Regione Siciliana e dati COVID-19

PREMESSA – Le preoccupanti notizie di questi giorni sulla possibilità di ripresa nella nostra regione dell’epidemia Covid-19 rafforzano la nostra convinzione sull’importanza di una corretta e ampia circolazione delle informazioni che la riguardano. Per questo insistiamo e ci auguriamo che la Regione Siciliana ritorni sulle sue decisioni (non motivate) di sospendere la pubblicazione dei dati provinciali e accolga il nostro invito a pubblicarne di più dettagliati e di maggiore qualità rispetto a quanto è accaduto fino a poco tempo fa. È, tra l’altro, l’occasione di abbandonare antiquati schemi mentali (politici e amministrativi) e di fornire le risposte che un’evoluta cittadinanza si aspetta; di rispettare i principi dell’Open Government (dialogo con la cittadinanza, dati aperti, ecc.) in un’occasione molto speciale per gravità (più è grave il momento, più l’OpenGov è necessario) come ben sintetizza, ad es., la stessa Accademia Nazionale dei Lincei.

Dall’inizio dell’epidemia Covid-19, come Open Data Sicilia, abbiamo sentito l’esigenza di disporre, oltre che dei dati regionali pubblicati dal Dipartimento della Protezione Civile (cui vengono forniti dalla Regione), di maggiori informazioni almeno a livello provinciale (poiché, a tale livello, l’unico dato che il Dipartimento rende disponibile è quello del totale_casi).

DAGLI INIZI DI MARZO – A partire dai primi giorni di marzo, la Regione ha pubblicato quotidianamente (fino a giugno) dei bollettini con alcuni dati provinciali che hanno permesso di avere un maggiore dettaglio rispetto all’unico dato pubblicato dal Dipartimento ma lo ha fatto appunto con dei comunicati stampa. Per potere utilizzare e analizzare quei dati, studiarne l’andamento, ecc. serviva disporne in formato tabellare (machine readable). 

LA LETTERA APERTA – Da qui è maturata l’idea di scrivere una lettera aperta alla Regione Siciliana in cui, per colmare una lacuna informativa, si chiedeva di rendere disponibili i dati provinciali alla stregua di quello che fa il Dipartimento della Protezione Civile, ovvero in forma tabellare e adottando lo stesso modello del Dipartimento al fine di evitare confusioni sul significato dei vari campi e rendere i dati confrontabili. Nella lettera si chiedeva inoltre di non limitare il dettaglio al solo livello provinciale ma di estenderlo e arricchirlo con dati suddivisi a livello comunale e con altre informazioni, quali il sesso, le fasce di età dei contagiati, ecc. 

IL SILENZIO DELLA REGIONE – La lettera si concludeva con Open Data Sicilia che si dichiarava disponibile a supportare e contribuire all’impresa. Insomma si trattava di una vera e propria proposta di collaborazione, di una parte competente e qualificata della società civile, qual è la comunità di Open Data Sicilia, non nuova a iniziative di questo genere (ad es. la precedente collaborazione con ARPA Sicilia), alla pubblica amministrazione regionale, per un’iniziativa virtuosa che avesse come fine la diffusione di dati di qualità per una migliore comprensione e analisi dell’epidemia nell’isola. E invece, non solo non vi è stata alcuna risposta alla lettera ma anche i tentativi di chiarire i vantaggi e gli intenti sono stati tutti respinti, anche quando si erano indicati soggetti interni all’amministrazione regionale in grado di offrire alla stessa Regione (l’Osservatorio Epidemiologico) ampie garanzie.

GLI ERRORI E LE REAZIONI – Quando inoltre sono apparsi i primi grossolani errori (ad esempio diminuzione da un giorno all’altro dei valori riguardanti i deceduti o i casi totali) che lasciavano capire che sui dati pubblicati non vi fossero elementari controlli di congruità e consistenza, abbiamo offerto un modello funzionante di foglio elettronico che permettesse loro di evitare quantomeno quel tipo di errori, effettuando la verifica incrociata dei totali, e velocizzasse l’inserimento dei dati per i bollettini giornalieri. Anche in questo caso nessun riscontro e laconiche quanto incomprensibili risposte su Twitter (“Conosciamo e capiamo l’importanza della sua richiesta. Speriamo che comprenda che la priorità è in questo momento altrove e che per la maggior parte delle persone le infografiche sono ampiamente sufficienti. In futuro proveremo a migrare ulteriormente verso dati aperti. Grazie”). Ma è davvero pensabile che un Osservatorio Epidemiologico tenga i dati in una tale considerazione e si dimostri sordo alle richieste di confronto e alle segnalazioni d’errore o non senta l’esigenza o il dovere di dare dei riscontri o di giustificarsi? Quanta distanza da quel dibattito e da quelle norme che indirizzano e obbligano le PA a rendere aperti/pubblici e in formato machine readable i dati detenuti e pubblicabili!

L’AZIONE DI OPEN DATA SICILIA – Comunque sia, Open Data Sicilia, nel frattempo, sostituendosi idealmente e concretamente alla Regione, si è sobbarcata il compito, con attività totalmente volontaristica, di aggiornare quotidianamente un dataset con i dati dei bollettini regionali dettagliati per provincia, verificandone la consistenza e la congruità, segnalando gli errori riscontrati, senza mai appunto essere degnata di attenzione, ricevere risposte, conoscere i dati esatti (da inserire al posto di quelli sbagliati), senza ricevere mai un riscontro per le segnalazioni effettuate (!!!).

Errori, gravi, commessi anche dopo tre mesi di attività e di tempo sufficiente per prendere confidenza e rimediare alle pur comprensibili difficoltà iniziali, come dimostrano gli episodi del 2 e 3 Giugno, quando gli stessi dati comunicati dalla Regione presentano importanti discrepanze tra quelli apparsi sui bollettini e quelli inviati al Dipartimento della Protezione Civile. Per non citare articoli apparsi sulla stampa in cui si sono avanzati seri dubbi di attendibilità dei dati diffusi dalla Regione (soprattutto relativamente alle province di Catania e Messina) in uno dei quali appare la foto di un bollettino dell’ASP di Messina con una struttura dati difforme dal modello del Dipartimento della Protezione Civile (sostanzialmente analogo a quello regionale) con nomi dei campi di dubbia comparabilità (la creatività in statistica verrebbe da dire) che lasciano capire che nessuna capacità da parte della Regione vi è stata nell’imporre agli uffici periferici (ASP, ospedali, ecc.) un unico modello di raccolta dei dati per evitare incomprensioni ed errori. Per arrivare infine, il 19 Giugno, al tentativo di nascondere quella clamorosa debacle nella gestione dei dati epidemiologici, che ha costretto a comunicare una rettifica in diminuzione di quasi 400 casi totali sui circa 3500 registrati. Incapacità e inadeguatezza confermate dalla decisione, né motivata né annunciata, di sospendere dopo il 22 Giugno, nell’indifferenza più assoluta di stampa e opinione pubblica, e nonostante fosse passato il momento più critico (a suo tempo invocato per giustificare la mancanza di maggiori dettagli e qualità dei dati diffusi), la pubblicazione di quei pochi dati che ci consentivano di avere qualche informazione in più sulle province siciliane.

CONCLUSIONI – La più grande delle amarezze che rimane è determinata dall’osservare quanto ancora profonda sia la distanza tra apparati burocratici e società civile, la totale indifferenza verso i principi dell’open government, il distacco di funzionari regionali dimostratisi incapaci di cogliere stimoli di valore da parte di chi impegnandosi quotidianamente con spirito civico ha inteso dimostrare in che modo, tutti quanti, si possa crescere e migliorare, anche senza un corrispettivo in campo ma solo per senso di appartenenza ad una comunità, quella della nostra Regione.

Per chi voglia approfondire, qui di seguito pubblichiamo l’analisi delle incongruenze più evidenti rilevate.  


L’ANALISI DELLE INCONGRUENZE RILEVATE – Ribadendo che nostro obiettivo era quello di colmare una lacuna informativa e di analizzare la distribuzione dei dati per provincia secondo lo schema adottato dal Dipartimento (ma per dati appunto mancanti nel dataset del Dipartimento), abbiamo purtroppo da subito dovuto limitarci ai soli dati provinciali disponibili. Purtroppo di alcuni valori la Regione non ha mai comunicato la distribuzione provinciale e pertanto non ci è stato possibile né considerarli né valutarli (ad es. ricoverati in terapia intensiva, numero dei tamponi o dei casi testati). Ciò premesso, il Dipartimento della Protezione Civile inizia a pubblicare i dati Covid-19 a partire dal 24 Febbraio; in quella data i dati riguardanti la Regione Sicilia sono tutti a zero ma già dal giorno successivo si registrano i primi casi di contagio. Si tratta, in quel momento, di dati rinvenibili nel dataset del Dipartimento della Protezione Civile, cui la Regione li comunica giornalmente, che abbiamo integrato, ove necessario, con notizie di stampa (circostanza resa possibile dall’ancora davvero esigua quantità di casi registrati nel periodo) mentre i primi bollettini che la Regione diffonderà direttamente si avranno solo a partire dai primi giorni di Marzo e con essi i primi errori. Gli errori di cui parliamo riguardano sempre la consistenza degli stessi dati, non si tratta cioè di rilevazioni riguardanti l’effettiva aderenza dei dati alla realtà (non si hanno ovviamente conoscenze in tal senso), si tratta piuttosto di errori grossolani che evidenziano la totale mancanza dei più banali controlli di congruità; ci riferiamo in particolare a due valori, il totale_casi e i deceduti che per loro natura non possono mai diminuire ma solo crescere nel tempo o, al più, rimanere stazionari. Infine anche laddove, raramente (probabilmente in una sola circostanza, eccettuata la rettifica rilevante del 19 Giugno), vi è stata l’ammissione da parte della Regione di aver comunicato dei dati errati, mai sono stati forniti i dati esatti in sostituzione di quelli errati, tutt’al più è stato dichiarato che gli errori sono stati riassorbiti nell’ultima comunicazione emanata. Tutto questo anche a fronte delle segnalazioni di errore (pubbliche o private) effettuate da Open Data Sicilia alla Regione con le conseguenti richieste di poter conoscere i dati esatti in sostituzione di quelli errati. D’altra parte questo atteggiamento di indifferenza sulla qualità dei dati e di assoluta mancanza di rispetto nei confronti dei destinatari che caratterizzerà la Regione Siciliana per tutto il periodo della pandemia è rilevabile anche dalla totale mancanza di note a commento nel dataset del Dipartimento cui invece ricorreranno abbondantemente le altre regioni italiane per segnalare appunto errori nei dati comunicati. L’unica volta in cui è possibile rilevare annotazioni da parte della Regione Siciliana nel dataset del Dipartimento della Protezione Civile è il 19 Giugno, quando verrà operata la clamorosa rettifica in diminuzione dei circa 400 casi totali registrati in eccesso nell’isola.  

Il primo caso di errore che si osserva risale al 2 Marzo, quando tra i dati regionali resi disponibili dal Dipartimento della Protezione Civile troviamo una diminuzione dei casi a livello regionale che da 9 diventano 7 (come accennato prima, questo dato, totale_casi, che somma il numero di contagi rilevati, per sua stessa natura non può diminuire), dato riconfermato il giorno successivo (3 Marzo) e che torna a risalire il 4 Marzo.

data ricoverati con sintomi terapia intensiva totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi tamponi
01/03/2020 1 0 1 6 7 5 5 2 0 9 291
02/03/2020 2 0 2 3 5 -2 -2 2 0 7 307
03/03/2020 2 0 2 3 5 0 0 2 0 7 307
04/03/2020 5 0 5 11 16 11 11 2 0 18 367

In particolare l’analisi dei dati lascerebbe pensare che l’errore del 2 Marzo si verifichi sul totale_casi della provincia di Catania ma non si hanno notizie certe per via della presenza, in quel giorno, di 3 casi di cui non si conosce la provincia di appartenenza (i cosiddetti casi “In fase di definizione/aggiornamento”).

Eccettuata la rilevante rettifica, cui accennavamo prima, effettuata dalla Regione il 19 Giugno, questo è l’unico caso in cui a livello regionale si osserva l’anomala diminuzione del totale_casi; gli altri errori rilevati si evidenzieranno a livello di singole province e riguarderanno anche alcune impossibili variazioni in diminuzione del numero dei deceduti.

Il primo errore che si evidenzia solo a livello provinciale (senza che se ne abbia percezione osservando i dati del giorno a livello regionale) riguarda la diminuzione del totale_casi che si ha il 7 Marzo, quando in provincia di Enna si azzera il primo caso di contagio registrato nel giorno precedente, il 6 Marzo.

data denominazione
regione
denominazione
provincia
totale casi
05/03/2020 Sicilia Enna 0
06/03/2020 Sicilia Enna 1
07/03/2020 Sicilia Enna 0
08/03/2020 Sicilia Enna 0
09/03/2020 Sicilia Enna 0

I due errori appena descritti sono gli unici rilevabili tra i file resi disponibili dal Dipartimento della Protezione Civile, che della distribuzione provinciale espone, come già detto, soltanto i valori del campo totale_casi. Gli altri errori rilevati riguardano la consistenza dei dati pubblicati nei bollettini regionali che, a partire dal 9 Marzo, la Regione ha comunicato quotidianamente (fino al 5 Giugno, giorno in cui ha iniziato a comunicarli ogni due/tre giorni) tramite il sito web e i canali social regionali.

Il 2 Marzo si ha il primo bollettino della Regione che fornisce dei numeri e che, confrontati con i valori esposti tra il 1° e il 3 Marzo dal Dipartimento della Protezione Civile, lascia supporre un problema di comunicazione tra i due enti; nel comunicato che viene pubblicato il 2 Marzo non si precisano date ma emerge, per confronto con i dati del Dipartimento, che si fa riferimento soprattutto a dati del 1° Marzo. Il comunicato regionale, nel tentativo di fare chiarezza a possibili fraintendimenti della stampa, specifica intanto che i dati riportati da alcuni giornali si riferiscono al numero dei tamponi effettuati, 291 (corrispondente al valore del 1° Marzo riportato dal Dipartimento), e non al totale_casi; il comunicato regionale viene quindi integrato con un aggiornamento in cui si lamenta la correttezza dei dati esposti dal Dipartimento e specificato che “fino ad oggi” (si capirà dall’analisi e dal confronto con i dati del Dipartimento che quel “fino ad oggi” debba intendersi per 1° Marzo) sono 6 i campioni sospetti positivi e che un settimo sarà trasmesso “domani” (quindi il 2 Marzo). Segue quindi la lamentela cui accennavamo: “Ci viene riferito che nel calcolo fatto a Roma, probabilmente, sono stati sommati i casi positivi con quelli guariti.” Qui, a nostro avviso, emerge quel problema di comunicazione tra Palermo e Roma a cui accennavamo prima. Proviamo a spiegare: il valore totale_casi, ovvero il numero dei contagi registrati in assoluto dall’inizio dell’epidemia, prescinde dallo stato del contagiato (positivo, dimesso_guarito, deceduto) e come viene ben spiegato sul sito del Dipartimento, esso è determinato dalla somma dei contagiati ancora ammalati (totale_positivi), dei dimessi_guariti e dei deceduti. In quel periodo non erano stati ancora registrati decessi in Sicilia e pertanto il totale_casi è dato solo dalla somma degli ammalati e dei guariti (quello che viene contestato come un errore nel comunicato regionale). Ma vediamo i dati: il 25 Febbraio vengono rilevati a Palermo i primi 3 contagiati (quindi totale_casi = 3, coincidente con il totale_positivi); due giorni dopo, il 27 Febbraio, viene rilevato a Catania un nuovo_positivo e pertanto il totale_casi passa da 3 a 4; nello stesso giorno, 27 Febbraio, due degli ammalati guariscono e pertanto si ha totale_positivi = 2 e dimessi_guariti = 2; totale_casi = totale_positivi + dimessi_guariti = 4. Questa situazione rimane invariata fino al 29 Febbraio. Il 1° Marzo il Dipartimento riporta i dati di cui alla prima tabella: totale_positivi = 7 (5 in più rispetto al giorno precedente), dimessi_guariti = 2 (dato invariato rispetto al giorno precedente) e pertanto totale_casi = 7 + 2 = 9 (5 in più rispetto al giorno precedente). Confrontando questi dati con il comunicato regionale i conti quasi tornano, nel senso che se sommiamo i 6 positivi cui si fa riferimento nel comunicato ai 2 dimessi_guariti, il totale_casi è pari a 8 (contro il 9 riportato dal Dipartimento). In realtà nel comunicato si accenna a 7 nuovi casi (in tal caso i valori coinciderebbero, 7 + 2 = 9) di cui uno però sarebbe stato comunicato il giorno successivo (non conoscendo però né il giorno né l’orario della dichiarazione riportata nel comunicato, non possiamo fare ulteriori supposizioni). Tuttavia Il giorno dopo, il 2 Marzo, tra i dati del Dipartimento troviamo la prima delle incongruenze di cui abbiamo detto precedentemente, il totale_casi  passa da 9 a 7 (evidentemente nel tentativo maldestro di rettificare l’ipotetico(?) errore lamentato nel comunicato regionale. L’errore si evidenzia, oltre che dall’impossibilità che il valore in questione, totale_casi, possa diminuire, anche dalla variazione in negativo del totale_positivi (che passa da 7 a 5, -2) senza la corrispondente variazione tra dimessi_guariti e deceduti (che rimangono rispettivamente a 2 e a 0). Se errore c’era stato nel comunicare al Dipartimento i nuovi casi di giorno 1° Marzo, sarebbe stato sicuramente più giusto e corretto variare e rettificare i dati del 1° Marzo invece di quelli del 2 Marzo generando l’incongruità che abbiamo tentato di spiegare finora. Infine il totale_positivi = 5 del 2 Marzo è inferiore ai 6/7 nuovi positivi cui si fa riferimento nel comunicato del 2 Marzo. Il che lascia pensare che non ci fossero errori tra i dati del 1° Marzo ma un più banale problema di comunicazione tra Palermo e Roma che sarebbe stato meglio chiarire piuttosto che alterare i dati per via di una dichiarazione “politica”, per quanto “autorevole”, originata solo dall’incomprensione del significato dei valori interessati. Inoltre il comunicato regionale del 3 Marzo dice che ai 7 casi del giorno precedente (e non 5, il valore frutto della rettifica, con una palese contraddizione) si aggiungono altri 3 casi (di cui uno nel ragusano). In tal caso il 3 Marzo, secondo quanto riportato nel comunicato regionale dovremmo avere totale_positivi = 10 (7 + 3) + dimessi_guariti = 2, totale_casi = 12 (10 + 2). I dati del Dipartimento invece vedono una situazione invariata rispetto al giorno precedente (come si evidenzia nella prima tabella sopra) e, tra l’altro, nessun caso ancora segnalato nel ragusano (tra i file provinciali del Dipartimento il primo caso a Ragusa viene registrato il 6 Marzo), il che evidenzia una palese incongruenza tra quanto si asserisce nel comunicato regionale e quanto comunicato dalla Regione al Dipartimento. Inoltre emerge, a nostro avviso, in questa fase iniziale dell’epidemia (ma i fatti dimostreranno anche dopo diversi mesi) che vi sono chiari problemi di comunicazione tra Roma e Palermo (o forse sarebbe meglio dire, che vi è un’evidente incomprensione, da parte di Palermo, del significato dei vari campi).

Il 5 Marzo appare il primo bollettino regionale con un minimo di strutturazione (anche se in formato immagine + testo) che riporta però i dati del 4 Marzo; si segnala un utilizzo dei nomi dei campi difforme da quelli utilizzati dal Dipartimento della Protezione Civile e questo, a nostro avviso, sarà in qualche modo fuorviante agli occhi degli utenti meno attenti per parecchio tempo.

Il primo bollettino destinato a dare informazioni sulla distribuzione provinciale dei dati (anch’esso in formato immagine + testo) appare il 9 Marzo.

Il primo caso d’errore che riguarda il campo deceduti si registra in provincia di Agrigento il 25 Marzo, quando il valore deceduti = 2 del giorno precedente viene inaspettatamente diminuito ad 1.

data denominazione regione denominazione provincia totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
23/03/2020 Sicilia Agrigento 0 42 42 3 4 2 1 45
24/03/2020 Sicilia Agrigento 1 42 43 1 2 2 2 47
25/03/2020 Sicilia Agrigento 1 46 47 4 3 2 1 50
26/03/2020 Sicilia Agrigento 1 51 52 5 5 2 1 55


Ciò che ancora una volta si denuncia non è tanto l’errore in sé, quanto il più totale silenzio e la mancata esigenza di fornire i dati esatti a fronte di errori soprattutto se segnalati.

Sempre nello stesso giorno, il 25 Marzo, segnaliamo delle variazioni in diminuzione dei dimessi_guariti in provincia di Enna e di Palermo; sebbene la variazione sia in assoluto possibile, rimane comunque un evento raro ed eccezionale (che ci fa sospettare piuttosto di errori commessi).

Ad Enna i dimessi_guariti passano dai 2 di giorno 24 Marzo all’ 1 del giorno successivo.

data denominazione regione denominazione provincia totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
23/03/2020 Sicilia Enna 22 16 38 9 10 2 4 44
24/03/2020 Sicilia Enna 29 26 55 17 19 2 6 63
25/03/2020 Sicilia Enna 53 30 83 28 27 1 6 90
26/03/2020 Sicilia Enna 55 71 126 43 43 1 6 133


A Palermo la variazione è ancora più marcata in quanto dagli 11 dimessi_guariti di giorno 24 Marzo si passa ai 6 dimessi_guariti del giorno successivo, ben 5 guariti_dimessi che si sarebbero riammalati.

data denominazione regione denominazione provincia totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
23/03/2020 Sicilia Palermo 39 59 98 17 18 11 1 110
24/03/2020 Sicilia Palermo 45 113 158 60 60 11 1 170
25/03/2020 Sicilia Palermo 50 136 186 28 23 6 1 193
26/03/2020 Sicilia Palermo 56 141 197 11 12 6 2 205


Un altro “warning” dello stesso tipo, riguardante cioè la diminuzione dei dimessi_guariti riguarda la provincia di Messina nella giornata del 28 Marzo, quando i 5 dimessi_guariti del giorno precedente, 27 Marzo, si riducono a 3.  

data denominazione regione denominazione provincia totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
26/03/2020 Sicilia Messina 94 118 212 44 47 5 4 221
27/03/2020 Sicilia Messina 126 90 216 4 6 5 6 227
28/03/2020 Sicilia Messina 133 129 262 46 52 3 14 279
29/03/2020 Sicilia Messina 129 137 266 4 10 8 15 289


Analoghi errori riguardanti variazioni in diminuzione del numero di dimessi_guariti ma stavolta molto più consistenti e ammessi e riconosciuti dalla Regione in modo generico, senza fornire i dati esatti in sostituzione di quelli sbagliati (ma limitandosi a dichiarare “
Si precisa che un errore materiale, nel calcolo dei dati relativi alle province comunicati ieri, è stato corretto e assorbito in quelli odierni.”), si verificano in provincia di Siracusa e Trapani il 26 Aprile. L’anomalia si evidenzia per la variazione in diminuzione rilevata il giorno successivo, 27 Aprile, nelle due province.

A Siracusa, dove si osserva la variazione più consistente, si passa dai 142 dimessi_guariti del 26 Aprile agli 86 del 27 Aprile (-56).   

data denominazione regione denominazione provincia totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
25/04/2020 Sicilia Siracusa 50 46 96 -1 1 82 23 201
26/04/2020 Sicilia Siracusa 51 -5 46 -50 10 142 23 211
27/04/2020 Sicilia Siracusa 52 59 111 65 10 86 24 221
28/04/2020 Sicilia Siracusa 49 62 111 0 0 86 24 221


A Trapani si passa dai 57 dimessi_guariti del 26 Aprile ai 40 del 27 Aprile.

data denominazione regione denominazione provincia totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
25/04/2020 Sicilia Trapani 6 104 110 0 0 20 5 135
26/04/2020 Sicilia Trapani 6 68 74 -36 1 57 5 136
27/04/2020 Sicilia Trapani 6 86 92 18 1 40 5 137
28/04/2020 Sicilia Trapani 6 88 94 2 2 40 5 139


Una
segnalazione di incongruenza tra gli stessi dati, riguardanti soggetti ricoverati e posti in isolamento domiciliare, comunicati nei due bollettini del 7 Maggio dalla Regione rimane senza riscontro.

Altri due casi di errore riguardanti il numero dei deceduti si verificano in Maggio in provincia di Messina e di Palermo.

In provincia di Messina i 52 deceduti del 3 Maggio diventano 51 nel giorno successivo. 

data denominazione regione denominazione provincia totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
02/05/2020 Sicilia Messina 79 298 377 0 1 122 50 549
03/05/2020 Sicilia Messina 76 298 374 -3 1 124 52 550
04/05/2020 Sicilia Messina 76 299 375 1 0 124 51 550
05/05/2020 Sicilia Messina 74 299 373 -2 1 126 52 551


In provincia di Palermo si passa dai 34 deceduti del 14 Maggio ai 33 del giorno successivo.

data denominazione regione denominazione provincia totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
13/05/2020 Sicilia Palermo 51 327 378 2 3 138 33 549
14/05/2020 Sicilia Palermo 50 327 377 -1 0 138 34 549
15/05/2020 Sicilia Palermo 50 322 372 -5 2 146 33 551
16/05/2020 Sicilia Palermo 39 322 361 -11 4 161 33 555


Nei bollettini regionali l’enunciato iniziale a proposito dei dati comunicati recita: “
così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale” ma quello che succede tra il 2 Giugno e il 3 Giugno è inedito e contraddice tale dichiarazione; i dati comunicati dalla Regione Siciliana al Dipartimento di Protezione Civile, e da quest’ultimo pubblicati nel proprio repository, e quelli riportati dalla Regione nei propri bollettini regionali differiscono in maniera significativa in alcuni campi come si evince dalle seguenti tabelle.

Dati comunicati dalla Regione Siciliana al Dipartimento di Protezione Civile e da quest’ultimo pubblicati

data denominazione regione totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
01/06/2020 Sicilia 73 894 967 -19 0 2202 274 3443
02/06/2020 Sicilia 69 897 966 -1 4 2206 275 3447
03/06/2020 Sicilia 67 813 880 -86 0 2292 275 3447
04/06/2020 Sicilia 63 816 879 -1 0 2292 276 3447
05/06/2020 Sicilia 60 812 872 -7 1 2300 276 3448


Dati pubblicati dalla Regione Siciliana nei propri bollettini quotidiani

data denominazione regione totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
01/06/2020 Sicilia 73 894 967 -19 0 2202 274 3443
02/06/2020 Sicilia 69 893 962 -5 4 2210 275 3447
03/06/2020 Sicilia 67 837 904 -58 0 2268 275 3447
04/06/2020 Sicilia 63 816 879 -25 0 2292 276 3447
05/06/2020 Sicilia 60 812 872 -7 1 2300 276 3448


Nonostante la
richiesta di chiarimento su quali fossero i dati esatti indirizzata alla Regione da Open Data Sicilia attraverso il proprio account Twitter e l’ampio risalto avuto dalla stessa, nessun riscontro come al solito è seguito.

Comunque, come già accennato, la più clamorosa delle rettifiche è quella del 19 Giugno, quando vediamo diminuire in un colpo solo il totale_casi da 3464 a 3070, una variazione negativa di ben 394 casi, che denota in maniera inequivocabile il fallimento della Regione Siciliana nella gestione dei dati Covid-19 regionali. Una variazione negativa che non avrebbe dovuto ovviamente aver luogo, vista la natura del campo in questione, che si giustifica appunto come frutto di una rettifica tesa a sanare i numerosi errori commessi lungo tutto il periodo di pandemia e che avrebbe dovuto essere evidenziata nel campo nuovi_positivi che, a nostro avviso erroneamente, riporta invece il valore 3, come a voler evidenziare i nuovi_casi effettivi rilevati in più (?) rispetto al giorno precedente. In realtà è la definizione stessa del campo nuovi_positivi = totale_casi del giorno corrente – totale_casi del giorno precedente, data dallo stesso Dipartimento di Protezione Civile, che ci porta appunto a sostenere che sarebbe stato più corretto indicare il valore -394, invece del valore 3, nel campo nuovi_positivi di giorno 19 Giugno.

A parte comunque la variazione di cui abbiamo discusso, vale la pena notare come già nei giorni immediatamente precedenti, ovvero il 17 e il 18 Giugno, osserviamo delle significative variazioni negative tra i soggetti in isolamento_domiciliare (da 777 a 610 a 124, con una variazione complessiva di -653) e di conseguenza nel totale_positivi (da 805 a 637 a 150, con una variazione complessiva di -655) e una opposta variazione in aumento dei dimessi_guariti che da 2377 passano a 2547 e infine a 2640, con una variazione positiva di 263 dimessi_guariti; la differenza tra la variazione_totale_positivi e la variazione dei dimessi_guariti, 655 – 263 =  392 è pari all’incirca alla rettifica negativa del totale_casi di giorno 19 Giugno (-394).     

data denominazione regione totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
16/06/2020 Sicilia 36 770 806 1 2 2374 280 3460
17/06/2020 Sicilia 28 777 805 -1 2 2377 280 3462
18/06/2020 Sicilia 27 610 637 -168 2 2547 280 3464
19/06/2020 Sicilia 26 124 150 -487 3 2640 280 3070
20/06/2020 Sicilia 26 114 140 -10 0 2650 280 3070


I dettagli di queste variazioni “anomale”, nelle province in cui si sono evidenziate, sono riportati nelle seguenti tabelle (si tenga comunque conto che non si tratta di variazioni giornaliere poiché dopo il 5 Giugno la Regione non ha più emesso i suoi bollettini con cadenza quotidiana come in precedenza ma mediamente ogni due o tre giorni, arrivando anche a pubblicare a distanza di cinque giorni dall’ultimo).

data denominazione regione denominazione provincia totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
15/06/2020 Sicilia Agrigento 0 32 32 0 0 108 1 141
17/06/2020 Sicilia Agrigento 0 32 32 0 0 108 1 141
22/06/2020 Sicilia Agrigento 0 4 4 -28 -6 130 1 135

 

data denominazione regione denominazione provincia totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
15/06/2020 Sicilia Catania 11 387 398 0 1 578 101 1077
17/06/2020 Sicilia Catania 10 387 397 -1 0 579 101 1077
22/06/2020 Sicilia Catania 9 8 17 -380 -300 659 101 777

 

data denominazione regione denominazione provincia totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
15/06/2020 Sicilia Messina 12 107 119 0 0 387 59 565
17/06/2020 Sicilia Messina 10 110 120 1 1 387 59 566
22/06/2020 Sicilia Messina 9 14 23 -97 -94 390 59 472

 

data denominazione regione denominazione provincia totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
10/06/2020 Sicilia Palermo 13 241 254 0 1 290 37 581
12/06/2020 Sicilia Palermo 9 243 252 -2 0 291 38 581
15/06/2020 Sicilia Palermo 9 208 217 -35 2 328 38 583
17/06/2020 Sicilia Palermo 7 210 217 0 1 329 38 584
22/06/2020 Sicilia Palermo 7 62 69 -148 -86 391 38 498

 

data denominazione regione denominazione provincia totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
15/06/2020 Sicilia Ragusa 0 7 7 -1 0 84 7 98
17/06/2020 Sicilia Ragusa 0 7 7 0 0 84 7 98
22/06/2020 Sicilia Ragusa 0 2 2 -5 -11 78 7 87

 

data denominazione regione denominazione provincia totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
15/06/2020 Sicilia Trapani 0 14 14 0 0 123 5 142
17/06/2020 Sicilia Trapani 0 15 15 1 1 123 5 143
22/06/2020 Sicilia Trapani 0 5 5 -10 -7 126 5 136


L’ultimo episodio che segnaliamo riguarda 24 dimessi_guariti che, da più di un mese ormai, la Regione Siciliana non riesce a determinare a quali province appartengano. Nello specifico, il 19 Giugno compare nuovamente (succedeva soprattutto nelle prime settimane dell’epidemia) un record del tipo “
In fase di definizione/aggiornamento” tra i dati provinciali pubblicati dal Dipartimento, che accoglie, in attesa appunto di definizione/aggiornamento, i casi di cui andrà definita la provenienza provinciale. Non avendo la Regione emanato bollettini il 19 Giugno, e quindi in mancanza di dati di dettaglio provinciale per quel giorno, consideriamo i dati delle due tabelle seguenti che contengono i dati di dettaglio provinciale pubblicati dalla Regione con i propri bollettini il 17 e il 22 Giugno e la cui comparazione ci permette di evidenziare questa ulteriore anomalia. 

data denominazione regione denominazione
provincia
totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
17/06/2020 Sicilia Agrigento 0 32 32 0 0 108 1 141
17/06/2020 Sicilia Caltanissetta 1 8 9 -1 1 157 11 177
17/06/2020 Sicilia Catania 10 387 397 -1 0 579 101 1077
17/06/2020 Sicilia Enna 0 8 8 0 0 388 29 425
17/06/2020 Sicilia Messina 10 110 120 1 1 387 59 566
17/06/2020 Sicilia Palermo 7 210 217 0 1 329 38 584
17/06/2020 Sicilia Ragusa 0 7 7 0 0 84 7 98
17/06/2020 Sicilia Siracusa 0 0 0 0 0 222 29 251
17/06/2020 Sicilia Trapani 0 15 15 1 1 123 5 143
17/06/2020 Sicilia 28 777 805 0 4 2377 280 3462

 

data denominazione regione denominazione
provincia
totale ospedalizzati isolamento domiciliare totale positivi variazione totale positivi nuovi positivi dimessi guariti deceduti totale casi
22/06/2020 Sicilia Agrigento 0 4 4 -28 -6 130 1 135
22/06/2020 Sicilia Caltanissetta 1 6 7 -2 8 167 11 185
22/06/2020 Sicilia Catania 9 8 17 -380 -300 659 101 777
22/06/2020 Sicilia Enna 0 7 7 -1 13 402 29 438
22/06/2020 Sicilia Messina 9 14 23 -97 -94 390 59 472
22/06/2020 Sicilia Palermo 7 62 69 -148 -86 391 38 498
22/06/2020 Sicilia Ragusa 0 2 2 -5 -11 78 7 87
22/06/2020 Sicilia Siracusa 0 7 7 7 69 284 29 320
22/06/2020 Sicilia Trapani 0 5 5 -10 -7 126 5 136
22/06/2020 Sicilia 26 115 141 -664 -414 2627 280 3048
22/06/2020 Sicilia In fase di
definizione/ aggiornamento
24 24 24
22/06/2020 Sicilia 26 115 141 -664 -390 2651 280 3072

 

Generare Open Data con un FOIA? Quasi, l’esempio della Fiera del Mediterraneo.

La “Fiera del Mediterraneo” è lo storico “quartiere fieristico” di Palermo.

Il “quartiere” occupa un’area di circa 83 mila m² ed il suo ingresso principale è in Piazzetta Nelson Mandela.

Dal 1946 al 2012 il quartiere fieristico è stato gestito dall’Ente Autonomo Fiera del Mediterraneo, ente che è stato liquidato nel 2019 dopo undici anni di inattività fieristica.

L’08 Agosto del 2012 il Comune di Palermo prende in gestione il quartiere fieristico.

Tre anni più tardi, dal 23 Maggio al 7 Giugno del 2015 ritorna la Fiera Campionaria del Mediterraneo, organizzata dall’impresa Medifiere, che dal 2015 ha poi organizzato la Fiera Campionaria con cadenza annuale.

L’11 Dicembre 2018 all’interno del quartiere fieristico è stato inaugurato lo Scalo 5B, un coworking ed officina che rappresenta il primo padiglione della fiera aperto in via continuativa tutto l’anno, con un suo calendario di eventi.

Nonostante l’attività all’interno della Fiera sia ripresa nel 2015, il quartiere non ha mai beneficiato di un sito internet dedicato, contenente informazioni logistiche e infrastrutturali del quartiere, e neanche un calendario di eventi.

Nel 2017 e nel 2018 vengono pubblicati sul sito del Comune di Palermo, in maniera del tutto sporadica, due Pdf contenenti le richieste di svolgimento degli eventi all’interno della Fiera.

I problemi sono due:

  • la pubblicazione è fatta in Pdf, un formato che non è “Machine Readable”.
  • la pubblicazione non ha una periodicità definita.

Per questo motivo, l’01 Marzo 2019 scrivo all’U.R.P. del Comune, chiedendo il rilascio di un dataset in open data contenente l’”ELENCO RICHIESTE SVOLGIMENTO EVENTI FIERA DEL MEDITERRANEO ANNO 2019” nel formato CSV, come da “Linee guida per le attività sugli open data della città di Palermo” – Deliberazione di Giunta Municipale n. 97 del 4.05.2017.

Lo stesso giorno l’U.R.P. gira la richiesta via mail all’ufficio competente, il settore servizi alle imprese, ma non ricevo risposta.

Qualche giorno dopo  ho l’idea di provare a richiedere i dati con lo strumento dell’accesso civico generalizzato , cosiddetto “FOIA”.

L’accesso civico generalizzato permette a chiunque di richiedere dati e documenti posseduti dalle pubbliche amministrazioni, con il limite degli interessi pubblici o privati indicati dalla legge, senza dover motivare le ragioni della richiesta.

Tra me e me penso che su un calendario di attività fieristiche non ci siano interessi privati da proteggere, visto anche il precedente della pubblicazione dei calendari in Pdf.

Cerco quindi “Accesso civico Comune Palermo” su un motore di ricerca ed arrivo a questa pagina contenente il Modulo di Richiesta  Accesso Civico Generalizzato e le sue istruzioni.

La buona notizia: il modulo previsto dal Comune prevede espressamente la voce “dati”.

Cancello quindi la parola “documenti” dal modulo ed inserisco come oggetto della richiesta un “un dataset nel formato comma separated values con elenco richieste svolgimento eventi Fiera del Mediterraneo anno 2019, contenente società / associazione richiedente, oggetto iniziativa, area richiesta, periodo richiesta.”

In pratica, sono gli stessi dati contenuti nei Pdf precedentemente pubblicati dal Comune, ma aggiornati al 2019 ed espressamente richiesti nel formato di file “Comma-separated values”.

Il modulo da compilare richiede veramente poco altro, tra cui i miei dati anagrafici e la copia del documento d’identità.

Notare la cosa più importante, come da normativa il modulo NON richiede di esplicitare la motivazione per cui si richiede un dataset.

Il 29 Marzo del 2019 spedisco l’accesso civico all’U.R.P. del Comune, dopo un giro di mail interne il 04 Aprile 2019 arriva al Vice Segretario Generale del Comune ed al settore servizi alle imprese del Comune.

Attendo i trenta giorni previsti dalla normativa per una risposta, ed il 21 Maggio 2019 decido di riscrivere all’U.R.P. chiedendo il numero di protocollo che era stato assegnato all’accesso civico.

Questa richiesta è propedeutica ad una eventuale richiesta di riesame dell’accesso civico, la cui modulistica non è presente sulla pagina del Comune ma su quella del dipartimento della Funzione Pubblica.

Il giorno dopo aver richiesto il numero di protocollo assegnato alla richiesta di accesso civico generalizzato dall’U.R.P., il 22 Maggio 2019 ottengo via mail dal settore servizi alle imprese del Comune il dataset in CSV che avevo richiesto.

Il 28 Maggio 2019 ho sollecitato il settore servizi alle imprese alla pubblicazione sul Portale Open Data del Comune del Dataset che mi è stato inviato, visto che al momento non risulta ancora reperibile sul Portale Open Data.

Conclusioni:

  • L’accesso civico generalizzato si è rivelato uno strumento giuridico idoneo a richiedere un dataset, potrebbe quindi essere utilizzato dalla comunità open data per richiedere esplicitamente dataset e non documenti.

A questo proposito, sarebbe necessaria l’introduzione di un automatismo per la pubblicazione sui portali open data dei dataset richiesti con accesso civico.

  • Dalla prima richiesta originale all’U.R.P. del calendario di eventi alla ricezione effettiva del dataset sono trascorsi più di due mesi.

Il dataset contiene un elenco di 43 eventi organizzati presso la Fiera del Mediterraneo.

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AGGIORNAMENTO DEL 28/06/2019.

  • Il 03/06/2019 ho scritto al Sindaco di Palermo, chiedendo se avebbe potuto sollecitare la pubblicazione del dataset sul portale open data.
    Ho motivando la richiesta con la necessità di catalogazione del dataset ottenuto tramite l’accesso civico, in modo da non dover ripetere in futuro la richiesta di accesso civico per ottenere i dati aggiornati e di rendere il dataset disponibile a tutti i cittadini di Palermo.
  • Il 28/06/2019 il dataset è stato pubblicato sul Portale Open Data del Comune di Palermo.

    E adesso divertiamoci!

Per scaricare il dataset, basta aprire un terminale e digitare:

cd Desktop” (o comando equivalente col nome della vostra cartella) per spostarsi sulla cartella della scrivania.
curl “https://opendata.comune.palermo.it/ws.php?id=1896&fmt=csv” >eventifiera.csv” per scaricare il file nel formato csv sulla scrivania.

adesso basta digitare “vd –csv-delimiter=”;” eventifiera.csv” per visualizzare gli eventi della Fiera del Mediterraneo con Visidata.

Grazie ad Andrea e Ciro per il supporto nel civic hacking e vi raccomando di leggere il post:

VisiData: il coltellino svizzero per i dati, che probabilmente non conosci“.

Il Difensore civico per il digitale fa moral suasion su SPID?

SPID è il sistema pubblico d’identità digitale, la soluzione che permette di accedere a tutti i servizi online della pubblica amministrazione con un’unica Identità Digitale.

Secondo il sito del Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione, SPID sarebbe dovuto essere implementato dalle Pubbliche Amministrazioni entro Marzo 2018.

Sempre entro Marzo 2018 AGID avrebbe dovuto rilasciare un piano d’implementazione di SPID per le PA che ancora non avessero provveduto ad implementare SPID sui propri servizi online.

Con l’aggiornamento del Codice dell’Amministrazione Digitale del 13/12/2017 è stato istituito presso AGID l’ufficio del difensore civico per il digitale, a cui chiunque può presentare segnalazioni relative a presunte violazioni del Codice dell’Amministrazione Digitale e di ogni altra norma in materia di digitalizzazione ed innovazione della pubblica amministrazione.

Il sito istituzionale di AGID permette espressamente di inviare segnalazioni sull’identità digitale.

 

Secondo un blog post del Team per la Trasformazione Digitale che ha collaborato alla stesura dell’ultima edizione del Codice dell’Amministrazione Digitale, il Difensore Digitale ha il compito di esercitare una moral suasion sulle amministrazioni che non garantiscono i diritti di cittadinanza digitale.

Ho testato per tre volte il servizio di moral suasion offerto dal Difensore Civico per il Digitale, ecco come è andata.

La prima esperienza l’avevo già raccontata con un post sul blog di #opendatasicilia.

La segnalazione riguardava la mancanza di SPID sul portale online del Sistema regionale degli Sportelli Unici della Regione Siciliana.

Come già documentato nel precedente blog post al quale vi rimando, la segnalazione è stata ritenuta non ricevibile in quanto indipendente dall’utilizzo di SPID.

La seconda segnalazione l’ho inoltrata in data 16/06/2018 e riguardava la mancanza di SPID sul portale della Regione Siciliana dei servizi per lavorare in Sicilia, in quanto avevo appreso dai giornali che in quei giorni i centri per l’impiego avevano qualche problema.

Il 17/07/2018 il Difensore Digitale mi risponde di aver richiesto alla Regione Siciliana “elementi tecnici di approfondimento”, da allora non ho ricevuto altre notizie, neanche il rigetto della mia segnalazione.

 

La terza segnalazione l’ho fatta in data 26/07/2018 e riguardava il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato.

Per chi non lo sapesse, tutte le strutture ricettive in Italia sono obbligate ad inviare alla Questura le schede anagrafiche con i dati dei loro ospiti.

Il problema è che i documenti per l’accreditamento delle strutture ricettive al fine di ottenere la password al portale Allogiati Web e poter adempiere all’obbligo dell’invio delle schede anagrafiche degli ospiti cambiano da Questura a Questura.

Ad esempio, qui i moduli di Trapani, qui i moduli di Agrigento, qui i moduli di Enna, sul sito della Questura di Palermo non sono riuscito a trovare i moduli.

Per questo motivo, ho pensato che fosse utile segnalare al Difensore Digitale la mancanza di SPID sul portale Alloggiati Web, anche al fine di liberare le stesse questure dall’incombenza di rilasciare delle password alle strutture ricettive.

Magari le questure hanno cose più importanti da fare che rilasciare password alle imprese?

La mia segnalazione è stata protocollata il 26 Luglio 2018, ma non ho ancora ricevuto alcuna risposta, neanche un rigetto della segnalazione.

 

Ho guardato per curiosità la lista degli otto inviti fatti alle Pubbliche Amministrazioni dal Difensore Digitale nel periodo compreso tra il 10/05/2018 ed il 07/11/2018 e nessuno riguarda SPID.

Concludo con due riflessioni:

  • I tempi del Difensore Digitale sono stati esposti in questa discussione sul Forum di Italia.it,  ma appaiono veramente troppo lunghi e burocratici per delle semplici segnalazioni che hanno come oggetto di verificare se un servizio online sia accessibile con SPID o meno, considerato anche che il Difensore Digitale non ha poteri sanzionatori ma si limita al compito di moral suasion delle Pubbliche Amministrazioni che non rispettano i diritti digitali di cittadini e imprese.
  • Se il monitoraggio sull’implementazione di SPID da parte delle Pubbliche Amministrazioni fosse pubblicato, si potrebbe prevedere una integrazione tra le segnalazioni su SPID al Difensore Digitale e la mappatura dei servizi online che ancora non hanno SPID.
    A proposito, quando verrà pubblicato il monitoraggio sull’implementazione di SPID?

 

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Aggiornamento 1: il 13 Dicembre 2018 il Difensore Digitale ha risposto alla mia segnalazione su Alloggiati Web.

Aggiornamento 2: il 14 Marzo 2019 il Difensore Digitale ha archiviato la mia segnalazione sul portale della Regione Siciliana dei servizi per lavorare in Sicilia.


L’immagine in copertina è Franco Baresi, che nulla c’entra con questo post.

I credits dell’immagine sono qui.

Come abbiamo creato un «Read the Docs» per pubblicare documenti pubblici su Docs Italia

Questa storia nasce dal Team Trasformazione Digitale dell’AgID che inizia a pubblicare documentazione della Pubblica Amministrazione su un formato online nuovo che si chiama Read the Docs.

Read the Docs (RTD) è un formato che permette di leggere testo su dispositivi mobili adattandosi alle dimensioni del display e consente di cercare parole nel testo attraverso uno spazio apposito. Già solo queste due caratteristiche lo fanno preferire al classico formato PDF usato per la maggiore nei siti web della PA. Purtroppo il PDF non si adatta ai dispositivi mobili e non consente un agevole ricerca di testo al suo interno.

Per arrivare alla pubblicazione di documenti su RTD è necessario compilare file nel linguaggio RST (reStructruredText) e renderli disponibili in progetti dentro il repository di Github.

Dopo che il Team Trasformazione Digitale inizia la pubblicazione di documenti della PA su RTD, alcuni dipendenti di PA cominciamo a pubblicare documenti pubblici su questo formato  e il risultato è senza dubbio molto gradevole e comodo ai fini della lettura su ogni dimensione di schermo.

Come ogni fenomeno nuovo c’è sempre l’aspetto e il ruolo pionieristico che è importante per fare da traino per gli altri. Ed è così che ci ritroviamo Ciro Spataro (Comune di Palermo) e Pablo Persico (Città Metropolitana di Napoli) a scambiarci idee e proposte per pubblicare documenti pubblici su Read the Docs, e fra un messaggio e un altro arriviamo alla conclusione condivisa che sarebbe utile e bello costruire un tutorial sulle modalità di costruzione di un documento da pubblicare Read the Docs: da dove partire e tutte le procedure da seguire. Cominciamo a lavorarci condividendo un Google doc all’inizio, e strutturiamo didatticamente il tutorial in 2 parti: una in cui si spiega una procedura per chi non è molto addentro alle procedure di compilazione e versionamento dei documenti e una per i più esperti. Questo al fine di arrivare ad ogni tipologia di dipendente pubblico in fatto di competenze digitali.

All’iniziativa prende parte Andrea Borruso per la supervisione dell’intero lavoro didattico, vista la sua attitudine e piacere a “spiegare bene” le cose.

Quello che ci ha preso maggiormente in questa iniziativa è stata la voglia di vedere i documenti della Pubblica Amministrazione visualizzati come mai ad oggi è stato fatto. Una sorta di vendetta contro un PDF scomodo 😉

Dal Read the Docs creato è possibile ottenere, automaticamente dalla stessa piattaforma, il documento in formato PDFEPUB ed HTML (zippato). Quindi per coloro che non possono rinunciare al PDF non c’è la possibilità di alcun trauma psicologico.

Il resto lo potete leggere nel Read the Docs http://come-creare-guida.readthedocs.io

 

ODSWinter17


La comunità di Open Data Sicilia ha tenuto lo scorso 30 Dicembre il suo quarto raduno invernale a Patti, presso il Caffè Galante (qui una fotogallery).

Il raduno invernale di Open Data Sicilia è detto lo Schiticchio perché l’abitudine di vedersi in questo periodo dell’anno nacque dal desiderio degli appartenenti alla comunità di incontrarsi e di passare piacevolmente una giornata intorno ad una tavola imbandita (accadde per la prima volta a Resuttano, quindi a Pedara, poi a Castelbuono e stavolta a Patti). Da lì venne fuori poi l’idea, visto che ci si incontrava, di approfittare della circostanza per dedicare alcune ore della mattinata ad approfondimenti tematici, aggiornamenti e formazione prima di ritrovarsi seduti intorno ad un tavolo.

Anche il più articolato ed impegnativo raduno estivo che si svolge in più giorni, è frutto, in fondo, dello Schiticchio invernale e del desiderio di incidere significativamente sulla diffusione e l’uso degli open data nella nostra regione e nel nostro Paese (il primo si svolse a Palermo, il successivo a Messina e l’ultimo, l’estate scorsa, a Caltanissetta in forma congiunta con la comunità nazionale di Spaghetti Open Data).

Open Data Sicilia non è nuova a Patti; già nello scorso mese di Marzo aveva donato alla città l’applicazione Albo Pop Patti e presso il Caffè Galante, nel Luglio del 2015, aveva pure contribuito a realizzare il primo evento regionale sugli open data con l’apporto significativo di alcuni elementi della nostra comunità; la prima Summer School siciliana sugli open data, organizzata in quella circostanza da Lo Stretto Digitale, si tenne lì per tre giorni ed ebbe, come già detto, l’apporto significativo di alcuni dei nostri elementi tra gli organizzatori, i relatori e i formatori. E ancora prima, nell’Agosto 2013, fu proprio da una chiacchierata avvenuta a Patti tra due dei nostri che nacque l’idea di provare a dar vita ad un gruppo Facebook da cui poi prese vita la comunità di Open Data Sicilia.

I temi di quest’anno affrontati durante la mattinata hanno riguardato la disponibilità di strumenti digitali open per essere tempestivamente allertati dalla Protezione Civile in caso di incombenti pericoli, conoscere la reale disponibilità e puntualità dei trasporti pubblici urbani anche in realtà non necessariamente metropolitane, consentire ai cittadini di esercitare quel necessario e funzionale controllo dal basso sui nostri politici e sulle nostre amministrazioni per capire quanto e come, bene o male, sia stata in loro riposta la nostra fiducia o siano spese le nostre risorse.

In dettaglio, qui di seguito, gli argomenti trattati durante la mattinata

G. Pirrotta, A. Borruso – La “datificazione” degli alert della protezione civile regionale: un prototipo; slide | slide

G. La Mensa, G. Pirrotta, A. Borruso – Cosa è e come funziona SCATbot, il bot Telegram per avere informazioni in tempo reale sui bus di Caltanissetta; slide

G. Ragusa, G. Pirrotta – FOIAPop: il punto su uno strumento che sta diventando realmente popolare; slide

G. Pirrotta, D. Taibi – Un’ontologia dell’Assemblea Regionale Siciliana: il web semantico a supporto del civic hacking; slide

Open Data Sicilia: riflessioni e obiettivi per il 2018 (e oltre).


ODSWinter17

FoiaPop.it…e adesso…chiediamo(li) tutti

Succede tutto in 6 mesi, da inizio Gennaio 2017.
Ci eravamo appena lasciati, rinforzati nell’entusiasmo dal raduno estivo di Castelbuono.

Decidiamo (Giuseppe Ragusa e Giovanni Pirrotta) di darci presto un appuntamento “virtuale” perché avevamo l’impressione che su alcuni dati si potesse lavorare insieme per produrre qualcosa di utile, ma entrambi non avevamo in alcun modo un’idea precisa.

Avevamo solo, con modalità e con obiettivi diversi, approfondito gli stessi temi e cioè: l’Indice delle Pubbliche Amministrazioni (IPA), i dati sui contratti pubblici dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), il Sistema Informativo delle operazioni degli enti pubblici (SIOPE).

Partiamo:

  • Uno scambio di idee (confuse);
  • Non demordiamo perché qualcosa ci dice che siamo sulla strada giusta;
  • Dobbiamo dimenticarci di “noi” piccoli e diventare per un po’ un grande “NOI”. Dobbiamo cioè ripartire dai bisogni del cittadino. Sta lì la risposta che cerchiamo.

Abbiamo deciso di “ascoltare” il più possibile. Giorni di “ascolto” ci fanno comprendere che:

  • Il diritto di accesso civico, sia semplice che generalizzato (FOIA), è per molti cittadini uno sconosciuto;
  • Chi ne conosce l’esistenza ha difficoltà a porre domande fondate e non opponibili dalla PA. Ci sarebbe bisogno di “dati da cui partire”;
  • Gli “eventi/manifestazioni/azioni amministrative” più importanti e che destano maggiore interesse all’interno di una PA sono quelle su cui ruotano i flussi monetari e cioè i pagamenti, gli incassi, gli appalti, etc. E, guarda caso, ci sono già disponibili dei dati aperti.

Ora le idee sono molto più chiare. Ma non è che siamo davvero sulla strada giusta?

Si inizia a mettere nero su bianco e mettiamo gli “open data” a sistema. Gli open data, uno strumento chiave di volta per aprire uno scrigno impolverato e incompreso sotto gli occhi di tutti. Un approccio nuovo, diverso, creativo, in grado di far emergere un potenziale finora inesplorato, di conciliare semplicità e facilità di utilizzo, per essere alla portata di tutti e fruibile senza libretto di istruzioni.

Nasce FoiaPop.it, il portale degli accessi civici data-driven (cioè guidato dall’uso dei dati). Una guida passo-passo alla compilazione online degli accessi civici semplici e generalizzati a partire dai flussi monetari delle Pubbliche Amministrazioni, dai contratti pubblici e dagli obblighi di pubblicazione imposti dal D. Lgs 33/2013.

Gli open data che ci “guidano” sono attualmente:

Con FoiaPop non dovrai fare altro che selezionare una pubblica amministrazione, visualizzarne i pagamenti, gli incassi e/o gli appalti, esplorare il patrimonio informativo fornito dagli open data, generare il documento/richiesta di accesso civico per chiedere un dettaglio, un approfondimento, una spiegazione, o dei dati, quindi firmare e inviare la richiesta alla pubblica amministrazione, anche via email o via Posta Elettronica Certificata.

Il nostro augurio è che FoiaPop.it possa realmente contribuire a diffondere in modo capillare la conoscenza e l’esercizio del diritto di accesso civico ai dati, ai documenti e alle informazioni delle Pubbliche Amministrazioni.

Su coraggio. Si può fare! 
Chiediamo(li) tutti!

#Palermo, linee guida comunali #opendata 2017, la tradizione continua in modalità partecipata

Il 4 maggio 2017 l’Amministrazione Comunale di Palermo, con la Deliberazione di Giunta n. 97, ha approvato la versione 2017 delle linee guida open data partecipate, quale continuazione di un percorso culturale cominciato nel 2013.

GLI ALBORI – la storia comunale degli open data di Palermo nasce nel 2013, quando 7 cittadini collaborano spontaneamente con il Comune costruendo la prima versione delle linee guida.  A seguito di un dialogo con l’Assessore alla Partecipazione, inviano la bozza di linee guida via email all’Amministrazione, la quale con Deliberazione di Giunta Municipale n. 252 del 13 dicembre 2013 le approva, facendole diventare strumento guida per l’organizzazione interna del processo di pubblicazione di dataset in formato aperto. Quei 7 cittadini sono Davide Taibi, Francesco Passantino, Gerlando Gibilaro, Andrea Borruso, Marco Alfano, Giulio di Chiara e Ciro Spataro (dipendente comunale).

OLTRE 3 ANNI DI OPEN DATA – nel periodo tra il dicembre 2013 e il maggio 2017 (3 anni e 4 mesi) l’Amministrazione comunale, nei suoi uffici e con il suo personale, intraprende un percorso di organizzazione e formazione, necessari alla pubblicazione dei dataset che ad oggi ammontano a 546 disponibili nel portale open data. L’aspetto più interessante non è la quantità di dataset oggi disponibili nel portale istituzionale, ma il processo “umano” di crescita che in questi oltre 3 anni ha portato diversi dirigenti e referenti open data a pubblicare dataset e a credere nell’importanza dei dati pubblici in formato aperto, rilasciati con licenze che ne permettono il riuso.

IL TEAM OPEN DATA E LE RIUNIONI PUBBLICHE – all’inizio del 2014 l’Amministrazione costituisce, come da linee guida, il Team open data, una strutturazione interna con responsabile open data, dirigenti e referenti negli uffici, quali soggetti chiave per l’individuazione e pubblicazione di dataset. Due volte all’anno si tiene la riunione del Team open data, un evento pubblico al quale possono partecipare soggetti della società civile, e nel quale si decidono le priorità di pubblicazione dei dati e i tematismi sui quali concentrare l’attenzione per i dataset da pubblicare. Durante queste interessanti riunioni, soggetti della community Opendatasicilia partecipano, da tempo, con interesse proponendo sempre iniziative e azioni volte al miglioramento della qualità dei dataset da pubblicare. Da notare l’interessante interazione, sempre propositiva, con la quale i partecipanti alla riunione si pongono nei confronti dei referenti e dirigenti comunali e la coesione che si viene a costruire tra interno (Comune) ed esterno (Società). I verbali di tutte le riunioni del Team sono disponibili per la consultazione nell’home page del portale open data.

L’ACCOMPAGNAMENTO FORMATIVO DEI REFERENTI – la struttura del Responsabile open data è affiancata da un tecnico (Ciro Spataro) per l’accompagnamento e la formazione base dei referenti negli uffici. Dal 2014 intrattengo un costante confronto con i referenti open data al fine di porli nella condizione di poter pubblicare dataset almeno in versione tabellare CSV (catalogati 3 stelle in una scala da 1 a 5). Ciò in quanto diversi uffici, non lavorando con applicativi gestionali creati ad hoc, fanno ricorso al pacchetto applicativo di Excel per custodire, gestire e archiviare dati di competenza. Mi avvalgo anche di un piccolo portale formativo allo scopo. Degli incontri effettuati con i referenti negli uffici tengo un report in costante aggiornamento che ritengo una sorta di memoria e che può aiutare a comprendere sia i problemi incontrati nella pubblicazione di dataset, sia i progressi raggiunti. E’ ovvio che la tendenza dell’Amministrazione, oltre all’uso di formati tabellari quali i CSV, deve essere rivolta soprattutto alla pubblicazione di dataset che sono direttamente derivabili dagli applicativi gestionali in uso negli uffici e in fase di sviluppo per il prossimo futuro (formati XML, Json, GeoJson,…).

LE NUOVE LINEE GUIDA COMUNALI OPEN DATA 2017 PARTECIPATE – con un comunicato stampa comunale del 25 gennaio 2017 viene annunciata la possibilità, per chiunque interessato, di partecipare online alla stesura delle nuove linee guida comunali. Questa nuova versione viene sentita come necessaria per via delle vigenti Linee guida nazionali open data dell’Agenzia per l’Italia Digitale versione 2016 e del vigente Profilo dei metadati DCAT_AP_IT (sempre a cura dell’AgID). Aderire, per Palermo, al profilo dei metadati DACT_AP_IT significa avere la possibilità di indicizzare i dataset palermitani nel catalogo nazionale dei dati (dati.gov.it) e in quello europeo (european data portal). La bozza di linee guida comunali open data 2017 rimane disponibile online per la partecipazione fino ad inizio aprile 2017.

Il 4 maggio la Giunta Municipale, raccogliendo le interazioni pervenute online, approva la nuova versione delle Linee Guida comunali open data versione 2017 partecipate, redatta dallo staff dell’Area Innovazione Tecnologica.

LE NOVITÀ’ DELLE LINEE GUIDA 2017 PARTECIPATE – sicuramente la partecipazione rappresenta il primo elemento di rilievo, che, allo stesso tempo, costituisce una continuazione culturale rispetto al processo passato di partecipazione dal basso, condotto nel 2013 da 7 cittadini che avevano “scritto” le linee guida open data per una grande città italiana.

Nella Deliberazione viene menzionata la community Opendatasicilia, quale soggetto molto attivo, presente agli incontri del Team open data e competente nell’ambito dei dati in formato aperto. Questa citazione attribuisce alla comunità siciliana un importante ruolo: soggetto sensibilizzatore, formatore, di stimolo, in ultima analisi un soggetto ritenuto dal Comune di Palermo valido per il percorso di miglioramento della politica open data.

Altro elemento di novità delle linee guida è il riferimento alla costruzione di API (Application Programming Interface) nella realizzazione delle nuove piattaforme digitali del P.O.N.  METRO di Palermo. La realizzazione di API permette a software di terze parti di interrogare in tempo reale i database comunali nei quali sono custoditi/gestiti i dati tematici, al fine di consentirne un ampio riuso creativo per infiniti scopi. 

Nella riunione del Team open data del 21 dicembre 2016 sono state fissate alcune scadenze operative, dal Responsabile open data comunale, che sono state riportate nella Deliberazione n. 97 del 4 maggio 2017.  Entro giugno 2017 il portale open data comunale di Palermo si renderà “conforme” al  Profilo dei metadati DCAT_AP_IT e sempre entro giugno 2017 ci sarà il traghettamento ad una nuova versione grafica del portale (mostrata all’opendataday 2017) a cura dello staff del Webmaster (al quale vanno ringraziamenti per il supporto e per gli input forniti durante questi anni per il miglioramento del processo di pubblicazione dei dataset).

LAST BUT NOT LEAST: CREDITS – la nuova versione di linee guida open data 2017 partecipate vede un paragrafo dedicato esclusivamente ai crediti. Un azione di “rispetto” e di “ringraziamento” nei confronti di chi individualmente ha contribuito, con la propria azione civica volontaria, a migliorare un pezzo di Amministrazione comunale.

I 7 cittadini palermitani sono ringraziati per la redazione della versione 2013 delle linee guida ed un ringraziamento specifico va a Davide Taibi del CNR Palermo (nonché membro di Opendatasicilia) per avere dedicato tempo e fornito un importante contributo professionale per la definizione operativa del profilo DCAT_AP_IT dei dati e metadati dei dataset nella nuova versione delle linee guida 2017 versione (appunto) “partecipate“.

Le linee guida open data 2017 versione partecipata DEL COMUNE DI PALERMO, appena approvate, sono RILASCIATE CON LICENZA CREATIVE COMMONS, BY (ATTRIBUZIONE), SA (CONDIVIDI ALLO STESSO MODO) E SONO disponibili in formato ODT a questo link.

Un altra piccola paginetta di storia sui dati pubblici è stata scritta a Palermo e Opendatasicilia c’entra.

OPENDATAFEST 2017, Caltanissetta 2-4 giugno 2017, #ODFest17

#ODFest17

Dal 2 al 4 giugno 2017 a Caltanissetta si terranno iniziative per conoscere il mondo dei dati e per stimolare la conoscenza aperta, incontrare persone che se ne interessano, condividere esperienze e costruire prototipi insieme. Quest’anno si tratta di un evento organizzato dalle comunità Open Data Sicilia e Spaghetti Open Data.

Un portale informativo è già stato redatto http://opendatafest.it/ e contiene le informazioni utili per coloro che intendono partecipare, non solo come uditori, ma anche come relatori.

Questa mappa illustra i siti dove si terranno gli eventi, i punti di riferimento del trasporto pubblico locale e i siti per il pernottamento.

Ecco alcuni alcuni temi che saranno approfonditi al raduno (ma non sono necessariamente solo questi):

  • pratiche e metodi di trasparenza;
  • i dati della amministrazione aperta;
  • la condivisione dei dati aperti e il loro riuso;
  • i dati aperti per comprendere meglio la realtà e come supporto alle decisioni;
  • fare impresa con i dati aperti (casi di business basati sugli Open Data);
  • l’impatto sulla società dei dati aperti;
  • il trattamento dei dati, l’analisi e la loro visualizzazione;
  • metadati, ontologie e approcci semantici;
  • raccontare il territorio a partire dai dati;
  • strumenti hardware e software per la raccolta e la condivisione di dati aperti.

I tre giorni avranno questa struttura:

  1. venerdì 2 giugno: la giornata è divisa in due parti:
    • mattina: terremo una conferenza in cui aggiornarci a vicenda sulle cose più importanti che sono successe nell’ultimo anno nel mondo degli Open Data;
    • pomeriggio: ci saranno delle sessioni parallele sui temi che arriveranno dalle proposte che faranno i partecipanti stessi, come per i BarCamp (per chi li conoscesse).
  2. sabato 3 giugno faremo un Civic Hackathon: produrremo insieme qualcosa di concreto. A differenza degli hackathon “normali”, il civic hackathon non si concentra solo sulla produzione di software, ma anche su analisi di leggi e normative o azioni di monitoraggio civico. Qualunque persona interessata al tema può esserne protagonista, anche se non sa programmare. Anche in questo caso, l’ambito e le possibili sfide da affrontare saranno frutto di quelle proposte che arriveranno dai partecipanti stessi;
  3. domenica 4 giugno faremo una giornata di formazione per la comunità. Sarà accessibile anche a principianti assoluti: il suo obiettivo è rendere tutti in grado di “fare delle cose con i dati” – una cosa molto pratica, insomma. Come per il sabato, anche in questo caso le proposte emergono direttamente dal basso.

E’ forse l’iniziativa civica sui dati aperti più interessante d’Italia del 2017, perché realizzata da persone che dentro o fuori le pubbliche amministrazioni sono accomunate dalla passione e consapevolezza dell’importanza della conoscenza condivisa.

Partecipa all’OPENDATAFEST 2017

Se partecipi puoi anche farlo sapere aggiornando la cover del tuo profilo Twitter o di Facebook:


(foto in alto di Lillo Miccichè)

Open data day 4 marzo 2017 a Palermo (u pitittu ci fazzu veniri)

(“u pitittu ci fazzu veniri” = “l’appetito gli faccio venire”, frase usata da una rete di venditori ambulanti di sfincione a Palermo per attirare l’attenzione dei passanti)

Il primo sabato di marzo è ormai come una ricorrenza sacra, si festeggia l’open data day in molte città del mondo http://opendataday.org/ e siamo contenti perchè ci incontriamo in tante persone appartenenti a mondi lavorativi e didattici diversi ma accomunati dai dati. E ovviamente Palermo non manca all’appello.

Andrea Borruso mi ha detto che potrei scrivere questo post perché è un evento che ho aspettato sin dallo scorso dicembre, da quando, prima di Natale, abbiamo fatto un incontro pubblico del Team Open Data comunale in compagnia di cittadini e appassionati di dati pubblici. E così in effetti è, mi piace l’open data day e mi ci sono appassionato da quando 4 anni fa per caso conobbi un po di persone con le quali ormai collaboro in maniera costante e felice, aumentando le mie competenze nell’ambito dei dati e del loro riuso.

Quest’anno per l’opendataday abbiamo il comune di Palermo, impegnato in un processo “culturale” di partecipazione e apertura dei dati, il Consorzio ARCA, un incubatore di imprese ormai diventato un’istituzione dell’innovazione a Palermo e OpendataSicilia, questa community di cittadini – e amici – che si divertono a creare esperimenti riusando dati, ma che hanno anche una grande abilità: essere propositivi nei confronti di pubbliche amministrazioni, scuole, e altre comunità che operano con i dati sul territorio nazionale.

Il menù del 4 marzo palermitano prevede:

  • antipasto di linee guida comunali Open Data 2017 in salsa partecipata
  • open data variegati della Polizia Municipale
  • vulnerabilità sismica degli edifici residenziali di Palermo in una mappa da open data
  • una spruzzatina di “A scuola di Opencoesione”
  • start up che usano i dati, per intenderci Smarteating
  • Università e Ricerca insieme per  iniziative e progetti in ambito open data
  • mappatura dei servizi accessibili nelle strutture ricettive
  • open data e Sanità
  • e per finire il dolce:  Web scraping per tutti, introduzione al tema e guida all’uso di alcune tecniche e strumenti

… un ni putemu lamintari st’annu, ….. u pitittu ci fazzu veniri !

Ah dimenticavo, ci vediamo il 4 marzo 2016 alle 9.30 al Consorzio ARCA in viale delle Scienze, edificio 16, Palermo.

Registratevi qui

#ODS16, 3 giorni di eventi a Messina per contaminarsi la cultura operativa degli open data

 

#ODS16 l’evento di 3 giorni

La comunità di opendatasicilia si è incontrata dal 2 al 4 Settembre 2016 a Messina, ospitata nella sede della facoltà di Scienze Cognitive della locale Università, con un programma di tre giornate di confronto, workshop formativi ad accesso gratuito e gruppi di sviluppo progettuale per lavorare sugli Open Data. Il sindaco del Comune di Messina ci ha accolti con piacere.

Un programma molto ricco di eventi sul mondo dei dati aperti a 360 gradi, con partecipanti provenienti da diverse parti d’Italia (guarda la mappa) e con una rappresentanza del portale europeo dei dati aperti www.europeandataportal.eu.

Cosa abbiamo fatto in 3 giorni

speaker

In questi 3 giorni di inizio settembre si è condivisa conoscenza, e contaminata cultura, su una ampia varietà di temi legati direttamente o anche indirettamente ai dati.

Sono stati illustrati i contenuti del portale europeo dei dati aperti con la presentazione di Wendy Carrara, che ha sensibilizzato i presenti sia in veste pubblica che di privati cittadini/associazioni a pubblicare dati con una chiara strategia, per gli uni, e ad utilizzare gli open data, per gli altri, al fine di creare servizi a valore aggiunto per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini nella società.

E’ stata illustrata l’iniziativa A Scuola di OpenCoesione che ha coinvolto decine di scuole in tutta Italia per la sensibilizzazione degli ambienti scolastici verso il mondo dei dati aperti e sono stati presentati i progetti di scuole che vogliono andare oltre costruendo laboratori open data in collaborazione con enti pubblici e community attive sui dati aperti.

Non poteva, ovviamente, mancare il FOIA (Freedom Of Information Act), l’Open Government, e la Trasparenza della Pubblica Amministrazione, tutti temi nazionali caldi sui quali si sono confrontati presenti e personaggi di rilievo nazionale. Con l’iniziativa  Siamo tutti “più” cittadini – ad esempio – si propongono implementazioni del nuovo statuto del comune di Palermo. Soprattutto si cerca di comprendere insieme l’apparato della Trasparenza vera e il rapporto con il  cittadino.

Si presenta il progetto SmartME, nato al fine di incoraggiare un dialogo con il comune per stimolare la creazione di nuovi ecosistemi virtuali basati sull’utilizzo del paradigma dell’Internet delle Cose (IoT).

Palermo illustra la realizzazione del piano d’incidentalità mediante sistema informativo territoriale della Polizia municipale di Palermo ed effettua analisi dettagliate e visualizzazione dei dati con il linguaggio “R”.

Sempre a Palermo la community di #OPENAMAT, iniziativa civica, apre un approccio nuovo alla risoluzione di vecchi problemi legati alla mobilità urbana dei trasporti pubblici di Palermo.

Con i dati si possono valorizzare i monumenti, quindi viene presentata l’iniziativa nazionale Wiki Loves Monuments che registra diverse pubbliche amministrazioni aderenti anche in Sicilia.

Nel campo della salute i dati sono anche molto utili, l’iniziativa civica del portale consalute.it: consapevolezza e salute con i dati socio-sanitari, illustra, tra l’altro, gli importanti dati di attesa ai Pronto Soccorso di alcuni importanti ospedali pubblici di Palermo, utile per chi deve scegliere l’Ospedale dove recarsi in emergenza.

Nell’ambito energia l’iniziativa OpenData ed Energia: opportunità per imprese e criticità dei dati presenta i dati sull’atlante solare ed eolico per la progettazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Nel campo della lotta alla criminalità organizzata, “come valutare l’antimafia? Ovviamente i  dati sono a supporto del progetto ConfiscatiBene” (slideslide).

Con un app già nota per le chat di gruppo, si costruiscono gli Albi Pop, è il caso di Telegram e di “AlboPOP: guarda un po’, l’albo pretorio va di moda“, e di Citybot un cruscotto digitale portatile per la città smart con tante info utili  in pochi click dallo smartphone.

Il giornalismo si nutre dei dati, oggi si chiama “Datajournalism”, dai dati ad un giornalismo analitico, i dati sono nei 18 giornali locali del gruppo editoriale l’Espresso / Finegil.

Dal Trentino arrivano gli input sul cambiamento delle pubbliche amministrazioni nelle economie e società guidate dai dati, una tendenza che si comincia a diffondere nei territori più virtuosi del mondo.

I bilanci comunali sono argomento sempre più caldo per la società e OpenBilanci realizza uno spaccato su Messina e la Sicilia a cura di OpenPolis.

Quando le regioni non hanno i portali open data, a farli ci pensano le community civiche: Non-Portale Open Data e dalla Sicilia si replica in Campania con laboratori per la costruzione di siti con dati pubblici unofficial.

Per chi ama il mondo delle mappe, dei dati georeferenziati e degli applicativi, l’evento messinese di 3 giorni ha portato una ventata di freschezza.

Le mappe interattive sono possibili in poche mosse e senza usare codice, è il caso di Carto.

Con Staview si ha la possibilità di visualizzare una piattaforma webGIS con i dati statistici (di ISTAT/INAIL/INPS/Ministero Interno/Veneto Lavoro/Arsel) su popolazione, lavoro, istruzione, sanità, assistenza, ambiente, energia, giustizia, sicurezza, servizi.

Con Leaflet – from Zero to Hero -si realizzano superlibrerie javascript per realizzare mappe interattive (esempi e repository).

In un evento sui dati aperti non poteva mancare il software open source per i dati geografici, con QGis si personalizzano senza limiti le mappe (Slide e materiali).

Fortunatamente oggi non c’è solo Google Maps, con Openstreetmap sono i cittadini ad arricchire i dati della mappa più bella del mondo. Ci provano i boyscout e i civic hacker con la Villa Romana di Patti, della serie le mappe le facciamo e le aggiorniamo noi cittadini.

Imparare dalle e con le macchine, machine learning: tecnologie e metodi per costruire un progetto, che casualmente ha a che fare con… 🙂  (demo e repository).

Immancabile una sessione su Statistica e i Geodati per comprendere fenomeni  nella geografia.

I dati servono per fare monitoraggio, allora Monitoraggio asincrono come se fosse Antani.

Un linguaggio software “R” per fare un focus sui dati delle API di ARPA Sicilia.

Anche la curia si avvicina agli open data per comunicare ai suoi fedeli, il caso dell’Arcidiocesi di Catania.

Quando diversi dataset si mettono in collegamento, è il caso dei Linked Open Data, e semantica del web (materiali e slide – Slide Intro LOD – materiali e slide)

Dal satellite si possono scaricare dati geografici per il riuso: i dati Copernicus.

A fine della seconda giornata davanti ad un aperitivo sulla costa di Messina è stato presentato il libro Architettura della Comunicazione.

Il terzo giorno è stato lanciato il contest Opendatagiustizia.it (Conoscere la giustizia attraverso i dati, per migliorare il Paese) promosso da COGruppo in collaborazione con Associazione Ondata (slide).

In conclusione è successo che

In 3 giorni persone con competenze tecnologiche e digitali diverse, di diversa età, sesso e orientamento politico, appartenenti ad associazioni private e ad enti pubblici, provenienti da diverse parti d’Italia si sono incontrate con questi obiettivi:

  • condividere conoscenza sull’uso dei dati, contaminandosi a vicenda
  • imparare gli uni dagli altri, facendo domande e mostrando curiosità su cosa fa l’altro
  • cercare di creare reti territoriali tra associazioni ed enti pubblici per la realizzazione di progetti specifici attraverso l’uso dei dati
  • creare servizi digitali ad alto valore culturale e sociale per la collettività
  • assaggiare le prelibatezze Messinesi: street food e granite 🙂
  • contribuire a migliorare la politica di trasparenza delle locali pubbliche amministrazioni, stimolando, ad esempio, il ricorso all’accesso civico
  • far conoscere servizi utili già realizzati attraverso il riutilizzo dei dati, ma che a volte restano confinati ad un livello molto locale perchè non adeguatamente pubblicizzati
  • dimostrare come il mondo dei dati geografici adeguatamente pubblicato online possa migliorare le scelte di vita quotidiana delle persone
  • stimolare i cittadini a valorizzare il proprio patrimonio culturale e monumentale attraverso la sensibilizzazione degli enti pubblici che autorizzano i cittadini a fotografare per contest nazionali e rilasciare le foto con licenze aperte
  • coinvolgere la scuola superiore italiana per sensibilizzare i ragazzi alla cultura del dato come leva per una nuova consapevolezza ed una nuova economia.
  • ….

Tutto questo è successo grazie ad ognuno dei partecipanti che si è immerso in una dimensione di campus culturale, dove il #dato è stato corteggiato senza limiti e per le più svariate finalità.

Opendatasicilia non è una community di soli siciliani, è una community che parte da quei siciliani che vogliono realizzare sogni, progetti e azioni sui dati insieme a individui di ogni parte d’Italia, ed è per questo motivo che riesce bene, già  al secondo anno di eventi, ad essere modello e punto di riferimento per l’aggregazione sociale e culturale senza confini.

Un sentito grazie a tutti i presenti per l’atmosfera creata e per le contaminazioni culturali generate.

Lo storytelling su Twitter

Gli eventi della 3 giorni di opendatasicilia sono stati memorizzati su un flusso di tweet e foto disponibili al link.

E una mini rassegna stampa sull’evento.