Opendata day 2016 a Palermo, partecipazione intensa.

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L’opendataday 2016 a Palermo è molto intenso:

7 team di studenti di 6 scuole superiori siciliane che partecipano all’iniziativa “A scuola di Opencoesione” + Euromed Carrefour Sicilia Europedirect + Comune di Palermo + Regione Siciliana + Università di Palermo + ENAV + OpenDataSicilia.

Un grazie speciale all’organizzazione di Euromed Carrefour Sicilia Europedirect.

odday 2016

Ci vediamo sabato 5 marzo al Noviziato dei Crociferi in via Torremuzza 20, alle 9.30  (coordinate geografiche = https://map.what3words.com/scenata.firmano.abito)

Partecipano:
Marco Tornambè, Dipartimento della Programmazione, Regione Siciliana
Maria Concetta Antinoro, Dip. Regionale Turismo, Sport e Spettacolo, Regione SIciliana
Ciro Spataro, Area dell’Area dell’Innovazione Tecnologica, Comune di Palermo
Sergio Romano, Ufficio Servizi Pubblici a Rete e di Pubblica Utilità, Comune di Palermo
Roberta Romeo, Responsabile Ufficio Edilizia Scolastica, Comune di Palermo
Massimiliano Dimonte, Responsabile ENAV Palermo
Giulio Ghersi, Direttore CHAB Mediterranean Center for Human Health Advanced Biotechnologies, UNIPA
Davide Taibi, Esperto Opendata Sicilia
Scuole Partecipanti:
Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Ernesto Ascione” Palermo
Istituto Professionale per i Servizi Commerciali “Luigi Einaudi” Palermo
Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo” Palermo
Liceo Scientifico “Albert Einstein” Palermo
Istituto Superiore “Duca Abruzzi – Libero Grassi” Palermo
Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Ferdinando Borghese” Patti (ME)

A Messina è tempo di trasparenza: il Comune segnalato all’Anticorruzione (ANAC)

La segnalazione n. 2345 del 17 gennaio 2016 è stata inviata all’Autorità Anticorruzione per denunciare la mancata pubblicazione da parte del Comune di Messina dei rilievi degli organi di controllo interno. È l’ultimo passaggio in ordine di tempo, avviato dopo la richiesta di accesso civico.

Ma facciamo un passo indietro: in data 20 novembre 2015, come comunicavamo insieme con Andrea Nelson Mauro , e alcuni di voi hanno già letto, nel blog di Open Data Sicilia, ho inoltrato istanza di accesso civico al Comune di Messina chiedendo al Responsabile della Trasparenza la doverosa pubblicazione sul sito istituzionale del Comune di Messina, di alcuni atti che l’Amministrazione, in base alla normativa vigente, ha l’obbligo di pubblicare e che alla data della richiesta non erano pubblicati.
Vediamo di cosa si tratta:  l’art. 31 del d.lgs 33/2013 impone l’obbligo alle Amministrazioni di pubblicare nel sito web nella apposita sottosezione di Amministrazione trasparente

  • I rilievi non recepiti degli organi di controllo interno, degli organi di revisione amministrativa e contabile ;
  • Tutti i rilievi ancorché recepiti della Corte dei Conti.

L’obbligo vige dalla data di entrata in vigore del decreto 33 , aprile 2013

Perché questa richiesta?

Il Comune ha l’obbligo di pubblicare on-line i dati , i documenti e le informazioni previste dal dlgs 33/2013 , non solo per adempiere ad obblighi formali di trasparenza ma per consentire la  partecipazione informata dal basso dei cittadini al governo dell’Ente anche mediante proposte, o manifestazioni di dissenso che per essere credibili devono fondarsi su dati e informazioni certe.
Il Comune di Messina si trova,  in una situazione di pre-dissesto di fatto: non è stato approvato il bilancio preventivo 2015 , il piano di riequilibrio finanziario decennale è stato più volte rimodulato e a tutt’oggi ancora non è stato definitivamente approvato.

Tutti i cittadini hanno il diritto di poter visionare on-line gli atti di controllo, di leggerli, commentarli, e farsi una propria opinione in merito alla effettiva gestione finanziaria dell’Ente, attingendo direttamente alle fonti informative primarie.

Spesso leggiamo che anche di politici locali, consiglieri comunali ad esempio, che richiedono atti che dovrebbero già essere disponibili on-line e lamentano di non potere svolgere adeguatamente il proprio ruolo per carenza di informazioni.

Né è pensabile che un cittadino possa assumersi l’onere di controllare giornalmente l’albo pretorio on-line per verificare se qualcuno di questi atti sia ad esempio come nel caso dei rilievi l’allegato di qualche deliberazione o determinazione dell’Ente pubblicata all’albo.

Gli atti, le informazioni e i documenti previsti dal decreto 33/2013  devono essere pubblicati in Amministrazione Trasparente e devono rimanere disponibili per 5 anni. Inoltre devono essere pubblicati in formato accessibile perché chiunque, anche un non vedente da casa ha il diritto di accedere ai servizi informativi. In parole molto povere pubblicare scannerizzando un atto  non è corretto né trasparente, perché non consente nemmeno la possibilità di selezionare parti di testo.

Ma di chi è la competenza e la responsabilità della pubblicazione degli atti?

La competenza è del Responsabile della Trasparenza . Al  Comune di Messina è il Segretario Generale, nonché Direttore Generale e Responsabile dell’Anticorruzione. Il Direttore Generale in data 14 dicembre ha risposto all’ istanza.

“In riscontro alla Sua PEC datata 20 novembre 2015 si comunica di seguito il link relativo alla richiesta di cui in oggetto. http://www.comune.messina.it/amministrazione-trasparente/controlli-e-rilievi-sull-amministrazione/rilievi-corte-dei-conti/
Cordiali Saluti”

Come è possibile visionare a seguito della richiesta sono state pubblicate ancora le sole ordinanze della Corte dei Conti; Il dott. Le Donne ha pertanto adempiuto  parzialmente a quanto richiesto, in quanto non ha ancora pubblicato i verbali degli organi di controllo interno, e cioè innanzitutto i verbali dei Revisori dei Conti.

L’ISTANZA AL TITOLARE DEL POTERE SOSTITUTIVO

In data 21 dicembre ho quindi reiterato l’istanza al titolare del potere sostitutivo che di norma è un organo gerarchicamente superiore, ma al Comune di Messina,   è sempre il dott. Le Donne, chiedendo la pubblicazione dei rilievi non recepiti degli organi di controllo interno, degli organi di revisione amministrativa e contabile dal 2013 alla data odierna. La normativa prevede che, decorsi 30 giorni dall’istanza di accesso civico, si possa reiterare l’istanza al titolare del potere sostitutivo che dovrebbe rispondere nei successivi quindici giorni.

Il Comune non ha risposto: ecco perché è stata inviata la segnalazione all’Autorità Anticorruzione (ANAC).

I quindici giorni sono trascorsi , il Responsabile della Trasparenza non ha risposto né ha pubblicato quanto richiesto. Cosa può fare il cittadino ? Ci sono due strade: una è il ricorso al TAR, l’altra è fare una segnalazione all’ANAC.  In realtà è possibile segnalare anche a Procura per omissione d’atti d’ufficio e Corte dei Conti. IL DLGS 33 è entrato in vigore ad aprile 2013, un tempo sufficientemente congruo per adeguarsi.

Per dovere civico, per informarsi ed informare e non rischiare di rimanere condannati alla perenne opacità, e perché non mi stancherò mai di dirlo: la trasparenza è una questione di sopravvivenza.

AGGIORNAMENTO :

ALLE 15.08 di oggi 19 gennaio MI E’ PERVENUTA RISPOSTA PEC DEL RAGIONIERE GENERALE DEL COMUNE DI MESSINA CHE COMUNICA DI AVERE PUBBLICATO NELLA APPOSITA SEZIONE QUANTO RICHIESTO:

I RILIEVI DEI REVISORI DEI CONTI CHE TUTTI I CITTADINI POTRANNO  FINALMENTE LEGGERE

SEGNALARE SERVE! MA ….

 

purtroppo però i file non sono  pubblicati in formato accessibile, così come richiesto dalla normativa .  La pubblicazione on-line deve infatti avvenire nel rispetto dei requisiti di accessibilità poiché gli atti devono essere fruibili anche da persone con disabilità.

 

Su Trasparenza, Partecipazione e Open Data a Palermo

Riporto le mie riflessioni relative alla partecipazione ai due eventi organizzati dal Comune di Palermo – la “riunione del team Open Data“, l’11 dicembre, e la “seconda giornata della trasparenza 2015“, il 15 dicembre – e già espresse durante tali incontri.

  • Giudico positivo che questi eventi ci siano e siano stati aperti alla partecipazione di tutti anche se, sicuramente, può essere migliorata la comunicazione in anticipo dell’evento (che per la riunione del team Open Data non ha funzionato molto) e, soprattutto, la modalità di partecipazione: nell’era di internet e dei social media, un incontro, come quello sulla trasparenza in aula consiliare, nella mattina di un martedì, necessariamente crea difficoltà a chi lavora o è altrimenti impegnato, mentre altre modalità di partecipazione, quali  trasmissione attraverso webinar (con possibilità di intervenire in chat) o uso dei social media, sicuramente, consentirebbe di avere una platea più vasta, soprattutto per quanto riguarda i cittadini o le associazioni di cittadinanza attiva.
  • E’ stato fatto notare che la partecipazione della cittadinanza è risultata limitata (in entrambi gli eventi) con un vistoso calo di presenze nella seconda giornata della trasparenza rispetto alla prima dell’anno 2015. Ritengo che, a parte le problematiche già evidenziate nel punto precedente, c’è sicuramente una disaffezione di quella parte della cittadinanza che vuole partecipare e che è rimasta profondamente delusa dalle numerose richieste presentate all’amministrazione e rimaste inascoltate (istituzione delle consulte tematiche, conferenze cittadine sui grandi temi, pubblicazione di tutti i programmi, piani, progetti e azioni dell’amministrazione, ecc.) nonché dai tentativi ‘mal gestiti’ dell’amministrazione di realizzare iniziative in modo partecipato, quali “candidatura di Palermo a capitale della cultura” o “piano sociale”, dove tantissimi cittadini hanno partecipato e fornito contributi durante il primo incontro, ai Cantieri Culturali della Zisa, ma che non ha visto realizzare gli ulteriori passaggi partecipati previsti e utilizzare i contributi forniti, e sappiamo tutti come è andata a finire… Anche gli Electronic Town Meeting, che l’amministrazione cita spesso come esempi virtuosi di partecipazione, sembrano più un ‘esercizio di stile’ i cui risultati non si sa che fine facciano e,  sicuramente, non se ne vede nè percepisce alcun beneficio in città. Manca un’attuazione operativa delle proposte dei partecipanti e manca una comunicazione online post evento partecipativo.
  • Deve essere chiaro all’amministrazione che, per i cittadini, partecipazione significa essere informati costantemente, completamente e a tempo debito su tutto quello che essa fa e intende fare, poter intervenire con eventuali osservazioni o proposte operative, essere consultati sulle tematiche di maggior rilievo, costruire insieme le iniziative e prendere insieme le decisioni sulle questioni più importanti (grandi opere, piano regolatore, gestione rifiuti, mobilità sostenibile, riqualificazione area costiera, gestione spazi culturali, ecc.). La partecipazione effettuata dall’amministrazione si è finora limitata a un’informazione assolutamente insufficiente e incostante e ad una discussione generalista su alcune tematiche i cui effetti, o meglio, ‘non effetti’ sono stati mostrati prima. Esiste una piattaforma di partecipazione sul sito comunale, ParteciPA, che consente vari livelli dei partecipazione descritti ma che vede attivati solo alcuni forum (strade trafficate, percorso arabo-normanno, ecc.) decisi unidirezionalmente dal Comune e con un numero irrisorio di interventi. Perché non vengono attivati anche altri strumenti e strategie per realizzare una partecipazione completa ed efficace per le scelte di governo che l’Amministrazione deve compiere?
  • Deve essere chiarito, una volta per tutte, se il concetto di trasparenza che l’Amministrazione comunale ha è lo stesso di quello che hanno i cittadini. Per questi ultimi tutti i dati della pubblica amministrazione devono essere costantemnete pubblicati come dati aperti (ad esclusione, ovviamente, dei dati ‘sensibili’, quali quelli legati alla privacy o alla sicurezza come già prevede la normativa). Come descritto in precedenza, il cittadino vuol capire bene quali iniziative e decisioni sta prendendo l’amministrazione, e vuole partecipare (ovviamente nel pieno rispetto dei ruoli) in tutte le fasi, da quella di analisi, alle scelte iniziali degli scenari, a quella progettuale, fino a quella realizzativa. Le informazioni devono essere complete, costanti e facilmente accessibili. Il cittadino non deve cominciare a ‘girovagare’ per le diverse sezioni del sito web alla ricerca delle informazioni che gli interessano (e che spesso non trova), non sa che esiste la sezione ‘amministrazione trasparente’ o quella ‘open data’, tutto deve essere organizzato in modo da porre l’utente finale al centro dei servizi online del sito web. Ormai le amministrazioni pubbliche più virtuose costruiscono i siti web in maniera partecipata con le tecniche del co-desing e dello Human Centered Design. Alcune amministrazioni che hanno riorganizzato i siti in questa prospettiva sono Bologna, Firenze e le regioni Toscana e Lazio, il sito web del comune di Palermo dovrebbe solo ‘copiare’ le buone prassi già esistenti ….
  • La sezione ‘amministrazione trasparente’ del sito comunale non contiene la maggior parte delle informazioni che realmente interessano i cittadini quali piani, programmi, progetti che fanno comprendere ai cittadini cosa sta succedendo nella loro città. In particolare manca il piano strategico che sembra (se ne sente solo parlare, ma nulla online)  sia in fase di predisposizione e che è quanto mai opportuno che sia condiviso con i cittadini già in fase di stesura perché è il documento base per lo sviluppo della città. Troviamo online nel portale  Amministrazione Trasparente solo un bando per la predisposizione del Piano di Azione del Piano Strategico. Manca online anche il nuovo piano regolatore generale in formato aperto che l’Amministrazione di Palermo chiama 2.0, per il quale una forte partecipazione della città è auspicabile. Mancano i progetti delle grandi opere, quali tram e passante ferroviario che così profondamente  stanno incidendo in questa città. Auspico che queste informazioni siano pubblicate al più presto,  e non come file pdf derivanti da scansioni con impossiblità di riuso, ma come dati aperti e facilmente accessibili (in stile ‘urban center’ sul web). Auspico che i cittadini possano realmente partecipare, per es., attraverso la piattaforma ParteciPA, che era stata pensata esattamente per questo scopo, ma il cui scarso utilizzo dovrebbe indurre l’Amministrazione a riflessioni sulle strategie efficaci di coinvolgimento.  Con una piattaforma di e-participation pienamente funzionante e i principali strumenti online di interazione (webinar, Facebook, Twitter, gamification), l’Amministrazione comunale potrebbe  raccogliere contributi fondamentali dai cittadini da utilizzare nella pianificazione e progettazione operativa come avviene già in molte altre città.
  • Il “programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2015-2017, sebbene contenga tra gli obiettivi specifici il miglioramento della qualità delle informazioni, la semplificazione dei procedimenti, l’attivazione di servizi on-line, l’Open Government come sollecitazione e agevolazione della partecipazione e coinvolgimento della collettività, il miglioramento nell’uso delle risorse e nell’erogazione dei servizi al pubblico, dal punto di vista delle azioni concrete si limita al mero adempimento del D. Lgs. 33/2013 che, ovviamente non consente , da solo, di raggiungere tali obiettivi. E’ necessario, dunque modificare il piano in modo da stabilire azioni precise e indicatori chiari per raggiungere gli obiettivi prefissati. Auspico che nel prossimo incontro sulla trasparenza non si parli più di trasparenza come solo adempimento del D.Lgs. 33/2013 (e ancora oggi per buona parte dei nostri amministratori è unicamente questo) ma nei termini più ampi e completi discussi precedentemente.
  • Le “linee guida comunali sugli Open Data avevano un cronoprogramma ben preciso che è stato per lo più disatteso. I motivi possono pur essere validi (cambio ciclico del responsabile dell’Open Data) ma non si può perdere ulteriore tempo e urge fare passi concreti in questo campo che è intimamente collegato a tutto il resto. Non si può pensare di pubblicare qualche dataset ogni tanto basandosi sulla buona volontà di pochi, bensì si deve creare un processo strutturato con adeguati applicativi gestionali in cui il dato viene creato, gestito e pubblicato tempestivamente in Open Data dai gruppi responsabili e competenti per tematiche che quindi se ne occupano per l’intero ciclo di vita, gruppi con i quali il cittadino può interagire direttamente per qualunque necessità di riuso. Occorre dunque che ogni area ed ufficio del comune di Palermo si organizzi internamente affinché standardizzi e automatizzi il processo di produzione, gestione e pubblicazione tempestiva dei dati, e stabilisca un calendario per la progressiva pubblicazione e aggiornamento di tutti i dati di propria competenza (che risultano essere ben oltre i 73 dataset attualmente censiti a seguito di un sondaggio interno). E’ necesaria un opportuna revisione del processo di produzione, agevolato anche dall’obbligatorietà della creazione dell’atto amministrativo direttamente in formato digitale a partire da agosto 2016,  ed eventuale bonifica dei dataset ‘statici’ già creati dagli uffici e che rivestono grande utilità per la collettività.

In conclusione, siamo già nel mezzo di una rivoluzione per la PA in termini di trasparenza e partecipazione, un processo fortunatamente ‘irreversibile’ che vede una spinta ‘sincronica’, sia dal basso che dall’alto, e che obbliga le amministrazioni a mettere il cittadino al centro di tutte le sue azioni e scelte e a creare una sempre maggiore collaborazione.

Dal mio punto di vista un’amministrazione ‘intelligente’ deve percorrere questa strada con decisione per evitare il rischio, come già avvenuto in passato, di dover rincorrere le norme e creare malumori al suo interno in termini di appesantimento del lavoro già svolto. Il Comune di Palermo sta facendo qualcosa in tale direzione, ma è ancora troppo frammentario e basato sulle iniziative individuali e non ha prodotto, finora, cambiamenti evidenti su questi temi fondamentali. Se l’intenzione è avviare un percorso, necessariamente a tappe ma completo, per realizzare una reale trasparenza e partecipazione allora troverà, lungo la strada, il supporto concreto e altamente qualificato dei cittadini che hanno già ampiamente dimostrato di voler collaborare attivamente attraverso, ad esempio, la forte partecipazione ai primi eventi creati dal comune, la realizzazione delle linee guida comunali sugli open data e la progettazione della piattaforma ParteciPA, tutto lavoro svolto gratuitamente e al solo scopo di rendere un servizio utile alla città. Se, invece, vorrà continuare,  come fatto finora, con il ‘minimo indispensabile’  e solo per obbligo normativo, i cittadini andranno avanti per conto loro e continueranno a fare gli innovatori apristrada e l’amministrazione perderà una grande occasione di lavoro sinergico che le sarebbe di grande aiuto per uscire una volta per tutte da quello stato di alta invivibilità cittadina che non piace nè giova ad alcuno, ma che i vari sondaggi sulla qualità della vita a Palermo mostrano, purtroppo, in modo impietoso.

Accesso ai dati della Trasparenza al Comune di Messina: i rilievi degli organi di controllo.

Tutti i cittadini ai sensi dell’articolo 31 comma 1 del d.lgs 33/2013 ” Obblighi di pubblicazione concernenti i dati relativi ai controlli sull’organizzazione e sull’attività dell’amministrazione ”   hanno il diritto di consultare on-line unitamente agli atti cui si riferiscono tutti i rilievi degli organi di controllo.  I rilievi devono essere pubblicati in una sezione dei siti web denominata Amministrazione Trasparente che tutte amministrazioni pubbliche sono obbligate ad avere in base all‘art. 9 del d.lgs 33/2013. In particolare in questo caso è obbligo pubblicarli nella apposita sottosezione di secondo livello della sezione AT, denominata” Controlli e rilievi sull’amministrazione ” .

La trasparenza consente ai cittadini di partecipare, vigilare, proporre. Senza la conoscenza piena di atti e documenti si fanno solo chiacchiere.

Per cercare di estendere questo diritto a Messina e ai messinesi – visto che sulla pagina ufficiale al momento il Comune di Messina (nella foto) non lo garantisce – è stata inoltrata un’istanza di accesso civico al Segretario Generale del Comune di Messina, Antonio Le Donne. Il direttore Le Donne è anche Responsabile della Trasparenza: a lui dunque spetta l’onere (e l’onore, soprattutto!) di garantire questo diritto di accesso ai dati (cosa anomala: il direttore è anche Responsabile titolare del potere sostitutivo).

Tanto per fare alcuni esempi :

il Comune di Siracusa garantisce questo diritto parzialmente avendo pubblicato l’ordinanza della Corte dei Conti sul rendiconto finanziario 2012 ;

Il Comune di Palermo garantisce in modo esaustivo questo diritto avendo pubblicato i rilievi nell’apposita sezione 

Il Comune di Catania pubblica i dati e i documenti nella sezione prevista 

Perchè i cittadini di Messina non hanno il diritto di accesso ai dati ?

L’istanza, inoltrata a firma Laura Strano il 20/11/2015 riguarda con precisione la richiesta di pubblicazione di tutti i rilievi dal 2013 ad oggi, e in dettaglio:

  • i rilievi non recepiti degli organi di controllo interno, degli organi di revisione amministrativa e contabile;
  • tutti i rilievi ancorché recepiti della Corte dei Conti

Il Direttore Generale entro 30 giorni, a partire dal 20/11/2015, deve provvedere alla pubblicazione di quanto richiesto.

L’idea è di tenere monitorata la situazione, quindi chi vorrà farsi un’idea complessiva di quello che succederà, può fare riferimento a questo post perché lo terremo aggiornato.