Beni confiscati a Catania: una chiamata alle armi

Cristiano Longo

Contract Researcher at Università di Catania
Sviluppatore di lungo corso, svolge attività scientifica sui sistemi di rappresentazione della conoscenza e sul Web Semantico

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    Da qualche tempo, come ben saprete, un gruppo di realtà seguono e perseguono un percorso di riappropriazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata nel comune di Catania. Ripercorriamo brevemente alcune tappe di questo percorso. A Giugno del 2015 il comune pubblica l’elenco dei beni confiscati su mio accesso civico. L’elenco dell’anno precedente era stato pubblicato a seguito di un accesso civico dell’associazione Libera associazioni nomi e numeri contro le mafie, che aveva spinto anche per l’approvazione di un regolamento comunale per l’assegnazione e dei beni confiscati. Tale regolamento verrà pubblicato solo ad inizio 2015 sul sito del comune, non è dato sapere se sollecitato da un mio accesso civico. Nel frattempo, ad ottobre del 2015 con Libera, Open Data Sicilia, confiscatibene, Hackspace Catania, il collettivo Scatto Sociale e il giornale I Siciliani Giovani (edito dal GAPA) ci incontriamo ed incontriamo la cittadinanza per discutere della situazione in occasione dell’evento Beni Confiscati a Catania.

    E arriviamo all’oggi. E’ di qualche settimana fa (21 Gennaio 2016) la dichiarazione dell’assessore Rosario D’Agata, forse in qualche modo stimolata dell’incombere della manifestazione Catania Libera dalle Mafie, che assicura “la prossima pubblicazione del primo Bando per l’affidamento di un Bene attualmente libero” e prospetta il monitoraggio dell’effettiva utilizzazione dei Beni ad oggi assegnati.

    Risulta evidente quanto il momento attuale sia topico sul tema a Catania, per cui credo sia necessario agire subito affinché i processi di assegnazione, gestione e verifica siano trasparenti e quanto più partecipati possibile.

    Una richiesta che potrebbe essere portata avanti dal movimento Open Data potrebbe essere ad esempio che tutti gli atti amministrativi e di altro genere riguardanti i beni confiscati siano resi riconoscibili sull’albo pretorio del comune attraverso la presenza di un marcatore, in maniera tale da poter realizzare un Albo POP dei beni confiscati a Catania. Questo permetterà da un lato di ricevere in maniera tempestiva tutte le comunicazioni inerenti i beni confiscati (bandi, commissioni, assegnazioni, revoche, etc.) e dall’altro ci darà degli strumenti utili iniziare a raccontare la gestione degli stessi.

    In itinere, e sentiti anche altri attori e amici, le richieste saranno ovviamente molteplici e di varia natura. Per far prendere forza a questa richiesta di partecipazione è necessario che l’elaborazione della stessa sia partecipata e condivisa. E` quindi opportuno coinvolgere quanti più cittadini e associazioni possibili in questa avventura.

    Per poter interagire con le altre realtà del territorio ho però bisogno però di sapere quanti esponenti dei movimenti legati alla conoscenza aperta e alla trasparenza sono disponibili a perorare questa causa. Vi chiedo quindi di aderire a questa richiesta preliminare lasciando un commento a questo post e indicando la vostra comunità e/o associazione di riferimento e il vostro comune di residenza.

    Vi invito inoltre nel commento ad inserire eventuali proposte e suggerimenti.

    Vi ringrazio fin d’ora e spero di vedervi presto.

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    Cristiano Longo

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