Linked open data for environment protection in smartregions: invito a collaborare

L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) Sicilia è uno dei partner del progetto SmartOpenData.

L’obiettivo del progetto è quello di creare un’infrastruttura (che includerà strumenti software e dati) alimentata da risorse pubbliche e aperte, fonti dati esistenti sulla biodiversità e la tutela dell’ambiente e la ricerca nelle aree protette e rurali d’Europa e nei suoi parchi nazionali.

La visione è quella per cui i dati ambientali e geospaziali riguardanti le zone rurali e protette possano essere più facilmente leggibili e riutilizzabili, maggiormente associati ai dati senza un riferimento spaziale diretto, in modo che diverse fonti dati distribuite possano essere facilmente combinate. In SmartOpenData lo strumento per realizzare tutto questo sono i Linked Open Data.

Il progetto si chiuderà a novembre e il territorio che verrà usato come “test” in Sicilia (le altre aree pilota si trovano in Spagna, il Portogallo, l’Irlanda, la Slovakia e la Republica Ceca) dovrebbe essere quello che va da Capo Zafferano/Monte Catalfano al fiume Eleuterio.

L’ARPA Sicilia ha espresso – tramite il dott. Giovanni Vacante (Project Manager del progetto) – interesse a coinvolgere tutti i soggetti pubblici e privati operanti sul territorio siciliano, compreso enti ed agenzie locali nonché gli attori della cosiddetta comunità di innovazione digitale, “ad esempio i partecipanti la rete Open Data Sicilia“, nella co-progettazione del progetto. In basso copia della sua lettera.

E’ un invito della Pubblica Amministrazione che dichiara alla cittadinanza di volersi aprire a un processo partecipato, ed in sé è già una buona notizia. La cosa che mi sembra più significativa è che sia un ramo della PA più “importante” in Sicilia, la Regione Siciliana, che ad oggi (con qualche eccezione di qualità) è stata troppo silente sui dati aperti.

Di visibile ancora non c’è qualcosa di autoconsistente e perfettamente intellegibile, perché ancora in costruzione. A questo link però potrete vedere un’interfaccia tramite la quale alcuni dataset sono messi in correlazione.

Che contributo possiamo dare noi? Quelli che mi vengono in mente sono questi:

  • leggere la descrizione pubblica del progetto e fare domande per saperne di più. Il Project Manager, che ho conosciuto da poco, mi sembra persona attenta e disponibile;
  • immaginare quali dati ci debbano per forza essere in un sistema tagliato sulla biodiversità e la tutela dell’ambiente e la ricerca nelle aree protette e rurali d’Europa e nei suoi parchi nazionali;
  • a cosa potrebbe servire un sistema che mette in correlazione questo tipo di dati? A quali domande informative dovrebbe rispondere? Che esigenze dovrebbe risolvere? Quali legami sarebbe utile che contribuisse a evidenziare?

Tra chi segue e alimenta OpenDataSicilia ci sono esperti di Linked Open Data, così come (credo) esperti di dominio “ambientale”. Questa è un’occasione per lasciare un piccolo segno, in termini di proposta e/o di critica costruttiva, a un progetto regionale. Il prossimo 9 luglio ci sarà il meeting partenariale del Progetto, e quella potrà essere l’occasione per iniziare a farlo.

Le scuole comunali di Palermo in #opendata

Da oggi è online sul portale open data del comune di Palermo un dataset che avevo chiesto (non da solo) di pubblicare un po’ di tempo fa: le scuole comunali del Comune di Palermo.

Viene pubblicato in formato KML (il formato nativo di Google Earth), in un file che contiene tre layer:

  • quello dei quartieri storici;
  • quello degli asili nido comunali;
  • quello delle scuole comunali.

E’ uno di quei dati che consente di “pesare” la città, di capire la distribuzione di qualcosa che cambia la vita delle persone, di un quartiere e di un intero territorio.

Non è il momento dell’analisi dei dati, ma adesso sarà più facile farle, e sarà sicuramente più immediato avere una visione di insieme. Sia su una mappa come questa creata dall’ufficio del webmaster del comune, che con un  grafico che mostra immediatamente dei numeri (che andranno pesati per popolazione residente, per areale, ecc.).

 

Una cosa che mi piace sottolineare è come stavolta il dato sia stato usato anche per fare comunicazione civica: difatti è utilizzato anche in una pagina del Portale della Scuola del comune.

Ci sono alcuni elementi migliorabili e ne scriverò al Team Open Data del Comune e all’ufficio del webmaster.

Questa però è l’occasione per apprezzare l’aggiunta di un ulteriore tassello. Chi mi conosce sa che sono spesso critico nei confronti della PA della mia città, ma è innegabile che ci sono in atto diversi fermenti, di cui nel tempo (spero sempre più a intervalli più serrati) si avrà evidenza. E’ quello che mi auguro, ed è quello che mi aspetto alla luce di quanto osservato.

L’occasione è buona per sollecitare il Team Open Data a creare un momento di incontro con la cittadinanza, così come previsto dalle Linee Guida per le attività sugli Open Data.

 

Foto di Dystopos

Il Piano Regolatore di Palermo in #opendata

Il Comune di Palermo ha pubblicato da poco nel suo portale Open Data due dataset di indubbio interesse:

  1. la “Perimetrazione Zonizzazione P.R.G. vigente
  2. i “Vincoli vigenti della variante generale al P.R.G.

Il 21 febbraio 2015, in occasione del “nostroOpen Data Day, ho lavorato insieme a Totò Fiandaca per predisporre una prima pubblicazione sul web di questi dati.

Abbiamo soltanto iniziato il lavoro, partendo da questi passi:

  • abbiamo per ora lavorato sulla sola perimetrazione;
  • ricostruito la legenda/descrizione per i codici ZTO presenti nel primo dataset. Questi infatti non sono presenti nei dati originali;
  • scelta una prima rappresentazione cartografica automatica, basata sulle zone di gerarchia più alta. Sulla scelta dei colori si può e deve fare meglio;
  • creata una prima interfaccia web per la lettura di questi dati. Come sfondo un’ortofotocarta del SITR regionale, possibilità di fare zoom & pan, una minimappa di riferimento, il tasto per condividere sui social, il tasto per essere collocato automaticamente sulla mappa, e al click con il mouse sui poligoni la lettura delle informazioni correlate.

Il dataset sul quale ci siamo concentrati è quindi quello “che ricostruisce la zonizzazione della variante generale al P.R.G. aggiornati alla delibera di “presa d’atto” del consiglio comunale n.07/2004“.

Qui l’URL attuale per sfogliare la mappa.

prg palermo share

Prossimamente vorremmo passare da questa output soltanto “visuale” a qualcosa di più utile, a una lettura “pesata” del territorio.

L’obiettivo era quello di leggere immediatamente leggibile, senza dovere installare nulla e/o sapere cosa è uno shapefile, la zonizzazione prevista dal Piano Regolatore Vigente. E credo che questo sia avvenuto (anche se sappiamo che ci sono tante piccole cose da migliorare/integrare).

In ultimo voglio sottolineare come questa interfaccia di webmapping esiste grazie a due componenti principali:

Cosa possono fare i dati aperti per te? – #oddit15

2015-02-22_13h23_57Ieri – 21 febbraio 2015 – a Palermo insieme a Davide Taibi, in occasione del “nostro” Open Data Day, abbiamo lavorato sulla trascrizione del testo di un breve ed efficace filmato creato dall’Open Data Institute: “What can open data do for you?“.

E’ un filmato che si presta bene a attività di disseminazione sul tema dei dati aperti, ma gli mancavano alcune cose per essere ancora più efficace:

  • il file con il testo letto nella lingua originale del filmato (è in inglese);
  • i sottotitoli in inglese (lo stesso testo di sopra, ma associato al tempo del filmato);
  • la traduzione in italiano del testo;
  • i sottotitoli in italiano;

Ieri abbiamo realizzato le seguenti cose:

  • trascritto il testo in inglese -> file What can open data do for you.en.txt;
  • tradotto in italiano -> file What can open data do for you.it.txt;
  • creato i sottotitoli in italiano -> file What can open data do for you.it.srt.

Qui sotto un’anteprima della sottotitolazione in italiano, mentre i file sono qui.

Per la creazione dei sottotitoli abbiamo usato l’ottimo Amara

Avere creato la trascrizione in inglese è la cosa che ci sembra più utile, perché consentirà di emulare quello che abbiamo fatto qui a Palermo un po’ da tutto il mondo in tutte le lingue.

Gli #OpenData del “Portale Siciliano dell’energia”

Ho scoperto grazie ad Andrea Antibo che esiste il “Portale Siciliano dell’energia” e che pubblica dati apertihttp://www.energia.sicilia.it/index.php/open-data

Mi sembra una cosa ottima!

Scrivo il post essenzialmente come segnalazione, e metto in elenco alcuni punti frutto di una rapida e superficiale consultazione di pochi minuti:

  • sembra che ci siano pochi dati sulle “Prestazioni Energetiche Fabbricati” (circa 80 edifici ad esempio per Palermo), ma magari si tratta di sottoinsiemi legati a qualche scelta progettuale, o sono i dati raccolti ad oggi. Devo leggere un po di info sul sito;
  • le informazioni spaziali/cartografiche di questo dataset (un file in formato CSV) sono espressi come dati catastali, e questa è una barriera al riutilizzo, perché i dati catastali non sono liberi;
  • i dati catastali sono da “pulire“. Nella colonna “particella” ad esempio troviamo espresso il numero di particella sia come numero (“540”), che come testo (“cinquecentoquaranta”);
  • a questo CSV  non  è associato alcun alcun metadato, non è indicato il separatore dei campi, né la codifica dei caratteri (grazie a Nazzareno Prinzivalli per la segnalazione);
  • sembra che ci siano delle API alle spalle, perché un URL di questo tipo http://www.dati.energia.sicilia.it/graphs/getconsumestypes/1/0/0/1 restituisce dei dati. Sembrano le API di HighCharts.
  • nel footer leggo “Copyright © 2014 Diritti Riservati. Privacy.”, e non vedo la licenza per gli open data. Senza dichiarare quella per i dati aperti, la nota del footer credo “vinca”. E’ necessario esplicitare la licenza sugli open data;
  • sul sito ci sono altri dati, che non sono sicuro siano tutti esposti anche nella sezione open data.

Mi fermo e ribadisco la rapidità e la superficialità. L’obiettivo principale è oggi quello di segnalare la cosa, che mi sembra di grande interesse.

Su Open Data e Energia segnalo questo vecchio documento redatto credo da Patrizia Saggini et alii.

L’ortofoto di Natale, a 14 centimetri

I portali e i geoportali di dati spesso nascondono sorprese. I dataset sono (spesso) numerosissimi e più di qualcuno rimane a noi ignoto.
Il “mosaico delle Ortofoto della Regione Siciliana realizzate a partire dalle foto della ripresa aerea digitale, sull’area urbanizzata di Messina, con pixel 14 cm. effettuata tra gli anni 2012 e 2013” è probabilmente uno di questi.

Quando diverse settimane fa ne sono venuto a conoscenza mi è subito venuta voglia di confrontarlo con quello di RealVista a 50 cm., rilasciato con licenza aperta e di cui ho scritto qui. Non immaginavo che gli ombrelloni in una spiaggia sarebbero stati così leggibili.

ombrelloni.jpg

E la risoluzione, il dettaglio leggibile, è sicuramente un elemento che salta subito all’occhio:

  • le strisce che delimitano un campo di calcio;
  • la griglia del tetto di una serra;
  • sempre le strisce di un campo di basket;

E si potrebbe continuare a lungo.

L’altro elemento interessante è leggere il tempo che passa; si vede bene proprio in questo confronto in cui le foto a destra (quella di RealVista) sono meno recenti di quelle a sinistra:

Vedere i segni che lascia il tempo è qualcosa che rischia di tenere incollati allo schermo (è addicted 🙂 ), e mi sembra in termini informativi la cosa più corposa.

Per il momento sono online soltanto i dati di questa piccola porzione di territorio regionale, ma nel 2015 saranno rese accessibili tutte le altre fotoriprese effettuate.
La qualità di compressione delle foto non è sempre buona, e i pixel alle volte sono molto “mescolati” tra loro: sul web è stato pubblicato il mosaico delle foto compresse “con perdita di qualità” in formato ECW. Il dato originale è in formato TIFF ed è di qualità molto superiore.
L’URL per l’accesso in WMS è quello leggibile nella pagina dei metadati.

In chiusura due aspetti formali e sostanziali importanti:

  • i termini di licenza sono quelli generali di tutto il portale e quindi in CC-BY SA 3.0;
  • l’autorizzazione al ricalco data a OpenStreetMap dalla Regione Siciliana vale anche per questi dati.

Con l’occasione, buone feste!

A cosa servono gli #OpenData? A spingere autobus

Il 6 novembre del 2014 il Comune di Palermo ha pubblicato, per conto della sua municipalizzata AMAT Spa, i dati del trasporto pubblico locale su gomma.
Ne abbiamo dato subito notizia su OpenDataSicilia, perché si tratta di dati aperti “importanti”, forse quelli di maggior valore pubblicati ad oggi da questa PA.

Avrei voluto subito farci qualcosa di speciale, ma sono settimane dense per me e allora ho pensato di sfruttare Travic, un bellissimo visualizzatore online di dati sui trasporti pubblici, in cui gli autobus si muovono.

travic.gif

Tutto si basa (almeno per Palermo) sull’orario programmato di passaggio di ogni mezzo, da ogni fermata. Non sono dati in realtime, si tratta di una posizione calcolata, che da conto di dove dovrebbe essere un determinato autobus a una certa ora.

E’ stato possibile perché la pubblica amministrazione ha pubblicato i dati, per il fatto che esiste un motore come Travic, ma sopratutto per la disponibilità di un “carburante” in un formato standard (e quindi documentato) e disponibile con una licenza che ne consente la modifica e il riuso. Insomma sono i dati aperti a fare muovere gli autobus a Palermo.

A partire da questo elenco, sono pubblicati dati da più di duecento città del mondo
Io ho contribuito con una cosa piccola, che richiede soltanto di “stare sul pezzo“: sapevo dell’esistenza di Travic e, qualche giorno dopo la pubblicazione dei dati da parte del Comune, ho fatto questa richiesta.

2014-12-06_09h42_11.png

La mappa “viva” del trasporto pubblico a Palermo è un bell’esempio di due cose classiche che è possibile fare con i dati aperti: monitorare i servizi della PA (e verificarne l’efficienza) , e rendere visibile l’invisibile. Che è molto più bello.

Pubblicati i dati aperti sui trasporti pubblici di Palermo

Come annunciato ieri, il Comune di Palermo e AMAT Palermo SPA, hanno pubblicato i dati del trasporto pubblico locale su gomma: http://www.comune.palermo.it/opendata_dld.php?id=318#.VFyLOPmG9Fl

Sono pubblicati in formato GTFS, che è diventato lo standard per i dati sui trasporti pubblici.

Oggi non andrò nei dettagli, ma soltanto mostrerò uno dei dati pubblicati, quello sulle fermate. Il file che contiene le informazioni è quello denominato “stops.txt”, che è strutturato in questo modo.

Sotto la mappa, e il colpo d’occhio non è male. Il bello secondo me deve ancora venire.

Il rischio idrogeologico, la Regione Siciliana e l’informazione civica

Preso dalle tante sollecitazioni arrivate dall’emergenza maltempo a Genova, Parma e Alessandria, ho pensato di iniziare a raccogliere dati e informazioni legate al Rischio idrogeologico in terra di Sicilia.
Ho constatato una barriera di accesso alle informazioni sui siti ufficiali della Pubblica Amministrazione, e anche le notizie reperibili attraverso articoli giornalistici, non riescono a dare una risposta chiara ad una domanda semplice: sono in pericolo?

Fornire gli strumenti per dare una risposta, significa fare una buona informazione civica, un obiettivo alto e stimolante per chi gestisce la cosa pubblica, ma che alle volte non è nemmeno abbozzato.

Per valutare il mio rischio devo rispondere almeno ad altre due domande:

  • vivo vicino ad un rischio naturale?
  • se sì, quanto è elevato?

I contenuti utili a definire la cosa sono disponibili, ma non permettono di passare dalla propria e personale conoscenza del territorio alla sua rappresentazione istituzionale.

Ho concentrato la mia ricerca sul rischio idrogeologico e sono “caduto” in questo articolo del Giornale di Sicilia: nella mia regione ci sarebbero 22 mila aree a rischio.
Il progetto di riferimento è il PAI (Piano di Assetto Idrogeologico), “lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni, gli interventi e le norme d’uso riguardanti la difesa dal rischio idrogeologico del territorio siciliano“.
Il sito web ufficiale è http://www.sitr.regione.sicilia.it/pai/, tenuto aggiornato nel tempo e ricco di pagine contenenti numerosi allegati (essenzialmente file PDF, compressi in file .zip). Mi aiuta a rispondere alle questioni poste sopra?

Non credo, salvo non conoscere ad esempio i nomi dei bacini idrografici locali, cosa ignota al 99 % delle persone che frequento. Ma anche sapendo il nome del bacino – ad esempio “Torrente Saponara, Area Territoriale tra i bacini T.te Saponara e F.ra Niceto” – ci si trova davanti a barriere di comunicazione come quella dell’immagine di sotto.

pai_folder

Qual è il significato del nome di questi file? Ne apro qualcuno, guardo un po’ dentro e cerco di capire? Non credo possa essere così, e sicuramente non può essere solo così.

Dati come questi devono essere pubblicati anche in maniera immediatamente comprensibile e leggibile da tutti: me, mia mamma, un giornalista, un pittore, un tecnico comunale, mio nipote il grande, il vicino di casa e financo da Gerlando.
Solo come esempio, per quell’insieme di persone che ha accesso al web, una semplice mappa come questa dà un’informazione che è subito comprensibile ad una platea vasta: dovo sono le aree a rischio frana in Sicilia, e qual è il grado di rischio.

sicilia_rischio_frane_pai

Non scrivo tutto questo per fare una critica al PAI, è un progetto che non conosco e che immagino essere di qualità.

La barriera non è la presenza/assenza delle informazioni ma il loro scarso grado di utilizzabilità civica. Sarebbe auspicabile una collaborazione con la cittadinanza per trovare le modalità per superarla. Il risultato può essere proprio una mappa facilmente comprensibile da tutti.
Si tratta di un problema molto più semplice di quello del rischio idrogeologico, cionondimeno affrontarlo e risolverlo sarebbe una scelta politica con benefici a catena per tutti.

Invito la Regione Siciliana a costruire sul tema del rischio idrogeologico (e sul rischio in generale) una strategia di comunicazione e di informazione civica di qualità, senza barriere e ad ampio spettro.
Ad aprire di più e meglio i dati relativi, in modo che possano essere realizzate analisi e rappresentazioni del tema che oggi nemmeno immaginiamo. La carta interattiva di sopra, è stata implementata grazie a 2 servizi aperti: quello messo a disposizione dal Geoportale Regione Siciliana (special thanks ad Agostino) e l’ortofoto RealVista.

Una delle conseguenze dell’apertura dei dati è proprio quella di creare le precondizioni per raccontare meglio il proprio il territorio, in ciò per cui brilla e in ciò per cui è a rischio.
E io di queste storie vorrei poterne leggere tante.

NdR: questo articolo è pubblicato anche su TANTO.