisogna iscriversi e non bisogna fruire i contenuti in tempi stabiliti, come di solito avviene nei corsi online o in presenza. E lo può fruire un dipendente della PA, uno studente, e qualsiasi altro cittadino o associazione interessata. Lo reputo una sorta di comodo sussidiario digitale sugli open data. Può essere persino oggetto di studio nelle scuole medie o superiori e spero che un giorno l’open data diventi anche una vera e propria materia universitaria in ogni facoltà.

Nel mezzo del cammin di questo riuso dei materiali didattici formativi del Formez, ho incontrato Paola Chiesa online, attivista digitale, blogger, appassionata della materia degli open data e della trasparenza nella Pubblica Amministrazione. Leggete dalle sue parole come ha interagito con me sulla redazione finale di questo materiale didattico opendata.

 

paola chiesa a cura di Paola Chiesa,  Social evolution, Torino

Non sono poi tante le persone che in Italia si occupano di open data, e sicuramente Sicilia Open Data  spicca tra le community significativamente più attive sul tema, perché può contare su persone motivate, appassionate e concrete. Ragion per cui, nel mio peregrinare sulla Rete alla ricerca di best practice sulla divulgazione del tema degli open data, sono arrivata a Palermo, da Ciro Spataro. Parlare lo stesso linguaggio, cioè quello della condivisione, ci ha consentito di interagire facilmente, compensandoci per rendere il prezioso materiale didattico del Formez ancor più efficace ed accessibile a tante categorie di persone. Da attivista digitale esterna alla Pubblica Amministrazione e occupandomi di comunicazione, mi pongo spesso il problema di come trasmettere al meglio le opportunità costituite dal tema degli open data, e di come sensibilizzare il territorio, quindi i cittadini ma anche le associazioni, le imprese e le scuole a farsi soggetto attivo e consapevole, in grado di comprendere, controllare e stimolare l’attività  della Pubblica Amministrazione.

Questo materiale didattico è l’occasione giusta, ha un taglio intuitivo e fresco grazie alla presenza equilibrata di elementi di testo e video. O almeno speriamo che sia così!

In ogni caso, sempre in ottica di utilità e concretezza, ci piace misurare e valutare i risultati di ciò che facciamo, in modo da poter essere sempre più performanti. Perciò al termine del materiale didattico abbiamo creato anche un questionario, che vi invitiamo a compilare, affinché possa darci indicazioni utili sul grado di comprensione della materia. Ovviamente, i risultati saranno disponibili in open data per tutti!  

Altro che il ponte sullo stretto di Messina… già oggi  le autostrade digitali che collegano Palermo e Torino sono velocissime!

Un BOT ti facilita la vita :-)

Quando da piccolo sentivo in famiglia la parola BOT, si trattava dei miei genitori che avevano deciso di investire i loro risparmi in “buoni ordinari del tesoro“, erano gli anni 80. Oggi, 35 anni dopo, la parola BOT comincia ad avere un ulteriore significato e molto legato al mondo dei servizi #digitali.
BOT oggi significa fruire di servizi nei nostri smartphone.
Ecco, allora, una serie di servizi utili che sono stati creati da persone con rilevanti competenze digitali.
Sono servizi che aiutano i cittadini a trovare facilmente informazioni utili nella vita quotidiana.
Istruzioni per l’uso (come fruire dei Bot su Telegram).
Scaricate l’applicazione Telegram (IOS e ANDROID) sui vostri smartphone.
Quindi nell’app cercate, per esempio, le seguenti parole:
  • Musei Italiani” (di Pierfost Paolicelli), fornisce la localizzazione geografica dei musei italiani più vicini a voi e in più dati su siti web, telefoni dei musei,e altro ancora.
  • Musei” (di Matteo Tempestini), fornisce la localizzazione geografica dei musei italiani più vicini a voi.
  • Protezione Civile Palermo” (di Giovanni Pirrotta), fornisce la localizzazione esatta delle aree di accoglienza del Piano di Protezione Civile di Palermo.
  • Transport CH Bot” (di Pierfost Paolicelli), fornisce informazioni sulle fermate del sistema di trasporto ferroviario più vicino a voi.
  • AMAT PAlermo Bot” (di Giovanni Pirrotta) fornisce informazioni sulle fermate del sistema di trasporto pubblico di Palermo (AMAT) più vicino a voi.
Tutti questi servizi su Telegram hanno una cosa in comune: si alimentano degli OPEN DATA delle pubbliche amministrazioni. Questo aspetto dei servizi informativi su Telegram conferma l’importanza della disponibilità e del riuso degli OPEN DATA al fine di migliorare la qualità della vita quotidiana di tutti noi.
E tutti questi servizi sono utili per palermitani e siciliani, nonché per tutti gli italiani e turisti.
Queste persone, con competenze digitali necessarie a sviluppare software, hanno appena iniziato a creare questi Bot su Telegram, … siamo appena all’inizio di un era di nuovi servizi digitali, fortunatamente.
Di seguito alcuni tutorial utili sulla comprensione del funzionamento dei Bot di Telegram, e per capire soprattutto le belle ed interessanti storie di interazione sociale che ci stanno dietro:

Un grazie a tutti loro per contribuire costantemente alla digitalizzazione dei servizi e per renderli fruibili a tutti.  Allora,… buon BOT 🙂

Trasporti AMAT di Palermo? C’è un Telegram per Te!

Post pubblicato originariamente su giovanni.pirrotta.it.

In questi ultimi tempi in rete si fa un gran parlare di BOT (abbreviazione di robot), ovvero quei programmi che fanno credere all’utente di parlare con una persona reale ma che di fatto sono risponditori automatici utili per fornire servizi vari come ad esempio il meteo, news, quiz, sondaggi, giochi, etc.

Il motivo di tutto questo proliferare di BOT è dovuto principalmente all’apertura di Telegram, nella sua versione 3, al mondo degli sviluppatori. Attraverso l’utilizzo di API ufficiali, infatti, è ora possibile creare, gestire e interagire con programmi BOT, personalizzandoli secondo le proprie esigenze.

Ho sempre visto un alto potenziale nell’uso di questo tipo di applicazioni e la scelta di Telegram potrebbe rivelarsi particolarmente azzeccata in questo senso.

Esattamente due anni fa anch’io ho iniziato a interessarmi di BOT, ad immaginarmi il mio smartphone come un telecomando da pigiare per ottenere specifici servizi: informazioni sui programmi televisivi, previsioni meteo, eventi serali della mia città, orari di apertura degli uffici pubblici, etc. Ho sviluppato quindi un BOT su Twitter grazie al quale, con un semplice tweet e una microgrammatica, riuscivo ad inviare richieste ad un’applicazione per ottenere informazioni sui programmi televisivi della serata. Descrivo nel dettaglio l’implementazione del progetto, che si chiama per l’appunto cosaceintv, in questo post; il sito del progetto è cosaceintv.it.

Tuttavia Twitter non consente di creare BOT in modo nativo per cui, per raggiungere lo scopo, sono dovuto scendere a compromessi, chiamateli workaround.

Vero è che l’app non è diffusa come WhatsApp, l’attuale killer application nel settore dell’instant messaging, (molti si aspettavano dei segnali di apertura API da WhatsApp in occasione dell’ultima conferenza F8 di Facebook, ma invece nisba) ma è anche vero che Telegram sta guadagnando sempre più terreno grazie soprattutto a scelte aziendali che si stanno rivelando strategicamente vincenti, come ad esempio

  • il rilascio del sorgente in opensource,
  • l’alta attenzione nei confronti della sicurezza e della privacy degli utenti,
  • la possibilità di creare chat segrete e autodistruggenti dopo un tempo prestabilito,
  • un design pulito e gradevole,
  • la totale gratuita,
  • l’assenza di pubblicità
  • ed infine, non meno importante, l’ultima feature aggiunta cioè la possibilità di creare BOT per la gestione di servizi personalizzati e l’interazione in modo programmatico attraverso API.

Più che una semplice app di messaggistica Telegram è di fatto una vera e propria piattaforma e in rete si trovano già applicazioni BOT di qualsiasi tipo; le più popolari si possono trovare al seguente link.

Ma anche in Italia cominciano a vedersi progetti interessanti.

A Prato Matteo Tempestini ha sviluppato il BOT Emergenze Prato per essere aggiornati in tempo reale su condizioni meteo, possibili allerte e segnalazioni. A Lecce, utilizzando gli opendata del comune e non solo, Pier Paolo Paolicelli (piersoft) ha sviluppato OpenDataLecceBot con il quale è possibile ottenere informazioni su meteo, temperatura, qualità dell’aria, orari delle scuole, tariffe aree ZTL, eventi culturali, etc. Il servizio trasporti bus TPER fornisce informazioni aggiornate sui bus di Bologna usando i servizi informativi e gli opendata. (tperbot.)

Incuriosito quindi da tutto questo fermento mi è venuta voglia di rimettermi in gioco anch’io con i BOT e smanettare un pò con questa piattaforma. Ho accolto, quindi, il suggerimento di piersoft  che consigliava di replicare il servizio offerto dalla TPER di Bologna sui trasporti anche per la città di Palermo, dato che i dati sui trasporti palermitani sono rilasciati dall’ azienda AMAT in formato GTFS con licenza OpenData.

La specifica GTFS (General Transit Feed Specification) è stata sviluppata da Google e definisce un formato comune per rappresentare informazioni orarie di un sistema di trasporti (bus, metro, treno, etc) associandole ad informazioni geografiche.

La specifica struttura i dati organizzandoli in un insieme di file CSV.

I più importanti sono i seguenti:

  • agency – informazioni inerenti l’azienda che gestisce i trasporti;
  • routes – informazioni sulle linee dei trasporti;
  • trips – informazioni inerenti le corse per ciascuna linea;
  • stops – le fermate geolocalizzate;
  • stop_times – l’orario di arrivo e partenza e la sequenza per ogni corsa in ciascuna fermata;
  • calendar – periodo del servizio trasporti su base settimanale;
  • calendar_dates – date in cui vi sono delle eccezioni rispetto a quanto descritto incalendar (ad. es. feste)

Per la specifica completa si rimanda alla pagina ufficiale GTFS

Quindi mettiamoci al lavoro e scarichiamo i dati dal sito AMAT di Palermo.

Per prima cosa scarico il file zippato GTFS dalla pagina OpenData del Comune di Palermo.

Decido di caricare tutti i file CSV all’interno di un dabatase Mysql, per cui inizio a cercare in rete degli statement DDL in modo da risparmiarmi il creare tutto a manina. Uno potrebbe pensare che, essendo GTFS un formato ben definito, uno schema DDL vale l’altro.

Errore!!!

Quelli che seguono sono alcuni consigli che vi potrebbero farvi risparmiare tempo e mal di testa quando decidete di creare uno schema GTFS trovato in rete.

REGOLE D’ORO

  1. Analizzare sempre e bene la qualità dei dati da importare prima di importarli
  2. GOTO 1 ;–)

La maggior parte dei campi id degli schemi che ho trovano in rete è in formato intero mentre nella maggior parte dei record dei dati GTFS AMAT il campo idcontiene anche valori alfanumerici, ergo trasformate tutti gli id da int a varchar.

Per importare i dati automaticamente ho usato uno script in python scaricato da github. Trovate un fork sul mio repository github in quanto lo script conteneva un bug relativo al caricamento di codici alfanumerici contenenti il carattere E. Lo script erroneamente parsava i codici contenenti il carattere E come formato esadecimale considerandoli interi invece di stringa. Trovate la versione fixata nel mio repo.

A questo punto iniziamo a scrivere un pò di codice. La documentazione di riferimento per creare BOT con Telegram è fatta benissimo e la trovate al seguente link. Per lo sviluppo del codice ho usato questa libreria PHP a sua volta descritta in modo molto chiaro qui. La libreria è stata sviluppata per il framework PHP Laravel ma può essere utilizzata anche in modalità standalone.

La prima cosa da fare è creare il bot. Per fare questo bisogna aggiungere sul proprio client Telegram l’utente @BotFather e inviargli il seguente comando /newbot. Dopo aver risposto ad alcune domande, ad esempio nome ed username del BOT, viene generato un TOKEN che rappresenta il ponte di collegamento tra il nostro software e Telegram. Per maggiori dettagli sulla creazione dei bot fate riferimento alla documentazione ufficiale.

Per poter interagire con Telegram scriviamo quindi:

Nella response troveremo informazioni sul bot creato. Per poter inviare messaggi all’utente bisognerà indicare, oltre al messaggio, anche l’ID della chat in modo che solo l’utente che ha fatto la richiesta possa ricevere il messaggio di ritorno.

Oltre a messaggi di testo il nostro BOT può rispondere anche con immagini, audio, video, allegati, etc.:

Ma come fa l’utente a chiedere le informazioni al BOT? Inviando dei comandi.

Per creare un comando, usando la libreria PHP, è necessario estendere la classe Command e implementare il metodo handle. Creare un comando è un’operazione veramente banale, è infatti necessario inizializzare semplicemente la variabile namecon il nome del comando che si vuole creare. Nell’esempio si sta creando il comando /start.

Nell’esempio che segue, digitando da Telegram il comando /start il BOT risponderà con Hello World!

 

Non mi soffermerò oltre su questa libreria perchè, come già detto, è presente una documentazione completa ed esaustiva.

Vediamo adesso le feature più importanti che dovrà avere il nostro BOT. Verranno descritte le più importanti scelte adottate per la logica applicativa. Si tratta essenzialmente di recuperare informazioni dal database e di formattare l’output, ci soffermeremo quindi solo sulle query SQL più importanti.

La prima versione di amatPABot, questo il nome del BOT, implementa due funzionalità:

  • Orario Linee
  • Fermata più vicina

Orario Linee

Le informazioni sono tutte presenti nel db per cui all’interno del metodo handleviene gestita la logica per estrarre le informazioni relative alle linee AMAT di Palermo.

La query SQL utilizzata per mostrare le linee:

 

 

A questo punto viene mostrato l’elenco delle linee AMAT. L’utente può scegliere la linea di cui vuole sapere gli orari. Una volta scelta la linea un nuovo comando recupererà il nome delle fermate della linea (Andata e ritorno) e gli orari relativi.

Per recuperare gli orari delle corse uso la seguente query SQL, passandogli l’id della linea e l’id del servizio, cioè del periodo di riferimento nel calendario.

A questo punto l’output ottenuto è il seguente:

Passiamo adesso all’altra funzionalità.

Fermata più vicina

Per ottenere informazioni sulla fermata più vicina dobbiamo per prima cosa cliccare sulla graffetta e inviare la nostra posizione geografica

Fatto ciò un comando calcolerà le 5 fermate più vicine recuperandole dalla tabellastops eseguendo la seguente query:

Il valore 6371 è la lunghezza del raggio della terra. La formula utilizzata calcola la distanza in KM tra due punti espressi in latitudine e longitudine. Per maggiori informazioni fate riferimento qui e qui.

Per ogni fermata recupero anche il nome delle linee passanti.

 

Vengono mostrate a video le 5 fermate più vicine con le relative linee passanti. La prima fermata viene visualizzata su una mappa (si lo so, è Google Maps e non OpenStreetMap; nativamente Telegram usa le mappe di Google per inviare al client le posizioni geografiche; per usare OSM si potrebbero, ad esempio, creare al volo immagini statiche e inviarle all’utente per la posizione delle fermate).

Per il deploy del BOT ho usato Cloudflare per avere una connessione SSL, condizione necessaria per poter utilizzare il WebHook in Telegram, invece del metodo manuale getUpdates.

Ricapitolando

  • Il BOT è funzionante con i dati aggiornati al 2015;
  • Sulla correttezza e consistenza dei dati non garantisco. Non prendetevela con me per eventuali inesattezze e/o sbagli :–)
  • Il BOT sviluppato è ancora una demo. E’ possibile aggiungere altre funzionalità, il limite è la fantasia.

Per interagire con il bot dovete aggiungere al vostro client Telegram il contatto: @amatPABot.

Il codice sorgente lo trovate qui.

Attenzione, è’ una versione ancora poco stabile, non pronta per andare in produzione.

Se questo lavoro vi è piaciuto un pò, potreste contribuire a farlo conoscere in giro sui social, grazie.

Twittami

 

 

Idee, critiche e suggerimenti sono benvenuti.

That’s all folks! Stay tuned!

Mappe spazio-temporali per eventi culturali in Sicilia

L’idea della mappa spazio-temporale degli eventi culturali in Sicilia nasce da qui: http://www.visitsicily.info/eventi/.

Visto così questo elenco di eventi, non sembra attirare molto l’attenzione o stimolare il desiderio di andare. Allora siccome noi di Open Data Sicilia non riusciamo mai a stare fermi (e meno male!), ci siamo messi in moto per creare una modalità di visualizzazione di eventi su una mappa dove trova posto sia la localizzazione geografica dell’evento, che il tempo nel quale esso avviene.

In aiuto ci viene http://timemapper.okfnlabs.org/, un tool online gratuito e open source che fa al caso nostro. In pochi passaggi è possibile costruire una mappa spazio-tempo. Vediamo come si fa. Innanzitutto è necessario creare un database tabellare in google spreadsheet, ecco quello realizzato al nostro scopo: https://docs.google.com/spreadsheets/d/1fjqia1X6yncXymMxwF_mTxIygPucR6ORTLVqkY6p0Ts.  Nei campi bisogna inserire i dati fondamentali che dovranno essere visualizzati nella mappa di timemapper, dal titolo evento, alla data, al link di approfondimento, all’immagine che si vuole visualizzare nell’evento, ad un campo in cui l’indispensabile Andrea Borruso ha inserito una funzione, un piccolo codice che consente di creare automaticamente coordinate di latitudine e longitudine non appena abbiamo scritto il nome del paese o città in cui è previsto l’evento culturale (basato sulle API di MapQuest e sui dati OpenStreetMap). Quindi compiliamo la tabella inserendo i dati che provengono dall’elenco del sito istituzionale regionale http://www.visitsicily.info/eventi/.

Una volta compilato il database, si passa a inserire il link del database di google spreadsheet sul sito di http://timemapper.okfnlabs.org/. L’importante è avere reso pubblico il dataset di google attraverso il pulsante azzurro di condivisione in alto a destra, ed avere provveduto a selezionare “file” e poi “pubblica sul web”. Nell’area “Type of Data View” di timemapper bisogna spuntare “Timemap”. E si passa quindi a “Publicare” il database. Automaticamente il portale di Timemapper provvederà a pubblicare la mappa spazio-temporale.

timemapper

Ed ecco pronta quella degli eventi culturali 2015 in Sicilia = http://timemapper.okfnlabs.org/cirospat/timemapper-template. Che ve ne pare? E’ più gradevole del semplice elenco di eventi nel sito istituzionale del turismo in Sicilia http://www.visitsicily.info/eventi/ ? 😉

Ovviamente, e sottolineo ovviamente, il database è in open data, e se l’Assessorato regionale al Turismo volesse adottare lo strumento di timemapper, perché ritenuto gradevole come visualizzazione di eventi di attrazione turistica,  saremo ben lieti di condividere il database in priorità di modifica per ulteriori implementazioni. Il database in google spreadsheet è scaricabile da chiunque come “modello dati” per tutti gli scopi che chiunque ritiene validi e interessanti per la creazione di future mappe spazio-temporali.