A Messina è tempo di trasparenza: il Comune segnalato all’Anticorruzione (ANAC)

La segnalazione n. 2345 del 17 gennaio 2016 è stata inviata all’Autorità Anticorruzione per denunciare la mancata pubblicazione da parte del Comune di Messina dei rilievi degli organi di controllo interno. È l’ultimo passaggio in ordine di tempo, avviato dopo la richiesta di accesso civico.

Ma facciamo un passo indietro: in data 20 novembre 2015, come comunicavamo insieme con Andrea Nelson Mauro , e alcuni di voi hanno già letto, nel blog di Open Data Sicilia, ho inoltrato istanza di accesso civico al Comune di Messina chiedendo al Responsabile della Trasparenza la doverosa pubblicazione sul sito istituzionale del Comune di Messina, di alcuni atti che l’Amministrazione, in base alla normativa vigente, ha l’obbligo di pubblicare e che alla data della richiesta non erano pubblicati.
Vediamo di cosa si tratta:  l’art. 31 del d.lgs 33/2013 impone l’obbligo alle Amministrazioni di pubblicare nel sito web nella apposita sottosezione di Amministrazione trasparente

  • I rilievi non recepiti degli organi di controllo interno, degli organi di revisione amministrativa e contabile ;
  • Tutti i rilievi ancorché recepiti della Corte dei Conti.

L’obbligo vige dalla data di entrata in vigore del decreto 33 , aprile 2013

Perché questa richiesta?

Il Comune ha l’obbligo di pubblicare on-line i dati , i documenti e le informazioni previste dal dlgs 33/2013 , non solo per adempiere ad obblighi formali di trasparenza ma per consentire la  partecipazione informata dal basso dei cittadini al governo dell’Ente anche mediante proposte, o manifestazioni di dissenso che per essere credibili devono fondarsi su dati e informazioni certe.
Il Comune di Messina si trova,  in una situazione di pre-dissesto di fatto: non è stato approvato il bilancio preventivo 2015 , il piano di riequilibrio finanziario decennale è stato più volte rimodulato e a tutt’oggi ancora non è stato definitivamente approvato.

Tutti i cittadini hanno il diritto di poter visionare on-line gli atti di controllo, di leggerli, commentarli, e farsi una propria opinione in merito alla effettiva gestione finanziaria dell’Ente, attingendo direttamente alle fonti informative primarie.

Spesso leggiamo che anche di politici locali, consiglieri comunali ad esempio, che richiedono atti che dovrebbero già essere disponibili on-line e lamentano di non potere svolgere adeguatamente il proprio ruolo per carenza di informazioni.

Né è pensabile che un cittadino possa assumersi l’onere di controllare giornalmente l’albo pretorio on-line per verificare se qualcuno di questi atti sia ad esempio come nel caso dei rilievi l’allegato di qualche deliberazione o determinazione dell’Ente pubblicata all’albo.

Gli atti, le informazioni e i documenti previsti dal decreto 33/2013  devono essere pubblicati in Amministrazione Trasparente e devono rimanere disponibili per 5 anni. Inoltre devono essere pubblicati in formato accessibile perché chiunque, anche un non vedente da casa ha il diritto di accedere ai servizi informativi. In parole molto povere pubblicare scannerizzando un atto  non è corretto né trasparente, perché non consente nemmeno la possibilità di selezionare parti di testo.

Ma di chi è la competenza e la responsabilità della pubblicazione degli atti?

La competenza è del Responsabile della Trasparenza . Al  Comune di Messina è il Segretario Generale, nonché Direttore Generale e Responsabile dell’Anticorruzione. Il Direttore Generale in data 14 dicembre ha risposto all’ istanza.

“In riscontro alla Sua PEC datata 20 novembre 2015 si comunica di seguito il link relativo alla richiesta di cui in oggetto. http://www.comune.messina.it/amministrazione-trasparente/controlli-e-rilievi-sull-amministrazione/rilievi-corte-dei-conti/
Cordiali Saluti”

Come è possibile visionare a seguito della richiesta sono state pubblicate ancora le sole ordinanze della Corte dei Conti; Il dott. Le Donne ha pertanto adempiuto  parzialmente a quanto richiesto, in quanto non ha ancora pubblicato i verbali degli organi di controllo interno, e cioè innanzitutto i verbali dei Revisori dei Conti.

L’ISTANZA AL TITOLARE DEL POTERE SOSTITUTIVO

In data 21 dicembre ho quindi reiterato l’istanza al titolare del potere sostitutivo che di norma è un organo gerarchicamente superiore, ma al Comune di Messina,   è sempre il dott. Le Donne, chiedendo la pubblicazione dei rilievi non recepiti degli organi di controllo interno, degli organi di revisione amministrativa e contabile dal 2013 alla data odierna. La normativa prevede che, decorsi 30 giorni dall’istanza di accesso civico, si possa reiterare l’istanza al titolare del potere sostitutivo che dovrebbe rispondere nei successivi quindici giorni.

Il Comune non ha risposto: ecco perché è stata inviata la segnalazione all’Autorità Anticorruzione (ANAC).

I quindici giorni sono trascorsi , il Responsabile della Trasparenza non ha risposto né ha pubblicato quanto richiesto. Cosa può fare il cittadino ? Ci sono due strade: una è il ricorso al TAR, l’altra è fare una segnalazione all’ANAC.  In realtà è possibile segnalare anche a Procura per omissione d’atti d’ufficio e Corte dei Conti. IL DLGS 33 è entrato in vigore ad aprile 2013, un tempo sufficientemente congruo per adeguarsi.

Per dovere civico, per informarsi ed informare e non rischiare di rimanere condannati alla perenne opacità, e perché non mi stancherò mai di dirlo: la trasparenza è una questione di sopravvivenza.

AGGIORNAMENTO :

ALLE 15.08 di oggi 19 gennaio MI E’ PERVENUTA RISPOSTA PEC DEL RAGIONIERE GENERALE DEL COMUNE DI MESSINA CHE COMUNICA DI AVERE PUBBLICATO NELLA APPOSITA SEZIONE QUANTO RICHIESTO:

I RILIEVI DEI REVISORI DEI CONTI CHE TUTTI I CITTADINI POTRANNO  FINALMENTE LEGGERE

SEGNALARE SERVE! MA ….

 

purtroppo però i file non sono  pubblicati in formato accessibile, così come richiesto dalla normativa .  La pubblicazione on-line deve infatti avvenire nel rispetto dei requisiti di accessibilità poiché gli atti devono essere fruibili anche da persone con disabilità.

 

Accesso ai dati della Trasparenza al Comune di Messina: i rilievi degli organi di controllo.

Tutti i cittadini ai sensi dell’articolo 31 comma 1 del d.lgs 33/2013 ” Obblighi di pubblicazione concernenti i dati relativi ai controlli sull’organizzazione e sull’attività dell’amministrazione ”   hanno il diritto di consultare on-line unitamente agli atti cui si riferiscono tutti i rilievi degli organi di controllo.  I rilievi devono essere pubblicati in una sezione dei siti web denominata Amministrazione Trasparente che tutte amministrazioni pubbliche sono obbligate ad avere in base all‘art. 9 del d.lgs 33/2013. In particolare in questo caso è obbligo pubblicarli nella apposita sottosezione di secondo livello della sezione AT, denominata” Controlli e rilievi sull’amministrazione ” .

La trasparenza consente ai cittadini di partecipare, vigilare, proporre. Senza la conoscenza piena di atti e documenti si fanno solo chiacchiere.

Per cercare di estendere questo diritto a Messina e ai messinesi – visto che sulla pagina ufficiale al momento il Comune di Messina (nella foto) non lo garantisce – è stata inoltrata un’istanza di accesso civico al Segretario Generale del Comune di Messina, Antonio Le Donne. Il direttore Le Donne è anche Responsabile della Trasparenza: a lui dunque spetta l’onere (e l’onore, soprattutto!) di garantire questo diritto di accesso ai dati (cosa anomala: il direttore è anche Responsabile titolare del potere sostitutivo).

Tanto per fare alcuni esempi :

il Comune di Siracusa garantisce questo diritto parzialmente avendo pubblicato l’ordinanza della Corte dei Conti sul rendiconto finanziario 2012 ;

Il Comune di Palermo garantisce in modo esaustivo questo diritto avendo pubblicato i rilievi nell’apposita sezione 

Il Comune di Catania pubblica i dati e i documenti nella sezione prevista 

Perchè i cittadini di Messina non hanno il diritto di accesso ai dati ?

L’istanza, inoltrata a firma Laura Strano il 20/11/2015 riguarda con precisione la richiesta di pubblicazione di tutti i rilievi dal 2013 ad oggi, e in dettaglio:

  • i rilievi non recepiti degli organi di controllo interno, degli organi di revisione amministrativa e contabile;
  • tutti i rilievi ancorché recepiti della Corte dei Conti

Il Direttore Generale entro 30 giorni, a partire dal 20/11/2015, deve provvedere alla pubblicazione di quanto richiesto.

L’idea è di tenere monitorata la situazione, quindi chi vorrà farsi un’idea complessiva di quello che succederà, può fare riferimento a questo post perché lo terremo aggiornato.

#Messinasenzacqua – Mappa con le zone coperte e non coperte

Anche noi di OpenDataSicilia stiamo seguendo ovviamente gli sviluppi della questione #Messinasenzacqua (qui un articolo).

Per dare un contributo alla cittadinanza abbiamo messo online una mappa delle zone coperte e non coperte dal servizio di approvvigionamento (dati AMAM). Eccola di seguito. In basso spieghiamo meglio come funziona, qual è la base dati e come pensiamo di muoverci.

I dati si aggiornano in tempo reale da una tabella che aggiorniamo noi, quindi basta commentare questo post per segnalare errori o dati da aggiungere.
La base dati è AMAM e in particolare questa informazione diffusa dal sindaco di Messina Renato Accorinti su Facebook. Latitudine e Longitudine sono state ricavate da OpenStreetMap con questo strumento.

Putroppo le informazioni sono davvero poche e i siti di Amam, Comune di Messina, Prefettura non vengono aggiornati con la necessaria frequenza in relazione alla questione.

A questo iniziativa hanno collaborato/collaborano: Francesco Longo, Andrea Borruso, Giuseppe Pizzimenti, Micaela Mauro, Maria Arruzza.

Questo post sarà in costante aggiornamento in queste ore e giorni. Ci scusiamo per eventuali imprecisioni e ti invitiamo a segnalarle con un commento qui in basso. L’obiettivo è condividere informazioni che possano essere utili ai cittadini messinesi. Grazie!

Come partecipare ad A Scuola di OpenCoesione / Guarda il video!

OpenDataSicilia organizza un webinar con il Team di A Scuola di OpenCoesione per condividere le informazioni necessarie per permettere alle scuole di partecipare al bando. Il progetto è rivolto agli istituti di istruzione secondarie e prevede un percorso didattico focalizzato su OpenData, Data Journalism e Monitoraggio Civico. Le classi partecipanti concorrono a un premio finale: un viaggio a Bruxelles! In baso il video del webinar. Per info scrivi una mail al team, a questo indirizzo. Grazie! 🙂

Mappa prodotti DOP/IGP: ecco a che serve aprire i dati

Sono 892 i prodotti DOP e IGP censiti del Ministero delle Politiche Agricole al 5 Novembre 2014. Un elenco che si aggiorna periodicamente e che traccia i cibi di qualità lungo tutta la penisola.

  • Di seguito un grafico con la classifica delle prime dieci province per numero di prodotti registrati.
Prime-dieci-province-per-Numero-di-Prodotti-DOP-IGP-Numero_chartbuilder
  • >A seguire invece la classifica delle prime dieci regioni per numero di prodotti registrati.
Prime-dieci-regioni-per-Numero-di-Prodotti-DOP-IGP-Prodotti_chartbuilder

Da questa mappa è possibile cliccare sui marker delle singole province e visualizzare l’elenco dei prodotti DOP/IGP registrati


Da questa tabella è possibile cercare i prodotti DOP/IGP per nome o per provincia.

Per rendere facili analisi di questo tipo sarebbe sufficiente che:

  • Il Ministero pubblicasse i dati in forma tabellare (un csv o persino un xls) invece di pubblicarli in PDF
  • Ad ogni prodotto venisse assegnato un ID unico. Adesso invece – potrei sbagliarmi – ma mi pare di capire che la colonna “N” non rappresenta la chiave identificativa del prodotto, ma un numero progressivo dell’elenco. Confrontando ad esempio l’elenco del 05/11/2014 (pdf qui) e l’elenco del 05/12/2014 (pdf qui), lo Zampone Modena risulta al “N 268” in uno dei due e al “N 269” nell’altro. Una cosa che farebbe saltare sulla sedia anche il meno esperto di dati/opendata 🙂
  • Invece di ripubblicare ogni mese (sic!) lo stesso file PDF con lo stesso elenco o tutt’al più aggiornato di una o due voci che si aggiungono, il Ministero potrebbe esporre i dati in una tabella HTML e scaricabili e semplicemente garantirne il mantenimento, aggiungendo di volta in volta i nuovi prodotti.

Linee Guida Open Data da Palermo a Catania: il 3 dicembre incontriamo il Comune!

Lo scorso 11 novembre sono stato invitato da Antonio Perdichizzi a #Code4Catania come esperto di Open Data, con l’obiettivo di parlare di ConfiscatiBene e del lavoro fatto fin qui. È stata una gran bella esperienza perché da siciliano – anche se vivo a Bologna e viaggio molto per lavoro con Dataninja.it – sono orgoglioso di poter dire dopo averlo visto che la Trinacria ha molto da dire sugli OpenData, enormi competenze, grande voglia di fare. Molto più – se mi si consente – di tanti cose “spot” che ci sono in giro.

Nel pomeriggio insieme a Nino Galante e Cristiano Longo, abbiamo parlato del caso delle Linee Guida OpenData adottate su richiesta/proposta dei cittadini da parte del Comune di Palermo ed è emersa la possibilità che avvenisse lo stesso anche a Catania (con le dovute differenze). Insieme a noi c’erano molti OpenDatari (alcuni dei quali già iscritti sulla MailingList Opendata Sicilia – iscriviti se ti interessa partecipare, lurkare o dare un contributo!) e vigorosi etnei come alcuni attivissimi giovani della Consulta  Giovanile di Catania (Mirko Viola in testa) ed Emanuele Spampinato (presidente di EtnaHitech) che hanno raccolto l’idea e stanno cercando insieme a Cristiano Longo di portarla avanti. Ovvero: chiedere un incontro ufficiale al Comune di Catania e valutare l’adozione di linee guida dedicata.

Il Comune di Catania, come molti sanno, sta “ospitando” un progetto sperimentale denominato PRISMA, che è dedicato proprio a questo tema. In linea teorica dunque e senza un euro in più di budget, protrebbe anche nascere il sito http://dati.comune.catania.it (non cliccare, al momento non c’è!) proprio nell’ambito dello sviluppo di PRISMA (che durerà oltre un anno).

La palla ora passa al sindaco Bianco e al Comune ma sono certo che insieme a tutti gli opendatari dell’Etna lo presseranno per raggiungere il risultato.

Riceviamo da Mirko Viola una mail con ottime notizie.

Ho contattato l’ing. Carmelo Indelicato che, essendo l’esperto del Sindaco per l’informatizzazione del Comune di Catania, mi ha espresso la sua disponibilità a partecipare alla prima riunione del costituendo tavolo per la definizione delle “linee guida per gli Open Data”. L’appuntamento che abbiamo individuato è per mercoledì 3 dicembre alle ore 19.00 in Viale Africa, 31.

È un primo passo, ci sarà da lavorare, ma sono certo che gli opendatari catanesi si daranno da fare e porteranno a casa il risultato! Un grazie va dunque a tutti i partecipanti (non solo di Catania ma anche di Messina) che elenco qui di seguito: Cristiano Longo, Mirko Viola, Giuseppe Reale, Luciano De Franco, Renato Trapani, Sergio Consoli, Andrea Nucita, Emanuele Spampinato, Carlo Leonardi e Marcello Perone.
Grazie anche ovviamente a Working Capital Catania per avere ospitato l’evento, e in particolare al vulcanico Antonio Perdichizzi per averci creduto.

Perché è in Sicilia il gasolio più caro d’Italia?

Le tre mappe incluse in questo post visualizzano due tipologie di dati:

  • I primi sono le raffinerie italiane (geolocalizzazione con i dati OpenStreetMap – MapQuest/Nominatim), come elencate sul sito SacerPetroli in un’apposita sezione. Ho fatto un piccolo scraping di questi dati e li ho messi su uno spreadsheet qui.
  • I secondi, quelli dai quali dipende la colorazione dal verde chiaro al verde scuro (e che hanno una storia più complessa che racconto più in basso nel post), rappresentano il costo medio del gasolio per provincia, in base alle rilevazioni dell’Osservatorio Carburanti del Ministero dello Sviluppo Economico, raggiungibile a questo indirizzo

Visualizzando molto semplicemente questi dati (con QGis, su cartografia delle Province di Istat) emergono due elementi che mi hanno molto colpito. La prima: stando ai dati di SacerPetroli in Sicilia sono presenti ben 4 raffinerie sulle 17 totali attive in Italia (circa il 25%) – a Priolo (Siracusa) ci sono due stabilimenti – che hanno una capacità produttiva di circa 43 milioni di tonnellate, quasi la metà rispetto a tutte le altre raffinerie italiane messe insieme.  La seconda: il costo  medio del gasolio in Sicilia è tra i più alti in Italia.

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Non so bene che tipo di incidenza abbiano le”accise“, una delle famigerate tassazioni indirette di questo Paese giocherellone (il miliardario e il povero pagano la stessa cifra), ma se non erro (e nel caso modifico il post) le Regioni (quindi anche la Regione Sicilia) hanno potere di intervenire per modificarne l’ammontare. Mi chiedo come sia possibile tutto ciò in una regione come la Sicilia che ha il terzo PIL pro-capite più basso d’Italia. E credo che se ci fosse trasparenza maggiore su questi dati, nonostante lo sforzo del Ministero nel renderli consultabili (ma non aperti), i siciliani avrebbero le prove per chiedere chiarezza e pretendere una riduzione di questi costi sul carburante.

Qui di seguito una tabella riepilogativa: in questo caso i dati presenti riguardono anche il 15 del mese di agosto, settembre e ottobre.

Come ho costruito le mappe

Su Spaghetti Open Data qualche mese fa il buon Sabas ha costruito un processo di scaricamento e aggiornamento automatico di un database che raccoglie questi dati sui carburanti, estratti dell’Osservatorio del Ministero dello Sviluppo Economico (qui il link alla discussione). Sono sempre stato tentato dall’idea di lavorarci, ma la scarsità di tempo e il timore di non essere abbastanza competente per occuparmente mi hanno bloccato. Almeno fino a quanto un amico opendataro non mi ha risvegliato: si tratta di Lorenzo Perone, neo-geografo bolognese che ha scaricato i dati sui carburanti facendo uno straordinario lavoro di arricchimento per favorirne il riuso, partendo appunto dal database di Sabas. Tra le varie cose costruite da Lorenzo, un prezzo medio del gasolio calcolato sui dati ufficiali (si tratta di poco meno di 20 mila distributori di carburanti in tutta Italia). Io mi sono limitato – non scherzo, non è finta umiltà – a visualizzare questi dati con QGis, a margine di una discussione avuta con Lorenzo stesso e Massimo Santi.

La colorazione delle mappe (il gradiente)

Esistono varie modalità per “colorare” una mappa in base ad alcuni dati relativi ai territori (poligoni). Ho deciso di prendermi la libertà, essendo un esperimento, di non usarne in pratica nessuno (mi perdonino gli esperti) e spiego il motivo. Avrei potuto usare i Natural Breaks di Jenks, i quantili o i Pretty Breaks, ma ho deciso di determinare la colorazione in maniera autonoma per il seguente motivo. I dati utilizzati per le tre mappe sono quelli relativi a tre giornate specifiche: l’1 agosto 2014, l’1 settembre 2014 e l’1 ottobre 2014. Per ciascuno di questi tre giorni sulla mappa viene visualizzato il valore medio per provincia del costo del gasolio (calcolato appunto da Lorenzo sui circa 20mila distributori italiani). Essendo per definizione dati suscettibili a variazione, se avessi costruito la mappa di gradiente (choropleth) basandomi per ciascun giorno sul valore minimo e sul valore massimo del costo medio, non avrei potuto poi facilmente rendere confrontabili le tre mappe. A me invece interessava, oltre a far emergere il clamoroso e in parte esilarante dato della Sicilia, anche provare a mostrare un minimo di andamento nel tempo. Esistono certamente dei modi meno ‘caserecci’ rispetto a quello usato da me, e spero di approfondire. Per il momento però condivido questo primo esperimento, sperando che ne emergano degli altri, magari più approfonditi. E che magari nel frattempo al Ministero dello Sviluppo Economico qualcuno si svegli un po’ e permetta ai cittadini anche di consultare e riusare liberamente la base dati in formato Open Data, e non solo una banale app “closed” per mettere puntini sulla mappa.

That’s all! 🙂