Opendatafest 2017 a Caltanissetta, il report di 3 giorni di lavori

 

 

 

 

 

 

Le comunità di Opendatasicilia e Spaghetti Open Data hanno dato vita a questo report sui lavori della 3 giorni di incontri dell’opendatafest a Caltanissetta (2-4 giugno 2017).

I materiali mostrati nelle giornate sono disponibili su http://opendatafest.it 

Abbiamo pubblicato le slide  delle presentazioni mostrate al raduno direttamente nel sito opendatafest.it, all’interno del programma: dopo i titoli degli interventi e delle sessioni c’è una voce “| SLIDE” che permette di visualizzare i materiali. 

In questo post elenchiamo alcuni dei momenti del raduno e delle presentazioni (fai riferimento al programma per un quadro completo).

Venerdì mattina

Dibattito di inizio dei lavori

Chi: Alberto Cottica, Matteo Brunati, Andrea Borruso, Cristiano Longo

Di cosa si è discusso, in ordine sparso:

  • Curarsi delle comunità costa, è necessario rendersene conto
  • Scelta di strumenti che permettano di dare un lascito, serve dare continuità alle comunità
  • Fase storica sugli Open Data: forse stiamo vivendo la fase adolescenziale, siamo stanchi
  • Serve collegarsi alle altre comunità del mondo Openness
  • Trovare modi per far convogliare i vari temi crosscomunità, pur mantenendo le varie identità, forse è utile una Woodstock dell’Openness, sta nascendo un evento a cui ci hanno chiesto un parere e un contributo, che intende provarci nel 2018
  • Comunità locali: necessitano di credibilità per incidere nel territorio, serve dare il buon esempio
  • Serve documentare tutto, necessari incontri fisici e online
  • Non siamo da soli, non dobbiamo chiuderci in noi stessi, serve aiutare il ricambio e allargare includendo
  • Per coinvolgere altri è necessario uscire dal linguaggio da iniziati
  • La tecnologia è funzionale, un mezzo, da soli si fa poco: necessario coltivare i rapporti umani per creare cose nuove
  • Quando un cittadino inizia a produrre valore, mette in discussione lo status quo
  • Bisogna decidere come partecipare alle azioni di governo, capire come relazionarsi all’EU, bisogna rompere le scatole in modo costruttivo, come comunità
  • Il civic hacker è troppo solo, devi avere persone intorno per restare motivato
  • Serve decidere come comportarsi con le altre comunità
  • Lancio del progetto civichacking.it

Dettagli sull’evento delle comunità dell’Openness in costruzione 2018

A quanto pare l’esigenza di connettere comunità che lavorano e sono appassionate di temi affini, non è solo una sensazione di pochi: parliamo di tutte quelle comunità che in qualche forma supportano e discutono di libertà digitali (Openness in senso lato, Open Source, Free Software, Open Content e beni comuni digitali).

Assieme a Roberto Guido (presidente di Italian Linux Society – ILS), che ci ha cercato qualche settimana prima del raduno, abbiamo iniziato a ragionare su un evento unico, che riunisca molte comunità nello stesso luogo e negli stessi giorni, mantenendo ognuna separata nella gestione dei propri eventi. Per iniziare può bastare essere tutti nello stesso luogo, simultaneamente: è un inizio.

Alcuni appunti condivisi: https://etherpad.net/p/proposta-os-conf-ita

Civic hacking: comunità informali, prototipi e Open Data: il libro

Il libro nasce dall’esigenza di capire cos’è il civic hacking concretamente nel contesto italiano, uscendo dal gergo per iniziati. A partire dalle esperienze reali dei civic hacker, che collaborano per trovare soluzioni creative a sfide sociali concrete, allarghiamo lo sguardo per analizzare il rapporto tra Open Data, prototipi, comunità informali e modi di sfruttare le zone grigie (quelle opportunità inaspettate che si creano a volte).

Interessa ovviamente i civic hacker. Interessa anche i maker, gli appassionati di openness e chiunque senta l’esigenza di mettere le mani “in pasta”.  

Raccontiamo anche le nostre esperienze dirette all’interno della comunità di Spaghetti Open Data per mostrare il potenziale e la fatica di quello che si può fare.

Persone, storie, Open Data, prototipi: tutto questo per noi è civic hacking. Non solo tecnologia, ma un modo per scardinare vecchie abitudini, un modo per riprendersi il proprio ruolo di cittadini, un modo per risolvere problemi.

Fino al 31/7 h.22 CEST, puoi inviare un tuo contributo. Per dettagli fai riferimento al sito http://civichacking.it/#contributi.

Dal primo agosto partirà una campagna di crowdfunding: se ti interessa, lascia pure la tua email qui http://eepurl.com/cQ15nX.

L’annuncio del portale regionale siciliano sui dati aperti

A sorpresa è venuto a seguire i lavori della mattina Enzo Lo Piccolo, webmaster della Regione Siciliana. Ha chiesto la parola per pochi minuti e ha fatto un annuncio: nelle prossime settimane (tra fine giugno e inizio luglio) verrà lanciato il portale regionale siciliano sui dati aperti. Sarà basato su CKAN e DCAT-AP_IT compliant.

Ha chiesto alla comunità – a lancio effettuato – di “dargli una mano”, sia nelle critica che nella proposta e ha dato comunicazione di un indirizzo email dedicato opendata@regione.sicilia.it. E noi gli abbiamo chiesto di iscriversi alle nostre mailing list.

È stato un momento molto informale e concreto, che ci fa essere ottimisti. Per la Sicilia è sicuramente una bella notizia ed è stato un piacere che #ODFest17 sia stato “stimolante”.

Le presentazioni del venerdì pomeriggio

Proposte di elaborazione di Dati Aperti dagli studenti di Informatica dell’Università di Palermo

Tre studenti del corso di laurea in Informatica dell’Università degli studi di Palermo, hanno presentato i progetti realizzati per l’esame della materia “Tecniche per la gestione degli Open Data”, curato da Davide Taibi del CNR di Palermo (http://offweb.unipa.it/offweb/public/corso/dettaglioInsegnamento.seam;jsessionid=FB17C3274CB9C25A07D58E8A68988D26?oidCurriculum=17137&oidInsegnamento=111202&cid=123461). I progetti che gli studenti devono realizzare per superare l’esame della materia hanno tre caratteristiche fondamentali: a) i dati da elaborare devono provenire da diverse fonti (anche generati da sensori) ed essere in diversi formati; b) i dati acquisiti devono essere elaborati mediante processi di pulizia e armonizzazione delle strutture dati; c) i dati elaborati devono essere resi disponibili all’esterno mediante API e in un formato aperto con un livello pari a 5, possono essere riusate ontologie esistenti o è possibile creare nuove ontologie per modellare il dominio di conoscenza specifico. Infine, i dati prodotti devono essere alla base della realizzazione di applicazioni come: bot telegram, web application, o applicazioni per dispositivi mobili.

Nello specifico gli studenti che hanno partecipato all’OpenDataFest17 hanno presentato:    

  • Un portale che aggrega gli eventi culturali che si svolgono nella città di Palermo di Vincenzo Cimino, https://raw.githubusercontent.com/VickPix/aggregatore-eventi/master/slides/Aggregatore_eventi_Vincenzo_Cimino.pdf. I dati vengono acquisiti mediante scraping di alcuni blog palermitani, e dal portale dell’Università di Palermo; e vengono armonizzati in una struttura dati comune che viene utilizzata per alimentare un portale in cui vengono visualizzati gli eventi mediante una interfaccia semplice, facile e comoda. Per modellare gli eventi e le loro caratteristiche è stato utilizzato schema.org. L’estrazione dei dati relativi agli eventi in formato JSON-LD è stata implementata attraverso API. L’applicazione è disponibile qui (http://portale-eventi.firebaseapp.com).
  • Una stazione meteo autocostruita e la relativa piattaforma di gestione dei dati in rete di Riccardo La Grassa https://github.com/pulsar2468/Owd/blob/master/OpenDay2017.pdf. Sono state fornite indicazioni per la costruzione della stazione meteo. Molto interessante è stata la descrizione relativa alla costruzione dell’anemometro, realizzato a basso costo con materiali riciclati. I dati raccolti dalla stazione vengono elaborati da un server centrale alle quali le stazioni meteo possono registrarsi attraverso un TOKEN. Il server centrale fornisce le visualizzazioni dei dati acquisiti e consente l’esportazione dei dati in formato aperto a cinque stelle. In questo caso è stata riutilizzata una ontologia specifica per la modellazione dei dati provenienti dai sensori.  
  • Una piattaforma di visualizzazione per infografiche relative a dati georeferenziati di Tommaso NIcosia (http://opendatafest.it/presentazioni/TommasoNicosia-OpenData-framework-sviluppo.pdf). In questa piattaforma i dati provenienti dalle segnalazioni della polizia municipale del comune di Palermo, e i dati provenienti da Waze relativi al traffico cittadino vengono aggregati e visualizzati su mappa. Un prototipo è disponibile qui (http://neuron4web.palermo.enea.it/opendata/_trafficendpoint). Uno SPARQL endpoint si occupa di gestire le query che vengono effettuate sui dati rappresentati in RDF. I dati forniti possono avere diversi settori di applicazione. Ad esempio tali dati possono guidare le scelte dei percorsi per raggiungere punti critici della città come ad esempio i presidi ospedalieri. L’unione di queste informazioni con, ad esempio, i dati relativi alle file dei pronto soccorso della città potrebbero supportare (nell’eventualità in cui non ci siano casi che necessitano cure immediate) la scelta del pronto soccorso in maniera più efficiente in termini di pazienti in attesa, traffico nelle strade ed eventi particolari come manifestazioni e lavori in corso.    

Non fidarsi più dell’ennesima agenda: servono uno o più progetti di civic hacking [Forum OGP]

Durante il dibattito mattutino sono emersi alcuni elementi sparsi legati soprattutto al ruolo di realtà come SOD o gruppi locali come Opendata Sicilia rispetto a forum di questo tipo, ancor di più in merito al tipo di intervento e interessi da mettere sul piatto.

Durante la sessione pomeridiana siamo andati maggiormente nel dettaglio di un processo complesso, costoso e con un ritorno difficile da valutare per la società civile. Lo scopo è stato quello di condividere un vissuto di un anno, focalizzato a spiegare dove siamo ora, specie in merito alle proposte/domande presentate al ministro Madia durante l’ultimo evento in plenaria dell’8 maggio scorso.

Una delle azioni nate nei giorni del raduno e condivise con i presenti ha poi generato questa richiesta formale alla squadra OGP Italy, che abbiamo condiviso in questo thread:

https://groups.google.com/d/msg/spaghettiopendata/uslQ2CTqqiM/M1rM7uaIAQAJ

Abbiamo scelto di dare maggior visibilità a questa proposta pubblicandola anche nei rispettivi luoghi digitali:

  1. http://www.spaghettiopendata.org/blog/matteo-brunati/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda
  2. http://blog.openpolis.it/2017/06/13/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda/15616
  3. http://blog.ondata.it/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda/
  4. https://it.okfn.org/2017/06/13/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda/

Incoraggiare la partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica con YouthMetre

Caterina Impastato ha presentato YouthMetre, iniziativa che nasce per incoraggiare la partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica.  Ecco le slide (Prezi) dell’intervento: uno degli elementi più interessanti è la piattaforma e i dati che aggrega, uno degli argomenti che è stato oggetto di alcune domande da parte dei presenti.

Il progetto Ricostruzione Trasparente

Alessio Cimarelli, rappresentante dell’associazione onData, ha presentato e discusso il progetto Ricostruzione Trasparente. Ecco le slide dell’intervento.

Civic Hackathon[s]

Creazione del GTFS di Caltanissetta

GTFS

Nelle prime ore di lavoro il gruppo di lavoro ha “sbattuto” con un ostacolo inatteso: i dati sulle rotte e sulle fermate erano incompleti o errati. Per fortuna, durante la giornata, è venuta a trovarci la Titolare dell’Azienda che gestisce i trasporti locali su gomma (SCAT) e siamo riusciti a produrre dei dati corretti sulla linea 3 (uno speciale grazie a Cesare Gerbino che è stato come sempre molto disponibile e puntuale).

Compresa l’impossibilità di avere delle info in giornata sui dati di base, ci siamo messi come obiettivo quello di costruire una procedura che consentisse di produrre un GTFS a partire dai dati forniti della SCAT e di verficarne la validità.

Davide Galletti ha creato uno script python, che a partire dalle info sulle fermate, e dalla timetable fornita da SCAT (che è abbastanza generica), produce i file secondo standard GTFS su rotte, corse e orari (routes.txt, trips.txt e stop_times.txt).

Abbiamo testato lo script con un set completo di dati (i file .txt presenti qui) usando il FeedValidator “ufficiale” e il file GTFS è risultato validato (con diversi warning che indicano la necessità di fare un altro check sui dati di base).

In conclusione:

  • Sarà necessario avere i dati geografici di base corretti e completi per tutte le linee. Giuseppe La Mensa, insieme al personale di SCAT, sarà in prima linea a occuparsene;
  • Con il set di dati completo, faremo delle modifiche e ovviamente dei test sullo script di creazione del file GTFS;
  • Documenteremo il tutto in modo da rendere autonoma la SCAT nella produzione del file GTFS e per potere replicare il processo anche in altri piccoli comuni.

GTFS + LOD

A valle del lavoro sul GTFS, è stato fatto un esperimento (Francesco Marchitelli, featuring Marco Brandizi) aggregando i dati del file GTFS di Lecce con dati provenienti dalla Linked Open Data cloud, per mostrare alcuni dei vantaggi nell’usare i Linked Data. Dopo aver convertito il file GTFS in RDF, sono stati inseriti gli eventi presenti a Lecce e caricato tutto quanto in un triple store. A questo punto è stata fatta una query di esempio che mostra i dettagli di un concerto organizzato al castello, con le informazioni correlate delle fermate dei bus che si trovano nelle vicinanze.

Il materiale si trova in questa cartella.

Un’analisi di rete dei finanziamenti europei alla ricerca

La sessione di Alberto era tosta, specie per quelli che non hanno partecipato al lavoro degli anni precedenti: Alberto ha raccontato i dettagli e la storia di questa proposta nella descrizione di questa sessione.

Purtroppo non è riuscita ad essere presente Baya Remaoun (andata via durante il pomeriggio del venerdì): alcune delle domande emerse sui dati CORDIS avrebbero avuto una risposta veloce, probabilmente.

Infatti una delle sfide per chi curiosa in dati che non conosce è riuscire a comprenderli con facilità.

Sono domande che porremo a Baya e alla squadra che gestisce la pubblicazione dei dati CORDIS nelle prossime settimane.

Altre domande hanno trovato risposta però: i risultati e la documentazione relativa al lavoro fatto si trovano in questa cartella del repo. C’è anche la presentazione (in formato Keynote) mostrata da Alberto e le immagini correlate (cartella).

Realizzare un elenco machine-readable di Albi POP

Nei giorni precedenti avevamo deciso di unificare i nostri hackathon entrambi relativi ad Albo POP, riconoscendo come la creazione di un elenco processabile dalle macchine di albi POP fosse un passo importante per molteplici attività, non ultima quella di creare aggregatori di albi. Per questo motivo, con l’aiuto e l’esperienza di Francesca Gleria abbiamo deciso di iniziare definendo un formato per la rappresentazione di albi POP.

Siamo partiti dal vocabolario del web semantico DCAT, raccomandazione W3C per la rappresentazione di dataset. L’albo POP è infatti null’altro che una rappresentazione, in formato RSS, del dataset degli avvisi di una pubblica amministrazione.

Abbiamo esaminato quindi la specializzazione di DCAT realizzata per le pubbliche amministrazioni italiane dcat_ap_it e la abbiamo applicata al nostro caso particolare. La peculiarità di albo POP è che il feed RSS viene generato a partire da una pagina web e il detentore dei dati (la pubblica amministrazione titolare dell’albo) non ha alcuna relazione con chi realizza e tiene su il servizio di albo pop. Inoltre, abbiamo tenuto in considerazione le specifiche RSS per albo pop.

Il lavoro ha generato un tutorial per pubblicare in DCAT_ap_it un elenco di albi pop, (che ci ripromettiamo di completare nei prossimi giorni.

Le informazioni originali sui dataset presenti nel catalogo in formato DCAT sono comunque rappresentabili in prima battuta con una semplice tabella. Abbiamo quindi strutturato opportunamente un Google Spreadsheet condiviso affinché fosse la base di partenza per la generazione automatica del file di catalogo, ma anche la sorgente dati di una visualizzazione web nello stile di Petrusino. L’idea è di alimentare il foglio mediante un form on-line e collegare ad esso uno script che lo traduca nel formato DCAT e una visualizzazione web che permetta di navigarlo.

FormAzione

Vocabolari, metadati: uno sguardo nel dettaglio

Al posto di una presentazione vera e propria c’è stata una discussione, guidata da queste slide.

Un’introduzione a Elasticsearch

Alessio Cimarelli ha tenuto una lezione introduttiva al database e motore di ricerca Elasticsearch, discutendone caratteristiche e potenzialità a partire dai dati live del progetto Ricostruzione Trasparente. Ecco le slide.

Varie

La proposta di Massimo Zotti: tradurre i videotutorial del progetto Copernicus

https://www.youtube.com/watch?v=KWeS1-TDy-0

Ringraziamenti e scuse

La vita dell’OpenDataFest17 è stata semplice e comoda. Un sentito grazie a:

  • Giuseppe La Mensa che ha coordinato tutto il prima, durante e dopo della logistica e i contatti con il sistema di accoglienza locali;
  • Erika Marconato che ha creato l’apprezzato communication kit (usato poi per magliette, banner, sito, social, ecc.. ), gestito la comunicazione su #ODFest17, raccolto le donazioni per le magliette, partecipato al gruppo di lavoro per la definizione di queste tre giornate;
  • Matteo Brunati che ha dato forma a questo raduno con diverse idee e spunti stimolanti, creato il wiki per il raduno, editato il sito e per essere stato Matteo Brunati;
  • Andrea Borruso che mostra a tutti noi come essere delle persone migliori;
  • Il Comune di Caltanissetta che, grazie alla sensibilità verso i temi del digitale innovativo dell’amministrazione Ruvolo, ha contribuito alle spese organizzative dell’evento.

Chiediamo scusa ad Alessandro Capezzuoli, per non essere riusciti a tenere al meglio i tempi del venerdì pomeriggio e non avere avuto l’opportunità di ascoltare la sua relazione dal titolo Professioni e orientamento: dagli open data al mercato del lavoro.

STORIFY

Disponibile uno storify ( a cura di Erika Marconato) che può dare un’idea di quello che abbiamo combinato: https://storify.com/ErikaMarconato/opendatafest2017

OPENDATAFEST 2017, Caltanissetta 2-4 giugno 2017, #ODFest17

#ODFest17

Dal 2 al 4 giugno 2017 a Caltanissetta si terranno iniziative per conoscere il mondo dei dati e per stimolare la conoscenza aperta, incontrare persone che se ne interessano, condividere esperienze e costruire prototipi insieme. Quest’anno si tratta di un evento organizzato dalle comunità Open Data Sicilia e Spaghetti Open Data.

Un portale informativo è già stato redatto http://opendatafest.it/ e contiene le informazioni utili per coloro che intendono partecipare, non solo come uditori, ma anche come relatori.

Questa mappa illustra i siti dove si terranno gli eventi, i punti di riferimento del trasporto pubblico locale e i siti per il pernottamento.

Ecco alcuni alcuni temi che saranno approfonditi al raduno (ma non sono necessariamente solo questi):

  • pratiche e metodi di trasparenza;
  • i dati della amministrazione aperta;
  • la condivisione dei dati aperti e il loro riuso;
  • i dati aperti per comprendere meglio la realtà e come supporto alle decisioni;
  • fare impresa con i dati aperti (casi di business basati sugli Open Data);
  • l’impatto sulla società dei dati aperti;
  • il trattamento dei dati, l’analisi e la loro visualizzazione;
  • metadati, ontologie e approcci semantici;
  • raccontare il territorio a partire dai dati;
  • strumenti hardware e software per la raccolta e la condivisione di dati aperti.

I tre giorni avranno questa struttura:

  1. venerdì 2 giugno: la giornata è divisa in due parti:
    • mattina: terremo una conferenza in cui aggiornarci a vicenda sulle cose più importanti che sono successe nell’ultimo anno nel mondo degli Open Data;
    • pomeriggio: ci saranno delle sessioni parallele sui temi che arriveranno dalle proposte che faranno i partecipanti stessi, come per i BarCamp (per chi li conoscesse).
  2. sabato 3 giugno faremo un Civic Hackathon: produrremo insieme qualcosa di concreto. A differenza degli hackathon “normali”, il civic hackathon non si concentra solo sulla produzione di software, ma anche su analisi di leggi e normative o azioni di monitoraggio civico. Qualunque persona interessata al tema può esserne protagonista, anche se non sa programmare. Anche in questo caso, l’ambito e le possibili sfide da affrontare saranno frutto di quelle proposte che arriveranno dai partecipanti stessi;
  3. domenica 4 giugno faremo una giornata di formazione per la comunità. Sarà accessibile anche a principianti assoluti: il suo obiettivo è rendere tutti in grado di “fare delle cose con i dati” – una cosa molto pratica, insomma. Come per il sabato, anche in questo caso le proposte emergono direttamente dal basso.

E’ forse l’iniziativa civica sui dati aperti più interessante d’Italia del 2017, perché realizzata da persone che dentro o fuori le pubbliche amministrazioni sono accomunate dalla passione e consapevolezza dell’importanza della conoscenza condivisa.

Partecipa all’OPENDATAFEST 2017

Se partecipi puoi anche farlo sapere aggiornando la cover del tuo profilo Twitter o di Facebook:


(foto in alto di Lillo Miccichè)

#ODS16, 3 giorni di eventi a Messina per contaminarsi la cultura operativa degli open data

 

#ODS16 l’evento di 3 giorni

La comunità di opendatasicilia si è incontrata dal 2 al 4 Settembre 2016 a Messina, ospitata nella sede della facoltà di Scienze Cognitive della locale Università, con un programma di tre giornate di confronto, workshop formativi ad accesso gratuito e gruppi di sviluppo progettuale per lavorare sugli Open Data. Il sindaco del Comune di Messina ci ha accolti con piacere.

Un programma molto ricco di eventi sul mondo dei dati aperti a 360 gradi, con partecipanti provenienti da diverse parti d’Italia (guarda la mappa) e con una rappresentanza del portale europeo dei dati aperti www.europeandataportal.eu.

Cosa abbiamo fatto in 3 giorni

speaker

In questi 3 giorni di inizio settembre si è condivisa conoscenza, e contaminata cultura, su una ampia varietà di temi legati direttamente o anche indirettamente ai dati.

Sono stati illustrati i contenuti del portale europeo dei dati aperti con la presentazione di Wendy Carrara, che ha sensibilizzato i presenti sia in veste pubblica che di privati cittadini/associazioni a pubblicare dati con una chiara strategia, per gli uni, e ad utilizzare gli open data, per gli altri, al fine di creare servizi a valore aggiunto per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini nella società.

E’ stata illustrata l’iniziativa A Scuola di OpenCoesione che ha coinvolto decine di scuole in tutta Italia per la sensibilizzazione degli ambienti scolastici verso il mondo dei dati aperti e sono stati presentati i progetti di scuole che vogliono andare oltre costruendo laboratori open data in collaborazione con enti pubblici e community attive sui dati aperti.

Non poteva, ovviamente, mancare il FOIA (Freedom Of Information Act), l’Open Government, e la Trasparenza della Pubblica Amministrazione, tutti temi nazionali caldi sui quali si sono confrontati presenti e personaggi di rilievo nazionale. Con l’iniziativa  Siamo tutti “più” cittadini – ad esempio – si propongono implementazioni del nuovo statuto del comune di Palermo. Soprattutto si cerca di comprendere insieme l’apparato della Trasparenza vera e il rapporto con il  cittadino.

Si presenta il progetto SmartME, nato al fine di incoraggiare un dialogo con il comune per stimolare la creazione di nuovi ecosistemi virtuali basati sull’utilizzo del paradigma dell’Internet delle Cose (IoT).

Palermo illustra la realizzazione del piano d’incidentalità mediante sistema informativo territoriale della Polizia municipale di Palermo ed effettua analisi dettagliate e visualizzazione dei dati con il linguaggio “R”.

Sempre a Palermo la community di #OPENAMAT, iniziativa civica, apre un approccio nuovo alla risoluzione di vecchi problemi legati alla mobilità urbana dei trasporti pubblici di Palermo.

Con i dati si possono valorizzare i monumenti, quindi viene presentata l’iniziativa nazionale Wiki Loves Monuments che registra diverse pubbliche amministrazioni aderenti anche in Sicilia.

Nel campo della salute i dati sono anche molto utili, l’iniziativa civica del portale consalute.it: consapevolezza e salute con i dati socio-sanitari, illustra, tra l’altro, gli importanti dati di attesa ai Pronto Soccorso di alcuni importanti ospedali pubblici di Palermo, utile per chi deve scegliere l’Ospedale dove recarsi in emergenza.

Nell’ambito energia l’iniziativa OpenData ed Energia: opportunità per imprese e criticità dei dati presenta i dati sull’atlante solare ed eolico per la progettazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Nel campo della lotta alla criminalità organizzata, “come valutare l’antimafia? Ovviamente i  dati sono a supporto del progetto ConfiscatiBene” (slideslide).

Con un app già nota per le chat di gruppo, si costruiscono gli Albi Pop, è il caso di Telegram e di “AlboPOP: guarda un po’, l’albo pretorio va di moda“, e di Citybot un cruscotto digitale portatile per la città smart con tante info utili  in pochi click dallo smartphone.

Il giornalismo si nutre dei dati, oggi si chiama “Datajournalism”, dai dati ad un giornalismo analitico, i dati sono nei 18 giornali locali del gruppo editoriale l’Espresso / Finegil.

Dal Trentino arrivano gli input sul cambiamento delle pubbliche amministrazioni nelle economie e società guidate dai dati, una tendenza che si comincia a diffondere nei territori più virtuosi del mondo.

I bilanci comunali sono argomento sempre più caldo per la società e OpenBilanci realizza uno spaccato su Messina e la Sicilia a cura di OpenPolis.

Quando le regioni non hanno i portali open data, a farli ci pensano le community civiche: Non-Portale Open Data e dalla Sicilia si replica in Campania con laboratori per la costruzione di siti con dati pubblici unofficial.

Per chi ama il mondo delle mappe, dei dati georeferenziati e degli applicativi, l’evento messinese di 3 giorni ha portato una ventata di freschezza.

Le mappe interattive sono possibili in poche mosse e senza usare codice, è il caso di Carto.

Con Staview si ha la possibilità di visualizzare una piattaforma webGIS con i dati statistici (di ISTAT/INAIL/INPS/Ministero Interno/Veneto Lavoro/Arsel) su popolazione, lavoro, istruzione, sanità, assistenza, ambiente, energia, giustizia, sicurezza, servizi.

Con Leaflet – from Zero to Hero -si realizzano superlibrerie javascript per realizzare mappe interattive (esempi e repository).

In un evento sui dati aperti non poteva mancare il software open source per i dati geografici, con QGis si personalizzano senza limiti le mappe (Slide e materiali).

Fortunatamente oggi non c’è solo Google Maps, con Openstreetmap sono i cittadini ad arricchire i dati della mappa più bella del mondo. Ci provano i boyscout e i civic hacker con la Villa Romana di Patti, della serie le mappe le facciamo e le aggiorniamo noi cittadini.

Imparare dalle e con le macchine, machine learning: tecnologie e metodi per costruire un progetto, che casualmente ha a che fare con… 🙂  (demo e repository).

Immancabile una sessione su Statistica e i Geodati per comprendere fenomeni  nella geografia.

I dati servono per fare monitoraggio, allora Monitoraggio asincrono come se fosse Antani.

Un linguaggio software “R” per fare un focus sui dati delle API di ARPA Sicilia.

Anche la curia si avvicina agli open data per comunicare ai suoi fedeli, il caso dell’Arcidiocesi di Catania.

Quando diversi dataset si mettono in collegamento, è il caso dei Linked Open Data, e semantica del web (materiali e slide – Slide Intro LOD – materiali e slide)

Dal satellite si possono scaricare dati geografici per il riuso: i dati Copernicus.

A fine della seconda giornata davanti ad un aperitivo sulla costa di Messina è stato presentato il libro Architettura della Comunicazione.

Il terzo giorno è stato lanciato il contest Opendatagiustizia.it (Conoscere la giustizia attraverso i dati, per migliorare il Paese) promosso da COGruppo in collaborazione con Associazione Ondata (slide).

In conclusione è successo che

In 3 giorni persone con competenze tecnologiche e digitali diverse, di diversa età, sesso e orientamento politico, appartenenti ad associazioni private e ad enti pubblici, provenienti da diverse parti d’Italia si sono incontrate con questi obiettivi:

  • condividere conoscenza sull’uso dei dati, contaminandosi a vicenda
  • imparare gli uni dagli altri, facendo domande e mostrando curiosità su cosa fa l’altro
  • cercare di creare reti territoriali tra associazioni ed enti pubblici per la realizzazione di progetti specifici attraverso l’uso dei dati
  • creare servizi digitali ad alto valore culturale e sociale per la collettività
  • assaggiare le prelibatezze Messinesi: street food e granite 🙂
  • contribuire a migliorare la politica di trasparenza delle locali pubbliche amministrazioni, stimolando, ad esempio, il ricorso all’accesso civico
  • far conoscere servizi utili già realizzati attraverso il riutilizzo dei dati, ma che a volte restano confinati ad un livello molto locale perchè non adeguatamente pubblicizzati
  • dimostrare come il mondo dei dati geografici adeguatamente pubblicato online possa migliorare le scelte di vita quotidiana delle persone
  • stimolare i cittadini a valorizzare il proprio patrimonio culturale e monumentale attraverso la sensibilizzazione degli enti pubblici che autorizzano i cittadini a fotografare per contest nazionali e rilasciare le foto con licenze aperte
  • coinvolgere la scuola superiore italiana per sensibilizzare i ragazzi alla cultura del dato come leva per una nuova consapevolezza ed una nuova economia.
  • ….

Tutto questo è successo grazie ad ognuno dei partecipanti che si è immerso in una dimensione di campus culturale, dove il #dato è stato corteggiato senza limiti e per le più svariate finalità.

Opendatasicilia non è una community di soli siciliani, è una community che parte da quei siciliani che vogliono realizzare sogni, progetti e azioni sui dati insieme a individui di ogni parte d’Italia, ed è per questo motivo che riesce bene, già  al secondo anno di eventi, ad essere modello e punto di riferimento per l’aggregazione sociale e culturale senza confini.

Un sentito grazie a tutti i presenti per l’atmosfera creata e per le contaminazioni culturali generate.

Lo storytelling su Twitter

Gli eventi della 3 giorni di opendatasicilia sono stati memorizzati su un flusso di tweet e foto disponibili al link.

E una mini rassegna stampa sull’evento.

#ODS16: il messaggio del sindaco di Messina alla nostra comunità

Il sindaco di Messina, Renato Accorinti, ci ha inviato questo messaggio. E’ stato un piacere riceverlo e ne abbiamo fatto pure l’OCR.

Grazie Renato!

Carissimi partecipanti al raduno di Open Data Sicilia, nel mio ruolo di Sindaco della città di Messina con questa lettera, e nella speranza di poter essere presente durante i vostri lavori, voglio esprimere il mio apprezzamento per la vostra iniziativa.

Per me è una grande gioia che sia Messina ad ospitare questo evento, che apre a processi di democrazia, trasparenza e partecipazione. È anche molto importante che questo raduno sia stato organizzato dai cittadini, dal basso, e che questi stessi cittadini cerchino quotidianamente un dialogo con le loro istituzioni di riferimento per coinvolgerle in questi processi con l’obiettivo di migliorare il funzionamento delle stesse istitUZioni e della pubblica amministrazione.

Il Comune di Messina è certamente indietro su questi temi ma abbiamo cominciato ad impegnarci per recuperare terreno, con la consapevolezza che per riuscire c’è bisogno di collaborazione tra l’ente locale e i cittadini. Questo impegno è anche per noi la speranza di poter, per una volta, trovarci in testa al gruppo delle istituzioni che vogliono innovare i processi di partecipazione e trasparenza. Da parte nostra garantiamo un impegno concreto sul tema dell’apertura dei dati. Proseguiremo le attività, già avviate in maniera condivisa con un gruppo di cittadini e sempre aperte a chi vorrà partecipare. Entro la fine del 2016 definiremo il calendario di riforme che questa amministrazione vuole mettere in pratica per standardizzare le procedure di apertura dei dati politici e amministrativi. Queste riforme saranno portate avanti da un team, che sarà costituito a breve, composto da operatori del Comune e da cittadini. Esperienze simili sono già presenti in altri Comuni italiani e della nostra Regione. Queste esperienze sono preziose per velocizzare i tempi di attuazione delle nostre riforme. Per questo chiederemo supporto e consigli ad altre amministrazioni, a partire da quella di Palermo che ha già fatto notevoli passi in avanti con la scrittura delle linee guida sugli Open Data del Comune che permettono un processo costante di pubblicazione di dati aperti.

Intanto un impegno a cui assolviamo con gioia è partecipare al raduno di Open Data Sicilia. L’intervento del Segretario Generale del Comune e la presenza nel pubblico di rappresentanti del Comune è una prova concreta del nostro interesse verso i temi che la comunità di Open Data Sicilia promuove.

Vi mando un carissimo abbraccio.

 

ODS16 OpenDataSicilia Summer Edition / Messina, 2-3-4 Settembre 2016

La comunità di #OpenDataSicilia si troverà a Messina dal 2 al 4 Settembre 2016. Saranno tre giornate di confronto, workshop formativi ad accesso gratuito e con l’opportunità di creare gruppi di sviluppo progettuale per lavorare sugli OpenData.

#OpenDataSicilia è una iniziativa civica che si propone di far conoscere e diffondere la cultura dell’open government e le prassi dell’open data nel nostro territorio e aprire una discussione pubblica partecipata. Siamo un gruppo di cittadini con diverse storie, competenze, professioni. Siamo accomunati dalla genuina volontà di contribuire a migliorare la qualità della vita della nostra comunità. Lo vogliamo fare con spirito di collaborazione e concretezza.

Il programma è già in buona fase di sviluppo ed è suddiviso in tre momenti principali: venerdì 2 sarà dedicato a relazioni a “tema”, sabato 3 allaformazione e infine domenica 4 alla cura di questa comunità e a sviluppare e costruire “cose” a partire da stimoli e idee scaturiti nei giorni precedenti.

Si può contribuire sia per la giornata del 2, proponendo una relazione, che per la giornata del 3 con una proposta di workshop. Qui la call for proposal, con le modalità previste.

L’interesse per il raduno del 2016 è ulteriormente aumentato, con interventi di amici e professionisti che verranno anche da lontano e ci sarà inoltre un probabile alto numero di iscritti. Sarà un evento gratuito, ma avrà dei costi di manutenzione: per questo ti chiediamo di sostenerlo con una donazione libera (i fondi verranno raccolti dall’associazione onData, che pubblicherà tutti i dati su quanto raccolto e sulle modalità di utilizzo)

Ti aspettiamo a Messina per #ODS16!

Open Data Sicilia riceve il riconoscimento OpenGeoData 2016

Open Data Sicilia riceve il riconoscimento “Utenti attivi OpenGeoData 2016” per

“essere la comunità italiana di utenti di dati aperti più numerosa ed attiva, che pubblica e condivide un flusso continuo di news, informazioni, eventi, test sui dati, applicazioni.”

Lo ha da poco comunicato Giovanni Biallo (sotto la lettera di comunicazione),  presidente dell’Associazione OpenGeoData Italia. A lui e ai membri dell’associazione il nostro grazie.

Gli altri premi sono:

  • “Regione OpenGeoData 2016”, che va alla regione Basilicata;
  • “Applicazioni OpenGeoData 2016”, che va all’azienda Planetek Italia.

I premi verranno consegnati nella sessione plenaria della “Conferenza OpenGeoData“.

Il ringraziamento più grande va a tutti quelli che hanno reso questa comunità qualcosa che oggi è speciale: a tutte le persone che la animano e spendono il loro tempo per condividere un po’ della loro conoscenza e della loro esperienza perché si possa crescere insieme, per farsi due risate, per riconoscersi.

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OpenDataSicilia un anno A scuola di OpenCoesione: webinar 18/5 alle 19

Giulio Di Chiara, Nino Galante, Ciro Spataro di Open Data Sicilia e Mimmo Caeti di Europe Direct Palermo raccontano la propria esperienza a fianco delle scuole siciliane che hanno partecipato all’edizione 2015/2016 di A Scuola di OpenCoesione come ‘tutor’. È una bella iniziativa che può interessare per sapere cosa si è fatto nelle scuole e soprattutto per chi vuol dare una mano nelle prossime edizioni. Diretta qui in basso, con una chat per fare domande!

Opendata day 2016 a Palermo, partecipazione intensa.

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L’opendataday 2016 a Palermo è molto intenso:

7 team di studenti di 6 scuole superiori siciliane che partecipano all’iniziativa “A scuola di Opencoesione” + Euromed Carrefour Sicilia Europedirect + Comune di Palermo + Regione Siciliana + Università di Palermo + ENAV + OpenDataSicilia.

Un grazie speciale all’organizzazione di Euromed Carrefour Sicilia Europedirect.

odday 2016

Ci vediamo sabato 5 marzo al Noviziato dei Crociferi in via Torremuzza 20, alle 9.30  (coordinate geografiche = https://map.what3words.com/scenata.firmano.abito)

Partecipano:
Marco Tornambè, Dipartimento della Programmazione, Regione Siciliana
Maria Concetta Antinoro, Dip. Regionale Turismo, Sport e Spettacolo, Regione SIciliana
Ciro Spataro, Area dell’Area dell’Innovazione Tecnologica, Comune di Palermo
Sergio Romano, Ufficio Servizi Pubblici a Rete e di Pubblica Utilità, Comune di Palermo
Roberta Romeo, Responsabile Ufficio Edilizia Scolastica, Comune di Palermo
Massimiliano Dimonte, Responsabile ENAV Palermo
Giulio Ghersi, Direttore CHAB Mediterranean Center for Human Health Advanced Biotechnologies, UNIPA
Davide Taibi, Esperto Opendata Sicilia
Scuole Partecipanti:
Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Ernesto Ascione” Palermo
Istituto Professionale per i Servizi Commerciali “Luigi Einaudi” Palermo
Istituto Tecnico per il Turismo “Marco Polo” Palermo
Liceo Scientifico “Albert Einstein” Palermo
Istituto Superiore “Duca Abruzzi – Libero Grassi” Palermo
Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Ferdinando Borghese” Patti (ME)

Nuovo sito open geo data del Libero Consorzio Comunale di Enna

NdR: riceviamo da Giuseppe Claudio Vitale del Libero Consorzio Comunale di Enna e volentieri pubblichiamo.

Il nuovo sito web dell’open geodata e dell’informazione geografica del Libero Consorzio Comunale di Enna è online.

L’informazione geografica del Libero Consorzio Comunale di Enna (già Provincia Regionale di Enna) ha una nuova presenza online  attraverso il sito internet completamente nuovo nell’aspetto grafico e ricco di contenuti, completo e realizzato per offrire a tutti gli utenti un servizio più funzionale e immediato. Infatti, come sintetizza il motto, attraverso un solo clik si ha a portata di mano e con un accesso semplificato, la completa informazione geografica dell’Ente pubblico all’indirizzo http://www.geomagazine.enna.sitr.it/

Dalla pagina iniziale del sito, che ha un aspetto grafico interessante e dinamico, con un solo “click” e’ possibile accedere ai servizi offerti indirizzando, secondo le esigenze degli utenti il portale specialistico dedicato esclusivamente all’open geodata, unico in Sicilia e tra i pochi nella realtà meridionale, il WebSIT dove è possibile visualizzare in maniera personalizzata una moltitudine di servizi geografici e tematismi di grande interesse per cittadini, professionisti ed istituzioni pubbliche e private. Completano l’offerta dell’informazione geografica l’accesso alle pagine dello strumento territoriale e urbanistico rappresentato dal Piano Territoriale Provinciale (P.T.P.) e la piattaforma partecipativa in materia di governo del territorio attualmente unica in Sicilia basata sulla piattaforma completamente open source quale è ushahidi che nel linguaggio swahili sta per “testimonianza” o “testimone”, “traccia” come quelle che possono lasciare liberamente tutti gli utenti proponendo soluzioni e segnalando criticità mappandole direttamente ed in maniera precisa sul territorio.

Il sito è fruibile da qualsiasi piattaforma di navigazione ed adatta in maniera automatica la visualizzazione alle dimensioni dello schermo del dispositivo utilizzato.

Dalla pagina iniziale oltre alla possibilità di raggiungere le altre aree del sito visibili nella barra di navigazione in alto, inoltre, è presente, nella parte centrale, lo spazio dedicato alle notizie che hanno particolare rilevanza nel campo dell’open geodata.

Il gruppo di lavoro è sempre disponibile dietro lo schermo, pronto ad analizzare le risposte date al questionario di gradimento, assistere gli utenti nelle loro richieste e ad approfondire problematiche da loro stessi poste e, magari, ritrovarsi nei social collegati.

Vai al sito http://bit.ly/1UPQKcJ

Due percorsi di formazione per la PA su #Opendata e Partecipazione

NdR: abbiamo ricevuto dal Formez notizia di due percorsi di formazione su Opendata e Partecipazione, di cui diamo volentieri diffusione.

Dal 15 febbraio 2016 saranno avviati due corsi online, uno sul tema dei Dati Aperti, l’altro sulla Partecipazione civica, dedicati ai dipendenti della Pubblica Amministrazione.

Quest’ultimo, a integrazione delle attività online, prevede due giornate in presenza (1 e 22 marzo 2016) di inquadramento del tema della Partecipazione nel contesto dell’Open Government e in particolare rispetto ad accountability e trasparenza dell’azione pubblica.
I seminari si terranno a Palermo, presso la sede del Dipartimento della Funzione pubblica regionale.

Il corso Open data non avrà attività in presenza ma 4 webinar nei quali Gianfranco Andriola approfondirà gli argomenti trattati nei 4 moduli del corso.

Le iscrizioni ai corsi sono online da questi link:

Per chi non fosse ancora registrato nella piattaforma del FormezPA, per fruire dei corsi online è prima necessario iscriversi a questo link: https://auth.formez.eu/user/login.

Moduli del corso sui dati aperti

  • Modulo 1 – Cosa sono gli open data: volto ad acquisire i concetti base dell’open data e avere una chiara idea degli elementi che definiscono la pratica dei dati aperti.
  • Modulo 2 – Perché aprire i dati: incentrato sulla comprensione di cosa avviene ai dati della pubblica amministrazione una volta esposti in formato aperto, sui possibili riusi delle informazioni, sul contributo che gli open data possono dare all’economia della conoscenza.
  • Modulo 3 – Come pubblicare dati aperti: l’obiettivo di questo terzo modulo è di descrivere la filiera di attività utili alla pubblicazione dei dati governativi in formato aperto, dalla loro produzione all’interno della PA, fino alla loro esposizione online.
  • Modulo 4 – Come organizzare l’apertura dei dati: l’ultimo modulo di questo corso si concentra sugli elementi organizzativi (processi, figure professionali, standard) di cui una PA deve tener conto per avviare un percorso di apertura del proprio patrimonio informativo.

Moduli del corso sulla partecipazione civica

  • Modulo 1 – La partecipazione civica: illustra le caratteristiche, le forme e i livelli della partecipazione civica e le nuove forme di cittadinanza.
  • Modulo 2 – Progettare una consultazione online: descrive le competenze necessarie per attivare un processo di consultazione online.
  • Modulo 3 – Metodi e strumenti per una consultazione online: presenta i metodi e gli strumenti, comprese le tecnologie abilitanti, per realizzare una consultazione online.
  • Modulo 4 – Valutare e condividere i risultati di una consultazione online: descrive le metodologie e gli strumenti per l’analisi, la valutazione degli esiti e del feedback di una consultazione online.

Ci sembra un’occasione da non perdere per i dipendenti della Pubblica Amministrazione.