LibreItalia Conference 2019: 11 maggio a Palermo

Il prossimo 11 maggio si svolgerà a Palermo la conferenza “LibreItalia Conference 2019“: https://www.libreitalia.org/sesta-conferenza-italiana-libreitalia-2019/

È organizzata dall’associazione LibreItalia, con la collaborazione di Free Circle, l’associazione Mozilla Italia, la comunità Ubuntu Italia e noi di OpenDataSicilia.
Si terrà a Palermo, presso la “Sala De Seta” ai Cantieri della Zisa, presso via Paolo Gili, 4, dalle ore 9.00 alle ore 17.30.

La registrazione all’evento è gratuita e si effettua da qui: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-conferenza-libreitalia-palermo-2019-59876453083

Sessione mattutina

Ora Intervento
09:00 Registrazione e accoglienza
09:30 Saluti – Consiglio LibreItalia, autorità
09:45 Il software libero e open source: cos’è e perché riguarda tutti – Giordano Alborghetti, LibreItalia
10:15 L’importanza dei formati standard – Italo Vignoli, Presidente onorario LibreItalia
10:45 Coffee break
11:15 Open Data: un percorso tra formati, strumenti, giurisprudenza e modalità di pubblicazione – Andrea Borruso, Mario Grimaldi e Ciro Spataro, OpenDataSicilia
11:45 La nuova versione dell’Internet Health Report di Mozilla – Edoardo Viola, Mozilla Italia
12:15 Stai in forma e sicuro con Ubuntu – Dario Cavedon, ubuntu-it

Sessione pomeridiana

Ora Intervento
14:00 M come Migrazione (a software libero): Comune di Roma – Flavia Marzano, Assessorato «Roma Semplice»
14:30 M come Migrazione: dalla teoria alla pratica – Enio Gemmo, Presidente LibreItalia
15:00 I professionisti e il software libero – Ing. Bruno Lo Torto, Ordine Ingegneri di Palermo
15:30 Coffee break
16:00 Public Money, Public Code – Marina Latini, CIB software GmbH
16:30 LibreOffice e la sua community – Gabriele Ponzo e Marina Latini, TDF
17:00 Sessione di chiusura e saluti – Consiglio LibreItalia, Free Circle Palermo

Richiesta apertura dati Assemblea Regionale Siciliana: una lettera aperta

NdR: oggi abbiamo inviato al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Onorevole Micciché e al dott. Ingrao (responsabile dei servizi informatici dell’ARS) l’email di sotto.

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Egregi Presidente Onorevole Micciché e dott. Ingrao,
vi scriviamo a nome della comunità “Open Data Sicilia“, iniziativa civica che si propone di far conoscere e diffondere la cultura dell’open government e le prassi dell’open data nel nostro territorio al fine di aprire una discussione pubblica partecipata.

In occasione della settimana dell’amministrazione aperta, attualmente in corso e durante la quale si concentrano su tutto il territorio nazionale iniziative per promuovere l’amministrazione aperta, vi scriviamo in merito al recente aggiornamento del sito Web istituzionale dell’Assemblea Regionale Siciliana.
Il nuovo portale istituzionale dell’ARS si presenta adesso molto più flessibile in termini di adeguatezza e fruibilità e, allo stesso tempo, nell’ottica di migliorare alcuni aspetti del sito,™ vorremmo suggerirvi l’implementazione di alcune funzionalità che potrebbero aumentare di molto il livello di attrattività del sito stesso.

Il suggerimento più importante che vorremmo darvi è di pubblicare i dati dell’attività politica dell’Assemblea Regionale Siciliana in opendata, così come da anni avviene al Senato della Repubblica.
In un settore chiave come quello legislativo, i dati aperti costituiscono uno strumento essenziale ed estremamente importante, abilitante per tutte quelle iniziative relative al monitoraggio, alla trasparenza, alla partecipazione civica e all’ open-governmentin generale.

Lo scorso 9 e 10 novembre 2018, la comunità ha organizzato il raduno Open Data Sicilia 2018 a Palazzo dei Normanni, presentando il progetto OpenARS, una piattaforma per la pubblicazione dei dati ARS in modalità “Linked-Data“, il livello più alto di fruibilità secondo il modello di Tim Berners-Lee. In quell’occasione abbiamo mostrato l’alto livello di flessibilità raggiunto dalle potenzialità del Web semantico applicato ai dati ARS; abbiamo sviluppato una ontologia per modellare il dominio di riferimento dei dati ARS partendo proprio dai dati estratti dal sito vecchio; abbiamo organizzato un hackathon sui dati ARS, enfatizzando il concetto di riuso, tipico degli opendata, in contesti diversi da quello originale (per maggiori informazioni programma, slide e video sono scaricabili nel sito di riferimento sopraindicato).
Con un obiettivo principale: mostrare come tutto questo consenta di fare diventare più “quotidiane” e più “leggibili” le attività parlamentari.
Anche se esistono dei riferimenti normativi che prevedono che gli enti dello Stato sono tenuti a pubblicare i dati in opendata, vorremmo suggerirvi di pubblicare i dati in formato aperto come scelta di governo, perché ciò rende l’amministrazione veramente trasparente attraverso la diffusione delle informazioni relative al suo funzionamento; migliora la qualità della vita dei cittadini attraverso la creazione di servizi sempre più aderenti alle esigenze degli utenti; diventa volano di sviluppo economico attraverso il riuso dei dati in maniera creativa, ad esempio attraverso lo sviluppo di app data-driven.

Sebbene sul sito del progetto OpenARS siano presenti ontologia, endpoint SPARQL ed esempi pronti all’uso, se pensate che il progetto possa essere preso come spunto anche solo per iniziare a costruire un percorso di apertura dei dati dell’ARS, ci teniamo a farvi sapere che la comunità Open Data Sicilia è disponibile a qualsiasi forma di confrontocollaborazione, scambio di idee, così come già avvenuto nei mesi precedenti l’organizzazione del raduno presso i locali ARS.
Per farvi un esempio, un primissimo passo facilmente perseguibile potrebbe essere la pubblicazione, in un’area dedicata del sito istituzionale, di file CSV relativi ai dati dell’attività parlamentare con licenza aperta. In un’ottica democratica dei rapporti tra cittadino e pubblica amministrazione, una maggiore trasparenza offrirebbe la possibilità di un controllo minuzioso dell’attività amministrativa trasformando la pubblica amministrazione in quella “casa di vetro” tanto agognata dagli ideali dell’Open Government.

Fiduciosi in una vostra risposta cogliamo l’occasione per porgervi cordiali saluti.

Biblioteche e bene comune digitale

a cura di Salvatore Fiandaca e Gianni Vitrano

Dall’11 al 16 marzo 2019 la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione Pubblica organizza a livello nazionale la “Settimana dell’Amministrazione aperta” con l’obiettivo di promuovere la cultura e la pratica della trasparenza, della partecipazione e della accountability nelle amministrazioni pubbliche e nella società e accrescere la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Per il Comune di Palermo ha aderito la Biblioteca Comunale presentando il progetto Teca digitale.

Il progetto nasce a fine 2017, quando sono state pubblicate su Flickr le prime scansioni delle cartoline della Collezione fotografica di Enrico Di Benedetto, con illustrazione e foto di Palermo tra il XIX ed il XX secolo, un progetto permette a noi cittadini di fare un meraviglioso viaggio nel tempo (cit.)

Ad oggi sono state pubblicate più di 800 cartoline, ad ognuna è associato a un “corredo informativo” costituito da: titolo, posizione geografica, gallerie di appartenenza, tag, licenza e metadati (non sono dati presenti in tutte le immagini, ma nella grandissima parte), tutte pubblicate con una licenza aperta CC BY-SA 4.0 che ne consente il riuso

Grazie all’uso della licenza CC BY-SA 4.0, alla buona struttura dei metadati e all’analisi di @aborruso, partendo dagli album di Flickr con il  web scraping  ha ottenuto i dati grezzi ottimi per un riuso. Qui maggiori dettagli sulla la tecnica usata per recuperare i dati.

Il riuso dei dati

Nei file CSV ‘grattati’ da Andrea, per ogni immagine, c’è la posizione geografica, che permette di localizzare le cartolinie sul territorio comunale di Palermo, per farlo è stato utilizzato uno dei più usati GIS Desktop Open Source, QGIS.

Utilizzando solo i file CSV è stato possibile creare la mappa e un atlante (cioè una stampa in serie di tutte le foto con tutti i dati disponibili): la mappa è interattiva, cioè al passaggio del mouse, su ogni punto, compare la relativa immagine (vedi screenshot di sopra); oppure è possibile generare un unico atlante di oltre 800 schede, una per ogni cartolina presente nella collezione.

Scheda dell’atlante realizzato cin QGIS

Dati:

Riferimenti

Video demo

Le mappe

Dal progetto QGIS,  con l’ausilo del plugin Qgis2web e un pizzico di conoscenza di HTML abbiamo realizzato la mappa #viaggioneltempo sfruttando il lavoro fatto per un vecchio progetto, l’Atlante Storico, che abbiamo ritenuto essere la base cartografica naturale per il tema trattatto.

#viaggioneltempo

Sempre con QGIS abbiamo ottenuto i file geojson che ci hanno permesso di costruire una mappa dinamica su uMap (altro esempio di riuso)La Cartografia di base utilizzata nella mappa, è la Carta tecnica storica della Soc. An. Ottico Meccanica Italiana e Rilevamenti Aerofotogrammetrici (O.M.I.R.A.) del 1935 di Roma, pubblicata dal Comune di Palermo nel Portale Cartografico, scaricata e riproiettata per realizzare Atlante delle cartografie storiche di Palermo.

Le mappe sono stata inserita nel contenitore PalermoHub di opendatasicilia.it, un contenitore di mappe realizzate/rielaborate da liberi cittadini o da civic hackers prevalentemente sul territorio comunale di Palermo,  non ha alcun intento commerciale, l’unica finalità è mostrare le possibilità di rielaborazione e comunicazione offerte dagli open data o dati pubblici comunali, regionali, nazionali e tutti possono contribuire alla crescita e alla divulgazione.

“T’ansignari e t’appeddiri!”, ti devo insegnare a fare qualcosa e ti devo perdere.

Molto spesso disperdiamo richieste di aiuto (“Come faccio a …”) e le relative preziose risposte in chatsocial network, email tra due persone, ecc..
Sono informazioni che una volta messe in circolo, dopo pochi minuti sono già “perdute”, confinate in spazi ristretti che non si prestano a una condivisione di conoscenza e quasi mai indicizzati dai motori di ricerca.

Allora abbiamo creato uno spazio, un repository GitHub, per mettere a fattore comune scambi di conoscenza/esperienza sui temi che ci piacciono: dati aperti, trasparenza, Linked Open Data, analisi e trasformazione di dati.

Il luogo principe in cui farlo sarà quello delle issue, delle richieste di collaborazione/aiuto. Abbiamo iniziato ad aprirne, e ce ne è di già chiuse e di aperte.

Lo abbiamo chiamato “T’ansignari e t’appeddiri“.

Il nome di questo spazio

T’ansignari e t’appeddiri!“, ti devo insegnare a fare qualcosa e ti devo perdere.

È un proverbio presente in molti dialetti italiani (in Campania ad esempio è T’aggià mbarà e tt’àggia pèrdë!), è un invito asciutto e diretto a chi riceve un insegnamento, affinché lo valorizzi e non lo disperda. È anche e soprattutto un incoraggiamento a prendersi cura del legame tra chi si sta scambiando conoscenza e esperienza.
Un/a nonno/a con sguardo “birichino” e pieno di luce lo dice a un/a nipote, a mo’ di monito, per ricevere indietro due regali: lo sguardo lucente contraccambiato e constatare che l’insegnamento sia stato utile. Anche dopo anni.
Lo dice specialmente quando il/la nipotino/a non applica quanto avrebbe già dovuto apprendere dai suoi avi.

E sarà un monito per chi frequenterà questo spazio 😉

Il galateo

Ci sono delle “buone maniere”, che abbiamo costruito in questi giorni di primo uso:

  • prima di chiedere aiuto, cerca un po’ sul web. Nel 99% dei casi la risposta esiste già ed è quella giusta;
  • prima di chiedere aiuto, dopo che ti sei documentato, fai comunque qualche tentativo per risolvere il tutto in autonomia. Questo ti aiuterà a scrivere in modo molto chiaro un eventuale richiesta di supporto;
  • documenta per bene la tua domanda. Che strumento hai usato, che versione, ecc. e allega (se puoi) uno o più file per poter replicare quanto descritto;
  • fai domande su temi vicini a quelli che esplora la comunità opendatasicilia: i dati aperti, la trasparenza amministrativa, il civic tech e non l’ultima ricetta di “pasta al forno”, la traduzione del Moby Dick che hai letto o Blender;
  • nel titolo della issue per favore inserisci una “etichetta” per classificare i post (ad esempio [scripting] Come fare a rimuovere i duplicati di una tabella);
  • se sei soddisfatto della risposta, sei invitato a rimborsare, creando un testo, una ricetta, che racconti per bene il problema che hai riscontrato e come è possibile risolverlo (vedi sotto);
  • quando rispondi, fornisci gli elementi di base utili a comprendere quanto hai scritto.

Ricette

Le stiamo raccogliendo in questa cartella e speriamo di leggerne presto una tua. Se non sai come si fa, chiedilo con una issue; non appena possibile scriveremo una guida in merito.

L’obiettivo di fondo è quello di trasformare questa raccolta in un testo ipertestuale strutturato.

Note finali

In ultimo un grazie a Andrea,  Ciro, Gianni, Nino e Salvatore, che si sono spesi a dare una prima forma a questo spazio, a viverlo, alimentarlo e sperimentarlo.

Le nostre cartoline di auguri per un Buon 2019

Non faremo né la lista delle cose fatte nel 2018, né quella dei buoni propositi per il 2019.

La fine dell’anno ha in ogni caso un valore simbolico. Le foto fatte da Annalisa Conte (grazie) durante il nostro raduno del 2018 sono belle, dicono più di tante parole e ci sembrano simbolicamente delle cartoline di auguri: che si possano vivere altri momenti belli come questo, con la stessa luce che si legge negli occhi delle persone inquadrate.

Ecco le nostre cartoline per un Buon 2019 (quelle del 9 novembre e del 10 novembre).

Rendere pubblico il database delle infrastrutture del Comune di Palermo

Il recente crollo del ponte Morandi di Genova ha evidenziato l’importanza di conoscere lo stato di salute delle infrastrutture di un territorio e quello delle opere di manutenzione correlate. È importante per chi nella Pubblica Amministrazione –  a vario titolo – prende decisioni e fa scelte, così come per i cittadini che volessero poter conoscere queste informazioni, monitorarle e attivare eventuali azioni e scelte conseguenti.

Si tratta di dati che, per tutto il territorio nazionale, non sono però quasi mai disponibili pubblicamente.

Il Comune di Palermo il 24 agosto del 2018 ha dato notizia di svolgere da tempo un “Monitoraggio costante di tutti i 25 ponti che servono la viabilità cittadina” e che in particolare la “Prima attività che ha condotto l’ufficio infrastrutture (oggi infrastrutture e servizi a rete) dell’area tecnica della Riqualificazione Urbana ed infrastrutture (oggi rigenerazione urbana, opere pubbliche ed attuazione delle politiche di coesione) è stata la creazione di un catasto informatizzato, un vero data base delle infrastrutture e delle condizioni d’uso e di conservazione.
L’attività ha permesso il censimento di 25 fra infrastrutture di viabilità a ponte, viadotti o cavalcavia. Nell’ambito di tale procedimento sono state avviate verifiche speditive sullo stato delle infrastrutture viarie nel territorio comunale”.

Chiediamo all’“Area tecnica della riqualificazione urbana e della pianificazione urbanistica”, al Capo Area Nicola Di Bartolomeo e all’assessore alla “Rigenerazione Urbanistica e Urbana” Emilio Arcuri, di rendere pubblico il catasto informatizzato delle condizioni d’uso e di conservazione (citato nella relazione del 24 agosto).

Farlo sarebbe un atto (concreto e di valore) di trasparenza, apertura e efficienza nei confronti della cittadinanza e soprattutto farebbe da esempio e creerebbe emulazione (che su questi temi è proprio necessaria).
Questa richiesta viene pubblicata qui e inviata anche per email ai dott. Di Bartolomeo e Arcuri.

In attesa, alla luce dell’elenco dei ponti citati nella relazione, Gianni Vitrano (grazie) ha creato e pubblicato la mappa “Localizzazione dei ponti di Palermo” usando i dati di OpenStreetMap (utilizzando overpass-turbo.eu) e mettendoli ove possibile in relazione con i dati della suddetta relazione. Purtroppo al momento è poco più di un elenco e fornisce ben poche informazioni ma proviamo ad immaginarla completa di tutte le informazioni disponibili nel catasto informatizzato predisposto dal Comune, la mappa diventerebbe un valido strumento a disposizione della Pubblica Amministrazione e dei cittadini all’insegna della trasparenza ma anche creando opportunità di un utilizzo efficiente dei dati disponibili.

Comune di Palermo: arrivano i dati in real time per alcuni degli autobus pubblici di AMAT

AMAT, la municipalizzata del Comune di Palermo, collabora da tempo con Moovit per i dati i real time di alcuni degli autobus della rete della città, visibili nella app dell’azienda.

Da oggi, tramite API e per 20 linee, sarà possibile in tempo reale accedere ai dati relativi agli arrivi di una linea del Trasporto Pubblico Locale ad una fermata.

Le linee sono: 100, 101, 102, 106, 108, 109, 124, 226, 246, 304, 307, 309, 327, 422, 619, 603, 704, 731, Navette Arancione centro storico ed Express.

Sarà possibile rispondere in modo programmatico a una domanda di questo tipo: “Mostrami i prossimi arrivi della linea 101 alla fermata Cavour“.

Sarà necessario di base fornire la API KEY del servizio, una coppia di coordinate dell’area del comune (per individuare il comune di Palermo), il numero della linea da monitorare e la fermata per cui si vuole il tempo di attesa (qui la documentazione ufficiale).

Ecco un esempio di query con cURL:

Che darà come risultato qualcosa con questa struttura:

La notizia è appena arrivata (la trovate in basso, nella descrizione di questo dataset) e non abbiamo fatto ancora nessun test serio, ma è un’ottima notizia. Perché avere in modo programmatico i tempi di attesa a una fermata per una linea, può generare servizi di gran comodità per i cittadini e per tutto l’indotto legato ai trasporti.
Almeno per quella parte di città coperta dalle linee per cui il servizio è attivo (chiederemo ad AMAT quali saranno le evoluzioni del servizio).

Creare un’app per smartphone per fotografare dei QR code da mettere in ogni fermata, che fatta la foto restituisca quando passeranno le linee servite, o un’app per Google assistant a cui chiedere “Ok google, quando passa da qui il 101?”, o un bot per Telegram o Facebook Messenger, è a questo punto cosa abbastanza semplice.

Una nota a caldo: chiediamo ad AMAT e al comune di pubblicare via API anche l’elenco delle linee per cui è abilitato questo servizio. Nel tempo cambieranno e sarà essenziale per gli sviluppatori avere un modo per essere avvisati automaticamente di queste variazioni.

A partire dal giugno del 2019 ci sarà il progetto City Compass (grazie Marco Lombardo per la segnalazione) – Piattaforma di gestione e tracciamento in tempo reale flotta autobus e Sistema integrato a servizio del cittadino per la previsione di arrivo dei mezzi di trasporto pubblico –  ma questa è un’altra storia.

Palermo Capitale italiana della Cultura 2018: rendere accessibili e riutilizzabili i dati sugli eventi

Sindaco di Palermo Leoluca Orlando
Assessore alle “Attività e Beni Culturali” del Comune di Palermo, Andrea Cusimano
Capo Area Cultura del Comune di Palermo, Sergio Forcieri
Assessora all’Innovazione del Comune di Palermo, Iolanda Riolo
Responsabile open data comunale Gabriele Marchese
Comunicazione Palermo capitale italiana della cultura 2018
Per conoscenza alla Presidenza del Consiglio Comunale

Egregi Signore e Signori,

Palermo è la Capitale italiana della Cultura 2018 e il 29 gennaio è stato il giorno della partenza, con l’evento del Teatro Massimo e il lancio del sito web ufficiale http://www.palermocapitalecultura.it/.

Si può fare cultura con la tecnologia e per questo vi chiediamo – persone, associazioni, aziende, ricercatori, liberi professionisti – di farlo proprio a partire dal sito web ufficiale.

Vi chiediamo di pubblicare in modalità “leggibili da una macchina” (machine readable) i dati sulle centinaia di eventi di “Palermo, Capitale italiana della Cultura 2018”.

In questo modo i principali motori di ricerca, le aziende di sviluppo software, chi usa i dati per promuovere il territorio e vendere servizi correlati (albergatori, aziende di noleggio auto, società di turismo, compagnie aeree, ecc.), potrà riutilizzare queste informazioni, e metterle a servizio di tutti in tutti gli spazi più comuni: in primis i principali motori di ricerca, i principali siti con mappe e ricerca di luoghi, i principali siti di prenotazione alberghi, B&B, affitto case, ecc., i principali siti che raccolgono e categorizzano eventi.

Se questi dati saranno pubblicati in modalità “machine readable”, tutto questo avverrà in modo automatico e probabilmente anche sorprendente e “Palermo, Capitale italiana della Cultura 2018” entrerà in modo spontaneo nelle tasche – negli smartphonedi tutti noi.

Il sito ufficiale è predisposto, perché espone già i dati sugli eventi tramite API (application programming interface), ovvero delle interfacce e delle procedure che rendono semplice e diretta la lettura dei dati su questi eventi da parte di un personal computer.

Un PC può infatti chiedere al sito dell’evento “mi dai per favore tutti i dettagli sugli eventi del 15 febbraio” in questo modo: http://www.palermocapitalecultura.it/api/eventi?data=2018-02-15

Vi chiediamo quindi di:

  • Aprire una nuova pagina dedicata all’accesso ai dati nel sito ufficiale;
  • documentare in questa le varie modalità di accesso in lettura, via API;
  • integrare, se possibile, ai dati già esposti anche le informazioni sui luoghi in cui si svolgono gli eventi (esporre quindi ad esempio le coordinate geografiche), dati che sembrano già essere disponibili sul sito;
  • associare ai dati esposti in queste modalità una licenza aperta che ne consenta il riuso e l’adattamento anche a scopo commerciale, con il solo obbligo di attribuzione della fonte (come ad esempio la CC BY 4.0).

Un’annotazione: le informazioni su un singolo evento sono fornite (sia sul sito, che via API) soltanto in italiano (in questo evento ad esempio la descrizione è in italiano e la tipologia è “cinema e spettacolo”). Sarebbe bene che fossero esposte anche (almeno) in lingua inglese.

Tutto questo potrà essere sfruttato anche dalle tante attività “locali” che erogano servizi territoriali basati su dati e informazione, e l’impatto di questa manifestazione sarà più forte e più orizzontale in termini culturali, di business, di tecnologia e di ricerca.

Il Comune di Palermo ha da anni investito “culturalmente” sui processi volti alla valorizzazione dei dati e in particolar modo dei dati aperti. Accettare la nostra richiesta confermerebbe l’impegno del Comune in questo ambito.

Certi di una vostra sensibilità, porgiamo cordiali saluti.

Firmatari

Associazione onData
Daniele Mondello, SunzeLab
Marcello Vetro, Olomedia
Marco Lombardo
Andrea Borruso
Davide Taibi, ricercatore CNR
Mario Grimaldi
Giovanni Pirrotta
Joska Arena
Nino Galante
Community OpenDataSicilia
Francesco Landini, Associazione Stand Up Sicilia
Lorenzo Perone
Giuseppe Pizzimenti
Fabio Maria Montagnino, Consorzio ARCA
Roberto Ragonese, PMO Coworking
Giuseppe La Mensa
Stefano La Barbera
Francesco Cimò, TalentPLAYERS
Eliana Messineo
FabLab Palermo APS
Giuseppe Ragusa
Giovan Battista Vitrano
Domenico Schillaci, PUSH
Maurizio Napolitano, OKFN Italy
Marco Alfano, Comitato Bene Collettivo
Francesca De Chiara, Fondazione Bruno Kessler
Leva Digitale APS
OpenPatti
Parliament Watch Italia
Jesse Marsh, Atelier Studio Associato
Ciro Spataro
Francesco Bianco, Arancia ICT
Isabel Matranga
Antonino Lo Bue, Sky UK
Francesco Passantino


Foto di © Marie-Lan Nguyen / Wikimedia Commons.

Opendatafest 2017 a Caltanissetta, il report di 3 giorni di lavori

 

 

 

 

 

 

Le comunità di Opendatasicilia e Spaghetti Open Data hanno dato vita a questo report sui lavori della 3 giorni di incontri dell’opendatafest a Caltanissetta (2-4 giugno 2017).

I materiali mostrati nelle giornate sono disponibili su http://opendatafest.it 

Abbiamo pubblicato le slide  delle presentazioni mostrate al raduno direttamente nel sito opendatafest.it, all’interno del programma: dopo i titoli degli interventi e delle sessioni c’è una voce “| SLIDE” che permette di visualizzare i materiali. 

In questo post elenchiamo alcuni dei momenti del raduno e delle presentazioni (fai riferimento al programma per un quadro completo).

Venerdì mattina

Dibattito di inizio dei lavori

Chi: Alberto Cottica, Matteo Brunati, Andrea Borruso, Cristiano Longo

Di cosa si è discusso, in ordine sparso:

  • Curarsi delle comunità costa, è necessario rendersene conto
  • Scelta di strumenti che permettano di dare un lascito, serve dare continuità alle comunità
  • Fase storica sugli Open Data: forse stiamo vivendo la fase adolescenziale, siamo stanchi
  • Serve collegarsi alle altre comunità del mondo Openness
  • Trovare modi per far convogliare i vari temi crosscomunità, pur mantenendo le varie identità, forse è utile una Woodstock dell’Openness, sta nascendo un evento a cui ci hanno chiesto un parere e un contributo, che intende provarci nel 2018
  • Comunità locali: necessitano di credibilità per incidere nel territorio, serve dare il buon esempio
  • Serve documentare tutto, necessari incontri fisici e online
  • Non siamo da soli, non dobbiamo chiuderci in noi stessi, serve aiutare il ricambio e allargare includendo
  • Per coinvolgere altri è necessario uscire dal linguaggio da iniziati
  • La tecnologia è funzionale, un mezzo, da soli si fa poco: necessario coltivare i rapporti umani per creare cose nuove
  • Quando un cittadino inizia a produrre valore, mette in discussione lo status quo
  • Bisogna decidere come partecipare alle azioni di governo, capire come relazionarsi all’EU, bisogna rompere le scatole in modo costruttivo, come comunità
  • Il civic hacker è troppo solo, devi avere persone intorno per restare motivato
  • Serve decidere come comportarsi con le altre comunità
  • Lancio del progetto civichacking.it

Dettagli sull’evento delle comunità dell’Openness in costruzione 2018

A quanto pare l’esigenza di connettere comunità che lavorano e sono appassionate di temi affini, non è solo una sensazione di pochi: parliamo di tutte quelle comunità che in qualche forma supportano e discutono di libertà digitali (Openness in senso lato, Open Source, Free Software, Open Content e beni comuni digitali).

Assieme a Roberto Guido (presidente di Italian Linux Society – ILS), che ci ha cercato qualche settimana prima del raduno, abbiamo iniziato a ragionare su un evento unico, che riunisca molte comunità nello stesso luogo e negli stessi giorni, mantenendo ognuna separata nella gestione dei propri eventi. Per iniziare può bastare essere tutti nello stesso luogo, simultaneamente: è un inizio.

Alcuni appunti condivisi: https://etherpad.net/p/proposta-os-conf-ita

Civic hacking: comunità informali, prototipi e Open Data: il libro

Il libro nasce dall’esigenza di capire cos’è il civic hacking concretamente nel contesto italiano, uscendo dal gergo per iniziati. A partire dalle esperienze reali dei civic hacker, che collaborano per trovare soluzioni creative a sfide sociali concrete, allarghiamo lo sguardo per analizzare il rapporto tra Open Data, prototipi, comunità informali e modi di sfruttare le zone grigie (quelle opportunità inaspettate che si creano a volte).

Interessa ovviamente i civic hacker. Interessa anche i maker, gli appassionati di openness e chiunque senta l’esigenza di mettere le mani “in pasta”.  

Raccontiamo anche le nostre esperienze dirette all’interno della comunità di Spaghetti Open Data per mostrare il potenziale e la fatica di quello che si può fare.

Persone, storie, Open Data, prototipi: tutto questo per noi è civic hacking. Non solo tecnologia, ma un modo per scardinare vecchie abitudini, un modo per riprendersi il proprio ruolo di cittadini, un modo per risolvere problemi.

Fino al 31/7 h.22 CEST, puoi inviare un tuo contributo. Per dettagli fai riferimento al sito http://civichacking.it/#contributi.

Dal primo agosto partirà una campagna di crowdfunding: se ti interessa, lascia pure la tua email qui http://eepurl.com/cQ15nX.

L’annuncio del portale regionale siciliano sui dati aperti

A sorpresa è venuto a seguire i lavori della mattina Enzo Lo Piccolo, webmaster della Regione Siciliana. Ha chiesto la parola per pochi minuti e ha fatto un annuncio: nelle prossime settimane (tra fine giugno e inizio luglio) verrà lanciato il portale regionale siciliano sui dati aperti. Sarà basato su CKAN e DCAT-AP_IT compliant.

Ha chiesto alla comunità – a lancio effettuato – di “dargli una mano”, sia nelle critica che nella proposta e ha dato comunicazione di un indirizzo email dedicato opendata@regione.sicilia.it. E noi gli abbiamo chiesto di iscriversi alle nostre mailing list.

È stato un momento molto informale e concreto, che ci fa essere ottimisti. Per la Sicilia è sicuramente una bella notizia ed è stato un piacere che #ODFest17 sia stato “stimolante”.

Le presentazioni del venerdì pomeriggio

Proposte di elaborazione di Dati Aperti dagli studenti di Informatica dell’Università di Palermo

Tre studenti del corso di laurea in Informatica dell’Università degli studi di Palermo, hanno presentato i progetti realizzati per l’esame della materia “Tecniche per la gestione degli Open Data”, curato da Davide Taibi del CNR di Palermo (http://offweb.unipa.it/offweb/public/corso/dettaglioInsegnamento.seam;jsessionid=FB17C3274CB9C25A07D58E8A68988D26?oidCurriculum=17137&oidInsegnamento=111202&cid=123461). I progetti che gli studenti devono realizzare per superare l’esame della materia hanno tre caratteristiche fondamentali: a) i dati da elaborare devono provenire da diverse fonti (anche generati da sensori) ed essere in diversi formati; b) i dati acquisiti devono essere elaborati mediante processi di pulizia e armonizzazione delle strutture dati; c) i dati elaborati devono essere resi disponibili all’esterno mediante API e in un formato aperto con un livello pari a 5, possono essere riusate ontologie esistenti o è possibile creare nuove ontologie per modellare il dominio di conoscenza specifico. Infine, i dati prodotti devono essere alla base della realizzazione di applicazioni come: bot telegram, web application, o applicazioni per dispositivi mobili.

Nello specifico gli studenti che hanno partecipato all’OpenDataFest17 hanno presentato:    

  • Un portale che aggrega gli eventi culturali che si svolgono nella città di Palermo di Vincenzo Cimino, https://raw.githubusercontent.com/VickPix/aggregatore-eventi/master/slides/Aggregatore_eventi_Vincenzo_Cimino.pdf. I dati vengono acquisiti mediante scraping di alcuni blog palermitani, e dal portale dell’Università di Palermo; e vengono armonizzati in una struttura dati comune che viene utilizzata per alimentare un portale in cui vengono visualizzati gli eventi mediante una interfaccia semplice, facile e comoda. Per modellare gli eventi e le loro caratteristiche è stato utilizzato schema.org. L’estrazione dei dati relativi agli eventi in formato JSON-LD è stata implementata attraverso API. L’applicazione è disponibile qui (http://portale-eventi.firebaseapp.com).
  • Una stazione meteo autocostruita e la relativa piattaforma di gestione dei dati in rete di Riccardo La Grassa https://github.com/pulsar2468/Owd/blob/master/OpenDay2017.pdf. Sono state fornite indicazioni per la costruzione della stazione meteo. Molto interessante è stata la descrizione relativa alla costruzione dell’anemometro, realizzato a basso costo con materiali riciclati. I dati raccolti dalla stazione vengono elaborati da un server centrale alle quali le stazioni meteo possono registrarsi attraverso un TOKEN. Il server centrale fornisce le visualizzazioni dei dati acquisiti e consente l’esportazione dei dati in formato aperto a cinque stelle. In questo caso è stata riutilizzata una ontologia specifica per la modellazione dei dati provenienti dai sensori.  
  • Una piattaforma di visualizzazione per infografiche relative a dati georeferenziati di Tommaso NIcosia (http://opendatafest.it/presentazioni/TommasoNicosia-OpenData-framework-sviluppo.pdf). In questa piattaforma i dati provenienti dalle segnalazioni della polizia municipale del comune di Palermo, e i dati provenienti da Waze relativi al traffico cittadino vengono aggregati e visualizzati su mappa. Un prototipo è disponibile qui (http://neuron4web.palermo.enea.it/opendata/_trafficendpoint). Uno SPARQL endpoint si occupa di gestire le query che vengono effettuate sui dati rappresentati in RDF. I dati forniti possono avere diversi settori di applicazione. Ad esempio tali dati possono guidare le scelte dei percorsi per raggiungere punti critici della città come ad esempio i presidi ospedalieri. L’unione di queste informazioni con, ad esempio, i dati relativi alle file dei pronto soccorso della città potrebbero supportare (nell’eventualità in cui non ci siano casi che necessitano cure immediate) la scelta del pronto soccorso in maniera più efficiente in termini di pazienti in attesa, traffico nelle strade ed eventi particolari come manifestazioni e lavori in corso.    

Non fidarsi più dell’ennesima agenda: servono uno o più progetti di civic hacking [Forum OGP]

Durante il dibattito mattutino sono emersi alcuni elementi sparsi legati soprattutto al ruolo di realtà come SOD o gruppi locali come Opendata Sicilia rispetto a forum di questo tipo, ancor di più in merito al tipo di intervento e interessi da mettere sul piatto.

Durante la sessione pomeridiana siamo andati maggiormente nel dettaglio di un processo complesso, costoso e con un ritorno difficile da valutare per la società civile. Lo scopo è stato quello di condividere un vissuto di un anno, focalizzato a spiegare dove siamo ora, specie in merito alle proposte/domande presentate al ministro Madia durante l’ultimo evento in plenaria dell’8 maggio scorso.

Una delle azioni nate nei giorni del raduno e condivise con i presenti ha poi generato questa richiesta formale alla squadra OGP Italy, che abbiamo condiviso in questo thread:

https://groups.google.com/d/msg/spaghettiopendata/uslQ2CTqqiM/M1rM7uaIAQAJ

Abbiamo scelto di dare maggior visibilità a questa proposta pubblicandola anche nei rispettivi luoghi digitali:

  1. http://www.spaghettiopendata.org/blog/matteo-brunati/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda
  2. http://blog.openpolis.it/2017/06/13/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda/15616
  3. http://blog.ondata.it/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda/
  4. https://it.okfn.org/2017/06/13/open-government-partnership-andare-oltre-lagenda/

Incoraggiare la partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica con YouthMetre

Caterina Impastato ha presentato YouthMetre, iniziativa che nasce per incoraggiare la partecipazione attiva dei giovani alla vita democratica.  Ecco le slide (Prezi) dell’intervento: uno degli elementi più interessanti è la piattaforma e i dati che aggrega, uno degli argomenti che è stato oggetto di alcune domande da parte dei presenti.

Il progetto Ricostruzione Trasparente

Alessio Cimarelli, rappresentante dell’associazione onData, ha presentato e discusso il progetto Ricostruzione Trasparente. Ecco le slide dell’intervento.

Civic Hackathon[s]

Creazione del GTFS di Caltanissetta

GTFS

Nelle prime ore di lavoro il gruppo di lavoro ha “sbattuto” con un ostacolo inatteso: i dati sulle rotte e sulle fermate erano incompleti o errati. Per fortuna, durante la giornata, è venuta a trovarci la Titolare dell’Azienda che gestisce i trasporti locali su gomma (SCAT) e siamo riusciti a produrre dei dati corretti sulla linea 3 (uno speciale grazie a Cesare Gerbino che è stato come sempre molto disponibile e puntuale).

Compresa l’impossibilità di avere delle info in giornata sui dati di base, ci siamo messi come obiettivo quello di costruire una procedura che consentisse di produrre un GTFS a partire dai dati forniti della SCAT e di verficarne la validità.

Davide Galletti ha creato uno script python, che a partire dalle info sulle fermate, e dalla timetable fornita da SCAT (che è abbastanza generica), produce i file secondo standard GTFS su rotte, corse e orari (routes.txt, trips.txt e stop_times.txt).

Abbiamo testato lo script con un set completo di dati (i file .txt presenti qui) usando il FeedValidator “ufficiale” e il file GTFS è risultato validato (con diversi warning che indicano la necessità di fare un altro check sui dati di base).

In conclusione:

  • Sarà necessario avere i dati geografici di base corretti e completi per tutte le linee. Giuseppe La Mensa, insieme al personale di SCAT, sarà in prima linea a occuparsene;
  • Con il set di dati completo, faremo delle modifiche e ovviamente dei test sullo script di creazione del file GTFS;
  • Documenteremo il tutto in modo da rendere autonoma la SCAT nella produzione del file GTFS e per potere replicare il processo anche in altri piccoli comuni.

GTFS + LOD

A valle del lavoro sul GTFS, è stato fatto un esperimento (Francesco Marchitelli, featuring Marco Brandizi) aggregando i dati del file GTFS di Lecce con dati provenienti dalla Linked Open Data cloud, per mostrare alcuni dei vantaggi nell’usare i Linked Data. Dopo aver convertito il file GTFS in RDF, sono stati inseriti gli eventi presenti a Lecce e caricato tutto quanto in un triple store. A questo punto è stata fatta una query di esempio che mostra i dettagli di un concerto organizzato al castello, con le informazioni correlate delle fermate dei bus che si trovano nelle vicinanze.

Il materiale si trova in questa cartella.

Un’analisi di rete dei finanziamenti europei alla ricerca

La sessione di Alberto era tosta, specie per quelli che non hanno partecipato al lavoro degli anni precedenti: Alberto ha raccontato i dettagli e la storia di questa proposta nella descrizione di questa sessione.

Purtroppo non è riuscita ad essere presente Baya Remaoun (andata via durante il pomeriggio del venerdì): alcune delle domande emerse sui dati CORDIS avrebbero avuto una risposta veloce, probabilmente.

Infatti una delle sfide per chi curiosa in dati che non conosce è riuscire a comprenderli con facilità.

Sono domande che porremo a Baya e alla squadra che gestisce la pubblicazione dei dati CORDIS nelle prossime settimane.

Altre domande hanno trovato risposta però: i risultati e la documentazione relativa al lavoro fatto si trovano in questa cartella del repo. C’è anche la presentazione (in formato Keynote) mostrata da Alberto e le immagini correlate (cartella).

Realizzare un elenco machine-readable di Albi POP

Nei giorni precedenti avevamo deciso di unificare i nostri hackathon entrambi relativi ad Albo POP, riconoscendo come la creazione di un elenco processabile dalle macchine di albi POP fosse un passo importante per molteplici attività, non ultima quella di creare aggregatori di albi. Per questo motivo, con l’aiuto e l’esperienza di Francesca Gleria abbiamo deciso di iniziare definendo un formato per la rappresentazione di albi POP.

Siamo partiti dal vocabolario del web semantico DCAT, raccomandazione W3C per la rappresentazione di dataset. L’albo POP è infatti null’altro che una rappresentazione, in formato RSS, del dataset degli avvisi di una pubblica amministrazione.

Abbiamo esaminato quindi la specializzazione di DCAT realizzata per le pubbliche amministrazioni italiane dcat_ap_it e la abbiamo applicata al nostro caso particolare. La peculiarità di albo POP è che il feed RSS viene generato a partire da una pagina web e il detentore dei dati (la pubblica amministrazione titolare dell’albo) non ha alcuna relazione con chi realizza e tiene su il servizio di albo pop. Inoltre, abbiamo tenuto in considerazione le specifiche RSS per albo pop.

Il lavoro ha generato un tutorial per pubblicare in DCAT_ap_it un elenco di albi pop, (che ci ripromettiamo di completare nei prossimi giorni.

Le informazioni originali sui dataset presenti nel catalogo in formato DCAT sono comunque rappresentabili in prima battuta con una semplice tabella. Abbiamo quindi strutturato opportunamente un Google Spreadsheet condiviso affinché fosse la base di partenza per la generazione automatica del file di catalogo, ma anche la sorgente dati di una visualizzazione web nello stile di Petrusino. L’idea è di alimentare il foglio mediante un form on-line e collegare ad esso uno script che lo traduca nel formato DCAT e una visualizzazione web che permetta di navigarlo.

FormAzione

Vocabolari, metadati: uno sguardo nel dettaglio

Al posto di una presentazione vera e propria c’è stata una discussione, guidata da queste slide.

Un’introduzione a Elasticsearch

Alessio Cimarelli ha tenuto una lezione introduttiva al database e motore di ricerca Elasticsearch, discutendone caratteristiche e potenzialità a partire dai dati live del progetto Ricostruzione Trasparente. Ecco le slide.

Varie

La proposta di Massimo Zotti: tradurre i videotutorial del progetto Copernicus

https://www.youtube.com/watch?v=KWeS1-TDy-0

Ringraziamenti e scuse

La vita dell’OpenDataFest17 è stata semplice e comoda. Un sentito grazie a:

  • Giuseppe La Mensa che ha coordinato tutto il prima, durante e dopo della logistica e i contatti con il sistema di accoglienza locali;
  • Erika Marconato che ha creato l’apprezzato communication kit (usato poi per magliette, banner, sito, social, ecc.. ), gestito la comunicazione su #ODFest17, raccolto le donazioni per le magliette, partecipato al gruppo di lavoro per la definizione di queste tre giornate;
  • Matteo Brunati che ha dato forma a questo raduno con diverse idee e spunti stimolanti, creato il wiki per il raduno, editato il sito e per essere stato Matteo Brunati;
  • Andrea Borruso che mostra a tutti noi come essere delle persone migliori;
  • Il Comune di Caltanissetta che, grazie alla sensibilità verso i temi del digitale innovativo dell’amministrazione Ruvolo, ha contribuito alle spese organizzative dell’evento.

Chiediamo scusa ad Alessandro Capezzuoli, per non essere riusciti a tenere al meglio i tempi del venerdì pomeriggio e non avere avuto l’opportunità di ascoltare la sua relazione dal titolo Professioni e orientamento: dagli open data al mercato del lavoro.

STORIFY

Disponibile uno storify ( a cura di Erika Marconato) che può dare un’idea di quello che abbiamo combinato: https://storify.com/ErikaMarconato/opendatafest2017

OPENDATAFEST 2017, Caltanissetta 2-4 giugno 2017, #ODFest17

#ODFest17

Dal 2 al 4 giugno 2017 a Caltanissetta si terranno iniziative per conoscere il mondo dei dati e per stimolare la conoscenza aperta, incontrare persone che se ne interessano, condividere esperienze e costruire prototipi insieme. Quest’anno si tratta di un evento organizzato dalle comunità Open Data Sicilia e Spaghetti Open Data.

Un portale informativo è già stato redatto http://opendatafest.it/ e contiene le informazioni utili per coloro che intendono partecipare, non solo come uditori, ma anche come relatori.

Questa mappa illustra i siti dove si terranno gli eventi, i punti di riferimento del trasporto pubblico locale e i siti per il pernottamento.

Ecco alcuni alcuni temi che saranno approfonditi al raduno (ma non sono necessariamente solo questi):

  • pratiche e metodi di trasparenza;
  • i dati della amministrazione aperta;
  • la condivisione dei dati aperti e il loro riuso;
  • i dati aperti per comprendere meglio la realtà e come supporto alle decisioni;
  • fare impresa con i dati aperti (casi di business basati sugli Open Data);
  • l’impatto sulla società dei dati aperti;
  • il trattamento dei dati, l’analisi e la loro visualizzazione;
  • metadati, ontologie e approcci semantici;
  • raccontare il territorio a partire dai dati;
  • strumenti hardware e software per la raccolta e la condivisione di dati aperti.

I tre giorni avranno questa struttura:

  1. venerdì 2 giugno: la giornata è divisa in due parti:
    • mattina: terremo una conferenza in cui aggiornarci a vicenda sulle cose più importanti che sono successe nell’ultimo anno nel mondo degli Open Data;
    • pomeriggio: ci saranno delle sessioni parallele sui temi che arriveranno dalle proposte che faranno i partecipanti stessi, come per i BarCamp (per chi li conoscesse).
  2. sabato 3 giugno faremo un Civic Hackathon: produrremo insieme qualcosa di concreto. A differenza degli hackathon “normali”, il civic hackathon non si concentra solo sulla produzione di software, ma anche su analisi di leggi e normative o azioni di monitoraggio civico. Qualunque persona interessata al tema può esserne protagonista, anche se non sa programmare. Anche in questo caso, l’ambito e le possibili sfide da affrontare saranno frutto di quelle proposte che arriveranno dai partecipanti stessi;
  3. domenica 4 giugno faremo una giornata di formazione per la comunità. Sarà accessibile anche a principianti assoluti: il suo obiettivo è rendere tutti in grado di “fare delle cose con i dati” – una cosa molto pratica, insomma. Come per il sabato, anche in questo caso le proposte emergono direttamente dal basso.

E’ forse l’iniziativa civica sui dati aperti più interessante d’Italia del 2017, perché realizzata da persone che dentro o fuori le pubbliche amministrazioni sono accomunate dalla passione e consapevolezza dell’importanza della conoscenza condivisa.

Partecipa all’OPENDATAFEST 2017

Se partecipi puoi anche farlo sapere aggiornando la cover del tuo profilo Twitter o di Facebook:


(foto in alto di Lillo Miccichè)