Inizia il corso di “Tecniche per la gestione degli Open Data” all’Università di Palermo

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L’anno accademico 2016/2017 propone una novità molto interessante per la formazione sugli Open Data: l’Università degli studi di Palermo ha ampliato l’offerta formativa del Corso di studi in Informatica, includendo l’insegnamento di “Tecniche per la gestione degli Open Data”, tra gli insegnamenti a scelta per gli studenti del terzo anno. Si tratta di un importante segnale per le opportunità di formazione universitaria focalizzata sui dati aperti.

Va evidenziato che l’attivazione degli insegnamenti a scelta è subordinata ad un numero minimo di studenti che effettuano la scelta, e nel caso dell’insegnamento di “Tecniche per la gestione degli Open Data” il numero minimo è stato ampiamente superato. Ciò conferma l’interesse che la tematica dei dati aperti suscita tra gli studenti. Pertanto, accompagnato da molto entusiasmo e curiosità il corso ha avuto inizio lo scorso 8 marzo, con l’avvio del secondo semestre.

L’insegnamento si propone di affrontare tematiche quali: le sorgenti di dati aperti e le esperienze più significative basate sui dati aperti a livello locale, nazionale ed europeo; la pubblicazione dei dati con un livello di classificazione superiore alle tre stelle, includendo elementi di web semantico, ontologie, e Linked Data; infine, particolare attenzione viene posta alle tecniche per l’accesso, l’estrazione e l’elaborazione delle informazioni sul Web. Saranno anche oggetto di studio, gli aspetti legati alle licenze di utilizzo dei dati, alle normative e linee guida attualmente in vigore riguardanti gli Open Data.

Il corso propone tra i suoi obiettivi:

  • La formazione specializzante per gli studenti al fine di soddisfare le richieste sempre crescenti degli operatori del settore.
  • L’utilizzo di strumenti specifici in modo da ampliare le competenze degli studenti.
  • La promozione della cultura del dato.

Infine verranno presentate storie di successo e iniziative che promuovono il riuso dei dati, al fine di stimolare l’idea di fare impresa con i dati aperti.

La prova d’esame prevista è la realizzazione di un progetto che vede nel riuso dei dati aperti il suo principale obiettivo. Le tematiche suggerite per i progetti prenderanno forma dal dialogo con pubbliche amministrazioni e aziende che operano nel settore dei dati aperti.

Ovviamente la comunità opendatasicilia ha maturato in questi anni una notevole esperienza in grado di offrire numerosi spunti e idee che saranno di supporto agli studenti per applicare le tecniche trattate durante il corso in contesti di utilizzo reali.

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Open data day 4 marzo 2017 a Palermo (u pitittu ci fazzu veniri)

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(“u pitittu ci fazzu veniri” = “l’appetito gli faccio venire”, frase usata da una rete di venditori ambulanti di sfincione a Palermo per attirare l’attenzione dei passanti)

Il primo sabato di marzo è ormai come una ricorrenza sacra, si festeggia l’open data day in molte città del mondo http://opendataday.org/ e siamo contenti perchè ci incontriamo in tante persone appartenenti a mondi lavorativi e didattici diversi ma accomunati dai dati. E ovviamente Palermo non manca all’appello.

Andrea Borruso mi ha detto che potrei scrivere questo post perché è un evento che ho aspettato sin dallo scorso dicembre, da quando, prima di Natale, abbiamo fatto un incontro pubblico del Team Open Data comunale in compagnia di cittadini e appassionati di dati pubblici. E così in effetti è, mi piace l’open data day e mi ci sono appassionato da quando 4 anni fa per caso conobbi un po di persone con le quali ormai collaboro in maniera costante e felice, aumentando le mie competenze nell’ambito dei dati e del loro riuso.

Quest’anno per l’opendataday abbiamo il comune di Palermo, impegnato in un processo “culturale” di partecipazione e apertura dei dati, il Consorzio ARCA, un incubatore di imprese ormai diventato un’istituzione dell’innovazione a Palermo e OpendataSicilia, questa community di cittadini – e amici – che si divertono a creare esperimenti riusando dati, ma che hanno anche una grande abilità: essere propositivi nei confronti di pubbliche amministrazioni, scuole, e altre comunità che operano con i dati sul territorio nazionale.

Il menù del 4 marzo palermitano prevede:

  • antipasto di linee guida comunali Open Data 2017 in salsa partecipata
  • open data variegati della Polizia Municipale
  • vulnerabilità sismica degli edifici residenziali di Palermo in una mappa da open data
  • una spruzzatina di “A scuola di Opencoesione”
  • start up che usano i dati, per intenderci Smarteating
  • Università e Ricerca insieme per  iniziative e progetti in ambito open data
  • mappatura dei servizi accessibili nelle strutture ricettive
  • open data e Sanità
  • e per finire il dolce:  Web scraping per tutti, introduzione al tema e guida all’uso di alcune tecniche e strumenti

… un ni putemu lamintari st’annu, ….. u pitittu ci fazzu veniri !

Ah dimenticavo, ci vediamo il 4 marzo 2016 alle 9.30 al Consorzio ARCA in viale delle Scienze, edificio 16, Palermo.

Registratevi qui

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Il riuso di una pagina di eventi di un assessorato regionale

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Il 7 novembre del 2016 ho scritto alla dottoressa Roberta Iannì dell’ufficio “Comunicazione, marketing ed accoglienza” dell’Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana. Nell’email le raccontavo come —  insieme ad altri membri di Open Data Sicilia (in particolare Ciro Spataro)— avessimo estratto i dati da una pagina di eventi regionali curata dal suo ufficio, per trasformarli in una mappa e in un canale Telegram. Le ho scritto sopratutto per chiedere di palesare una licenza sui contenuti.

La dott.ssa Iannì ci ha risposto con interesse in poco tempo e dopo un ulteriore approfondimento è stata inserito in Sicily Events un riferimento alla licenza CC BY 4.0: da quel momento i dati pubblicati sono riutilizzabili a patto di citare la fonte.

Il riuso che ne abbiamo fatto

Questi eventi sono pubblicati come post di una pagina Facebook. È possibile accedervi tramite API: quello che viene restituito è (vedi sotto) la data di creazione (created_time), l’identificativo del post (id) e il testo contenuto (message). Luogo e data dell’evento non hanno un loro contenitore dedicato, ma sono comunque inseriti dentro il testo del messaggio dalla redazione della pagina.

Per fortuna l’ufficio regionale inseriva quasi sempre il carattere # in corrispondenza del nome del comune in cui avrebbe avuto luogo l’evento (un classico hashtag). Ho chiesto allora di inserirlo sempre per i toponimi comunali e ho creato una piccola regola che:

  • estrae dal testo del messaggio tutte le parole precedute dal carattere #;
  • estrae da questo elenco di parole quelle che corrispondono a nomi di comuni siciliani.

In questo modo è possibile associare una coppia di coordinate agli eventi e quindi visualizzarli su una mappa. È una piccola cosa che “aumenta” l’informazione iniziale, perché la rappresentazione cartografica fornisce delle utilissime informazioni di contesto.

A partire dai dati originali, e grazie alla licenza applicata, abbiamo quindi messo in piedi un processo di riuso dei dati che ha prodotto questi output:

Abbiamo usato come contenitore un repository GitHub e lo abbiamo battezzato Sicily Events (reloaded)https://siciliahub.github.io/sicilyevents/

Alcune considerazioni

L’ideale sarebbe che questi post fossero in origine nativamente associati alla coppia di coordinate del luogo in cui si svilupperà l’evento. E che ad ognuno, come in un calendario, fossero associate anche le date di inizio e fine. Ma lo strumento usato oggi (la pagina facebook) non lo consente in modo nativo.

Valuto comunque in modo positivo questa dinamica: in primis per la pubblicazione con licenza aperta e in secondo luogo per un’attenzione alla struttura dei testi dei messaggi, che ora consente di dare valore aggiunto a quanto pubblicato. Proporremo all’ufficio che scrive i testi di inserire i riferimenti alle date secondo uno schema predefinito, in modo da poterle estrarre in automatico (come i toponimi) e aggiungere un’altra informazione fondamentale, che consentirà di trasformare questo utile e interessante wall di notizie anche in un vero e proprio calendario.

Se sono rose …

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Open Data Sicilia Winter edition: un report

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Il 28 dicembre si è tenuto il nostro terzo raduno invernale: dopo quello del 2014 a Petralia Sottana e quello di 2015 di Pedara, è arrivato quello di Castelbuono. A seguire una mia sintesi.

Il nostro raduno invernale nasce per realizzare un momento in cui dibattere in modo orizzontale, senza uno schema definito e in un clima a metà tra un cenone di Natale e riunione di “opendatari” anonimi. Un momento per guardarci negli occhi, abbracciarci, dibattere, conoscere le nostre famiglie, parlare d’altro e sentire il polso della comunità.

Non abbiamo curato al meglio l’edizione di quest’anno, ma nonostante tutto sono tornato a casa molto contento e sorpreso in positivo.

Open Data Sicilia mi da delle conferme, che ripongo tra i miei psicofarmaci: è una piccola luce nel grigiore del “logorio della vita moderna”.

Le luci di Castelbuono

Ho proposto modificare un po’ il programma a poche ore dall’evento, perché nei giorni precedenti erano emerse delle “cose” strettamente correlate al nostro essere comunità. La proposta è stata valutata positivamente nella nostra mailing list, che per noi è il luogo principale di incontro e dialogo;  la nuova scaletta ha lasciato un po’ il segno sulla giornata.

Abbiamo iniziato dibattendo un po’ sull’impatto delle politiche e delle azioni open data sulla vita di tutti noi, parlando anche del nostro contributo. In estrema sintesi l’impatto sembra a tutti ancora molto inferiore a quello potenziale, ma le “storie” seguenti mostrano come sia stato utile lavorare la “nostra terra”. Ecco alcuni dei loti (o cachi) che abbiamo raccolto 🙂

Il mondo degli Open Data nel curricolo digitale

Il rapporto di Open Data Sicilia con il mondo della scuola è in essere da un po’ di tempo e si è sviluppato sopratutto nel contesto del progetto A scuola di OpenCoesione.

A Castelbuono la professoressa Ida Mariolo dell’IPS EInaudi Pareto di Palermo e Ciro Spataro dell’ufficio innovazione del Comune di Palermo ci hanno raccontato di come il “Curriculo Digitale” basato su open data, mappatura in crowdsourcing del territorio e piattaforme di narrazione collettiva, sia un’opportunità per le scuole di aumentare le competenze digitali di studenti e docenti.

La prof.ssa Mariolo (che ha fatto un bell’intervento anche al nostro raduno di Messina di settembre 2016) ci ha fatto un po’ sognare, facendoci pensare a questi giovani cittadini monitoranti e al loro essere “nativi opendatari” (qui le sue slide).

Qui sotto il video di presentazione della “Open School Data”, un progetto della scuola IPS EInaudi Pareto (insieme ad altre), per la creazione di un curricolo che consenta di verificare la sicurezza degli edifici scolastici tramite crowdmapping.

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Molti di noi sono stati coinvolti nei progetti ASOC degli anni scorsi e lo sono anche quest’anno: contribuire a tutto questo è un piacere speciale, perché è uno sguardo verso il futuro.

Il MakerSpace comunale trasparente e aperto di Caltanissetta

Il 17 dicembre 2016 è stato inaugurato il MakerSpace comunale di Caltanissetta, uno dei primi in Italia creato da una pubblica amministrazione comunale. È stato concesso in uso alle associazioni CL Makers e LevaDigitale, contitolari del progetto MIOK (Make It Open in Kalat); a Castelbuono c’era per Leva Digitale il “nostro” Giuseppe La Mensa.

Alcuni tra gli ingredienti minimi considerati da Leva Digitale indispensabili in questo spazio sono:

  • persone giovani di tutte le età;
  • software open e libero;
  • attività ed eventi promossi da enti pubblici, soggetti privati e organismi italiani e stranieri;
  • interventi di figure qualificate dei diversi saperi innovativi, in grado di facilitare il trasferimento tecnologico e di conoscenza (dagli urbanisti, agli architetti, agli storici);
  • coinvolgimento di atenei, incubatori ed acceleratori d’impresa di altre realtà territoriali, talenti, mentors, ricercatori, manager e liberi pensatori;
  • adesione ai paradigmi dell’Open data e dell’open source;
  • capacità di incoraggiare nuove opportunità imprenditoriali nell’era digitale;
  • coinvolgimento degli istituti d’istruzione, per la condivisione di modelli di apprendimento ancorati ad esperienze di imprenditori attivi nell’economia reale.

Vedere i titoli e i temi dei laboratori, dei workshop e delle conferenze è stata aria fresca (a me personalmente è scesa la lacrimuccia per Albo Pop) e faccio i complimenti a Leva Digitale: l’impatto di attività come queste può essere molto grande e virale.

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Molto interessante – Giuseppe ce l’ha mostrato – l’avviso del Comune di Caltanissetta con cui intendeva acquisire manifestazioni di interesse alla concessione in comodato gratuito per gli spazi del MakerSpace. Lo inserisco qui, perché potrebbe essere utile ad altre PA.

In bocca al lupo a Giuseppe e Nazzareno Prinzivalli (e a tutte le persone coinvolte).

“letteraemme”, un altro tipo di giornalismo

tfm5arhw_400x400Il raduno di Messina è stato molto bello, per varie ragioni. Una, per me, è stata quella di incontrare tante persone che stanno lavorando e spingendo sul tema dei dati aperti e dell’open government. Una tra queste Alessio Caspanello, con cui ci siamo piaciuti prima di conoscerci: è il bello dell’internèt (l’accento è voluto)!

Alessio, insieme a Marino Rinaldi, ci è venuto a presentare in anteprima LetteraEmme, un quotidiano di informazione, opinione e cultura nato a Messina. Fondato da cinque giornalisti professionisti con vent’anni di esperienza “sul campo”, diretto da Alessio e che sarà online il 16 gennaio 2017.

LetteraEmme ha l’obiettivo di spingere la provincia messinese oltre i confini dello Stretto, raccontando la realtà attraverso dati, inchieste, approfondimenti, monografie, infografiche e tutto quanto consenta alla notizia di vivere oltre la cronaca.

Nella seconda slide ci è stata rivelata (e vi garantisco che la voce di Alessio aveva un tono intenso) la scintilla di questa nuova avventura giornalistica: ancora una volta il raduno di Messina del settembre 2016 e in particolare gli interventi di Andrea Iannuzzi e Federico Badaloni (il mio grazie a Andrea Nelson Mauro per aver creato le condizioni per averli con noi al raduno).

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Anche questa storia ci “tocca” molto come comunità e ci da anche una bella opportunità: LetteraEmme potrebbe essere anche una macina in cui fare confluire i dati grezzi che costruiremo (o raccoglieremo in giro), che alle volte non rimangono niente di più di uno buon esercizio “tecnico”.

Il piano di Open Government della città di Messina

È in fase di attuazione il terzo piano d’azione italiano di Open Government, e tra le amministrazioni locali c’è Messina.

È ente locale pilota in due azioni del piano italiano:

  • Open Data;
  • Strategie per la partecipazione.

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A Castelbuono, a raccontarcelo, c’era Giuseppe D’Avella di Parliament Watch Italia che ha illustrato un lavoro ricco e con alle spalle tante ore di lavoro e di “spinta”, che mostra una Messina nella quale (almeno su questi temi) sembra esserci stato un evidente cambio di passo, che la potrebbe portare presto a essere tra le migliori realtà.

Il piano di Messina è denominato “Messina Governo Aperto” e prevede la realizzazione di servizi e azioni che favoriscano la trasparenza delle attività istituzionali e la partecipazione dei cittadini. Avrà durata triennale e sarà finanziato con circa 1 milione di euro, nell’ambito dell'”Asse I – Agenda Digitale” del PON Metro.

Il piano è attualmente in consultazione pubblica all’indirizzo http://www.comune.messina.it/opengov. I cittadini, le associazioni, i movimenti, i professionisti, ecc. sono invitati a fornire suggerimenti, integrazioni e pareri inviando una mail all’indirizzo opengov@comune.messina.it, o lasciando un commento qui.

Partecipate, partecipate, partecipate!

Mettere i dati al centro di tutto (quanto è bravo Giovanni Pirrotta)

Al nostro raduno estivo del 2016 è stato presentato e lanciato il contest Open Data Giustizia, “un progetto per favorire la raccolta, l’analisi e la divulgazione dei dati del sistema giudiziario italiano, con l’obiettivo di costruire un diverso punto di vista sullo stato del Paese”. È stato creato da C.O. Gruppo, con il supporto dell’associazione onData.

È un’idea di contest che sembra quasi scontata, ma è in realtà il primo su questo tema e si innesta in un contesto in cui i dati aperti sono pochi e le modalità di accesso spesso non semplici. Per questo è stato ed è uno stimolo prezioso e sono convinto che lascerà un segno.

Da poco è stato proclamato il vincitore del contest: è Giovanni Pirrotta. Io (e tanti altri) gli faccio spesso dei complimenti plateali, ma è difficile fare diversamente perché si tratta di persona con doti umane e professionali rare.

Ha vinto con un progetto che mi ha colpito molto: la creazione di una piattaforma che espone dati e informazioni di questo settore, tramite API . Per ragioni legate al regolamento del contest, purtroppo non posso aggiungere altre informazioni, ma confido che presto si possa vedere online una presentazione ufficiale di quanto fatto e/o coglierne i primi frutti concreti.

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OpenPatti, un esempio virtuoso da emulare

Chi segue la nostra comunità, conosce già Open Patti, un progetto che ha come obiettivo la liberazione e fruizione dei beni comuni in generale e di quelli rinvenibili sul territorio pattese in particolare. È un esempio pregiato di come persone attive e preparate possano contribuire alla crescita virtuosa del proprio territorio.

Ce ne ha parlato Nino Galante, il suo ideatore, nonché uno dei primi a parlare in Sicilia di dati e conoscenza aperta. Ci ha raccontato di come recentemente a Open Patti – che non ha alcuna ragione sociale – abbiano aderito il Comune di Patti e la scuola “IIS Borghese Faranda”, di come sia sempre di più un interlocutore “ufficiale” della Pubblica Amministrazione locale; tutto questo grazie alla qualità delle azioni svolte nel territorio e alla costanza nel portarle avanti nel tempo.

L’adesione del Comune apre interessanti possibilità di azione per il miglioramento della trasparenza e dei servizi comunali. Nella delibera di adesione, che vi invito a leggere, (tra le altre cose) è riportato:

il Comune intende valorizzare al meglio il proprio patrimonio informativo e il patrimonio storico, culturale e ambientale del proprio territorio anche attraverso l’uso degli strumenti resi disponibili dalla rete internet e dalle tecnologie digitali e ricorrendo anche all’utilizzo di dati e informazioni di tipo aperto (open data).

In questa forza una sola piccola debolezza: senza Nino molto probabilmente Open Patti non sarebbe arrivata sino a qui. Cloniamolo!


Sono tornato a casa da Castelbuono con un sorriso che non se ne voleva andare. Questa infatti era un’occasione per fare il punto sulla comunità Open Data Sicilia, sull’impatto delle sue azioni: vedere tutti questi piccoli segnali di contaminazione è un piccolo grande risultato, che mi fa sentire orgoglioso di farne parte.

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What do we know about the air quality in Palermo?

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Some weeks ago we came across an EU publication about the urban life in 79 European cities . Among the surveyed cities was Palermo. The following graphic on page 50 attracted our interest. The graphic shows the proportion of people satisfied with public transport services and the quality of air in their city. For both indicators Palermo shows very low levels.

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We became interested in what kind of air quality data are currently available in Palermo. The central agency which collects and publish information about air quality is RAP Palermo. According to their website the monitoring network in Palermo is build on ten stations. RAP Palermo collects data in five key pollutants (sulfur oxides (SO2), carbone dioxyde (CO2), nitrogen oxides (NO2), ozone (O3) and particulate matter (PM10)) 24 hours per day.

The results are publish on their website as daily and monthly reports and are available from the year 2013. This is the daily report for the September, 16.

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The page shows that not all stations collect data for every pollutant. Grey fields indicate combinations which are not measured. We call them “missing type 1” data. White fields on the other hand are under observation but for this particular day are not available (“nd”). These are “missing type 2” data. Valid measurements are the fields containing a value and are in green, yellow or red. Only the stations Boccadifalco and Castelnuovo collect data for all five pollutants.

The most interesting data to make some analysis are the daily one, but in RAP website there are two information barriers:

  • there is one file for every day, than it’s necessary to download one by one. In one year it’s necessary to do 365 downloads;
  • all files are in PDF format, than it’s impossible to use them in apps to make some analysis like a spreadsheet, or in some statistical framework.

So we had to deal with this. We downloaded in example all available daily reports for the year 2016 and extracted the data: here the 2016 RAP daily data in a single CSV file.

We have build 2 different procedures to do it: one in R (the one of Patrick) and one in Python (the one of Andy), and we will publish them in the next weeks.

Why it’s better in this way

To have a single file, in a format that you can use to make calculation, visualization and analysis it’s a little treasure.

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Some examples:

  • it’s possible to compare different time periods (think to “ZTL”, the restricted traffic area which began in Palermo on 2016 October 10);
  • it’s simple to build automation tools (alert me every time in this station PM10 overcomes legal limit); it will be always the data of the day before, but we think that it’s much better than nothing, much better than to look every day to a PDF file via a browser;
  • it’s possible to use this data coupled to other kind of data (rain and wind data in example) to do some more advanced environmental analysis;
  • it’s possible to discover that:
    • there are no records about Bellolampo station in the PDF. Why?
    • there are to much days in which there are no data, also for fundamental measures like PM10 one. Why?
      • along one year it is forbidden to have more than 35 days with PM10 > µg/m3. In Di Blasi station (outside the ZTL) we already have it 33 times; moreover for this station there had 21 days without any measures.
    • some files like bollettino_20161126.pdf, bollettino_20160508.pdf and bollettino_20160408.pdf, are not published.

This post is a first step, a kind of introduction. In the next weeks we will open a website dedicated to these data, in which we will publish: more data, the code we will use to download them, some maps, some charts, some interactive visualizations and some posts about these data.

Stay tuned!

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Open-carburanti: i prezzi dei carburanti alle stazioni di servizio

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Un post a cura di Fabio Disconzi, un appassionato e riutilizzatore di dati in formato aperto, che pone l’attenzione sull’andamento dei costi italiani del carburante al distributore.

Cari amici Siciliani, da circa 15 mesi archivio ed elaboro gli open data relativi ai prezzi dei carburanti (benzina, gasolio, metano e gpl) e devo darvi alcune notizie che probabilmente non vi faranno piacere.

Open-carburanti: i prezzi dei carburanti alle stazioni di servizio

Il Ministero dello Sviluppo Economico ogni giorno mette a disposizione di tutti i prezzi che le pompe di distribuzione dei carburanti praticano. Un operatore di una stazione di servizio, quando cambia il prezzo lo comunica al MISE prima delle ore 8 di ogni giorno e il MISE a sua volta prende queste comunicazioni, le mette tutte assieme e le rilascia in formato aperto (open data).

Che cosa ho fatto? 

Dal 2 settembre 2015 ho archiviato presso il mio sito (link: http://www.fabiodisconzi.com/open-carburanti/ ) tutte queste comunicazioni e pochi giorni fa, a fine novembre, mi sono detto: “visto che ho tutti questi dati perchè non provo a calcolare i prezzi medi per regione, per provincia e per compagnia petrolifera?”

Per fare un indicatore che rappresentasse il prezzo dei carburanti ho creato il “prezzo medio rappresentativo” che tiene in considerazioni questi 6 tipi di prezzo: benzina servito, benzina self-service, gasolio servito, gasolio self-service, metano e gpl.

Quanto è emerso viene descritto dalla scheda seguente: nella tabella si vede la classifica da 1 a 20 delle Regioni Italiane (con scala dei prezzi da 1 a 100) mentre nella mappa si vede chiaramente dove il pieno costa meno (toni verdi) e dove costa di più (toni rossi).

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Il Veneto che è la mia regione di residenza si classifica al primo posto e secondo le mie analisi è la regione con il prezzo medio rappresentativo minore, all’opposto troviamo la Sicilia. La differenza di prezzo medio è di poco inferiore del 10% che tradotto significa questo: se un pieno costa 40€ in Veneto, costerà circa 44€ in Sicilia.

Ribadisco il periodo dell’analisi: questo è quanto accaduto per il periodo settembre 2015-novembre 2016.

Classifica delle province

Ho approfondito l’analisi per un livello geografico provinciale e la tabella seguente mostra chiaramente chi “vince e chi perde”. Ritroviamo 4 province del Veneto ai primi 4 posti e 3 province della Sicilia negli ultimi 4. In particolare Rovigo è la provincia con il prezzo medio rappresentativo minore e Agrigento, la bellissima Agrigento aggiungerei, all’ultimo posto.

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Le pompe di carburanti “bianche” sono convenienti?

Spesso tra amici si parla di prezzo dei carburanti ed è opinione diffusa che le pompe bianche, quelle che non fanno parte dei nomi più famosi siano piùà economiche. E’ verificato dai dati questa opinione oppure no?

Quello che ho fatto è stato confrontare i prezzi medi delle quasi 3000 pompe bianche archiviate nell’osservatorio (http://www.fabiodisconzi.com/open-carburanti/bandiere/pompe-bianche/index.html LINK) con i prezzi queste 8 bandiere (il termine bandiera indica l’azienda, la compagnia): “Agip-Eni, Q8, Api-Ip, Esso, Total-Erg, Tamoil, Repsol, Retitialia”.

Cosa ho osservato?

Ho visto che le pompe bianche tengono un prezzo medio sempre inferiore rispetto alle “grandi marche” ma ci sono differenze sostanziali non tanto per il tipo di carburante ma per lo più per il tipo di servizio. Infatti i carburanti forniti con servizio self-service presentano una differenza che sta tra l’1% e il 2% mentre quelli con self-service raggiungono una forchetta  del 6 e 7%.

In questo grafico vedete di quanto è “meno caro” il carburante delle pompe bianche settimana per settimana.

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Se ritenete utile approfondire, potete scaricare questo report: http://www.fabiodisconzi.com/open-carburanti/report01/downloadreport01.phpOppure navigare per le sezioni dell’osservatorio: http://www.fabiodisconzi.com/open-carburanti/.

Per non perdervi i prossimi aggiornamenti seguitemi su twitter @fabiodisconzi o contattatemi via email fabio@fabiodisconzi.com anche per collaborazioni, approfondimenti o altro.

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Per non perdersi lungo le Vie dei Tesori

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Con la notte bianca del percorso arabo-normanno, che si è svolta il 28 29 e 30 Ottobre 2016, si è conclusa la decima edizione della manifestazione “Le vie dei Tesori” tenutasi nella città di Palermo. Anche quest’anno, come nelle precedenti edizioni, si è registrato un incremento dei partecipanti a questa manifestazione, che ormai da 10 anni mette in fila migliaia di palermitani, e non solo, alla scoperta dei tesori che appartengono a questa meravigliosa città.

Ciò che segue non vuole essere un articolo che tratta argomenti inerenti all’organizzazione (orari, guide, servizi etc.) e ai risultati ottenuti dalla manifestazione (ottimi tra l’altro), ma si vuole prestare come “assist” alla suddetta manifestazione per evidenziare l’ennesima occasione persa per svolgere un lavoro sinergico tra cittadini e pubblica amministrazione (in questo caso tra il Comune e l’Associazione “Le vie dei tesori”).

Come tutti i partecipanti di lunga data a questa manifestazione sanno, l’Associazione delle Vie dei Tesori ha messo nei vari anni a disposizione delle mappe cartacee (di cui un esempio è visibile nell’immagine di sotto) non adeguate all’uso tipico di cittadini e turisti che vogliano muoversi bene lungo siti visitabili della città di Palermo, perché povere di informazioni toponomastiche.

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Alcuni dei luoghi di questa manifestazione sono situati in zone particolarmente difficili da raggiungere, siti che nemmeno i cittadini palermitani conoscono bene, anche per via anche della chiusura permanente che taluni hanno durante l’anno.

Per venire incontro ai visitatori, gli organizzatori hanno proposto una soluzione a questo problema, inserendo nella pagina del singolo luogo una mappa interattiva che suggerisse le indicazioni stradali per raggiungere il sito turistico di interesse. Una soluzione sicuramente migliore della mappa cartacea, ma di certo poco funzionale per chi, come chi scrive, volesse istantaneamente conoscere la geolocolazzazione dei luoghi da visualizzare per muoversi meglio in città, apprendendo magari quali di essi fossero presenti nel proprio intorno senza perdere tempo navigando tra le pagine del sito web. Deludente è stata in tal senso anche l’applicazione mobile lanciata per questa decima edizione della manifestazione che, sviluppata solo per i dispositivi Android e lanciata nello store digitale solo dal secondo weekend della manifestazione, è risultata essere soltanto una copia “mobile”della versione del sito web.

Lungimiranti, e forse un pò premonitori di ciò che viene fatto nel nostro territorio, alcuni cittadini (tra cui me), decidono quindi autonomamente di fornire un servizio più consono ai dispositivi mobili dei cittadini, che possa supportare in maniera facile e immediata i cittadini al fine di muoversi lungo le vie di questi bellissimi tesori che Palermo possiede sin dall’avvio della manifestazione.

Ed è per questo che vengono sviluppate non una, non due, e nemmeno tre ma quattro mappe digitali, d’impatto e di facile utilità (sviluppate con diverse tecnologie e servizi, e quasi tutte realizzate in data anteriore all’inizio della manifestazione):

Queste mappe sono state realizzate partendo dai documenti messi a disposizione dal sito della manifestazione e dal Comune, pubblicati in un formato non proprio idoneo al facile riuso dei dati. E già qui ci si interroga sul perché tutte le informazioni e i dati utili di questa manifestazione – utili alla realizzazione di potenziali servizi – non siano state pubblicate anche sul sito istituzionale del Comune di Palermo in formato open data, più consono al riuso (anche dati “utili” per un periodo temporale limitato possono essere pubblicati come dati in formato aperto). Si pensi ad esempio se il Comune avesse indetto un contest pubblico per la realizzazione dell’app ufficiale della manifestazione a partire da dati aperti resi disponibili alla collettività, si sarebbe ottenuto, come risultato, il coinvolgimento dei cittadini ed eventualmente la realizzazione di un’applicazione più rispondente ai bisogni dei visitatori dei siti della manifestazione

I link delle mappe georeferenziate citate sopra sono state segnalate attraverso i canali social all’Associazione delle Vie dei Tesori, al Comune e al Sindaco di Palermo, ma esse sono state ignorate, e mai un feedback è stato ricevuto.

Tuttavia si è potuto notare l’utilizzo di questi servizi da parte di una modesta quantità di cittadini. Confermato sia dal numero di visualizzazioni registrate da alcune mappe, sia da parecchi cittadini (in fila con chi scrive) che utilizzavano il proprio smartphone per visualizzare le stesse. Si è persa la possibilità di dimostrare come PA e cittadini possano lavorare in sinergia per il bene comune. Tutti gli autori delle mappe infatti, hanno svolto questo lavoro solo per passione, spirito di condivisione, per confermare l’importanza del riuso dei possibili dati aperti, e soprattutto per l’amore nei confronti di questa città.

Queste considerazioni non sono esternate limitando esclusivamente l’attenzione alla manifestazione, presa come riferimento, che avviene solo un mese all’anno. Visto che la cultura genera economia quello che ci si auspica è che occasioni del genere spingano le amministrazioni pubbliche a impegnarsi di più nel fronte dei dati in formato aperto.

Al momento infatti la sezione “Cultura e Turismo” del sito ufficiale degli Open Data del Comune di Palermo, presenta pochi dataset aggiornati. Sono due i dataset presenti nel sito che contengono informazioni sui siti turistici e luoghi visitabili di interesse. Nel primo però, denominato “Turismo – Elenco dei siti turistici”, mancano alcuni valori di attributi per molti record e in alcuni casi sono presenti informazioni non aggiornate (e il caso ad esempio del Parco Ninni Cassarà chiuso al pubblico già da tempo ma indicato nel file come visitabile). Il secondo invece, denominato “Turismo- Luoghi di interesse”, risulta essere più completo e nella sua descrizione viene espressamente detto che “il dataset contiene le informazioni relative ai luoghi di interesse censiti dall’ufficio del turismo del comune di palermo”. Dando un’occhiata però al sito relativo all’ufficio del turismo del Comune di Palermo ( contattando l’autore del file si ha avuto conferma della corrispondenza file con il portale ufficio turismo) si nota come in esso sono presenti dei luoghi (due su tutti il Parco Uditore e il Museo delle maioliche Stanze al Genio) che nel file mancano (indice forse di mancanza di una redazione che cura i dati). Possiamo quindi dire che questi sono tutti elementi che tolgono sicuramente valore all’efficacia di una politica di apertura dei dati (l’autore dei file è stato contattato, al fine di informarlo delle incongruenze sopra citate, ma al momento della pubblicazione di questo articolo non si sono ricevuti feedback) .

Sono dell’idea che questo tema deve essere un punto di forza per una città come Palermo: la possibilità di puntare su informazioni e dati di qualità accessibili a tutti inerenti al mondo della cultura e del turismo è propedeutico alla promozione di idee per la realizzazione di servizi per i cittadini. Cose che già fanno amministrazioni più virtuose in questo senso ma con meno patrimonio artistico (se mi posso permettere egoisticamente parlando). Ed è appunto prendendo esempio da alcuni comuni più virtuosi in tal senso, ed imparando dalle migliaia di palermitani (tra cui molti giovani) in fila per visitare i tesori di una città ricca culturalmente, che si deve cercare di puntare in tal senso su servizi aggiuntivi stringendo una forte interdipendenza tra PA e cittadino.

Servizi aggiuntivi come mappe, applicazioni, totem informativi, consulenze turistiche (elaborando statistiche del comune sui flussi di turisti) possono essere strumenti su cui far girare anche l’economia di una città, lavorando in sinergia con il Comune e valorizzando/promuovendo il lavoro svolto da soggetti esterni alla PA come già avviene e con ottimi risultati in altre amministrazioni pubbliche nel territorio italiano. Due esempi, tra i tanti, sono quelli del Comune di Firenze e della Provincia autonoma di Trento, in cui è presente l’archivio delle applicazioni sviluppate a partire da dati aperti da società private o singoli cittadini (sia Firenze che Trento) oppure è stata offerta a chiunque la possibilità di proporre una nuova app basata su dati aperti (a Firenze). Questi sono due casi di sinergia di base e di semplice realizzazione.

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Wiki Loves Monuments Italia 2016 premia Palermo

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Wiki Loves Monuments è un’iniziativa dell’Associazione Wikimedia che, da alcuni anni,  intende valorizzare il patrimonio culturale, monumentale e artistico italiano attraverso la creazione di un archivio di fotografie scattate da chiunque. Le istituzioni, pubbliche e private, aderiscono volontariamente, autorizzando la pubblicazione delle immagini dei monumenti di loro proprietà su Wikipedia con licenza CC BY SA 4.0, CC = Creative Commons,  BY = attribuzione,  SA = condividi allo stesso modo, cioè un tipo di licenza che permette il riutilizzo, anche a fini commerciali, delle stesse foto a condizione di 1) citare l’autore della foto e 2) condividere il frutto del riutilizzo della foto almeno con una licenza analoga alla CC BY SA.

Le foto sono considerate dati e come tali camminano assieme alle licenze che ne disciplinano l’uso da parte di terzi, e ai metadati che descrivono le caratteristiche delle stesse foto.

Wikimedia è il soggetto che ha sensibilizzato quotidianamente (email, telefonate) tantissime istituzioni pubbliche (Comuni, Regioni, Curia, e soggetti privati) al fine di stimolare l’adesione all’iniziativa WLM di chi detiene la proprietà di migliaia di immobili italiani di valore storico e artistico.  Senza l’adesione del proprietario dell’immobile artistico, per via di una normativa, un po balorda nel caso degli immobili pubblici, non è possibile per un comune cittadino fotografare e pubblicare la foto sul web. Infatti dalla sezione domande frequenti del sito di Wikimedia si apprende che: “In Italia l’uso delle fotografie dei monumenti è regolato dal cosiddetto Codice Urbani (D.Lgs 42/2004) e dal successivo Art Bonus (DL 31 maggio 2014, n.83): queste norme non prevedono la possibilità di fare fotografie di monumenti (comunque tutti fuori copyright) e ri-licenziarle con licenza d’uso Creative Commons CC-BY-SA, senza una precisa autorizzazione da parte degli enti pubblici territoriali che abbiano in consegna tali beni o dei privati che ne siano proprietari.

Al Comune di Palermo, Area Innovazione Tecnologica, ad inizio estate, abbiamo ricevuto la richiesta email di Cristian Cenci di Wikimedia per fare aderire i pregevoli immobili del comune a WLM.  Cristian Cenci è il project manager dell’iniziativa WLM, Wiki Loves Monuments Italia 2016 per l’Italia. Non conoscevo Cristian e dal primo contatto si è sviluppata una collaborazione operativa. Ho predisposto immediatamente la lettera del Sindaco il quale in piena estate ha firmato con piacere l’adesione all’iniziativa nazionale.  Ho prodotto anche una mappa con i siti artistici-monumentali di Palermo aderenti all’iniziativa per facilitare l’individuazione dei luoghi.

A settembre c’è stato l’evento estivo di OpendataSicilia a Messina dove Cristian Cenci ha illustrato l’iniziativa WLM ai partecipanti. Un occasione per farla conoscere ad una platea molto ampia.

Il 10 novembre 2016 arriva la notizia di Wikimedia sul responso della giuria del contest fotografico nazionale: la foto “Sala Almeyda” dell’Archivio Storico Comunale di Palermo, scattata  da Enrico Rubicondo, conquista il primo posto nazionale! Una gioia per me, che ho lavorato all’adesione di Palermo a WLM, per i/le palermitani/e perchè valorizza un importante sito culturale della città, il verdetto della Giuria infatti è molto bello: “fotografia che rispetta il rigore formale, nonostante sia scattata da un punto di ripresa interessante e insolito. Le colonne del sapere sorreggono in maniera maestosa e importante un luogo poco visibile, da un punto di ripresa che rende giustizia sia alla struttura architettonica del palazzo sia alla funzione di luogo del sapere”.

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(“Sala Almeyda” dell’Archivio Storico Comunale di Palermo, foto di Enrico Rubicondo rilasciata con licenza CC BY SA 4.0)

Come se non bastasse il primo premio anche Cristiano Drago contribuisce a piazzare Palermo anche al 9° posto con la foto “Sunbean in Fountain scattata al Giardino Inglese.

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(“Sunbean in Fountain al Giardino Inglese di Palermo, foto di Cristiano_Drago rilasciata con licenza CC BY SA 4.0)

E’ stato un piacere essermi trovato in questa esperienza.  Le foto del contest faranno parte dell’archivio di Wikipedia, la libera enciclopedia alimentata dalla conoscenza collettiva nel pianeta, e contribuiranno,  grazie alle foto (rilasciate con licenze aperte) di comuni cittadini e alle istituzioni che hanno aderito a WLM, a far conoscere al mondo intero la ricchezza del patrimonio culturale italiano. Oltre a ringraziare  Cristian Cenci per l’energia e passione che mette nel suo lavoro, al Sindaco di Palermo per la sensibilità verso l’iniziativa, un grazie anche a Andrea Nelson Mauro, Giuseppe Ragusa, Andrea Borruso, Simone Cortesi, che in qualche modo e con  vari contributi sono tutti dentro la realizzazione di questa bella esperienza per Palermo.

 

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IT-Folks a sostegno del Bastione degli Infetti

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Far qualcosa per sé ma condividerne i frutti con tutti.

Il Bastione degli Infetti è parte del complesso difensivo della città di Catania risalente al 1500 e sito nel quartiere Antico Corso. Ultimata la sua funzione difensiva, assunse il ruolo di ricovero per i lebbrosi e sanatorio. Da qui la sua denominazione attuale.

Nel 2009 un gruppo di abitanti del quartiere, che andranno poi a costituire il Comitato Popolare Antico Corso, decide di riprendersi il Bastione sottraendolo all’incuria e all’abbandono e rendendolo nuovamente fruibile alla cittadinanza. Da quel giorno il Bastione degli Infetti di Catania ospita variegati eventi e manifestazioni organizzati dal Comitato o da altre associazioni e gruppi: concerti, mostre, dibattiti, presentazioni di libri, etc.

Nel tentativo di fermare il degrado dilagante che sta inghiottendo il proprio quartiere, gli amici del Comitato hanno creato uno spazio sociale a disposizione di tutti. Anche noi di dell’opendatahacklab ci sentiamo cittadini di questa città e parte di questo moto di riappropriazione e riconquista degli spazi di libertà che sta sempre più prendendo piede nei territori. Per questo abbiamo deciso di dare il nostro contributo alla causa del Bastione, auspicandoci che iniziative di questo tipo si moltiplichino e che favoriscano la nascita di reti sociali di collaborazione, e lo abbiamo fatto siglando una solo apparentemente improbabile alleanza tra opendatahacklab, Comitato Popolare Antico Corso e Google Developer Group Catania.

Il risultato di questo sforzo congiunto è stato la realizzazione del sito del Bastione degli Infetti, col sempre prezioso supporto di WT-TECH, e nella liberazione dei dati sugli eventi che si tengono al bastione (vedi sezione Eventi sul sito) attraverso la realizzazione di una agenda libera dedicata.

Presenteremo il frutto del nostro lavoro durante la festa conclusiva del festival “Io di-segno” che si terrà al Bastione degli Infetti, al teatro Emilio Greco ed all’orto botanico nelle domeniche del 9 e del 16 Ottobre, alla quale siete ovviamente tutti invitati.

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#ODS16, 3 giorni di eventi a Messina per contaminarsi la cultura operativa degli open data

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#ODS16 l’evento di 3 giorni

La comunità di opendatasicilia si è incontrata dal 2 al 4 Settembre 2016 a Messina, ospitata nella sede della facoltà di Scienze Cognitive della locale Università, con un programma di tre giornate di confronto, workshop formativi ad accesso gratuito e gruppi di sviluppo progettuale per lavorare sugli Open Data. Il sindaco del Comune di Messina ci ha accolti con piacere.

Un programma molto ricco di eventi sul mondo dei dati aperti a 360 gradi, con partecipanti provenienti da diverse parti d’Italia (guarda la mappa) e con una rappresentanza del portale europeo dei dati aperti www.europeandataportal.eu.

Cosa abbiamo fatto in 3 giorni

speaker

In questi 3 giorni di inizio settembre si è condivisa conoscenza, e contaminata cultura, su una ampia varietà di temi legati direttamente o anche indirettamente ai dati.

Sono stati illustrati i contenuti del portale europeo dei dati aperti con la presentazione di Wendy Carrara, che ha sensibilizzato i presenti sia in veste pubblica che di privati cittadini/associazioni a pubblicare dati con una chiara strategia, per gli uni, e ad utilizzare gli open data, per gli altri, al fine di creare servizi a valore aggiunto per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini nella società.

E’ stata illustrata l’iniziativa A Scuola di OpenCoesione che ha coinvolto decine di scuole in tutta Italia per la sensibilizzazione degli ambienti scolastici verso il mondo dei dati aperti e sono stati presentati i progetti di scuole che vogliono andare oltre costruendo laboratori open data in collaborazione con enti pubblici e community attive sui dati aperti.

Non poteva, ovviamente, mancare il FOIA (Freedom Of Information Act), l’Open Government, e la Trasparenza della Pubblica Amministrazione, tutti temi nazionali caldi sui quali si sono confrontati presenti e personaggi di rilievo nazionale. Con l’iniziativa  Siamo tutti “più” cittadini – ad esempio – si propongono implementazioni del nuovo statuto del comune di Palermo. Soprattutto si cerca di comprendere insieme l’apparato della Trasparenza vera e il rapporto con il  cittadino.

Si presenta il progetto SmartME, nato al fine di incoraggiare un dialogo con il comune per stimolare la creazione di nuovi ecosistemi virtuali basati sull’utilizzo del paradigma dell’Internet delle Cose (IoT).

Palermo illustra la realizzazione del piano d’incidentalità mediante sistema informativo territoriale della Polizia municipale di Palermo ed effettua analisi dettagliate e visualizzazione dei dati con il linguaggio “R”.

Sempre a Palermo la community di #OPENAMAT, iniziativa civica, apre un approccio nuovo alla risoluzione di vecchi problemi legati alla mobilità urbana dei trasporti pubblici di Palermo.

Con i dati si possono valorizzare i monumenti, quindi viene presentata l’iniziativa nazionale Wiki Loves Monuments che registra diverse pubbliche amministrazioni aderenti anche in Sicilia.

Nel campo della salute i dati sono anche molto utili, l’iniziativa civica del portale consalute.it: consapevolezza e salute con i dati socio-sanitari, illustra, tra l’altro, gli importanti dati di attesa ai Pronto Soccorso di alcuni importanti ospedali pubblici di Palermo, utile per chi deve scegliere l’Ospedale dove recarsi in emergenza.

Nell’ambito energia l’iniziativa OpenData ed Energia: opportunità per imprese e criticità dei dati presenta i dati sull’atlante solare ed eolico per la progettazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Nel campo della lotta alla criminalità organizzata, “come valutare l’antimafia? Ovviamente i  dati sono a supporto del progetto ConfiscatiBene” (slideslide).

Con un app già nota per le chat di gruppo, si costruiscono gli Albi Pop, è il caso di Telegram e di “AlboPOP: guarda un po’, l’albo pretorio va di moda“, e di Citybot un cruscotto digitale portatile per la città smart con tante info utili  in pochi click dallo smartphone.

Il giornalismo si nutre dei dati, oggi si chiama “Datajournalism”, dai dati ad un giornalismo analitico, i dati sono nei 18 giornali locali del gruppo editoriale l’Espresso / Finegil.

Dal Trentino arrivano gli input sul cambiamento delle pubbliche amministrazioni nelle economie e società guidate dai dati, una tendenza che si comincia a diffondere nei territori più virtuosi del mondo.

I bilanci comunali sono argomento sempre più caldo per la società e OpenBilanci realizza uno spaccato su Messina e la Sicilia a cura di OpenPolis.

Quando le regioni non hanno i portali open data, a farli ci pensano le community civiche: Non-Portale Open Data e dalla Sicilia si replica in Campania con laboratori per la costruzione di siti con dati pubblici unofficial.

Per chi ama il mondo delle mappe, dei dati georeferenziati e degli applicativi, l’evento messinese di 3 giorni ha portato una ventata di freschezza.

Le mappe interattive sono possibili in poche mosse e senza usare codice, è il caso di Carto.

Con Staview si ha la possibilità di visualizzare una piattaforma webGIS con i dati statistici (di ISTAT/INAIL/INPS/Ministero Interno/Veneto Lavoro/Arsel) su popolazione, lavoro, istruzione, sanità, assistenza, ambiente, energia, giustizia, sicurezza, servizi.

Con Leaflet – from Zero to Hero -si realizzano superlibrerie javascript per realizzare mappe interattive (esempi e repository).

In un evento sui dati aperti non poteva mancare il software open source per i dati geografici, con QGis si personalizzano senza limiti le mappe (Slide e materiali).

Fortunatamente oggi non c’è solo Google Maps, con Openstreetmap sono i cittadini ad arricchire i dati della mappa più bella del mondo. Ci provano i boyscout e i civic hacker con la Villa Romana di Patti, della serie le mappe le facciamo e le aggiorniamo noi cittadini.

Imparare dalle e con le macchine, machine learning: tecnologie e metodi per costruire un progetto, che casualmente ha a che fare con… 🙂  (demo e repository).

Immancabile una sessione su Statistica e i Geodati per comprendere fenomeni  nella geografia.

I dati servono per fare monitoraggio, allora Monitoraggio asincrono come se fosse Antani.

Un linguaggio software “R” per fare un focus sui dati delle API di ARPA Sicilia.

Anche la curia si avvicina agli open data per comunicare ai suoi fedeli, il caso dell’Arcidiocesi di Catania.

Quando diversi dataset si mettono in collegamento, è il caso dei Linked Open Data, e semantica del web (materiali e slide – Slide Intro LOD – materiali e slide)

Dal satellite si possono scaricare dati geografici per il riuso: i dati Copernicus.

A fine della seconda giornata davanti ad un aperitivo sulla costa di Messina è stato presentato il libro Architettura della Comunicazione.

Il terzo giorno è stato lanciato il contest Opendatagiustizia.it (Conoscere la giustizia attraverso i dati, per migliorare il Paese) promosso da COGruppo in collaborazione con Associazione Ondata (slide).

In conclusione è successo che

In 3 giorni persone con competenze tecnologiche e digitali diverse, di diversa età, sesso e orientamento politico, appartenenti ad associazioni private e ad enti pubblici, provenienti da diverse parti d’Italia si sono incontrate con questi obiettivi:

  • condividere conoscenza sull’uso dei dati, contaminandosi a vicenda
  • imparare gli uni dagli altri, facendo domande e mostrando curiosità su cosa fa l’altro
  • cercare di creare reti territoriali tra associazioni ed enti pubblici per la realizzazione di progetti specifici attraverso l’uso dei dati
  • creare servizi digitali ad alto valore culturale e sociale per la collettività
  • assaggiare le prelibatezze Messinesi: street food e granite 🙂
  • contribuire a migliorare la politica di trasparenza delle locali pubbliche amministrazioni, stimolando, ad esempio, il ricorso all’accesso civico
  • far conoscere servizi utili già realizzati attraverso il riutilizzo dei dati, ma che a volte restano confinati ad un livello molto locale perchè non adeguatamente pubblicizzati
  • dimostrare come il mondo dei dati geografici adeguatamente pubblicato online possa migliorare le scelte di vita quotidiana delle persone
  • stimolare i cittadini a valorizzare il proprio patrimonio culturale e monumentale attraverso la sensibilizzazione degli enti pubblici che autorizzano i cittadini a fotografare per contest nazionali e rilasciare le foto con licenze aperte
  • coinvolgere la scuola superiore italiana per sensibilizzare i ragazzi alla cultura del dato come leva per una nuova consapevolezza ed una nuova economia.
  • ….

Tutto questo è successo grazie ad ognuno dei partecipanti che si è immerso in una dimensione di campus culturale, dove il #dato è stato corteggiato senza limiti e per le più svariate finalità.

Opendatasicilia non è una community di soli siciliani, è una community che parte da quei siciliani che vogliono realizzare sogni, progetti e azioni sui dati insieme a individui di ogni parte d’Italia, ed è per questo motivo che riesce bene, già  al secondo anno di eventi, ad essere modello e punto di riferimento per l’aggregazione sociale e culturale senza confini.

Un sentito grazie a tutti i presenti per l’atmosfera creata e per le contaminazioni culturali generate.

Lo storytelling su Twitter

Gli eventi della 3 giorni di opendatasicilia sono stati memorizzati su un flusso di tweet e foto disponibili al link.

E una mini rassegna stampa sull’evento.

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