Da un’allergia all’altra

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Giulio Di Chiara

Presidente @MobilitaPalermo. Mi occupo di #mobilità e trasformazione delle città. Partecipo al miglioramento della #PA e #opendata. Mi muovo con @muovity

Certe situazioni della vita ti fanno rendere conto di alcune assurdità che hai spesso sotto gli occhi e che non curi fin quando non ti riguardano.

E’ il mio caso: sino a ieri non avevo mai avuto l’esigenza di reperire informazioni sul sito di un’azienda ospedaliera, per fortuna. Da qualche tempo ho scoperto di essere allergico a qualcosa (che tenterò di scoprire nei prossimi giorni) e così ho dovuto prenotare una visita.

In famiglia mi suggeriscono che anche qui in Sicilia sono stati fatti passi avanti nella tecnologia e tramite il sito del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo posso fare tutto online attraverso una piattaforma che senza muoverti da casa ti propone la data utile più vicina e il primo ambulatorio disponibile.

Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Paolo Giaccone di Palermo Centro Unificato di Prenotazione

Non mi resta quindi che pagare il ticket per avere tutto pronto. Non è possibile farlo online ma so che c’è un ufficio preposto, me lo dice mia sorella. Nel sito stesso mi metto alla ricerca degli orari di apertura dello sportello, il dominio recita policlinicogiaccone.it/index. Sono strasicuro quindi di essere nel posto giusto e in effetti trovo un avviso datato 3/11/2014 intitolato “orari ufficio ticket”.

Quella data messa lì mi fa venire un dubbio, ovvero che nel frattempo qualche nuova disposizione più recente abbia aggiornato gli orari per il 2015. Cerco e ricerco ma questo sito è veramente troppo povero di informazioni.

Mi viene un altro dubbio e quindi faccio una ricerca su Google. Improvvisamente salta fuori un altro sito, un tale policlinico.pa.it che sta sotto il dominio ufficiale del comune di Palermo tra l’altro.

Policlinico Paolo Giaccone Azienda Ospedaliera dell Universita degli Studi di Palermo

Qui le informazioni ci sono, anzi sono fin troppe e in una restituzione confusionaria che quasi mi viene voglia di chiudere la pagina.

Nel menu cerco la sezione che mi interessa, ma non la trovo. Memore di altre esperienze mi metto a sfogliare anche sezioni che apparentemente non mi riguardano. Ritrovo il link al portale delle prenotazioni, che qui viene abbreviato solamente con la sigla CUP e mi chiedo come faccia un cittadino qualunque a intuire che quella sigla sta per Centro Unificato di Prenotazione. O lo sai o devi passare ore per arrivarci.

Perdo 10 minuti tra menu, sottomenu, layout che si allargano e si riducono, decine di banner che mi proiettano acronimi di enti, eventi e cose sconosciute. Soltanto l’homepage è un lenzuolo infinito di comunicazioni e aggiornamenti, quasi tutte che linkano a pdf scansionati.

Decido di provare: dopo ben 29 scroll arrivo al piè di pagina. Non ho la minima intenzione di leggermi tutto, così avvio la funzione “TROVA NELLA PAGINA” e finalmente in mezzo all’oceano di testo trovo un’altra comunicazione, che aggiorna quella del 2014. Anche gli orari di apertura dell’ufficio ticket sono inseriti all’interno di un pdf scansionato, che in realtà è l’ordine di servizio in cui vengono decretate le nuove fasce orarie.

Questa tragica esperienza, cominciata bene e finita malissimo, mi ha subito fatto riflettere: “e se fosse stata mia madre a cercare questa semplice informazione? Ci sarebbe riuscita in quella giungla?

Due siti con domini quasi uguali, informazioni ripetute e complementari pubblicate a cavallo di pagine totalmente non comunicanti, pagine infinite di informazioni destrutturate e infine la mia allergia peggiore: i pdf scansionati, che oltre a essere spesso illegibili, non consentono la selezione del testo.

Un servizio sconnesso e fuorviante, che andrebbe migliorato e rivoltato come un calzino, reso semplice e immediato in primis per l’importanza delle informazioni che propone. Nel caso specifico, una semplice pagina html “orari” sarebbe stata una manna dal cielo, e possibilmente Google l’avrebbe indicizzata nei suoi risultati di ricerca. Se si cominciasse a fornire le informazioni in maniera “aperta” si potrebbero superare automaticamente enormi ostacoli , come il reperimento di dati importanti all’interno di file scansionati che equivalgono a cercare del testo all’interno di una fotografia.

A piè di pagina, cliccando sull’azienda che ha creato il sito web, si viene indirizzati ad un sito che non esiste più. Mi piacerebbe contattare e aiutare chi si occupa di queste sezioni. L’azienda ospedaliera mi ascolterebbe?

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Giulio Di Chiara

Presidente @MobilitaPalermo. Mi occupo di #mobilità e trasformazione delle città. Partecipo al miglioramento della #PA e #opendata. Mi muovo con @muovity