Per non perdersi lungo le Vie dei Tesori

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Con la notte bianca del percorso arabo-normanno, che si è svolta il 28 29 e 30 Ottobre 2016, si è conclusa la decima edizione della manifestazione “Le vie dei Tesori” tenutasi nella città di Palermo. Anche quest’anno, come nelle precedenti edizioni, si è registrato un incremento dei partecipanti a questa manifestazione, che ormai da 10 anni mette in fila migliaia di palermitani, e non solo, alla scoperta dei tesori che appartengono a questa meravigliosa città.

Ciò che segue non vuole essere un articolo che tratta argomenti inerenti all’organizzazione (orari, guide, servizi etc.) e ai risultati ottenuti dalla manifestazione (ottimi tra l’altro), ma si vuole prestare come “assist” alla suddetta manifestazione per evidenziare l’ennesima occasione persa per svolgere un lavoro sinergico tra cittadini e pubblica amministrazione (in questo caso tra il Comune e l’Associazione “Le vie dei tesori”).

Come tutti i partecipanti di lunga data a questa manifestazione sanno, l’Associazione delle Vie dei Tesori ha messo nei vari anni a disposizione delle mappe cartacee (di cui un esempio è visibile nell’immagine di sotto) non adeguate all’uso tipico di cittadini e turisti che vogliano muoversi bene lungo siti visitabili della città di Palermo, perché povere di informazioni toponomastiche.

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Alcuni dei luoghi di questa manifestazione sono situati in zone particolarmente difficili da raggiungere, siti che nemmeno i cittadini palermitani conoscono bene, anche per via anche della chiusura permanente che taluni hanno durante l’anno.

Per venire incontro ai visitatori, gli organizzatori hanno proposto una soluzione a questo problema, inserendo nella pagina del singolo luogo una mappa interattiva che suggerisse le indicazioni stradali per raggiungere il sito turistico di interesse. Una soluzione sicuramente migliore della mappa cartacea, ma di certo poco funzionale per chi, come chi scrive, volesse istantaneamente conoscere la geolocolazzazione dei luoghi da visualizzare per muoversi meglio in città, apprendendo magari quali di essi fossero presenti nel proprio intorno senza perdere tempo navigando tra le pagine del sito web. Deludente è stata in tal senso anche l’applicazione mobile lanciata per questa decima edizione della manifestazione che, sviluppata solo per i dispositivi Android e lanciata nello store digitale solo dal secondo weekend della manifestazione, è risultata essere soltanto una copia “mobile”della versione del sito web.

Lungimiranti, e forse un pò premonitori di ciò che viene fatto nel nostro territorio, alcuni cittadini (tra cui me), decidono quindi autonomamente di fornire un servizio più consono ai dispositivi mobili dei cittadini, che possa supportare in maniera facile e immediata i cittadini al fine di muoversi lungo le vie di questi bellissimi tesori che Palermo possiede sin dall’avvio della manifestazione.

Ed è per questo che vengono sviluppate non una, non due, e nemmeno tre ma quattro mappe digitali, d’impatto e di facile utilità (sviluppate con diverse tecnologie e servizi, e quasi tutte realizzate in data anteriore all’inizio della manifestazione):

Queste mappe sono state realizzate partendo dai documenti messi a disposizione dal sito della manifestazione e dal Comune, pubblicati in un formato non proprio idoneo al facile riuso dei dati. E già qui ci si interroga sul perché tutte le informazioni e i dati utili di questa manifestazione – utili alla realizzazione di potenziali servizi – non siano state pubblicate anche sul sito istituzionale del Comune di Palermo in formato open data, più consono al riuso (anche dati “utili” per un periodo temporale limitato possono essere pubblicati come dati in formato aperto). Si pensi ad esempio se il Comune avesse indetto un contest pubblico per la realizzazione dell’app ufficiale della manifestazione a partire da dati aperti resi disponibili alla collettività, si sarebbe ottenuto, come risultato, il coinvolgimento dei cittadini ed eventualmente la realizzazione di un’applicazione più rispondente ai bisogni dei visitatori dei siti della manifestazione

I link delle mappe georeferenziate citate sopra sono state segnalate attraverso i canali social all’Associazione delle Vie dei Tesori, al Comune e al Sindaco di Palermo, ma esse sono state ignorate, e mai un feedback è stato ricevuto.

Tuttavia si è potuto notare l’utilizzo di questi servizi da parte di una modesta quantità di cittadini. Confermato sia dal numero di visualizzazioni registrate da alcune mappe, sia da parecchi cittadini (in fila con chi scrive) che utilizzavano il proprio smartphone per visualizzare le stesse. Si è persa la possibilità di dimostrare come PA e cittadini possano lavorare in sinergia per il bene comune. Tutti gli autori delle mappe infatti, hanno svolto questo lavoro solo per passione, spirito di condivisione, per confermare l’importanza del riuso dei possibili dati aperti, e soprattutto per l’amore nei confronti di questa città.

Queste considerazioni non sono esternate limitando esclusivamente l’attenzione alla manifestazione, presa come riferimento, che avviene solo un mese all’anno. Visto che la cultura genera economia quello che ci si auspica è che occasioni del genere spingano le amministrazioni pubbliche a impegnarsi di più nel fronte dei dati in formato aperto.

Al momento infatti la sezione “Cultura e Turismo” del sito ufficiale degli Open Data del Comune di Palermo, presenta pochi dataset aggiornati. Sono due i dataset presenti nel sito che contengono informazioni sui siti turistici e luoghi visitabili di interesse. Nel primo però, denominato “Turismo – Elenco dei siti turistici”, mancano alcuni valori di attributi per molti record e in alcuni casi sono presenti informazioni non aggiornate (e il caso ad esempio del Parco Ninni Cassarà chiuso al pubblico già da tempo ma indicato nel file come visitabile). Il secondo invece, denominato “Turismo- Luoghi di interesse”, risulta essere più completo e nella sua descrizione viene espressamente detto che “il dataset contiene le informazioni relative ai luoghi di interesse censiti dall’ufficio del turismo del comune di palermo”. Dando un’occhiata però al sito relativo all’ufficio del turismo del Comune di Palermo ( contattando l’autore del file si ha avuto conferma della corrispondenza file con il portale ufficio turismo) si nota come in esso sono presenti dei luoghi (due su tutti il Parco Uditore e il Museo delle maioliche Stanze al Genio) che nel file mancano (indice forse di mancanza di una redazione che cura i dati). Possiamo quindi dire che questi sono tutti elementi che tolgono sicuramente valore all’efficacia di una politica di apertura dei dati (l’autore dei file è stato contattato, al fine di informarlo delle incongruenze sopra citate, ma al momento della pubblicazione di questo articolo non si sono ricevuti feedback) .

Sono dell’idea che questo tema deve essere un punto di forza per una città come Palermo: la possibilità di puntare su informazioni e dati di qualità accessibili a tutti inerenti al mondo della cultura e del turismo è propedeutico alla promozione di idee per la realizzazione di servizi per i cittadini. Cose che già fanno amministrazioni più virtuose in questo senso ma con meno patrimonio artistico (se mi posso permettere egoisticamente parlando). Ed è appunto prendendo esempio da alcuni comuni più virtuosi in tal senso, ed imparando dalle migliaia di palermitani (tra cui molti giovani) in fila per visitare i tesori di una città ricca culturalmente, che si deve cercare di puntare in tal senso su servizi aggiuntivi stringendo una forte interdipendenza tra PA e cittadino.

Servizi aggiuntivi come mappe, applicazioni, totem informativi, consulenze turistiche (elaborando statistiche del comune sui flussi di turisti) possono essere strumenti su cui far girare anche l’economia di una città, lavorando in sinergia con il Comune e valorizzando/promuovendo il lavoro svolto da soggetti esterni alla PA come già avviene e con ottimi risultati in altre amministrazioni pubbliche nel territorio italiano. Due esempi, tra i tanti, sono quelli del Comune di Firenze e della Provincia autonoma di Trento, in cui è presente l’archivio delle applicazioni sviluppate a partire da dati aperti da società private o singoli cittadini (sia Firenze che Trento) oppure è stata offerta a chiunque la possibilità di proporre una nuova app basata su dati aperti (a Firenze). Questi sono due casi di sinergia di base e di semplice realizzazione.

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Wiki Loves Monuments Italia 2016 premia Palermo

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Wiki Loves Monuments è un’iniziativa dell’Associazione Wikimedia che, da alcuni anni,  intende valorizzare il patrimonio culturale, monumentale e artistico italiano attraverso la creazione di un archivio di fotografie scattate da chiunque. Le istituzioni, pubbliche e private, aderiscono volontariamente, autorizzando la pubblicazione delle immagini dei monumenti di loro proprietà su Wikipedia con licenza CC BY SA 4.0, CC = Creative Commons,  BY = attribuzione,  SA = condividi allo stesso modo, cioè un tipo di licenza che permette il riutilizzo, anche a fini commerciali, delle stesse foto a condizione di 1) citare l’autore della foto e 2) condividere il frutto del riutilizzo della foto almeno con una licenza analoga alla CC BY SA.

Le foto sono considerate dati e come tali camminano assieme alle licenze che ne disciplinano l’uso da parte di terzi, e ai metadati che descrivono le caratteristiche delle stesse foto.

Wikimedia è il soggetto che ha sensibilizzato quotidianamente (email, telefonate) tantissime istituzioni pubbliche (Comuni, Regioni, Curia, e soggetti privati) al fine di stimolare l’adesione all’iniziativa WLM di chi detiene la proprietà di migliaia di immobili italiani di valore storico e artistico.  Senza l’adesione del proprietario dell’immobile artistico, per via di una normativa, un po balorda nel caso degli immobili pubblici, non è possibile per un comune cittadino fotografare e pubblicare la foto sul web. Infatti dalla sezione domande frequenti del sito di Wikimedia si apprende che: “In Italia l’uso delle fotografie dei monumenti è regolato dal cosiddetto Codice Urbani (D.Lgs 42/2004) e dal successivo Art Bonus (DL 31 maggio 2014, n.83): queste norme non prevedono la possibilità di fare fotografie di monumenti (comunque tutti fuori copyright) e ri-licenziarle con licenza d’uso Creative Commons CC-BY-SA, senza una precisa autorizzazione da parte degli enti pubblici territoriali che abbiano in consegna tali beni o dei privati che ne siano proprietari.

Al Comune di Palermo, Area Innovazione Tecnologica, ad inizio estate, abbiamo ricevuto la richiesta email di Cristian Cenci di Wikimedia per fare aderire i pregevoli immobili del comune a WLM.  Cristian Cenci è il project manager dell’iniziativa WLM, Wiki Loves Monuments Italia 2016 per l’Italia. Non conoscevo Cristian e dal primo contatto si è sviluppata una collaborazione operativa. Ho predisposto immediatamente la lettera del Sindaco il quale in piena estate ha firmato con piacere l’adesione all’iniziativa nazionale.  Ho prodotto anche una mappa con i siti artistici-monumentali di Palermo aderenti all’iniziativa per facilitare l’individuazione dei luoghi.

A settembre c’è stato l’evento estivo di OpendataSicilia a Messina dove Cristian Cenci ha illustrato l’iniziativa WLM ai partecipanti. Un occasione per farla conoscere ad una platea molto ampia.

Il 10 novembre 2016 arriva la notizia di Wikimedia sul responso della giuria del contest fotografico nazionale: la foto “Sala Almeyda” dell’Archivio Storico Comunale di Palermo, scattata  da Enrico Rubicondo, conquista il primo posto nazionale! Una gioia per me, che ho lavorato all’adesione di Palermo a WLM, per i/le palermitani/e perchè valorizza un importante sito culturale della città, il verdetto della Giuria infatti è molto bello: “fotografia che rispetta il rigore formale, nonostante sia scattata da un punto di ripresa interessante e insolito. Le colonne del sapere sorreggono in maniera maestosa e importante un luogo poco visibile, da un punto di ripresa che rende giustizia sia alla struttura architettonica del palazzo sia alla funzione di luogo del sapere”.

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(“Sala Almeyda” dell’Archivio Storico Comunale di Palermo, foto di Enrico Rubicondo rilasciata con licenza CC BY SA 4.0)

Come se non bastasse il primo premio anche Cristiano Drago contribuisce a piazzare Palermo anche al 9° posto con la foto “Sunbean in Fountain scattata al Giardino Inglese.

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(“Sunbean in Fountain al Giardino Inglese di Palermo, foto di Cristiano_Drago rilasciata con licenza CC BY SA 4.0)

E’ stato un piacere essermi trovato in questa esperienza.  Le foto del contest faranno parte dell’archivio di Wikipedia, la libera enciclopedia alimentata dalla conoscenza collettiva nel pianeta, e contribuiranno,  grazie alle foto (rilasciate con licenze aperte) di comuni cittadini e alle istituzioni che hanno aderito a WLM, a far conoscere al mondo intero la ricchezza del patrimonio culturale italiano. Oltre a ringraziare  Cristian Cenci per l’energia e passione che mette nel suo lavoro, al Sindaco di Palermo per la sensibilità verso l’iniziativa, un grazie anche a Andrea Nelson Mauro, Giuseppe Ragusa, Andrea Borruso, Simone Cortesi, che in qualche modo e con  vari contributi sono tutti dentro la realizzazione di questa bella esperienza per Palermo.

 

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IT-Folks a sostegno del Bastione degli Infetti

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Far qualcosa per sé ma condividerne i frutti con tutti.

Il Bastione degli Infetti è parte del complesso difensivo della città di Catania risalente al 1500 e sito nel quartiere Antico Corso. Ultimata la sua funzione difensiva, assunse il ruolo di ricovero per i lebbrosi e sanatorio. Da qui la sua denominazione attuale.

Nel 2009 un gruppo di abitanti del quartiere, che andranno poi a costituire il Comitato Popolare Antico Corso, decide di riprendersi il Bastione sottraendolo all’incuria e all’abbandono e rendendolo nuovamente fruibile alla cittadinanza. Da quel giorno il Bastione degli Infetti di Catania ospita variegati eventi e manifestazioni organizzati dal Comitato o da altre associazioni e gruppi: concerti, mostre, dibattiti, presentazioni di libri, etc.

Nel tentativo di fermare il degrado dilagante che sta inghiottendo il proprio quartiere, gli amici del Comitato hanno creato uno spazio sociale a disposizione di tutti. Anche noi di dell’opendatahacklab ci sentiamo cittadini di questa città e parte di questo moto di riappropriazione e riconquista degli spazi di libertà che sta sempre più prendendo piede nei territori. Per questo abbiamo deciso di dare il nostro contributo alla causa del Bastione, auspicandoci che iniziative di questo tipo si moltiplichino e che favoriscano la nascita di reti sociali di collaborazione, e lo abbiamo fatto siglando una solo apparentemente improbabile alleanza tra opendatahacklab, Comitato Popolare Antico Corso e Google Developer Group Catania.

Il risultato di questo sforzo congiunto è stato la realizzazione del sito del Bastione degli Infetti, col sempre prezioso supporto di WT-TECH, e nella liberazione dei dati sugli eventi che si tengono al bastione (vedi sezione Eventi sul sito) attraverso la realizzazione di una agenda libera dedicata.

Presenteremo il frutto del nostro lavoro durante la festa conclusiva del festival “Io di-segno” che si terrà al Bastione degli Infetti, al teatro Emilio Greco ed all’orto botanico nelle domeniche del 9 e del 16 Ottobre, alla quale siete ovviamente tutti invitati.

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#ODS16, 3 giorni di eventi a Messina per contaminarsi la cultura operativa degli open data

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#ODS16 l’evento di 3 giorni

La comunità di opendatasicilia si è incontrata dal 2 al 4 Settembre 2016 a Messina, ospitata nella sede della facoltà di Scienze Cognitive della locale Università, con un programma di tre giornate di confronto, workshop formativi ad accesso gratuito e gruppi di sviluppo progettuale per lavorare sugli Open Data. Il sindaco del Comune di Messina ci ha accolti con piacere.

Un programma molto ricco di eventi sul mondo dei dati aperti a 360 gradi, con partecipanti provenienti da diverse parti d’Italia (guarda la mappa) e con una rappresentanza del portale europeo dei dati aperti www.europeandataportal.eu.

Cosa abbiamo fatto in 3 giorni

speaker

In questi 3 giorni di inizio settembre si è condivisa conoscenza, e contaminata cultura, su una ampia varietà di temi legati direttamente o anche indirettamente ai dati.

Sono stati illustrati i contenuti del portale europeo dei dati aperti con la presentazione di Wendy Carrara, che ha sensibilizzato i presenti sia in veste pubblica che di privati cittadini/associazioni a pubblicare dati con una chiara strategia, per gli uni, e ad utilizzare gli open data, per gli altri, al fine di creare servizi a valore aggiunto per il miglioramento della qualità della vita dei cittadini nella società.

E’ stata illustrata l’iniziativa A Scuola di OpenCoesione che ha coinvolto decine di scuole in tutta Italia per la sensibilizzazione degli ambienti scolastici verso il mondo dei dati aperti e sono stati presentati i progetti di scuole che vogliono andare oltre costruendo laboratori open data in collaborazione con enti pubblici e community attive sui dati aperti.

Non poteva, ovviamente, mancare il FOIA (Freedom Of Information Act), l’Open Government, e la Trasparenza della Pubblica Amministrazione, tutti temi nazionali caldi sui quali si sono confrontati presenti e personaggi di rilievo nazionale. Con l’iniziativa  Siamo tutti “più” cittadini – ad esempio – si propongono implementazioni del nuovo statuto del comune di Palermo. Soprattutto si cerca di comprendere insieme l’apparato della Trasparenza vera e il rapporto con il  cittadino.

Si presenta il progetto SmartME, nato al fine di incoraggiare un dialogo con il comune per stimolare la creazione di nuovi ecosistemi virtuali basati sull’utilizzo del paradigma dell’Internet delle Cose (IoT).

Palermo illustra la realizzazione del piano d’incidentalità mediante sistema informativo territoriale della Polizia municipale di Palermo ed effettua analisi dettagliate e visualizzazione dei dati con il linguaggio “R”.

Sempre a Palermo la community di #OPENAMAT, iniziativa civica, apre un approccio nuovo alla risoluzione di vecchi problemi legati alla mobilità urbana dei trasporti pubblici di Palermo.

Con i dati si possono valorizzare i monumenti, quindi viene presentata l’iniziativa nazionale Wiki Loves Monuments che registra diverse pubbliche amministrazioni aderenti anche in Sicilia.

Nel campo della salute i dati sono anche molto utili, l’iniziativa civica del portale consalute.it: consapevolezza e salute con i dati socio-sanitari, illustra, tra l’altro, gli importanti dati di attesa ai Pronto Soccorso di alcuni importanti ospedali pubblici di Palermo, utile per chi deve scegliere l’Ospedale dove recarsi in emergenza.

Nell’ambito energia l’iniziativa OpenData ed Energia: opportunità per imprese e criticità dei dati presenta i dati sull’atlante solare ed eolico per la progettazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Nel campo della lotta alla criminalità organizzata, “come valutare l’antimafia? Ovviamente i  dati sono a supporto del progetto ConfiscatiBene” (slideslide).

Con un app già nota per le chat di gruppo, si costruiscono gli Albi Pop, è il caso di Telegram e di “AlboPOP: guarda un po’, l’albo pretorio va di moda“, e di Citybot un cruscotto digitale portatile per la città smart con tante info utili  in pochi click dallo smartphone.

Il giornalismo si nutre dei dati, oggi si chiama “Datajournalism”, dai dati ad un giornalismo analitico, i dati sono nei 18 giornali locali del gruppo editoriale l’Espresso / Finegil.

Dal Trentino arrivano gli input sul cambiamento delle pubbliche amministrazioni nelle economie e società guidate dai dati, una tendenza che si comincia a diffondere nei territori più virtuosi del mondo.

I bilanci comunali sono argomento sempre più caldo per la società e OpenBilanci realizza uno spaccato su Messina e la Sicilia a cura di OpenPolis.

Quando le regioni non hanno i portali open data, a farli ci pensano le community civiche: Non-Portale Open Data e dalla Sicilia si replica in Campania con laboratori per la costruzione di siti con dati pubblici unofficial.

Per chi ama il mondo delle mappe, dei dati georeferenziati e degli applicativi, l’evento messinese di 3 giorni ha portato una ventata di freschezza.

Le mappe interattive sono possibili in poche mosse e senza usare codice, è il caso di Carto.

Con Staview si ha la possibilità di visualizzare una piattaforma webGIS con i dati statistici (di ISTAT/INAIL/INPS/Ministero Interno/Veneto Lavoro/Arsel) su popolazione, lavoro, istruzione, sanità, assistenza, ambiente, energia, giustizia, sicurezza, servizi.

Con Leaflet – from Zero to Hero -si realizzano superlibrerie javascript per realizzare mappe interattive (esempi e repository).

In un evento sui dati aperti non poteva mancare il software open source per i dati geografici, con QGis si personalizzano senza limiti le mappe (Slide e materiali).

Fortunatamente oggi non c’è solo Google Maps, con Openstreetmap sono i cittadini ad arricchire i dati della mappa più bella del mondo. Ci provano i boyscout e i civic hacker con la Villa Romana di Patti, della serie le mappe le facciamo e le aggiorniamo noi cittadini.

Imparare dalle e con le macchine, machine learning: tecnologie e metodi per costruire un progetto, che casualmente ha a che fare con… 🙂  (demo e repository).

Immancabile una sessione su Statistica e i Geodati per comprendere fenomeni  nella geografia.

I dati servono per fare monitoraggio, allora Monitoraggio asincrono come se fosse Antani.

Un linguaggio software “R” per fare un focus sui dati delle API di ARPA Sicilia.

Anche la curia si avvicina agli open data per comunicare ai suoi fedeli, il caso dell’Arcidiocesi di Catania.

Quando diversi dataset si mettono in collegamento, è il caso dei Linked Open Data, e semantica del web (materiali e slide – Slide Intro LOD – materiali e slide)

Dal satellite si possono scaricare dati geografici per il riuso: i dati Copernicus.

A fine della seconda giornata davanti ad un aperitivo sulla costa di Messina è stato presentato il libro Architettura della Comunicazione.

Il terzo giorno è stato lanciato il contest Opendatagiustizia.it (Conoscere la giustizia attraverso i dati, per migliorare il Paese) promosso da COGruppo in collaborazione con Associazione Ondata (slide).

In conclusione è successo che

In 3 giorni persone con competenze tecnologiche e digitali diverse, di diversa età, sesso e orientamento politico, appartenenti ad associazioni private e ad enti pubblici, provenienti da diverse parti d’Italia si sono incontrate con questi obiettivi:

  • condividere conoscenza sull’uso dei dati, contaminandosi a vicenda
  • imparare gli uni dagli altri, facendo domande e mostrando curiosità su cosa fa l’altro
  • cercare di creare reti territoriali tra associazioni ed enti pubblici per la realizzazione di progetti specifici attraverso l’uso dei dati
  • creare servizi digitali ad alto valore culturale e sociale per la collettività
  • assaggiare le prelibatezze Messinesi: street food e granite 🙂
  • contribuire a migliorare la politica di trasparenza delle locali pubbliche amministrazioni, stimolando, ad esempio, il ricorso all’accesso civico
  • far conoscere servizi utili già realizzati attraverso il riutilizzo dei dati, ma che a volte restano confinati ad un livello molto locale perchè non adeguatamente pubblicizzati
  • dimostrare come il mondo dei dati geografici adeguatamente pubblicato online possa migliorare le scelte di vita quotidiana delle persone
  • stimolare i cittadini a valorizzare il proprio patrimonio culturale e monumentale attraverso la sensibilizzazione degli enti pubblici che autorizzano i cittadini a fotografare per contest nazionali e rilasciare le foto con licenze aperte
  • coinvolgere la scuola superiore italiana per sensibilizzare i ragazzi alla cultura del dato come leva per una nuova consapevolezza ed una nuova economia.
  • ….

Tutto questo è successo grazie ad ognuno dei partecipanti che si è immerso in una dimensione di campus culturale, dove il #dato è stato corteggiato senza limiti e per le più svariate finalità.

Opendatasicilia non è una community di soli siciliani, è una community che parte da quei siciliani che vogliono realizzare sogni, progetti e azioni sui dati insieme a individui di ogni parte d’Italia, ed è per questo motivo che riesce bene, già  al secondo anno di eventi, ad essere modello e punto di riferimento per l’aggregazione sociale e culturale senza confini.

Un sentito grazie a tutti i presenti per l’atmosfera creata e per le contaminazioni culturali generate.

Lo storytelling su Twitter

Gli eventi della 3 giorni di opendatasicilia sono stati memorizzati su un flusso di tweet e foto disponibili al link.

E una mini rassegna stampa sull’evento.

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#ODS16: il messaggio del sindaco di Messina alla nostra comunità

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Il sindaco di Messina, Renato Accorinti, ci ha inviato questo messaggio. E’ stato un piacere riceverlo e ne abbiamo fatto pure l’OCR.

Grazie Renato!

Carissimi partecipanti al raduno di Open Data Sicilia, nel mio ruolo di Sindaco della città di Messina con questa lettera, e nella speranza di poter essere presente durante i vostri lavori, voglio esprimere il mio apprezzamento per la vostra iniziativa.

Per me è una grande gioia che sia Messina ad ospitare questo evento, che apre a processi di democrazia, trasparenza e partecipazione. È anche molto importante che questo raduno sia stato organizzato dai cittadini, dal basso, e che questi stessi cittadini cerchino quotidianamente un dialogo con le loro istituzioni di riferimento per coinvolgerle in questi processi con l’obiettivo di migliorare il funzionamento delle stesse istitUZioni e della pubblica amministrazione.

Il Comune di Messina è certamente indietro su questi temi ma abbiamo cominciato ad impegnarci per recuperare terreno, con la consapevolezza che per riuscire c’è bisogno di collaborazione tra l’ente locale e i cittadini. Questo impegno è anche per noi la speranza di poter, per una volta, trovarci in testa al gruppo delle istituzioni che vogliono innovare i processi di partecipazione e trasparenza. Da parte nostra garantiamo un impegno concreto sul tema dell’apertura dei dati. Proseguiremo le attività, già avviate in maniera condivisa con un gruppo di cittadini e sempre aperte a chi vorrà partecipare. Entro la fine del 2016 definiremo il calendario di riforme che questa amministrazione vuole mettere in pratica per standardizzare le procedure di apertura dei dati politici e amministrativi. Queste riforme saranno portate avanti da un team, che sarà costituito a breve, composto da operatori del Comune e da cittadini. Esperienze simili sono già presenti in altri Comuni italiani e della nostra Regione. Queste esperienze sono preziose per velocizzare i tempi di attuazione delle nostre riforme. Per questo chiederemo supporto e consigli ad altre amministrazioni, a partire da quella di Palermo che ha già fatto notevoli passi in avanti con la scrittura delle linee guida sugli Open Data del Comune che permettono un processo costante di pubblicazione di dati aperti.

Intanto un impegno a cui assolviamo con gioia è partecipare al raduno di Open Data Sicilia. L’intervento del Segretario Generale del Comune e la presenza nel pubblico di rappresentanti del Comune è una prova concreta del nostro interesse verso i temi che la comunità di Open Data Sicilia promuove.

Vi mando un carissimo abbraccio.

 

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Prima Giornata della trasparenza 14 luglio 2016

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Nella giornata del 14 luglio si è svolta presso l’Aula Consiliare di Palazzo delle Aquile ( Sala delle Lapidi) la “1^ Giornata della trasparenza 2016 del Comune di Palermo”. L’incontro ha avuto come obiettivo quello di affrontare i temi riguardanti le tematiche “[…]dell’Anticorruzione, della Trasparenza e dell’accessibilità alle informazioni sull’organizzazione e all’attività del Comune di Palermo”. Il programma ha visto succedersi diversi interventi da parte di esponenti delle istituzioni palermitane inerenti al tema in oggetto.

Dopo un inizio incentrato sugli obblighi di legge in ambito prevenzione alla corruzione, e trasparenza/diffusione delle informazioni pubbliche da parte della pubblica amministrazione (D.lgs. 33/2013 aggiornato con il D.lgs. 97/2016 ) discussi tra gli altri dal Dottor F. Dall’Acqua (segretario generale anticorruzione del comune di Palermo), si è proseguito con interventi mirati ad evidenziare quali strategie il comune di Palermo sta cercando d’attuare in maniera efficace rispetto a ciò che chiede il sopra citato decreto legge (si veda tra gli altri alcuni documenti che mirano a ciò, citati da alcuni relatori quale il bilancio sociale e il programma della trasparenza). Di particolare interesse sono stati quindi gli interventi, capitanati dal capo area dell’area dell’innovazione tecnologica dottor Marchese, inerenti agli strumenti utilizzati dal Comune di Palermo che caratterizzano tale strategia.
Da colpo di scena è stato in tal senso l’intervento di Ciro Spataro che, brevemente ma in maniera efficace, ha illustrato telefonicamente (supportato da presentazione visibile ai presenti) il sito degli open data del Comune di Palermo, spiegandone funzionalità e tipologia di dati presenti, nonché il processo trasversale tra i dipendenti comunali che portano alla generazione e pubblicazione dei dati. Interessante la sezione delle mappe tematiche che mostra quanto di buono e bello possono fari i dati aperti, e la presa di posizione pronta a mirare ad un formato di dato sempre più dinamico che si aggiorni in concomitanza con chi lo genera.
Di uguale interesse la presentazione, da parte di dipendenti degli uffici tributi del comune e del SUAP, del Cassetto tributi di Palermo e del portale digitalizzato del SUAP, portali informatici che permettono, il primo al cittadino di svolgere tutta una serie di attività inerenti alla propria situazione tributaria (fare istanze on-line, verificare pagamenti e scadenza, effettuare anche il calcolo di IMU, TASI, TARI etc.), mentre il secondo permette a tutti i cittadini di avere assistenza, consulenza e rilascia di documenti a chiunque sia interessato ad entrare nel settore delle Attività Produttive, con obiettivo comune di ridurre al minimo i tempi di attesa di rilascio di documenti e snellire le file agli uffici di competenza.
Tra le esposizioni dei due servizi messi a disposizione dei cittadini, c’è stato anche l’intervento a cura dell’ufficio del web master incentrato su una breve panoramica del sito internet istituzionale e sui relativi profili social, al fine di valutare l’impatto che questi strumenti hanno con il cittadino in termini di comunicazione diretta. Interessante sapere come il sito del comune di Palermo ha avuto un incremento notevole delle pagine visualizzate: si pensi già che solo nel primo trimestre del 2016, numeri si assestano già alla metà delle pagine visualizzate di tutto il 2015. Curioso anche l’impatto che i profili social del Comune di Palermo hanno nei confronti dei cittadini, dimostrando come una buona parte dei cittadini utilizzino tali canali per tenersi aggiornato su notizie relative alla propria amministrazione. A conferma di ciò i numeri dicono che i fan di Facebook sono passati dall’essere 8.806 nel 2014 a 18.708 nel 2015, e per quanto riguarda Twitter si è passato da 14.700 follower a 16.300 già solo nel primo trimestre del 2016. Numeri che magari a possono non entusiasmare ma che comunque in una terra dove ancora si hanno livelli di conoscenza informatica scarsi possiamo dire che sono confortanti, dimostrando che c’è comunque si cerca l’innovazione e la comunicazione diretta tra pubblica amministrazione (PA) e cittadino.

Cittadino??? Beh si. Qua arriva la nota dolente dell’incontro. Tale incontro era aperto a tutti i cittadini per l’ascolto di eventuali osservazioni e suggerimenti, anche perché essi sono attori principali del processo operativo riguardante il tema dell’incontro ( trasparenza e diffusione di informazioni verso chi se non verso il cittadino). E mi dispiace dover scrivere che a questo incontro eravamo non più di 2-3 semplici cittadini (compreso il sottoscritto). Le altre persone presenti erano impiegati comunali, che fra l’altro non sembravano proprio felici di essere lì (forse obbligati? O potevano scegliere se lavorare o assistere all’incontro?)
Se questo incontro era (come credo) anche un tentativo per far avvicinare il cittadino alla PA, è fallito. Un’occasione persa sia dalla PA che dal palermitano. La PA ha perso l’occasione di far conoscere ai palermitani quali strumenti sta cercando di attuare per venire incontro ai bisogni dei cittadini, e per cercare di avvicinarsi anche dal punto di vista comunicativo al cittadino. L’incontro è stato diffuso sul sito web del comune (molto in linea con il tema centrale della giornata, utilizzo del sito del comune e i profili social) e ne è stata data comunicazione alle associazioni di categoria ( si pensi al settore del commercio visto che si è parlato del SUAP); ma nessuno si è fatto vedere.
Per il futuro suggerisco di scegliere un giorno e un orario non lavorativi, una sede più friendly come una piazza o un parco/giardino e utilizzare anche mezzi di comunicazione “classici” (testate giornalistiche o manifesti pubblicitari?).
L’altra campana – i cittadini – ovviamente dal canto suo è impossibilitata a rispondere perché assente. Ed ecco che provo io a rispondere. Da cittadino (unico a prendere la parola per un intervento a fine dibattito) sono realmente inalberato nel constatare questa scarsa partecipazione. Al di là di ogni orientamento politico – e questa è politica, perché in termini di trasparenza della PA o si fanno certe cose o non si fanno – chiunque infatti può presenziare e a fine dibattito può intervenire con un propria considerazione o domanda a favore o contro di ciò che è stato esposto. Magari qualcuno dei nostri amministratori, segretari, politici ( chiamiamoli come vogliamo) prenderà in considerazione qualche proposta, o non saranno d’accordo su qualche idea, o addirittura potranno pure fare finta di ascoltare ma almeno si alza un dibattito e si cerca di far scruscio, e aprire un confronto magari con altri cittadini presenti in platea pronti ad ascoltare e condividere iniziative. Lungi da me sperare di incontrare chi si interessa solo di calcio (è solo una metafora), ma di certo mi sarei aspettato di trovare quei palermitani (semplici cittadini o associazioni) che sulla rete internet si fanno spesso sentire e reclamano risposte dalla PA su questi argomenti. Questa occasione dispiace dirlo è stata persa, anche per tutte quelle persone che si battono per la trasparenza e il rilascio dei dati da mettere a disposizione, perché sono poche le occasioni che mettono nella stessa stanza politici e cittadini.


foto di OKFN

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Palermo aderisce a Wiki Loves Monuments Italia

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WLM-Logo

L’Associazione Wikimedia Italia promuove da 5 anni l’iniziativa Wiki Loves Monuments (WLM), invitando  tutti i cittadini a immortalare con le foto il patrimonio culturale e monumentale presente nelle piccole e grandi città italiane (monumenti, palazzi, ville, fontane, ecc.).
Tutte le fotografie dei siti storici e artistici realizzate da cittadini e turisti vengono rilasciate con licenza libera Creative Commons CC BY SA e  pubblicate su Wikimedia Commons che è il grande database multimediale di Wikipedia.

Nell’edizione 2016 il Comune di Palermo aderisce all’iniziativa WLM dando così la possibilità ai cittadini e turisti di partecipare attivamente al concorso fotografico che si terrà nel mese di settembre 2016. L’edizione 2015 ha visto partecipare all’iniziativa in Italia quasi 1.000 fotografi impegnati a fotografare oltre 5.000 monumenti, rivelandosi il paese con il maggior numero di partecipanti a livello globale.

DETTAGLI DEL CONCORSO: il concorso si svolge dal giorno 1 al 30 settembre, tutti gli anni, e possono partecipare gratuitamente persone di ogni età, con un numero illimitato di fotografie. I soggetti con maggiore interesse a partecipare possono essere:  cittadini, fotoamatori, associazioni culturali, corsi di fotografia locali, archivio storico.

COME SI PARTECIPA:

  1. Scattare almeno una foto ad uno o più monumenti italiani presenti nella lista sul sito wikilovesmonuments.wikimedia.it. La fotografia può essere stata fatta in passato;
  2. Registrarsi al sito https://commons.wikimedia.org, fornendo il proprio indirizzo e-mail (l’utente deve essere l’autore degli scatti);
  3. Aspettare il mese di settembre 2016, quando si svolge il concorso, per caricare le immagini;
  4. A settembre 2016, cercare sul sito wikilovesmonuments.wikimedia.it, nella sezione “Liste monumenti ed enti”, il monumento di cui si è scattata la foto e cliccare sul tasto carica! Caricare le fotografie di quel monumento seguendo le istruzioni sul sito. Seguire la stessa procedura per ognuna delle fotografie con cui si intende partecipare. Ogni immagine entrerà a far parte del database multimediale di Wikipedia e dovrà essere rilasciata con licenza libera CC-BY-SA 4.0.

Cosa mancava prima per aderire a questa iniziativa di valorizzazione del patrimonio artistico di una città?

In Italia l’uso delle fotografie dei monumenti è regolato dal “Codice Urbani” (D.Lgs. 42/2004) e dal successivo “Art Bonus” (DL 31 maggio 2014, n.83): queste norme non permettono di fotografare i monumenti e ri-licenziarle con licenza d’uso Creative Commons CC-BY-SA senza una precisa autorizzazione da parte degli enti pubblici territoriali che abbiano in consegna tali beni o dei privati che ne siano proprietari. Per partecipare a Wiki Loves Monuments Italia è, quindi, necessario l’appoggio e il coinvolgimento diretto degli enti pubblici e privati, che devono rilasciare l’autorizzazione all’uso delle immagini.

Il Comune di Palermo, come altri enti pubblici italiani, ha deciso di collaborare a questa iniziativa che permette di valorizzare il patrimonio culturale locale in ambito nazionale, autorizzando i cittadini e i turisti a fotografare e condividere le immagini dei siti di seguito elencati:

DENOMINAZIONE SITO
TIPOLOGIA SITO
INDIRIZZO SITO
LATITUDINE SITO
LONGITUDINE SITO
Biblioteca Comunale
Biblioteche
Piazza Casa Professa, 1
38.1127839
13.360766
Biblioteca Comunale Villa Trabia
Biblioteche
Via Salinas, 3
38.128591
13.3463213
Chiesa di San Mattia dei Crociferi
Chiese e Oratori
Via Torremuzza
38.1165646
13.3725477
Palazzo delle Aquile (o Pretorio)
Palazzi
Piazza Pretoria, 1
38.1157129
13.3621249
Palazzo Galletti di S. Cataldo
Palazzi
Piazza Marina, 46
38.1169529
13.3687926
Palazzo Tarallo
Palazzi
Via delle Pergole, 74
38.1104004
13.3622947
Villa Terrasi
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Viale Lazio
38.1413765
13.3360137
Giardino Inglese
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Viale della Libertà, 63
38.1326894
13.3504677
Cantieri Culturali alla Zisa, Zona Arti Contemporanee, ZAC
Gallerie d’Arte e Musei
Via Paolo Gili, 4
38.1182029
13.3405826
Galleria d’Arte Moderna, G.A.M
Gallerie d’Arte e Musei
Via Sant’Anna, 21
38.1152018
13.3647759
Villa Garibaldi
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Piazza Marina
38.117887
13.368154
Teatro Massimo Vittorio Emanuele
Teatri
Piazza Giuseppe Verdi
38.1207376
13.3570938
Museo Etnografico “G. Pitrè”
Gallerie d’Arte e Musei
Via Duca degli Abruzzi,1
38.1667101
13.3287389
Villa Trabia
Dimore e Ville Storiche
Via Antonio Salinas, 3
38.130416
13.346716
Teatro Politeama Garibaldi
Teatri
Piazza Ruggero Settimo, 15
38.1252
13.35591
Biblioteca della Galleria d’Arte Moderna
Biblioteche
Via Sant’Anna, 21
38.1152018
13.3647759
Parco di Villa Trabia
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Via Antonio Salinas, 3
38.1282475
13.3463207
Città dei Ragazzi
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Viale degli Abruzzi, 1
38.142124
13.3359195
Parco di Villa Niscemi
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Via dei Quartieri, 2
38.1613916
13.3253326
Villa Giulia
Giardini Pubblici e Spazi Verdi
Via Lincoln
38.114529
13.374817
Spasimo (Chiesa di S. Maria dello Spasimo)
Monumenti
via dello Spasimo, 35
38.11456
13.37123
Villa Niscemi
Dimore e Ville Storiche
Piazza Niscemi
38.164296
13.332514
Eco Museo Urbano, Ex Deposito Locomotive S. Erasmo
Gallerie d’Arte e Musei
Via Messina Marine, 32
38.1086579
13.3807273
Biblioteca Comunale Verde Terrasi
Biblioteche
Viale Lazio 5
38.1435222
13.3399722
Archivio Storico Comunale
Biblioteche
Via Maqueda, 157
38.1137008
13.3628078
Fontana di Piazza Pretoria
Fontana monumentale
Piazza Pretoria 1
38.115492
13.362088
Ponte dell’Ammiraglio
Ponte monumentale
Piazza Ponte dell’Ammiraglio
38.104986
13.375057

L’elenco dei monumenti per la partecipazione al concorso “Wiki Loves Monuments Italia” è stata stilata, estraendola dal dataset degli immobili di interesse turistico disponibile nel portale open data, e verificando i dati sulla titolarità nell’elenco dei beni comunali pubblicato sulla sezione Amministrazione Trasparente del sito istituzionale.

Per prendere comodamente visione della localizzazione geografica dei siti oggetto dell’autorizzazione a scattare foto per le finalità del concorso fotografico dell’iniziativa WLM è stata realizzata una mappa nella quale i punti di interesse (POI = Point Of Interest) contengono le informazioni sul livello di accessibilità ai siti.

Che altro dire …. buona partecipazione al concorso fotografico 🙂

WLM 2016

(immagini del kit di comunicazione dell’iniziativa “Wiki loves monuments Italia 2016” di Wikimedia)

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ODS16 OpenDataSicilia Summer Edition / Messina, 2-3-4 Settembre 2016

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La comunità di #OpenDataSicilia si troverà a Messina dal 2 al 4 Settembre 2016. Saranno tre giornate di confronto, workshop formativi ad accesso gratuito e con l’opportunità di creare gruppi di sviluppo progettuale per lavorare sugli OpenData.

#OpenDataSicilia è una iniziativa civica che si propone di far conoscere e diffondere la cultura dell’open government e le prassi dell’open data nel nostro territorio e aprire una discussione pubblica partecipata. Siamo un gruppo di cittadini con diverse storie, competenze, professioni. Siamo accomunati dalla genuina volontà di contribuire a migliorare la qualità della vita della nostra comunità. Lo vogliamo fare con spirito di collaborazione e concretezza.

Il programma è già in buona fase di sviluppo ed è suddiviso in tre momenti principali: venerdì 2 sarà dedicato a relazioni a “tema”, sabato 3 allaformazione e infine domenica 4 alla cura di questa comunità e a sviluppare e costruire “cose” a partire da stimoli e idee scaturiti nei giorni precedenti.

Si può contribuire sia per la giornata del 2, proponendo una relazione, che per la giornata del 3 con una proposta di workshop. Qui la call for proposal, con le modalità previste.

L’interesse per il raduno del 2016 è ulteriormente aumentato, con interventi di amici e professionisti che verranno anche da lontano e ci sarà inoltre un probabile alto numero di iscritti. Sarà un evento gratuito, ma avrà dei costi di manutenzione: per questo ti chiediamo di sostenerlo con una donazione libera (i fondi verranno raccolti dall’associazione onData, che pubblicherà tutti i dati su quanto raccolto e sulle modalità di utilizzo)

Ti aspettiamo a Messina per #ODS16!

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L’Agenda Unica dei Movimenti Catanesi in Open Data

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L’Agenda Unica è un coordinamento delle associazioni e dei gruppi operanti a Catania nell’area della cosiddetta sinistra antagonista. Nasce sotto l’impulso di Officina Rebelde e vi partecipano svariati gruppi tra i quali i Briganti Rugby Librino, Red Militant, la Rete Antirazzista Catanese , il Collettivo Politico Experia, il Collettivo Universitario Catanese e l’Unione degli Studenti.

Tra gli strumenti di cui si è dotato questo coordinamento troviamo un calendario condiviso nel quale ogni gruppo inserisce i propri eventi e iniziative di carattere politico. Lo spirito di questo foglio è di evitare, ove possibile e ove si voglia, la sovrapposizione di iniziative. Ovviamente, una delle sue ricadute è quella di mettere a conoscenza dei propri eventi tutti gli altri partecipanti all’agenda.

Inizialmente l’agenda unica usava un gruppo facebook per questi fini, che poi si è evoluto in un google sheet. Dopo circa un mese da questo passaggio al google sheet. Michele Maresca, Alberto Berrittella ed io abbiamo quindi iniziato a realizzare, nell’ambito dell’opendatahacklab di Hackspace Catania e sulla falsa riga di quanto fatto a Matera, una ontologia RDF/XML dell’agenda unica, basata sul google sheet, ed un corrispondente sito web. Appena pronto, abbiamo proposto di liberare i dati degli eventi in agenda agli altri partecipanti, che hanno accolto la proposta con entusiasmo.

Sono molto lieto che la condivisione della conoscenza, tramite gli open data, inizi ad essere percepito come un valore e non come un tabù (cfr. son tutti buoni con gli open data degli altri). Mi auguro inoltre che questa operazione favorisca la diffusione delle iniziative e, di conseguenza, delle idee e proposte portate avanti dai vari gruppi  che partecipano ad Agenda Unica.

Invito quindi tutti coloro i quali vogliano contribuire a diffondere notizie su questo genere di eventi ad usare i dati aperti che mettiamo a disposizione. Invito inoltre tutte le altre associazioni e i singoli che vogliano liberare i dati sui propri eventi a replicare l’iniziativa creando una propria agenda (la conversione in RDF/XML renderà infatti semplice l’integrazione tra Agende anche eterogenee). 

 

Il sito di Agenda Unica, con i collegamenti ai sorgenti e all’ontologia, è disponibile alla seguente URL:

http://www.opendatahacklab.org/agenda-unica/

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Nuove funzioni per il Non-Portale siciliano

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Il Non-Portale Open Data della Regione Siciliana si arricchisce di due nuove funzionalità che abbiamo realizzato con Andrea Borruso e Davide Taibi e che vanno nella direzione di aiutare la collettività a fruire al meglio delle informazioni prodotte e gestite dalla Regione Siciliana.

La prima è un motore di ricerca personalizzato (realizzato con google cse) che cerca le informazioni all’interno di un catalogo di quasi 200 siti della Regione Siciliana (faticosamente censiti e classificati grazie anche all’aiuto di Joska Arena) e che risulta molto utile per riuscire a districarsi e trovare facilmente le informazioni nello ‘sterminato’ mondo dei siti e portali regionali. Per ogni ricerca, il motore restituisce sia i risultati complessivi, che quelli suddivisi per le singole categorie (es. Ambiente e meteo, Sanità, Cultura, ecc.). Ad esempio, se si cerca la parola “bandi” si avranno sia le informazioni sui bandi contenute all’interno di tutti i siti regionali sia quelle dei siti che appartegono ad una specifica categoria (selezionabile attraverso i tab che appariranno sotto la finestra di ricerca).

La seconda è l’aggiunta di due nuove colonne nella home page del Non-Portale. La colonna “dato aperto” riporta il link alla versione Open Data del dataset, creata al di fuori della Regione Siciliana, e permette di poter elaborare il dataset più facilmente. La colonna “rielaborazione” riporta una elaborazione del dataset (mappa, infografica, ecc.), anch’essa creata al di fuori della Regione Siciliana, e consente una più facile fruizione del dato da parte dell’utente non esperto. Queste colonne sono importanti perché, tra l’altro, consentono di poter dare visibilità ai ‘prodotti’ di singoli o di gruppi come nel caso della mappa delle aziende siciliane realizzata dagli alunni della scuola IPS “Einaudi” di Palermo durante le giornate di formazione realizzate da OpenDataSicilia.

Ovviamente, continuiamo a lavorare per ampliare e migliorare l’offerta del Non-Portale nella convizione, suffragata dai tantissimi riconoscimenti ricevuti, di fare qualcosa di veramente utile per tutti/e e nella speranza che la PA (ad iniziare da quella regionale siciliana) prenda esempio e si decida a realizzare qualcosa di similare se non, e ne saremmo ben contenti, di migliore.

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