OPENDATAFEST 2017, Caltanissetta 2-4 giugno 2017, #ODFest17

#ODFest17

Dal 2 al 4 giugno 2017 a Caltanissetta si terranno iniziative per conoscere il mondo dei dati e per stimolare la conoscenza aperta, incontrare persone che se ne interessano, condividere esperienze e costruire prototipi insieme. Quest’anno si tratta di un evento organizzato dalle comunità Open Data Sicilia e Spaghetti Open Data.

Un portale informativo è già stato redatto http://opendatafest.it/ e contiene le informazioni utili per coloro che intendono partecipare, non solo come uditori, ma anche come relatori.

Questa mappa illustra i siti dove si terranno gli eventi, i punti di riferimento del trasporto pubblico locale e i siti per il pernottamento.

Ecco alcuni alcuni temi che saranno approfonditi al raduno (ma non sono necessariamente solo questi):

  • pratiche e metodi di trasparenza;
  • i dati della amministrazione aperta;
  • la condivisione dei dati aperti e il loro riuso;
  • i dati aperti per comprendere meglio la realtà e come supporto alle decisioni;
  • fare impresa con i dati aperti (casi di business basati sugli Open Data);
  • l’impatto sulla società dei dati aperti;
  • il trattamento dei dati, l’analisi e la loro visualizzazione;
  • metadati, ontologie e approcci semantici;
  • raccontare il territorio a partire dai dati;
  • strumenti hardware e software per la raccolta e la condivisione di dati aperti.

I tre giorni avranno questa struttura:

  1. venerdì 2 giugno: la giornata è divisa in due parti:
    • mattina: terremo una conferenza in cui aggiornarci a vicenda sulle cose più importanti che sono successe nell’ultimo anno nel mondo degli Open Data;
    • pomeriggio: ci saranno delle sessioni parallele sui temi che arriveranno dalle proposte che faranno i partecipanti stessi, come per i BarCamp (per chi li conoscesse).
  2. sabato 3 giugno faremo un Civic Hackathon: produrremo insieme qualcosa di concreto. A differenza degli hackathon “normali”, il civic hackathon non si concentra solo sulla produzione di software, ma anche su analisi di leggi e normative o azioni di monitoraggio civico. Qualunque persona interessata al tema può esserne protagonista, anche se non sa programmare. Anche in questo caso, l’ambito e le possibili sfide da affrontare saranno frutto di quelle proposte che arriveranno dai partecipanti stessi;
  3. domenica 4 giugno faremo una giornata di formazione per la comunità. Sarà accessibile anche a principianti assoluti: il suo obiettivo è rendere tutti in grado di “fare delle cose con i dati” – una cosa molto pratica, insomma. Come per il sabato, anche in questo caso le proposte emergono direttamente dal basso.

E’ forse l’iniziativa civica sui dati aperti più interessante d’Italia del 2017, perché realizzata da persone che dentro o fuori le pubbliche amministrazioni sono accomunate dalla passione e consapevolezza dell’importanza della conoscenza condivisa.

Partecipa all’OPENDATAFEST 2017

Se partecipi puoi anche farlo sapere aggiornando la cover del tuo profilo Twitter o di Facebook:


(foto in alto di Lillo Miccichè)

Open-carburanti: i prezzi dei carburanti alle stazioni di servizio

Un post a cura di Fabio Disconzi, un appassionato e riutilizzatore di dati in formato aperto, che pone l’attenzione sull’andamento dei costi italiani del carburante al distributore.

Cari amici Siciliani, da circa 15 mesi archivio ed elaboro gli open data relativi ai prezzi dei carburanti (benzina, gasolio, metano e gpl) e devo darvi alcune notizie che probabilmente non vi faranno piacere.

Open-carburanti: i prezzi dei carburanti alle stazioni di servizio

Il Ministero dello Sviluppo Economico ogni giorno mette a disposizione di tutti i prezzi che le pompe di distribuzione dei carburanti praticano. Un operatore di una stazione di servizio, quando cambia il prezzo lo comunica al MISE prima delle ore 8 di ogni giorno e il MISE a sua volta prende queste comunicazioni, le mette tutte assieme e le rilascia in formato aperto (open data).

Che cosa ho fatto? 

Dal 2 settembre 2015 ho archiviato presso il mio sito (link: http://www.fabiodisconzi.com/open-carburanti/ ) tutte queste comunicazioni e pochi giorni fa, a fine novembre, mi sono detto: “visto che ho tutti questi dati perchè non provo a calcolare i prezzi medi per regione, per provincia e per compagnia petrolifera?”

Per fare un indicatore che rappresentasse il prezzo dei carburanti ho creato il “prezzo medio rappresentativo” che tiene in considerazioni questi 6 tipi di prezzo: benzina servito, benzina self-service, gasolio servito, gasolio self-service, metano e gpl.

Quanto è emerso viene descritto dalla scheda seguente: nella tabella si vede la classifica da 1 a 20 delle Regioni Italiane (con scala dei prezzi da 1 a 100) mentre nella mappa si vede chiaramente dove il pieno costa meno (toni verdi) e dove costa di più (toni rossi).

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Il Veneto che è la mia regione di residenza si classifica al primo posto e secondo le mie analisi è la regione con il prezzo medio rappresentativo minore, all’opposto troviamo la Sicilia. La differenza di prezzo medio è di poco inferiore del 10% che tradotto significa questo: se un pieno costa 40€ in Veneto, costerà circa 44€ in Sicilia.

Ribadisco il periodo dell’analisi: questo è quanto accaduto per il periodo settembre 2015-novembre 2016.

Classifica delle province

Ho approfondito l’analisi per un livello geografico provinciale e la tabella seguente mostra chiaramente chi “vince e chi perde”. Ritroviamo 4 province del Veneto ai primi 4 posti e 3 province della Sicilia negli ultimi 4. In particolare Rovigo è la provincia con il prezzo medio rappresentativo minore e Agrigento, la bellissima Agrigento aggiungerei, all’ultimo posto.

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Le pompe di carburanti “bianche” sono convenienti?

Spesso tra amici si parla di prezzo dei carburanti ed è opinione diffusa che le pompe bianche, quelle che non fanno parte dei nomi più famosi siano piùà economiche. E’ verificato dai dati questa opinione oppure no?

Quello che ho fatto è stato confrontare i prezzi medi delle quasi 3000 pompe bianche archiviate nell’osservatorio (http://www.fabiodisconzi.com/open-carburanti/bandiere/pompe-bianche/index.html LINK) con i prezzi queste 8 bandiere (il termine bandiera indica l’azienda, la compagnia): “Agip-Eni, Q8, Api-Ip, Esso, Total-Erg, Tamoil, Repsol, Retitialia”.

Cosa ho osservato?

Ho visto che le pompe bianche tengono un prezzo medio sempre inferiore rispetto alle “grandi marche” ma ci sono differenze sostanziali non tanto per il tipo di carburante ma per lo più per il tipo di servizio. Infatti i carburanti forniti con servizio self-service presentano una differenza che sta tra l’1% e il 2% mentre quelli con self-service raggiungono una forchetta  del 6 e 7%.

In questo grafico vedete di quanto è “meno caro” il carburante delle pompe bianche settimana per settimana.

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Se ritenete utile approfondire, potete scaricare questo report: http://www.fabiodisconzi.com/open-carburanti/report01/downloadreport01.phpOppure navigare per le sezioni dell’osservatorio: http://www.fabiodisconzi.com/open-carburanti/.

Per non perdervi i prossimi aggiornamenti seguitemi su twitter @fabiodisconzi o contattatemi via email fabio@fabiodisconzi.com anche per collaborazioni, approfondimenti o altro.

#ODS16, 3 giorni di eventi a Messina per contaminarsi la cultura operativa degli open data

 

#ODS16 l’evento di 3 giorni

La comunità di opendatasicilia si è incontrata dal 2 al 4 Settembre 2016 a Messina, ospitata nella sede della facoltà di Scienze Cognitive della locale Università, con un programma di tre giornate di confronto, workshop formativi ad accesso gratuito e gruppi di sviluppo progettuale per lavorare sugli Open Data. Il sindaco del Comune di Messina ci ha accolti con piacere.

Un programma molto ricco di eventi sul mondo dei dati aperti a 360 gradi, con partecipanti provenienti da diverse parti d’Italia (guarda la mappa) e con una rappresentanza del portale europeo dei dati aperti www.europeandataportal.eu.

Cosa abbiamo fatto in 3 giorni

speaker

In questi 3 giorni di inizio settembre si è condivisa conoscenza, e contaminata cultura, su una ampia varietà di temi legati direttamente o anche indirettamente ai dati.

Sono stati illustrati i contenuti del portale europeo dei dati aperti con la presentazione di Wendy Carrara, che ha sensibilizzato i presenti sia in veste pubblica che di privati cittadini/associazioni a pubblicare dati con una chiara strategia, per gli uni, e ad utilizzare gli open data, per gli altri, al fine di creare servizi a valore aggiunto per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini nella società.

E’ stata illustrata l’iniziativa A Scuola di OpenCoesione che ha coinvolto decine di scuole in tutta Italia per la sensibilizzazione degli ambienti scolastici verso il mondo dei dati aperti e sono stati presentati i progetti di scuole che vogliono andare oltre costruendo laboratori open data in collaborazione con enti pubblici e community attive sui dati aperti.

Non poteva, ovviamente, mancare il FOIA (Freedom Of Information Act), l’Open Government, e la Trasparenza della Pubblica Amministrazione, tutti temi nazionali caldi sui quali si sono confrontati presenti e personaggi di rilievo nazionale. Con l’iniziativa  Siamo tutti “più” cittadini – ad esempio – si propongono implementazioni del nuovo statuto del comune di Palermo. Soprattutto si cerca di comprendere insieme l’apparato della Trasparenza vera e il rapporto con il  cittadino.

Si presenta il progetto SmartME, nato al fine di incoraggiare un dialogo con il comune per stimolare la creazione di nuovi ecosistemi virtuali basati sull’utilizzo del paradigma dell’Internet delle Cose (IoT).

Palermo illustra la realizzazione del piano d’incidentalità mediante sistema informativo territoriale della Polizia municipale di Palermo ed effettua analisi dettagliate e visualizzazione dei dati con il linguaggio “R”.

Sempre a Palermo la community di #OPENAMAT, iniziativa civica, apre un approccio nuovo alla risoluzione di vecchi problemi legati alla mobilità urbana dei trasporti pubblici di Palermo.

Con i dati si possono valorizzare i monumenti, quindi viene presentata l’iniziativa nazionale Wiki Loves Monuments che registra diverse pubbliche amministrazioni aderenti anche in Sicilia.

Nel campo della salute i dati sono anche molto utili, l’iniziativa civica del portale consalute.it: consapevolezza e salute con i dati socio-sanitari, illustra, tra l’altro, gli importanti dati di attesa ai Pronto Soccorso di alcuni importanti ospedali pubblici di Palermo, utile per chi deve scegliere l’Ospedale dove recarsi in emergenza.

Nell’ambito energia l’iniziativa OpenData ed Energia: opportunità per imprese e criticità dei dati presenta i dati sull’atlante solare ed eolico per la progettazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Nel campo della lotta alla criminalità organizzata, “come valutare l’antimafia? Ovviamente i  dati sono a supporto del progetto ConfiscatiBene” (slideslide).

Con un app già nota per le chat di gruppo, si costruiscono gli Albi Pop, è il caso di Telegram e di “AlboPOP: guarda un po’, l’albo pretorio va di moda“, e di Citybot un cruscotto digitale portatile per la città smart con tante info utili  in pochi click dallo smartphone.

Il giornalismo si nutre dei dati, oggi si chiama “Datajournalism”, dai dati ad un giornalismo analitico, i dati sono nei 18 giornali locali del gruppo editoriale l’Espresso / Finegil.

Dal Trentino arrivano gli input sul cambiamento delle pubbliche amministrazioni nelle economie e società guidate dai dati, una tendenza che si comincia a diffondere nei territori più virtuosi del mondo.

I bilanci comunali sono argomento sempre più caldo per la società e OpenBilanci realizza uno spaccato su Messina e la Sicilia a cura di OpenPolis.

Quando le regioni non hanno i portali open data, a farli ci pensano le community civiche: Non-Portale Open Data e dalla Sicilia si replica in Campania con laboratori per la costruzione di siti con dati pubblici unofficial.

Per chi ama il mondo delle mappe, dei dati georeferenziati e degli applicativi, l’evento messinese di 3 giorni ha portato una ventata di freschezza.

Le mappe interattive sono possibili in poche mosse e senza usare codice, è il caso di Carto.

Con Staview si ha la possibilità di visualizzare una piattaforma webGIS con i dati statistici (di ISTAT/INAIL/INPS/Ministero Interno/Veneto Lavoro/Arsel) su popolazione, lavoro, istruzione, sanità, assistenza, ambiente, energia, giustizia, sicurezza, servizi.

Con Leaflet – from Zero to Hero -si realizzano superlibrerie javascript per realizzare mappe interattive (esempi e repository).

In un evento sui dati aperti non poteva mancare il software open source per i dati geografici, con QGis si personalizzano senza limiti le mappe (Slide e materiali).

Fortunatamente oggi non c’è solo Google Maps, con Openstreetmap sono i cittadini ad arricchire i dati della mappa più bella del mondo. Ci provano i boyscout e i civic hacker con la Villa Romana di Patti, della serie le mappe le facciamo e le aggiorniamo noi cittadini.

Imparare dalle e con le macchine, machine learning: tecnologie e metodi per costruire un progetto, che casualmente ha a che fare con… 🙂  (demo e repository).

Immancabile una sessione su Statistica e i Geodati per comprendere fenomeni  nella geografia.

I dati servono per fare monitoraggio, allora Monitoraggio asincrono come se fosse Antani.

Un linguaggio software “R” per fare un focus sui dati delle API di ARPA Sicilia.

Anche la curia si avvicina agli open data per comunicare ai suoi fedeli, il caso dell’Arcidiocesi di Catania.

Quando diversi dataset si mettono in collegamento, è il caso dei Linked Open Data, e semantica del web (materiali e slide – Slide Intro LOD – materiali e slide)

Dal satellite si possono scaricare dati geografici per il riuso: i dati Copernicus.

A fine della seconda giornata davanti ad un aperitivo sulla costa di Messina è stato presentato il libro Architettura della Comunicazione.

Il terzo giorno è stato lanciato il contest Opendatagiustizia.it (Conoscere la giustizia attraverso i dati, per migliorare il Paese) promosso da COGruppo in collaborazione con Associazione Ondata (slide).

In conclusione è successo che

In 3 giorni persone con competenze tecnologiche e digitali diverse, di diversa età, sesso e orientamento politico, appartenenti ad associazioni private e ad enti pubblici, provenienti da diverse parti d’Italia si sono incontrate con questi obiettivi:

  • condividere conoscenza sull’uso dei dati, contaminandosi a vicenda
  • imparare gli uni dagli altri, facendo domande e mostrando curiosità su cosa fa l’altro
  • cercare di creare reti territoriali tra associazioni ed enti pubblici per la realizzazione di progetti specifici attraverso l’uso dei dati
  • creare servizi digitali ad alto valore culturale e sociale per la collettività
  • assaggiare le prelibatezze Messinesi: street food e granite 🙂
  • contribuire a migliorare la politica di trasparenza delle locali pubbliche amministrazioni, stimolando, ad esempio, il ricorso all’accesso civico
  • far conoscere servizi utili già realizzati attraverso il riutilizzo dei dati, ma che a volte restano confinati ad un livello molto locale perchè non adeguatamente pubblicizzati
  • dimostrare come il mondo dei dati geografici adeguatamente pubblicato online possa migliorare le scelte di vita quotidiana delle persone
  • stimolare i cittadini a valorizzare il proprio patrimonio culturale e monumentale attraverso la sensibilizzazione degli enti pubblici che autorizzano i cittadini a fotografare per contest nazionali e rilasciare le foto con licenze aperte
  • coinvolgere la scuola superiore italiana per sensibilizzare i ragazzi alla cultura del dato come leva per una nuova consapevolezza ed una nuova economia.
  • ….

Tutto questo è successo grazie ad ognuno dei partecipanti che si è immerso in una dimensione di campus culturale, dove il #dato è stato corteggiato senza limiti e per le più svariate finalità.

Opendatasicilia non è una community di soli siciliani, è una community che parte da quei siciliani che vogliono realizzare sogni, progetti e azioni sui dati insieme a individui di ogni parte d’Italia, ed è per questo motivo che riesce bene, già  al secondo anno di eventi, ad essere modello e punto di riferimento per l’aggregazione sociale e culturale senza confini.

Un sentito grazie a tutti i presenti per l’atmosfera creata e per le contaminazioni culturali generate.

Lo storytelling su Twitter

Gli eventi della 3 giorni di opendatasicilia sono stati memorizzati su un flusso di tweet e foto disponibili al link.

E una mini rassegna stampa sull’evento.

Opendata day 2016 a Palermo, partecipazione intensa.

A_scuola_opencoesione

L’opendataday 2016 a Palermo è molto intenso:

7 team di studenti di 6 scuole superiori siciliane che partecipano all’iniziativa “A scuola di Opencoesione” + Euromed Carrefour Sicilia Europedirect + Comune di Palermo + Regione Siciliana + Università di Palermo + ENAV + OpenDataSicilia.

Un grazie speciale all’organizzazione di Euromed Carrefour Sicilia Europedirect.

odday 2016

Ci vediamo sabato 5 marzo al Noviziato dei Crociferi in via Torremuzza 20, alle 9.30  (coordinate geografiche = https://map.what3words.com/scenata.firmano.abito)

Partecipano:
Marco Tornambè, Dipartimento della Programmazione, Regione Siciliana
Maria Concetta Antinoro, Dip. Regionale Turismo, Sport e Spettacolo, Regione SIciliana
Ciro Spataro, Area dell’Area dell’Innovazione Tecnologica, Comune di Palermo
Sergio Romano, Ufficio Servizi Pubblici a Rete e di Pubblica Utilità, Comune di Palermo
Roberta Romeo, Responsabile Ufficio Edilizia Scolastica, Comune di Palermo
Massimiliano Dimonte, Responsabile ENAV Palermo
Giulio Ghersi, Direttore CHAB Mediterranean Center for Human Health Advanced Biotechnologies, UNIPA
Davide Taibi, Esperto Opendata Sicilia
Scuole Partecipanti:
Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Ernesto Ascione” Palermo
Istituto Professionale per i Servizi Commerciali “Luigi Einaudi” Palermo
Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo” Palermo
Liceo Scientifico “Albert Einstein” Palermo
Istituto Superiore “Duca Abruzzi – Libero Grassi” Palermo
Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Ferdinando Borghese” Patti (ME)

#dati da urlo su #Palermo… il datajournalism cresce

Un articolo http://www.lavocedinewyork.com/Il-Patto-scellerato-Renzi-taglia-i-soldi-al-Comune-di-Palermo-e-Orlando-aumenta-le-tasse-ai-palermitani/d/13129/ espone dati sulla situazione finanziaria del comune di Palermo. Non è un articolo che si trova in siti di #datajournalism, ma dai numeri che vengono elencati, si candida egregiamente ad articolo di datajournalism anche se manca “pubblicamente” qualcosa, ma lo vediamo alla fine.

Nell’articolo, il cui titolo ovviamente vuole attirare attenzione, si fa riferimento al vice Presidente del Consiglio Comunale di Palermo, Nadia Spallitta, che è la persona che espone e commenta la maggior parte dei dati.

Argomento: relazione dei revisori dei conti del comune di Palermo di accompagnamento al Bilancio consuntivo 2014.

Vediamo un po di dati elencati dell’articolo.

  • 20 milioni di euro = aumento del costo delle società partecipate del comune di Palermo
  • 150 milioni di euro = aumento della pressione fiscale a carico dei cittadini palermitan nel triennio 2012-2014
  • circa 100 milioni di euro = riduzione degli investimenti
  • da 15 a 32 milioni di euro = aumento dei debiti fuori bilancio. Di questi 32 milioni di euro=
    • 29 milioni derivano da sentenze esecutive di condanna dell’amministrazione,
    • 1,5 milioni per procedure espropriative erronee
    • circa 1 milione per acquisizione di beni e servizi senza impegno di spesa
  • 88,38% = l’incidenza delle entrate tributarie sulle entrate comunali
  • 813 euro nel 2014 = pressione delle entrate pro capite  (599 euro nel 2012)
  • da 514 euro del 2012, passa ai 718 euro del 2014 (337 milioni nel 2012 e 487 milioni nel 2014) l’aumento della pressione tributaria pro capite
  • da 421 a 452 euro l’aumento dell’indebitamento pro capite
  • dal 18,33% del 2012 all’8,6% del 2014 la propensione all’investimento
  • da 250 a 95 euro (dai 163 milioni del 2012, ai 64 milioni di euro del 2014) gli investimenti pro capite
  • dai  200 euro  del 2012 ai 7,7 euro i trasferimenti in conto capitale pro capite
  • circa 500 milioni di euro (260 milioni attivo e 247 passivo) il valore del contenzioso
  • 80 milioni di euro , il diritto del Comune alla restituzione di immobili già trasferiti all’Amia a seguito della sentenza di fallimento
  • 4 milioni  di riscossione dell’evasione dei tributi Tarsu, Tia e Tasi a fronte di un’accertamento nel 2014 di 22 milioni di euro
  • da 77 milioni del 2012 a 17 milioni del 2014 la riduzione dell’avanzo di competenza
  • 16 milioni di euro (entrate 4 milioni, costi 20 milioni) il saldo negativo del costo dei servizi a domanda individuale
  • 100 mila euro i proventi dagli spazi espositivi e i musei, a fronte di costi per 3,6 milioni di euro
  • 500 mila euro  le entrate per le infrazioni al Codice della strada nel 2012  mentre oggi  (2014) si è passati a quasi 5 milioni di euro
  • 1 milione di euro, di fronte a una stima approssimativa di 60 milioni di euro recuperabili, i contributi derivanti da circa 60 mila istanze di sanatoria edilizia
  • da 14 a 9 milioni il costo dell’utilizzo di beni di terzi
  • da 410 a 357 euro il costo del personale pro capite

Questi i dati. Che non sono pochi!

Cosa manca pubblicamente, dicevamo all’inizio di questo post?  Manca un link pubblico nel quale tutti possiamo leggere la Relazione dei revisori dei conti del comune di Palermo di accompagnamento al Bilancio consuntivo 2014, la relazione che è servita al vice presidente del consiglio comunale, e di conseguenza all’autore, per redigere l’articolo citato all’inizio e commentare i dati. Sarebbe auspicabile poter leggere questa relazione dei revisori dei conti, trovandola nell’area Bilanci di Amministrazione Trasparente. Così da potere scrivere altri articoli di datajournalism e renderci conto di cosa accade dentro una grande Pubblica Amministrazione che amministra una grande città.

(L’autore  della foto  –  Edvard Munch – è morto nel 1944, quindi questa foto è di  pubblico dominio nel suo paese di origine e in altri paesi dove i diritti di autore si estinguono dopo 70 anni dalla scomparsa –  copyright term)