OpenARS – i Linked Data dell’Assemblea Regionale Siciliana

All’interno del raduno di Open Data Sicilia 2018, che si terrà a Palermo giorno 9-10 novembre, verrà presentato ufficialmente il progetto OpenARS – i Linked Data dell’ARS – ed è per noi motivo di orgoglio presentare il progetto proprio nella sede istituzionale in cui l’attività legislativa del Parlamento siciliano produce questi dati.

Il progetto OpenARS ha l’obiettivo di pubblicare il patrimonio informativo dell’Assemblea Regionale Siciliana in un modo completamente nuovo. Il progetto abbraccia il mondo dei Linked Data e, sfruttando le potenzialità del Web Semantico, consente la fruizione dei dati dell’ARS in modo flessibile e dinamico.

I dati aperti sono lo strumento abilitante per eccellenza per tutte quelle iniziative relative al monitoraggio, alla trasparenza, alla partecipazione civica e all’ open-government in generale.

Con OpenARS raggiungiamo il livello più alto nella classificazione degli Open Data in termini di apertura e fruibilità e mostreremo perché gli open data sono così importanti, soprattutto in un settore chiave come quello legislativo.

Volete sapere il trend delle quote rosa nell’ARS in tutte le legislature? Confrontarlo con quello nazionale? Volete sapere il numero dei disegni di legge di una particolare legislatura relativi ad una particole materia? Volete sapere solo i ddl presentati dai deputati eletti in un particolare collegio? Volete conoscere l’iter parlamentare di un particolare disegno di legge?

Grazie ad OpenARS tutto ciò è possibile.

E allora che aspetti? Prenota subito un posto (numero limitati) al raduno Open Data Sicilia 2018. Il primo giorno verrà presentato il progetto, come è stato ideato e come è stato sviluppato. Verranno mostrati diversi casi d’uso e applicazioni funzionanti che fanno uso dei dati linked dell’ARS e ne mostrano tutto il potenziale grazie alla loro fruibilità aperta e standard.

Il secondo giorno ci sporcheremo le mani insieme, infatti saranno allestiti dei tavoli di lavoro in cui verranno organizzati dei workshop per le seguenti attività:

  • migliorare la qualità dei dati esistenti in OpenARS;
  • sviluppare applicazioni con i dati linked;
  • scrivere articoli giornalistici a partire dai dati dell’Assemblea;
  • creare visualizzazioni, mashup, dashboard dei dati di OpenARS

Se sei studente, ricercatore, giornalista, azienda o semplice appassionato di opendata, di trasparenza, di monitoraggio e di open-government in generale, che aspetti?
Corri
a prenotare un posto al raduno Open Data Sicilia 2018.

Rendere pubblico il database delle infrastrutture del Comune di Palermo

Il recente crollo del ponte Morandi di Genova ha evidenziato l’importanza di conoscere lo stato di salute delle infrastrutture di un territorio e quello delle opere di manutenzione correlate. È importante per chi nella Pubblica Amministrazione –  a vario titolo – prende decisioni e fa scelte, così come per i cittadini che volessero poter conoscere queste informazioni, monitorarle e attivare eventuali azioni e scelte conseguenti.

Si tratta di dati che, per tutto il territorio nazionale, non sono però quasi mai disponibili pubblicamente.

Il Comune di Palermo il 24 agosto del 2018 ha dato notizia di svolgere da tempo un “Monitoraggio costante di tutti i 25 ponti che servono la viabilità cittadina” e che in particolare la “Prima attività che ha condotto l’ufficio infrastrutture (oggi infrastrutture e servizi a rete) dell’area tecnica della Riqualificazione Urbana ed infrastrutture (oggi rigenerazione urbana, opere pubbliche ed attuazione delle politiche di coesione) è stata la creazione di un catasto informatizzato, un vero data base delle infrastrutture e delle condizioni d’uso e di conservazione.
L’attività ha permesso il censimento di 25 fra infrastrutture di viabilità a ponte, viadotti o cavalcavia. Nell’ambito di tale procedimento sono state avviate verifiche speditive sullo stato delle infrastrutture viarie nel territorio comunale”.

Chiediamo all’“Area tecnica della riqualificazione urbana e della pianificazione urbanistica”, al Capo Area Nicola Di Bartolomeo e all’assessore alla “Rigenerazione Urbanistica e Urbana” Emilio Arcuri, di rendere pubblico il catasto informatizzato delle condizioni d’uso e di conservazione (citato nella relazione del 24 agosto).

Farlo sarebbe un atto (concreto e di valore) di trasparenza, apertura e efficienza nei confronti della cittadinanza e soprattutto farebbe da esempio e creerebbe emulazione (che su questi temi è proprio necessaria).
Questa richiesta viene pubblicata qui e inviata anche per email ai dott. Di Bartolomeo e Arcuri.

In attesa, alla luce dell’elenco dei ponti citati nella relazione, Gianni Vitrano (grazie) ha creato e pubblicato la mappa “Localizzazione dei ponti di Palermo” usando i dati di OpenStreetMap (utilizzando overpass-turbo.eu) e mettendoli ove possibile in relazione con i dati della suddetta relazione. Purtroppo al momento è poco più di un elenco e fornisce ben poche informazioni ma proviamo ad immaginarla completa di tutte le informazioni disponibili nel catasto informatizzato predisposto dal Comune, la mappa diventerebbe un valido strumento a disposizione della Pubblica Amministrazione e dei cittadini all’insegna della trasparenza ma anche creando opportunità di un utilizzo efficiente dei dati disponibili.

PalermoHub

bit.ly/PalermoHub

L’idea

Da qualche anno ho attivato un sito web amatoriale dove carico tutte le mie rielaborazioni opendata (prevalentemente sono mappe su Palermo), un repository GitHub ed un clone anche su SicilaHub, nonostante questo, spesso amici e colleghi mi contattano per avere i link delle mie mappe.
L’Atlante delle Carte Tecniche storiche di Palermo, la Variante Generale vigente di Palermo, la Cartografia e Ortofoto di base e Piano Stralcio di Bacino per l’Assetto Idrogeologico (P.A.I.) Regione Sicilia, sempre di Palermo, sono tra le mappe più richieste.
Da qui l’idea di PalermoHub, perché non mettere tutte le mappe in uno stesso contenitore, cosi da rendere più facile la loro fruizione?

Confrontandomi con @aborruso e @cirospat di opendatasicilia, la mia idea si è evoluta, perché limitarci alle mie mappe quando per esempio anche il buon Ciro ha una vastissima produzione di mappe su Umap?
A questo punto ci sembrato normale estendere l’idea a tutte quelle persone che pubblicano mappe opendata su Palermo.

Cosa è

PalermoHub di opendatasicilia.it è un contenitore di mappe realizzate/rielaborate da liberi cittadini o da civic hackers prevalentemente sul territorio comunale di Palermo, non ha alcun intento commerciale, l’unica finalità è mostrare le possibilità di rielaborazione e comunicazione offerte dagli open data o dati pubblici comunali, regionali, nazionali. Tutti possono contribuire alla crescita e alla divulgazione.

Il cuore di PalermoHub è il catalogo di ricerca Simile exhibit rielaborato in sitle Petrusino di opendatasicilia.it, un catalogo multitematico di siti web, applicazioni per dispositivi mobili, mappe online, servizi web e infografiche, con un’attenzione particolare alla Sicilia. Realizzato per permetterne una più facile individuazione ai più diversi tipi di utenza.
Viene spontaneo chiedersi…”ma se già c’è un catalogo come Petrusino, perchè duplicarlo…?”

In buona sostanza PalermoHub è un Petrusino specifico, oltre ad essere un catalogo monotematico su Palermo, è anche il contenitore delle mappe, un unico luogo fisico con funzionalità avanzate di ricerca e filtraggio per rendere facile ed intuitiva la ricerca delle mappe sul terriritorio Palermitano agli utenti.

Navigare tra le mappe di PalermoHub è semplicissimo, si può usare il menù posizionato sull’header di tutte le pagine, oppure utilizzando le funzionalità avanzate di ricerca disponibili direttamente nella homepage.

Tramite il pulsante “Categoria” del menù,  si accede alla lista delle mappe suddivise per categorie/tematismi. Basta selezionare e cliccare la categoria e il relativo tema per visualizzare la mappa.

 PalermoHub di opendatasicilia.it

Invece tramite le funzionalità avanzate di ricerca e filtraggio situate direttamente nella homepage si può affinare la ricerca usando i Tag, l’Autore, la data o la fonte dei dati.
Possono essere utilizzati simultaneamente più filtri per una ricerca avanzata.

PalermoHub di opendatasicilia.it

Anche il testo nella colonna “Titolo“o la clip nella colonna “Immagine” riportati in tabella nella home page, portano agevolmente alla mappa

PalermoHub di opendatasicilia.it


Contribuire

Far parte di PalermoHub è semplicissimo ed è gratis, basta inviare una richiesta di Pull Requests al repositoty Github includendo e documentando tutti i file necessari oppure inviando una richiesta alla mailing list OpenDataSicilia.it allegando i link o file della Vostra mappa, sarà nostra cura attivare le nuove pagine html per includere la nuova mappa.

Si può contribuire anche condividendo sui vari social il progetto PalermoHub e inserendo gli hastag: #PalermoHub @opendatasicilia

 PalermoHub di opendatasicilia.it - Pulsanti socialbit.ly/PalermoHub

(ATTENZIONE! se hai attivo un ad blocker, i tasti di condivisione non verranno visualizzati)

bit.ly/PalermoHub

Attualmente sono disponibili più di 80 risorse con diversi tematismi, oltre alle mappe realizzate dai menbri di opendatasicilia.it è presente la mappa dei monumenti abbandonati e dimenticati di Palermo, a cura di Giuseppe Mazzola per l’associazione Palermo Indignata, la mappa monumentale di Palermo e dell’Agro Palermitano, a cura di Marcello Petrucci e le meravigliose mappe di Guenter Richter realizzate con iXMaps

PalermoHub è fruibile sia da desktop che da mobile, si adatta facilmete a quasi tutti dispositivi mobile di ultima generazione, anche se il modello di riferimento nel segmento mobile è stato il vecchio Samsung Galaxy S3, con una rioluzione di 360 x 640.
Per una lettura ottimale delle mappe in mobile si consiglia l’uso di tablet di dimesioni minime 7 pollici ed una risoluzione di 960 x 600 px

Tutto il materiale rielaborato per Palermo Hub di OpenDataSicilia.it è distribuito con licenza Creative Commons Attribuzione – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale (CC BY-SA 4.0) tranne diversa indicazione.
Licenza Creative Commons

Comune di Palermo: arrivano i dati in real time per alcuni degli autobus pubblici di AMAT

AMAT, la municipalizzata del Comune di Palermo, collabora da tempo con Moovit per i dati i real time di alcuni degli autobus della rete della città, visibili nella app dell’azienda.

Da oggi, tramite API e per 20 linee, sarà possibile in tempo reale accedere ai dati relativi agli arrivi di una linea del Trasporto Pubblico Locale ad una fermata.

Le linee sono: 100, 101, 102, 106, 108, 109, 124, 226, 246, 304, 307, 309, 327, 422, 619, 603, 704, 731, Navette Arancione centro storico ed Express.

Sarà possibile rispondere in modo programmatico a una domanda di questo tipo: “Mostrami i prossimi arrivi della linea 101 alla fermata Cavour“.

Sarà necessario di base fornire la API KEY del servizio, una coppia di coordinate dell’area del comune (per individuare il comune di Palermo), il numero della linea da monitorare e la fermata per cui si vuole il tempo di attesa (qui la documentazione ufficiale).

Ecco un esempio di query con cURL:

Che darà come risultato qualcosa con questa struttura:

La notizia è appena arrivata (la trovate in basso, nella descrizione di questo dataset) e non abbiamo fatto ancora nessun test serio, ma è un’ottima notizia. Perché avere in modo programmatico i tempi di attesa a una fermata per una linea, può generare servizi di gran comodità per i cittadini e per tutto l’indotto legato ai trasporti.
Almeno per quella parte di città coperta dalle linee per cui il servizio è attivo (chiederemo ad AMAT quali saranno le evoluzioni del servizio).

Creare un’app per smartphone per fotografare dei QR code da mettere in ogni fermata, che fatta la foto restituisca quando passeranno le linee servite, o un’app per Google assistant a cui chiedere “Ok google, quando passa da qui il 101?”, o un bot per Telegram o Facebook Messenger, è a questo punto cosa abbastanza semplice.

Una nota a caldo: chiediamo ad AMAT e al comune di pubblicare via API anche l’elenco delle linee per cui è abilitato questo servizio. Nel tempo cambieranno e sarà essenziale per gli sviluppatori avere un modo per essere avvisati automaticamente di queste variazioni.

A partire dal giugno del 2019 ci sarà il progetto City Compass (grazie Marco Lombardo per la segnalazione) – Piattaforma di gestione e tracciamento in tempo reale flotta autobus e Sistema integrato a servizio del cittadino per la previsione di arrivo dei mezzi di trasporto pubblico –  ma questa è un’altra storia.

HfcQGIS, la guida sulle funzioni del calcolatore di campi di QGIS, ora in formato molto leggibile, grazie a @opendatasicilia

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QGIS è uno dei software GIS Desktop più diffusi nel mondo Open Source e non solo. Uno dei suoi strumenti più potenti è il calcolatore di campi, raggiungibile usando il pulsante ‘pallottoliere’ mActionCalculateField anche dalla tabella degli attributi, che consente di eseguire calcoli sulla base di valori di attributo esistenti o funzioni definite, ad esempio, per calcolare la lunghezza o l’area delle caratteristiche geometriche. I risultati possono essere scritti in un nuovo campo di attributo, un campo virtuale, oppure possono essere utilizzati per aggiornare i valori in un campo esistente. Questo è, in breve, il calcolatore di campi di QGIS: uno strumento molto potente, versatile e ricco di funzioni/espressioni.

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Tabella attributi in QGIS
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Barra degli strumenti in QGIS

HfcQGIS è un manuale che spiega come usare il calcolatore di campi e le relative funzioni/espressioni; nasce per rispondere alle numerose richieste di aiuto sull’uso del calcolatore di campi e per colmare un vuoto sulla guida online di QGIS con esempi e molti screenshot.

Il manuale, realizzato in GitHub (qui articolo di lancio), è apprezzato da molti utenti ma è poco utilizzato da chi non conosce la piattaforma GitHub che potrebbe risultare antipatica; per ovviare a questo inconveniente, Giovan Battista Vitrano ha avuto l’idea di realizzare un manuale più user friendly e ispirato da Ciro Spataro e dalla sua guida su RTD (Read the Docs) siamo riusciti, grazie al supporto di Andrea Borruso, a creare HfcQGIS in RTD by @OpendataSicilia utilizzando come sorgente il repository in GitHub. Questo lavoro ha portato molti benefici alla leggibilità e soprattutto fruibile da tutti e con qualsiasi strumento (PC, tablet, smartphone).

Vediamo brevemente come è organizzata la guida in RTD:

da PC:

Pagina iniziale sito RTD

sulla sinistra la sidebar con il menu principale e il campo per la ricerca (molto potente):

sidebar e campo ricerca

esempio di ricerca: Buffer

Ricerca funzione Buffer

sulla destra, troviamo:

Interfaccia interattiva
  1. in alto centrale la breadcrumb (o filo di Arianna o percorso di Pollicino) per tener traccia della posizione in cui ci si trova nel documento (molto utile);
  2. in alto a destra il tasto GitHub che permette di collegarsi direttamente al file, nel repository, della sorgente della pagina; molto utile per segnalare problemi ed altro;
  3. sulla destra centrale, la barra per la condivisione social, molto utile per la divulgazione del documento (usatelo!!!);
  4. in basso a destra un utile bottone per ritornare in alto.

da Smartphone:

Smartphone
  1. in alto a sinistra le tre lineette permettono di accedere al menu (immagine centrale è il menu con ricerca);
  2. in basso la barra di condivisione social (usatela!!!);
  3. in basso a destra, cerchietto arancione con freccia, permette di ritornare il alto alla pagina.

Il logo di QGIS è stato realizzato da Anita Graser (QGIS Board), l’immagine HfcQGIS è stata realizzata da Salvatore Fiandaca (autore articolo) usando InkSCAPE e il carattere Trueno Bold. I colori utilizzati nel RTD sono fedeli alla Visual Style Guide di QGIS.


OSSERVAZIONI:

Questa guida NON sostituisce il manuale online di QGIS, cerca solo di rendere più facile la comprensione dello strumento!!!

Per visualizzare e consultare correttamente i contenuti di HfcQGIS sono necessari:
Risoluzione video desktop: Pc con scheda video SVGA. Monitor a risoluzione minima di 1024×768 pixel con almeno 65.536 colori.
Mobile: Risoluzione minima di 360 x 640 px (modello di riferimento Sansung Galaxy S3).
Browser: HfcQGIS è ottimizzato per Microsoft Internet Explorer Versione 11.0 e successive, Microsoft Edge versione 25.1e immediatamente successive, Mozilla Firefox versione 50.0 e successive o Chrome versione 40.0 o successiva, Opera versione 48.0 o successiva Safari versione 9.0 o successiva.

Video dimostrazione:

Video demo in 150 secondi:

Utilizzare gli Open data…”in sicurezza”

È ormai da un anno e mezzo che per lavoro mi occupo di sicurezza negli ambienti di lavoro. Gestione, progettazione ed implementazione dei migliori strumenti tecnici sono quei punti chiave atti ad adeguare le aziende alle norme vigenti, in modo tale da ridurre al minimo gli eventuali infortuni e morti nei luoghi di lavoro. Questa nuova esperienza lavorativa, e l’assiduo interesse per gli open data, ha prodotto in maniera quasi del tutto naturale l’idea di coniugare i due temi.

La concretizzazione di questa idea è stata resa tale dalla pubblicazione dei dati aperti da parte dell’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL).Sul portale dell’INAIL si può infatti trovare una pagina dedicata alla pubblicazione dei dati aperti. Tali dati forniscono due tipologie di informazioni: una inerente al processo organizzativo/gestionale dell’Istituto, l’altra inerente la gestione dei fenomeni di cui si occupa l’Istituto (infortuni e morti nei luoghi di lavoro).

Sfruttando la seconda tipologia dei dati, si è pensato di creare un’infografica, focalizzando l’attenzione sulla regione Sicilia.
L’obiettivo principale di questo strumento è quello di monitorare l’andamento delle morti e degli infortuni denunciati nei luoghi di lavoro, ma il fine ultimo è quello di sensibilizzare la collettività (datori di lavoro e lavoratori). Una presa visione dei dati reali deve essere infatti l’input per una maggiore consapevolezza sul tema della salute e sicurezza dei lavoratori.

In collaborazione con Monica Meschis  i dati raccolti vengono rappresentati con cadenza mensile tramite un’infografica che fornisce le seguenti informazioni:

  • N. Infortuni/Morti totali
  • N. Infortuni/Morti per capoluoghi di provincia regione Sicilia
  • N. Infortuni/Morti per fasce di età
  • N. Infortuni/Morti per sesso

Parallelamente, dall’inizio di quest’anno, il progetto è stato implementato con la realizzazione di un’altra infografica che rappresenta il confronto, dei soli dati complessivi, con l’anno precedente del mese preso in oggetto.

Per estrarre i valori aggregati di insieme il software utilizzato è Microsoft Excel ( i dati vengono pubblicati sul sito dell’INAIL in formato CSV, XML, RDF ed in formato PDF), mentre le infografiche sono state realizzate con l’ausilio di Adobe Illustrator.

Sulla base dell’esperienza dei dati raccolti per la regione Sicilia, l’obiettivo futuro è quello di poter fornire un’ulteriore scrematura con riferimento alle mansioni, e di poter ampliare il progetto anche su altre regioni italiane.

Gli attuali aggiornamenti periodici possono essere consultati su Twitter tramite l’hashtag #OpenDataSicurezzaLavoro (o #OpenData #SicurezzaLavoro o sul profilo @pepperinella) o su Linkedin seguendo il profilo @GiuseppeRinella

Sull’organizzazione del raduno di Open Data Sicilia 2018

Ogni anno Open Data Sicilia organizza due eventi sul territorio siciliano, uno in estate e uno in inverno, nei quali vengono coordinate giornate di confronto, incontri formativi e workshop ad accesso gratuito, gruppi di lavoro e di sviluppo progettuale per lavorare sugli open data.

Quest’anno la scelta della location del raduno è stata fortemente influenzata dall’intenzione di voler organizzare al Palazzo dei Normanni di Palermo, sia il raduno classico Open Data Sicilia, sia l’OpenARS Hackathon, cioè un’iniziativa di civic hacking collaborativa che ha come obiettivo quello di promuovere il riuso, da parte della comunità degli sviluppatori, giornalisti, studenti, etc, dei dati dell’Assemblea Regionale Siciliana, relativi alla istituzione e all’attività parlamentare.

Analogamente a quanto fatto nell’Hackathon code4italy sui dati aperti della Camera, organizzato a Montecitorio nel 2014, l’obiettivo dell’iniziativa OpenARS Hackathon è aumentare la conoscenza dei dati aperti parlamentari siciliani, mostrare a una platea ampia perché gli open data sono così importanti, soprattutto in un settore chiave come quello legislativo.

I dati aperti, infatti, sono lo strumento abilitante per eccellenza, per tutte quelle iniziative relative al monitoraggio, alla trasparenza, alla partecipazione civica e all’ open-government in generale.

Per poter instaurare un confronto con l’ARS abbiamo inviato giorno 30/05/2018 questo testo al presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, on. Gianfranco Miccichè e a tutto il consiglio di Presidenza.

Siamo stati contattati dall’on. Giancarlo Cancelleri prima e dall’on. Claudia La Rocca dopo e, dopo una fase interlocutoria, abbiamo concordato un primo incontro all’ARS giorno 27 giugno 2018.

E’ un primo passo importante perché pensiamo che l’ARS sia la giusta sede per la diffusione di un progetto che riteniamo di estrema importanza per la collettività.

Aprire un’impresa in Sicilia, fermandosi al login

La Regione Siciliana gestisce il portale online del Sistema regionale degli Sportelli Unici, la porta di accesso agli Sportelli Unici per le Attività Produttive (SUAP) di molti comuni dell’isola, elencati nel dettaglio qui

Si tratta di un servizio fondamentale per tutti gli imprenditori che devono sottoporre una pratica per l’apertura di un’impresa nei comuni in cui il servizio dovrebbe essere attivo.

Peccato che il portale non dispone di accesso tramite SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale, nonostante le pubbliche amministrazioni erano obbligate ad implementare un accesso SPID entro Marzo 2018.

Ma non è tutto, se si prova a registrarsi al portale oppure a fare il login con i link presenti in home page, si finisce su delle pagine di errore per connessione sicura non riuscita.

http://pti.regione.sicilia.it/portal/page/portal/SSU_PORTALE

https://pti.regione.sicilia.it/portalutil/registration.do?redirectUrl=aHR0cDovL3B0aS5yZWdpb25lLnNpY2lsaWEuaXQvcG9ydGFsL3BhZ2UvcG9ydGFsL1NTT19QUk9GSUxF

In breve, chi vuole fare impresa in Sicilia deve fermarsi già al login.

Ho segnalato la mancanza di accesso tramite SPID al Difensore civico per il digitale e sono in attesa di una risposta.


AGGIORNAMENTO DEL 20 LUGLIO 2018

Il Difensore Civico per il digitale ha ritenuto non ricevibile la mia segnalazione, con conseguente archiviazione.

“Se non noi, chi?” – Comunità, competenze ed impegno civico

Dopo alcune settimane di gestazione, fatta di scambi, opinioni, formulazioni e riformulazioni, attraverso tutti gli strumenti dell’Internet, sincroni ed asincroni, testuali, visuali, comunque digitali, abbiamo serenamente partorito la proposta di Open Data Sicilia all’istituzione che più di altre, sul territorio regionale, è chiamata a disegnare percorsi, costruire binari, ripulire ed accendere i motori della nostra economia, oggi rappresentata dal Vicepresidente e assessore per l’economia della Regione Siciliana, Gaetano Armao.
Abbiamo alzato la mano e detto: “Noi ci siamo”.

Noi chi? Noi che, passo dopo passo, nel nostro piccolo, abbiamo mostrato sul campo conoscenze e competenze che spaziano dall’ambito informatico a quello ingegneristico, economico-statistico, giuridico-amministrativo, comunicativo, giornalistico e teorico-politico e di avere il vizio dell’impegno civico per la nostra terra. Noi, accomunati dalla convinzione che crescita e cittadinanza siano sempre più indissolubilmente complementari e che queste passino necessariamente per le tecniche ed i modelli maturati nell’ambito del digitale innovativo.

Per far cosa, precisamente, “Noi ci siamo”? Siamo partiti a metà marzo con il lancio nella nostra mailing list dell’idea di proporre un meccanismo giuridico che spiani la strada alla generazione di una grossa mole di dati aperti utili per tutti: un obbligo per le P.a.l. siciliane di richiedere, secondo termini e condizioni da definire, già in sede di redazione dei documenti di gara, il rilascio obbligatorio da parte dell’aggiudicatario dei dati emergenti nell’esecuzione della fornitura, in formato digitale aperto e con licenza d’uso senza limitazioni.
A questa si è presto aggiunta l’idea di proporre il supporto della comunità per un più ampio spettro di attività, anche in ambito Open government, in linea con il taglio e gli argomenti appena trattati in una conferenza organizzata durante i primi di maggio presso il municipio di Messina, da alcuni membri di ODS, in cui tra l’altro è emersa la volontà dell’assessore di dare impulso agli open data tra mite un DDL già abbozzato dai suoi uffici.
Infine, abbiamo allargato lo spettro degli argomenti sui quali incontrarsi, alla realizzazione di parte del Raduno ODS18 presso l’ARS, dove presentare ed in parte svolgere il progetto “Open ARS”, di cui certamente sentiremo parlare.

Ieri abbiamo inviato la nostra richiesta di incontro, oggi abbiamo già ricevuto la risposta: siamo convocati per lunedì 28 maggio, per discutere, in sintesi, sulle opportunità per diffondere la cultura e le pratiche dei modelli dell’open data e dell’open government in Sicilia.
E se è vero che chi ben comincia è a metà dell’opera, abbiamo di che essere soddisfatti 🙂

Stay tuned

I dati di soldipubblici.gov.it sul tuo portale open data

I portali open data hanno sempre bisogno di essere alimentati con dataset nuovi e soprattutto aggiornati.  Attivare quei meccanismi che consentono di generare file aperti e allo stesso aggiornati, nella Pubblica Amministrazione, è un processo che molte volte richiede tempo e soprattutto un cambio di mentalità; è un discorso questo, che si sente spesso nella PA.

La comunità di opendatasicilia mi ha spesso insegnato che, è mostrando la potenzialità dei dati aperti con il riuso, che quei meccanismi di interesse si possono sbloccare, attirando nuove idee e nuovi dati. Avere quindi dati aperti, aggiornati e attendibili, è cosa rara e complicata, ma quando ne puoi discutere un po’ in gruppo e alimentare le tue fantasie e le tue idee con uno script di poche righe ma efficientissimo, allora la vita sembra prendere una piega del tutto diversa!

Sotto la spinta delle mie esigenze lo script (creato da Andrea Borruso), originariamente nato per scaricare i dati di un singolo ente da soldipubblici.gov.it, ha consentito la pubblicazione di una dataset sul portale open data della Città Metropolitana di Napoli, in due formati (csv e json), con aggiornamento automatico settimanale.

Ma andiamo per gradi.
Il sito soldipubblici.gov.it consente  di consultare e scaricare  i dati della spesa pubblica  ricercando un ente.

È possibile fare il download del CSV, al click su un pulsante, ma nel mio caso avevo bisogno di automatizzare questo processo.

Lo script (accessibile qui) è scritto in bash, sfrutta le utility httpie, jq e csvkit e funziona in questo modo:

  • si imposta il codice dell’ente di interesse (i codici dei vari enti si trovano qui)
  • il dato viene scaricato in formato JSON, e le cifre spese espresse in origine come numero intero (è stata rimossa la parte decimale, moltiplicando per 100), vengono riportate a numero decimale;
  • il file così trasformato viene salvato in JSON e CSV.

Alla versione originale dello script volevo aggiungere la possibilità di rimuovere quei record in cui le colonne con i valori numerici sono non valorizzate (sono “null”). E allora mi è stato suggerito di usare csvgrep, che può filtrare le righe di una tabella a partire da un’espressione regolare ed è stata aggiunta la riga:

Lo script viene eseguito su un server del mio Ente, e l’output è accessibile dall’esterno pubblicamente in http.

Essendo i dati di “soldipubblici” aggiornati settimanalmente, nasceva infine l’esigenza di doverne automatizzare il download senza la necessità di un intervento umano. Così, sempre su indicazioni apprese nello scambio in mailing list, ho modificato il file /etc/crontab (che negli ambienti Linux consente di impostare delle operazioni da eseguire in modo pianificato) aggiungendo:

La stringa “0 4 */7 * *” corrisponde a “ogni 7 giorni alle 4 di mattina”.

Verificato che il tutto funzionasse correttamente e ottenuti i link statici dei file creati dallo script, ho provveduto a caricarli in un dataset sul portale ckan degli Open Data della Città Metropolitana di Napoli.

È nato così il primo caso d’uso specifico dello script SpesaCron, dove grazie all’estrazione di due file csv e json dai dati di soldipubblici.gov.it è stato possibile pubblicare un dataset contenente tutte le voci di spesa di una Pubblica Amministrazione, automaticamente alimentato dallo stesso sito e con frequenza di aggiornamento settimanale.