Agrigento Arriva l’App per i Trasporti Pubblici, una Storia da Raccontare

Sono passati dieci mesi da quando ho deciso di fare in modo che Agrigento avesse un’applicazione per smartphone con orari e fermate dei trasporti pubblici in città. Da allora sono successe un bel po’ di cose molto interessanti che vorrei raccontarvi.

moovit agrigento open data

Quasi un anno fa sono diventato un rappresentante dei Digital Champions ad Agrigento. I compiti di un Digital Champion, sono quelli di divulgare il digitale verso enti pubblici, scuole e aziende. E’ una missione sociale e non retribuita. Fu per caso che partecipando all’evento Startup Weekend Palermo e seguendo le presentazioni delle aspiranti Startup, mi è venuta in mente una domanda: esistono applicazioni sulla mobilità urbana di una città che offrano orari e fermate dei bus su uno smartphone in maniera interattiva? Magari anche offrendo dei percorsi personalizzati in base alla posizione dell’utente in un determinato orario?

Dopo una breve ricerca ho scoperto che esistono diverse applicazioni di privati che fanno esattamente questo. Ma durante la mia ricerca, parlando con amici e colleghi, entro in contatto con la comunità di Open Data Sicilia che mi aiuta a capire più a fondo lo scenario di come possono essere modellati al meglio i dati sulla mobilità urbana.

Dopo poco tempo avevo capito che non valeva la pena usare le applicazioni dei privati, ma che conveniva spingere sull’agenzia di trasporto pubblico, affinché rilasciasse i dati dei trasporti in un formato tale che poi potessero essere usati dagli sviluppatori per creare app e mappe personalizzate per rendere più semplice e banale la fruizione di orari e percorsi dei mezzi pubblici. E cosi, come raccontavo nel post di gennaio su questo blog, ho scritto una lettera aperta all’agenzia di trasporto pubblico di Agrigento, la TUA Srl, per invitarli a rilasciare i dati in formato libero o quanto meno a fornirli a Google Map attraverso il programma Google Transit.

La lettera aperta a TUA Srl non ha avuto alcun esito. Ciò che è stato necessario fare più concretamente invece era ottenere un incontro con la TUA Srl. La conferma per un incontro è arrivata per merito di Francesco Picarella, che credendo nel progetto ha fatto da tramite tra me e la TUA Srl. Con lui siamo andati speranzosi a Palermo ad incontrare la responsabile della TUA Srl.

Mi sono presentato come Digital Champion di Agrigento e membro della comunità di Open Data Sicilia e ho cominciato a parlare dei dati in formato aperto e degli effetti che queste tecnologie hanno sulle nostre vite. Ho mostrato come funziona Google Map per i mezzi pubblici, abbiamo simulato con un notebook collegato ad internet, una ricerca di percorsi urbani attraverso mezzi pubblici nel comune di Palermo. Sembrava funzionare! Abbiamo mostrato le differenti visualizzazioni dei risultati, sia sullo smartphone di Francesco che sul mio PC.

Dopo aver sgombrato il campo dal fatto che potessi avere interessi economici o rapporti di lavoro con Google (!), ho mostrato la visualizzazione dei dati su Travic. Roba forte insomma. Ma non solo. Ho mostrato il sito di Moovit e ho spiegato che addirittura loro sarebbero disponibili a fare un accordo in forma gratuita con TUA Srl per attivare la ricezione dei dati in tempo reale di eventuali localizzatori sui mezzi.

Ho fatto notare che il primo passo fondamentale per fare in modo che tutto ciò accada, è quello di rilasciare i dati in open data con licenza anche per uso commerciale. Ho fatto anche notare che tutto quello che avevamo visto insieme quella mattina sarebbe arrivato gratuitamente e a cascata. Li ho avvisati che a regime loro avrebbero avuto solo l’onere di aggiornare i dati in caso di variazioni di orari, rotte e fermate.

L’AD della TUA Srl ha mostrato interesse e mi ha chiesto, come primo passo, chi fossero i referenti all’interno delle società di trasporto di Palermo e Catania, che si sono già occupati di queste cose. Grazie ad Open Data Sicilia l’ho messa in contatto con l’AMAT di Palermo che è molto avanti in questo settore.

Purtroppo da quel giorno non è successo più nulla e le mie continue richieste di contatto, via telefono, messaggi o email sono rimaste senza risposta.

Ho provato anche a raccontare questa storia ad un Assessore del Comune di Agrigento, ma anche lì un nulla di fatto.

Allora, ormai senza molte speranze, verso l’inizio dell’estate prendo una decisione: dedicare un’ora al giorno per raccogliere orari e percorsi dal sito della TUA Srl e inserirli su Moovit. Moovit è un’applicazione creata da un’azienda privata che, analogamente a Google Map, offre itinerari stradali da un punto di origine ad un punto di destinazione, solo con l’utilizzo di  mezzi pubblici ed è disponibile gratuitamente per tutti gli smartphone.

moovit agrigento applicazione

Dopo un paio di mesi avevo finito. Qualche settimana fa, Moovit mi comunica che la verifica dei dati che avevo caricato sul sito di Moovit da parte dello Staff era andata a buon fine, e che il rilascio dell’applicazione per la città di Agrigento era imminente.

E cosi, già da qualche giorno l’applicazione è scaricabile gratuitamente sugli store di tutti i sistemi operativi mobili, ed è a disposizione di residenti, turisti (è disponibile in 40 lingue) e utenti di ogni genere.

In conclusione grazie alla sinergia fra due privati, me e Moovit, è stato creato per Agrigento un servizio digitale, gratuito e di interesse pubblico. Il “pubblico”, come ormai sapete, interpellato più volte non ha risposto. Almeno fino ad adesso.

Fra qualche giorno faremo una conferenza stampa ad Agrigento per lanciare la notizia che riguarda Moovit e per questo abbiamo realizzato un breve video promozionale dell’evento.

#dati da urlo su #Palermo… il datajournalism cresce

Un articolo http://www.lavocedinewyork.com/Il-Patto-scellerato-Renzi-taglia-i-soldi-al-Comune-di-Palermo-e-Orlando-aumenta-le-tasse-ai-palermitani/d/13129/ espone dati sulla situazione finanziaria del comune di Palermo. Non è un articolo che si trova in siti di #datajournalism, ma dai numeri che vengono elencati, si candida egregiamente ad articolo di datajournalism anche se manca “pubblicamente” qualcosa, ma lo vediamo alla fine.

Nell’articolo, il cui titolo ovviamente vuole attirare attenzione, si fa riferimento al vice Presidente del Consiglio Comunale di Palermo, Nadia Spallitta, che è la persona che espone e commenta la maggior parte dei dati.

Argomento: relazione dei revisori dei conti del comune di Palermo di accompagnamento al Bilancio consuntivo 2014.

Vediamo un po di dati elencati dell’articolo.

  • 20 milioni di euro = aumento del costo delle società partecipate del comune di Palermo
  • 150 milioni di euro = aumento della pressione fiscale a carico dei cittadini palermitan nel triennio 2012-2014
  • circa 100 milioni di euro = riduzione degli investimenti
  • da 15 a 32 milioni di euro = aumento dei debiti fuori bilancio. Di questi 32 milioni di euro=
    • 29 milioni derivano da sentenze esecutive di condanna dell’amministrazione,
    • 1,5 milioni per procedure espropriative erronee
    • circa 1 milione per acquisizione di beni e servizi senza impegno di spesa
  • 88,38% = l’incidenza delle entrate tributarie sulle entrate comunali
  • 813 euro nel 2014 = pressione delle entrate pro capite  (599 euro nel 2012)
  • da 514 euro del 2012, passa ai 718 euro del 2014 (337 milioni nel 2012 e 487 milioni nel 2014) l’aumento della pressione tributaria pro capite
  • da 421 a 452 euro l’aumento dell’indebitamento pro capite
  • dal 18,33% del 2012 all’8,6% del 2014 la propensione all’investimento
  • da 250 a 95 euro (dai 163 milioni del 2012, ai 64 milioni di euro del 2014) gli investimenti pro capite
  • dai  200 euro  del 2012 ai 7,7 euro i trasferimenti in conto capitale pro capite
  • circa 500 milioni di euro (260 milioni attivo e 247 passivo) il valore del contenzioso
  • 80 milioni di euro , il diritto del Comune alla restituzione di immobili già trasferiti all’Amia a seguito della sentenza di fallimento
  • 4 milioni  di riscossione dell’evasione dei tributi Tarsu, Tia e Tasi a fronte di un’accertamento nel 2014 di 22 milioni di euro
  • da 77 milioni del 2012 a 17 milioni del 2014 la riduzione dell’avanzo di competenza
  • 16 milioni di euro (entrate 4 milioni, costi 20 milioni) il saldo negativo del costo dei servizi a domanda individuale
  • 100 mila euro i proventi dagli spazi espositivi e i musei, a fronte di costi per 3,6 milioni di euro
  • 500 mila euro  le entrate per le infrazioni al Codice della strada nel 2012  mentre oggi  (2014) si è passati a quasi 5 milioni di euro
  • 1 milione di euro, di fronte a una stima approssimativa di 60 milioni di euro recuperabili, i contributi derivanti da circa 60 mila istanze di sanatoria edilizia
  • da 14 a 9 milioni il costo dell’utilizzo di beni di terzi
  • da 410 a 357 euro il costo del personale pro capite

Questi i dati. Che non sono pochi!

Cosa manca pubblicamente, dicevamo all’inizio di questo post?  Manca un link pubblico nel quale tutti possiamo leggere la Relazione dei revisori dei conti del comune di Palermo di accompagnamento al Bilancio consuntivo 2014, la relazione che è servita al vice presidente del consiglio comunale, e di conseguenza all’autore, per redigere l’articolo citato all’inizio e commentare i dati. Sarebbe auspicabile poter leggere questa relazione dei revisori dei conti, trovandola nell’area Bilanci di Amministrazione Trasparente. Così da potere scrivere altri articoli di datajournalism e renderci conto di cosa accade dentro una grande Pubblica Amministrazione che amministra una grande città.

(L’autore  della foto  –  Edvard Munch – è morto nel 1944, quindi questa foto è di  pubblico dominio nel suo paese di origine e in altri paesi dove i diritti di autore si estinguono dopo 70 anni dalla scomparsa –  copyright term)

Incontro al Comune di Catania sui Contratti Pubblici

Ieri, 24 Giugno 2015, abbiamo partecipato come OpenDataHackLab (se non sapete cosa è non vi preoccupate, pian piano si chiarificherà) ad una riunione indetta dal dirigente dei sistemi informativi del comune di Catania sui temi della trasparenza dei contratti pubblici.

Alla riunione erano presenti, oltre Maurizio Consoli dei sistemi informativi, svariati dirigenti del comune di settori interessati dal tema. In rappresentanza di Open Data Sicilia/Hackspace Catania eravamo presenti Valentina Rinaldi, Giuseppe Reale ed io. Infine, è stata invitata anche l’associazione Generazione Y, che si occupa di digital-divide e digitalizzazione nelle pubbliche amministrazioni.

Per Generazione Y erano presenti due membri, tra i quali il presidente Angelo Alù, che hanno presentato una bozza di regolamento sugli Open Data attualmente in discussione presso una commissione consiliare del comune.

Dopo una breve introduzione su Open Data Sicilia e Hackspace Catania, abbiamo presentato i risultati della sessione di lavoro che si era svolta ad Hackspace la settimana precedente. In base a questa, è stato determinato che il comune di Catania è sostanzialmente in regola con le normative riguardanti la pubblicazione dei contratti pubblici. In breve, ogni pubblica amministrazione ha l’obbligo di fornire un riepilogo annuale delle procedure di gara che ha bandito e di pubblicizzare in maniera tempestiva le gare che bandisce (si faccia riferimento alla Legge 190/2012 art. 1, comma 32 e all’articolo 331 del D.P.R. n.207/2010).

I dettagli dell’analisi che abbiamo effettuato sono disponibili nei due articoli

Per chi fosse interessato, sono disponibili pubblicamente anche i lucidi della presentazione.

In conclusione, abbiamo presentato le seguenti richieste:

  1. pubblicare come open data anche gli avvisi pubblici per bandi e concorsi, che attualmente sono pubblicizzati solo con una pagina web;
  2. avviare una consultazione pubblica per definire un crono-programma per il rilascio in open data dei dataset in possesso del comune.

e-leader wanted: 9 giugno 2015 Palermo, cultura e competenze #digitali nella PA

L’Agenzia per l’Italia Digitale (organo alle dipendenze della Presidenza del Consiglio dei Ministri) nel 2014 ha redatto il Programma nazionale per le competenze, cultura e formazione digitale per facilitare il processo di attuazione dell’Agenda Digitale italiana. Un capitolo è interamente dedicato alle “competenze digitali per la Pubblica Amministrazione” ed al ruolo dell’e-leader quale soggetto trainante nei servizi digitali e legati all’uso dell’ICT.

L’AGID in collaborazione con il FormezPA ha avviato una serie di eventi nelle regioni del sud Italia al fine di divulgare i contenuti del “Programma nazionale …”  e per la sensibilizzazione degli amministratori e dirigenti degli enti pubblici locali nell’ambito delle competenze digitali.

E’ stato programmato un incontro a Palermo il 9 giugno 2015 nei locali della Real Fonderia (di fronte il porticciolo della Cala) con inizio alle ore 9.30.

Il programma dell’evento:

09.30 Accoglienza e registrazione partecipanti

10.00 Saluti istituzionali, Assessore all’Innovazione Tecnologica, Comunicazione, Sport, Ambiente, Ing. Cesare Lapiana.

10.30 Apertura dei lavori, La cultura e le competenze digitali nella Pubblica Amministrazione

  • Le competenze digitali nella PA e l’e-leadership, Salvatore Marras, Formez PA
  • Modelli e linee di intervento della Coalizione Nazionale per le Competenze Digitali, Nello Iacono, Stati Generali dell’Innovazione
  • Fare cambiamento digitale nella PA locale, Flavia Marzano, Stati Generali dell’Innovazione
  • La Cultura delle comunità on line in WikiPA, Angela Creta, Formez PA

12.00 Trasparenza siti web PA: rivoluzione partecipata dal basso, Laura Strano, Funzionario amministrativo presso lo IACP Messina

12.30 La Road Map dell’Open Data del Comune di Palermo, Ciro Spataro, UO Innovazione, Pubblicazione e Open data Comune di Palermo

13:00 Dall’Open data alla Big data analysis. L’esperienza in Regione Piemonte, Roberto Moriondo, Rappresentante delle Regioni nel Comitato di Indirizzo dell’AgID

13.30 Discussione e conclusioni

14.00 Chiusura lavori

L’evento è dedicato a dirigenti, dipendenti e amministratori delle Pubbliche Amministrazioni. Un occasione per le PA siciliane che intendono avviare e migliorare servizi digitali online a vantaggio di cittadini e imprese, e per ottimizzare i processi operativi interni.

Sensibilizzazione sul software open source Libre Office per le Pubbliche Amministrazioni siciliane

libre office

Il 12 maggio 2015 alla Real Fonderia di Palermo si è tenuto un evento di sensibilizzazione su Libre Office rivolto ai dipendenti della Pubblica Amministrazione siciliana, un evento con il patrocinio gratuito del Comune di Palermo:
http://comunepalermo.28710.x6.nabble.com/Comune-di-Palermo-Formazione-dipendenti-su-software-open-source-Lapiana-quot-Importante-opportunita–td5147.html

I membri di Libre Italia hanno illustrato in 3 presentazioni le caratteristiche del software open source Libre Office, la suite di lavoro che contiene gli analoghi gratuiti di excel, word, powerpoint, access.
Relatori:   Flavia Marzano – Presidente Stati Generali dell’Innovazione (via skype)
Italo Vignoli – Consigliere e Presidente Onorario di LibreItalia – The Document Foundation
Marina Latini – Vice Presidente Associazione LibreItalia
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#Petrusino, servizi online utili a tutti

Oggi nasce Petrusino, un catalogo multitematico di siti web, applicazioni per dispositivi mobili, mappe online, servizi web e infografiche, con un’attenzione particolare alla Sicilia.  Petrusino è “prezzemolo” in siciliano. Abbiamo pensato a questo nome per giocare un po’ con il nostro amato dialetto, usando una parola che si associa a ciò che è un po’ in ogni minestra. E alle volte siti, app, mappe … sono proprio come “u’ petrusinu”.

Il focus territoriale dei servizi catalogati su Petrusino è la Sicilia. Abbiamo incluso delle mappe e servizi nazionali online in quanto contengono dati e informazioni utili e preziosi anche sulla questa regione. Il catalogo è basato su un database compilato online e aggiornato dai membri di Open Data Sicilia.

Queste applicazioni sono dislocate su piattaforme e indirizzi web diversi tra loro, sparsi nell’universo internet. Come si fa a trovarle, e non perdere la rotta?  Bisognerebbe cercarle sui motori di ricerca, nella speranza che non siano annidate tra decine di pagine e centinaia di risultati.  Con Petrusino vorremmo fare risparmiare tempo agli utenti della rete, che cercano questo tipo di risorse.

E’ un iniziativa crowdsourcing, alimentata da noi di Open Data Sicilia, ma da chiunque voglia farlo (vediamo di seguito come).

LA STRUTTURA DI PETRUSINO

  • Home = la pagina madre del catalogo, dove vengono elencati tutti i servizi, mappe, app. Attraverso degli strumenti interni alla pagina è possibile effettuare ricerche per criteri (territorio, descrizione, categoria) o semplicemente per parola chiave.
  • Cosa è? = la descrizione di Petrusino, della sua utilità e una breve nota su come nasce.
  • Proponi = per dare a chiunque la possibilità di segnalare servizi online, mappe georeferenziate o applicazioni utili per dispositivi mobili, compilando facilmente un campo nella stessa pagina. Provvederemo ogni settimana ad aggiornare il catalogo.
  • Open = una pagina che illustra come Petrusino sia aperto, in termini di dati, strumenti e codice.

ESEMPI

Ecco alcuni esempi di servizi web, mappe e applicazioni per dispositivi mobili inseriti nel catalogo, contestualizzati territorialmente e tematizzati:

  • mappa georeferenziata con l’individuazione delle scuole comunali di Palermo con il dato della via, numero civico e sezioni di voto elettorale;
  • mappa, con il perimetro delle circoscrizioni comunali di Palermo, e l’indicazione della quantità di rifiuti con amianto rimossi dal Comune negli anni;
  • mappa con le aree del centro storico con una categorizzazione degli edifici con particolari criticità per la staticità strutturale;
  • app che ricorda i turni quotidiani della raccolta differenziata;
  • servizio web che ci fa scaricare certificati anagrafici comodamente a casa, evitando di raggiungere fisicamente le circoscrizioni e gli uffici comunali;
  • servizio sanitario per il cambio medico online e per l’esenzione del ticket per basso reddito;
  • mappa dei pediatri;
  • mappa delle ludoteche in città;
  • app per pagare, con lo smartphone/tablet, il bus urbano ed  il parcheggio nelle zone a sosta tariffata del comune;
  • e… tantissime altre applicazioni per dispositivi mobili, mappe e servizi web utili ad ogni cittadino ogni giorno.

Nel catalogo di Petrusino abbiamo, anche, creato una categoria denominata “Data Visualization”, perchè molti open data oggi vengono riusati per creare infografiche efficaci, che, ad esempio, ci aiutano a conoscere l’ammontare delle spese di un comune per categorie precise (illuminazione pubblica, asili nido, manutenzione strade).

Oltre che condividere servizi online, intendiamo, contestualmente, contribuire all’accrescimento delle competenze digitali della collettività. Crediamo che la conoscenza delle risorse di questo catalogo possa rendere il cittadino più informato sull’ambiente in cui vive, quindi più consapevole e attento al proprio contesto.

Siamo partiti dal censimento avviato da Ciro Spataro (fatto essenzialmente su Palermo), un lavoro che Giulio Di Chiara ha voluto valorizzare, e sui cui Andrea Borruso e Andrea Nelson Mauro sono intervenuti in fase di progettazione e editing.

Con Petrusino quel censimento diventa uno strumento collettivo, comodo, aperto e allargato a tutto il territorio regionale: vi invitiamo quindi a inserire “petrusino” nei vostri preferiti e proporre nuove risorse da inserire nel catalogo e farlo diventare sempre più utile.


Foto di brunifia

L’utilità bidirezionale degli open data

Dati aperti o open data, chiamateli come volete. Ma la chiave di lettura non cambia: l’accessibilità, e soprattutto l’accessibilità a un bene comune.
Stamane a Catania l’ing. Maurizio Consoli (dirigente servizio sistemi informativi del Comune), in virtù del portale della città etnea sugli open data lanciato pochi mesi fa, ha incontrato i dirigenti comunali dei più svariati settori per invitarli a contribuire all’invio dei dati di propria competenza al fine di arricchire l’archivio dei dataset, visto che al momento se ne constatano solo 20.
Il cambiamento, forse, non è sempre facile da accettare e l’innovazione è sempre qualcosa che per certi versi può spaventare. Qualche dirigente sarà stato preoccupato, probabilmente, dal lavoro in più che dovrà svolgere. Non sarà tempo perso, anzi tutto di guadagnato. L’accessibilità al cittadino-fruitore, allo studioso, al curioso, e via dicendo, non è di carattere esclusivo. Anzi, un dato ordinato è un dato prezioso e utile anche per gli stessi addetti ai lavori, e all’amministrazione comunale. L’utilità, dunque, è bidirezionale.
Prendiamo ad esempio il dataset relativo alla composizione della popolazione residente a Catania del 2013. Premesso che il dato, non solo deve essere prezioso, ma deve essere soprattutto fashionable. In altri termini deve essere comunicato ai più. Un semplice grafico può apparire più chiaro rispetto alla fredda tabella excel.

composizione pop. fascia di età ct

La composizione della popolazione per fascia di età, così riportata, può consentire ad esempio la possibilità di intervenire concretamente in termini di welfare e politiche sociali. Analizzando la fascia di età 60-75 e più si evince chiaramente come questa fascia di popolazione risieda in particolare nella seconda circoscrizione (Ognina-Picanello). E allora ci si potrà chiedere: esistono servizi sanitari adeguati? Cosa c’è e cosa si può fare?
Discorso analogo può essere fatto per la fascia di età dove sono presenti minori in età da asilo. O ancora andando ad analizzare la composizione della popolazione per cittadinanza si potrebbe capire in quali circoscrizioni si potrebbe andare meglio ad agire riguardo politiche di integrazione. Ma il discorso non è esclusivamente politico, amministrativo, o da curioso. Nell’ultimo caso, ad esempio, potrei essere interessata ad aprire un market di cibo proveniente dallo Sri-Lanka o dal Brasile. Un’informazione del genere mi consentirebbe di orientarmi meglio nella circoscrizione ideale per farlo.
Un dato accessibile è quindi un dato utile e prezioso, e sarà ancora più affascinante se comunicato chiaramente. Un dato appetibile sia per chi lo concede che per chi ne usufruisce. Ed è per questo che anche Catania ha iniziato questo percorso, probabilmente lungo, di cultura e apertura agli open data e al web in generale. Basti pensare all’aumento degli utenti che accedono ai siti della Pubblica Amministrazione per ottenere informazioni, 29,8%. (Dati istat 2014 su “cittadini e nuove tecnologie). Ed è anche attraverso questo percorso che la sezione opendata del Comune di Catania potrà essere un’ottima vetrina e strumento proficuo di discussione online, e soprattutto offline.

I Dati del Trasporto Pubblico di Agrigento in Open Data?

Nelle Mappe di Google esiste una funzione poco nota qui in Sicilia, che io personalmente non conoscevo e che non immaginavo potesse esistere. Si tratta della possibilità di visualizzare percorsi ed orari dei mezzi pubblici di una città in maniera dinamica. Questa funzione, una volta attiva, consente a chiunque si colleghi da computer, tablet o smartphone di poter sapere quale percorso fare per andare da un punto ad un altro della città con i mezzi pubblici, e di sapere a che ora passerà il prossimo mezzo.

Per la città di Agrigento questa funzione non è attiva, e non lo sarà finché i soggetti che detengono i dati non li forniranno in formato open data (scelta consigliata) oppure privatamente a Google. In Sicilia, nella stessa situazione della città di Agrigento, si trovano molte altre città ad eccezione di Catania e Palermo che hanno già compiuto un primo passo verso il rilascio dei dati del trasporto pubblico in open data.

Adesso vi racconto i passi che sto facendo perchè Agrigento abbia i suoi dati di trasporto locale in open data.

Da principio pensavo che le mappe dinamiche con i dati del trasporto pubblico venissero offerte solo da applicazioni tipo Moovit. Quando ho cominciato a muovere i primi passi in questo campo infatti, mi sono rivolto proprio a loro.

Questa piattaforma offre risultati simili a Google Map e Open Street Map e consente il caricamento dei dati da parte da chiunque voglia farlo in forma volontaria nella veste di cittadino di quel comune. L’unica cosa che non mi convinceva era di dover fare un lavoro che poi rimaneva di proprietà nè mia, né pubblica ma privata.

Un paio di mesi fa ero appena stato nominato Digital Champion di Agrigento, e riuscire a raggiungere un obiettivo così importante per la mia città in cosi breve tempo mi sembrava una buona idea. Avevo iniziato ad inserire i dati del trasporto locale di Agrigento su Moovit se non ché, un amico che sapeva delle mia idea, mi mette in contatto con il gruppo Facebook della comunità Open Data Sicilia. Non perdo tempo e pubblico subito nel gruppo un post in cui spiegavo tutto quello che stavo facendo. Dopo poche ore ricevo tante generose risposte che mi hanno aperto la strada verso una disciplina per me totalmente nuova: gli Open Data per i trasporti pubblici.

Dalle informazioni che ho ricevuto, ho scoperto che:

  • Molti enti pubblici e agenzie di trasporto stanno cominciando a pubblicare i dati del trasporto locale in speciali formati che consentono il riutilizzo intelligente dei dati da parte di chiunque per creare mappe tematiche, applicazioni web, applicazioni per smartphone e tablet e molto altro ancora.
  • Gli enti pubblici e le agenzie di trasporto pubblico hanno bisogno di esperti che convertano i dati nei formati speciali (ad esempio: ESRI Shapefile, GML, JSON, GeoJson, CSV, KML, GTFS) –  diversi membri della comunità di Open Data Sicilia sono in grado di offrire questo tipo di supporto.
  • I dati si intendono rilasciati in Open Data quando questi vengono pubblicati in un formato tale che possono essere riutilizzati da chiunque.
  • Le Agenzie di Trasporto cittadino non hanno obblighi di pubblicare i dati in formato open data.

Ecco come vengono visualizzati i dati dei trasporti per la città di Palermo su Google Map.

palermo-trasporti-open-data-600

palermo-trasporti-google map

Ecco invece quello che succede quando si fa una ricerca su Google Maps su Agrigento, dove la TUA Srl non ha mai fornito i dati del trasporto pubblico, ne a Google Map, ne sul proprio sito in formato open data.

agrigento-bus-google-map-600

Quando ho capito un po meglio come funzionavano gli open data, ho accettato il consiglio della comunità degli Open data Sicilia di scrivere una lettera all’agenzia di Trasporto pubblico della città di Agrigento per chiedere il rilascio dei dati. Siamo in attesa di una riposta.

A tutti quelli che si trovano in città sfornite degli open data per i trasporti invito a fare come ho fatto io. Verificate quali sono le agenzie di trasporto pubblico e poi cominciate a fare pressione con email, lettere e telefonate per chiedere i dati del trasporto locale in formato open data. Tutto questo richiede un impegno di tempo su base volontaria da parti di noi tutti, ma nessun costo economico. I benefici sono innumerevoli e saranno a valere su tutta la comunità.

#OpenData al Comune Palermo: il punto a un anno dalle linee guida

NdR: questo post è a cura di Marco Alfano, Andrea Borruso, Giulio Di Chiara, Gerlando Gibilaro, Francesco Passantino e Davide Taibi, tutti autori delle linee guida Open Data del Comune di Palermo.

 

Le linee guida Open Data del Comune di Palermo sono state approvate circa un anno fa (il 13 dicembre del 2013), ed hanno avuto il privilegio di essere state il riferimento per il documento analogo dei Comuni di Matera e Lecce, e della Provincia di Enna. La ricorrenza è l’occasione per fare brevemente un parziale punto della situazione, asciutto e senza commenti.

Obiettivi, azioni e tempi

Il documento di Palermo contiene un cronoprogramma degli obiettivi da portare a termine. Questi i dati di sintesi:

  • obiettivi da realizzare: 15;
  • obiettivi realizzati: 4;
  • obiettivi realizzati per tempo: 0.

Obiettivi azioni e tempi

Gli obiettivi realizzati

I 4 obiettivi realizzati sono tutti nomine. Sulla pagina ufficiale sui dati aperti del sito del Comune non si fa cenno al Team Open Data. Soltanto da qualche settimana, dopo una richiesta via PEC, è oggi possibile sapere chi è il Responsabile Open Data del Comune di Palermo: si tratta della dott.ssa Daniela Rimedio. A lei è stato chiesto per email di fornire i dettagli sulle altre nomine, e grazie alla sua gradita risposta è possibile ricostruire questo quadro:

Numeri sui dataset

image02L’apertura della sezione open data del sito del Comune di Palermo è di febbraio del 2013. Più del 90% dei dati sono stati pubblicati nel periodo di lancio del del sito.

Un po’ di numeri:

  • nel 2013 sono stati infatti pubblicati 286 dataset, di cui 285 nel primo quarto di anno;
  • nel 2014 ne sono stati pubblicati 17 e 1 soltanto negli ultimi due quarti di anno.

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I temi più diffusi sono stati il “Territorio“, la “Mobilità e la Sicurezza”, l’”Amministrazione” e l’”Istruzione”, con una copertura del 70% del campione totale.

Piattaforma web

La piattaforma online di pubblicazione dei dati è sicuramente evoluta rispetto al giorno della sua pubblicazione, sia e sopratutto per iniziativa della PA, sia come risposta ad alcune richieste dall’esterno. Non si è in possesso di note di rilascio e quindi non si riesce a fornire un elenco dettagliato delle novità.

Due evidenti e da sottolineare sono:

  • i metadati sono conformi adesso a quanto descritto a suo tempo nelle linee guida;
  • l’esistenza del feed RSS dei dataset, che viene aggiornato automaticamente a ogni nuovo rilascio.

Nelle linee guida si prevede che vengano realizzati/implementati:

web

Promozione dell’ecosistema Open Data

Nelle linee guida si legge che “il Comune patrocinerà iniziative private e pubbliche (Incontri, Barcamp, Hackatons, Concorsi, …) volte alla comunicazione ed promozione dell’ecosistema Open Data“.

Due incontri nel 2014:

  • un workshop open data ai cantieri Culturali della Zisa, nell’ambito della prima giornata pubblica della Partecipazione e della Trasparenza e Anticorruzione dell’Amministrazione;
  • un altro workshop pubblico – “APP4DUMMIES” – nel quale i dipendenti pubblici hanno lavorato insieme a degli sviluppatori per generare mappe a partire da dati tabellari dei loro uffici di competenza.

In occasione del primo incontro è stato chiesto ai presenti di fare proposte. Queste sono state raccolte, ma non sono poi state pubblicate.

Andrea Borruso ha elencato le proprie in questo post ed erano:

  1. pubblicare in Open Data i dati sui beni confiscati del Comune
  2. pubblicare i 4 dataset “chiave” che l’Agenda nazionale per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico prevede vengano pubblicati entro dicembre 2014 (Anagrafe edifici pubblici e ad uso pubblico, Vincoli territoriali, Piani Comunali e Grafo stradale);
  3. pubblicare in Open Data le informazioni già pubblicate nell’Albo Pretorio;
  4. pubblicare in Open Data l’anagrafica delle scuole del Comune di Palermo, già pubblicata in altra forma ne “Il Portale della Scuola“;
  5. pubblicare in Open Data l’anagrafica dei servizi socio-sanitari pubblicata già in altro modo nella sezione “Settore Servizi Socio Sanitari“;
  6. coinvolgere SISPI, la partecipata tecnologica, nella progettazione e nell’attuazionedell’azione Open Data;
  7. pubblicare subito l’elenco delle App iscritte al contest ApPalermo.

Con l’eccezione del punto VI, su cui non abbiamo dati, i restanti non sembra che siano stati sviluppati dalla PA.

Su APP4DUMMIES non sono presenti report o risultati sul sito del Comune, ma c’è questo post di Ciro Spataro. Due mappe prodotte in questa occasione:

Dataset pubblicati

Nel 2014 è stato pubblicato un numero molto inferiore di dati rispetto al 2013, ma con delle novità in termini di:

  • formato;
  • tempestività del dato;
  • utilità.

Sono stati pubblicati file in XML, un formato con diverse qualità e facilmente leggibile da un personal computer tramite un grande numero di software. Una lacuna che può essere bloccante è il fatto che siano pubblicati senza alcuno schema.

Esempi di dati tempestivi sono quelli della Polizia Municipale con gli aggiornamenti sulle informazioni sul traffico . Sono tempestivi in quanto pubblicati il più rapidamente possibile.

Dati di sicura utilità sono di nuovo quelli soprastanti sul traffico, insieme ai dati con l’elenco dei comunicati, avvisi, scadenze e “accade a palermo” pubblicati sul sito istituzionale del Comune, o quelli sul trasporto pubblico locale su gomma.

Il catalogo non è conforme alla “Guida sintetica per lo scambio di dati con il catalogo nazionale Open Data DATI.GOV.IT“, e non è interoperabile con altri nazionali ed europei.

Concorso Open Data

Il 14/02/2014 si è aperto il concorso ApPalermo, per incentivare lo sviluppo di applicazioni basate sui dati pubblici in formato aperto diffusi dal Comune di Palermo. Si è chiuso il 15/04/2014 e si è data notizia dei risultati il 28/10/2014 con la pubblicazione della graduatoria ufficiale.

Il montepremi era di 37.000 €, con tre premi principali e 7 per categoria. Non sono stati assegnati quelli per “Attività Amministrativa”, “Urbanistica/Opere”, “Mobilità/Sicurezza”, “Istruzione”, e “Partecipazione”, con un ammontare quindi non impegnato di 15.000 €.

Sul sito del Comune di Palermo non è pubblicata la lista ipertestuale delle Applicazioni (né quelle premiate, né quelle che hanno fatto domanda di partecipazione). E’ possibile però farsi un’idea dalla scansione della graduatoria ufficiale.

Formazione

Il Formez ha recentemente realizzato un corso dal titolo “Cosa sono i dati aperti e perché aprirli“, rivolto a tutti i dirigenti e funzionari pubblici delle Regioni e degli enti locali in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Il percorso si è svolto dal 10 novembre al 12 dicembre, alternando momenti in presenza a materiali online, esercitazioni a distanza, webinar e quiz online, per un totale di 18 ore, più un incontro di circa 6 ore che si è tenuto presso la Reale Fonderia Oretea di Palermo.
A questo hanno partecipato 72 dipendenti del Comune di Palermo.


foto di dafnecholet