Prima giornata della trasparenza e della partecipazione del Comune di Palermo

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Andrea Borruso

Geomatico, mi occupo di rilevamento e trattamento informatico di dati relativi alla Terra e all’ambiente, ho una società che costruisce sensori per droni (Panoptes srl) e sono uno degli autori delle linee guida Open Data del Comune di Palermo. Di notte faccio il civic hacker

L’8 luglio 2014 si è svolta, presso i Cantieri Culturali della Zisa, la “Prima giornata della trasparenza e della partecipazione” organizzata dal Comune di Palermo. La “Giornata della trasparenza” è un evento previsto per legge, che tutte le Pubbliche amministrazioni devono prevedere.
L’evento è stato suddiviso – sia in termini di temi, che di gruppi di lavoro – in tre blocchi: anticorruzione e trasparenza, partecipazione e open data.
Io mi sono iscritto a quest’ultimo.

La presenza di pubblico è stata purtroppo abbastanza esigua; con una campagna di comunicazione ben fatta e adeguata all’evento, sarebbe stata molto superiore e sarebbe uscito un maggior numero di idee.
Comunicare è propedeutico alla partecipazione e le critiche alle modalità organizzative sono arrivate da tutti i “tavoli”.

Il workshop sui dati aperti

Dedicherò questo post essenzialmente a questo workshop, ma non sarà una cronaca completa di elementi in fila lungo la linea temporale dell’incontro. Metterò in evidenza quegli aspetti – tra quelli che sono rimasti memorizzati nel mio hard disk – che hanno più catturato la mia attenzione e di cui mi sembra utile dare conto.

Ogni workshop si è tenuto in una sala distinta e quella sui dati aperti è stata il cinema De Seta. I lavori sono iniziati con le parole di Sergio Forcieri, che da alcuni mesi è il Responsabile Open Data del Comune e che in questa veste si presentava per la prima volta alla città. Con lui Giuseppe Meli, webmaster del Comune e con il ruolo (a breve) di “Esperto GIS” del Team Open Data, e Ciro Spataro, che supporta il responsabile open data ed è l’addetto al monitoraggio delle attività sui dati aperti.
In questa prima e breve parte è stata quindi la PA a presentarsi e descrivere sia la strada fatta, che quella che si vuole seguire.

Le linee guida sui dati aperti, approvate a fine del 2013, sono state un tema che ha caratterizzato la prima parte della presentazione, nonché l’unico materiale cartaceo distribuito in sala. Sergio Forcieri all’inizio del suo discorso ha ringraziato gli autori del documento (tutti rappresentanti della società civile), tracciando un elemento di discontinuità che ho molto apprezzato.
Ha sottolineato inoltre come ritenga i dati aperti un elemento strategico per la città, che se ben realizzato farà inoltre da ponte tra pubblica amministrazione e cittadini.
Le linee guida prevedono la definizione di più di un centinaio di nomine – sui dati aperti – per tutte le aree e i settori del Comune; è stato annunciato che si è giunti al 95% e nelle prossime settimane la cosa si chiuderà.
A nomine fatte, quindi ormai al ritorno dalle ferie estive, si passerà alla formazione di questo gruppo di persone; questa fase si chiuderà tra ottobre e novembre e verrà estesa anche alle partecipate comunali.
A seguire una delle azioni più importanti per la realizzazione di una politica seria sui dati aperti, ovvero il “Censimento delle raccolte di dati (dataset) create dalle strutture comunali in funzione delle competenze specifiche e delle attività svolte”. Su questo punto non è stato dato definito un paletto temporale, ma l’auspicio e che entro fine anno si arrivi almeno al 50%. Il censimento è necessario per sapere quali sono i dati che la complessa e ricca macchina comunale produce, chi li gestisce e con quale qualità.

Il dott. Meli ha annunciato una prossima nuova release del Sito del Comune, con degli aspetti nuovi anche per la sezione Open Data. Tra questi (spero di ricordare bene):

  • i vari referenti delle varie aree/sezioni avranno un proprio account e gestiranno in autonomia la pubblicazione di dati aperti e la definizione delle relative metainformazioni;
  • verrà reso disponibile un motore di ricerca dedicato a questa sezione del sito;
  • verranno generati dei link attivi sulle parole chiave usate per classificare i dataset, che consentiranno di filtrare rapidamente i dati per parola chiave.

Non è stata annunciata alcuna data di rilascio.

L’11 luglio è iniziata la valutazione delle app del contest ApPalermo. Su questo tema mi sono espresso pubblicamente più volte in termini critici; l’ho fatto anche privatamente con chi lo stava progettando, quando era ancora un’idea in costruzione.
Che il contest si chiuda è un bene, soprattutto per chi ha deciso di parteciparvi. C’è stato però un bassissimo numero di iscritti: basti pensare che c’è una categoria di concorso con un sola app candidata e che quindi ha già vinto.
Per dare un’idea del clima su questo contest, faccio notare come in sala c’è chi è arrivato a chiedere di annullarlo e che al contempo non fosse (credo) presente alcuno dei partecipanti.

L’unico nuovo dataset annunciato in giornata, in rilascio entro una decina di giorni, è il richiestissimo set di dati sulle linee degli autobus dell’AMAT (la partecipata comunale sui trasporti pubblici). Verrà pubblicato sulla sezione open data del sito web del Comune, che diventerà la fonte ufficiale del dato; anche Google scaricherà da lì gli aggiornamenti sui dati.
E’ una gran bella notizia e la dedico ai ragazzi di catramiati.

Finita la parte di presentazione da parte della PA, si è passati ad uno schema di incontro informale, in cui tutti i presenti si sono riuniti intorno a un lungo tavolo, per fare proposte, critiche e domande, senza alcuna separazione legata al ruolo.
Sergio Forcieri ha chiesto a tutti di fornirgli delle idee per disinnescare l’ostruzionismo (interno) che potenzialmente potrebbe emergere nello sviluppo dell’azione sui dati aperti. Ha fatto cioè emergere il (citato poi più volte da quasi tutti i presenti) problema culturale, che tocca tutti noi e non soltanto i dipendenti del Comune. Per fare open data e farne comprendere e apprezzare la valenza, bisogna fare anche operazioni mirate di divulgazione, comunicazione, didattica e partecipazione. E in questo senso, la società civile palermitana ha fatto magari poco, ma sicuramente di più e meglio della PA.
Sono uscito da questo incontro con la sensazione che da questo punto di vista le cose sono cambiate.

Da questo tavolo sono emersi diversi spunti e proposte, che sono stati anche messi per iscritto e che sicuramente verranno pubblicati sul sito del Comune di Palermo.

Le mie sono state le seguenti:

  • pubblicare in Open Data i dati sui beni confiscati del Comune, perché farlo è un elemento essenziale per liberarne l’energia potenziale. Per legge il Comune deve redigere un apposito elenco dei beni confiscati ad esso trasferiti, che deve essere reso pubblico con adeguate forme e in modo permanente (questo aldilà del mio interesse personale per il progetto #CONFISCATIBENE 🙂 ).
  • attivarsi da subito per rispettare i tempi di pubblicazione in Open Data dei 4 dataset “chiave” che l’Agenda nazionale per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico prevede vengano pubblicati entro dicembre 2014 (Anagrafe edifici pubblici e ad uso pubblico, Vincoli territoriali, Piani Comunali e Grafo stradale);
  • pubblicare subito in Open Data le informazioni già pubblicate nell’Albo Pretorio. Si tratta di notizie ed avvisi di interesse pubblico per la collettività, che potrebbero essere la fonte di utilissime applicazioni per cittadini e imprese che volessero sempre rimanere aggiornati;
  • pubblicare subito in Open Data l’anagrafica delle scuole del Comune di Palermo, già pubblicata in altra forma ne “Il Portale della Scuola“;
  • pubblicare subito in Open Data l’anagrafica dei servizi socio-sanitari pubblicata già in altro modo nella sezione “Settore Servizi Socio Sanitari“;
  • coinvolgere SISPI, la partecipata tecnologica, nella progettazione e nell’attuazione dell’azione Open Data;
  • pubblicare subito l’elenco delle App iscritte al contest, perché farle conoscere e farle usare è un modo per fare divulgazione e disseminazione sul tema dei dati aperti.

Ho usato il “subito” nei casi in cui si tratta di dati già accessibili senza alcuna restrizione e in modalità che ne consentono una rapida conversione in formato aperto. Non me ne voglia il team Open Data.

Qualche domanda e conclusione

Ci sono delle domande che non ho fatto a caldo per varie ragioni e altre che sono nate da riflessioni successive. Mi sembrano tutte sensate e confido pertanto di avere una risposta. Eccole:

  • qual è il numero dei presenti di ogni workshop, quanti di questi erano cittadini e quanti dipendenti della PA?
  • Quando e dove verrà pubblicato il report di sintesi dei tre workshop tematici?
  • Quando andrà online il nuovo sito del Comune?
  • Da qui a sei mesi, data della prossima giornata della trasparenza e della partecipazione, in che modalità il Comune continuerà a dialogare con la città su tre temi di fondo? Come darà notizia delle evoluzioni stimolate da quanto prodotto giorno 8?

In chiusura ci tengo a sottolineare una bella evoluzione in positivo in termini di clima, che mi ha fatto uscire dalla sala De Seta con un sorriso. Questo si deve a tutti i convenuti, cittadini e rappresentanti della Pubblica Amministrazione.
Il cielo azzurro e la temperatura mite non bastano a rendere una città vivibile e quindi rimango in attesa, ottimista, di vederne gli effetti sul territorio.

foto di ru_boff

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