Linked open data for environment protection in smartregions: invito a collaborare

Andrea Borruso

Geomatico, mi occupo di rilevamento e trattamento informatico di dati relativi alla Terra e all’ambiente, ho una società che costruisce sensori per droni (Panoptes srl) e sono uno degli autori delle linee guida Open Data del Comune di Palermo. Di notte faccio il civic hacker

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    L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente (ARPA) Sicilia è uno dei partner del progetto SmartOpenData.

    L’obiettivo del progetto è quello di creare un’infrastruttura (che includerà strumenti software e dati) alimentata da risorse pubbliche e aperte, fonti dati esistenti sulla biodiversità e la tutela dell’ambiente e la ricerca nelle aree protette e rurali d’Europa e nei suoi parchi nazionali.

    La visione è quella per cui i dati ambientali e geospaziali riguardanti le zone rurali e protette possano essere più facilmente leggibili e riutilizzabili, maggiormente associati ai dati senza un riferimento spaziale diretto, in modo che diverse fonti dati distribuite possano essere facilmente combinate. In SmartOpenData lo strumento per realizzare tutto questo sono i Linked Open Data.

    Il progetto si chiuderà a novembre e il territorio che verrà usato come “test” in Sicilia (le altre aree pilota si trovano in Spagna, il Portogallo, l’Irlanda, la Slovakia e la Republica Ceca) dovrebbe essere quello che va da Capo Zafferano/Monte Catalfano al fiume Eleuterio.

    L’ARPA Sicilia ha espresso – tramite il dott. Giovanni Vacante (Project Manager del progetto) – interesse a coinvolgere tutti i soggetti pubblici e privati operanti sul territorio siciliano, compreso enti ed agenzie locali nonché gli attori della cosiddetta comunità di innovazione digitale, “ad esempio i partecipanti la rete Open Data Sicilia“, nella co-progettazione del progetto. In basso copia della sua lettera.

    E’ un invito della Pubblica Amministrazione che dichiara alla cittadinanza di volersi aprire a un processo partecipato, ed in sé è già una buona notizia. La cosa che mi sembra più significativa è che sia un ramo della PA più “importante” in Sicilia, la Regione Siciliana, che ad oggi (con qualche eccezione di qualità) è stata troppo silente sui dati aperti.

    Di visibile ancora non c’è qualcosa di autoconsistente e perfettamente intellegibile, perché ancora in costruzione. A questo link però potrete vedere un’interfaccia tramite la quale alcuni dataset sono messi in correlazione.

    Che contributo possiamo dare noi? Quelli che mi vengono in mente sono questi:

    • leggere la descrizione pubblica del progetto e fare domande per saperne di più. Il Project Manager, che ho conosciuto da poco, mi sembra persona attenta e disponibile;
    • immaginare quali dati ci debbano per forza essere in un sistema tagliato sulla biodiversità e la tutela dell’ambiente e la ricerca nelle aree protette e rurali d’Europa e nei suoi parchi nazionali;
    • a cosa potrebbe servire un sistema che mette in correlazione questo tipo di dati? A quali domande informative dovrebbe rispondere? Che esigenze dovrebbe risolvere? Quali legami sarebbe utile che contribuisse a evidenziare?

    Tra chi segue e alimenta OpenDataSicilia ci sono esperti di Linked Open Data, così come (credo) esperti di dominio “ambientale”. Questa è un’occasione per lasciare un piccolo segno, in termini di proposta e/o di critica costruttiva, a un progetto regionale. Il prossimo 9 luglio ci sarà il meeting partenariale del Progetto, e quella potrà essere l’occasione per iniziare a farlo.

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    Geomatico, mi occupo di rilevamento e trattamento informatico di dati relativi alla Terra e all’ambiente, ho una società che costruisce sensori per droni (Panoptes srl) e sono uno degli autori delle linee guida Open Data del Comune di Palermo. Di notte faccio il civic hacker