Il Sistema Informativo Territoriale Regionale siciliano fuori uso per i condizionatori rotti

Il 21 luglio del 2015 la redazione del “Sito ufficiale” della Regione Siciliana ha pubblicato questa notizia:

Interruzione dei servizi web erogati dal S.I.T.R. [Dipartimento dell’urbanistica]
Si comunica che a seguito di improvvisi problemi tecnici, si è proceduto allo spegnimento di tutti i server con la conseguente interruzione dei servizi resi dal S.I T.R.
Si provvederà al ripristino dei servizi nel piu breve tempo possibile.
Ci scusiamo per il disagio

Il S.I.T.R. è il Sistema Informativo Territoriale Regionale, un’infrastruttura per la gestione, l’aggiornamento e la pubblicazione di dati (e servizi) territoriali. E’ composto da hardware, software, persone e dati e costituisce nel suo insieme un importante patrimonio informativo.

Al suo interno (fonte RNDT) più di 300 risorse (qui l’elenco completo), e tra queste ad esempio:

  • fotografie aree ad alta risoluzione (14 cm.), che ci entusiasmarano e venne pubblicato un post;

  • il modello digitale del terreno con risoluzione a 2 metri;

  • i dati sul rischio geomorfologico;

  • le Carte Tecniche Regionali;

  • i limiti di Parchi, Riserve, SIC, ZPS;

  • i limiti amminstrativi;

  • carte sull’uso del suolo;

  • il catasto delle cave;

  • i piani paesaggistici;

Questo breve elenco consente di comprendere che si tratta di dati e informazioni che consentono a tecnici, naturalisti, giornalisti, ricercatori e cittadini di conoscere meglio questo territorio.
E hanno anche un valore strategico importante, perché sono a disposizione dei dirigenti di tutte le pubbliche amministrazioni locali (e non), fornendo un propedeutico supporto alle decisioni.
I nodi comunali e provinciali del SITR sfruttano alcuni dei servizi erogati dal nodo regionale (centrale), e quindi in questo momento funzionano in modo incompleto.
In termini di dati aperti, sono quasi un uniqum per la Regione Siciliana. Questa è infatti una regione che non ha ancora un portale Open Data, e che pubblica questa pagina ufficiale a tema. Il geoportale del SITR, per fortuna espone da tempo i propri dati (quasi tutti) con una licenza aperta.

La realizzazione del SITR regionale (o sicuramente parte di essa) è stata possibile grazie al “PO FESR 2007-2013”. Grazie ai dati aperti disponibili sul Sistema Caronte – il sistema informativo integrato per la raccolta di informazioni relative ai progetti nell’ambito dei Fondi Strutturali e del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione della Regione Siciliana – è possibile risalire a tutti i progetti che hanno finanziato i SITR regionale e comunali. Basta aprire la pagina di ricerca dei progetti, usare SITR come parola chiave e fare click su “Cerca”, e poi all’occorrenza esportare i dati in formato CSV.
Se ne ricava che sono stati finanziati € 9.769.367,42 per progetti correlati al SITR, e la Regione Siciliana ne è la beneficiaria per circa il 75%, ovvero € 7.372.754,00.

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Purtroppo non ci sono oggi alternative al Sistema Informativo Territoriale Regionale, né informative, né tecnologiche: non è possibile accedere in altro modo a questi dati e/o a questi servizi.
Per questo Open Data Sicilia chiede che il servizio venga riattivato con urgenza.

Vi proponiamo di scrivere, all’URP del Dipartimento dell’urbanistica e al dott. Messina, dirigente del SITR, questa email :

Egregi signori,
il Sistema Informativo Territoriale Regionale è fuori uso dal 21 luglio del 2015. Si tratta di dati e servizi dal grande valore strategico e informativo, che non possono stare ulteriormente in questo stato di inaccessibilità.
Vi chiedo di ripristinare con urgenza il servizio e di conoscere qual è la data prevista.

Cordiali saluti

Oppure un messaggio su Twitter al Presidente della regione:
Il nodo SITR regionale siciliano va riattivato con urgenza http://ctt.ec/db7a9+ @rosariocrocetta #SITRONLINE

Quindici giorni di stop sono troppi e non è pensabile che debba passare tutta l’estate. La necessità professionale, civica e informativa di accesso a questi dati non va in vacanza!

#dati da urlo su #Palermo… il datajournalism cresce

Un articolo http://www.lavocedinewyork.com/Il-Patto-scellerato-Renzi-taglia-i-soldi-al-Comune-di-Palermo-e-Orlando-aumenta-le-tasse-ai-palermitani/d/13129/ espone dati sulla situazione finanziaria del comune di Palermo. Non è un articolo che si trova in siti di #datajournalism, ma dai numeri che vengono elencati, si candida egregiamente ad articolo di datajournalism anche se manca “pubblicamente” qualcosa, ma lo vediamo alla fine.

Nell’articolo, il cui titolo ovviamente vuole attirare attenzione, si fa riferimento al vice Presidente del Consiglio Comunale di Palermo, Nadia Spallitta, che è la persona che espone e commenta la maggior parte dei dati.

Argomento: relazione dei revisori dei conti del comune di Palermo di accompagnamento al Bilancio consuntivo 2014.

Vediamo un po di dati elencati dell’articolo.

  • 20 milioni di euro = aumento del costo delle società partecipate del comune di Palermo
  • 150 milioni di euro = aumento della pressione fiscale a carico dei cittadini palermitan nel triennio 2012-2014
  • circa 100 milioni di euro = riduzione degli investimenti
  • da 15 a 32 milioni di euro = aumento dei debiti fuori bilancio. Di questi 32 milioni di euro=
    • 29 milioni derivano da sentenze esecutive di condanna dell’amministrazione,
    • 1,5 milioni per procedure espropriative erronee
    • circa 1 milione per acquisizione di beni e servizi senza impegno di spesa
  • 88,38% = l’incidenza delle entrate tributarie sulle entrate comunali
  • 813 euro nel 2014 = pressione delle entrate pro capite  (599 euro nel 2012)
  • da 514 euro del 2012, passa ai 718 euro del 2014 (337 milioni nel 2012 e 487 milioni nel 2014) l’aumento della pressione tributaria pro capite
  • da 421 a 452 euro l’aumento dell’indebitamento pro capite
  • dal 18,33% del 2012 all’8,6% del 2014 la propensione all’investimento
  • da 250 a 95 euro (dai 163 milioni del 2012, ai 64 milioni di euro del 2014) gli investimenti pro capite
  • dai  200 euro  del 2012 ai 7,7 euro i trasferimenti in conto capitale pro capite
  • circa 500 milioni di euro (260 milioni attivo e 247 passivo) il valore del contenzioso
  • 80 milioni di euro , il diritto del Comune alla restituzione di immobili già trasferiti all’Amia a seguito della sentenza di fallimento
  • 4 milioni  di riscossione dell’evasione dei tributi Tarsu, Tia e Tasi a fronte di un’accertamento nel 2014 di 22 milioni di euro
  • da 77 milioni del 2012 a 17 milioni del 2014 la riduzione dell’avanzo di competenza
  • 16 milioni di euro (entrate 4 milioni, costi 20 milioni) il saldo negativo del costo dei servizi a domanda individuale
  • 100 mila euro i proventi dagli spazi espositivi e i musei, a fronte di costi per 3,6 milioni di euro
  • 500 mila euro  le entrate per le infrazioni al Codice della strada nel 2012  mentre oggi  (2014) si è passati a quasi 5 milioni di euro
  • 1 milione di euro, di fronte a una stima approssimativa di 60 milioni di euro recuperabili, i contributi derivanti da circa 60 mila istanze di sanatoria edilizia
  • da 14 a 9 milioni il costo dell’utilizzo di beni di terzi
  • da 410 a 357 euro il costo del personale pro capite

Questi i dati. Che non sono pochi!

Cosa manca pubblicamente, dicevamo all’inizio di questo post?  Manca un link pubblico nel quale tutti possiamo leggere la Relazione dei revisori dei conti del comune di Palermo di accompagnamento al Bilancio consuntivo 2014, la relazione che è servita al vice presidente del consiglio comunale, e di conseguenza all’autore, per redigere l’articolo citato all’inizio e commentare i dati. Sarebbe auspicabile poter leggere questa relazione dei revisori dei conti, trovandola nell’area Bilanci di Amministrazione Trasparente. Così da potere scrivere altri articoli di datajournalism e renderci conto di cosa accade dentro una grande Pubblica Amministrazione che amministra una grande città.

(L’autore  della foto  –  Edvard Munch – è morto nel 1944, quindi questa foto è di  pubblico dominio nel suo paese di origine e in altri paesi dove i diritti di autore si estinguono dopo 70 anni dalla scomparsa –  copyright term)

Csig Ivrea-Torino lancia l’appello #openstazioni

A seguire, per darne massima diffusione, l’appello lanciato dal Csig Ivrea-Torino.


Oggetto: Progetto “Piccole stazioni in comodato” gratuito, appello per il rilascio di open data per la rifunzionalizzazione dei locali.

Gent.me/mi
siamo  una rete di associazioni interdisciplinari senza finalità di lucro impegnate nel settore dell’informatica  e dei diritti digitali, imprenditori e  cittadini. Nel complimentarci per  il prezioso progetto  per il riutilizzo delle  Stazioni dismesse, consultabile a questo link, intendiamo con la presente segnalare, in ottica migliorativa, alcune criticità:

sul portale delle ferrovie, sono pubblicati attualmente, all’interno di un file pdf,  i dati dei locali delle stazioni dismesse: si osserva che i sopra attuali citati dati non sono aggiornati e sono incompleti, carenti  e privi di un’utilità concreta per i cittadini, associazioni, amministratori e imprese. Mancano, infatti, le specifiche sullo stato e dimensioni dettagliate degli immobili, quali superficie calpestabile, cortile, piani, servizi, pertinenze, impiantistica, planimetrie, oltre a immagini utili a rappresentarne lo stato di conservazione.

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Ci rendiamo conto della complessità gestionale e della novità del rilascio in comodato dei locali in oggetto, ma riteniamo che, senza la pubblicazione dei sopra citati dati, non si eroghi un buon servizio alla cittadinanza. Un’associazione che abbia intenzione di svolgervi qualsiasi attività, ad esempio per bambini, giovani o anziani, non è in grado, alla luce dei dati pubblicati, di elaborare alcuna bozza di studio di fattibilità del progetto, nessuna comparazione utile fra le varie sedi e deve contattare i vostri uffici, con ovvia dispersione reciproca di tempo ed energie.

Si osserva che le stazioni ferroviarie costituiscono un patrimonio immobiliare della collettività e come tale le Reti ferroviarie sono tenute a pubblicare on line i dati nel rispetto del testo unico in materia di trasparenza amministrativa (D. Lgs. n. 33 del 2013).

Si evidenzia che la pubblicazione completa e aggiornata dei sopra citati dati potrebbe costituire la base per la creazione di nuovi servizi e di nuove imprese con concrete ricadute occupazionali sulle comunità territoriali.

Si propone a tal fine, un incontro della vostra direzione con le associazioni firmatarie della presente nota per esaminare la relativa problematica e le relative possibili soluzioni.
Si suggerisce di coinvolgere università, scuole e centri  di ricerca che possono avere al proprio interno, professori, ricercatori e studenti che, alla luce delle best pratice nazionali ed europee, possono accompagnare il vostro prestigioso ente nel complesso percorso verso la trasparenza e gli open data.
Alcune associazioni (tra cui il Centro Studi di Informatica Giuridica di Ivrea-Torino) hanno proposto la liberazione dei dati delle stazioni dismesse tra le azioni prioritarie all’interno della consultazione on line promossa dall’Agenzia per l’Italia Digitale in materia di open data.

Confidiamo nel vostro cortese e sollecito riscontro alla presente. Dato l’interesse e la conseguente aspettativa suscitati dalla vostra pregevole iniziativa, le associazioni e i singoli cittadini firmatari del presente appello, si riservano di inoltrare una richiesta di accesso civico ai sensi del D. Lgs. n. 33 del 2013 ad oggetto i sopra citati dati immobiliari e i relativi procedimenti amministrativi connessi (tempistiche e responsabile del procedimento) e conoscere quali sono i soggetti beneficiari dei locali in comodato (sul vostro sito è riportato che il numero di contratti di comodato gratuito attivi al 2014 è pari a 510).

Il presente appello è pubblicato on line sul blog della nostra associazione, csigivreatorino.it ed è aperto ad ulteriori adesioni da parte di associazioni, enti, imprese e cittadini.


Chiunque sia interessato ad aderire, è invitato a scrivere nei commenti del post originale di lancio:  http://www.csigivreatorino.it/csig-ivrea-torino-lancia-lappello-openstazioni/#comments

#iovotopendata alle Elezioni del 31 Maggio

Il 31 maggio 2015 molte amministrazioni (non solo) siciliane andranno al voto: candidati consiglieri e sindaci stanno facendo campagna elettorale in questi giorni. Da quanto leggiamo però sembrerebbe che la parola “OpenData” non sia all’ordine del giorno nei loro programmi, così un gruppo di attivisti di questa comunità ha deciso di provare a chiedere ai candidati di sottoscrivere un impegno sul tema degli OpenData.
Tutti possono partecipare semplicemente sottoscrivendo un impegno al seguente indirizzo.

ivotoopendata

Se invece vuoi dare una mano, puoi farlo anche semplicemente condividendo questo tweet.

I Materiali del #Webinar sul #DataJournalism

Il recente 13 febbraio i Digital Champions di Sicilia hanno organizzato un seminario online dal titolo “Data Journalism e alcuni Casi Studio”.

3 utenti della nostra comunità, sono stati i protagonisti:

  • Andrea Nelson Mauro, che ha fatto da relatore.
  • Nino Galante, Digital Champion di Patti (ME), che ha fatto da moderatore;
  • Eugenio Agnello, Digital Champion di Agrigento, che ha gestito tutto il dietro le quinte;

A seguire i materiali raccolti; tra questi pure lo scambio avvenuto in chat tra i partecipanti al webinar, che contiene diversi spunti per continuare e approfondire il dialogo nato in diretta (in grassetto i punti forse più interessanti).

La registrazione del webinar

Le slide presentate

http://school.dataninja.it/academy/2014/05/16/dispensa-datajournalism/

La chat

I materiali del #Webinar #OpenData

Il recente 22 gennaio i Digital Champions di Sicilia in accordo con Open Data SiciliaSicily.Technology hanno organizzato un seminario online dal titolo “Cosa Sono i Dati Aperti (Open Data) e a Cosa Servono?

Abbiamo ricevuto diversi apprezzamenti per quanto fatto, ed è emersa chiaramente una richiesta di altri momenti di approfondimento.
Tutto questo è stato anche il frutto di una crescita di questa comunità, e della sua attuale voglia (e capacità) di fare da ponte tra attitudini, professionalità e umanità diverse.

4 utenti della nostra comunità, sono stati i protagonisti:

  • Eugenio Agnello, Digital Champion di Agrigento, che ha gestito tutto il dietro le quinte;
  • Nino Galante, Digital Champion di Patti (ME), che ha fatto da moderatore;
  • Alessio Nobile, Co-Founder di Sicily.Technology, che è intervenuto parlando di Sicily.Technology;
  • Andrea Borruso, che ha fatto da relatore.

A seguire i materiali raccolti; tra questi pure lo scambio avvenuto in chat tra i partecipanti al webinar, che contiene diversi spunti per continuare e approfondire il dialogo nato in diretta (in grassetto i punti forse più interessanti).

La registrazione del webinar

Le slide presentate

La trascrizione della chat

Open Data Sicilia e lo schiticchio delle feste

Il 27 dicembre 2014 si è tenuto il primo “schiticchio” Open Data Sicilia. In siciliano significa abbuffata, e non poteva essere diversamente, perché noi non siamo da aperitivo: nelle occasioni conviviali mangiamo “come se non ci fosse un domani”, e mentre lo facciamo parliamo di cibo.

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E’ stata la prima occasione di incontro di questa comunità, pensata come un momento in cui incrociare un po’ delle nostre vite, e solo come conseguenza parlare di dati aperti. Molti di noi infatti erano con i propri compagni di vita e con i figli e questo ha reso unica questa giornata; i figli di Cristiano, Nelson, Francesco e Mario valevano da soli “il prezzo del biglietto”. L’idea di allargare ai propri cari è di Andrea Nelson.

In un’inaspettata e meravigliosa giornata di sole – da Caltanissetta, Capaci, Catania, Messina e Palermo – ci siamo incontrati in un agriturismo nel “mezzo” della Sicilia in una porzione di territorio caratterizzata da un’omogenea, rassicurante e piacevole morbidezza collinare.

Visto che ormai alcuni di noi sono invitati a parlare come “membri di Open Data Sicilia”, è sembrato opportuno fare anche la spilletta 🙂 . L’idea è di Giulio.

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Abbiamo dedicato un paio di momenti al “nostro” tema. Non è questa l’occasione per andare nei dettagli, anche perché si tratta di bozze di idee da sviluppare, ma sinteticamente sono usciti questi temi:

  • questa comunità è diventata qualcosa di utile e preziosa. Ce ne prenderemo cura e dobbiamo farla “lavorare” ancora meglio e di più nel 2015;
  • con le PA della regione, vorremmo essere utili in termini di supporto e di monitoraggio alle loro azioni sui dati aperti, a partire dalla costruzione di un “kit”;
  • c’è da continuare e migliorare il lavoro per una crescita della consapevolezza sul tema, in modo che il tema diventi “popolare”, e aumenti sia la richiesta (più contestualizzata e precisa) che il riuso.

L’occasione è buona per augurarvi (con un po’ di anticipo) buon anno!

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Grazie a Giulio per le tre foto di questo post.

#OpenData al Comune Palermo: il punto a un anno dalle linee guida

NdR: questo post è a cura di Marco Alfano, Andrea Borruso, Giulio Di Chiara, Gerlando Gibilaro, Francesco Passantino e Davide Taibi, tutti autori delle linee guida Open Data del Comune di Palermo.

 

Le linee guida Open Data del Comune di Palermo sono state approvate circa un anno fa (il 13 dicembre del 2013), ed hanno avuto il privilegio di essere state il riferimento per il documento analogo dei Comuni di Matera e Lecce, e della Provincia di Enna. La ricorrenza è l’occasione per fare brevemente un parziale punto della situazione, asciutto e senza commenti.

Obiettivi, azioni e tempi

Il documento di Palermo contiene un cronoprogramma degli obiettivi da portare a termine. Questi i dati di sintesi:

  • obiettivi da realizzare: 15;
  • obiettivi realizzati: 4;
  • obiettivi realizzati per tempo: 0.

Obiettivi azioni e tempi

Gli obiettivi realizzati

I 4 obiettivi realizzati sono tutti nomine. Sulla pagina ufficiale sui dati aperti del sito del Comune non si fa cenno al Team Open Data. Soltanto da qualche settimana, dopo una richiesta via PEC, è oggi possibile sapere chi è il Responsabile Open Data del Comune di Palermo: si tratta della dott.ssa Daniela Rimedio. A lei è stato chiesto per email di fornire i dettagli sulle altre nomine, e grazie alla sua gradita risposta è possibile ricostruire questo quadro:

Numeri sui dataset

image02L’apertura della sezione open data del sito del Comune di Palermo è di febbraio del 2013. Più del 90% dei dati sono stati pubblicati nel periodo di lancio del del sito.

Un po’ di numeri:

  • nel 2013 sono stati infatti pubblicati 286 dataset, di cui 285 nel primo quarto di anno;
  • nel 2014 ne sono stati pubblicati 17 e 1 soltanto negli ultimi due quarti di anno.

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I temi più diffusi sono stati il “Territorio“, la “Mobilità e la Sicurezza”, l’”Amministrazione” e l’”Istruzione”, con una copertura del 70% del campione totale.

Piattaforma web

La piattaforma online di pubblicazione dei dati è sicuramente evoluta rispetto al giorno della sua pubblicazione, sia e sopratutto per iniziativa della PA, sia come risposta ad alcune richieste dall’esterno. Non si è in possesso di note di rilascio e quindi non si riesce a fornire un elenco dettagliato delle novità.

Due evidenti e da sottolineare sono:

  • i metadati sono conformi adesso a quanto descritto a suo tempo nelle linee guida;
  • l’esistenza del feed RSS dei dataset, che viene aggiornato automaticamente a ogni nuovo rilascio.

Nelle linee guida si prevede che vengano realizzati/implementati:

web

Promozione dell’ecosistema Open Data

Nelle linee guida si legge che “il Comune patrocinerà iniziative private e pubbliche (Incontri, Barcamp, Hackatons, Concorsi, …) volte alla comunicazione ed promozione dell’ecosistema Open Data“.

Due incontri nel 2014:

  • un workshop open data ai cantieri Culturali della Zisa, nell’ambito della prima giornata pubblica della Partecipazione e della Trasparenza e Anticorruzione dell’Amministrazione;
  • un altro workshop pubblico – “APP4DUMMIES” – nel quale i dipendenti pubblici hanno lavorato insieme a degli sviluppatori per generare mappe a partire da dati tabellari dei loro uffici di competenza.

In occasione del primo incontro è stato chiesto ai presenti di fare proposte. Queste sono state raccolte, ma non sono poi state pubblicate.

Andrea Borruso ha elencato le proprie in questo post ed erano:

  1. pubblicare in Open Data i dati sui beni confiscati del Comune
  2. pubblicare i 4 dataset “chiave” che l’Agenda nazionale per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico prevede vengano pubblicati entro dicembre 2014 (Anagrafe edifici pubblici e ad uso pubblico, Vincoli territoriali, Piani Comunali e Grafo stradale);
  3. pubblicare in Open Data le informazioni già pubblicate nell’Albo Pretorio;
  4. pubblicare in Open Data l’anagrafica delle scuole del Comune di Palermo, già pubblicata in altra forma ne “Il Portale della Scuola“;
  5. pubblicare in Open Data l’anagrafica dei servizi socio-sanitari pubblicata già in altro modo nella sezione “Settore Servizi Socio Sanitari“;
  6. coinvolgere SISPI, la partecipata tecnologica, nella progettazione e nell’attuazionedell’azione Open Data;
  7. pubblicare subito l’elenco delle App iscritte al contest ApPalermo.

Con l’eccezione del punto VI, su cui non abbiamo dati, i restanti non sembra che siano stati sviluppati dalla PA.

Su APP4DUMMIES non sono presenti report o risultati sul sito del Comune, ma c’è questo post di Ciro Spataro. Due mappe prodotte in questa occasione:

Dataset pubblicati

Nel 2014 è stato pubblicato un numero molto inferiore di dati rispetto al 2013, ma con delle novità in termini di:

  • formato;
  • tempestività del dato;
  • utilità.

Sono stati pubblicati file in XML, un formato con diverse qualità e facilmente leggibile da un personal computer tramite un grande numero di software. Una lacuna che può essere bloccante è il fatto che siano pubblicati senza alcuno schema.

Esempi di dati tempestivi sono quelli della Polizia Municipale con gli aggiornamenti sulle informazioni sul traffico . Sono tempestivi in quanto pubblicati il più rapidamente possibile.

Dati di sicura utilità sono di nuovo quelli soprastanti sul traffico, insieme ai dati con l’elenco dei comunicati, avvisi, scadenze e “accade a palermo” pubblicati sul sito istituzionale del Comune, o quelli sul trasporto pubblico locale su gomma.

Il catalogo non è conforme alla “Guida sintetica per lo scambio di dati con il catalogo nazionale Open Data DATI.GOV.IT“, e non è interoperabile con altri nazionali ed europei.

Concorso Open Data

Il 14/02/2014 si è aperto il concorso ApPalermo, per incentivare lo sviluppo di applicazioni basate sui dati pubblici in formato aperto diffusi dal Comune di Palermo. Si è chiuso il 15/04/2014 e si è data notizia dei risultati il 28/10/2014 con la pubblicazione della graduatoria ufficiale.

Il montepremi era di 37.000 €, con tre premi principali e 7 per categoria. Non sono stati assegnati quelli per “Attività Amministrativa”, “Urbanistica/Opere”, “Mobilità/Sicurezza”, “Istruzione”, e “Partecipazione”, con un ammontare quindi non impegnato di 15.000 €.

Sul sito del Comune di Palermo non è pubblicata la lista ipertestuale delle Applicazioni (né quelle premiate, né quelle che hanno fatto domanda di partecipazione). E’ possibile però farsi un’idea dalla scansione della graduatoria ufficiale.

Formazione

Il Formez ha recentemente realizzato un corso dal titolo “Cosa sono i dati aperti e perché aprirli“, rivolto a tutti i dirigenti e funzionari pubblici delle Regioni e degli enti locali in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia. Il percorso si è svolto dal 10 novembre al 12 dicembre, alternando momenti in presenza a materiali online, esercitazioni a distanza, webinar e quiz online, per un totale di 18 ore, più un incontro di circa 6 ore che si è tenuto presso la Reale Fonderia Oretea di Palermo.
A questo hanno partecipato 72 dipendenti del Comune di Palermo.


foto di dafnecholet

Open data poco aperti: un articolo su Milano Finanza

Milano Finanza Sicilia ha pubblicato, nel numero 2435 di novembre 2014, un articolo di Antonio Giordano sui dati aperti e la nostra regione.
Lo spunto è stato l’articolo di Andrea sui dati del rischio idrogeologico.

Nella parte finale dell’articolo, Antonio sottolinea lo stato di realizzazione dell’azione open data della pubblica amministrazione regionale, che purtroppo è quello visibile qui: https://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/PIR_PORTALE/PIR_Iniziative/PIR_OpenDataSicilia/PIR_Datidisponibili

Una situazione imbarazzante e sulla quale c’è da tenere alta l’attenzione, farla conoscere e contribuire a modificarla.

Ringraziamo Antonio e vi auguriamo una buona lettura.

Mailing list e account twitter di OpenDataSicilia

Da oggi abbiamo attivato due nuovi strumenti: una mailing list e un account twitter.

L’idea della mailing list nasce da una discussione di questi giorni sul gruppo facebook opendata sicilia, e dalla necessità di avere un luogo comune che non fosse vincolato a un social network, e consentisse di sviluppare in modo più articolato, approfondito e strutturato gli scambi tra utenti.
Uno spazio in cui sentirsi liberi quindi di  promuovere progetti sugli open data nella nostra trinacria, sperando di dare un contributo allo sviluppo sul tema in Sicilia.
L’indirizzo per iscriversi è questo: https://groups.google.com/forum/#!forum/opendatasicilia

L’account twitter è stato creato per allargare lo spettro dei canali di comunicazione e fare arrivare la nostra voce più lontano. Ovviamente è @opendatasicilia

foto di Ilaria