#Palermo, linee guida comunali #opendata 2017, la tradizione continua in modalità partecipata

Il 4 maggio 2017 l’Amministrazione Comunale di Palermo, con la Deliberazione di Giunta n. 97, ha approvato la versione 2017 delle linee guida open data partecipate, quale continuazione di un percorso culturale cominciato nel 2013.

GLI ALBORI – la storia comunale degli open data di Palermo nasce nel 2013, quando 7 cittadini collaborano spontaneamente con il Comune costruendo la prima versione delle linee guida.  A seguito di un dialogo con l’Assessore alla Partecipazione, inviano la bozza di linee guida via email all’Amministrazione, la quale con Deliberazione di Giunta Municipale n. 252 del 13 dicembre 2013 le approva, facendole diventare strumento guida per l’organizzazione interna del processo di pubblicazione di dataset in formato aperto. Quei 7 cittadini sono Davide Taibi, Francesco Passantino, Gerlando Gibilaro, Andrea Borruso, Marco Alfano, Giulio di Chiara e Ciro Spataro (dipendente comunale).

OLTRE 3 ANNI DI OPEN DATA – nel periodo tra il dicembre 2013 e il maggio 2017 (3 anni e 4 mesi) l’Amministrazione comunale, nei suoi uffici e con il suo personale, intraprende un percorso di organizzazione e formazione, necessari alla pubblicazione dei dataset che ad oggi ammontano a 546 disponibili nel portale open data. L’aspetto più interessante non è la quantità di dataset oggi disponibili nel portale istituzionale, ma il processo “umano” di crescita che in questi oltre 3 anni ha portato diversi dirigenti e referenti open data a pubblicare dataset e a credere nell’importanza dei dati pubblici in formato aperto, rilasciati con licenze che ne permettono il riuso.

IL TEAM OPEN DATA E LE RIUNIONI PUBBLICHE – all’inizio del 2014 l’Amministrazione costituisce, come da linee guida, il Team open data, una strutturazione interna con responsabile open data, dirigenti e referenti negli uffici, quali soggetti chiave per l’individuazione e pubblicazione di dataset. Due volte all’anno si tiene la riunione del Team open data, un evento pubblico al quale possono partecipare soggetti della società civile, e nel quale si decidono le priorità di pubblicazione dei dati e i tematismi sui quali concentrare l’attenzione per i dataset da pubblicare. Durante queste interessanti riunioni, soggetti della community Opendatasicilia partecipano, da tempo, con interesse proponendo sempre iniziative e azioni volte al miglioramento della qualità dei dataset da pubblicare. Da notare l’interessante interazione, sempre propositiva, con la quale i partecipanti alla riunione si pongono nei confronti dei referenti e dirigenti comunali e la coesione che si viene a costruire tra interno (Comune) ed esterno (Società). I verbali di tutte le riunioni del Team sono disponibili per la consultazione nell’home page del portale open data.

L’ACCOMPAGNAMENTO FORMATIVO DEI REFERENTI – la struttura del Responsabile open data è affiancata da un tecnico (Ciro Spataro) per l’accompagnamento e la formazione base dei referenti negli uffici. Dal 2014 intrattengo un costante confronto con i referenti open data al fine di porli nella condizione di poter pubblicare dataset almeno in versione tabellare CSV (catalogati 3 stelle in una scala da 1 a 5). Ciò in quanto diversi uffici, non lavorando con applicativi gestionali creati ad hoc, fanno ricorso al pacchetto applicativo di Excel per custodire, gestire e archiviare dati di competenza. Mi avvalgo anche di un piccolo portale formativo allo scopo. Degli incontri effettuati con i referenti negli uffici tengo un report in costante aggiornamento che ritengo una sorta di memoria e che può aiutare a comprendere sia i problemi incontrati nella pubblicazione di dataset, sia i progressi raggiunti. E’ ovvio che la tendenza dell’Amministrazione, oltre all’uso di formati tabellari quali i CSV, deve essere rivolta soprattutto alla pubblicazione di dataset che sono direttamente derivabili dagli applicativi gestionali in uso negli uffici e in fase di sviluppo per il prossimo futuro (formati XML, Json, GeoJson,…).

LE NUOVE LINEE GUIDA COMUNALI OPEN DATA 2017 PARTECIPATE – con un comunicato stampa comunale del 25 gennaio 2017 viene annunciata la possibilità, per chiunque interessato, di partecipare online alla stesura delle nuove linee guida comunali. Questa nuova versione viene sentita come necessaria per via delle vigenti Linee guida nazionali open data dell’Agenzia per l’Italia Digitale versione 2016 e del vigente Profilo dei metadati DCAT_AP_IT (sempre a cura dell’AgID). Aderire, per Palermo, al profilo dei metadati DACT_AP_IT significa avere la possibilità di indicizzare i dataset palermitani nel catalogo nazionale dei dati (dati.gov.it) e in quello europeo (european data portal). La bozza di linee guida comunali open data 2017 rimane disponibile online per la partecipazione fino ad inizio aprile 2017.

Il 4 maggio la Giunta Municipale, raccogliendo le interazioni pervenute online, approva la nuova versione delle Linee Guida comunali open data versione 2017 partecipate, redatta dallo staff dell’Area Innovazione Tecnologica.

LE NOVITÀ’ DELLE LINEE GUIDA 2017 PARTECIPATE – sicuramente la partecipazione rappresenta il primo elemento di rilievo, che, allo stesso tempo, costituisce una continuazione culturale rispetto al processo passato di partecipazione dal basso, condotto nel 2013 da 7 cittadini che avevano “scritto” le linee guida open data per una grande città italiana.

Nella Deliberazione viene menzionata la community Opendatasicilia, quale soggetto molto attivo, presente agli incontri del Team open data e competente nell’ambito dei dati in formato aperto. Questa citazione attribuisce alla comunità siciliana un importante ruolo: soggetto sensibilizzatore, formatore, di stimolo, in ultima analisi un soggetto ritenuto dal Comune di Palermo valido per il percorso di miglioramento della politica open data.

Altro elemento di novità delle linee guida è il riferimento alla costruzione di API (Application Programming Interface) nella realizzazione delle nuove piattaforme digitali del P.O.N.  METRO di Palermo. La realizzazione di API permette a software di terze parti di interrogare in tempo reale i database comunali nei quali sono custoditi/gestiti i dati tematici, al fine di consentirne un ampio riuso creativo per infiniti scopi. 

Nella riunione del Team open data del 21 dicembre 2016 sono state fissate alcune scadenze operative, dal Responsabile open data comunale, che sono state riportate nella Deliberazione n. 97 del 4 maggio 2017.  Entro giugno 2017 il portale open data comunale di Palermo si renderà “conforme” al  Profilo dei metadati DCAT_AP_IT e sempre entro giugno 2017 ci sarà il traghettamento ad una nuova versione grafica del portale (mostrata all’opendataday 2017) a cura dello staff del Webmaster (al quale vanno ringraziamenti per il supporto e per gli input forniti durante questi anni per il miglioramento del processo di pubblicazione dei dataset).

LAST BUT NOT LEAST: CREDITS – la nuova versione di linee guida open data 2017 partecipate vede un paragrafo dedicato esclusivamente ai crediti. Un azione di “rispetto” e di “ringraziamento” nei confronti di chi individualmente ha contribuito, con la propria azione civica volontaria, a migliorare un pezzo di Amministrazione comunale.

I 7 cittadini palermitani sono ringraziati per la redazione della versione 2013 delle linee guida ed un ringraziamento specifico va a Davide Taibi del CNR Palermo (nonché membro di Opendatasicilia) per avere dedicato tempo e fornito un importante contributo professionale per la definizione operativa del profilo DCAT_AP_IT dei dati e metadati dei dataset nella nuova versione delle linee guida 2017 versione (appunto) “partecipate“.

Le linee guida open data 2017 versione partecipata DEL COMUNE DI PALERMO, appena approvate, sono RILASCIATE CON LICENZA CREATIVE COMMONS, BY (ATTRIBUZIONE), SA (CONDIVIDI ALLO STESSO MODO) E SONO disponibili in formato ODT a questo link.

Un altra piccola paginetta di storia sui dati pubblici è stata scritta a Palermo e Opendatasicilia c’entra.

OPENDATAFEST 2017, Caltanissetta 2-4 giugno 2017, #ODFest17

#ODFest17

Dal 2 al 4 giugno 2017 a Caltanissetta si terranno iniziative per conoscere il mondo dei dati e per stimolare la conoscenza aperta, incontrare persone che se ne interessano, condividere esperienze e costruire prototipi insieme. Quest’anno si tratta di un evento organizzato dalle comunità Open Data Sicilia e Spaghetti Open Data.

Un portale informativo è già stato redatto http://opendatafest.it/ e contiene le informazioni utili per coloro che intendono partecipare, non solo come uditori, ma anche come relatori.

Questa mappa illustra i siti dove si terranno gli eventi, i punti di riferimento del trasporto pubblico locale e i siti per il pernottamento.

Ecco alcuni alcuni temi che saranno approfonditi al raduno (ma non sono necessariamente solo questi):

  • pratiche e metodi di trasparenza;
  • i dati della amministrazione aperta;
  • la condivisione dei dati aperti e il loro riuso;
  • i dati aperti per comprendere meglio la realtà e come supporto alle decisioni;
  • fare impresa con i dati aperti (casi di business basati sugli Open Data);
  • l’impatto sulla società dei dati aperti;
  • il trattamento dei dati, l’analisi e la loro visualizzazione;
  • metadati, ontologie e approcci semantici;
  • raccontare il territorio a partire dai dati;
  • strumenti hardware e software per la raccolta e la condivisione di dati aperti.

I tre giorni avranno questa struttura:

  1. venerdì 2 giugno: la giornata è divisa in due parti:
    • mattina: terremo una conferenza in cui aggiornarci a vicenda sulle cose più importanti che sono successe nell’ultimo anno nel mondo degli Open Data;
    • pomeriggio: ci saranno delle sessioni parallele sui temi che arriveranno dalle proposte che faranno i partecipanti stessi, come per i BarCamp (per chi li conoscesse).
  2. sabato 3 giugno faremo un Civic Hackathon: produrremo insieme qualcosa di concreto. A differenza degli hackathon “normali”, il civic hackathon non si concentra solo sulla produzione di software, ma anche su analisi di leggi e normative o azioni di monitoraggio civico. Qualunque persona interessata al tema può esserne protagonista, anche se non sa programmare. Anche in questo caso, l’ambito e le possibili sfide da affrontare saranno frutto di quelle proposte che arriveranno dai partecipanti stessi;
  3. domenica 4 giugno faremo una giornata di formazione per la comunità. Sarà accessibile anche a principianti assoluti: il suo obiettivo è rendere tutti in grado di “fare delle cose con i dati” – una cosa molto pratica, insomma. Come per il sabato, anche in questo caso le proposte emergono direttamente dal basso.

E’ forse l’iniziativa civica sui dati aperti più interessante d’Italia del 2017, perché realizzata da persone che dentro o fuori le pubbliche amministrazioni sono accomunate dalla passione e consapevolezza dell’importanza della conoscenza condivisa.

Partecipa all’OPENDATAFEST 2017

Se partecipi puoi anche farlo sapere aggiornando la cover del tuo profilo Twitter o di Facebook:


(foto in alto di Lillo Miccichè)

Open data day 4 marzo 2017 a Palermo (u pitittu ci fazzu veniri)

(“u pitittu ci fazzu veniri” = “l’appetito gli faccio venire”, frase usata da una rete di venditori ambulanti di sfincione a Palermo per attirare l’attenzione dei passanti)

Il primo sabato di marzo è ormai come una ricorrenza sacra, si festeggia l’open data day in molte città del mondo http://opendataday.org/ e siamo contenti perchè ci incontriamo in tante persone appartenenti a mondi lavorativi e didattici diversi ma accomunati dai dati. E ovviamente Palermo non manca all’appello.

Andrea Borruso mi ha detto che potrei scrivere questo post perché è un evento che ho aspettato sin dallo scorso dicembre, da quando, prima di Natale, abbiamo fatto un incontro pubblico del Team Open Data comunale in compagnia di cittadini e appassionati di dati pubblici. E così in effetti è, mi piace l’open data day e mi ci sono appassionato da quando 4 anni fa per caso conobbi un po di persone con le quali ormai collaboro in maniera costante e felice, aumentando le mie competenze nell’ambito dei dati e del loro riuso.

Quest’anno per l’opendataday abbiamo il comune di Palermo, impegnato in un processo “culturale” di partecipazione e apertura dei dati, il Consorzio ARCA, un incubatore di imprese ormai diventato un’istituzione dell’innovazione a Palermo e OpendataSicilia, questa community di cittadini – e amici – che si divertono a creare esperimenti riusando dati, ma che hanno anche una grande abilità: essere propositivi nei confronti di pubbliche amministrazioni, scuole, e altre comunità che operano con i dati sul territorio nazionale.

Il menù del 4 marzo palermitano prevede:

  • antipasto di linee guida comunali Open Data 2017 in salsa partecipata
  • open data variegati della Polizia Municipale
  • vulnerabilità sismica degli edifici residenziali di Palermo in una mappa da open data
  • una spruzzatina di “A scuola di Opencoesione”
  • start up che usano i dati, per intenderci Smarteating
  • Università e Ricerca insieme per  iniziative e progetti in ambito open data
  • mappatura dei servizi accessibili nelle strutture ricettive
  • open data e Sanità
  • e per finire il dolce:  Web scraping per tutti, introduzione al tema e guida all’uso di alcune tecniche e strumenti

… un ni putemu lamintari st’annu, ….. u pitittu ci fazzu veniri !

Ah dimenticavo, ci vediamo il 4 marzo 2016 alle 9.30 al Consorzio ARCA in viale delle Scienze, edificio 16, Palermo.

Registratevi qui

#ODS16, 3 giorni di eventi a Messina per contaminarsi la cultura operativa degli open data

 

#ODS16 l’evento di 3 giorni

La comunità di opendatasicilia si è incontrata dal 2 al 4 Settembre 2016 a Messina, ospitata nella sede della facoltà di Scienze Cognitive della locale Università, con un programma di tre giornate di confronto, workshop formativi ad accesso gratuito e gruppi di sviluppo progettuale per lavorare sugli Open Data. Il sindaco del Comune di Messina ci ha accolti con piacere.

Un programma molto ricco di eventi sul mondo dei dati aperti a 360 gradi, con partecipanti provenienti da diverse parti d’Italia (guarda la mappa) e con una rappresentanza del portale europeo dei dati aperti www.europeandataportal.eu.

Cosa abbiamo fatto in 3 giorni

speaker

In questi 3 giorni di inizio settembre si è condivisa conoscenza, e contaminata cultura, su una ampia varietà di temi legati direttamente o anche indirettamente ai dati.

Sono stati illustrati i contenuti del portale europeo dei dati aperti con la presentazione di Wendy Carrara, che ha sensibilizzato i presenti sia in veste pubblica che di privati cittadini/associazioni a pubblicare dati con una chiara strategia, per gli uni, e ad utilizzare gli open data, per gli altri, al fine di creare servizi a valore aggiunto per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini nella società.

E’ stata illustrata l’iniziativa A Scuola di OpenCoesione che ha coinvolto decine di scuole in tutta Italia per la sensibilizzazione degli ambienti scolastici verso il mondo dei dati aperti e sono stati presentati i progetti di scuole che vogliono andare oltre costruendo laboratori open data in collaborazione con enti pubblici e community attive sui dati aperti.

Non poteva, ovviamente, mancare il FOIA (Freedom Of Information Act), l’Open Government, e la Trasparenza della Pubblica Amministrazione, tutti temi nazionali caldi sui quali si sono confrontati presenti e personaggi di rilievo nazionale. Con l’iniziativa  Siamo tutti “più” cittadini – ad esempio – si propongono implementazioni del nuovo statuto del comune di Palermo. Soprattutto si cerca di comprendere insieme l’apparato della Trasparenza vera e il rapporto con il  cittadino.

Si presenta il progetto SmartME, nato al fine di incoraggiare un dialogo con il comune per stimolare la creazione di nuovi ecosistemi virtuali basati sull’utilizzo del paradigma dell’Internet delle Cose (IoT).

Palermo illustra la realizzazione del piano d’incidentalità mediante sistema informativo territoriale della Polizia municipale di Palermo ed effettua analisi dettagliate e visualizzazione dei dati con il linguaggio “R”.

Sempre a Palermo la community di #OPENAMAT, iniziativa civica, apre un approccio nuovo alla risoluzione di vecchi problemi legati alla mobilità urbana dei trasporti pubblici di Palermo.

Con i dati si possono valorizzare i monumenti, quindi viene presentata l’iniziativa nazionale Wiki Loves Monuments che registra diverse pubbliche amministrazioni aderenti anche in Sicilia.

Nel campo della salute i dati sono anche molto utili, l’iniziativa civica del portale consalute.it: consapevolezza e salute con i dati socio-sanitari, illustra, tra l’altro, gli importanti dati di attesa ai Pronto Soccorso di alcuni importanti ospedali pubblici di Palermo, utile per chi deve scegliere l’Ospedale dove recarsi in emergenza.

Nell’ambito energia l’iniziativa OpenData ed Energia: opportunità per imprese e criticità dei dati presenta i dati sull’atlante solare ed eolico per la progettazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Nel campo della lotta alla criminalità organizzata, “come valutare l’antimafia? Ovviamente i  dati sono a supporto del progetto ConfiscatiBene” (slideslide).

Con un app già nota per le chat di gruppo, si costruiscono gli Albi Pop, è il caso di Telegram e di “AlboPOP: guarda un po’, l’albo pretorio va di moda“, e di Citybot un cruscotto digitale portatile per la città smart con tante info utili  in pochi click dallo smartphone.

Il giornalismo si nutre dei dati, oggi si chiama “Datajournalism”, dai dati ad un giornalismo analitico, i dati sono nei 18 giornali locali del gruppo editoriale l’Espresso / Finegil.

Dal Trentino arrivano gli input sul cambiamento delle pubbliche amministrazioni nelle economie e società guidate dai dati, una tendenza che si comincia a diffondere nei territori più virtuosi del mondo.

I bilanci comunali sono argomento sempre più caldo per la società e OpenBilanci realizza uno spaccato su Messina e la Sicilia a cura di OpenPolis.

Quando le regioni non hanno i portali open data, a farli ci pensano le community civiche: Non-Portale Open Data e dalla Sicilia si replica in Campania con laboratori per la costruzione di siti con dati pubblici unofficial.

Per chi ama il mondo delle mappe, dei dati georeferenziati e degli applicativi, l’evento messinese di 3 giorni ha portato una ventata di freschezza.

Le mappe interattive sono possibili in poche mosse e senza usare codice, è il caso di Carto.

Con Staview si ha la possibilità di visualizzare una piattaforma webGIS con i dati statistici (di ISTAT/INAIL/INPS/Ministero Interno/Veneto Lavoro/Arsel) su popolazione, lavoro, istruzione, sanità, assistenza, ambiente, energia, giustizia, sicurezza, servizi.

Con Leaflet – from Zero to Hero -si realizzano superlibrerie javascript per realizzare mappe interattive (esempi e repository).

In un evento sui dati aperti non poteva mancare il software open source per i dati geografici, con QGis si personalizzano senza limiti le mappe (Slide e materiali).

Fortunatamente oggi non c’è solo Google Maps, con Openstreetmap sono i cittadini ad arricchire i dati della mappa più bella del mondo. Ci provano i boyscout e i civic hacker con la Villa Romana di Patti, della serie le mappe le facciamo e le aggiorniamo noi cittadini.

Imparare dalle e con le macchine, machine learning: tecnologie e metodi per costruire un progetto, che casualmente ha a che fare con… 🙂  (demo e repository).

Immancabile una sessione su Statistica e i Geodati per comprendere fenomeni  nella geografia.

I dati servono per fare monitoraggio, allora Monitoraggio asincrono come se fosse Antani.

Un linguaggio software “R” per fare un focus sui dati delle API di ARPA Sicilia.

Anche la curia si avvicina agli open data per comunicare ai suoi fedeli, il caso dell’Arcidiocesi di Catania.

Quando diversi dataset si mettono in collegamento, è il caso dei Linked Open Data, e semantica del web (materiali e slide – Slide Intro LOD – materiali e slide)

Dal satellite si possono scaricare dati geografici per il riuso: i dati Copernicus.

A fine della seconda giornata davanti ad un aperitivo sulla costa di Messina è stato presentato il libro Architettura della Comunicazione.

Il terzo giorno è stato lanciato il contest Opendatagiustizia.it (Conoscere la giustizia attraverso i dati, per migliorare il Paese) promosso da COGruppo in collaborazione con Associazione Ondata (slide).

In conclusione è successo che

In 3 giorni persone con competenze tecnologiche e digitali diverse, di diversa età, sesso e orientamento politico, appartenenti ad associazioni private e ad enti pubblici, provenienti da diverse parti d’Italia si sono incontrate con questi obiettivi:

  • condividere conoscenza sull’uso dei dati, contaminandosi a vicenda
  • imparare gli uni dagli altri, facendo domande e mostrando curiosità su cosa fa l’altro
  • cercare di creare reti territoriali tra associazioni ed enti pubblici per la realizzazione di progetti specifici attraverso l’uso dei dati
  • creare servizi digitali ad alto valore culturale e sociale per la collettività
  • assaggiare le prelibatezze Messinesi: street food e granite 🙂
  • contribuire a migliorare la politica di trasparenza delle locali pubbliche amministrazioni, stimolando, ad esempio, il ricorso all’accesso civico
  • far conoscere servizi utili già realizzati attraverso il riutilizzo dei dati, ma che a volte restano confinati ad un livello molto locale perchè non adeguatamente pubblicizzati
  • dimostrare come il mondo dei dati geografici adeguatamente pubblicato online possa migliorare le scelte di vita quotidiana delle persone
  • stimolare i cittadini a valorizzare il proprio patrimonio culturale e monumentale attraverso la sensibilizzazione degli enti pubblici che autorizzano i cittadini a fotografare per contest nazionali e rilasciare le foto con licenze aperte
  • coinvolgere la scuola superiore italiana per sensibilizzare i ragazzi alla cultura del dato come leva per una nuova consapevolezza ed una nuova economia.
  • ….

Tutto questo è successo grazie ad ognuno dei partecipanti che si è immerso in una dimensione di campus culturale, dove il #dato è stato corteggiato senza limiti e per le più svariate finalità.

Opendatasicilia non è una community di soli siciliani, è una community che parte da quei siciliani che vogliono realizzare sogni, progetti e azioni sui dati insieme a individui di ogni parte d’Italia, ed è per questo motivo che riesce bene, già  al secondo anno di eventi, ad essere modello e punto di riferimento per l’aggregazione sociale e culturale senza confini.

Un sentito grazie a tutti i presenti per l’atmosfera creata e per le contaminazioni culturali generate.

Lo storytelling su Twitter

Gli eventi della 3 giorni di opendatasicilia sono stati memorizzati su un flusso di tweet e foto disponibili al link.

E una mini rassegna stampa sull’evento.

Aperitivo POP a Catania: il Racconto

Il 5 Aprile 2016, di fronte all’associazione Chilometro Zero a Catania, attorno alle 19 inizia a raggrupparsi un piccolo nugolo di persone che discutono animatamente di svariati temi. Io in particolare ero coinvolto in una discussione sulla rinegoziazione del debito del comune di Catania. Discussioni amene, insomma. Questo assembramento era stato richiamato li dall’occorrere del primo Aperitivo POP della città . 

Per chi non lo sapesse l’Aperitivo POP è una occasione informale per presentare e discutere del progetto Albo POP. E questo è stato anche stavolta. Erano presenti per l’evento circa 13 persone, oltre ai ragazzi di Chilometro Zero e ad altri avventori. Molte facce nuove e molti amici che già da un po avevano iniziato ad avvicinarsi e ad apprezzare il lavoro del movimento Open Data.

Come di consueto, ho iniziato la mia presentazione richiamando il motto della Open Knowledge Foundation, parlando poi di Hacking e di Open Data. Questo evento ricade infatti tra quelli organizzati dall’opendatahacklab, un progetto nato da una collaborazione tra Open Data Sicilia e Hackspace Catania, al quale si unisce poco dopo l’Università di Catania.  Già in questa fase iniziale l’interazione è stata intensa, ad esempio abbiamo parlato dei limiti nella liberazione dei dati (in particolare quelli imposti dal segreto di stato) o delle licenze Creative Commons. E si è fatta ancora più intensa e più fitta introducendo e mostrando le funzionalità abilitate dagli Albi POP. Nella discussione, in particolare riguardo alle normative e agli aspetti legali, sono stato coadiuvato dal prezioso Nazzareno Prinzivalli, col quale abbiamo discusso tra le altre cose degli obblighi di trasparenza delle Pubbliche Amministrazioni e dell’ormai famigerato diritto all’oblio.

Il progetto albo pop mi ha dato l’occasione di spiegare con un esempio concreto il concetto di machine-readability, mostrando come l’operazione di tradurre le pagine web degli albi pretori in un formato aperto e machine-readable (RSS in questo caso) abiliti in maniera semplice molte funzionalità estremamente comode quali ad esempio la ricerca, le notifiche e la creazione di filtri. Ho quindi mostrato gli albi della cui realizzazione mi sono occupato personalmente, ossia quelli dell’Università e del Comune di Catania. Usando il mio feed-reader (thunderbird), ho mostrato i filtri che ho abilitato e alcuni casi reali di informazioni preziose che questi mi hanno permesso di intercettare.

Infine, ho lanciato la campagna di tesseramento di Hackspace Catania denominata #velofacciopagare, che prevede per tutti coloro i quali si iscrivano entro un mese ad Hackspace Catania abbiano la possibilità di indicare una Pubblica Amministrazione della quale realizzare l’albo POP. Risultato insperato, già due nuovi tesserati hackspace quella sera stessa!

Albo Pop dell’Università di Catania

L’Albo Ufficiale di Ateneo è il canale attraverso il quale le università notificano tutti gli atti ufficiali, tra cui ad esempio bandi e contratti, esiti di gare e concorsi, definizione di commissioni, etc. Tali albi sono a tutti gli effetti gli Albi Pretori delle università.

L’albo ufficiale dell’Università di Catania è disponibile all’indirizzo http://ws1.unict.it/albo/ . La stessa università fornisce un feed RSS dei bandi in scadenza, le cui informazioni sono ovviamente un sottoinsieme di quelle presenti nell’albo di ateneo.

A partire dall’albo ufficiale, ho realizzato un Albo POP. Per prima cosa ho realizzato un convertitore in PHP per tradurre la pagina e l’albo ufficiale in un Feed RSS. L’intero codice del convertitore è rilasciato in Open Source con licenza LGPL e come tale si presta ad essere diffuso e riutilizzato da chiunque. Tale convertitore è stato poi montato su un server online, con gentile supporto di Andrea Borruso, rendendo quindi disponibile il feed RSS su web. Il feed è stato reso disponibile, grazie all’aiuto di Giuseppe Bilotta, sul canale IRC del Dipartimento di Matematica ed Informatica. Infine, usando IFTTT gli avvisi dell’albo sono stati resi disponibili su Telegram.
Maggiori dettagli sulla realizzazione e sui canali di questo albo POP sono disponibili sulla Albo Pop dell’Università degli Studi di Catania.

Perché ho deciso di realizzare l’albo Pop della mia università? Innanzitutto perché mi serviva: sono in attesa di un concorso per una supplenza che dovrebbe essere bandito a breve mi fa molto comodo quindi avere gli avvisi dell’albo sul cellulare.

Ma forse c’è una motivazione più profonda che mi ha mosso, che probabilmente muove anche gli autori e i promotori degli altri albi POP: non ritenevo corretto che chi non ha amici (come io invece ho, in molti casi) che lo avvertono quando viene bandito un concorso che potrebbe essere di proprio interesse debba restare escluso.

Sia chiaro che non credo nella mitologia contemporanea sulla meritocrazia, che anzi secondo me ha solo la funzione di istupidirci e incattivirci. Ma se abbiamo deciso di giocare a questo gioco dobbiamo farlo fino in fondo, e soprattutto a carte scoperte. Per cui, titolari di stazioni appaltanti e enti che bandiscono concorsi e simili sappiate che da oggi si cambia musica: se volete affidare incarichi e forniture direttamente a persone di cui vi fidate, dovrete farlo e dirlo esplicitamente e assumervene le conseguenze. Altrimenti, ci sono gli albi POP.

 

NOTA: se vuoi discutere dal vivo degli albi pop e di questo in particolare, unisciti al primo Aperitivo POP Catanese che si terrà Martedì 5 Aprile 2016 presso Chilometro Zero in Via Grotte Bianche 56.

Albo POP in soccorso di Open PON Metro

Era il Giugno del 2015 quando, grazie all’articolo PON Metro: politiche d’innovazione e di coesione territoriale di Ciccio Mannino l’attenzione di molti di noi si focalizzò sul fantomatico ma molto promettente PON Metro, parte della programmazione di Horizon 2020. Il PON Metro è dedicato alle Città Metropolitane (Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria, Cagliari, Catania, Messina e Palermo) ed ha lo scopo di “individuare e implementare soluzioni alle criticità che accomunano tutte le suddette aree metropolitane, nel perseguimento della strategia dell’Unione Europea per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e al raggiungimento della coesione economica, sociale e territoriale”.

Ma la cosa più interessante è il budget: 588.075.000 euro.

Nasce così l’iniziativa Open PON Metro, alla quale aderiscono svariate personalità del movimento open data da tutta Italia, con i seguenti obiettivi:

  • garantire l’accesso alla più ampia platea possibile ai bandi e alle call che insistono su questa linea di finanziamento;
  • rendere pubblici e possibilmente condivisi i processi di elaborazione di proposte progettuali, bandi pubblici e capitolati di gara;
  • monitorare l’implementazione dei progetti una volta finanziati.

Apparentemente l’iniziativa si arena di fronte ad un muro di gomma che non permette di recuperare informazioni di prima mano, al punto che anche i provvedimenti della commissione europea in merito all’approvazione del progetto sono introvabili.

Qualche mese fa, in maniera indipendente, si sviluppa il bellissimo e, a mio avviso, dirompente progetto Albo POP per fornire strumenti che facilitino la fruizione degli albi pretori della pubblica amministrazione. L’aspetto determinante in questa vicenda è che l’implementazione dell’albo pop per una pubblica amministrazione permette di ricevere avvisi sul proprio PC e cellulare ogni volta che viene pubblicato un nuovo avviso sull’albo pretorio. Personalmente mi occupo di implementare gli albi pop dell’Università e del Comune di Catania. Ed ecco che, qualche giorno fa, da quello del comune mi arriva il seguente avviso:

2016 / 2775 – PUBBLICAZIONE DELLE DELIBERE DI GIUNTA MUNICIPALE: AFF IST. – AP ISTRUTTORIA ATTI DELIBERATIVI GM – ARCHIVIO GENERALE – ALBO PRETORIO – COMUNE DI CATANIA DELIBERAZIONE DI G.M. N. 28 DELL’8/3/2016 “FORMULAZIONE DI INDIRIZZO POLITICO PER L’ACCORDO OPERATIVO TRA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE E L’ISTITUTO DI SCIENZE E TECNOLOGIE DELLA COGNIZIONE DEL CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE (ISTC-CNR) VOLTO ALLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO PON METRO EPIGRAFI DEL CASTELLO URSINO.”

Vedi l’avviso originale

Ho messo su un filtro quindi sul mio aggregatore di feed RSS. Il PON Metro per quanto riguarda la Città Metropolitana di Catania da oggi è sotto presidio, grazie ad Albo POP!

Opendata day 2016 a Palermo, partecipazione intensa.

A_scuola_opencoesione

L’opendataday 2016 a Palermo è molto intenso:

7 team di studenti di 6 scuole superiori siciliane che partecipano all’iniziativa “A scuola di Opencoesione” + Euromed Carrefour Sicilia Europedirect + Comune di Palermo + Regione Siciliana + Università di Palermo + ENAV + OpenDataSicilia.

Un grazie speciale all’organizzazione di Euromed Carrefour Sicilia Europedirect.

odday 2016

Ci vediamo sabato 5 marzo al Noviziato dei Crociferi in via Torremuzza 20, alle 9.30  (coordinate geografiche = https://map.what3words.com/scenata.firmano.abito)

Partecipano:
Marco Tornambè, Dipartimento della Programmazione, Regione Siciliana
Maria Concetta Antinoro, Dip. Regionale Turismo, Sport e Spettacolo, Regione SIciliana
Ciro Spataro, Area dell’Area dell’Innovazione Tecnologica, Comune di Palermo
Sergio Romano, Ufficio Servizi Pubblici a Rete e di Pubblica Utilità, Comune di Palermo
Roberta Romeo, Responsabile Ufficio Edilizia Scolastica, Comune di Palermo
Massimiliano Dimonte, Responsabile ENAV Palermo
Giulio Ghersi, Direttore CHAB Mediterranean Center for Human Health Advanced Biotechnologies, UNIPA
Davide Taibi, Esperto Opendata Sicilia
Scuole Partecipanti:
Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Ernesto Ascione” Palermo
Istituto Professionale per i Servizi Commerciali “Luigi Einaudi” Palermo
Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo” Palermo
Liceo Scientifico “Albert Einstein” Palermo
Istituto Superiore “Duca Abruzzi – Libero Grassi” Palermo
Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Ferdinando Borghese” Patti (ME)

A Messina è tempo di trasparenza: il Comune segnalato all’Anticorruzione (ANAC)

La segnalazione n. 2345 del 17 gennaio 2016 è stata inviata all’Autorità Anticorruzione per denunciare la mancata pubblicazione da parte del Comune di Messina dei rilievi degli organi di controllo interno. È l’ultimo passaggio in ordine di tempo, avviato dopo la richiesta di accesso civico.

Ma facciamo un passo indietro: in data 20 novembre 2015, come comunicavamo insieme con Andrea Nelson Mauro , e alcuni di voi hanno già letto, nel blog di Open Data Sicilia, ho inoltrato istanza di accesso civico al Comune di Messina chiedendo al Responsabile della Trasparenza la doverosa pubblicazione sul sito istituzionale del Comune di Messina, di alcuni atti che l’Amministrazione, in base alla normativa vigente, ha l’obbligo di pubblicare e che alla data della richiesta non erano pubblicati.
Vediamo di cosa si tratta:  l’art. 31 del d.lgs 33/2013 impone l’obbligo alle Amministrazioni di pubblicare nel sito web nella apposita sottosezione di Amministrazione trasparente

  • I rilievi non recepiti degli organi di controllo interno, degli organi di revisione amministrativa e contabile ;
  • Tutti i rilievi ancorché recepiti della Corte dei Conti.

L’obbligo vige dalla data di entrata in vigore del decreto 33 , aprile 2013

Perché questa richiesta?

Il Comune ha l’obbligo di pubblicare on-line i dati , i documenti e le informazioni previste dal dlgs 33/2013 , non solo per adempiere ad obblighi formali di trasparenza ma per consentire la  partecipazione informata dal basso dei cittadini al governo dell’Ente anche mediante proposte, o manifestazioni di dissenso che per essere credibili devono fondarsi su dati e informazioni certe.
Il Comune di Messina si trova,  in una situazione di pre-dissesto di fatto: non è stato approvato il bilancio preventivo 2015 , il piano di riequilibrio finanziario decennale è stato più volte rimodulato e a tutt’oggi ancora non è stato definitivamente approvato.

Tutti i cittadini hanno il diritto di poter visionare on-line gli atti di controllo, di leggerli, commentarli, e farsi una propria opinione in merito alla effettiva gestione finanziaria dell’Ente, attingendo direttamente alle fonti informative primarie.

Spesso leggiamo che anche di politici locali, consiglieri comunali ad esempio, che richiedono atti che dovrebbero già essere disponibili on-line e lamentano di non potere svolgere adeguatamente il proprio ruolo per carenza di informazioni.

Né è pensabile che un cittadino possa assumersi l’onere di controllare giornalmente l’albo pretorio on-line per verificare se qualcuno di questi atti sia ad esempio come nel caso dei rilievi l’allegato di qualche deliberazione o determinazione dell’Ente pubblicata all’albo.

Gli atti, le informazioni e i documenti previsti dal decreto 33/2013  devono essere pubblicati in Amministrazione Trasparente e devono rimanere disponibili per 5 anni. Inoltre devono essere pubblicati in formato accessibile perché chiunque, anche un non vedente da casa ha il diritto di accedere ai servizi informativi. In parole molto povere pubblicare scannerizzando un atto  non è corretto né trasparente, perché non consente nemmeno la possibilità di selezionare parti di testo.

Ma di chi è la competenza e la responsabilità della pubblicazione degli atti?

La competenza è del Responsabile della Trasparenza . Al  Comune di Messina è il Segretario Generale, nonché Direttore Generale e Responsabile dell’Anticorruzione. Il Direttore Generale in data 14 dicembre ha risposto all’ istanza.

“In riscontro alla Sua PEC datata 20 novembre 2015 si comunica di seguito il link relativo alla richiesta di cui in oggetto. http://www.comune.messina.it/amministrazione-trasparente/controlli-e-rilievi-sull-amministrazione/rilievi-corte-dei-conti/
Cordiali Saluti”

Come è possibile visionare a seguito della richiesta sono state pubblicate ancora le sole ordinanze della Corte dei Conti; Il dott. Le Donne ha pertanto adempiuto  parzialmente a quanto richiesto, in quanto non ha ancora pubblicato i verbali degli organi di controllo interno, e cioè innanzitutto i verbali dei Revisori dei Conti.

L’ISTANZA AL TITOLARE DEL POTERE SOSTITUTIVO

In data 21 dicembre ho quindi reiterato l’istanza al titolare del potere sostitutivo che di norma è un organo gerarchicamente superiore, ma al Comune di Messina,   è sempre il dott. Le Donne, chiedendo la pubblicazione dei rilievi non recepiti degli organi di controllo interno, degli organi di revisione amministrativa e contabile dal 2013 alla data odierna. La normativa prevede che, decorsi 30 giorni dall’istanza di accesso civico, si possa reiterare l’istanza al titolare del potere sostitutivo che dovrebbe rispondere nei successivi quindici giorni.

Il Comune non ha risposto: ecco perché è stata inviata la segnalazione all’Autorità Anticorruzione (ANAC).

I quindici giorni sono trascorsi , il Responsabile della Trasparenza non ha risposto né ha pubblicato quanto richiesto. Cosa può fare il cittadino ? Ci sono due strade: una è il ricorso al TAR, l’altra è fare una segnalazione all’ANAC.  In realtà è possibile segnalare anche a Procura per omissione d’atti d’ufficio e Corte dei Conti. IL DLGS 33 è entrato in vigore ad aprile 2013, un tempo sufficientemente congruo per adeguarsi.

Per dovere civico, per informarsi ed informare e non rischiare di rimanere condannati alla perenne opacità, e perché non mi stancherò mai di dirlo: la trasparenza è una questione di sopravvivenza.

AGGIORNAMENTO :

ALLE 15.08 di oggi 19 gennaio MI E’ PERVENUTA RISPOSTA PEC DEL RAGIONIERE GENERALE DEL COMUNE DI MESSINA CHE COMUNICA DI AVERE PUBBLICATO NELLA APPOSITA SEZIONE QUANTO RICHIESTO:

I RILIEVI DEI REVISORI DEI CONTI CHE TUTTI I CITTADINI POTRANNO  FINALMENTE LEGGERE

SEGNALARE SERVE! MA ….

 

purtroppo però i file non sono  pubblicati in formato accessibile, così come richiesto dalla normativa .  La pubblicazione on-line deve infatti avvenire nel rispetto dei requisiti di accessibilità poiché gli atti devono essere fruibili anche da persone con disabilità.

 

Su Trasparenza, Partecipazione e Open Data a Palermo

Riporto le mie riflessioni relative alla partecipazione ai due eventi organizzati dal Comune di Palermo – la “riunione del team Open Data“, l’11 dicembre, e la “seconda giornata della trasparenza 2015“, il 15 dicembre – e già espresse durante tali incontri.

  • Giudico positivo che questi eventi ci siano e siano stati aperti alla partecipazione di tutti anche se, sicuramente, può essere migliorata la comunicazione in anticipo dell’evento (che per la riunione del team Open Data non ha funzionato molto) e, soprattutto, la modalità di partecipazione: nell’era di internet e dei social media, un incontro, come quello sulla trasparenza in aula consiliare, nella mattina di un martedì, necessariamente crea difficoltà a chi lavora o è altrimenti impegnato, mentre altre modalità di partecipazione, quali  trasmissione attraverso webinar (con possibilità di intervenire in chat) o uso dei social media, sicuramente, consentirebbe di avere una platea più vasta, soprattutto per quanto riguarda i cittadini o le associazioni di cittadinanza attiva.
  • E’ stato fatto notare che la partecipazione della cittadinanza è risultata limitata (in entrambi gli eventi) con un vistoso calo di presenze nella seconda giornata della trasparenza rispetto alla prima dell’anno 2015. Ritengo che, a parte le problematiche già evidenziate nel punto precedente, c’è sicuramente una disaffezione di quella parte della cittadinanza che vuole partecipare e che è rimasta profondamente delusa dalle numerose richieste presentate all’amministrazione e rimaste inascoltate (istituzione delle consulte tematiche, conferenze cittadine sui grandi temi, pubblicazione di tutti i programmi, piani, progetti e azioni dell’amministrazione, ecc.) nonché dai tentativi ‘mal gestiti’ dell’amministrazione di realizzare iniziative in modo partecipato, quali “candidatura di Palermo a capitale della cultura” o “piano sociale”, dove tantissimi cittadini hanno partecipato e fornito contributi durante il primo incontro, ai Cantieri Culturali della Zisa, ma che non ha visto realizzare gli ulteriori passaggi partecipati previsti e utilizzare i contributi forniti, e sappiamo tutti come è andata a finire… Anche gli Electronic Town Meeting, che l’amministrazione cita spesso come esempi virtuosi di partecipazione, sembrano più un ‘esercizio di stile’ i cui risultati non si sa che fine facciano e,  sicuramente, non se ne vede nè percepisce alcun beneficio in città. Manca un’attuazione operativa delle proposte dei partecipanti e manca una comunicazione online post evento partecipativo.
  • Deve essere chiaro all’amministrazione che, per i cittadini, partecipazione significa essere informati costantemente, completamente e a tempo debito su tutto quello che essa fa e intende fare, poter intervenire con eventuali osservazioni o proposte operative, essere consultati sulle tematiche di maggior rilievo, costruire insieme le iniziative e prendere insieme le decisioni sulle questioni più importanti (grandi opere, piano regolatore, gestione rifiuti, mobilità sostenibile, riqualificazione area costiera, gestione spazi culturali, ecc.). La partecipazione effettuata dall’amministrazione si è finora limitata a un’informazione assolutamente insufficiente e incostante e ad una discussione generalista su alcune tematiche i cui effetti, o meglio, ‘non effetti’ sono stati mostrati prima. Esiste una piattaforma di partecipazione sul sito comunale, ParteciPA, che consente vari livelli dei partecipazione descritti ma che vede attivati solo alcuni forum (strade trafficate, percorso arabo-normanno, ecc.) decisi unidirezionalmente dal Comune e con un numero irrisorio di interventi. Perché non vengono attivati anche altri strumenti e strategie per realizzare una partecipazione completa ed efficace per le scelte di governo che l’Amministrazione deve compiere?
  • Deve essere chiarito, una volta per tutte, se il concetto di trasparenza che l’Amministrazione comunale ha è lo stesso di quello che hanno i cittadini. Per questi ultimi tutti i dati della pubblica amministrazione devono essere costantemnete pubblicati come dati aperti (ad esclusione, ovviamente, dei dati ‘sensibili’, quali quelli legati alla privacy o alla sicurezza come già prevede la normativa). Come descritto in precedenza, il cittadino vuol capire bene quali iniziative e decisioni sta prendendo l’amministrazione, e vuole partecipare (ovviamente nel pieno rispetto dei ruoli) in tutte le fasi, da quella di analisi, alle scelte iniziali degli scenari, a quella progettuale, fino a quella realizzativa. Le informazioni devono essere complete, costanti e facilmente accessibili. Il cittadino non deve cominciare a ‘girovagare’ per le diverse sezioni del sito web alla ricerca delle informazioni che gli interessano (e che spesso non trova), non sa che esiste la sezione ‘amministrazione trasparente’ o quella ‘open data’, tutto deve essere organizzato in modo da porre l’utente finale al centro dei servizi online del sito web. Ormai le amministrazioni pubbliche più virtuose costruiscono i siti web in maniera partecipata con le tecniche del co-desing e dello Human Centered Design. Alcune amministrazioni che hanno riorganizzato i siti in questa prospettiva sono Bologna, Firenze e le regioni Toscana e Lazio, il sito web del comune di Palermo dovrebbe solo ‘copiare’ le buone prassi già esistenti ….
  • La sezione ‘amministrazione trasparente’ del sito comunale non contiene la maggior parte delle informazioni che realmente interessano i cittadini quali piani, programmi, progetti che fanno comprendere ai cittadini cosa sta succedendo nella loro città. In particolare manca il piano strategico che sembra (se ne sente solo parlare, ma nulla online)  sia in fase di predisposizione e che è quanto mai opportuno che sia condiviso con i cittadini già in fase di stesura perché è il documento base per lo sviluppo della città. Troviamo online nel portale  Amministrazione Trasparente solo un bando per la predisposizione del Piano di Azione del Piano Strategico. Manca online anche il nuovo piano regolatore generale in formato aperto che l’Amministrazione di Palermo chiama 2.0, per il quale una forte partecipazione della città è auspicabile. Mancano i progetti delle grandi opere, quali tram e passante ferroviario che così profondamente  stanno incidendo in questa città. Auspico che queste informazioni siano pubblicate al più presto,  e non come file pdf derivanti da scansioni con impossiblità di riuso, ma come dati aperti e facilmente accessibili (in stile ‘urban center’ sul web). Auspico che i cittadini possano realmente partecipare, per es., attraverso la piattaforma ParteciPA, che era stata pensata esattamente per questo scopo, ma il cui scarso utilizzo dovrebbe indurre l’Amministrazione a riflessioni sulle strategie efficaci di coinvolgimento.  Con una piattaforma di e-participation pienamente funzionante e i principali strumenti online di interazione (webinar, Facebook, Twitter, gamification), l’Amministrazione comunale potrebbe  raccogliere contributi fondamentali dai cittadini da utilizzare nella pianificazione e progettazione operativa come avviene già in molte altre città.
  • Il “programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2015-2017, sebbene contenga tra gli obiettivi specifici il miglioramento della qualità delle informazioni, la semplificazione dei procedimenti, l’attivazione di servizi on-line, l’Open Government come sollecitazione e agevolazione della partecipazione e coinvolgimento della collettività, il miglioramento nell’uso delle risorse e nell’erogazione dei servizi al pubblico, dal punto di vista delle azioni concrete si limita al mero adempimento del D. Lgs. 33/2013 che, ovviamente non consente , da solo, di raggiungere tali obiettivi. E’ necessario, dunque modificare il piano in modo da stabilire azioni precise e indicatori chiari per raggiungere gli obiettivi prefissati. Auspico che nel prossimo incontro sulla trasparenza non si parli più di trasparenza come solo adempimento del D.Lgs. 33/2013 (e ancora oggi per buona parte dei nostri amministratori è unicamente questo) ma nei termini più ampi e completi discussi precedentemente.
  • Le “linee guida comunali sugli Open Data avevano un cronoprogramma ben preciso che è stato per lo più disatteso. I motivi possono pur essere validi (cambio ciclico del responsabile dell’Open Data) ma non si può perdere ulteriore tempo e urge fare passi concreti in questo campo che è intimamente collegato a tutto il resto. Non si può pensare di pubblicare qualche dataset ogni tanto basandosi sulla buona volontà di pochi, bensì si deve creare un processo strutturato con adeguati applicativi gestionali in cui il dato viene creato, gestito e pubblicato tempestivamente in Open Data dai gruppi responsabili e competenti per tematiche che quindi se ne occupano per l’intero ciclo di vita, gruppi con i quali il cittadino può interagire direttamente per qualunque necessità di riuso. Occorre dunque che ogni area ed ufficio del comune di Palermo si organizzi internamente affinché standardizzi e automatizzi il processo di produzione, gestione e pubblicazione tempestiva dei dati, e stabilisca un calendario per la progressiva pubblicazione e aggiornamento di tutti i dati di propria competenza (che risultano essere ben oltre i 73 dataset attualmente censiti a seguito di un sondaggio interno). E’ necesaria un opportuna revisione del processo di produzione, agevolato anche dall’obbligatorietà della creazione dell’atto amministrativo direttamente in formato digitale a partire da agosto 2016,  ed eventuale bonifica dei dataset ‘statici’ già creati dagli uffici e che rivestono grande utilità per la collettività.

In conclusione, siamo già nel mezzo di una rivoluzione per la PA in termini di trasparenza e partecipazione, un processo fortunatamente ‘irreversibile’ che vede una spinta ‘sincronica’, sia dal basso che dall’alto, e che obbliga le amministrazioni a mettere il cittadino al centro di tutte le sue azioni e scelte e a creare una sempre maggiore collaborazione.

Dal mio punto di vista un’amministrazione ‘intelligente’ deve percorrere questa strada con decisione per evitare il rischio, come già avvenuto in passato, di dover rincorrere le norme e creare malumori al suo interno in termini di appesantimento del lavoro già svolto. Il Comune di Palermo sta facendo qualcosa in tale direzione, ma è ancora troppo frammentario e basato sulle iniziative individuali e non ha prodotto, finora, cambiamenti evidenti su questi temi fondamentali. Se l’intenzione è avviare un percorso, necessariamente a tappe ma completo, per realizzare una reale trasparenza e partecipazione allora troverà, lungo la strada, il supporto concreto e altamente qualificato dei cittadini che hanno già ampiamente dimostrato di voler collaborare attivamente attraverso, ad esempio, la forte partecipazione ai primi eventi creati dal comune, la realizzazione delle linee guida comunali sugli open data e la progettazione della piattaforma ParteciPA, tutto lavoro svolto gratuitamente e al solo scopo di rendere un servizio utile alla città. Se, invece, vorrà continuare,  come fatto finora, con il ‘minimo indispensabile’  e solo per obbligo normativo, i cittadini andranno avanti per conto loro e continueranno a fare gli innovatori apristrada e l’amministrazione perderà una grande occasione di lavoro sinergico che le sarebbe di grande aiuto per uscire una volta per tutte da quello stato di alta invivibilità cittadina che non piace nè giova ad alcuno, ma che i vari sondaggi sulla qualità della vita a Palermo mostrano, purtroppo, in modo impietoso.