Flussi Turistici e fruizione dei beni culturali a Catania dal 2012 al 2013

Una visione di insieme, analizzando i dati riguardanti i flussi turistici e la fruizione dei beni culturali, nello specifico a Catania nel biennio 2012-2013, può permettere, in attesa dei dati del 2014 in merito al settore turistico, di analizzare quali eventuali aspetti porre in luce per migliorare la sinergia fra questi due rami e trovare soluzioni più appetibili ai fruitori per i prossimi anni.

Secondo i dati elaborati e forniti dall’Osservatorio Turistico della Regione Siciliana  riguardo i flussi turistici a Catania, nel biennio indicato, si riscontra un lievissimo aumento dal 2012 al 2013 riguardo gli arrivi  (+0,02%) e un trend negativo riguardo le presenze (-3,57), questo vuol dire che il numero di turisti che pernottano nelle strutture ricettive è sceso e la città è preferita come meta di passaggio. Quindi, potrebbe seguire la domanda: Come incentivarne la permanenza?

flussi turistici ct 12-13

Su arrivi, presenze, e permanenza media nelle strutture ricettive,  dai dati emerge che il trend dei turisti italiani sia sceso in un anno riguardo gli arrivi del 7,2% e le presenze del 12,4%. La permanenza media è di circa due giorni e mezzo. Nello specifico la permanenza presso strutture ricettive extra alberghiere è più diffusa rispetto agli esercizi alberghieri. Quest’ultimo trend di preferenza si conferma per i turisti stranieri, che invece sembrano gradire la città etnea. Infatti a livello di arrivi si riscontra un +13,4% e +10,3 % delle presenze nel 2013. Ma in totale fra italiani e stranieri nel 2013 le presenze sono diminuite, rispetto all’anno precedente,  -3,6%. Domanda: Cosa si aspettano i turisti italiani dalla città di Catania, cosa cercano?

arrivi e presenze a ct. im.

 

Riguardo la capacità ricettiva nel biennio in esame, + 2.9% numero di esercizi alberghieri, e +3,8 posti letto.  L’impennata maggiore si riscontra negli esercizi extralberghieri +9,4% numero di esercizi, e posti letto +6,1.

alberghi.ct.

I beni nell’area catanese presi in esame dall’Assessorato ai Beni Culturali e dell’Identità Siciliana sono: Casa Verga, Teatro romano ed Odeon, Museo di Adrano, a Mineo l’area archeologica di Palikè, a Caltagirone il museo della ceramica, e ad Aci Catena l’Area archeologica di Santa Venera al Pozzo.

I fruitori nel 2012 sono stati 78334 mentre nel 2013 sono scesi a 68524 (-12,52%.  Nel 2013 sono diminuiti i fruitori gratuiti -20,34%, i paganti dello 0,11 %.  L’area archeologica di Palikè, nel 2013, è stata resa ad ingresso gratuito. Gli incassi sono aumentati del 14,19%, da euro 121622 del 2012 a euro 138822 del 2013. Sono diminuiti i fruitori in tutte le aree sopracitate eccetto che nell’Area di Santa Venera al Pozzo dove sono passati da 789 a 1820 e Casa verga, in lieve aumento da 10269 a 11216. Qui, invece, non c’è una domanda. Ma una constatazione, Catania è seconda per beni di epoca romana solo a Roma!

Catania.Fruizione beni culturali.

 

 

L’utilità bidirezionale degli open data

Dati aperti o open data, chiamateli come volete. Ma la chiave di lettura non cambia: l’accessibilità, e soprattutto l’accessibilità a un bene comune.
Stamane a Catania l’ing. Maurizio Consoli (dirigente servizio sistemi informativi del Comune), in virtù del portale della città etnea sugli open data lanciato pochi mesi fa, ha incontrato i dirigenti comunali dei più svariati settori per invitarli a contribuire all’invio dei dati di propria competenza al fine di arricchire l’archivio dei dataset, visto che al momento se ne constatano solo 20.
Il cambiamento, forse, non è sempre facile da accettare e l’innovazione è sempre qualcosa che per certi versi può spaventare. Qualche dirigente sarà stato preoccupato, probabilmente, dal lavoro in più che dovrà svolgere. Non sarà tempo perso, anzi tutto di guadagnato. L’accessibilità al cittadino-fruitore, allo studioso, al curioso, e via dicendo, non è di carattere esclusivo. Anzi, un dato ordinato è un dato prezioso e utile anche per gli stessi addetti ai lavori, e all’amministrazione comunale. L’utilità, dunque, è bidirezionale.
Prendiamo ad esempio il dataset relativo alla composizione della popolazione residente a Catania del 2013. Premesso che il dato, non solo deve essere prezioso, ma deve essere soprattutto fashionable. In altri termini deve essere comunicato ai più. Un semplice grafico può apparire più chiaro rispetto alla fredda tabella excel.

composizione pop. fascia di età ct

La composizione della popolazione per fascia di età, così riportata, può consentire ad esempio la possibilità di intervenire concretamente in termini di welfare e politiche sociali. Analizzando la fascia di età 60-75 e più si evince chiaramente come questa fascia di popolazione risieda in particolare nella seconda circoscrizione (Ognina-Picanello). E allora ci si potrà chiedere: esistono servizi sanitari adeguati? Cosa c’è e cosa si può fare?
Discorso analogo può essere fatto per la fascia di età dove sono presenti minori in età da asilo. O ancora andando ad analizzare la composizione della popolazione per cittadinanza si potrebbe capire in quali circoscrizioni si potrebbe andare meglio ad agire riguardo politiche di integrazione. Ma il discorso non è esclusivamente politico, amministrativo, o da curioso. Nell’ultimo caso, ad esempio, potrei essere interessata ad aprire un market di cibo proveniente dallo Sri-Lanka o dal Brasile. Un’informazione del genere mi consentirebbe di orientarmi meglio nella circoscrizione ideale per farlo.
Un dato accessibile è quindi un dato utile e prezioso, e sarà ancora più affascinante se comunicato chiaramente. Un dato appetibile sia per chi lo concede che per chi ne usufruisce. Ed è per questo che anche Catania ha iniziato questo percorso, probabilmente lungo, di cultura e apertura agli open data e al web in generale. Basti pensare all’aumento degli utenti che accedono ai siti della Pubblica Amministrazione per ottenere informazioni, 29,8%. (Dati istat 2014 su “cittadini e nuove tecnologie). Ed è anche attraverso questo percorso che la sezione opendata del Comune di Catania potrà essere un’ottima vetrina e strumento proficuo di discussione online, e soprattutto offline.