Generare Open Data con un FOIA? Quasi, l’esempio della Fiera del Mediterraneo.

La “Fiera del Mediterraneo” è lo storico “quartiere fieristico” di Palermo.

Il “quartiere” occupa un’area di circa 83 mila m² ed il suo ingresso principale è in Piazzetta Nelson Mandela.

Dal 1946 al 2012 il quartiere fieristico è stato gestito dall’Ente Autonomo Fiera del Mediterraneo, ente che è stato liquidato nel 2019 dopo undici anni di inattività fieristica.

L’08 Agosto del 2012 il Comune di Palermo prende in gestione il quartiere fieristico.

Tre anni più tardi, dal 23 Maggio al 7 Giugno del 2015 ritorna la Fiera Campionaria del Mediterraneo, organizzata dall’impresa Medifiere, che dal 2015 ha poi organizzato la Fiera Campionaria con cadenza annuale.

L’11 Dicembre 2018 all’interno del quartiere fieristico è stato inaugurato lo Scalo 5B, un coworking ed officina che rappresenta il primo padiglione della fiera aperto in via continuativa tutto l’anno, con un suo calendario di eventi.

Nonostante l’attività all’interno della Fiera sia ripresa nel 2015, il quartiere non ha mai beneficiato di un sito internet dedicato, contenente informazioni logistiche e infrastrutturali del quartiere, e neanche un calendario di eventi.

Nel 2017 e nel 2018 vengono pubblicati sul sito del Comune di Palermo, in maniera del tutto sporadica, due Pdf contenenti le richieste di svolgimento degli eventi all’interno della Fiera.

I problemi sono due:

  • la pubblicazione è fatta in Pdf, un formato che non è “Machine Readable”.
  • la pubblicazione non ha una periodicità definita.

Per questo motivo, l’01 Marzo 2019 scrivo all’U.R.P. del Comune, chiedendo il rilascio di un dataset in open data contenente l’”ELENCO RICHIESTE SVOLGIMENTO EVENTI FIERA DEL MEDITERRANEO ANNO 2019” nel formato CSV, come da “Linee guida per le attività sugli open data della città di Palermo” – Deliberazione di Giunta Municipale n. 97 del 4.05.2017.

Lo stesso giorno l’U.R.P. gira la richiesta via mail all’ufficio competente, il settore servizi alle imprese, ma non ricevo risposta.

Qualche giorno dopo  ho l’idea di provare a richiedere i dati con lo strumento dell’accesso civico generalizzato , cosiddetto “FOIA”.

L’accesso civico generalizzato permette a chiunque di richiedere dati e documenti posseduti dalle pubbliche amministrazioni, con il limite degli interessi pubblici o privati indicati dalla legge, senza dover motivare le ragioni della richiesta.

Tra me e me penso che su un calendario di attività fieristiche non ci siano interessi privati da proteggere, visto anche il precedente della pubblicazione dei calendari in Pdf.

Cerco quindi “Accesso civico Comune Palermo” su un motore di ricerca ed arrivo a questa pagina contenente il Modulo di Richiesta  Accesso Civico Generalizzato e le sue istruzioni.

La buona notizia: il modulo previsto dal Comune prevede espressamente la voce “dati”.

Cancello quindi la parola “documenti” dal modulo ed inserisco come oggetto della richiesta un “un dataset nel formato comma separated values con elenco richieste svolgimento eventi Fiera del Mediterraneo anno 2019, contenente società / associazione richiedente, oggetto iniziativa, area richiesta, periodo richiesta.”

In pratica, sono gli stessi dati contenuti nei Pdf precedentemente pubblicati dal Comune, ma aggiornati al 2019 ed espressamente richiesti nel formato di file “Comma-separated values”.

Il modulo da compilare richiede veramente poco altro, tra cui i miei dati anagrafici e la copia del documento d’identità.

Notare la cosa più importante, come da normativa il modulo NON richiede di esplicitare la motivazione per cui si richiede un dataset.

Il 29 Marzo del 2019 spedisco l’accesso civico all’U.R.P. del Comune, dopo un giro di mail interne il 04 Aprile 2019 arriva al Vice Segretario Generale del Comune ed al settore servizi alle imprese del Comune.

Attendo i trenta giorni previsti dalla normativa per una risposta, ed il 21 Maggio 2019 decido di riscrivere all’U.R.P. chiedendo il numero di protocollo che era stato assegnato all’accesso civico.

Questa richiesta è propedeutica ad una eventuale richiesta di riesame dell’accesso civico, la cui modulistica non è presente sulla pagina del Comune ma su quella del dipartimento della Funzione Pubblica.

Il giorno dopo aver richiesto il numero di protocollo assegnato alla richiesta di accesso civico generalizzato dall’U.R.P., il 22 Maggio 2019 ottengo via mail dal settore servizi alle imprese del Comune il dataset in CSV che avevo richiesto.

Il 28 Maggio 2019 ho sollecitato il settore servizi alle imprese alla pubblicazione sul Portale Open Data del Comune del Dataset che mi è stato inviato, visto che al momento non risulta ancora reperibile sul Portale Open Data.

Conclusioni:

  • L’accesso civico generalizzato si è rivelato uno strumento giuridico idoneo a richiedere un dataset, potrebbe quindi essere utilizzato dalla comunità open data per richiedere esplicitamente dataset e non documenti.

A questo proposito, sarebbe necessaria l’introduzione di un automatismo per la pubblicazione sui portali open data dei dataset richiesti con accesso civico.

  • Dalla prima richiesta originale all’U.R.P. del calendario di eventi alla ricezione effettiva del dataset sono trascorsi più di due mesi.

Il dataset contiene un elenco di 43 eventi organizzati presso la Fiera del Mediterraneo.

 

“T’ansignari e t’appeddiri!”, ti devo insegnare a fare qualcosa e ti devo perdere.

Molto spesso disperdiamo richieste di aiuto (“Come faccio a …”) e le relative preziose risposte in chatsocial network, email tra due persone, ecc..
Sono informazioni che una volta messe in circolo, dopo pochi minuti sono già “perdute”, confinate in spazi ristretti che non si prestano a una condivisione di conoscenza e quasi mai indicizzati dai motori di ricerca.

Allora abbiamo creato uno spazio, un repository GitHub, per mettere a fattore comune scambi di conoscenza/esperienza sui temi che ci piacciono: dati aperti, trasparenza, Linked Open Data, analisi e trasformazione di dati.

Il luogo principe in cui farlo sarà quello delle issue, delle richieste di collaborazione/aiuto. Abbiamo iniziato ad aprirne, e ce ne è di già chiuse e di aperte.

Lo abbiamo chiamato “T’ansignari e t’appeddiri“.

Il nome di questo spazio

T’ansignari e t’appeddiri!“, ti devo insegnare a fare qualcosa e ti devo perdere.

È un proverbio presente in molti dialetti italiani (in Campania ad esempio è T’aggià mbarà e tt’àggia pèrdë!), è un invito asciutto e diretto a chi riceve un insegnamento, affinché lo valorizzi e non lo disperda. È anche e soprattutto un incoraggiamento a prendersi cura del legame tra chi si sta scambiando conoscenza e esperienza.
Un/a nonno/a con sguardo “birichino” e pieno di luce lo dice a un/a nipote, a mo’ di monito, per ricevere indietro due regali: lo sguardo lucente contraccambiato e constatare che l’insegnamento sia stato utile. Anche dopo anni.
Lo dice specialmente quando il/la nipotino/a non applica quanto avrebbe già dovuto apprendere dai suoi avi.

E sarà un monito per chi frequenterà questo spazio 😉

Il galateo

Ci sono delle “buone maniere”, che abbiamo costruito in questi giorni di primo uso:

  • prima di chiedere aiuto, cerca un po’ sul web. Nel 99% dei casi la risposta esiste già ed è quella giusta;
  • prima di chiedere aiuto, dopo che ti sei documentato, fai comunque qualche tentativo per risolvere il tutto in autonomia. Questo ti aiuterà a scrivere in modo molto chiaro un eventuale richiesta di supporto;
  • documenta per bene la tua domanda. Che strumento hai usato, che versione, ecc. e allega (se puoi) uno o più file per poter replicare quanto descritto;
  • fai domande su temi vicini a quelli che esplora la comunità opendatasicilia: i dati aperti, la trasparenza amministrativa, il civic tech e non l’ultima ricetta di “pasta al forno”, la traduzione del Moby Dick che hai letto o Blender;
  • nel titolo della issue per favore inserisci una “etichetta” per classificare i post (ad esempio [scripting] Come fare a rimuovere i duplicati di una tabella);
  • se sei soddisfatto della risposta, sei invitato a rimborsare, creando un testo, una ricetta, che racconti per bene il problema che hai riscontrato e come è possibile risolverlo (vedi sotto);
  • quando rispondi, fornisci gli elementi di base utili a comprendere quanto hai scritto.

Ricette

Le stiamo raccogliendo in questa cartella e speriamo di leggerne presto una tua. Se non sai come si fa, chiedilo con una issue; non appena possibile scriveremo una guida in merito.

L’obiettivo di fondo è quello di trasformare questa raccolta in un testo ipertestuale strutturato.

Note finali

In ultimo un grazie a Andrea,  Ciro, Gianni, Nino e Salvatore, che si sono spesi a dare una prima forma a questo spazio, a viverlo, alimentarlo e sperimentarlo.

Le nostre cartoline di auguri per un Buon 2019

Non faremo né la lista delle cose fatte nel 2018, né quella dei buoni propositi per il 2019.

La fine dell’anno ha in ogni caso un valore simbolico. Le foto fatte da Annalisa Conte (grazie) durante il nostro raduno del 2018 sono belle, dicono più di tante parole e ci sembrano simbolicamente delle cartoline di auguri: che si possano vivere altri momenti belli come questo, con la stessa luce che si legge negli occhi delle persone inquadrate.

Ecco le nostre cartoline per un Buon 2019 (quelle del 9 novembre e del 10 novembre).

OpenARS – i Linked Data dell’Assemblea Regionale Siciliana

All’interno del raduno di Open Data Sicilia 2018, che si terrà a Palermo giorno 9-10 novembre, verrà presentato ufficialmente il progetto OpenARS – i Linked Data dell’ARS – ed è per noi motivo di orgoglio presentare il progetto proprio nella sede istituzionale in cui l’attività legislativa del Parlamento siciliano produce questi dati.

Il progetto OpenARS ha l’obiettivo di pubblicare il patrimonio informativo dell’Assemblea Regionale Siciliana in un modo completamente nuovo. Il progetto abbraccia il mondo dei Linked Data e, sfruttando le potenzialità del Web Semantico, consente la fruizione dei dati dell’ARS in modo flessibile e dinamico.

I dati aperti sono lo strumento abilitante per eccellenza per tutte quelle iniziative relative al monitoraggio, alla trasparenza, alla partecipazione civica e all’ open-government in generale.

Con OpenARS raggiungiamo il livello più alto nella classificazione degli Open Data in termini di apertura e fruibilità e mostreremo perché gli open data sono così importanti, soprattutto in un settore chiave come quello legislativo.

Volete sapere il trend delle quote rosa nell’ARS in tutte le legislature? Confrontarlo con quello nazionale? Volete sapere il numero dei disegni di legge di una particolare legislatura relativi ad una particole materia? Volete sapere solo i ddl presentati dai deputati eletti in un particolare collegio? Volete conoscere l’iter parlamentare di un particolare disegno di legge?

Grazie ad OpenARS tutto ciò è possibile.

E allora che aspetti? Prenota subito un posto (numero limitati) al raduno Open Data Sicilia 2018. Il primo giorno verrà presentato il progetto, come è stato ideato e come è stato sviluppato. Verranno mostrati diversi casi d’uso e applicazioni funzionanti che fanno uso dei dati linked dell’ARS e ne mostrano tutto il potenziale grazie alla loro fruibilità aperta e standard.

Il secondo giorno ci sporcheremo le mani insieme, infatti saranno allestiti dei tavoli di lavoro in cui verranno organizzati dei workshop per le seguenti attività:

  • migliorare la qualità dei dati esistenti in OpenARS;
  • sviluppare applicazioni con i dati linked;
  • scrivere articoli giornalistici a partire dai dati dell’Assemblea;
  • creare visualizzazioni, mashup, dashboard dei dati di OpenARS

Se sei studente, ricercatore, giornalista, azienda o semplice appassionato di opendata, di trasparenza, di monitoraggio e di open-government in generale, che aspetti?
Corri
a prenotare un posto al raduno Open Data Sicilia 2018.

Aprire un’impresa in Sicilia, fermandosi al login

La Regione Siciliana gestisce il portale online del Sistema regionale degli Sportelli Unici, la porta di accesso agli Sportelli Unici per le Attività Produttive (SUAP) di molti comuni dell’isola, elencati nel dettaglio qui

Si tratta di un servizio fondamentale per tutti gli imprenditori che devono sottoporre una pratica per l’apertura di un’impresa nei comuni in cui il servizio dovrebbe essere attivo.

Peccato che il portale non dispone di accesso tramite SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, nonostante le pubbliche amministrazioni erano obbligate ad implementare un accesso SPID entro Marzo 2018.

Ma non è tutto, se si prova a registrarsi al portale oppure a fare il login con i link presenti in home page, si finisce su delle pagine di errore per connessione sicura non riuscita.

http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/SSU_PORTALE

https://pti.regione.sicilia.it/portalutil/registration.do?redirectUrl=aHR0cDovL3B0aS5yZWdpb25lLnNpY2lsaWEuaXQvcG9ydGFsL3BhZ2UvcG9ydGFsL1NTT19QUk9GSUxF

In breve, chi vuole fare impresa in Sicilia deve fermarsi già al login.

Ho segnalato la mancanza di accesso tramite SPID al Difensore civico per il digitale e sono in attesa di una risposta.


AGGIORNAMENTO DEL 20 LUGLIO 2018

Il Difensore Civico per il digitale ha ritenuto non ricevibile la mia segnalazione, con conseguente archiviazione.

Come abbiamo creato un «Read the Docs» per pubblicare documenti pubblici su Docs Italia

Questa storia nasce dal Team Trasformazione Digitale dell’AgID che inizia a pubblicare documentazione della Pubblica Amministrazione su un formato online nuovo che si chiama Read the Docs.

Read the Docs (RTD) è un formato che permette di leggere testo su dispositivi mobili adattandosi alle dimensioni del display e consente di cercare parole nel testo attraverso uno spazio apposito. Già solo queste due caratteristiche lo fanno preferire al classico formato PDF usato per la maggiore nei siti web della PA. Purtroppo il PDF non si adatta ai dispositivi mobili e non consente un agevole ricerca di testo al suo interno.

Per arrivare alla pubblicazione di documenti su RTD è necessario compilare file nel linguaggio RST (reStructruredText) e renderli disponibili in progetti dentro il repository di Github.

Dopo che il Team Trasformazione Digitale inizia la pubblicazione di documenti della PA su RTD, alcuni dipendenti di PA cominciamo a pubblicare documenti pubblici su questo formato  e il risultato è senza dubbio molto gradevole e comodo ai fini della lettura su ogni dimensione di schermo.

Come ogni fenomeno nuovo c’è sempre l’aspetto e il ruolo pionieristico che è importante per fare da traino per gli altri. Ed è così che ci ritroviamo Ciro Spataro (Comune di Palermo) e Pablo Persico (Città Metropolitana di Napoli) a scambiarci idee e proposte per pubblicare documenti pubblici su Read the Docs, e fra un messaggio e un altro arriviamo alla conclusione condivisa che sarebbe utile e bello costruire un tutorial sulle modalità di costruzione di un documento da pubblicare Read the Docs: da dove partire e tutte le procedure da seguire. Cominciamo a lavorarci condividendo un Google doc all’inizio, e strutturiamo didatticamente il tutorial in 2 parti: una in cui si spiega una procedura per chi non è molto addentro alle procedure di compilazione e versionamento dei documenti e una per i più esperti. Questo al fine di arrivare ad ogni tipologia di dipendente pubblico in fatto di competenze digitali.

All’iniziativa prende parte Andrea Borruso per la supervisione dell’intero lavoro didattico, vista la sua attitudine e piacere a “spiegare bene” le cose.

Quello che ci ha preso maggiormente in questa iniziativa è stata la voglia di vedere i documenti della Pubblica Amministrazione visualizzati come mai ad oggi è stato fatto. Una sorta di vendetta contro un PDF scomodo 😉

Dal Read the Docs creato è possibile ottenere, automaticamente dalla stessa piattaforma, il documento in formato PDFEPUB ed HTML (zippato). Quindi per coloro che non possono rinunciare al PDF non c’è la possibilità di alcun trauma psicologico.

Il resto lo potete leggere nel Read the Docs http://come-creare-guida.readthedocs.io

 

ODSWinter17


La comunità di Open Data Sicilia ha tenuto lo scorso 30 Dicembre il suo quarto raduno invernale a Patti, presso il Caffè Galante (qui una fotogallery).

Il raduno invernale di Open Data Sicilia è detto lo Schiticchio perché l’abitudine di vedersi in questo periodo dell’anno nacque dal desiderio degli appartenenti alla comunità di incontrarsi e di passare piacevolmente una giornata intorno ad una tavola imbandita (accadde per la prima volta a Resuttano, quindi a Pedara, poi a Castelbuono e stavolta a Patti). Da lì venne fuori poi l’idea, visto che ci si incontrava, di approfittare della circostanza per dedicare alcune ore della mattinata ad approfondimenti tematici, aggiornamenti e formazione prima di ritrovarsi seduti intorno ad un tavolo.

Anche il più articolato ed impegnativo raduno estivo che si svolge in più giorni, è frutto, in fondo, dello Schiticchio invernale e del desiderio di incidere significativamente sulla diffusione e l’uso degli open data nella nostra regione e nel nostro Paese (il primo si svolse a Palermo, il successivo a Messina e l’ultimo, l’estate scorsa, a Caltanissetta in forma congiunta con la comunità nazionale di Spaghetti Open Data).

Open Data Sicilia non è nuova a Patti; già nello scorso mese di Marzo aveva donato alla città l’applicazione Albo Pop Patti e presso il Caffè Galante, nel Luglio del 2015, aveva pure contribuito a realizzare il primo evento regionale sugli open data con l’apporto significativo di alcuni elementi della nostra comunità; la prima Summer School siciliana sugli open data, organizzata in quella circostanza da Lo Stretto Digitale, si tenne lì per tre giorni ed ebbe, come già detto, l’apporto significativo di alcuni dei nostri elementi tra gli organizzatori, i relatori e i formatori. E ancora prima, nell’Agosto 2013, fu proprio da una chiacchierata avvenuta a Patti tra due dei nostri che nacque l’idea di provare a dar vita ad un gruppo Facebook da cui poi prese vita la comunità di Open Data Sicilia.

I temi di quest’anno affrontati durante la mattinata hanno riguardato la disponibilità di strumenti digitali open per essere tempestivamente allertati dalla Protezione Civile in caso di incombenti pericoli, conoscere la reale disponibilità e puntualità dei trasporti pubblici urbani anche in realtà non necessariamente metropolitane, consentire ai cittadini di esercitare quel necessario e funzionale controllo dal basso sui nostri politici e sulle nostre amministrazioni per capire quanto e come, bene o male, sia stata in loro riposta la nostra fiducia o siano spese le nostre risorse.

In dettaglio, qui di seguito, gli argomenti trattati durante la mattinata

G. Pirrotta, A. Borruso – La “datificazione” degli alert della protezione civile regionale: un prototipo; slide | slide

G. La Mensa, G. Pirrotta, A. Borruso – Cosa è e come funziona SCATbot, il bot Telegram per avere informazioni in tempo reale sui bus di Caltanissetta; slide

G. Ragusa, G. Pirrotta – FOIAPop: il punto su uno strumento che sta diventando realmente popolare; slide

G. Pirrotta, D. Taibi – Un’ontologia dell’Assemblea Regionale Siciliana: il web semantico a supporto del civic hacking; slide

Open Data Sicilia: riflessioni e obiettivi per il 2018 (e oltre).


ODSWinter17

Opendatafest 2017 a Caltanissetta, il report di 3 giorni di lavori

 

 

 

 

 

 

Le comunità di Opendatasicilia e Spaghetti Open Data hanno dato vita a questo report sui lavori della 3 giorni di incontri dell’opendatafest a Caltanissetta (2-4 giugno 2017).

I materiali mostrati nelle giornate sono disponibili su http://opendatafest.it 

Abbiamo pubblicato le slide  delle presentazioni mostrate al raduno direttamente nel sito opendatafest.it, all’interno del programma: dopo i titoli degli interventi e delle sessioni c’è una voce “| SLIDE” che permette di visualizzare i materiali. 

In questo post elenchiamo alcuni dei momenti del raduno e delle presentazioni (fai riferimento al programma per un quadro completo).

Venerdì mattina

Dibattito di inizio dei lavori

Chi: Alberto Cottica, Matteo Brunati, Andrea Borruso, Cristiano Longo

Di cosa si è discusso, in ordine sparso:

  • Curarsi delle comunità costa, è necessario rendersene conto
  • Scelta di strumenti che permettano di dare un lascito, serve dare continuità alle comunità
  • Fase storica sugli Open Data: forse stiamo vivendo la fase adolescenziale, siamo stanchi
  • Serve collegarsi alle altre comunità del mondo Openness
  • Trovare modi per far convogliare i vari temi crosscomunità, pur mantenendo le varie identità, forse è utile una Woodstock dell’Openness, sta nascendo un evento a cui ci hanno chiesto un parere e un contributo, che intende provarci nel 2018
  • Comunità locali: necessitano di credibilità per incidere nel territorio, serve dare il buon esempio
  • Serve documentare tutto, necessari incontri fisici e online
  • Non siamo da soli, non dobbiamo chiuderci in noi stessi, serve aiutare il ricambio e allargare includendo
  • Per coinvolgere altri è necessario uscire dal linguaggio da iniziati
  • La tecnologia è funzionale, un mezzo, da soli si fa poco: necessario coltivare i rapporti umani per creare cose nuove
  • Quando un cittadino inizia a produrre valore, mette in discussione lo status quo
  • Bisogna decidere come partecipare alle azioni di governo, capire come relazionarsi all’EU, bisogna rompere le scatole in modo costruttivo, come comunità
  • Il civic hacker è troppo solo, devi avere persone intorno per restare motivato
  • Serve decidere come comportarsi con le altre comunità
  • Lancio del progetto civichacking.it

Dettagli sull’evento delle comunità dell’Openness in costruzione 2018

A quanto pare l’esigenza di connettere comunità che lavorano e sono appassionate di temi affini, non è solo una sensazione di pochi: parliamo di tutte quelle comunità che in qualche forma supportano e discutono di libertà digitali (Openness in senso lato, Open Source, Free Software, Open Content e beni comuni digitali).

Assieme a Roberto Guido (presidente di Italian Linux Society – ILS), che ci ha cercato qualche settimana prima del raduno, abbiamo iniziato a ragionare su un evento unico, che riunisca molte comunità nello stesso luogo e negli stessi giorni, mantenendo ognuna separata nella gestione dei propri eventi. Per iniziare può bastare essere tutti nello stesso luogo, simultaneamente: è un inizio.

Alcuni appunti condivisi: https://etherpad.net/p/proposta-os-conf-ita

Civic hacking: comunità informali, prototipi e Open Data: il libro

Il libro nasce dall’esigenza di capire cos’è il civic hacking concretamente nel contesto italiano, uscendo dal gergo per iniziati. A partire dalle esperienze reali dei civic hacker, che collaborano per trovare soluzioni creative a sfide sociali concrete, allarghiamo lo sguardo per analizzare il rapporto tra Open Data, prototipi, comunità informali e modi di sfruttare le zone grigie (quelle opportunità inaspettate che si creano a volte).

Interessa ovviamente i civic hacker. Interessa anche i maker, gli appassionati di openness e chiunque senta l’esigenza di mettere le mani “in pasta”.  

Raccontiamo anche le nostre esperienze dirette all’interno della comunità di Spaghetti Open Data per mostrare il potenziale e la fatica di quello che si può fare.

Persone, storie, Open Data, prototipi: tutto questo per noi è civic hacking. Non solo tecnologia, ma un modo per scardinare vecchie abitudini, un modo per riprendersi il proprio ruolo di cittadini, un modo per risolvere problemi.

Fino al 31/7 h.22 CEST, puoi inviare un tuo contributo. Per dettagli fai riferimento al sito http://civichacking.it/#contributi.

Dal primo agosto partirà una campagna di crowdfunding: se ti interessa, lascia pure la tua email qui http://eepurl.com/cQ15nX.

L’annuncio del portale regionale siciliano sui dati aperti

A sorpresa è venuto a seguire i lavori della mattina Enzo Lo Piccolo, webmaster della Regione Siciliana. Ha chiesto la parola per pochi minuti e ha fatto un annuncio: nelle prossime settimane (tra fine giugno e inizio luglio) verrà lanciato il portale regionale siciliano sui dati aperti. Sarà basato su CKAN e DCAT-AP_IT compliant.

Ha chiesto alla comunità – a lancio effettuato – di “dargli una mano”, sia nelle critica che nella proposta e ha dato comunicazione di un indirizzo email dedicato opendata@regione.sicilia.it. E noi gli abbiamo chiesto di iscriversi alle nostre mailing list.

È stato un momento molto informale e concreto, che ci fa essere ottimisti. Per la Sicilia è sicuramente una bella notizia ed è stato un piacere che #ODFest17 sia stato “stimolante”.

Le presentazioni del venerdì pomeriggio

Proposte di elaborazione di Dati Aperti dagli studenti di Informatica dell’Università di Palermo

Tre studenti del corso di laurea in Informatica dell’Università degli studi di Palermo, hanno presentato i progetti realizzati per l’esame della materia “Tecniche per la gestione degli Open Data”, curato da Davide Taibi del CNR di Palermo (http://offweb.unipa.it/offweb/public/corso/dettaglioInsegnamento.seam;jsessionid=FB17C3274CB9C25A07D58E8A68988D26?oidCurriculum=17137&oidInsegnamento=111202&cid=123461). I progetti che gli studenti devono realizzare per superare l’esame della materia hanno tre caratteristiche fondamentali: a) i dati da elaborare devono provenire da diverse fonti (anche generati da sensori) ed essere in diversi formati; b) i dati acquisiti devono essere elaborati mediante processi di pulizia e armonizzazione delle strutture dati; c) i dati elaborati devono essere resi disponibili all’esterno mediante API e in un formato aperto con un livello pari a 5, possono essere riusate ontologie esistenti o è possibile creare nuove ontologie per modellare il dominio di conoscenza specifico. Infine, i dati prodotti devono essere alla base della realizzazione di applicazioni come: bot telegram, web application, o applicazioni per dispositivi mobili.

Nello specifico gli studenti che hanno partecipato all’OpenDataFest17 hanno presentato:    

  • Un portale che aggrega gli eventi culturali che si svolgono nella città di Palermo di Vincenzo Cimino, https://raw.githubusercontent.com/VickPix/aggregatore-eventi/master/slides/Aggregatore_eventi_Vincenzo_Cimino.pdf. I dati vengono acquisiti mediante scraping di alcuni blog palermitani, e dal portale dell’Università di Palermo; e vengono armonizzati in una struttura dati comune che viene utilizzata per alimentare un portale in cui vengono visualizzati gli eventi mediante una interfaccia semplice, facile e comoda. Per modellare gli eventi e le loro caratteristiche è stato utilizzato schema.org. L’estrazione dei dati relativi agli eventi in formato JSON-LD è stata implementata attraverso API. L’applicazione è disponibile qui (http://portale-eventi.firebaseapp.com).
  • Una stazione meteo autocostruita e la relativa piattaforma di gestione dei dati in rete di Riccardo La Grassa https://github.com/pulsar2468/Owd/blob/master/OpenDay2017.pdf. Sono state fornite indicazioni per la costruzione della stazione meteo. Molto interessante è stata la descrizione relativa alla costruzione dell’anemometro, realizzato a basso costo con materiali riciclati. I dati raccolti dalla stazione vengono elaborati da un server centrale alle quali le stazioni meteo possono registrarsi attraverso un TOKEN. Il server centrale fornisce le visualizzazioni dei dati acquisiti e consente l’esportazione dei dati in formato aperto a cinque stelle. In questo caso è stata riutilizzata una ontologia specifica per la modellazione dei dati provenienti dai sensori.  
  • Una piattaforma di visualizzazione per infografiche relative a dati georeferenziati di Tommaso NIcosia (http://opendatafest.it/presentazioni/TommasoNicosia-OpenData-framework-sviluppo.pdf). In questa piattaforma i dati provenienti dalle segnalazioni della polizia municipale del comune di Palermo, e i dati provenienti da Waze relativi al traffico cittadino vengono aggregati e visualizzati su mappa. Un prototipo è disponibile qui (http://neuron4web.palermo.enea.it/opendata/_trafficendpoint). Uno SPARQL endpoint si occupa di gestire le query che vengono effettuate sui dati rappresentati in RDF. I dati forniti possono avere diversi settori di applicazione. Ad esempio tali dati possono guidare le scelte dei percorsi per raggiungere punti critici della città come ad esempio i presidi ospedalieri. L’unione di queste informazioni con, ad esempio, i dati relativi alle file dei pronto soccorso della città potrebbero supportare (nell’eventualità in cui non ci siano casi che necessitano cure immediate) la scelta del pronto soccorso in maniera più efficiente in termini di pazienti in attesa, traffico nelle strade ed eventi particolari come manifestazioni e lavori in corso.    

Non fidarsi più dell’ennesima agenda: servono uno o più progetti di civic hacking [Forum OGP]

Durante il dibattito mattutino sono emersi alcuni elementi sparsi legati soprattutto al ruolo di realtà come SOD o gruppi locali come Opendata Sicilia rispetto a forum di questo tipo, ancor di più in merito al tipo di intervento e interessi da mettere sul piatto.

Durante la sessione pomeridiana siamo andati maggiormente nel dettaglio di un processo complesso, costoso e con un ritorno difficile da valutare per la società civile. Lo scopo è stato quello di condividere un vissuto di un anno, focalizzato a spiegare dove siamo ora, specie in merito alle proposte/domande presentate al ministro Madia durante l’ultimo evento in plenaria dell’8 maggio scorso.

Una delle azioni nate nei giorni del raduno e condivise con i presenti ha poi generato questa richiesta formale alla squadra OGP Italy, che abbiamo condiviso in questo thread:

https://groups.google.com/d/msg/spaghettiopendata/uslQ2CTqqiM/M1rM7uaIAQAJ

Abbiamo scelto di dare maggior visibilità a questa proposta pubblicandola anche nei rispettivi luoghi digitali:

  1. http://www.spaghettiopendata.org/blog/matteo-brunati/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda
  2. http://blog.openpolis.it/2017/06/13/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda/15616
  3. http://blog.ondata.it/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda/
  4. https://it.okfn.org/2017/06/13/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda/

Incoraggiare la partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica con YouthMetre

Caterina Impastato ha presentato YouthMetre, iniziativa che nasce per incoraggiare la partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica.  Ecco le slide (Prezi) dell’intervento: uno degli elementi più interessanti è la piattaforma e i dati che aggrega, uno degli argomenti che è stato oggetto di alcune domande da parte dei presenti.

Il progetto Ricostruzione Trasparente

Alessio Cimarelli, rappresentante dell’associazione onData, ha presentato e discusso il progetto Ricostruzione Trasparente. Ecco le slide dell’intervento.

Civic Hackathon[s]

Creazione del GTFS di Caltanissetta

GTFS

Nelle prime ore di lavoro il gruppo di lavoro ha “sbattuto” con un ostacolo inatteso: i dati sulle rotte e sulle fermate erano incompleti o errati. Per fortuna, durante la giornata, è venuta a trovarci la Titolare dell’Azienda che gestisce i trasporti locali su gomma (SCAT) e siamo riusciti a produrre dei dati corretti sulla linea 3 (uno speciale grazie a Cesare Gerbino che è stato come sempre molto disponibile e puntuale).

Compresa l’impossibilità di avere delle info in giornata sui dati di base, ci siamo messi come obiettivo quello di costruire una procedura che consentisse di produrre un GTFS a partire dai dati forniti della SCAT e di verficarne la validità.

Davide Galletti ha creato uno script python, che a partire dalle info sulle fermate, e dalla timetable fornita da SCAT (che è abbastanza generica), produce i file secondo standard GTFS su rotte, corse e orari (routes.txt, trips.txt e stop_times.txt).

Abbiamo testato lo script con un set completo di dati (i file .txt presenti qui) usando il FeedValidator “ufficiale” e il file GTFS è risultato validato (con diversi warning che indicano la necessità di fare un altro check sui dati di base).

In conclusione:

  • Sarà necessario avere i dati geografici di base corretti e completi per tutte le linee. Giuseppe La Mensa, insieme al personale di SCAT, sarà in prima linea a occuparsene;
  • Con il set di dati completo, faremo delle modifiche e ovviamente dei test sullo script di creazione del file GTFS;
  • Documenteremo il tutto in modo da rendere autonoma la SCAT nella produzione del file GTFS e per potere replicare il processo anche in altri piccoli comuni.

GTFS + LOD

A valle del lavoro sul GTFS, è stato fatto un esperimento (Francesco Marchitelli, featuring Marco Brandizi) aggregando i dati del file GTFS di Lecce con dati provenienti dalla Linked Open Data cloud, per mostrare alcuni dei vantaggi nell’usare i Linked Data. Dopo aver convertito il file GTFS in RDF, sono stati inseriti gli eventi presenti a Lecce e caricato tutto quanto in un triple store. A questo punto è stata fatta una query di esempio che mostra i dettagli di un concerto organizzato al castello, con le informazioni correlate delle fermate dei bus che si trovano nelle vicinanze.

Il materiale si trova in questa cartella.

Un’analisi di rete dei finanziamenti europei alla ricerca

La sessione di Alberto era tosta, specie per quelli che non hanno partecipato al lavoro degli anni precedenti: Alberto ha raccontato i dettagli e la storia di questa proposta nella descrizione di questa sessione.

Purtroppo non è riuscita ad essere presente Baya Remaoun (andata via durante il pomeriggio del venerdì): alcune delle domande emerse sui dati CORDIS avrebbero avuto una risposta veloce, probabilmente.

Infatti una delle sfide per chi curiosa in dati che non conosce è riuscire a comprenderli con facilità.

Sono domande che porremo a Baya e alla squadra che gestisce la pubblicazione dei dati CORDIS nelle prossime settimane.

Altre domande hanno trovato risposta però: i risultati e la documentazione relativa al lavoro fatto si trovano in questa cartella del repo. C’è anche la presentazione (in formato Keynote) mostrata da Alberto e le immagini correlate (cartella).

Realizzare un elenco machine-readable di Albi POP

Nei giorni precedenti avevamo deciso di unificare i nostri hackathon entrambi relativi ad Albo POP, riconoscendo come la creazione di un elenco processabile dalle macchine di albi POP fosse un passo importante per molteplici attività, non ultima quella di creare aggregatori di albi. Per questo motivo, con l’aiuto e l’esperienza di Francesca Gleria abbiamo deciso di iniziare definendo un formato per la rappresentazione di albi POP.

Siamo partiti dal vocabolario del web semantico DCAT, raccomandazione W3C per la rappresentazione di dataset. L’albo POP è infatti null’altro che una rappresentazione, in formato RSS, del dataset degli avvisi di una pubblica amministrazione.

Abbiamo esaminato quindi la specializzazione di DCAT realizzata per le pubbliche amministrazioni italiane dcat_ap_it e la abbiamo applicata al nostro caso particolare. La peculiarità di albo POP è che il feed RSS viene generato a partire da una pagina web e il detentore dei dati (la pubblica amministrazione titolare dell’albo) non ha alcuna relazione con chi realizza e tiene su il servizio di albo pop. Inoltre, abbiamo tenuto in considerazione le specifiche RSS per albo pop.

Il lavoro ha generato un tutorial per pubblicare in DCAT_ap_it un elenco di albi pop, (che ci ripromettiamo di completare nei prossimi giorni.

Le informazioni originali sui dataset presenti nel catalogo in formato DCAT sono comunque rappresentabili in prima battuta con una semplice tabella. Abbiamo quindi strutturato opportunamente un Google Spreadsheet condiviso affinché fosse la base di partenza per la generazione automatica del file di catalogo, ma anche la sorgente dati di una visualizzazione web nello stile di Petrusino. L’idea è di alimentare il foglio mediante un form on-line e collegare ad esso uno script che lo traduca nel formato DCAT e una visualizzazione web che permetta di navigarlo.

FormAzione

Vocabolari, metadati: uno sguardo nel dettaglio

Al posto di una presentazione vera e propria c’è stata una discussione, guidata da queste slide.

Un’introduzione a Elasticsearch

Alessio Cimarelli ha tenuto una lezione introduttiva al database e motore di ricerca Elasticsearch, discutendone caratteristiche e potenzialità a partire dai dati live del progetto Ricostruzione Trasparente. Ecco le slide.

Varie

La proposta di Massimo Zotti: tradurre i videotutorial del progetto Copernicus

https://www.youtube.com/watch?v=KWeS1-TDy-0

Ringraziamenti e scuse

La vita dell’OpenDataFest17 è stata semplice e comoda. Un sentito grazie a:

  • Giuseppe La Mensa che ha coordinato tutto il prima, durante e dopo della logistica e i contatti con il sistema di accoglienza locali;
  • Erika Marconato che ha creato l’apprezzato communication kit (usato poi per magliette, banner, sito, social, ecc.. ), gestito la comunicazione su #ODFest17, raccolto le donazioni per le magliette, partecipato al gruppo di lavoro per la definizione di queste tre giornate;
  • Matteo Brunati che ha dato forma a questo raduno con diverse idee e spunti stimolanti, creato il wiki per il raduno, editato il sito e per essere stato Matteo Brunati;
  • Andrea Borruso che mostra a tutti noi come essere delle persone migliori;
  • Il Comune di Caltanissetta che, grazie alla sensibilità verso i temi del digitale innovativo dell’amministrazione Ruvolo, ha contribuito alle spese organizzative dell’evento.

Chiediamo scusa ad Alessandro Capezzuoli, per non essere riusciti a tenere al meglio i tempi del venerdì pomeriggio e non avere avuto l’opportunità di ascoltare la sua relazione dal titolo Professioni e orientamento: dagli open data al mercato del lavoro.

STORIFY

Disponibile uno storify ( a cura di Erika Marconato) che può dare un’idea di quello che abbiamo combinato: https://storify.com/ErikaMarconato/opendatafest2017

Collezioniamo tutorial per la condivisione della conoscenza

La serie televisiva di “Sanford & son” del secolo scorso è stata un ispirazione per l’attività di collezionamento di risorse, che sto per esporre.

Cercare risorse o informazioni sul web per imparare a fare qualcosa di nuovo, e trovarle, non basta, se poi rimangono nel caos del “Google search”. Come faccio a ritrovarle di nuovo se le ricerco? Devo ritornare nel Google search e non ricordo a quale pagina mi vengono presentate. Nel frattempo perdo tempo (sfogliare le pagine di risposte che mi fornisce Google).

Petrusino, da un paio di anni, è un catalogo online che elenca mappe e infografiche sulla Sicilia, … ora è il tempo di catalogare i link dei tutorial creati da qualcuno che ha investito ore per scrivere (e condividere) come si costruisce qualcosa che ha attinenza con i dati ed la cultura digitale.

Tutorialteca

I tutorial oggi rappresentano una preziosissima fonte di conoscenza condivisa, formazione informale. Mi è capitato personalmente di acquisire competenze digitali leggendo tutorial di altre persone e quindi ho capito che è importante valorizzarli al meglio. Da questa consapevolezza nasce un idea semplice: collezionare i tutorial che veicolano la cultura digitale e sui dati. Creare una sorta di “tutorialteca”.

Petrusino ha fatto da apripista, con la sua interfaccia pulita, semplice e con un efficiente motore di ricerca interno delle risorse catalogate. Ormai è un hub di conoscenza tematica utilizzato sia da pubbliche amministrazioni che da cittadini e professionisti, e le risorse censite (praticamente dei link) non sono così facilmente individuabili dall’ormai epico Google search. Fate prove cercando su Petrusino e su Google!

ACCUSSI’

Con Andrea Borruso ne parlammo tempo fa di creare un catalogo dei tutorial. Da qualche giorno — insieme a Giuseppe Ragusa — ci siamo messi all’opera per riusare l’interfaccia grafica di Petrusino. Abbiamo clonato il codice su Github per un nuovo progetto al quale abbiamo dato il nome di Accussì. In siciliano “Accussì” significa: “così, in questo modo” e gli autori dei tutorial in fondo fanno questo: ci indicano un po’ come fare le cose.

Oggi c’è la disponibilità pubblica di questo catalogo interrogabile su parole chiave, su autore e su tag. Abbiamo previsto una pagina “proponi” al fine di raccogliere facilmente quanto più tutorial possibili. Chiunque abbia costruito un tutorial sull’uso dei dati, su come si fa una mappa, un infografica, una trasformazione di file in formati diversi (da pdf a csv per es.), e su cultura digitale in generale, può censirlo in questa pagina, arricchendo il catalogo, che diventa, così, un patrimonio di conoscenza comune.

database su GoogleDrive che alimenta Accussì

Come è fatto?

Gli strumenti principali usati per realizzare il catalogo Accussì sono 4:

  • Simile Exhibit, per realizzare il cuore di Accussì, ovvero l’interfaccia di navigazione del catalogo;
  • Twitter Boostrap, per dare un po’ di stile alle pagine pubblicate;
  • GoogleDrive Sheet, per raccogliere e distribuire i dati che fanno da database sorgente;
  • GitHub Pages, per l’hosting dei file che costituiscono Accussì.

Il Codice

Il codice di Accussì, che si può clonare e adattare ai vari scopi, è disponibile in questo repository GitHub: https://github.com/SiciliaHub/accussi/.

Un nuovo servizio  di opendatasicilia

accussi.opendatasicilia.it lo trovate come nuovo servizio all’interno di “Cose nostre” di opendatasicilia.it, assieme alle altre cose già realizzate.

A noi piace fare queste cose, e speriamo che la nuova “tutorialteca” sia di ampia utilità.

Lunga vita a Sanford & son, ai costruttori di tutorial e a opendatasicilia.


immagini

  • la foto di Sanford & son è rilasciata con lic CCO
  • l’immagine Tutorial di Nick Youngson è rilasciata con lic. CC BY SA 3.0
  • le altre immagini sono screenshoot degli strumenti usati per costruire Accussì

 

 

#Palermo, linee guida comunali #opendata 2017, la tradizione continua in modalità partecipata

Il 4 maggio 2017 l’Amministrazione Comunale di Palermo, con la Deliberazione di Giunta n. 97, ha approvato la versione 2017 delle linee guida open data partecipate, quale continuazione di un percorso culturale cominciato nel 2013.

GLI ALBORI – la storia comunale degli open data di Palermo nasce nel 2013, quando 7 cittadini collaborano spontaneamente con il Comune costruendo la prima versione delle linee guida.  A seguito di un dialogo con l’Assessore alla Partecipazione, inviano la bozza di linee guida via email all’Amministrazione, la quale con Deliberazione di Giunta Municipale n. 252 del 13 dicembre 2013 le approva, facendole diventare strumento guida per l’organizzazione interna del processo di pubblicazione di dataset in formato aperto. Quei 7 cittadini sono Davide Taibi, Francesco Passantino, Gerlando Gibilaro, Andrea Borruso, Marco Alfano, Giulio di Chiara e Ciro Spataro (dipendente comunale).

OLTRE 3 ANNI DI OPEN DATA – nel periodo tra il dicembre 2013 e il maggio 2017 (3 anni e 4 mesi) l’Amministrazione comunale, nei suoi uffici e con il suo personale, intraprende un percorso di organizzazione e formazione, necessari alla pubblicazione dei dataset che ad oggi ammontano a 546 disponibili nel portale open data. L’aspetto più interessante non è la quantità di dataset oggi disponibili nel portale istituzionale, ma il processo “umano” di crescita che in questi oltre 3 anni ha portato diversi dirigenti e referenti open data a pubblicare dataset e a credere nell’importanza dei dati pubblici in formato aperto, rilasciati con licenze che ne permettono il riuso.

IL TEAM OPEN DATA E LE RIUNIONI PUBBLICHE – all’inizio del 2014 l’Amministrazione costituisce, come da linee guida, il Team open data, una strutturazione interna con responsabile open data, dirigenti e referenti negli uffici, quali soggetti chiave per l’individuazione e pubblicazione di dataset. Due volte all’anno si tiene la riunione del Team open data, un evento pubblico al quale possono partecipare soggetti della società civile, e nel quale si decidono le priorità di pubblicazione dei dati e i tematismi sui quali concentrare l’attenzione per i dataset da pubblicare. Durante queste interessanti riunioni, soggetti della community Opendatasicilia partecipano, da tempo, con interesse proponendo sempre iniziative e azioni volte al miglioramento della qualità dei dataset da pubblicare. Da notare l’interessante interazione, sempre propositiva, con la quale i partecipanti alla riunione si pongono nei confronti dei referenti e dirigenti comunali e la coesione che si viene a costruire tra interno (Comune) ed esterno (Società). I verbali di tutte le riunioni del Team sono disponibili per la consultazione nell’home page del portale open data.

L’ACCOMPAGNAMENTO FORMATIVO DEI REFERENTI – la struttura del Responsabile open data è affiancata da un tecnico (Ciro Spataro) per l’accompagnamento e la formazione base dei referenti negli uffici. Dal 2014 intrattengo un costante confronto con i referenti open data al fine di porli nella condizione di poter pubblicare dataset almeno in versione tabellare CSV (catalogati 3 stelle in una scala da 1 a 5). Ciò in quanto diversi uffici, non lavorando con applicativi gestionali creati ad hoc, fanno ricorso al pacchetto applicativo di Excel per custodire, gestire e archiviare dati di competenza. Mi avvalgo anche di un piccolo portale formativo allo scopo. Degli incontri effettuati con i referenti negli uffici tengo un report in costante aggiornamento che ritengo una sorta di memoria e che può aiutare a comprendere sia i problemi incontrati nella pubblicazione di dataset, sia i progressi raggiunti. E’ ovvio che la tendenza dell’Amministrazione, oltre all’uso di formati tabellari quali i CSV, deve essere rivolta soprattutto alla pubblicazione di dataset che sono direttamente derivabili dagli applicativi gestionali in uso negli uffici e in fase di sviluppo per il prossimo futuro (formati XML, Json, GeoJson,…).

LE NUOVE LINEE GUIDA COMUNALI OPEN DATA 2017 PARTECIPATE – con un comunicato stampa comunale del 25 gennaio 2017 viene annunciata la possibilità, per chiunque interessato, di partecipare online alla stesura delle nuove linee guida comunali. Questa nuova versione viene sentita come necessaria per via delle vigenti Linee guida nazionali open data dell’Agenzia per l’Italia Digitale versione 2016 e del vigente Profilo dei metadati DCAT_AP_IT (sempre a cura dell’AgID). Aderire, per Palermo, al profilo dei metadati DACT_AP_IT significa avere la possibilità di indicizzare i dataset palermitani nel catalogo nazionale dei dati (dati.gov.it) e in quello europeo (european data portal). La bozza di linee guida comunali open data 2017 rimane disponibile online per la partecipazione fino ad inizio aprile 2017.

Il 4 maggio la Giunta Municipale, raccogliendo le interazioni pervenute online, approva la nuova versione delle Linee Guida comunali open data versione 2017 partecipate, redatta dallo staff dell’Area Innovazione Tecnologica.

LE NOVITÀ’ DELLE LINEE GUIDA 2017 PARTECIPATE – sicuramente la partecipazione rappresenta il primo elemento di rilievo, che, allo stesso tempo, costituisce una continuazione culturale rispetto al processo passato di partecipazione dal basso, condotto nel 2013 da 7 cittadini che avevano “scritto” le linee guida open data per una grande città italiana.

Nella Deliberazione viene menzionata la community Opendatasicilia, quale soggetto molto attivo, presente agli incontri del Team open data e competente nell’ambito dei dati in formato aperto. Questa citazione attribuisce alla comunità siciliana un importante ruolo: soggetto sensibilizzatore, formatore, di stimolo, in ultima analisi un soggetto ritenuto dal Comune di Palermo valido per il percorso di miglioramento della politica open data.

Altro elemento di novità delle linee guida è il riferimento alla costruzione di API (Application Programming Interface) nella realizzazione delle nuove piattaforme digitali del P.O.N.  METRO di Palermo. La realizzazione di API permette a software di terze parti di interrogare in tempo reale i database comunali nei quali sono custoditi/gestiti i dati tematici, al fine di consentirne un ampio riuso creativo per infiniti scopi. 

Nella riunione del Team open data del 21 dicembre 2016 sono state fissate alcune scadenze operative, dal Responsabile open data comunale, che sono state riportate nella Deliberazione n. 97 del 4 maggio 2017.  Entro giugno 2017 il portale open data comunale di Palermo si renderà “conforme” al  Profilo dei metadati DCAT_AP_IT e sempre entro giugno 2017 ci sarà il traghettamento ad una nuova versione grafica del portale (mostrata all’opendataday 2017) a cura dello staff del Webmaster (al quale vanno ringraziamenti per il supporto e per gli input forniti durante questi anni per il miglioramento del processo di pubblicazione dei dataset).

LAST BUT NOT LEAST: CREDITS – la nuova versione di linee guida open data 2017 partecipate vede un paragrafo dedicato esclusivamente ai crediti. Un azione di “rispetto” e di “ringraziamento” nei confronti di chi individualmente ha contribuito, con la propria azione civica volontaria, a migliorare un pezzo di Amministrazione comunale.

I 7 cittadini palermitani sono ringraziati per la redazione della versione 2013 delle linee guida ed un ringraziamento specifico va a Davide Taibi del CNR Palermo (nonché membro di Opendatasicilia) per avere dedicato tempo e fornito un importante contributo professionale per la definizione operativa del profilo DCAT_AP_IT dei dati e metadati dei dataset nella nuova versione delle linee guida 2017 versione (appunto) “partecipate“.

Le linee guida open data 2017 versione partecipata DEL COMUNE DI PALERMO, appena approvate, sono RILASCIATE CON LICENZA CREATIVE COMMONS, BY (ATTRIBUZIONE), SA (CONDIVIDI ALLO STESSO MODO) E SONO disponibili in formato ODT a questo link.

Un altra piccola paginetta di storia sui dati pubblici è stata scritta a Palermo e Opendatasicilia c’entra.