Il Difensore civico per il digitale fa moral suasion su SPID?

Marco Lombardo

Amo il marketing e l'open source, sono il fondatore dell'associazione Industria Italiana del Software Libero.

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    SPID è il sistema pubblico d’identità digitale, la soluzione che permette di accedere a tutti i servizi online della pubblica amministrazione con un’unica Identità Digitale.

    Secondo il sito del Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione, SPID sarebbe dovuto essere implementato dalle Pubbliche Amministrazioni entro Marzo 2018.

    Sempre entro Marzo 2018 AGID avrebbe dovuto rilasciare un piano d’implementazione di SPID per le PA che ancora non avessero provveduto ad implementare SPID sui propri servizi online.

    Con l’aggiornamento del Codice dell’Amministrazione Digitale del 13/12/2017 è stato istituito presso AGID l’ufficio del difensore civico per il digitale, a cui chiunque può presentare segnalazioni relative a presunte violazioni del Codice dell’Amministrazione Digitale e di ogni altra norma in materia di digitalizzazione ed innovazione della pubblica amministrazione.

    Il sito istituzionale di AGID permette espressamente di inviare segnalazioni sull’identità digitale.

     

    Secondo un blog post del Team per la Trasformazione Digitale che ha collaborato alla stesura dell’ultima edizione del Codice dell’Amministrazione Digitale, il Difensore Digitale ha il compito di esercitare una moral suasion sulle amministrazioni che non garantiscono i diritti di cittadinanza digitale.

    Ho testato per tre volte il servizio di moral suasion offerto dal Difensore Civico per il Digitale, ecco come è andata.

    La prima esperienza l’avevo già raccontata con un post sul blog di #opendatasicilia.

    La segnalazione riguardava la mancanza di SPID sul portale online del Sistema regionale degli Sportelli Unici della Regione Siciliana.

    Come già documentato nel precedente blog post al quale vi rimando, la segnalazione è stata ritenuta non ricevibile in quanto indipendente dall’utilizzo di SPID.

    La seconda segnalazione l’ho inoltrata in data 16/06/2018 e riguardava la mancanza di SPID sul portale della Regione Siciliana dei servizi per lavorare in Sicilia, in quanto avevo appreso dai giornali che in quei giorni i centri per l’impiego avevano qualche problema.

    Il 17/07/2018 il Difensore Digitale mi risponde di aver richiesto alla Regione Siciliana “elementi tecnici di approfondimento”, da allora non ho ricevuto altre notizie, neanche il rigetto della mia segnalazione.

     

    La terza segnalazione l’ho fatta in data 26/07/2018 e riguardava il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato.

    Per chi non lo sapesse, tutte le strutture ricettive in Italia sono obbligate ad inviare alla Questura le schede anagrafiche con i dati dei loro ospiti.

    Il problema è che i documenti per l’accreditamento delle strutture ricettive al fine di ottenere la password al portale Allogiati Web e poter adempiere all’obbligo dell’invio delle schede anagrafiche degli ospiti cambiano da Questura a Questura.

    Ad esempio, qui i moduli di Trapani, qui i moduli di Agrigento, qui i moduli di Enna, sul sito della Questura di Palermo non sono riuscito a trovare i moduli.

    Per questo motivo, ho pensato che fosse utile segnalare al Difensore Digitale la mancanza di SPID sul portale Alloggiati Web, anche al fine di liberare le stesse questure dall’incombenza di rilasciare delle password alle strutture ricettive.

    Magari le questure hanno cose più importanti da fare che rilasciare password alle imprese?

    La mia segnalazione è stata protocollata il 26 Luglio 2018, ma non ho ancora ricevuto alcuna risposta, neanche un rigetto della segnalazione.

     

    Ho guardato per curiosità la lista degli otto inviti fatti alle Pubbliche Amministrazioni dal Difensore Digitale nel periodo compreso tra il 10/05/2018 ed il 07/11/2018 e nessuno riguarda SPID.

    Concludo con due riflessioni:

    • I tempi del Difensore Digitale sono stati esposti in questa discussione sul Forum di Italia.it,  ma appaiono veramente troppo lunghi e burocratici per delle semplici segnalazioni che hanno come oggetto di verificare se un servizio online sia accessibile con SPID o meno, considerato anche che il Difensore Digitale non ha poteri sanzionatori ma si limita al compito di moral suasion delle Pubbliche Amministrazioni che non rispettano i diritti digitali di cittadini e imprese.
    • Se il monitoraggio sull’implementazione di SPID da parte delle Pubbliche Amministrazioni fosse pubblicato, si potrebbe prevedere una integrazione tra le segnalazioni su SPID al Difensore Digitale e la mappatura dei servizi online che ancora non hanno SPID.
      A proposito, quando verrà pubblicato il monitoraggio sull’implementazione di SPID?

     


    L’immagine in copertina è Franco Baresi, che nulla c’entra con questo post.

    I credits dell’immagine sono qui.

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